Beata Vergine Maria addolorata. Preghiere

15 settembre FESTA DI MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.

Papa Francesco: “Gesù  ha promesso di non lasciarci orfani e sulla Croce ci dona sua Madre come nostra Madre. Noi cristiani abbiamo una Madre, la stessa di Gesù; abbiamo un Padre, lo stesso di Gesù. Non siamo orfani! E Lei ci partorisce in quel momento con tanto dolore: è davvero un martirio. Col cuore trafitto, accetta di partorire tutti noi in quel momento di dolore. E da quel momento Lei diventa la nostra Madre, da quel momento Lei è nostra Madre, quella che si prende cura di noi e non si vergogna di noi: ci difende”.

subtumpraesidiumI mistici dei primi secoli cristiani – ricorda Francesco – consigliavano di rifugiarsi sotto il manto della Madre di Dio nel momento delle turbolenze spirituali: “Lì non può entrare il diavolo. Perché Lei è Madre e come Madre difende. Poi l’Occidente ha preso questo consiglio e ha fatto la prima antifona mariana ‘Sub tuum praesidium’ – ‘Sotto il tuo mantello, sotto la tua custodia, oh Madre! Lì siamo sicuri”.

Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

 S.Giovanni Paolo II: “Oggi,  la Vergine Addolorata, ritta accanto alla Croce, con la muta eloquenza dell’esempio ci parla del significato della sofferenza nel piano divino della Redenzione.
Ella, per prima, ha saputo e voluto partecipare al mistero salvifico, “associandosi con animo materno al sacrificio di Cristo, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da Lei generata” (Lumen Gentium, 58). Intimamente arricchita da questa ineffabile esperienza, Ella s’accosta a chi soffre, lo prende per mano, lo invita a salire con Lei sul Calvario e a sostare davanti al Crocifisso.
In quel corpo martoriato c’è l’unica risposta convincente agli interrogativi che salgono imperiosi dal cuore. E con la risposta c’è anche la forza necessaria per assumere il proprio posto in quella lotta, che oppone le forze del bene a quelle del male (cfr. Ioannis Pauli PP. II, Salvifici doloris, n. 27). “Coloro che partecipano alle sofferenze di Cristo conservano nelle proprie sofferenze una specialissima Particella dell’infinito tesoro della Redenzione del mondo, e possono condividere questo tesoro con gli altri”.

Chiediamo alla Madonna Addolorata di alimentare in noi la fermezza della fede e l’ardore della carità, per saper portare con coraggio la nostra croce quotidiana (cfr. Lc 9, 23) e così partecipare efficacemente all’opera della Redenzione. (San Giovanni Paolo II, 15 settembre 1991).gesc3b9incroceemaria

Preghiera a Maria Addolorata

Regina dei martiri,

che sostenesti i più atroci dolori
e compisti nel tuo cuore il più eroico dei sacrifici,
io voglio unire le mie pene alle tue.

Vorrei essere vicina a te
come san Giovanni e le pie donne
per consolarti della perdita del tuo Gesù.
Purtroppo riconosco che anch’io
con i miei peccati sono stato causa
della morte del tuo Figlio diletto.

Ti chiedo perdono, o Madre addolorata.
Accetta in riparazione l’offerta
che io ti faccio di me stesso,
e il proposito di volerti sempre amare
per l’ avvenire.
Metto nelle tue mani tutta la mia vita;
fa’ che io possa farti amare
anche da tante anime che vivono lontane
dal tuo Cuore materno. Amen.

I SETTE DOLORI di MARIAsette-dolori-gliri-par-720x440La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette “Ave Maria” al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

La pace in famiglia.

L’illuminazione circa i misteri divini.

L’accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.

La gioia eterna in Gesù e in Maria.

PRIMO DOLORE: La rivelazione di Simeone

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2, 34-35).

Ave Maria…

SECONDO DOLORE: La fuga in Egitto

Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto.
(Mt 2, 13-14)

Ave Maria…

TERZO DOLORE: Lo smarrimento di Gesù nel Tempio

Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
(Lc 2, 43-44, 46, 48).

Ave Maria…

QUARTO DOLORE: L’incontro con Gesù sulla via del Calvario

Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente» (Gv 19, 26).

Ave Maria…

QUINTO DOLORE: La crocifissione e la morte di Gesù.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto “Gesù il Nazareno, il re del Giudei” (Lc 23,33; Gv 19,19). E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!” E, chinato il capo, spirò. (Gv 19,30)

Ave Maria…

SESTO DOLORE: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria

Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto. (Mc 15, 43, 46-47).

Ave Maria…

SETTIMO DOLORE: La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27).

Ave Maria…1512990_lanciogrande

Regina dei martiri.

Con questo bel titolo la saluta la Chiesa nelle litanie. “Che abbia veramente sofferto, dice san Pascasio Radberto, lo afferma Simeone quando le dice: Una spada trapasserà la tua anima. Di qui è evidente che supera tutti i martiri, perché gli altri hanno sofferto per Cristo nelle loro carni, ma non hanno sofferto nella loro anima, che è immortale, mentre Maria ha sofferto in questa parte di sé, che è impassibile, la sua carne ha sofferto, per così dire, spiritualmente la spada della Passione di Cristo ed è così più che martire. Avendo amato più di tutti, più di tutti ha sofferto e la violenza del dolore trapassò la sua anima, ne prese possesso a testimonianza del suo amore indicibile. Avendo sofferto nella sua anima, fu più che martire, perché il suo amore, più forte della morte, fece sua la morte di Cristo” (Lettera sull’Assunzione, n. 14, PL 30, 138).

Il santo Papa Pio X scriveva che “nell’opera suprema si vide la Vergine ritta presso la croce, oppressa senza dubbio dall’orrore della scena, ma tuttavia felice e gioiosa, perché il Figlio si immolava per la salvezza del genere umano” (Encicl. Ad diem illum, 2 febbraio 1904). Più di san Paolo, Maria sovrabbondava di gioia in mezzo al dolore. In lei, come in Gesù, salve le proporzioni, la gioia più profonda sta insieme alla sofferenza più grande che creatura di quaggiù possa sopportare. Maria ama Dio e la divina volontà più di ogni altra cosa al mondo e sa che sul Calvario si compie questa volontà, che la morte del Figlio offre a Dio il riscatto che Dio esige per la redenzione degli uomini, i quali le sono lasciati come figli suoi e li amerà e già li ama come ha amato Gesù.

Riconoscenza verso Maria.mothermarypic

Disse sant’Alberto Magno: ” Come il mondo tutto è debitore di nostro Signore Dio, così lo è della Vergine per la sua Compassione” (Questione Super Missus, 150). Conosciamo oggi meglio, o Maria, che cosa hai fatto per noi e quanto ti dobbiamo. Tu ti lamentasti perché “guardando gli uomini e cercando fra essi quelli che ricordavano il tuo dolore e ti compativano ne trovasti troppo pochi” (Santa Brigida, Rivelazioni, l. II c. 24). Non vogliamo aumentare il numero dei figli ingrati e ci uniamo perciò alla Chiesa nel ricordare le tue sofferenze e mostrarti la nostra gratitudine.

Sappiamo, o Regina dei martiri, che una spada di dolore ti trapassò l’anima e che solo lo Spirito di vita e di consolazione poté sostenerti e fortificarti nel momento della morte di tuo Figlio.

Sappiamo soprattutto che, se tu hai salito il Calvario, se tutta la tua vita, come quella di Gesù, fu un lungo martirio, ciò avvenne perché tu dovevi compiere presso il Redentore e in unione con lui il ruolo che la nostra prima madre, Eva, compì presso Adamo nella nostra caduta. Tu con Gesù ci hai riscattati, con lui e in dipendenza da lui hai meritato de congruo, per convenienza, la grazia che egli meritò de condigno, in giustizia, per ragione della sua dignità infinità. Ti salutiamo così, con amore e riconoscenza, “nostra Regina, Madre di misericordia, nostra vita e nostra speranza” e, sapendo che la nostra salvezza è nelle tue mani, ti consacriamo tutta la nostra vita, perché, sotto la tua potente protezione, con la tua materna guida, possiamo raggiungerti nella gloria del Paradiso ove, con il Figlio, vivi incoronata e felice per sempre. Così sia.

STABAT MATER (Beato Jacopone da Todi, francescano)

SEQUENZA

In piedi, presso la Croce, cui era appeso il figlio, la Madre dei dolori piangeva.

L’anima sua, che gemeva per la tristezza e la desolazione, era stata trapassata da una spada.

Quanto era triste, quanto era afflitta quella benedetta Madre di un figlio solo.

Gemeva e sospirava la tenera Madre, assistendo alle pene del suo augusto figlio.

Chi non piangerebbe, se vedesse la Madre del Cristo, straziata da pene così acerbe?

Chi non potrebbe essere triste al vedere la Madre di Cristo con lui in preda al dolore?

Vide Gesù in mezzo ai tormenti, sottoposto ai flagelli, per i peccati del suo popolo.

Vide il dolce suo figlio morire senza conforto, ne colse l’ultimo sospiro.

Orsù, Madre, sorgente di amore, fa’ che io senta la violenza della pena e pianga con te.

Fa’ che arda il mio cuore nell’amore di Cristo, Dio, perché io possa piacergli.

Madre santa, imprimi fermamente nel mio cuore le piaghe del Figlio tuo.

Dividi con me le pene del tuo Figlio straziato, che si degnò di soffrire per me.

Fa’ che finché avrò vita, pianga piamente con te e compatisca al Crocifisso.

Desidero stare presso la Croce con te e unirmi a te nel pianto.

Vergine, tra le vergini la più nobile, non essere severa con me, fa’ che mi unisca al tuo pianto.

Fa’ che io porti in me la morte di Cristo, che io partecipi alla sua passione, che ne mediti le sofferenze.

Fa’ che le sue ferite siano le mie ferite, che io mi inebrii della croce e del sangue del tuo figlio.

Le fiamme non mi tormentino: nel giorno del giudizio, sii tu, o Vergine, la mia difesa.

O Cristo, quando dovrò morire, fa’ che la Madre mi conduca alla palma della vittoria.

Quando il corpo morirà, fa’ che l’anima raggiunga la gloria del Paradiso. Così sia.

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1076-1083

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/15/messa_del_papa_a_s_marta_nella_memoria_della_addolorata/1258178

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