Marcia per la Famiglia in Messico: pieno sostegno del Papa. Una nuova Cristiada contro le imposizioni del governo che vuole distruggere la famiglia

É stato da subito chiaro ai messicani che l’ideologia di genere è favorita dalle istituzioni che fanno sistema con le Nazioni Unite e con l’agenda globale per la diffusione del gender.

CITTA ‘DEL VATICANO, 25 SET 2016 (ACI ) .- Papa Francesco ha espresso il suo pieno sostegno alla Marcia per la Famiglia tenutasi in Messico Sabato 24 settembre 2016, così come la difesa della vita nella nazione, e ha chiesto la fine della violenza in tutto il Messico, dove i sacerdoti sono a continuo rischio per la loro vita.angeluscatfranciscofamilia_lor_111115

Così, prima della recita dell’Angelus, ha dichiarato: “Mi unisco volentieri ai Vescovi del Messico per sostenere l’impegno della Chiesa e della società civile per la famiglia e la vita, che in questo momento richiede una particolare attenzione pastorale e culturale in tutto il mondo. Assicuro la mia preghiera per l’amato popolo messicano, affinchè cessi la violenza che in questi giorni ha colpito anche alcuni sacerdoti”, ha detto il Papa.

Ricordiamo che Papa Francesco ha da sempre sostenuto anche il Family Day in Italia: “Vi ringrazio per quello che state facendo. Andate avanti così, voi avete retta coscienza cristiana” 

http://it.radiovaticana.va/news/2016/04/29/il_papa_al_promotore_del_family_day_andate_avanti_cos%C3%AC/1226422

Le marce in difesa della famiglia, alle quali hanno partecipato quasi un milione e duecentomila persone, per lo più di religione cattolica, sono state una risposta pubblica della società pressoché senza precedenti in Messico.

Da mezzogiorno di Sabato 24 settembre 2016, più di 400 mila persone provenienti da tutto il paese hanno partecipato alla imponente Marcia per la Famiglia svoltasi a Città del Messico. Senza contare poi il milione di persone che solo due settimane fa era sceso in piazza per difendere la famiglia in tutti gli Stati della Federazione messicana.

Il bianco è stato il colore che ha monopolizzato l’ingente manifestazione. Un lungo fiume tinto con la sfumatura della purezza ha attraversato festosamente le strade della capitale messicana. Il corteo, partito dall’Auditorio Nacional, ha raggiunto la piazza in cui è situato l’Ángel de la Independencia. Sotto la statua che raffigura il cherubino, è stato letto un manifesto in dieci punti da sottoporre alla presidenza della Repubblica. https://it.zenit.org/articles/messico-nuova-marcia-contro-il-gender-e-pro-famiglia/

Tra i principali obiettivi del Fronte Nazionale per la Famiglia, organizzatore della marcia, vi è la tutela della famiglia fondata sul matrimonio, costituita da un uomo e una donna, il diritto dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni, e il rifiuto della imposizione dell’ ideologia di genere da parte del governo.

Parlando alla stampa, Consuelo Mendoza, dell’Unione Nazionale dei Genitori, che fa parte del Fronte per la Famiglia, ha detto che i messicani vogliono un Messico migliore, dove le autorità ben rappresentino i reali interessi del popolo. Ha aggiunto che nutre il massimo rispetto per le persone LGBT, per la loro dignità, e per la loro libertà di scelta. Ma da loro si aspetta  il rispetto per la famiglia naturale.

Da parte sua, Juan Dabdoub Giacoman, Presidente del Consiglio messicano per la Famiglia, ha ricordato che nel febbraio di quest’anno è stata presentata una petizione a favore della famiglia con più di 200mila firme che è stata completamente ignorata dal Presidente. Di contro, l’istituzione che dovrebbe garantire la non discriminazione in Messico, il CONAPRED, “sembra un’appendice della comunità gay“, e caldeggia esso stesso le discriminazioni, quelle contro la famiglia. “Questa lobby fa pressioni sul presidente”.

Fernando Guzman Perez Pelaez, vice presidente di Confamilia, ha detto che il Presidente Peña Nieto porta avanti le  sue convinzioni personali, senza curarsi delle istanze del popolo messicano. In testa al corteo contro il matrimonio gay hanno sfilato le insegne con l’immagine della Vergine di Guadalupe. Alcuni cartelli proclamavano: “La mia famiglia è come quella di Nazareth”.

“I cittadini stanno vivendo un risveglio nazionale. Il Messico si è sempre contraddistinto per la difesa del  valore della famiglia. Lo abbiamo dimostrato il 10 settembre e torniamo a dimostrarlo ora. Siamo qui a sottolineare che la società e lo Stato hanno il dovere di garantire la protezione e la promozione dell’istituzione familiare”, ha aggiunto.  Guzman ha spiegato che “non si fa nessuna discriminazione quando si dice che il matrimonio è tra un uomo e una donna. La Corte di Strasburgo, il più importante parlamento dei diritti umani nel mondo, lo ha messo in evidenza nelle sue sentenze”. 

Guzman ha descritto quella di sabato scorso come “una giornata allegra, intensa, propositiva”, durante la quale il popolo messicano ha potuto ribadire la richiesta al presidente Peña Nieto di aprire un dialogo con il Frente National por la Familia.

“Una cosa – ha aggiunto Guzman – è il rispetto pieno delle persone omosessuali, altra cosa è insegnare ai bambini che non sono maschi o femmine, ma che sono ciò che vogliono essere”. Il rappresentante delle associazioni familiari ha affermato che “questo non è giusto, va contro il terzo articolo della Costituzione e contro il diritto dei genitori ad educare i propri figli”.

UNA NUOVA CRISTIADA CONTRO IL GENDER: la rivolta del popolo messicano contro le imposizioni del governo.MEXICO-DEMO-ANTI-GAY

Nel 2011 il legislatore costituzionale messicano riformò l’Art. 1 della Costituzione introducendo l’”orientamento sessuale” tra i diritti umani. Nel 2015 la Corte costituzionale dichiarò illegittima la formula dell’art. 146 del Codice civile che definiva il matrimonio “un’unione libera tra un uomo e una donna … con la possibilità di creare figli”. Nel 2016 il Presidente messicano Enrique Peña Nieto ha presentato un’iniziativa legislativa per l’introduzione del “matrimonio egualitario”. Durante questi ultimi cinque anni è sorto in Messico un vastissimo movimento di resistenza cattolica contro il tentativo di sovvertire l’ordine naturale del matrimonio e della famiglia, un movimento tanto vasto e tanto avversato con gli strumenti del diritto penale e dell’oppressione legale dalle autorità governative che alcuni commentatori locali non hanno esitato a parlare di una nuova “cristiada”.

Da quando i mass media e i membri del governo hanno iniziato a sostenere che dietro all’associazione dei  fondatori di Confamilia c’è la Chiesa, si è iniziato a minacciare sacerdoti, vescovi e cardinali di azioni legali in applicazione dell’art. 130 della Costituzione che proibisce a qualsiasi ministro del culto di interferire negli affari dello Stato. A partire da quel momento è stata scatenata una campagna di aggressioni contro la Chiesa cattolica.

Fino a oggi sono riusciti portare di fronte ai giudici membri della Chiesa come per esempio i Cardinali Norberto Rivera Carrera, Juan Sandoval Íñiguez, Francisco Javier Chavolla, Francisco Moreno Barron. Secondo la comunità LGBT a queste azioni se ne aggiungeranno altre dopo le marce del 10 e del 24 settembre in modo tale da colpire ogni ecclesiastico che appoggia il Frente Nacional por la Familia con l’accusa di violazione dei diritti fondamentali e di incitazione all’odio e all’omofobia.

Ancor prima della prima marcia era apparsa nella rete la lettera (vedi qui) che Monsignor Daniel Alberto Medina Pech, già denunciato di omofobia dalla comunità LGBT, aveva indirizzato al Presidente della Repubblica. I fedeli messicani e molti sacerdoti ne trassero gran forza spirituale.

Le marce, alle quali hanno partecipato quasi un milione e duecentomila persone, per lo più di religione cattolica, sono state una risposta pubblica della società pressoché senza precedenti in Messico.

Gli omosessuali non hanno mai subito in Messico particolari discriminazioni, perché gran parte della società è contraria ad atti di sopraffazione nei loro confronti.

Tra gli obiettivi difesi dal Frente Nacional por la Familia non ve n’è uno che attenti alla dignità di singole persone o gruppi. Tutti hanno un contenuto positivo, non lesivo di posizioni altrui, affermativo di diritti che si considerano essere stati violati. Ciò che si chiede al governo è la loro piena restaurazione: la conservazione del matrimonio tale e quale esso è stato per secoli.

Alla completa assenza di odio e di volontà di discriminare nelle rivendicazioni del Frente Nacional por la Familia la comunità LGBT risponde impegnandosi a evitare a ogni costo che le manifestazioni pubbliche a favore della famiglia possano avere luogo.

Non sfugge il fatto che non soltanto la società messicana ma, in generale, le società di tutto il mondo soffrono una profonda crisi morale e di identità, e che ciò ha causato uno sfaldamento molto grave dei corpi sociali fino al nucleo stesso della famiglia. Di qui la necessità di recuperare i fondamenti della famiglia tradizionale che negli ultimi decenni sono stati erosi e smarriti.

Il risultato di questo grido di disapprovazione della società messicana, cattolica nella sua maggioranza, di fronte alle mire del Presidente Nieto è incerto. Non v’è dubbio tuttavia che la Chiesa e la società messicana si sono ridestate e che non cadranno più nel sonno. In qualunque caso, sia o meno approvata l’iniziativa sulla recezione legislativa dell’ideologia di genere in Messico, esse saranno sentinelle dell’integrità del matrimonio e dell’infanzia.

Fonti

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2016/09/una-nuova-cristiada-contro-il-gender-la.html

https://www.aciprensa.com/noticias/videos-y-fotos-mas-de-400-mil-en-marcha-por-la-familia-en-mexico-17977/

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