Il fondatore della setta”Oasi di luce”(medium contattisti di “angeli”), condannato per abusi e schiavitù sessuale di minorenni, ritrovato ucciso.

Il tedesco Arno Wollensak (IN FOTO) era il fondatore di una setta occultista Oasi di luce (Licht Oase)che praticava magia, il contattismo con “angeli di luce”(spiritismo), yoga secondo i dettami di Yogananda e di Osho, reiki e meditazione trascendentale (la stessa setta presente anche in Italia come “associazione culturale per il benessere olistico e per l’elevazione della coscienza” con lo stesso nome Oasi di luce).

Wollensak aveva vissuto in Ashram, India, nel 1980 ed è stato uno dei seguaci di Osho Bhawan Shree Rajneesh: Osho era il controverso guru di un’altra setta, che ricevette in dono dai suoi fedeli 93 vetture Rolls Royce… Dopo la sua esperienza con Osho, Wollensak decise di creare una sua setta in Germania.

Ricercato dalla giustizia del suo Paese per abusi sessuali su minorenni che gli erano stati consegnati dagli stessi genitori, il 28 agosto 2016 Wollensak è stato ritrovato morto, imbavagliato, incappucciato, incaprettato, semisepolto nella sabbia della spiaggia di una località balneare dell’Uruguay, La Floresta, a 50 km da Montevideo. Il giudice ha indicato che la causa più probabile della sua morte è l’asfissia. 

Una “esecuzione violenta” che fa subito pensare ad un regolamento di conti tra criminali.

Ci sono voluti due giorni per identificare il cadavere. Si trattava proprio di Arno Wollensak (61 anni) fondatore e capo della setta «Licht Oase» (Oasi di Luce), ricercato dalla giustizia del Land tedesco di Nordreno-Vestfalia per aver violentato nel 1994 una ragazza svizzero-tedesca, allora 13enne, Lea Saskia Laasner, che nel 2002 è riuscita a fuggire dalla setta.

 Wollensak era scappato nel Suriname, insieme alla moglie Julie Ravell, che si definisce “medium”, e la stessa madre di Lea, Ursula Frei, che aveva consegnato la sua figlia al guru, permettendo che diventasse la sua schiava sessuale. Una pratica rituale comune nella «Oasi di luce».

Dopo essersi procurato documenti falsi a nome di Helmut Rosenthal, Wollensak è arrivato in Uruguay, dove ha comprato una piccola fattoria nel dipartimento di Lavalleja (centro est del Paese). Le autorità locali, però, scoprirono l’anno scorso che era entrato nel paese sotto falsa identità, e così il guru finì in galera.

Nel frattempo, in Germania il caso della «Licht Oase» ovvero Oasi di luce  era passato sotto i riflettori della cronaca, sulla scia di un libro in cui Lea Saskia Laasner ha raccontato i momenti più drammatici della sua esperienza, «Da sola contro i cacciatori di anime: la mia infanzia nella setta degli psicopatici», che diventò un best seller e per il quale ricevette il Prix Courage nel 2005. Il libro autobiografico -edito da Hugo Stamm, noto giornalista svizzero e riconosciuto esperto di sette-, descrive le violenze subite, i rituali occultisti comprese le orge alle quali Lea Saskia era obbligata ad assistere, l’indottrinamento e la manipolazione mentale cui erano sottoposti gli adepti.51rmcp8rkvl-_sy344_bo1204203200_

La vittima degli abusi risiede attualmente di nuovo in Svizzera. Secondo le autorità inquirenti gli abusi sessuali risalgono al 1994, quando aveva 13 anni. La ragazza era entrata tempo prima con i genitori nella setta e vi era rimasta per diversi anni, abitando in diversi poderi in paesi stranieri, fino al 2002, quando era riuscita a fuggire. “Era una sorta di schiava sessuale per l’uomo”, ha indicato una portavoce della Procura.

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SEDE DELLA SETTA IN PORTOGALLO

L’incriminazione risale al 2006. Concretamente i due dirigenti della setta vennero accusati (la donna medium come complice) di nove casi di abusi sessuali su minori, tra cui quattro rapporti completi, avvenuti nell’arco di diversi mesi. Diversi altri atti sono nel frattempo andati in prescrizione.

Secondo quanto riporta il sito web del giornale locale Lippische Landes-Zeitung (Lz.de), ripreso da “20 Minuten” online, i due ricercati vennero arrestati a Montevideo dopo otto anni di ricerche. L’uomo era appunto Wollensak, il leader tedesco fondatore della setta Oasi di luce, a lungo attiva anche in Portogallo. In questo paese sarebbero avvenuti gli abusi sessuali. Sempre secondo lo stesso sito, il “guru” e la sua compagna si erano dileguati nel 2007 pochi giorni prima dell’inizio del processo a loro carico, per fuggire in Uruguay, dove fondò un altro gruppo della stessa setta.

A Montevideo, Wollensak è uscito dal carcere l’anno scorso e, facendosi ora passare per Mark Neumann, è tornato alla sua fattoria. Ma, secondo fonti vicine all’inchiesta sulla sua morte, forse qualcosa è cambiato mentre era in prigione.

Il guru tedesco, infatti, era rinchiuso nel settore più «duro» del penitenziario di Libertad quando la giustizia tedesca chiese la sua estradizione, rivelando la sua identità e le accuse di abuso sessuale di minorenni, un tipo di crimine tradizionalmente poco tollerato dalla giustizia “parallela” dei carcerati.

Un giudice uruguaiano ha negato l’estradizione di Wollensak, sostenendo che i delitti per i quali era ricercato erano caduti in prescrizione, ma l’ipotesi degli inquirenti è che forse qualcuno fra i suoi ex compagni di carcere ha deciso che una sentenza ben più drastica era necessaria per il tedesco.

E così, tornato libero, Wollensak si è affrettato a vendere la fattoria e altre sue proprietà e, secondo i suoi vicini, un mese fa ha caricato la sua Mercedes ed è sparito insieme alle due donne che vivevano con lui. Da allora nessuno lo ha più rivisto vivo. Le due donne sono anch’esse scomparse.

Katharina Meredith – un’altra delle giovani vittime della setta – ha detto, intervistata dal quotidiana El Pais: «Ora che è morto, non potrà più fare del male a nessuno», aggiungendo che Wollensak «era uno che voleva vivere una vita lussuosa senza lavorare, come Osho, soprattutto cercava il potere, voleva essere ammirato».

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KATHARINA MEREDITH

Katharina Meredith era entrata nella setta nel 1992, quando aveva 10 anni, con il fratello di 8 anni ed i loro genitori. “Quando i miei genitori aderirono alla setta, pensavano si trattasse di una specie di comune con gruppi etereogenei di persone: la setta veniva chiamata anche “La famiglia”.  Vi erano alcuni hippies, alcuni intellettuali, alcune aziende di grande successo, gente che ha coinvolto la famiglia e gli amici nella setta. Il leader ti illudeva che i suoi ideali ed i suoi rituali occulti avrebbero cambiato il mondo ed avrebbero salvato i seguaci dall’IMMINENTE FINE DEL MONDO: chi aderisce a questi culti manipolatori e schiavisti, nella maggior parte dei casi sono persone idealiste e fragili, vogliono credere in qualcosa così disperatamente che non mettono in discussione le esperienze più brutali a cui vengono costretti, i rituali più crudeli e disumani a cui vengono indotti, così è stato con i miei genitori ...QUANDO ENTRI IN UNA SETTA, LA TUA MENTE E’ MANIPOLATA: ci sono persone che ti controllano in ogni tua mossa ed in ogni tuo pensiero e sogno o speranza, sanno tutto di te per manipolare meglio la tua mente, ti ricattano, se manifesti la volontà di uscire… la mia amica Lea Saskia Laasner, che è riuscita a fuggire dalla setta, ha scritto un libro che è stato best seller nel 2005 e ha denunciato Wollensak e la sua  setta alla giustizia tedesca , “ha detto Meredith contattata da  El País.

Wollensak ha cercato di estendere la sua setta e, pertanto, il gruppo è stato installato in diversi paesi prima di finire in Uruguay. Andò attraverso l’Austria, la Francia, il Portogallo e il Belize.

“Arrivando in Austria , mio fratello ed io venimmo separati dai nostri genitori, dovevamo dividere  una stanza con altri sei ragazzi. Non ci era permesso di chiamare i nostri genitori come “mamma” o “papà”. Non ci era permesso di parlare molto con loro. C’erano due estranei che ci controllavano,” ha rivelato Meredith.

“Quando l’attenzione dei media si concentrò troppo sulla setta , Arno spostò il gruppo in Portogallo. Ci obbligava ad avere rapporti sessuali con lui ed anche con altri uomini, io e Lea eravamo due bambine di appena 13 anni… Arno insisteva che era per la nostra crescita spirituale, che era un rito importante e non ci ha permesso di dubitarne “.

Meredith riuscì a fuggire dalla setta quando aveva 15 anni, e anni dopo è diventata una specialista in questioni relative alle sette. Ha anche un blog  StrongerAfter, in cui racconta le sue esperienze e dà consigli per chi vuole uscire dalle sette.

Invece, la madre non ha seguito le sue orme ed è rimasta nella setta di Wollensak ed è stata una delle donne che ha accompagnato il guru in Uruguay e si è stabilita con lui a Los Cerrillos, Canelones. “Poteva fuggire dall’Uruguay lo scorso ottobre, mentre Arno era in prigione (…). Sono molto contenta ora che mia madre è tornata di nuovo nella mia vita. Ci vorrà un po’ di tempo per conoscerci, dopo la lunga separazione impostaci dal guru, ma oggi abbiamo conversazioni molto oneste. Lei si sta riprendendo e si sta liberando da quella esperienza oscura e fortemente negativa“.

Dopo aver appreso che Wollensak è stato trovato ucciso in Uruguay, si era ipotizzato che chi lo ha ucciso potrebbe essere un ex adepto: “Io non la penso così, anche se molti seguaci di quella setta sono degli squilibrati. Io personalmente, avrei preferito che avesse agito la vera giustizia: non credo che questa sia la giustizia, un crimine orribile. Una morte violenta.

Eppure sono sicura che le sue azioni lo hanno portato a questa morte. A volte il percorso che noi scegliamo nella vita ci porta a delle conseguenze, a dei risultati. Tanto per essere chiari: io non credo nel Karma. Ma so che Arno Wollensak ha scelto la corruzione, la criminalità, ha usato e manipolato e ferito gli altri. Ma avrei preferito averlo visto sotto processo in Germania e dietro le sbarre per tutta la vita. Questa sarebbe stata giustizia”, ha detto Meredith.

Fonti

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2016/09/03/ASwzyU9D-incaprettato_spiaggia_seppellito.shtml

http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/134036/svizzera-stuprata-presi-in-uruguay.html

http://www.elobservador.com.uy/testimonio-otra-victima-wollensak-ya-no-le-hara-dano-nadie-mas-n966175

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