Messico: più di un milione in Marcia per difendere la Famiglia dall’imposizione di gender e “matrimoni gay”

Sabato 10 settembre 2016, in Messico oltre un milione di persone sono scese per le strade a difendere la famiglia naturale ed il matrimonio tra uomo e donna. In 124 città della Confederazione messicana si sono tenute marce che hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di cittadini, di religione e opinioni politiche differenti, ma tutti uniti contro il presidente Enrique Peña Nieto, che nei mesi scorsi ha espresso la volontà di introdurre nel Paese l’ideologia gender e lo pseudo-matrimonio omosessuale con annesso diritto di adozione per le coppie gay. Messico_famiglia

Il Frente Nacional por la Familia, che raccoglie varie realtà associative ed è il promotore ed organizzatore delle marce di due giorni fa, ha ottenuto l’appoggio ed il sostegno della Conferenza episcopale messicana e ha chiesto che venga riconosciuta esplicitamente e senza ambiguità la verità sul matrimonio, inteso come unione tra un uomo e una donna (una petizione in tal senso, dopo aver ottenuto 200mila firme a favore, è stata presentata al Senato); che venga protetto e affermato il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre; e che vengano nettamente respinte tutte quelle proposte di legge volte a riconoscere l’identità di genere e la ridefinizione del concetto di matrimonio. 

Dopo le manifestazioni a favore della famiglia, si sta verificando un risveglio nazionale ed è chiaro che la Chiesa lo appoggia, ha osservato mons. Sigifredo Noriega Barceló, vescovo di Zacatecas. L’agenzia Fides riferisce che il vescovo, parlando ieri dopo la Messa domenicale, ha spiegato che parlare del tema della famiglia non vuole discriminare nessuno: “non è un ritorno al passato, alla famiglia tradizionale, ma difendere l’unione tra uomo e donna, come base per una famiglia”.

I vescovi chiedono di non distruggere il matrimonio tra uomo e donna

“Non si tratta di andare contro qualcuno, tanto meno contro le persone omosessuali, si riconoscono i loro diritti, ma senza negare, né distruggere ciò che è il matrimonio” ha aggiunto. “La Chiesa, i vescovi, vedono di buon occhio questo risveglio della popolazione e lo sostengono, ma non ne siamo i promotori” ha sottolineato il vescovo.

In Messico il primo valore è la famiglia

Più di un leader cattolico ha ripetuto quanto detto alla stampa da mons. Pedro Pablo Elizondo, vescovo della Prelatura di Cancún-Chetumal: “in Messico, per il 75 % dei messicani, il primo valore è la famiglia. Vedere più di un milione di persone scendere in piazza per difenderla, è un messaggio chiaro e forte”. 

Alle ultime elezioni amministrative, gli uomini del Partito Nazionale Istituzionale (cui appartiene Peña Nieto), hanno subito una brusca caduta in termini di voti proprio a causa delle politiche governative in tema di famiglia. La voce del popolo, quindi, non si può ignorare troppo facilmente.

Eventi del genere sono incoraggianti e ci dicono che non tutto il mondo ha perso la ragione ed il buon senso. Anzi, la maggioranza degli Stati, come ripetiamo sempre, continua convintamente, nonostante le pressioni degli organismi internazionali fautori del mondialismo, a resistere e a difendere vita e famiglia.

Il prossimo appuntamento in Messico sarà la Marcia Nazionale per la Famiglia di sabato 24 settembre, nella capitale Città del Messico, dove sono attesi partecipanti da tutto il Paese.

FOTO E VIDEO QUI

https://www.aciprensa.com/noticias/fotos-y-video-mas-de-un-millon-marcharon-en-mexico-contra-matrimonio-gay-93639/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/12/messico_pi%C3%B9_di_1_milione_in_piazza_in_difesa_della_famiglia/1257461

 

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