Il governo esclude don Di Noto e la sua Meter Onlus dall’Osservatorio antipedofilia da lui stesso fondato: “l’ideologia gender fa il gioco dei pedofili”

27026529Il 30 agosto 2016 il ministro Maria Elena Boschi ha nominato il nuovo Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, ignorando ed escludendo l’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto che da quasi 30 anni combatte contro la pedofilia ed i cyber orchi: Meter è stata la prima Associazione ad occuparsi di questa battaglia, salvando tantissimi bambini e denunciando altrettanti pedofili e siti pedopornografici alla Polizia a livello internazionale, (qui la notizia).

Leggiamo questo post di Don Fortunato Di Noto sulla sua pagina di Fb di Lunedì 5 settembre 2016:

“Fanno le nuove nomine e i rappresentanti delle associazioni per l’Osservatorio nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia in Italia e non nominano Meter Onlus ? Inserendo sempre e solo le solite. Ma che vi sembra? Mi appello alla Vostra e nostra protesta. Ne fui paladino per la costituzione..per protestare osservatoriopedofilia@governo.it”

La denuncia di don Di Noto: «L’ideologia gender fa il gioco dei pedofili». La sua  intervista rilasciata alla Nuova Bussola Quotidiana

Lo sdegno e le proteste seguite all’esclusione di Meter dall’Osservatorio per il contrasto alla pedofilia hanno indotto il governo a fare subito un passo indietro. Era stata infatti proprio L’associazione guidata da Don Fortunato Di Noto a far nascere quell’Osservatorio e a contribuire, più di ogni altra realtà, alle segnalazioni alle autorità competenti. Tutto è rientrato con una telefonata tra il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi,( che ora dice che è stata una “dimenticanza”) ed il sacerdote di Avola. Eppure resta un interrogativo legittimo: a chi dà fastidio Don Fortunato di Noto e la sua battaglia contro la pedopornografia sul web? foto-don-di-noto

Don Fortunato può spiegarci cosa è successo?

È stata una vicenda troppo grottesca, inverosimile. Non voglio vantarmi, ma se dobbiamo essere onesti con la storia va detto che noi di Meter siamo stati gli antesignani nella lotta alla pedopornografia. Abbiamo passato le fatiche di Ercole anche solo per dare gli strumenti legislativi per combattere questo fenomeno. Il primo provvedimento al mondo su questo tema risale al 1997 e porta il mio nome. L’Osservatorio nazionale nasce da una mia proposta che fu accolta dall’allora ministro delle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo e tanti lavori sono stati fatti nell’ambito del progetto “Ciclope”. Poi, a dire il vero, questo osservatorio non ha funzionato sempre bene. E per lungo tempo sotto il governo Renzi la delega alle Pari Opportunità è stata vacante finché qualche mese fa è stata assegnata al ministro Boschi, alla quale spetta il dovere di convocare l’Osservatorio.

Il governo si giustifica dicendo che si è trattato di una “semplice svista”

Certo che è strano perché non siamo degli sconosciuti, ogni anno mandiamo una relazione al Dipartimento Pari opportunità che produce il rapporto annuale proprio sulla base del lavoro delle associazioni più importanti , che sono appena tre o quattro. Quindi non è che il Dipartimento non ci conosceva. Ma evitiamo polemiche e prendiamo per buono questa versione. Guai a frammentarsi e a dividersi in questa battaglia, lo dico sempre: più ci dividiamo e più sarà difficile contrastare questo fenomeno.

La grande stampa ha ignorato la vostra esclusione. Si preferisce mettere in prima pagina i preti pedofili e non raccontare cosa fanno molti rappresentanti del clero per combattere la pedofilia

Chi compie questi atti può essere un medico, un insegnate o un prete; la pedofilia non è legata ad una figura in particolare, certo fa più audience la pedofilia nel clero, ma in tutti i casi ci vuole tolleranza zero. Però è anche vero che solo la stampa cattolica ci ha sostenuto e ha parlato di questa incredibile esclusione, non c’è stato un solo giornale nazionale laico che ci abbia dato voce. Se fossi stato coinvolto in un caso di pedofilia sono sicuro che sarei stato in apertura dei telegiornali. Spesso riesco a far conoscere il nostro lavoro solo grazie all’attenzione della stampa cattolica.

Forse perché la pedofilia resta un tabù in molti ambienti culturali. Non se ne parla mai abbastanza, salvo poi gridare allo scandalo quando succedono i vari fatti di cronaca

Negli ultimi 20 anni ho fatto 3000 convegni in Italia e all’estero, ora c’è molta disponibilità a comprendere cosa succede. Noi non creiamo allarmismi, spieghiamo che è una nuova forma di schiavitù.  Esistono ancora ambienti più restii di altri, che hanno dei pregiudizi. Il programma Le Iene mi intervistò con il suo modo di fare polemico e incalzante e partendo dal presupposto che nella Chiesa esiste il problema della pedofilia, eppure la “iena” Matteo Viviani dopo avermi incontrato si è letteralmente convertito al fatto che un sacerdote sia in prima fila nella lotta alla pedopornografia. D’altra parte, io ho iniziato quando ancora non erano usciti tutti gli scandali sulla pedofilia nel clero.  E’ sbagliato dividersi su questo dramma o fare speculazioni politiche, insomma qui parliamo di bambini da zero a 12 anni, la prostituzione minorile è già un’altra cosa! E in questo contesto esiste una corrente culturale che vuole far passare questa violenza sui bambini come un normale orientamento sessuale. In alcuni Paesi ci sono dei veri e propri gruppi di pressione che chiedono che venga normata la possibilità di fare sesso con i bambini. 

Gruppi organizzati di pedofili che cercano di normalizzare il fenomeno: in Olanda c’è un movimento dei pedofili ed esiste anche una giornata internazionale della pedofilia indetta dai pedofili di tutto il mondo. Ma come è possibile tollerare tutto questo?

Siamo stati noi a scoprire e denunciare per primi questa giornata che ricadde nel giorno della nascita dell’autore di Alice nel paese delle meraviglie, lo scrittore inglese Lewis Carroll. Esiste un movimento che si chiama Fronte di liberazione dei pedofili e il sottoscritto ha subito minacce da alcuni esponenti di questa organizzazione. A volte sono stato messo sotto scorta per la quantità di minacce ricevute da pedofili conclamati.

L’ideologia gender intende relativizzare ogni aspetto del sesso di nascita del bambino, questo è un pericolo ulteriore? 

Quello del gender è problema molto serio e delicato, rientra nel colonialismo relativista come ha più volte sottolineato papa Francesco. Noi sappiamo benissimo che ci sono frange internazionali che fanno forti pressioni affinché il bambino diventi un uomo indistinto dal punto di vista sessuale. Questo fa il gioco dei pedofili perché loro guardano ai bambini al di là del sesso di appartenenza. I pedofili sono attratti dai bambini prepuberi. Per intenderci dirò una cosa brutale ma che rende l’idea: un pedofilo non andrebbe mai con una bambina che ha già le mestruazioni. Infatti in molti casi è più giusto parlare di “infantofilia”. Per il pedofilo ha poca importanza il sesso del bambino, che sia maschio o femmina. Per loro è importante che il bambino non abbia caratteristiche sessuali mature. Allora il gender si collega a questi moti relativisti culturali, ecco possiamo dire che il gender crea un terreno fertile a queste tendenze. Insomma in natura nasciamo maschi o femmine e negare questo crea già qualcosa di sbagliato.  

C’è anche la questione dell’ipersessualizzazione della società che non aiuta. Il sesso sbattuto in faccia in ogni istante della giornata alimenta alcuni fenomeni?  

Ma certo, siamo in una società ipocrita che fa la battaglia contro il burkini e poi grida contro la mercificazione del corpo delle donne e si meraviglia se delle ragazze vanno in giro senza mutande sul red carpet. Si confonde il pudore con la repressione. Io non sono moralista, un adulto fa quello che vuole del suo corpo, ma sono contro l’abuso dei minori. Alcuni studi di società di marketing americane hanno dimostrato che i bambini stanno diventando un oggetto di desiderio sessuale anche nelle pubblicità. In realtà questa, infatti, è una società che odia i bambini, è pedofobica, vuole renderli subito adulti eliminando l’infanzia. Ci sono movimenti in tutta Europa che dicono che non c’è alcun male se un bambino di sette anni fa sesso con uno di due. Sono esempi che non cito per caso, tanto per dire, ma tutte teorie e proposte che ho trovato nella Rete sui siti frequentati dai pedofili.

La scorsa primavera ha partecipato a Palermo, insieme con Massimo Gandolfini, alla Marcia per la Vita. Non pensa di aver dato fastidio a qualcuno?

Io sono prete se non difendo la vita, ciò che è fragile, ciò che è più debole, ciò che e più piccolo, ma che prete sono? I bambini non sono deboli? Il condizionamento mentale dei bambini non è fragile? Insomma mi limito ad attenermi alla dottrina sociale della Chiesa, ma è normale che si dà fastidio a chi la pensa diversamente.

Proprio a Palermo la scorsa settimana un sacerdote ha benedetto l’unione omosessuale tra due donne. Nella Chiesa italiana ci sono sensibilità molto diverse

Noi siamo chiamati nell’accoglienza e a non discriminare nessuno, però bisogna dire la verità, se io sto nella Chiesa cattolica romana apostolica questo mi impone una fedeltà ad alcuni principi. Poi se sei un libero battitore è un’altra cosa, dici quello che vuoi. Ma la profezia è sempre nella verità, i profeti si sono fatti ammazzare perché dicevano la verità, sull’oppressione dei popoli, sulla mentalità corrotta. E se noi non perdiamo la vita per la verità per cosa vogliamo perderla?.

Quindi rispettare l’innocenza dei bambini sta sopra ogni cosa? 

Ovviamente, fin dal concepimento! Nessun mercato fatto sulla pelle dei bambini può essere tollerato, né ideologico né commerciale. Se non partiamo da questo presupposto, qual è il problema se io mi compro un bambino? Io sono andato in Romania molte volte, ho vissuto nelle fogne di Bucarest, ebbene avrei potuto comprarmi un bambino per pochi euro, ma un bambino non si compra! Il mercato della vita umana e della creazione non può esistere.

Meter come opera? Che rapporti avete con gli inquirenti? 

Noi monitoriamo la Rete, questo non significa demonizzarla; mi hanno definito il sacerdote della periferie digitali, che sono le forme di naufragio di persone adulte. La nostra attività rientra nell’Osservatorio mondiale contro la pedofilia (Osmocop), che è un ufficio di Meter, quindi coordiniamo e cerchiamo di avere un mappatura del fenomeno della pedopornografia nel mondo. Abbiamo un protocollo ufficiale con la Polizia postale. Ma noi inoltriamo le segnalazioni anche a tutte le polizie etere, dopo il monitoraggio inoltriamo tutto alle autorità. Poi saranno le autorità a fare le dovute indagini.

Può darci qualche dato per avere contezza del fenomeno?

Tenga conto che ogni anno normalmente segnaliamo circa 10mila riferimenti pedopornografici, tra siti e quant’altro, per un ammontare di circa un milione di foto e 500mila video. I bambini coinvolti sono circa 700mila. Il mercato della divulgazione è enorme con giri d’affari non indifferenti, è un fenomeno criminale sfruttato a fini di lucro.

Oggi Domenica 11 settembre si vede con il ministro Boschi cosa le dirà?

Innanzi tutto saremo due ministri, uno della Chiesa e uno dello Stato, il problema è che il mio ruolo durerà tutta la vita. Quindi le dirò che il servizio all’infanzia deve essere una priorità e non una moda passeggera e le dirò che non possiamo permetterci di frantumare il fronte della lotta contro la pedofilia. 

Fonti:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/05/07/il-prete-delle-periferie-digitali-la-missione-di-don-fortunato-di-noto/

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-laccusa-di-don-di-noto-il-cacciatore-di-cyber-orchi-lideologia-gender-fa-il-gioco-dei-pedofili-17370.htm

 

Annunci