Il “culto dei sette arcangeli”: pericolose deviazioni gnostiche in salsa magica new age. Ecco perchè la Chiesa riconosce solo i tre Santi Arcangeli.

Nella sua rubrica settimanale di liturgia, padre Edward McNamara LC, professore di Liturgia e Decano di Teologia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, risponde ad una domanda sulla questione del ” culto dei sette arcangeli”. Oggi, soprattutto dietro la spinta propagandistica dei falsi angeli della New Age,  si registra una crescente devozione per i sette arcangeli, per le loro rispettive  immagini e nomi, cioè oltre agli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele anche gli altri quattro, nominati nei vangeli apocrifi (cioè extrabiblici e scritti tardivamente dopo il Nuovo Testamento). I sette arcangeli ricorrono spesso nei testi gnostici magici dei primi secoli cristiani.

Ma la Chiesa cattolica ha sempre riconosciuto solo TRE ARCANGELI: Michele, Gabriele, Raffaele. 
Il  titolo di Arcangelo inizialmente fu riservato solo per Michele (v. Sacra Bibbia, Antico Testamento: “Quando l’arcangelo Michele, in contrasto con il diavolo, discuteva per avere il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore!” Gd 1,9.
“Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo” 1 Ts 4.16).

In seguito la tradizione lo applicò anche a Gabriele e a Raffaele che nella Bibbia sono presentati semplicemente come angeli. Gabriele viene chiamato arcangelo, oltre che dagli apocrifi, anche da Sant’Efrem, da Teodoreto e da Sedulio, che sono esponenti teologi di un certo spicco della tradizione cristiana. Raffaele invece viene chiamato arcangelo ancor più tardivamente. Compare con Sant’Isidoro (sesto – settimo secolo).

Il Concilio di Laodicea, celebrato verso il 360-365, proibisce  di ammettere altri nomi di angeli o di arcangeli oltre quelli tre biblici (Michele, Gabriele e Raffaele) (can. 35).
Il concilio romano del 745 dice che “non si conoscono i nomi di più di tre Arcangeli.

Nel “Direttorio su pietà popolare e Liturgia. Principi e orientamenti” della Santa Sede, al n° 217, paragrafo 2, è chiaramente stabilito che: “E’ da riprovare anche l’uso di dare agli Angeli nomi particolari, eccetto Michele, Gabriele e Raffaele che sono contenuti nella Scrittura.” Questa norma viene però palesemente violata, in quanto in molti negozi vengono vendute immagini e libretti di preghiere dedicate ai Santi Uriele, Barachiele, Sealtiele e Geudiele, e ai sacerdoti viene chiesto di benedirli.

“217. La pietà popolare verso i santi Angeli, legittima e salutare, può tuttavia dare luogo a deviazioni, ad esempio:

– se, come talvolta accade, subentra nell’animo dei fedeli una concezione erronea per cui ritengono il mondo e la vita come sottoposti a tensioni demiurgiche, alla lotta incessante tra spiriti buoni  e spiriti cattivi, tra gli Angeli e i demoni, nella quale l’uomo viene travolto da potenze a lui superiori, nei confronti delle quali egli non può fare nulla; questa concezione, in quanto deresponsabilizza il fedele, non corrisponde alla genuina visione evangelica della lotta contro il Maligno, che esige dal discepolo di Cristo impegno morale, opzione per il Vangelo, umiltà e preghiera;

– se le vicende quotidiane della vita vengono lette in modo schematico e semplicistico, quasi infantile, attribuendo al Maligno anche le minime contraddizioni, e per contro, all’Angelo Custode successi e realizzazioni, le quali poco o nulla hanno a che vedere con il progresso dell’uomo nel suo cammino verso il raggiungimento della maturità di Cristo. E’ da riprovare anche l’uso di dare agli Angeli nomi particolari, eccetto Michele, Gabriele e Raffaele che sono contenuti nella Scrittura.

–L’OSSESSIONE NEW AGE ANTICRISTIANA DI DARE NOMI AGLI ANGELI E DI EVOCARLI: (pregare gli Angeli non significa” evocarli”, significa vivere in comunione coi Santi e chiedere semplicemente la loro intercessione presso Cristo Dio). Spesso, gli uomini si sono divertiti a conoscere i nomi degli angeli con delle intenzioni molto meno che pure: ricerca della conoscenza per la conoscenza, nella linea della gnosi. E’ la tentazione di esercitare una presa sugli spiriti celesti al fine di asservirli: conoscendo il nome di un angelo e pronunciandolo, l’iniziato obbligherebbe questi a rivelarsi ed a rispondere a tutti i suoi desideri. Almeno lo si crede. Nulla è più contrario alla tradizione biblica, poi alla teologia cristiana, poiché gli angeli servono Dio in una perfetta gratuità d’amore. Ridurre la legittima devozione agli angeli alla recita incantatoria di formule controverse, affibbiarli con patronimi grotteschi e pretendere di riportarli al ruolo di lacchè, è un insulto a queste creature celesti, per natura infinitamente superiori all’uomo, ed un’offesa al loro Creatore che, fino a nuovo ordine, rimane il loro unico Signore e sovrano: è da Lui solo che essi ricevono la loro missione. Gli autentici familiari degli angeli come lo sono i Santi ed i mistici si fanno un dovere di evitare un simile eccesso.

Così è perfettamente inutile conoscere i loro nomi, come lo affermarono i più elevati Angeli che si rivolsero alla grande mistica italiana MARGHERITA DA CORTONA (1247-1297): “Noi siamo dell’ordine dei Serafini (…). Non cercare di conoscere i nostri nomi, poiché i nomi degli angeli sono raramente espressi sulla terra”.

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I tre Santi Arcangeli, San Michele, S.Gabriele con Maria Santissima, S.Raffaele con Tobia (Polittico del Perugino).

Nella tradizione cattolica romana generalmente non figurano i nomi dei sette arcangeli e nemmeno viene sottolineato particolarmente il numero sette. E’ vero che il Libro di Tobia (12,15) nomina sette angeli “che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore” e che il Libro dell’Apocalisse (8,2) cita il numero sette (“Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe”), ma questi testi non hanno influenzato molto il cattolicesimo di rito latino. D’altro canto c’è stata sempre una forte e continua devozione per i tre arcangeli menzionati per nome nella Sacra Scrittura – Michele, Gabriele e Raffaele – e per gli Angeli Custodi.

Alcuni rami dell’Ortodossia, tuttavia, venerano i sette arcangeli, anche se molti aggiungono solo Uriele agli arcangeli menzionati per nome. Anche la tradizione anglicana ha preghiere per Uriele in quanto quarto arcangelo.

Le fonti per gli altri nomi sono testi ebraici apocrifi, che quindi non appartengono al canone della Bibbia. I nomi si trovano nel Primo Libro di Enoch. Un altro elenco si trova nel cosiddetto secondo (o quarto) Libro di Esdra. Le liste non sempre coincidono, ma il nome Uriele appare piuttosto frequentemente. Fra gli altri nomi appaiono Raguele, Sariele, Geremiele, Geudiele, Barachiele, Gabuthelon, Beburos, Zebulon, Aker e Arfugitonos. Alcuni di questi potrebbero essere variazioni di nomi già esistenti, altri invece appaiono solo in alcuni libri. Questi ed altri libri furono scritti da autori ebraici nel periodo compreso tra il Vecchio e il Nuovo Testamento o persino dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. quando buona parte del Nuovo Testamento era già stata scritta.

Riguardo alla prassi di dare nomi agli angeli, la Chiesa latina è sempre stata piuttosto cauta. In un sinodo o concilio tenutosi a Roma nell’anno 745, san Zaccaria Papa cercò di porre un freno alla tendenza al culto degli angeli e proibì l’uso di nomi che non appaiono nella Sacra Scrittura.

Nel volume XII degli Annali Ecclesiastici del cardinale Cesare Baronio (pubblicati nel 1607), c’è un testo che descrive questo sinodo (o concilio). L’interessante e piuttosto forte testo di questo sinodo parla degli insegnamenti, supposti eretici, di un sacerdote che viveva in Germania di nome Adalberto. Una preghiera di sua composizione includeva la frase:

“Vi prego e vi imploro, e raccomando me stesso a voi, angelo Uriele, angelo Raguele, angelo Tubuele, angelo Michele, angelo Adimis, angelo Tubuas, angelo Sabaoth, angelo Simuele.”

Il testo del Baronio dice: “E quando finì la lettura di questa orazione sacrilega, il Santo Papa Zaccaria disse: Come, santi fratelli, rispondere a ciò? E i santi vescovi e i venerabili sacerdoti risposero: Che altro va fatto, se non bruciare nelle fiamme tutto ciò che è stato letto in nostra presenza; e i loro autori legare alle catene dell’anatema? Poiché gli otto nomi di angeli, i quali Adalberto ha invocato nella sua orazione, non sono eccetto Michele, nomi di angeli, ma piuttosto di demoni, che egli ha invocato perché venissero a soccorrerlo. Ma noi (come il tuo santo Apostolato ha insegnato), e come ci tramanda la divina autorità, riconosciamo non altri nomi di quelli dei tre angeli, cioè Michele, Gabriele e Raffaele. Questi i Padri [dicono]. Dai quali voi vi accorgete che il libro chiamato comunemente 4 Esdra, in cui vi è menzione frequente dell’angelo Uriele, è da respingere e da proibire nella sua interezza dalla Chiesa Romana.”

In questo testo la dottrina basilare è netta riguardo la restrizione ai tre nomi biblici. Il linguaggio forte circa la possibile natura demoniaca degli altri nomi va visto nel contesto della concreta condanna della dottrina di Adalberto e non come un’affermazione assoluta. Non è chiaro quando venne scritto questo documento, e potrebbe essere stato scritto molti anni dopo la fine del sinodo. Quarant’anni dopo, nel 789, Carlo Magno condannò nei suoi capitolari la prassi di dare nomi agli angeli (cfr. Concilio di Aquisgrana).

Ci sono stati ben pochi altri pronunciamenti ufficiali circa questo punto. Nel 1992 un decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha proibito l’invocazione o l’uso di nomi degli angeli, ma questo decreto era legato in particolare alle supposte rivelazioni private a una persona concreta e non è direttamente collegato al nostro caso. Può, tuttavia, aver contribuito al fatto che il Direttorio su pietà popolare e Liturgia sconsiglia di dare nomi agli angeli.

D’altro canto, a dispetto del netto riserbo da parte della Chiesa, occasionalmente sono stati realizzati dei dipinti con le raffigurazioni dei sette angeli, come dimostra un affresco nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, dove Maria è circondata da sette angeli. Nel 1720 venne concesso anche un permesso per la dedicazione di una chiesa in Germania, nella quale ognuno dei sette Angeli ha un altare.

Dal punto di vista dottrinale, tali approvazioni non significano molto. Stando ai principi generalmente accettati di interpretazione teologica, l’approvazione da parte della Chiesa di una liturgia o di una festività basata su tradizioni o leggende extrabibliche non può essere usata come prova della loro veridicità storica. La Chiesa sta solo prendendo coscienza di una particolare tradizione religiosa che potrebbe recare benefici spirituali ai fedeli.

In questo senso, l’uso di attingere nomi dalle fonti apocrife non è di per sé proibito. La Chiesa, per esempio, ha preso i nomi dei tre Re Magi, i nomi dei genitori di Maria, così come la festività della presentazione di Maria al Tempio, da testi apocrifi cristiani. Questa pratica non significa che la Chiesa dà credito storico a questi libri ma afferma solamente che questi riflettono una tradizione di lunga data.

Perciò, ad esempio, le miriadi di immagini e chiese dedicate alla presentazione di Maria al Tempio non attestano la verità storica della pia leggenda riguardo gli anni effettivamente da lei trascorsi in quell’edificio o che ci sia mai stato un gruppo di vergini nel tempio di Gerusalemme. La festività afferma la verità essenziale della totale devozione di Maria a Dio sin dall’inizio della sua vita, che si rispecchia nei vangeli apocrifi scritti vari secoli dopo la vita terrena di Cristo.

Allo stesso modo, il fatto che in alcune rare occasioni dipinti e chiese siano stati dedicati ai sette arcangeli non fa altro che riconoscere alcune devozioni e tradizioni locali. La prassi della Chiesa di rito latino ha mostrato una grande e quasi esclusiva devozione verso i tre arcangeli, mentre ha praticamente ignorato gli altri quattro spiriti menzionati in Tobia e nell’Apocalisse. E neppure è possibile dire qualcosa di certo circa le presunte caratteristiche, simboli o particolari compiti di questi altri arcangeli.

Di conseguenza io direi che, dal momento che la Chiesa stessa ha ufficialmente scoraggiato la promozione di una spiritualità basata sul dare nomi agli angeli che non siano i tradizionali tre più gli angeli custodi, un cattolico di rito latino dovrebbe trattenersi dal farlo, pur non essendo, strettamente parlando, proibito. E’ chiaro che la Chiesa Latina non crede che si possa trarre un grande profitto spirituale nel seguire questo cammino e ritiene che esso non sia esente da alcuni rischi.

Esporre un’icona per la pubblica devozione o dedicare un edificio o una cappella a un angelo che non sia Michele, Gabriele o Raffaele o gli angeli custodi nel loro insieme, richiederebbe dei permessi speciali, e un vescovo non permetterebbe questo tipo di dedicazione o benedizione a un personaggio che non sia generalmente riconosciuto come un angelo o un santo nell’attuale calendario universale.

Questo vale soprattutto per la Chiesa cattolica. Le pratiche nella Chiesa ortodossa e anglicana sono legittime nel contesto delle loro proprie tradizioni spirituali.

Fonti: https://it.zenit.org/articles/dare-nomi-agli-angeli-2/

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4355

SACERDOTI ESORCISTI: “HALLOWEEN, ANTICAMERA DEL SATANISMO.” Il libro di don Aldo Buonaiuto: “Halloween, lo scherzetto del diavolo”.

Intervista a Don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista, antropologo, demonologo, coordinatore del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi e del numero verde di aiuto alle vittime dell’occultismo e del satanismo (800228866), ha scritto un libro dedicato al tema:
“Halloween. Lo scherzetto del diavolo” (Sempre Comunicazione.10 Euro).
Uno schiaffo alla coscienza di chi banalizza un fenomeno, “Halloween, il “carnevale dell’horror” che invece nasconde moltissimi rischi. «Per i satanisti la partecipazione anche indiretta a questo appuntamento è come partecipare a un grande rito di iniziazione dell’occulto. Da qui si può aprire una porta al Maligno. Per questo è necessario parlarne e non banalizzare un allarme che va tenuto in considerazione».
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HALLOWEEN NON E’ UN’INNOCUA FESTICCIOLA
All’Università Europea di Roma, la presentazione del libro di don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista, giovedi 29 ottobre 2015.  Il business commerciale dietro Halloween: “Un martellamento continuo cui sono sottoposti i nostri figli con insegnanti letteralmente ‘infatuati’ che presentano miriadi di iniziative per ‘giocare’ con tutto ciò che è macabro. Ma io mi chiedo, perché tutto questo impegno a esaltare il demonio fin dalle scuole primarie proponendo ai bambini immagini di morte e non immagini positive come quelle dei Santi? Quella che è dai più considerata una festa alla moda, allegra e divertente, una specie di carnevale a tinte noir, è invece un fenomeno oscuro e inquietante e un’occasione di reclutamento di adepti dell’occulto. Per i satanisti, è la ricorrenza più importante dell’anno, il compleanno del principe del male. Il diavolo utilizza i suoi modi striscianti, agisce indirettamente accalappiando le proprie vittime che in questo periodo sono proprio le vittime delle sette sataniche, cioè di quelle realtà che esaltano il mondo dell’ occultismo e si approfittano di quell’operazione commerciale che è Halloween”.

FESTA DI MORTE
“Il mio libro è nato per informare, educare e prevenire i pericoli, un sussidio per genitori ed educatori, per catechisti e per sacerdoti, oltre che per i ragazzi, affinché ci sia consapevolezza sui significati dei simboli occultistici e satanici di questo carnevale dell’horror, che non deve essere banalizzato. Coloro che pensano che il fenomeno sia riconducibile soltanto agli aspetti divertenti e modaioli, delle maschere e dei momenti di svago, dovrebbero sapere invece che dietro questa pseudo-carnevalata c’è nascosto il mondo oscuro dell’occulto e del satanismo. Si tratta di una celebrazione magico-esoterica ed è l’occasione per adescare vittime nelle sette”.

LA SEDUZIONE DEL MACABRO
“La tradizione del ‘dolcetto o scherzetto’ nasconde qualcosa di ben più serio e inquietante di quanto possa sembrare all’apparenza. Nell’antico culto pagano dei druidi, trick or treat significava ‘maledizione o sacrificio’: l’obbligo di offrire doni ai sacerdoti del dio della morte per evitare vendette dall’aldilà. Attraverso questa cosiddetta moda festaiola si diffonde il piacere per l’orrore come normale, la seduzione del macabro, l’attrazione per la morte invece che per la vita.
Viene dissacrato il senso della morte.
Come ho scritto nel libro, allora, lo scherzetto del diavolo è un dolcetto mortale per l’anima.
In occasione di Halloween, i giovani sono iniziati ad adorare mostri che grondano sangue, figure di morti che vagano sulla terra senza pace, e compiono sacrilegi in forma di gioco, mentre i servitori del principe del male si rendono responsabili di reati terribili, come uccisioni, anche di neonati, violenze fisiche e morali, profanazioni.
I cristiani non possono essere complici, neppure indiretti, di questa operazione commerciale dai tratti neo-pagani e anticristiani”.

HALLOWEEN, OPERAZIONE COMMERCIALE
“C’è certamente l’aspetto del business commerciale. Un’operazione perfettamente riuscita, grazie all’impiego della pubblicità e dei mezzi di comunicazione, a servizio degli interessi delle multinazionali, che spingono molto sulla divulgazione di questa moda, per vendere i loro prodotti. Grazie a Internet e alla globalizzazione, è diventato uno degli appuntamenti di massa più seguiti, soprattutto dal pubblico giovanile. In Europa, gli incassi della ‘notte delle streghe’ superano ormai i 400milioni di euro.
Ma non è questo l’aspetto prevalente. Per i satanisti, Halloween è il compleanno del principe del male. In questa ricorrenza si praticano riti tenebrosi e si commettono reati.

LA FESTA DI OGNISSANTI
“L’alternativa ad Halloween è la gioia della liturgia cristiana, delle cerimonie di preparazione alla festa di Ognissanti, pregando insieme in famiglia, recitando il Rosario, partecipando alla Santa Messa, riscoprendo le vite esemplari dei Santi e l’Amore trionfale di Dio, vivendo attivamente la celebrazione eucaristica e andando a fare visita ai cari defunti al cimitero. Quale evento più bello che leggere insieme e meditare la vita dei Santi, contemplando il volto splendente di Gesù, invece delle facce mostruose di scheletri, di zombies, di anime dannate, che non esorcizzano la morte ma la esaltano, sponsorizzando ciò che vi è di più brutto nel mondo: il dolore, la sofferenza, l’inquietudine, la violenza, la morte”.

«Al nostro numero verde (800228866), che abbiamo ormai istituito da alcuni anni come centro anti-sette proprio per rispondere a questa nuova emergenza, riceviamo in questo periodo centinaia di telefonate, di questi tempi fino a 40 al giorno. Molte volte sono genitori preoccupati per i comportamenti dei propri figli. I più esposti e vulnerabili sono i giovani, sedotti magari dal satanismo. Si comincia con fenomeni di trasgressione e si arriva poi a pericolose pratiche di autolesionismo per mettersi alla prova o dimostrare sottomissione verso i capi di questi gruppi e sette».

«Sempre in coincidenza con l’arrivo del 31 ottobre, aumentano i riti magici, i sacrilegi, la profanazione dei cimiteri con pratiche di adorazione nei confronti di Satana, i furti di ostie consacrate. Ci sono poi i casi di disturbi dell’anima e lì bisogna appunto verificare quando sono possessioni demoniache».

«Abbiamo lanciato da alcuni anni l’iniziativa ‘Holyween’ con cui invitiamo proprio nella notte dei Santi, mentre tanti flirtano con l’horror e con gli zombie, ad affiggere su porte e finestre un’immagine o una luce evocativa dei Santi. E poi Sante Messe, veglie di preghiera e Adorazioni organizzate un po’ su tutto il territorio nazionale da diocesi e parrocchie per esaltare i Santi artefici della vittoria del Bene sul Male. Almeno loro hanno il merito di essere persone d’esempio morale esistite davvero e non creature partorite da qualche lontana usanza pagana promotrice delle Tenebre».

Fonte: In Terris, Radiovaticana

Il blog di Don Aldo: come acquistare il suo libro 

http://www.donaldobuonaiuto.it/?page_id=240

 

29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE,GABRIELE E RAFFAELE
PREGHIERE AI TRE ARCANGELI

San Michele Arcangelo difendici nella battaglia; sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo, che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.

O glorioso Arcangelo san Gabriele io condivido la gioia che provasti nel recarti, quale celeste messaggero, a Maria, ammiro il rispetto col quale ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo incarnato nel suo seno. Ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Amen.

O glorioso Arcangelo san Raffaele che, dopo aver custodito gelosamente il figlio di Tobia nel suo fortunoso viaggio, lo rendeste finalmente ai suoi cari genitori salvo e incolume, unito a una sposa degna di lui, siate guida fedele anche a noi: superate le tempeste e gli scogli di questo mare procelloso del mondo, tutti i vostri devoti possano raggiungere felicemente il porto della beata eternità. Amen.

Venga dal Cielo nelle nostre case l’Angelo della pace, Michele, venga portatore di serena pace e releghi nell’inferno le guerre, fonte di tante lacrime.
Venga Gabriele, l’Angelo della forza, scacci gli antichi nemici e visiti i templi cari al Cielo, che Egli trionfatore ha fatto elevare sulla Terra.
Ci assista Raffaele, l’Angelo che presiede alla salute; venga a guarire tutti i nostri malati e a dirigere i nostri incerti passi per i sentieri della vita.
Amen.

Per la protezione dalle forze oscure (preghiera medioevale)
Signore, manda tutti i santi Angeli e Arcangeli. Manda il santo Arcangelo Michele, il santo Gabriele, il santo Raffaele, affinché siano presenti e difendano e proteggano questo tuo servo, Tu che lo plasmasti, cui desti un’anima e per il quale Ti degnasti di profondere il Tuo sangue. Lo proteggano, lo illuminino quando è sveglio, quando dorme, lo rendano così tranquillo e sicuro da ogni manifestazione diabolica, che nessun essere che abbia maligno potere possa in lui entrare giammai. Né osi offendere o ferire la sua anima, il suo corpo, il suo spirito o atterrirli o solleticarli con la tentazione.

Agli Arcangeli
Glorioso Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili e invisibili e non permettere mai che cadiamo sotto la loro crudele tirannia.
San Gabriele Arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero in cui l’Onnipotente doveva manifestare meravigliosamente la forza del suo braccio, facci conoscere i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio e sii nostro messaggero presso la sua santa Madre!
San Raffaele Arcangelo, guida caritatevole dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, degnati di guidarci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suggerisci i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi. Amentre-santi-arcangeli-preghiera

Il nuovo Calendario liturgico nato dalla riforma del Concilio Vaticano II riunisce al 29 settembre in una sola festa i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Chiesa pellegrina sulla terra, specialmente nella liturgia eucaristica, è associata alle schiere degli angeli che nella Gerusalemme celeste cantano la gloria di Dio (cfr Ap 5, 11-14; Conc. Vat. II, Costituzione sulla sacra liturgia, «Sacrosanctum Concilium», 8).
Il 29 settembre il martirologio geronimiano (sec. VI) ricorda la dedicazione della basilica di san Michele (sec. V) sulla via Salaria a Roma.

Michele è l’antico patrono della Sinagoga Ebraica e oggi patrono della Chiesa universale. Michele in ebraico significa “ Chi è come Dio ?” ed è un grido di guerra contro chiunque presuma di farsi uguale a Dio. E’ l’arcangelo Guerriero, il principe delle milizie celesti, l’avversario di satana, in lotta contro di lui che voleva farsi uguale a Dio: Lucifero. Divenne così l’angelo militante per eccellenza perché è l’angelo del combattimento contro il Dragone citato nell’Apocalisse e contro gli spiriti maligni nell’aria ed i loro seguaci in terra. San Michele è apparso nel V secolo sul monte Gargano in Puglia, dove sorge il famoso santuario a lui dedicato. Sempre in quel luogo l’Arcangelo promise ai Longobardi che combattevano i saraceni la vittoria, che puntualmente di verificò nel 663. A Roma, l’arcangelo domina la città dall’alto della Mole Adriana che da lui prese poi il nome di Castel Sant’Angelo. La Sua statua fu eretta quando qui apparve a Papa San Gregorio Magno alla fine di una grave pestilenza. San Michele è protettore della polizia italiana nonché dei paracadutisti e dei radiologi: E’ l’arcangelo che conduce le anime al giudizio di Dio davanti al quale sarà pesato il bene e il male e per lo stesso motivo è anche protettore di tutti i mestieri che impiegano le bilance. E’ invocato per una buona morte e per il sollievo delle anime del Purgatorio.

L’arcangelo Gabriele fu scelto da Dio per annunciare alla Madonna il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio; prima ancora Gabriele era stato inviato a Daniele per comunicargli l’epoca in cui sarebbe nato Cristo, e a Zaccaria, per annunciargli la nascita del Battista. San Gabriele è legato ai messaggi messianici e la Sua presenza nella Bibbia indica la pienezza dei tempi. Nel nono secolo il Suo nome compare nell’elenco dei Santi collegato alla festa dell’Annunciazione il 24 marzo. E’ patrono dei postini, dei filatelici, dei centralinisti, degli ambasciatori e dei giornalisti cattolici. Il Suo nome significa “ Fortezza di Dio “.

San Raffaele è uno degli arcangeli nominati nella Bibbia, dove si dice che è uno dei sette spiriti che stanno dinanzi a Dio. Raffaele significa “ Dio Guarisce “. Fu inviato dal Signore ad accompagnare il giovane Tobia nel suo viaggio, e per soccorrere Sara nelle sue avversità. Fin dai tempi antichi la Chiesa lo invoca come patrono dei viandanti e dei pellegrini; in particolar modo ha la funzione di intercessore nelle scelte vocazionali sia matrimoniali che religiose. E’ considerato il patrono dei fidanzati e degli sposi cristiani. La festa di San Raffaele si trova già nei testi liturgici del medioevo e fu estesa a tutta la Chiesa da Benedetto XV nel 1921 alla data del 24 ottobre.

Michele, Gabriele e Raffaele, l’angelo guerriero, l’angelo annunciante e l’angelo medico, sono i tre spiriti celesti accompagnatori ed amici dell’uomo, custodi e protettori nelle sue necessità.

SUPPLICA ARDENTE AI TRE SANTI ARCANGELI E AGLI ANGELI DI DIO

Molti cristiani  recitano la supplica ardente ai Santi Arcangeli ed agli Angeli di Dio, perché essa è riportata da molti libri di preghiere, ma non sanno chi l’ha composta. L’autrice di questa supplica è l’austriaca Gabrielle Bitterlich, fondatrice dell’ associazione cattolica Opus Angelorum. La seguente supplica viene recitata anche dagli aderenti dell’associazione Milizia di San Michele Arcangelo.  Ecco il testo della supplica:

“O DIO UNO E TRINO, ONNIPOTENTE ED ETERNO!

Prima di supplicare i santi Angeli e di chiedere il loro aiuto, noi, Tuoi servi, ci prostriamo angeli4ai Tuoi piedi e Ti adoriamo, Padre e Figlio e Spirito Santo! Sii Tu lodato e glorificato in eterno e tutti gli Angeli e uomini che hai creato Ti adorino, Ti amino e Ti servano, o DIO Santo, Forte ed Immortale! Anche Tu, Maria, Regina di tutti gli Angeli, accogli benigna la nostra implorazione ai Tuoi servi ed inoltrala al Trono dell’Altissimo. Tu che puoi tutto con la potenza della Tua supplica e sei Mediatrice di tutte le grazie, fa che troviamo grazia, salvezza ed aiuto! Amen. 

Voi santi Angeli, potenti e gloriosi! Ci siete stati dati da DIO, per nostra protezione e nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome di DIO, Uno e Trino: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto! venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome Onnipotente di Gesù: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per tutti i martirii di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto! 

Vi supplichiamo per la santa Parola di DIO: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per il Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto!angelo

Vi supplichiamo nel Nome dell’Amore di DIO per noi miseri: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel nome della fedeltà di DIO verso noi miseri: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel nome della Misericordia di DIO verso noi miseri: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Madre di DIO e Madre nostra: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Regina del cielo e della terra: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, vostra Regina e Signora: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per la vostra propria beatitudine: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per la vostra propria fedeltà: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per il vostro impegno nella lotta per il Regno di DIO: venite presto in nostro aiuto!

angeli (2)Vi supplichiamo: copriteci con il vostro scudo!  

Vi supplichiamo: difendeteci con la vostra spada! 

Vi supplichiamo: illuminateci con la vostra luce! 

Vi supplichiamo: salvateci sotto il manto protettore di Maria! 

Vi supplichiamo: nascondeteci nel Cuore di Maria! 

Vi supplichiamo: poneteci nelle mani di Maria!  

Vi supplichiamo: mostrateci la via alla porta della vita: il Cuore aperto di Nostro Signore!        

Vi supplichiamo: conduceteci con sicurezza alla Casa del Padre!

Voi tutti, nove Cori degli Spiriti beati: venite presto in nostro aiuto!

Voi, che siete stati dati da DIO come nostri particolari accompagnatori: venite presto in nostro aiuto!

AFFRETTATEVI, AIUTATECI, VI SUPPLICHIAMO!

Il Preziosissimo Sangue del Nostro Signore e Re fu sparso per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo! Il Cuore del Nostro Signore e Re batte d’amore per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo! Il Cuore Immacolato di Maria Santissima, vostra Regina, batte d’amore per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo!

SAN MICHELE ARCANGELO! arcangelo michele

Tu, Principe delle Milizie celesti, Vincitore del dragone infernale, hai ricevuto da DIO la forza e il potere di annientare con l’umiltà la superbia delle potenze delle tenebre! Ti supplichiamo, aiutaci ad avere una vera umiltà di cuore, un’incrollabile fedeltà per compiere sempre il volere di DIO e la fortezza nella sofferenza e nel bisogno! Aiutaci a superare il giudizio del Tribunale di DIO!

SAN GABRIELE ARCANGELO!gabriel2

Tu, Angelo dell’Incarnazione, fedele Messaggero di DIO, apri le nostre orecchie ad ascoltare i dolci richiami e gli inviti del Cuore amante di Nostro Signore! Sii sempre davanti ai nostri, ti supplichiamo, affinché comprendiamo bene la parola di DIO, la seguiamo, le ubbidiamo e portiamo a termine ciò che DIO vuole da noi! Aiutaci ad essere vigilanti e pronti, affinché il Signore al Suo arrivo ci trovi desti!

SAN RAFFAELE ARCANGELO!angelo-raffaele

Tu Freccia d’amore e Medicina dell’Amore di DIO, ti supplichiamo, ferisci il nostro cuore con l’ardente amore di DIO e fa che questa ferita non si chiuda mai, affinché anche nella vita d’ogni giorno possiamo rimanere sempre sulla via dell’amore, e superare tutto con l’amore!

AIUTATECI VOI, SANTI E GLORIOSI FRATELLI, SERVI CON NOI DAVANTI A DIO!

Difendeteci da noi stessi, dalla nostra propria viltà e tiepidezza, dal nostro egoismo, dalla nostra brama di possedere, dall’invidia, dalla sfiducia, dall’avidità e dal desiderio di essere ammirati! Liberateci dalle catene del peccato e dall’attaccamento alle cose terrene!

Toglieteci dagli occhi la benda che noi stessi ci siamo messi per non vedere la miseria che ci circonda e per poter così contemplare e compatire noi stessi! Mettete nel nostro cuore il proposito di cercare DIO con desiderio struggente, con pentimento e con amore!

Guardate il Preziosissimo Sangue del Nostro Signore sparso per noi miseri! Guardate le lacrime che la vostra Regina pianse a causa di noi miseri! Guardate in noi l’immagine di DIO che Egli stesso ha impresso nella nostra anima e che ora è rovinata dai nostri peccati! Aiutateci a riconoscere ed adorare DIO, ad amarLo e servirLo!

Aiutateci nella lotta contro le potenze delle tenebre che ci circondano e ci tormentano furtivamente! Aiutateci affinché nessuno di noi vada perduto e così un giorno saremo uniti giubilando nell’eterna beatitudine! Amen.

SAN MICHELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!

SAN RAFFAELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!

SAN GABRIELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!”

Angelo di DIO, che sei il mio Custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che Ti fui affidato dalla Pietà celeste. Amen.

Don Marcello Stanzione

Fonti: “Il libro delle novene” ed. Ancilla ;  http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2154/129/lang,it/

Messico, terzo sacerdote ucciso in una settimana. La lotta dei sacerdoti cattolici contro il narcosatanismo

Roma, 26 set 2016.- Il corpo crivellato di corpi di un sacerdote, che era scomparso in Messico occidentale, è stato rinvenuto. L’hanno riferito le autorità messicane.  Si tratta del terzo caso nel Paese solo nell’ultima settimana. Sempre lunedì scorso infatti i corpi di altri due sacerdoti rapiti erano stati trovati sul ciglio di una strada di Veracruz, sulla costa orientale del Paese. Ieri Domenica 25 settembre all’Angelus la preghiera del Papa per il “caro popolo messicano”, “perché – ha detto Francesco – cessi la violenza che in questi giorni ha colpito anche alcuni sacerdoti”.

Padre José Alfredo Lopez Guillen, che era scomparso lunedì dalla sua canonica a Janamuato, nello stato di Michoacan, è stato trovato sabato notte in un terreno. Aveva ferite da arma da fuoco ed era morto da 120 ore, ha precisato il procuratore dello stato. 

“E’ con profonda tristezza che diamo notizia del fatto che il corpo di Alfredo Lopez Guillen è stato trovato, preghiamo per la sua anima”, ha twittato l’arcidiocesi di Morelia, la capitale di Michoacan.

Secondo il Centro multimediale cattolico, che segnala le violenze contro i religiosi, 14 sacerdoti sono stati assassinati in Messico da dicembre 2012, quando il presidente Enrique Penha Nieto è arrivato al potere, lo stesso presidente che oggi in Messico ignora le richieste del popolo e discrimina tutti coloro (specialmente i cattolici) che si oppongono all’agenda globale che impone matrimoni gay e gender.

Gli altri due sacerdoti trovati morti, Alejo Nabor Jimenez Juarez e Jose Alfredo Suarez de la Cruz, sono stati rinvenuti lunedì, lo stesso giorno in cui è scomparso Guillen, nello stato orientale di Veracruz.  LA LOTTA DEI SACERDOTI CONTRO LE GANG DEI NARCOSATANISTI ed il culto a “santa muerte” in Messico

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/09/21/messico-due-sacerdoti-rapiti-ed-uccisi-la-lotta-dei-sacerdoti-cattolici-contro-le-gang-dei-narcosatanisti-ed-il-culto-a-santa-muerte/

Sulla situazione, Paolo Ondarza ha intervistato la collega messicana Mercedes De La Torre, collega spagnola della Radio Vaticana:

R. –Ha fatto molto piacere ricevere questo messaggio dal Papa, direttamente dall’Angelus, perché sono tanti i messicani che lo seguono in diretta dall’altra parte del mondo. E’ interessante ricordare che il Papa aveva inviato un telegramma recentemente, in cui esprimeva le vive condoglianze e diceva di voler condannare questi attentati alla vita e alla dignità delle persone e chiedeva al Clero e agli agenti pastorali della diocesi di continuare con energia la loro missione ecclesiale, nonostante le difficoltà e seguendo l’esempio di Gesù, il Buon Pastore.

D. – Come vive la Chiesa questi momenti così drammatici? Come i vivono i sacerdoti?

R. – Fa sempre piacere sentire che il Papa è vicino, perché noi messicani amiamo tanto il Pontefice: sia Giovanni Paolo II, che è venuto cinque volte, sia Benedetto XVI e sia adesso Francesco, che è anche latinoamericano. Come lo vive il Messico? Lo vive con tristezza, con paura. Tutti i messicani sono “guadalupani” e quasi tutti si dicono cattolici. Il clero, la Conferenza episcopale sta rispondendo con molta unità a questo messaggio di preghiera, di condanna alla criminalità e allo stesso tempo di fiducia e di speranza. Il cardinale Alberto Suárez Inda, che è proprio l’arcivescovo di Michoacan e che è stato il pastore di padre Lopez Guillen, poco tempo fa in un videomessaggio chiedeva ai rapitori di rispettare l’integrità di questa vita, perché così potesse tornare presto all’esercizio del suo ministero; lui chiedeva a Dio la pace, il rispetto della vita e la conversione di chi fa queste cose.

D. – Questi sacerdoti sono, dunque, degli esempi molto forti per i fedeli e la Chiesa messicana. Si può cercare di capire perché sono stati colpiti alcuni sacerdoti e cosa c’è dietro questi sequestri?

R. – E’ molto difficile fare una panoramica di questa situazione. So che c’è una situazione molto complicata in tanti Paesi dell’America Latina e nel caso del Messico, purtroppo, ci sono diversi cartelli sia del narcotraffico che di altri tipi di criminalità organizzata. Allo stesso tempo, però, il popolo vive anche con fiducia, con speranza.

Il popolo messicano è un popolo che non si arrende mai: prova anche a pregare, perché arrivi la pace dall’alto. Grazie a Dio, la Madonna di Guadalupe, che protegge il popolo messicano, dice che i messicani non sono mai da soli e che Lei, la Madonna, li proteggerà. 

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/26/messico_ucciso_il_terzo_sacerdote_sequestrato/1260766

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Marcia per la Famiglia in Messico: pieno sostegno del Papa. Una nuova Cristiada contro le imposizioni del governo che vuole distruggere la famiglia

É stato da subito chiaro ai messicani che l’ideologia di genere è favorita dalle istituzioni che fanno sistema con le Nazioni Unite e con l’agenda globale per la diffusione del gender.

CITTA ‘DEL VATICANO, 25 SET 2016 (ACI ) .- Papa Francesco ha espresso il suo pieno sostegno alla Marcia per la Famiglia tenutasi in Messico Sabato 24 settembre 2016, così come la difesa della vita nella nazione, e ha chiesto la fine della violenza in tutto il Messico, dove i sacerdoti sono a continuo rischio per la loro vita.angeluscatfranciscofamilia_lor_111115

Così, prima della recita dell’Angelus, ha dichiarato: “Mi unisco volentieri ai Vescovi del Messico per sostenere l’impegno della Chiesa e della società civile per la famiglia e la vita, che in questo momento richiede una particolare attenzione pastorale e culturale in tutto il mondo. Assicuro la mia preghiera per l’amato popolo messicano, affinchè cessi la violenza che in questi giorni ha colpito anche alcuni sacerdoti”, ha detto il Papa.

Ricordiamo che Papa Francesco ha da sempre sostenuto anche il Family Day in Italia: “Vi ringrazio per quello che state facendo. Andate avanti così, voi avete retta coscienza cristiana” 

http://it.radiovaticana.va/news/2016/04/29/il_papa_al_promotore_del_family_day_andate_avanti_cos%C3%AC/1226422

Le marce in difesa della famiglia, alle quali hanno partecipato quasi un milione e duecentomila persone, per lo più di religione cattolica, sono state una risposta pubblica della società pressoché senza precedenti in Messico.

Da mezzogiorno di Sabato 24 settembre 2016, più di 400 mila persone provenienti da tutto il paese hanno partecipato alla imponente Marcia per la Famiglia svoltasi a Città del Messico. Senza contare poi il milione di persone che solo due settimane fa era sceso in piazza per difendere la famiglia in tutti gli Stati della Federazione messicana.

Il bianco è stato il colore che ha monopolizzato l’ingente manifestazione. Un lungo fiume tinto con la sfumatura della purezza ha attraversato festosamente le strade della capitale messicana. Il corteo, partito dall’Auditorio Nacional, ha raggiunto la piazza in cui è situato l’Ángel de la Independencia. Sotto la statua che raffigura il cherubino, è stato letto un manifesto in dieci punti da sottoporre alla presidenza della Repubblica. https://it.zenit.org/articles/messico-nuova-marcia-contro-il-gender-e-pro-famiglia/

Tra i principali obiettivi del Fronte Nazionale per la Famiglia, organizzatore della marcia, vi è la tutela della famiglia fondata sul matrimonio, costituita da un uomo e una donna, il diritto dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni, e il rifiuto della imposizione dell’ ideologia di genere da parte del governo.

Parlando alla stampa, Consuelo Mendoza, dell’Unione Nazionale dei Genitori, che fa parte del Fronte per la Famiglia, ha detto che i messicani vogliono un Messico migliore, dove le autorità ben rappresentino i reali interessi del popolo. Ha aggiunto che nutre il massimo rispetto per le persone LGBT, per la loro dignità, e per la loro libertà di scelta. Ma da loro si aspetta  il rispetto per la famiglia naturale.

Da parte sua, Juan Dabdoub Giacoman, Presidente del Consiglio messicano per la Famiglia, ha ricordato che nel febbraio di quest’anno è stata presentata una petizione a favore della famiglia con più di 200mila firme che è stata completamente ignorata dal Presidente. Di contro, l’istituzione che dovrebbe garantire la non discriminazione in Messico, il CONAPRED, “sembra un’appendice della comunità gay“, e caldeggia esso stesso le discriminazioni, quelle contro la famiglia. “Questa lobby fa pressioni sul presidente”.

Fernando Guzman Perez Pelaez, vice presidente di Confamilia, ha detto che il Presidente Peña Nieto porta avanti le  sue convinzioni personali, senza curarsi delle istanze del popolo messicano. In testa al corteo contro il matrimonio gay hanno sfilato le insegne con l’immagine della Vergine di Guadalupe. Alcuni cartelli proclamavano: “La mia famiglia è come quella di Nazareth”.

“I cittadini stanno vivendo un risveglio nazionale. Il Messico si è sempre contraddistinto per la difesa del  valore della famiglia. Lo abbiamo dimostrato il 10 settembre e torniamo a dimostrarlo ora. Siamo qui a sottolineare che la società e lo Stato hanno il dovere di garantire la protezione e la promozione dell’istituzione familiare”, ha aggiunto.  Guzman ha spiegato che “non si fa nessuna discriminazione quando si dice che il matrimonio è tra un uomo e una donna. La Corte di Strasburgo, il più importante parlamento dei diritti umani nel mondo, lo ha messo in evidenza nelle sue sentenze”. 

Guzman ha descritto quella di sabato scorso come “una giornata allegra, intensa, propositiva”, durante la quale il popolo messicano ha potuto ribadire la richiesta al presidente Peña Nieto di aprire un dialogo con il Frente National por la Familia.

“Una cosa – ha aggiunto Guzman – è il rispetto pieno delle persone omosessuali, altra cosa è insegnare ai bambini che non sono maschi o femmine, ma che sono ciò che vogliono essere”. Il rappresentante delle associazioni familiari ha affermato che “questo non è giusto, va contro il terzo articolo della Costituzione e contro il diritto dei genitori ad educare i propri figli”.

UNA NUOVA CRISTIADA CONTRO IL GENDER: la rivolta del popolo messicano contro le imposizioni del governo.MEXICO-DEMO-ANTI-GAY

Nel 2011 il legislatore costituzionale messicano riformò l’Art. 1 della Costituzione introducendo l’”orientamento sessuale” tra i diritti umani. Nel 2015 la Corte costituzionale dichiarò illegittima la formula dell’art. 146 del Codice civile che definiva il matrimonio “un’unione libera tra un uomo e una donna … con la possibilità di creare figli”. Nel 2016 il Presidente messicano Enrique Peña Nieto ha presentato un’iniziativa legislativa per l’introduzione del “matrimonio egualitario”. Durante questi ultimi cinque anni è sorto in Messico un vastissimo movimento di resistenza cattolica contro il tentativo di sovvertire l’ordine naturale del matrimonio e della famiglia, un movimento tanto vasto e tanto avversato con gli strumenti del diritto penale e dell’oppressione legale dalle autorità governative che alcuni commentatori locali non hanno esitato a parlare di una nuova “cristiada”.

Da quando i mass media e i membri del governo hanno iniziato a sostenere che dietro all’associazione dei  fondatori di Confamilia c’è la Chiesa, si è iniziato a minacciare sacerdoti, vescovi e cardinali di azioni legali in applicazione dell’art. 130 della Costituzione che proibisce a qualsiasi ministro del culto di interferire negli affari dello Stato. A partire da quel momento è stata scatenata una campagna di aggressioni contro la Chiesa cattolica.

Fino a oggi sono riusciti portare di fronte ai giudici membri della Chiesa come per esempio i Cardinali Norberto Rivera Carrera, Juan Sandoval Íñiguez, Francisco Javier Chavolla, Francisco Moreno Barron. Secondo la comunità LGBT a queste azioni se ne aggiungeranno altre dopo le marce del 10 e del 24 settembre in modo tale da colpire ogni ecclesiastico che appoggia il Frente Nacional por la Familia con l’accusa di violazione dei diritti fondamentali e di incitazione all’odio e all’omofobia.

Ancor prima della prima marcia era apparsa nella rete la lettera (vedi qui) che Monsignor Daniel Alberto Medina Pech, già denunciato di omofobia dalla comunità LGBT, aveva indirizzato al Presidente della Repubblica. I fedeli messicani e molti sacerdoti ne trassero gran forza spirituale.

Le marce, alle quali hanno partecipato quasi un milione e duecentomila persone, per lo più di religione cattolica, sono state una risposta pubblica della società pressoché senza precedenti in Messico.

Gli omosessuali non hanno mai subito in Messico particolari discriminazioni, perché gran parte della società è contraria ad atti di sopraffazione nei loro confronti.

Tra gli obiettivi difesi dal Frente Nacional por la Familia non ve n’è uno che attenti alla dignità di singole persone o gruppi. Tutti hanno un contenuto positivo, non lesivo di posizioni altrui, affermativo di diritti che si considerano essere stati violati. Ciò che si chiede al governo è la loro piena restaurazione: la conservazione del matrimonio tale e quale esso è stato per secoli.

Alla completa assenza di odio e di volontà di discriminare nelle rivendicazioni del Frente Nacional por la Familia la comunità LGBT risponde impegnandosi a evitare a ogni costo che le manifestazioni pubbliche a favore della famiglia possano avere luogo.

Non sfugge il fatto che non soltanto la società messicana ma, in generale, le società di tutto il mondo soffrono una profonda crisi morale e di identità, e che ciò ha causato uno sfaldamento molto grave dei corpi sociali fino al nucleo stesso della famiglia. Di qui la necessità di recuperare i fondamenti della famiglia tradizionale che negli ultimi decenni sono stati erosi e smarriti.

Il risultato di questo grido di disapprovazione della società messicana, cattolica nella sua maggioranza, di fronte alle mire del Presidente Nieto è incerto. Non v’è dubbio tuttavia che la Chiesa e la società messicana si sono ridestate e che non cadranno più nel sonno. In qualunque caso, sia o meno approvata l’iniziativa sulla recezione legislativa dell’ideologia di genere in Messico, esse saranno sentinelle dell’integrità del matrimonio e dell’infanzia.

Fonti

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2016/09/una-nuova-cristiada-contro-il-gender-la.html

https://www.aciprensa.com/noticias/videos-y-fotos-mas-de-400-mil-en-marcha-por-la-familia-en-mexico-17977/

Sette sataniche a Foggia: furto S. Ostie consacrate nella chiesa S.Maria della Croce, ennesimo atto sacrilego. L’omicidio satanico di Nadia Roccia.

Sta facendo discutere  il furto delle S. Ostie consacrate nella chiesa Santa Maria della Croce, in viale della Stazione, angolo con via Montegrappa, a Foggia. La mattina del 23 settembre 2016, il parroco don Bruno Pascone, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Ignoti sono entrati facilmente per via delle porte aperte, andando dritti verso il tabernacolo. Era appena stata celebrata la Santa Messa. Grazie alla chiave già inserita nella serratura del tabernacolo, i malfattori hanno prelevato la pisside, contenente le 70 S. Ostie consacrate e una teca in metallo. Tutti oggetti di scarso valore che tenderebbero ad escludere l’ipotesi del furto scaturito da disagio economico dell’autore. Per questo, secondo gli investigatori, prende corpo la pista che porta alle messe nere. Sarebbe questa, infatti, l’ipotesi più accreditata. Difficilmente si può parlare di classici ladri in quanto non hanno portato via nulla né in chiesa né in sacrestia.

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chiesa Santa Maria della Croce, Foggia

 Gli autori dello strano furto potrebbero essere satanisti che intendono usare le ostie per le messe nere. Le sette sataniche, infatti, cercano continuamente di procurarsi le Ostie consacrate, a volte fingendo di ricevere la comunione per poi metterle da parte, altre volte, come in questo caso, rubandole o commissionando il furto. http://www.immediato.net/2016/09/23/lombra-dei-riti-satanici-dietro-al-furto-delle-ostie-consacrate-il-caso-messe-nere-allincoronata/

Il caso, intanto, ha scosso la comunità. Nelle parrocchie foggiane, si sta organizzando una vera e propria maratona di preghiera, come proposto dall’arcivescovo della diocesi foggiana, Mons Vincenzo Pelvi:

“Carissimi confratelli, questa sera il mio animo è profondamente amareggiato per una notizia che mi è da poco giunta:
Il tabernacolo della parrocchia di Santa Maria della Croce è stato forzato ed è stata profanata la SS. Eucarestia.
L’atto commesso è gravissimo e non può lasciarci indifferenti.
Invito, pertanto, tutti i fedeli della diocesi ad unirsi in preghiera con me, per riparare al macabro gesto.
In tutte le parrocchie, per tre giorni, sino a domenica, ci sia chi si prostri in adorazione del SS. Sacramento.
Tutte le Ss. Messe abbiano un ricordo speciale in merito.
Preghiamo anche per il cuore degli autori di questo gesto; invochiamo la conversione e il rimedio spirituale.
Vi chiedo infine, carissimi, di rimanere maggiormente uniti in preghiera domenica 25 settembre, quando, alle ore 12.00, presiederò la S. Messa nella parrocchia di Santa Maria della Croce.
Con il cuore gonfio di tristezza, ma ancor più traboccante di fede nella potenza della preghiera, vi ringrazio e paternamente vi benedico.
+ Vincenzo Pelvi” 

http://www.statoquotidiano.it/23/09/2016/foggia-profanato-tabernacolo-della-chiesa-s-m-della-croce/492285/

Il sospetto che dietro al furto possano esserci gli adoratori di Satana è avvalorato da alcuni casi di cronaca avvenuti nel Foggiano negli ultimi anni. Il più emblematico nel 2013, quando una messa nera venne “disturbata” nella notte dalle guardie zoofile e dagli agenti di polizia nel bosco dell’ Incoronata, situato a mezzo chilometro circa dall’ingresso del santuario. Sul posto intervenne anche una pattuglia della volante e la scientifica per una serie di rilievi. L’intervento delle forze dell’ordine mise in fuga alcune persone verosimilmente coinvolte in un rito satanico. In quel luogo vennero ritrovati un lumino acceso, un panno verde con una croce bianca, un vassoio con tracce di sangue e i resti in decomposizione di un animale.

COME DIMENTICARE L’OMICIDIO SATANICO DELLE DUE “AMICHE” KILLER DI FOGGIA, (Castelluccio dei Sauri), che il 14 marzo 1998 uccisero a sangue freddo ed in nome di Satana, l’amica Nadia Roccia?08_ottobre_1998 Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica, appena diciottenni:  senza mostrare alcun segno di pentimento, dopo aver strangolato l’amica Nadia se ne andarono a divertirsi. In aula di tribunale, dimostrarono altrettanta freddezza per l’atto compiuto e molto impaccio nel tentare di negare il loro coinvolgimento con il satanismo e il loro legame con altre persone che le spinsero a pianificare quell’omicidio insensato…Si sospetta che le due avrebbero agito sotto l’influsso di una setta che si è manifestata con atti ipnotici tali da giustificare la rimozione degli avvenimenti, per dimenticare tutto quello che venivano spinte a fare.

Lo dimostra un messaggio anonimo contenente minacce di morte spedito ad Anna Maria Botticelli, mentre era in carcere: 
«Ti inceneriremo insieme al tuo amato» e, ancora, «hai fatto male a parlare di noi al tuo adorato. Se continui così di te e di lui rimarranno solo le ossa». Frasi agghiaccianti contenute nella lettera anonima che gli inquirenti hanno sequestrato in carcere alla Botticelli. Una minaccia a cui gli investigatori credono , tanto che hanno emesso un provvedimento nei confronti di persona non identificata accusata di concorso in omicidio volontario premeditato. L’amato, l’adorato, secondo l’anonimo, sarebbe l’avvocato difensore della Botticelli, Gianluca Ursitti, giovane legale foggiano, che il complice delle assassine ritiene a conoscenza della verita’ dei fatti e in presunti stretti rapporti con Anna Maria. Minacce di morte, dunque, alla ragazza, al suo difensore, che glissa sull’argomento preferendo continuare a impegnarsi per dimostrare, insieme con il consulente, il criminologo Francesco Bruno “l’incapacita’ di intendere e di volere della sua assistita”.

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a sinistra, la vittima Nadia Roccia; al centro, la Botticelli, a destra la Sica, le due killer

Ma le due confessarono alla fine di aver programmato quell’omicidio. Dopo aver ucciso Nadia, il 14 marzo ’98, le due amiche tentarono di far credere che si fosse suicidata: le strinsero una corda attorno al collo e posero accanto al cadavere una lettera scritta a macchina nella quale Nadia affermava di aver deciso di suicidarsi perché il suo amore omosessuale per Anna Maria non era corrisposto. Chi programma così meticolosamente una menzogna per coprire un delitto, non sembra “incapace di intendere e di volere”. Forse Nadia Roccia fu uccisa perchè sapeva troppo ed aveva scoperto un giro di sesso e sette sataniche.

Nelle lucide confessioni delle due amiche assassine, saltava spesso fuori il cimitero come luogo di ispirazione del reato. Furti di ossa nei cimiteri per rituali satanici, profanazioni di Ostie consacrate rubate nelle chiese del Foggiano:

Dal cimitero del paese di Castelluccio dei Sauri, proprio poco tempo prima dell’omicidio di Nadia, fu trafugata una statuina del Bambin Gesù, i cui capelli erano stati composti con una ciocca di capelli della Botticelli… Nelle abitazioni delle due “ragazzekiller” furono inoltre sequestrate fotografie, che ritraevano le indagate nei pressi di una tomba, nel cimitero del paese del foggiano, agende e diari di scuola. In uno di questi, era annotata la segnalazione di un palo alla cui base stavano disegni satanici e la scritta inneggiante a satana. In casa della Botticelli, fu rinvenuto anche un quadro che raffigurava il volto di profilo di un uomo, che attraverso un gioco di specchi, mostrava il volto di Satana. 

Allo stesso tempo non fu mai fatto mistero, nemmeno da parte degli investigatori, sulla possibile esistenza di una setta satanica organizzata e gerarchicamente strutturata, con base a Foggia e ramificazioni nei comuni del Subappennino. Le indagini si spostarono anche al centronord Italia, supportate anche da alcune, inquietanti dichiarazioni delle due ragazze, registrate dai magistrati della Procura di Foggia, che facevano riferimento a Satana e ad altre diavolerie. Ma come al solito, quando si tratta di “sètte sataniche”, le piste di indagine si affossano, si minimizza sempre tutto, fino alla prossima comparsa di qualche altro omicidio inspiegabile con chiari segni di satanismo… Nella mente degli inquirenti restò sempre il dubbio che qualcosa di strano, legato a riti esoterici, fosse successo prima, o durante, l’ omicidio di Nadia Roccia.

Oggi non se ne parla più, si tende sempre ad attribuire il tutto solo a “problemi psicologici”, ma si sta sottovalutando la gravità della diffusione del satanismo, vera piaga sociale: c’è molto di più dietro questi orrori, c’è tutta una subcultura propagandistica del “credo satanista” che passa attraverso la musica, gli slogan di odio anticristiano di certi pseudocantanti come Marilyn Manson, la dittatura del pensiero unico che manipola le menti, i siti internet dove si nascondono gruppi satanisti tra i più perversi, un veleno mediatico potente che infetta sempre più le menti dei giovani.  E rovina le loro vite, spesso irrimediabilmente.

Fonti

FOGGIA, LE RAGAZZE KILLER SATANICHE

http://www.gris-imola.it/esoterismo/ragazze_killer_sataniche.php

(http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/10/20/castelluccio-sesso-lucifero-misteri-dell-omicidio-roccia.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/08/30/orma-di-satana-sul-gargano.html).

I pensieri e le benedizioni di Padre Pio, il Santo innamorato di Gesù Eucaristia

Padre Pio scrisse durante la sua vita una serie di preghiere e pensieri.

Infatti per ogni giorno dell’anno Padre Pio scrisse molti pensieri e benedizioni per accompagnare il pellegrino giornalmente e non fargli pesare la vita nei momenti difficili, ma farlo sentire in compagnia e dargli la forza di affrontare le situazioni difficili, ma soprattutto indicargli la giusta via per assaporare quanto di buono la vita ci riserva in ogni istante della giornata e noi non sempre siamo in grado di comprendere.

“Cammina allegramente e con un cuore sincero ed aperto più che puoi, e quando non si possa mantenere sempre questa santa allegrezza, almeno non ti perdere mai di coraggio e di confidenza in Dio. Fatti animo e non temere le fosche ire di Lucifero. Rammentati per sempre di questo: che è buon segno allorché il nemico strepita e ruggisce all’intorno della tua volontà, poiché questo dimostra che egli non è al di dentro.
Coraggio! Proferisco questa parola con un grande sentimento ed, in Gesù, coraggio, dico: non bisogna temere, mentre che possiamo dire con risoluzione, sebbene senza sentimento: VIVA GESU’ “.

“Confidenza torno ad inculcarvi sempre; nulla può temere un’anima che confida nel suo Signore ed in Lui pone la propria speranza. Il nemico della nostra salute è pur anche sempre intorno a noi per strapparci dal nostro cuore l’àncora che deve condurci a salvezza, voglio dire la confidenza in Dio nostro Padre; teniamo stretta, stretta quest’àncora, non permettiamo giammai che ci abbandoni un solo istante!
Sii sempre allegramente in pace con la tua coscienza, riflettendo che ti trovi al servizio di un Padre infinitamente buono, che per sola tenerezza scende fino alla Sua creatura, per elevarla e trasformarla in Lui Suo creatore.
E fuggi la tristezza, perché questa entra nei cuori che sono attaccati alle cose del mondo.
Sii dunque sempre fedele a Dio nell’osservanza delle promesse fattegli e non ti curare dei motteggi degli insipienti.

Non ti dar pensiero di tali serpenti. Gesù penserà a metterli a posto. Preghiamo che Gesù li converta. A noi basta stare a posto con Dio.non-ti-dar-pensiero-di-tali-serpenti-padre-pioNon ti dar pensiero di nulla. Una sola cosa deve essere la tua occupazione: amare Gesù, amare la virtù ed aspirare al cielo. Mammina, per quanto dipende da Lei, ti assisterà sempre e ti porgerà le braccia. La preghiera è la migliore arma che abbiamo; una chiave che apre il cuore di Dio.

Sappi che i santi si sono sempre scherniti del mondo e dei mondani e si sono messi sotto i piedi il mondo e le sue massime.  Il mondo non ci stima, perché figli di Dio. Consoliamoci, ché almeno una volta egli conosce la verità e non dice bugia.

Il dragone, se fa le pentole, non fa i coperchi. Gesù penserà a frustrare le opere dei maligni. Il demonio bisogna disprezzarlo e non temerlo, poiché s. Agostino dice: «Il demonio è un formidabile gigante con chi lo teme, ed un fanciullo imbelle con chi lo disprezza». 

Chi segue Gesù non cammina nelle tenebre e la vita ha in se stesso. Sta’ su di animo: non ti mai abbacchiare. L’aiuto e la liberazione non l’ho mai atteso dalle creature ma dal cielo. Perciò confidenza e pazienza. Coraggio ed attendiamoci tutto da Gesù e dalla Mamma celeste che vegliano sopra di noi. Sta’ su di animo. Gesù penserà a tutto. Non diamo retta a gente che non sa quello che dice. Noi confidiamo in Gesù e nella Mamma celeste e tutto andrà a finire bene. Stringiamoci sempre più nella carità e questa sarà la nostra garanzia.”

“IL MONDO POTREBBE STARE ANCHE SENZA SOLE, MA NON PUO’ STARE SENZA LA SANTA MESSA.padre2bpio2b2b4

Nell’assistere alla S. Messa, rinnova la tua fede. Tieni la mente elevata al mistero che si va svolgendo sotto i tuoi occhi. Portati con la tua mente al calvario e pensa e medita sulla Vittima, che si offre alla divina giustizia, sborsando il prezzo della tua redenzione. Ti auguro sempre più amore al divin sacrifizio, dal quale ci è venuta e ci viene l’eterna salute.

Chiediamo a Gesù la grazia di amarLo e di vederLo amato sempre più. ChiediamoGli, come la sposa dei sacri Cantici: Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino! Quante volte questo bacio di Pace… ci viene donato da Gesù nel Santissimo Sacramento! Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, in questo sacramento d’amore, noi abbiamo la vera vita, una vita benedetta e la vera felicità.

O Gesù, che il mio cuore riposi sul tuo Cuore trafitto nelle prove e nei dolori della vita.

Maria ti faccia sempre da madre, ti stringa sempre più al suo cuore: ti faccia pregustare tutte le tenerezze della Sua maternità, ed un giorno non molto lontano ti mostri tutta la sua gloria assieme a Gesù.

L’Angelo di Dio ti guidi in tutto il corso della tua vita e ti preservi dal peccato.

Lo Spirito Santo ti riempia dei suoi doni e ti renda forte nella battaglia della vita.

Il volto di Gesù sia stampato sul tuo cuore e appaghi tutti i tuoi voleri. L’amore di Gesù sia la stella che ti guidi a Lui. Gesù viva sempre in te e nella tua famiglia.

Gesù crocifisso ti dia coraggio a soffrire con merito.

L’Angelo di Dio ti assista nella salmodia e la presenti al trono di Dio.

Sii sempre ed in tutto umile e serba sempre gelosamente la purezza del tuo cuore e del tuo corpo, perché esse sono le due ali che ci elevano sino a Dio e quasi ci divinizzano.

Appoggiamoci alla nostra Mamma celeste, che può e vuole aiutarci. La nostra strada sarà facilitata perchè abbiamo chi ci protegge.

Amiamo senza riserva, come Dio stesso ci ama. Vestiamoci di pazienza, di coraggio e di perseveranza.

Il bene che ci adoperiamo di arrecare alle anime altrui risulterà utile anche all’anima nostra.

Poniamo i nostri cuori in Dio solo, per non più riprenderli. Egli è la nostra pace, la nostra consolazione, la nostra gloria. Anche noi, se saremo imitatori di Gesù, sostenendo tutte le battaglie della vita, parteciperemo ai Suoi trionfi”.

PREGHIERA per ottenere l’intercessione di San Pio 

O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccati, che, spinto dall’amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il servo di Dio, San Pio da Pietralcina che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre tuo e per il bene delle anime. Ti supplico perciò di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia (esporre), che ardentemente desidero.

3 Gloria al Padre

2483956939dall’Epistolario di San Pio da Pietrelcina, il Santo innamorato della Santa Eucaristia

 

La speciale devozione di San Pio per San Michele Arcangelo e per gli Angeli di Dio

Dalle vite dei Santi possiamo comprendere il vero rapporto tra noi creature umane con i veri Angeli di Dio: i Santi, come Padre Pio, non “evocavano” mai gli Angeli con riti magici, divinazione e spiritismo New Age, tutto questo per loro era abominio, come deve esserlo per ogni cristiano.

La vita di Padre Pio era molto orientata al diffondere la autentica devozione verso gli Angeli. Già durante la Santa Messa c’è una forte presenza angelica, come per esempio nel Gloria o quando chiediamo il perdono a Dio, e così San Pio  li vedeva durante la celebrazione o in altre occasioni. Il suo «il buon Angiolino» gli fu sempre d’aiuto. Fu l’amico obbediente, preciso, puntuale che, da grande maestro di santità, esercitò su di lui uno stimolo continuo per progredire nell’esercizio di tutte le virtù. La sua azione assidua e discreta fu di guida, di consiglio e di sostegno.17498637_1405618812818079_4406103349846548745_n (1)

Se, per un dispetto del demonio, alcune lettere del suo confessore gli giungevano macchiate d’inchiostro, egli sapeva come renderle leggibili perché «l’Angiolino gli aveva suggerito che all’arrivo della lettera l’avesse aspersa con l’acqua benedetta prima d’aprirla» (cfr. «Epistolario» I, pag. 321). Quando riceveva una lettera scritta in francese era l’Angelo custode a fargli da interprete: «Se la missione del nostro Angelo custode è grande, quella del mio è di certo più grande, dovendomi anche fare da maestro nella spiegazione di altre lingue» (o.e. pag. 304). Si avvaleva dell’aiuto dell’Angelo custode per diffondere il suo apostolato mariano: «Vorrei avere una voce sì forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Ma poiché ciò non è in mio potere ho pregato e pregherò il mio Angiolino a compiere per me questo ufficio» (o.c. pag. 277).

Padre Pio riconobbe ed apprezzò la funzione di «messaggero» dell’invisibile amico. «Se hai bisogno – ripeteva ai suoi figli spirituali – mandami il tuo Angelo custode». Ed aveva un gran da fare, durante le ore del giorno e della notte, per ascoltare i «messaggi» dei suoi figli che tante creature Angeliche, obbedienti, gli portavano.

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PREGHIERA DI SAN PIO AL SUO ANGELO CUSTODE 

O santo angelo custode, abbi cura dell’anima mia e del mio corpo.
Illumina la mia mente perché conosca meglio il Signore
e lo ami con tutto il cuore.
Assistimi nelle mie preghiere perché non ceda alle distrazioni
ma vi ponga la più grande attenzione.
Aiutami con i tuoi consigli, perché veda il bene
e lo compia con generosità.
Difendimi dalle insidie del nemico infernale e sostienimi nelle tentazioni
perché riesca sempre vincitore.
Supplisci alla mia freddezza nel culto del Signore:
non cessare di attendere alla mia custodia
finché non mi abbia portato in Paradiso,
ove loderemo insieme il Buon Dio per tutta l’eternità.

L’Angelo custode era l’intimo amico che al mattino, dopo averlo svegliato, con lui lodava il Signore: «La notte ancora, al chiudersi degli occhi, vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi dinanzi il Paradiso ed allietato da questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e così sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori» (o.c. pag. 308).

Padre Amorth disse che Padre Pio ha molto lottato contro il maligno, che spesso lo colpiva, per scoraggiarlo, ma in questa sua missione San Pio venne sempre soccorso dall’Angelo custode: ” Padre Pio ha sempre dato importanza ad una visione che ebbe da fanciullo. In questa visione si vedeva un grande campo. Da una parte una schiera di Angeli bellissimi vestiti di bianco; dall’altra una grande schiera di visi orribili. Ad un certo punto si avvicina un uomo altissimo, un gigante con la testa che toccava, addirittura, le nuvole. Il fanciullo ha paura, cerca di scansarsi: com’è possibile io così piccolo e lui così grande, un gigante! Gli appare quindi un uomo misterioso che gli dice: «Non aver paura: io ti aiuterò e tu lo vincerai». Ci fu quindi una zuffa tremenda tra quel gigante e il piccolo Francesco Forgione, in seguito alla quale il gigante fu sconfitto. E allora mentre la schiera dei demoni se ne andava arrabbiata, la schiera degli Angeli applaudiva al personaggio misterioso al quale, in realtà, era dovuta la vittoria. Padre Pio non ha mai voluto rivelare il nome di quel personaggio: probabilmente si trattava di Gesù stesso. Questo episodio si è ripetuto così spesso che questo personaggio disse a Padre Pio, giovanetto: «Guarda che tu continuamente dovrai azzuffarti con questo gigante e sempre io ti assisterò e con il mio aiuto sempre lo vincerai, ma dovrai sempre lottare contro di lui».Risultati immagini per angelo custode san pio

Negli assalti infernali era l’Angelo custode, l’invisibile amico, che leniva le sue pene: «II mio Angiolino cerca di smorzare i dolori che mi affliggono quegli impuri apostati, col cullarmi lo spirito in segno di speranza» (o.c. pag. 321). Quando l’Angelo non era sollecito ad intervenire, Padre Pio, confidenzialmente, sapeva muovergli anche un aspro e fraterno rimprovero: «Non vi dico poi in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più a che santo votarmi. Mi rivolgo al mio Angelo. Dopo essersi fatto aspettare per un pezzo, eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua voce Angelica cantava inni alla divina maestà. Successe che lo sgridai aspramente d’essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso. Per castigarlo non volevo guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli poverino mi raggiunse quasi piangendo finché, sollevato lo sguardo, lo fissai in volto e lo trovai tutto spiacente. “Ti sono sempre vicino – egli dice -io mi aggiro sempre a te d’intorno, questo mio affetto per te non si spegnerà neppure con la vita”» (o.c. pag. 311).

SAN PIO E SAN MICHELE  ARCANGELO

Una volta il suo frate infermiere, padre Mariano Palladino, gli disse che una mistica aveva visto in visione Padre Pio che combatteva contro il demonio fin da tenera età. Il Santo frate udendo queste parole confermò e aggiunse: “Se non fosse stato per San Michele, il demonio mi avrebbe messo sotto i piedi”.Risultati immagini per san pio e san michele

Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nacque nel piccolo centro del beneventano il 25 maggio 1887. Sin dalla prima infanzia si sentì chiamato ad una vita di consacrazione religiosa. Fu ordinato sacerdote nell’Ordine dei Cappuccini il 10 agosto 1910, nel Duomo di Benevento. Dal 1916 sino alla sua morte, ha svolto il ministero sacerdotale presso il convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia. Ha operato con assiduità e semplicità per il bene delle anime che a lui accorrevano numerosissime, vivendo ininterrottamente nella preghiera e nella sofferenza. Ricevette le stimmate la mattina del 20 settembre 1918. Per tutta la sua vita sacerdotale fu un apostolo indefesso del confessionale. Morì il 23 settembre 1968 e fu beatificato il 2 maggio del 1999 e poi canonizzato il 16 giugno 2002 da Sua Santità Giovanni Paolo II. La devozione di Padre Pio nei riguardi dell’arcangelo San Michele si inserisce nella sua generale devozione verso i celesti spiriti ed essa è documentata sia dal suo Epistolario che da numerose testimonianze e ricordi dei suoi fedeli e figli spirituali.

Anzitutto Padre Pio era un cappuccino cioè un seguace di San Francesco d’Assisi ed il Poverello d’Assisi aveva un grande amore per San Michele, nei Fioretti troviamo scritto che l’Arcangelo si deve venerare al sommo grado. Ogni anno dal 14 agosto al 20 settembre San Francesco faceva la quaresima in onore di San Michele, cioè digiunava e faceva penitenza in onore dell’Arcangelo e fu proprio durante una di queste quaresime micaelitiche che sulla Verna ricevette le stimmate da un serafino che secondo diversi commentatori francescani era proprio San Michele.Immagine correlata

Anche Padre Pio ricevette le stimmate come San Francesco ed è interessante notare che sul crocifisso davanti al quale Padre Pio ricevette le stimmate, il 20 settembre 1918,  è raffigurato San Michele nella volta. Nell’ambiente francescano vi era allora una grande devozione a San Michele e addirittura certi francescani facevano ben due quaresime all’anno in onore di San Michele. Inoltre la provincia religiosa monastica cappuccina di Foggia aveva scelto come suo protettore San Michele (provincia religiosa di Sant’Angelo a cui oggi si è aggiunto e di San Pio). Altro motivo ambientale della devozione del Padre a San Michele era anche il fatto che il vicino santuario del Gargano distava solo 25 km da San Giovanni Rotondo, e lo stesso San Francesco d’Assisi, nel 1219, si era recato in pellegrinaggio al Gargano. Nella Basilica di Monte Sant’Angelo vi è una lampada d’argento donata circa trecentocinquanta anni fa dall’università di San Giovanni Rotondo. Questo lume ad olio ricorda la peste che aveva colpito il paese nella primavera del 1657, ma soprattutto ricorda la miracolosa scomparsa di quel “tremendo vento di morte” grazie all’intercessione del Principe angelico. I sentimenti di gratitudine del popolo di San Giovanni Rotondo all’Arcangelo si leggono ancora oggi sulla lapide sottostante la nicchia della statua di San Michele sul frontone dell’ingresso principale della chiesa madre di San Giovanni Rotondo e sui lati dell’altare a lui dedicato. Ancora un blocco di pietra, ricavato dalla roccia della grotta del Gargano fa parte della chiesa del convento e Padre Pio volle che si erigesse un mosaico con San Michele, opera dello svizzero Aurelio Gozzato, sulla torretta della Casa Sollievo della Sofferenza.

I figli spirituali di Padre Pio, conoscendo il grande amore del Padre verso San Michele, vollero che l’immagine dell’Arcangelo, mentre trafigge il dragone infernale, campeggiasse sopra il monumento di Padre Pio al primo ripiano dell’ingresso centrale della Casa Sollievo della Sofferenza.pic20new20home

Padre Pio è ufficialmente andato una volta sola al santuario di San Michele. Lo storico Gherardo Leone ha ricostruito nei dettagli questa visita, rivelando una passione senza limiti da parte di Padre Pio verso San Michele. Scrive Gherardo Leone: “Padre Pio fece il viaggio il 1° luglio 1917 su un carretto scoperto, come si usava a quel tempo, assieme a quattordici fratini del Collegio di San Giovanni Rotondo. Quel giorno faceva molto freddo. Prima della celebrazione della Messa, Padre Pio si raccolse in preghiera per tre quarti d’ora, poi iniziò il rito religioso davanti all’altare dell’Arcangelo. Nell’offrire il sacrificio nel luogo consacrato a San Michele Arcangelo si commosse profondamente. Dopo la celebrazione, si trattenne per altri tre quarti d’ora. Era pallidissimo e tremava per il freddo: erano tre ore che stava in quella grotta umidissima e gelida. Ad un certo punto due fedeli, presenti nel santuario, vedendolo in quello stato, lo sollecitarono ad andare in una casa vicina, per consumare una colazione calda. Nella grotta di San Michele – scrive Gherardo Leone – in quel momento di grande intensità spirituale, nella penombra della grotta arcangelica, Padre Pio prese piena coscienza della sua missione religiosa ed ebbe anche il presentimento di quanto il Signore gli stava riservando”.

Lo scrittore Giovanni Siena afferma che: “Il ruolo di San Michele nella vita e nell’opera di Padre Pio, diventò evidente un anno dopo quel significativo pellegrinaggio di Monte Sant’Angelo. Il 1918 fu per Padre Pio un anno pieno di eventi straordinari. Padre Pio infatti fu protagonista di tre sconvolgenti fenomeni mistici che gli costarono anche grandi patimenti fisici: 1° la “tranverbazione” ovvero la straziante lacerazione delle parti più intime della sua anima per opera di un misterioso dardo di fuoco; 2° la “stimmatizzazione” cioè l’apparizione sul suo corpo delle stesse ferite portate da Cristo sulla croce; 3° e infine la “transfissione” vale a dire lo squarcio del cuore e del costato operato da una lancia.13-g_la20preghiera20di20leone20xiii
Tutte queste tre prove furono precedute dall’apparizione di quello che Padre Pio definiva un “misterioso personaggio”. Chi era? Il frate non ha mai rivelato questo segreto. Ma alcuni studiosi di fenomeni mistici e di storia della spiritualità sono convinti che fosse proprio San Michele che è l’Angelo inviato da Dio a coloro che devono realizzare una missione difficile. Non a caso la sua stimmatizzazione avvenne il 20 settembre del 1918, proprio il giorno in cui egli si preparava ad iniziare la novena di preghiera in onore a San Michele, la cui festa si celebra il 29 settembre. Riguardo la sua devozione a San Michele, una volta Padre Pio disse: “Sta sempre qui”, rivolta ad Anita Canotti, una sua figlia spirituale di Rimini. Lo scrittore Giovanni Siena afferma: “Ricordo benissimo tutte le penitenze che ci dava nel confessionale in onore dell’arcangelo. Ricordo anche il suo insistente invito a recarci in pellegrinaggio al santuario di Monte Sant’Angelo: “Andate a salutare San Michele”, diceva spesso”.

Eppure nonostante il grande interesse per quel luogo di culto micaelitico, dai documenti che sono arrivati a noi, risulta che Padre Pio si recò solo una volta in pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo, quel 2 luglio del 1917. Viene da chiedersi: come mai da allora non vi fece più ritorno? Alcuni studiosi della vita di Padre Pio affermano invece che egli si sia recato al santuario in tante alte occasioni. Il salesiano Don Giuseppe Tomaselli, famoso sacerdote esorcista ed apostolo di Messina, che ebbe numerosi contatti con Padre Pio, raccontò un fatto interessante a questo proposito: “Un gruppo di persone di Tortoreto Lido, in provincia di Teramo, avendo sentito parlare di Padre Pio decise di recarsi in treno a San Giovanni Rotondo per conoscerlo. In treno incontrarono un prelato che chiese loro dove erano diretti: “Andiamo a San Giovanni Rotondo, rispose uno, pare che lì ci sia un frate che fa miracoli”. “Ma chi è questo frate?”, chiese il prelato. “Andate piuttosto al santuario di Monte Sant’Angelo. Lì c’è veramente uno che fa miracoli, San Michele Arcangelo”. Una volta scesi dal treno questi devoti rimasero disorientati se andare a San Giovanni o a Monte Sant’Angelo. Alla fine in essi prevalse il proposito di recarsi da Padre Pio. Il frate li ricevette e, durante il colloquio, iniziò a comportarsi in maniera strana: apriva e chiudeva un cassetto, senza un motivo valido. Quel cassetto, infatti era vuoto, si vedeva benissimo. Al termine della visita, prima di salutare gli ospiti, Padre Pio estrasse da quel cassetto diverse immagini raffiguranti l’Arcangelo di Monte Sant’Angelo e li consegnò ad ognuno dei fedeli. La sorpresa fu grande quando Padre Pio, dopo aver distribuito i santini, se ne uscì con questa frase: “Così potrete dire di essere stati al santuario di San Michele”. Tutti si convinsero – conclude don Tomaselli – che nello stesso momento in cui parlava con loro si fosse recato in bilocazione nel santuario. Non a caso Padre Pio ripeteva spesso ai suoi devoti: “Io alla grotta santa di Monte Sant’Angelo ci vado sempre”.

Orbene, conoscendo Padre Pio la potenza e la grandezza di San Michele, desiderava che il santo Arcangelo venisse conosciuto e amato dai suoi figli spirituali, a questo proposito nel nuovo santuario della Madonna delle Grazie fece addirittura costruire un altare tutto particolare in onore del Santo Arcangelo.

Il defunto monsignor Giuseppe Del Ton, che fu molto vicino al padre cappuccino offre questa sua testimonianza: “Padre Pio era solito recitare una preghiera all’Arcangelo scritta da papa Leone XIII, sotto il cui pontificato egli nacque: ecco il testo della preghiera “O San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia. Contro la malizia e le insidie del diavolo sii nostro sostegno. Noi scongiuriamo supplichevoli che Iddio lo tenga sotto il suo dominio. E tu, o principe delle milizie celesti, per la potenza che Iddio ti ha dato, rovescia nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni che a rovina delle anime si aggirano per il mondo”.

Purtroppo – diceva monsignor Del Ton – questa bellissima preghiera da tempo era caduta in disuso perché la Chiesa aveva trascurato il culto di San Michele, non raccomandandolo più ai fedeli. Questo fu un motivo di grande dispiacere per Padre Pio che ripeteva spesso: “Oggi più che mai, in questa epoca apocalittica, è necessario combattere sotto lo stendardo di San Michele”.Risultati immagini per PADRE PIO E SAN MICHELE

PREGHIERA per ottenere l’ intercessione di San Pio

O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccati, che, spinto dall’amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il servo di Dio, San Pio da Pietralcina che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre tuo e per il bene delle anime. Ti supplico perciò di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia (esporre), che ardentemente desidero.
3 Gloria al Padre

Fonti:
Milizia di San Michele Arcangelo, Don Marcello Stanzione

Pellegrinaggio nazionale delle famiglie “Famiglia ed Eucaristia, sacramenti d’amore per il mondo”. Card. Bagnasco: “Difendete la famiglia, non arrendetevi al ‘pensiero unico’”

“La famiglia è viva, evviva la famiglia!”. È questo lo slogan del “pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia”, di sabato 17 settembre 2016 a Genova nell’ambito del XXVI Congresso Eucaristico Nazionale. Il tema di quest’anno: “Famiglia ed Eucaristia, sacramenti d’amore per il mondo”. Un corteo di varie migliaia di persone ha percorso le vie del centro, recitando il Rosario, dalla stazione Brignole, fino al Porto Antico.  “Siamo giunti alla IX edizione del Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia, che sorge all’indomani del “Family Day”: era il 2007. Sono migliaia di famiglie che ci hanno raggiunto da tutta Italia, quest’anno a Genova in occasione del Congresso Eucaristico, in collaborazione con il Forum delle associazioni familiari e l’Ufficio nazionale di pastorale della famiglia, per ridire la bellezza del matrimonio cristiano. Quest’anno del Sacramento del matrimonio alla luce dell’Eucaristia: Eucaristia e matrimonio sono entrambi ostensione e incarnazione dell’amore di Dio. E dunque siamo particolarmente felici di aver voluto sottolineare la gioia di essere famiglie cristiane all’interno di questo importante evento, che è il Congresso Eucaristico Nazionale.” (Salvatore Martinez)

«Voi siete un po’ di sale e un po’ di lievito di gioia e di fede nelle comunità cristiane delle nostre diocesi. La famiglia, che continua e sarà sempre il primo nucleo, indispensabile della società, voi la rappresentate, voi la cantate. Testimoniatela con la convinzione e la gioia che vi contraddistinguono. Noi vescovi vi chiediamo di continuare a essere questo sorriso, questo canto di gioia nelle nostre comunità». Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha accolto con queste parole gli 8 mila pellegrini del Rinnovamento nello Spirito giunti a Genova da tutta Italia per il 9̊ Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia, promosso dal RnS e dall’Arcidiocesi di Genova in collaborazione con l’Ufficio nazionale per la Pastorale familiare Cei e il Forum delle Associazioni familiari.Layout 1

Il pellegrinaggio si era aperto con una serie di testimonianze di vita familiare, tra cui quella eccezionale di Patrizia, di Pescara del Tronto, che nel recente terremoto ha perso i genitori, il marito, un figlio e un cognato. La donna, accompagnata da un cognato e una sorella, ha raccontato le speranze del pre-terremoto, e poi «la tremenda sensazione di aver perso tutto, quando il mondo crolla e ti risvegli tra le macerie».

Patrizia ha raccontato che il vescovo di Ascoli, monsignor Giovanni D’Ercole, il suo segretario e i frati «mi hanno accolto, senza abbandonarmi un attimo. In quelle ore la tua famiglia si allarga. Ho cercato negli occhi di chi mi ha sostenuto gli affetti e l’amore che avevo perso, e li ho trovati. Non mi sono chiesta perché. La rabbia non mi ha penetrato, perché l’amore non può essere annientato, neanche da un terremoto. So che mi sarà consentito generare da questa tragedia amore. Amore per chi mi ha accolto, ma anche per chi era assente, incapace di darmi affetto. L’amore vince, c’è e ci sarà sempre. La salvezza è solo in quella zattera che dobbiamo chiamare fraternità, che ci insegna come ricominciare a vivere».

Varie altre famiglie si sono alternate sul palco – introdotte dal vescovo D’Ercole -, tratteggiando una quotidianità caratterizzata da una generosità multiforme, aperta alla vita e all’accoglienza senza distinzioni, anche di chi viene da lontano e non ha niente. Perché il senso del vivere è nel dare più che nel ricevere. Leggendo il saluto di monsignor Farrell, neo presidente del dicastero per i laici, la famiglia e la vita, D’Ercole ha sottolineato le parole di “Amoris Laetitia”, in cui papa Francesco ringrazia e incoraggia le famiglie per la testimonianza che rende «credibile la bellezza del matrimonio indissolubile e fedele per sempre».

Sulle sfide del tempo presente ha parlato – con particolare efficacia – anche l’arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, concludendo in serata la festa dei giovani, in una piazza Matteotti gremita di adolescenti. «Nel clima di menzogna in cui viviamo, bisogna aguzzare l’intelligenza, senza credere alle fandonie degli imbonitori. Voi potete farlo, perché la vostra età è ancora limpida, senza le incrostazioni degli adulti. Se non vi fate ingannare dall’aria che mette l’apparenza davanti a tutto, starete nella verità, e quindi nella libertà. È faticoso andare contro quello che fanno o pensano tutti. Ma voi non dovete tradire il desiderio che sentite. Rimanete in piedi nella verità e nella libertà. Non arrendetevi all’opinione generale. Così potrete costruire un mondo nuovo».

«Siate esigenti con gli adulti, pretendete la verità e dite “no” alla scaltrezza del mondo. Se cercherete la verità delle cose, sarete felici. Ma dovrete andare controcorrente rispetto al “pensiero unico”. Bisogna diventare dissidenti e dire il re è nudo». Parlando ai microfoni Rai al termine della Messa conclusiva, il cardinale Bagnasco ha proposto la partecipazione ai consultori come opera di misericordia preziosa, proprio per consigliare i dubbiosi riguardo a scelte drammatiche relative alla famiglia e alla vita.

Fonti

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/18/congresso_eucaristico_pellegrinaggio_nazionale_famiglie/1258857
La famiglia è viva, evviva la famiglia! | Tempi.it

Messico: due sacerdoti rapiti ed uccisi. La lotta dei sacerdoti cattolici contro le gang dei narcosatanisti ed il culto a “santa muerte”

I TANTI SACERDOTI MARTIRI DI CUI I GRANDI MEDIA NON PARLANO. ENNESIMO BRUTALE ATTACCO ANTICRISTIANO DEI NARCOSATANISTI(stesse modalità di Isis)…

Mentre in Italia si sta a perdere tempo con leggi inique come quella della legalizzazione della marijuana, spinte dalle sparate del presidente Obama “promarijuana”, i massacri del potente business dei narcosatanisti continuano. E di questi massacri i grandi media (men che meno Obama) si preoccupano.

Due sacerdoti, Alejo Nabor Jimenez Juarez e Jose Alfredo Juarez de la Cruz sono stati trovati morti il 19 settembre 2016 dopo essere stati sequestrati e torturati nello Stato di Veracruz, sulla costa del Golfo del Messico. Stando alle informazioni degli investigatori, i due religiosi erano stati rapiti la sera di domenica scorsa 18 settembre 2016, dalla parrocchia di Nuestra Senora de Fatima, nell’estrema periferia della città di Poza Rica. I loro corpi sono stati ritrovati sul ciglio della strada. Il terzo sequestrato, l’autista, è stato invece trovato vivo e ora è sotto protezione della Polizia locale che al momento non ha dato dettagli su quanto è avvenuto. L’area dove sono stati sequestrati i sacerdoti è tristemente famosa per la presenza e il dominio incontrastato dei cartelli del narcotraffico.  Il Consiglio messicano dei vescovi esprime il dolore e l’indignazione di fronte alla violenza nei confronti dei due sacerdoti, per questo nuovo fatto di sangue che colpisce la Chiesa cattolica nel Paese. (R.P.)

SATANISMO DILAGANTE IN MESSICO: intere famiglie, minacciate dalle gang sataniste dei NARCOTRAFFICANTI, ricevono aiuto e protezione dai sacerdoti cattolici, anch’essi soggetti a minacce da parte delle gang criminali (Notizia da BBC News http://www.bbc.co.uk/news/magazine-25032305) cimitero-messico-narcosIN FOTO: Tombe nel cimitero di Juarez, dove sono sepolte le innumerevoli vittime dei narcotrafficanti,(da BBC News http://www.bbc.co.uk/news/magazine-24772724)

Fino a poco tempo fa, girava in Facebook un video orrendo: la decapitazione di una donna messicana, attuata da un leader della gang del narcotraffico, col volto coperto da maschera, che dichiarava ” Questo è quello che succede a tutti quelli nel cartello del Golfo. Questo è da parte dei Los Zetas ” e poi seguivano 40 secondi di omicidio a sangue freddo….Ci sono volute migliaia di controversie e dibattiti contro Facebook , affinchè la direzione rimuovesse questo video cruento, persino l’intervento del primo ministro inglese Cameron, che ha accusato Facebook di irresponsabilità nell’aver permesso il caricamento del video…
Ma questa è solo la punta dell’iceberg: in Messico ci sono numerosi siti web legati ai narcokillers che caricano video del genere. Altro fatto inquietante è che, pur essendo il volto della povera vittima ben visibile, nessuno si sia fatto avanti per riconoscerla e darle un nome, neppure i parenti. Un opprimente spettro di omertà e paura incombe sulla popolazione: i Los Zetas sono una delle gang di narcosatanisti più potenti in sud America.

LA BATTAGLIA DEI SACERDOTI CATTOLICI IN MESSICO: “MOLTI CI CHIEDONO DI PRATICARE ESORCISMI. QUI IL SATANISMO E’ DIFFUSO SOPRATTUTTO DALLE GANG LEGATE AL NARCOTRAFFICO, CHE PRATICANO SACRIFICI UMANI ANCHE DI BAMBINI”. 
Dal 2006 questi terribili fatti sono in aumento: 70,000 persone sono morte, inclusi addetti alle forze di sicurezza, poliziotti e molti civili innocenti. Negli ultimi anni, in Messico si assiste a scene infernali: ritrovamenti di corpi smembrati di bambini , corpi torturati appesi dai ponti sulle strade.

Padre Carlos Triana, sacerdote esorcista a Città del Messico, afferma:

“Mai come oggi si è scatenata una violenza simile da parte dei cartelli della droga e mai come oggi sono richiesti esorcismi da moltissime famiglie, quasi ogni giorno. I casi di possessione sono in aumento. E’ evidente l’azione del demonio in queste potenti strutture dedite al male.”
“Questo non era mai accaduto prima “, afferma Padre Francisco Bautista ,un altro sacerdote esorcista di Città del Messico. Raramente il demonio possiede interamente una persona,in questi casi interviene il Vescovo della diocesi, che nomina i sacerdoti esorcisti; a volte sono necessari esorcismi minori,come le preghiere di liberazione,soprattutto un cammino di vera conversione della persona stessa.
Secondo Padre Bautista, la crescente richiesta di esorcismi è dovuta al fatto che un gran numero di messicani segue il culto satanico di SANTA MUERTE, la divinità rappresentata in forma femminile di scheletro vestito con un abito nuziale e mantello, che tiene una falce in una mano e un globo nero nell’altra, LA CUI CERIMONIA PRINCIPALE AVVIENE NELLA NOTTE DEL 31 OTTOBRE,”festa della Morte”, in coincidenza con Halloween, “questo culto seguito soprattutto dai trafficanti di droga, che chiedono protezione ai demoni per evitare arresti della polizia ed avere soldi e successo, ed in cambio offrono sacrifici umani. Tutto questo ha portato all’aumento delle violenze in Messico. C’è una grande infestazione di demoni in Messico, perchè la gente ha aperto le porte alla morte, non solo con i riti satanici, con il narcotraffico, ma anche con la liberalizzazione dell’aborto.”

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ADORATORI DI SANTA MUERTE E GANG DEL NARCOTRAFFICO

Il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Consiglio Pontificio per la cultura, ha di recente affermato che il culto della “Santa Muerte” è un culto satanico di morte, che ha avuto origine in culti pagani, quindi è antireligioso e anticristiano. Inoltre ha sottolineato il collegamento di questo culto blasfemo con le gang del narcotraffico (http://www.bbc.co.uk/news/world-latin-america-22462181)

(Condannati all’ergastolo 7 satanisti legati a gang di narcotrafficanti che seviziarono e uccisero il bambino Ramoncito http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/Condannatiallergastolo7satanisticheseviziaronoeucciseroRamoncitoragazzoargentinodi12ann.php?page=33).
A Monterrey c’è ultimamente un aumento di rapimenti di persone e di bambini, persone abusate e uccise in riti satanici. Padre Ernesto Caro, sacerdote esorcista a Monterrey, ha amministrato molti esorcismi negli ultimi anni e afferma di aver esorcizzato diversi membri di gang dedite al narcotraffico, molti di essi consacrano la loro vita al servizio della Santa Muerte in un vero e proprio patto di sangue, ma poi ne subiscono le drammatiche conseguenze su loro stessi e alcuni sono poi costretti, loro malgrado, a rivolgersi ai sacerdoti esorcisti per venirne fuori…e confessano i loro crimini .
“Un uomo che ho esorcizzato, consacrato alla Santa Muerte, confessò che aveva provato piacere nel torturare le sue vittime, nel tagliarle a pezzi , nel sentire il loro dolore. Altri li aveva sepolti vivi. Il culto alla Santa Muerte è il primo passo verso il satanismo e verso l’adesione a queste gang criminali, ecco perchè quell’uomo era stato scelto per commettere i delitti più efferati.
A molti messicani viene insegnato che questo culto ottiene subito potere, successo, soldi e protezione dalla polizia….In questo culto, ci cadono anche molte persone disperate per le loro condizioni di vita miserevoli, che in Messico purtroppo sono tante e che vengono condizionate a credere che si tratti di un rito buono, che porta fortuna..

Santa Muerte è il culto praticato da tutti i trafficanti di droga, ma anche da diversi politici e poliziotti corrotti, da molti artisti…
Il numero dei seguaci è esploso nei primi anni 90, dopo il crollo economico”.

Padre Ernesto Caro afferma inoltre che dal 2006 vi è stato un notevole aumento di crimini e sacrifici umani, i cui resti sono stati trovati proprio nelle vicinanze di templi eretti in onore alla Santa Muerte, in aree dove il narcotraffico è più diffuso. Proprio in queste aree, il presidente Felipe Calderon dal 2006 ha inviato truppe dell’esercito per contrastare le gang del narcotraffico ed anche per contrastare il culto di Santa Muerte. Nel 2012 la polizia nel Nord del Messico, a Sonora, ha arrestato 8 persone accusate di aver ucciso due bambini di 10 anni ed una donna in sacrifici rituali che erano collegati al culto di Santa Muerte. I corpi furono trovati intorno all’altare eretto per la Santa Muerte: il loro sangue era stato raccolto in apposite ampolle e posto ai piedi della statua della morte ghignante.

Papa Francesco in Messico:  sacerdoti a rischio vita 

http://www.tempi.it/papa-francesco-in-messico-il-paese-dove-i-sacerdoti-rischiano-la-vita-ogni-giorno#.V-LqGtSLSt8

http://diariolatino.net/mexico-asesinan-a-dos-sacerdotes-en-veracruz/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/20/messico_uccisi_due_sacerdoti_nello_stato_di_veracruz/1259473

Santa Faustina, grande devota di San Michele Arcangelo

“Nel giorno di San Michele Arcangelo, vidi questo Condottiero accanto a me, che mi disse queste parole:
– Il Signore mi ha raccomandato di avere una cura particolare di te.
Sappi che sei odiata dal male, ma non temere.
Chi è come Dio?-E scomparve.
Io però sento la sua presenza ed il suo aiuto”
(dal Diario di Santa Faustina Kowalska)

SANTA FAUSTINA E GLI ANGELI DI DIO (articolo di Don Marcello Stanzione, Milizia di San Michele Arcangelo).

Elena Kowalska nacque in Polonia il 25 agosto 1905. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio di alcune famiglie benestanti per mantenersi e per aiutare i genitori. Fin dal settimo anno di vita sentiva nella sua anima la vocazione a farsi suora, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare in convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 1 agosto 1925 entrò nella congregazione delle suore della Beata vergine Maria della Misericordia. Con il nuovo nome religioso di suor Maria Faustina trascorse in vari conventi 13 anni lavorando in umili mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia. All’esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Per ordine del suo padre spirituale scrisse il suo “Diario” dove rivela il suo contatto intimo con Dio, la Madonna, gli angeli e i santi e le anime del Purgatorio.

La santa ha ispirato il movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la Misericordia divina per il mondo. Fin dai primi anni di vita ella si rivelò amica degli angeli, infatti la madre si accorse che, a volte, la bambina si svegliava anche di notte per mettersi a recitare le orazioni in ginocchio; perciò tentò di equilibrare tanta devozione, dicendole: “Ti si confonderà il cervello, non dormi, ti alzi”. Ma la futura grande devota agli Spiriti celesti già allora rispondeva: “Mamma, credo che è l’angelo a svegliarmi per farmi pregare”. In seguito la santa nel suo diario racconterà del suo del suo rapporto con l’angelo custode, che in diverse occasioni ha avuto la possibilità di vedere. Fattore comune di queste pagine è la serenità con cui parla degli spiriti celesti, la sua costanza nel pregarli, la fiducia che riversa in loro e la gratitudine: “Ringraziai Dio per la sua bontà, dato che ci dà degli angeli per compagni”. ( Quad. II, 630).

La mistica polacca descrive l’angelo come una figura luminosa e raggiante, sguardo modesto e sereno, con un raggio di fuoco che gli esce dalla fronte. L’angelo è una presenza discreta che parla poco, agisce e soprattutto non si distacca mai da lei. Una volta in risposta alla domanda fatta a Gesù “ per chi pregare”, le compare il suo angelo custode che le ordina di seguirlo e la conduce in Purgatorio dove essa afferma: “ Il mio angelo custode non mi abbandonò un solo istante” (Quad. I). In un’altra occasione, in viaggio a Varsavia, il suo angelo custode si rende visibile e le tiene compagnia. In un’altra circostanza le raccomanda di pregare per un’anima.

Ella vive col suo angelo custode in intimo rapporto, lo prega e invoca spesso ricevendo da lui aiuto e sostegno ed afferma: “Oh, quanto poco la gente pensa a questo, che ha sempre presso di se un testimone di tutto! Peccatori, ricordate che avete un testimonio per le vostre azioni!” ( Quad. II, 630). 

La descrizione dello spirito celeste è alquanto minuziosa: l’angelo indossa una veste dorata, con cotta trasparente e stola pure trasparente, e ha in mano un calice di cristallo coperto da un velo trasparente (Quad. VI, 1676). Nel momento in cui lei chiede al Serafino se può confessarla, la risposta dell’angelo è a dir poco sorprendente: “ Nessun spirito celeste ha questo potere”.

Sebbene la sua vita sia costellata da eventi particolari e di manifestazioni celesti, ella afferma di avere una venerazione particolarissima per san Michele Arcangelo perché egli non ebbe esempi nel compiere la volontà di Dio e tuttavia eseguì fedelmente i suoi desideri. In diverse occasioni la santa afferma di sentire la presenza di san Michele e di avvertire il suo aiuto: per esempio quando racconta di averlo visto il 29 settembre, giorno della sua festa, e che l’Arcangelo le ha detto: “ Il Signore mi ha raccomandato di avere una cura particolare di te. Sappi che sei odiata dal male, ma non temere. Chi è come Dio?”. E da quel giorno ella avvertì sempre quella presenza che l’aiutava, la confortava e la difendeva. Suor Faustina Kowalska è stata canonizzata da Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000.

PREGHIERA A S.MICHELE ARCANGELO

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San Michele Arcangelo,
tu che sei nella pienezza della potenza e della gloria di Dio,
proteggi tutti noi dalle insidie,
tentazioni e suggestioni del demonio,
per poter camminare lieti
sulla strada preparataci dal Signore,
coperti dal manto di nostra Madre Maria.
O principe delle milizie celesti,
la tua spada spezzi le frecce con le quali Satana
e gli altri spiriti maligni tentano di colpire
le nostre menti, i nostri cuori e i nostri corpi
e trasformale in frecce d’amore
sempre più profondo e intenso per Gesù e Maria. Amen.

 

 

Padre Francesco Bamonte: l’omaggio a don Amorth, faro dei sacerdoti esorcisti. L’ultima intervista inedita a P. Amorth.

PADRE FRANCESCO BAMONTE, Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti. Queste le sue parole in omaggio a Padre Gabriele Amorth alla fine della celebrazione dei funerali che hanno avuto luogo  il 19 settembre 2016 nella grande chiesa Regina degli Apostoli nel quartiere San Paolo a Roma.

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Funerali di Padre Amorth

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Noi, sacerdoti esorcisti di tutto il mondo, siamo immensamente grati a Don Gabriele Amorth per tutto quello che ha fatto, riproponendo e valorizzando nella Chiesa il ministero degli esorcismi. Nel 1991 radunò per la prima volta gli esorcisti italiani. Successivamente, nel 1994, con l’esorcista francese padre Renè Chenessau, fondò l’Associazione Internazionale Esorcisti e -per unanime scelta dell’assemblea- ne divenne il primo presidente.

Quando, nel 1997, entrai a far parte di quest’Associazione, rimasi profondamente edificato per il vigore, lo slancio, la dedizione e l’entusiasmo che don Gabriele profondeva costantemente nel guidarla, con il fine di aiutare gli esorcisti a svolgere al meglio il proprio compito. La sua tenace e appassionata opera di sensibilizzazione, nel clero e nel popolo di Dio, circa l’importanza pastorale di questo ministero, è culminata il 13 giugno 2014 con l’approvazione, da parte della Santa Sede, degli Statuti dell’«Associazione Internazionale Esorcisti» [A.I.E.] e con il suo riconoscimento ufficiale come associazione privata internazionale di fedeli con personalità giuridica, a norma del Codice di Diritto Canonico.

Con quella approvazione la Chiesa ha confermato la sua materna sollecitudine nei confronti dei sacerdoti che svolgono questo delicato ministero pastorale e di tutti coloro che sono bisognosi del loro aiuto. Dio ha così voluto che Don Gabriele gioisse, già su questa terra, nel raccogliere, almeno in parte, il frutto di tante fatiche, affrontate e offerte generosamente, senza mai risparmiarsi.

Apparentemente burbero, in realtà era schietto e sincero con tutti e noi esorcisti siamo rimasti sempre profondamente ammirati per la sua grande spiritualità, incarnata nella sua intensa vita di preghiera; nel suo grande amore alla vita religiosa, al sacerdozio, alla Chiesa, al Papa, al beato Giacomo Alberione; nella viva devozione all’Adorazione Eucaristica e alla Vergine Maria; nella paternità spirituale, che manifestava a tutte le persone incontrate quotidianamente nel suo ministero sacerdotale. In particolare, abbiamo ammirato il suo prodigarsi nell’accompagnare, con grande umiltà, fede e carità, coloro che erano tormentati dal maligno; ci hanno edificati la premura e l’amore con cui sosteneva questi fratelli e queste sorelle sofferenti e come li incoraggiasse nel duro cammino della liberazione così che essi ritrovavano fiducia in Dio e forza nella sua Grazia. Eravamo ammirati per la sua capacità di sdrammatizzare le situazioni più critiche e creare un ambiente sereno durante gli esorcismi, comunicando calma in tutti e consolando i cuori più sofferenti. Ci ha anche colpiti – nei momenti di relax e nei suoi colloqui amichevoli – il suo personale senso di humor, la sua capacità di raccontare qualche aneddoto, che si concludeva con una sonora risata, che risollevava lo spirito dei presenti.

La sua grande disponibilità a concedere interviste a radio, tv e giornali, ha avuto l’unico scopo di promuovere una evangelizzazione integrale che considera anche il mandato di Cristo alla sua Chiesa di cacciare i demoni nel suo Nome, offrendo a tutti, attraverso i mezzi di comunicazione sociale, una corretta catechesi su questo ministero. Mai egli ha permesso una intervista, semplicemente per apparire o per il piacere di essere intervistato.

Con questi vivi e affettuosi ricordi nel cuore, affidiamo al Signore l’anima di questo suo servo fedele, invitando anche tutti coloro che hanno beneficiato della sua opera a ricordarlo sempre nella preghiera, certi che anche lui ora prega per noi, nella pace e nella gioia dei giusti.

A nome dell’Associazione Internazionale Esorcisti, porgiamo a don Valdir Josè De Castro, superiore Generale della Società San Paolo e a tutti religiosi della sua famiglia religiosa, le più sentite condoglianze, ringraziando la loro famiglia religiosa per il grande dono che ci ha fatto, attraverso Don Gabriele e ringraziando Dio per averlo donato alla Chiesa attraverso di loro, gli chiediamo di ricompensarlo per le fatiche e le prove che ha affrontato per amor Suo e per amore di tanti sofferenti.

Con la fiduciosa speranza, per l’aiuto della Grazia divina, di proseguire degnamente l’opera da lui iniziata e incoraggiata con tanto fervore, custodiamo sempre più profondamente quella stretta unione in Cristo Gesù -tra i Vescovi e gli esorcisti e tra gli esorcisti stessi fra di loro- tanto auspicata e promossa da don Gabriele, affinché nella comunione fraterna e nell’esercizio di questo ministero, svolto in conformità alla prassi liturgica stabilita dalla Chiesa, possiamo sostenere sempre più efficacemente la battaglia contro Satana e contro gli angeli ribelli, per la salvezza del popolo di Dio e per l’avvento del Regno di Dio.

Fonte: InTerris, Avvenire

In una delle ultime interviste rilasciata in esclusiva a David Murgia, il testamento spirituale di Padre Amorth:

Pubblicazioni di Padre Francesco Bamonte:  Con la casa editrice Ancora, Padre Bamonte ha pubblicato nel 2000 il libro: «Cosa fare con questi maghi? Come liberarsi dalla superstizione e difendersi dai truffatori» e nel 2003: «I danni dello spiritismo. L’azione occulta del Maligno nelle presunte comunicazioni con l’aldilà». Con le Paoline Editoriale Libri ha pubblicato nel 2006: «Possessioni diaboliche ed esorcismo. Come riconoscere l’astuto ingannatore»; nel 2008 «Gli angeli ribelli. Il mistero del male nell’esperienza di un esorcista»; e infine nel 2010: «La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi». Padre Bamonte cura anche il sito http://www.dannioccultismo.it  

Novena delle nove grazie a San Michele Arcangelo

Da recitarsi per intero e per nove giorni consecutivi senza interruzione (se, cioè, un giorno ci si dimenticasse di recitarla è necessario ricominciare da capo) a partire dal 20 settembre, fino al 28 settembre, in preparazione alla festa di San Michele Arcangelo e dei Santi Arcangeli (29 settembre). 

Occorre ricordare ciò che la Chiesa insegna sulle novene: esse sono strettamente legate alla vita sacramentale e ci permettono di strappare qualsiasi grazia al Signore quanto più siamo vicini a Lui. E’, pertanto, ugualmente necessario, durante la novena, confessarsi, partecipare quotidianamente alla Messa e ricevere la Santissima Eucaristia. Così si fa l’esperienza di una vita cristiana autentica e si ricevono infinite benedizioni e consolazioni.

INIZIO NOVENA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

SEQUENZA ALLO SPIRITO SANTO 
Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
 Consolatore perfetto; ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
 Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
 O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
 Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla è senza colpa.
 Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
 Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
 Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni.
 Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.
Amen.
 CREDO APOSTOLICO
 Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, (ci si inchina) il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.4086063_ddf7f
 RICHIESTA DELLA GRAZIA
 In particolare, o arcangelo San Michele, invoca per me questa grazia…che tanto desidero, purchè sia conforme alla santa volontà di Dio; porti frutti di amore, di carità, di pace; mi liberi dall’egoismo; mi renda collaboratore per la diffusione del regno di Dio nel mondo. Amen.
Padre nostro • Ave Maria • Gloria al Padre

INNO DELLA CHIESA A SAN MICHELE ARCANGELOst-michel-archange

O Gesù, splendore e potenza del Padre, o Gesù, vita dei nostri cuori, noi ti lodiamo in unione con gli angeli, i quali, attenti agli ordini delle tue labbra, si velano con le loro ali.
Migliaia e migliaia di Principi Celesti circondano il tuo trono, combattono per te; ma san Michele inalberato il Vessillo della Salvezza, spiega vincitore lo stendardo della croce. È lui che precipita nel fondo dell’inferno l’orgogliosa testa del dragone e fulmina, cacciandoli dal cielo, i ribelli e i loro capi.
Seguiamo questo Principe invincibile contro il capo dell’orgoglio, affinché l’Agnello ricompensi la vittoria del popolo fedele con la corona della gloria eterna.
Al Padre, al Figlio che ci ha redenti e a te, o Spirito Santo, come era in principio, sia una stessa gloria ed una stessa lode per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRIMA GRAZIA
O Arcangelo san Michele, ti domandiamo, insieme col principe dei Serafini, che tu voglia accendere il nostro cuore con le fiamme del santo amore e che, per mezzo tuo, possiamo allontanare i lusinghieri inganni dei piaceri del mondo.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SECONDA GRAZIA
Ti chiediamo umilmente, o principe della Gerusalemme celeste, insieme col capo dei Cherubini, di ricordarti di noi, specialmente quando saremo assaliti dalle suggestioni del nemico infernale. Col tuo aiuto, siamo, infatti, divenuti vincitori di satana e offriamo noi stessi a Dio nostro Signore, come intero olocausto.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

TERZA GRAZIA
Devotamente ti supplichiamo, o invincibile difensore del paradiso, affinché insieme col principe dei Troni, non permetti che spiriti infernali o infermità ci opprimano.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

QUARTA GRAZIA
Umilmente prostrati in terra, ti preghiamo, o nostro primo ministro della corte dell’empireo, insieme col principe del quarto coro, cioè delle Dominazioni, di difendere il Cristianesimo, in ogni sua necessità, ed in particolare il Sommo Pontefice, aumentandolo di felicità e grazia in questa vita e di gloria nell’altra.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

QUINTA GRAZIA
Ti preghiamo, o santo arcangelo, che insieme col principe delle Virtù, tu voglia liberare noi, tuoi servi, dalle mani dei nostri nemici visibili e invisibili. Liberaci dai falsi testimoni. Libera dalle discordie questa nazione ed in particolare questa città da fame, odio e guerra. Liberaci anche da folgori, tuoni, terremoti e tempeste, che il drago dell’inferno è solito provocare a nostro danno.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SESTA GRAZIA
Ti scongiuriamo, o capo delle milizie angeliche insieme col principe, che tiene il primo luogo fra le Potestà, di voler provvedere alle necessità di noi tuoi servi di questa nazione, ed in particolare di questa città, dando alla terra la fecondità desiderata e ai governanti cristiani la pace e la concordia.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SETTIMA GRAZIA
Ti chiediamo, o principe degli angeli Michele, che insieme col capo dei Principati, tu voglia liberare noi, tuoi servi, tutta questa nazione ed in particolare questa città dalle infermità fisiche e, molto più, da quelle spirituali.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

OTTAVA GRAZIA
Ti supplichiamo, o santo arcangelo, che insieme con tutto il coro degli Arcangeli e con tutti i nove cori degli Angeli, tu abbia cura di noi in questa vita presente e nell’ora della nostra morte. Assisti la nostra agonia affinché, rimanendo sotto la tua protezione, vincitori di satana, giungiamo a godere la divina Bontà con te, nel santo paradiso.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

NONA GRAZIA
Ti preghiamo finalmente, o glorioso principe e difensore della Chiesa, che tu voglia, in compagnia del capo degli Angeli, custodire e sostenere i tuoi devoti. Assisti noi, i nostri familiari e tutti quelli che si sono raccomandati alle nostre preghiere, affinché con la tua protezione, vivendo in modo santo, possiamo godere della contemplazione di Dio, insieme con te, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

1 Padre nostro a san Michele
1 Padre nostro a san Gabriele
1 Padre nostro a san Raffaele
1 Padre nostro all’Angelo custode

Prega per noi, arcangelo San Michele, Gesù Cristo Signore nostro.
Perché siamo resi degni delle sue promesse.

Preghiamo:
Onnipotente ed eterno Dio, che nella tua somma bontà assegnasti in modo mirabile l’arcangelo Michele come glorioso principe della Chiesa per la salvezza degli uomini, concedi che, con il suo salvifico aiuto, meritiamo di essere efficacemente difesi di fronte a tutti i nemici in modo che, al momento della nostra morte, possiamo essere liberati dal peccato e presentarci alla tua eccelsa e beatissima Maestà.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Al termine della Novena, volendo si possono aggiungere le

LITANIE DI S.MICHELE ARCANGELO

Signore, pieta’ Signore, pieta’
Cristo, pieta’ Cristo, pieta’
Signore, pieta’ Signore, pieta’
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Padre celeste, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Santa Trinita’, unico Dio abbi pieta’ di noi
Santa Maria prega per noi
S. Michele Arcangelo prega per noi
S. Michele Principe dei Serafini prega per noi
S. Michele Ambasciatore del Signore, Dio d’Israele prega per noi
S. Michele Assessore della SS. Trinita’ prega per noi
S. Michele Preposito del Paradiso prega per noi
S. Michele chiarissima stella dell’ordine angelico prega per noi
S. Michele Mediatore delle divine grazie prega per noi
S. Michele sole splendissimo di carita’ prega per noi
S. Michele primo modello di umilta’ prega per noi
S. Michele esempio di mansuetudine prega per noi
S. Michele prima fiamma di ardentissimo zelo prega per noi
S. Michele degno di ammirazione prega per noi
S. Michele degno di venerazione prega per noi
S. Michele degno di lode prega per noi
S. Michele ministro della divina clemenza prega per noi
S. Michele duce fortissimo prega per noi
S. Michele consolatore degli sfiduciati prega per noi
S. Michele Angelo di pace prega per noi
S. Michele consolatore dei malati prega per noi
S. Michele guida degli erranti prega per noi
S. Michele sostegno di coloro che sperano prega per noi
S. Michele custode di chi ha fede prega per noi
S. Michele protettore della Chiesa prega per noi
S. Michele dispensatore generoso prega per noi
S. Michele rifugio dei poveri prega per noi
S. Michele sollievo degli oppressi prega per noi
S. Michele vincitore dei demoni prega per noi
S. Michele nostra fortezza prega per noi
S. Michele nostro rifugio prega per noi
S. Michele nostro difensore prega per noi
S. Michele duce degli angeli prega per noi
S. Michele conforto dei Patriarchi prega per noi
S. Michele guida dei Profeti prega per noi
S. Michele guida degli Apostoli prega per noi
S. Michele sollievo dei Martiri prega per noi
S. Michele letizia dei Confessori prega per noi
S. Michele custode delle Vergini prega per noi
S. Michele onore di tutti i Santi prega per noi

PREGHIAMO

O Signore, la potente intercessione del tuo Arcangelo Michele ci protegga sempre e in ogni luogo: ci liberi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amenmicheleconsacrazione a SAN MICHELE

Il “Testamento” di don Gabriele: un uomo santo, schietto, che ha incarnato la misericordia, nella sua lotta per la Verità.

IN QUESTA PUNTATA DI VADE RETRO, PADRE AMORTH DENUNCIA GLI INGANNI DI MASSONERIA E SATANISMO.

La eredità spirituale lasciata da don Gabriele Amorth è una ricchezza davvero incalcolabile e la cui entità conosceremo solo in Cielo. Ed è tutto spirituale anche il suo “testamento”che rimarrà sempre vivo e che troviamo nei suoi libri, nelle interviste, nelle testimonianze di tante persone sofferenti da lui aiutate e spesso salvate. La sua lotta terrena con il maligno è terminata, ma pochi mesi fa aveva confidato al suo amico Francesco Casadei: «Anche quando sarò lassù al diavolo gli rompo le corna». Padre Gabriele Amorth, l’esorcista più conosciuto al mondo, è morto venerdì 16 settembre 2016, alle ore 20 circa, a Roma, all’età di 91 anni. I funerali , lunedì 19 settembre, alle ore 15 nella parrocchia-santuario di Santa Maria Regina degli Apostoli, in via Antonino Pio 75.

Francesco Casadei, nome d’arte di un giornalista lombardo che fu esorcizzato da padre Amorth, ha detto di lui: «La sua missione è stata quella di portare luce su una modalità di preghiera che nella Chiesa era stata accantonata e vista quasi con fatica».

Casadei ha conosciuto don Amorth 15 anni fa e ricorda «il suo sorriso e la sua ironia» e alla sua storia ha dedicato un libro, «A tu per tu con il diavolo» (Edizioni San Paolo).  «Padre Amorth ha incarnato in modo inconsueto la misericordia – prosegue – e tornare al Padre nell’Anno della Misericordia è stato uno dei tanti segni profetici che ci ha lasciato, insieme a un’eredità spirituale enorme che ha permesso a moltissimi sacerdoti di prendere coscienza del problema delle possessioni demoniache. In quasi tutte le diocesi d’Italia e in molte nel mondo c’è un esorcista e oggi il maligno ha le porte sempre più chiuse perché c’è molta più consapevolezza. E se sono tanto chiuse lo si deve al fatto che padre Amorth ha spalancato sulla terra le porte al combattimento viso a viso con il diavolo».

Francesco Casadei oggi ha 52 anni e racconta di vivere in pace: «Conobbi don Amorth il giorno di Pasqua del 2005. Andai da lui perché, pur essendo un tipo razionale, a un certo punto mi cominciarono ad accadere cose strane. Pensieri malvagi che mi coglievano all’improvviso: prendi quel coltello e uccidi tua moglie.. . E ancora: un dolore al ginocchio che non passava pur dopo due operazioni, finché un prete mio amico mi unse la parte con l’olio degli infermi e il dolore per un attimo sparì. Ma dieci anni fa non c’erano esorcisti, in Lombardia. Intorno a me trovavo solo derisione e porte chiuse. Così, con mia moglie, partii per Roma. Padre Amorth mi mise subito la sua stola al collo e una mano sulla testa, poi iniziò il rituale: persi il controllo, cominciai a urlare e scalciare. Divenni un pendolare, ogni 2 settimane ero da lui a ricevere la preghiera. Dopo 4 mesi e mezzo mi sentii liberato. Don Gabriele non aveva mai paura, durante l’esorcismo era una belva feroce. Poi però tornava subito l’uomo mite e scherzoso di sempre ».

Francesco Vaiasuso, gallerista siciliano di 45 anni, è un’ altra anima che don Gabriele – con le preghiere e l’acqua benedetta – ha aiutato ad uscire definitivamente dal tunnel di quella che è stata ritenuta una possessione grave, dopo almeno 500 esorcismi ricevuti tra il 2002 e il 2007 tra Alcamo e Palermo: «È un combattimento spirituale, non siamo dei pazzi – dice Vaiasuso, che ha raccontato tutto nel libro La mia possessione (Piemme) -. E la salvezza è spirituale. Ti libererai di Satana solo quando imparerai a perdonare te stesso, tuo padre, il tuo nemico. A non lamentarti più. A non arrabbiarti».

Grande caratteristica della personalità di don Gabriele era quella di riuscire a separare perfettamente la persona dall’opera del maligno. «Capita che quando si vede una persona gravemente posseduta la si identifichi con il diavolo – conclude Casadei -, invece lui separava le due cose: la persona era sacra nella sua sofferenza mentre quello che il maligno operava era da combattere. Irrideva il maligno e aveva la certezza della protezione di Maria».

INTERVISTA RILASCIATA A LUCA COLLODI NEL 2006amorth-640x375

PADRE AMORTH– Bisogna tenere conto che l’esorcismo è qualcosa in cui si crede perché avvengono fatti che la ragione non può spiegare e che invece la Bibbia ci espone. Aggancio immediatamente la presenza dell’esorcismo con gli insegnamenti della Bibbia, perché la ragione da sola non arriverebbe mai a comprendere certi fenomeni che la ragione non arriva a capire e che solo attraverso la conoscenza rivelata che ci viene dalla Bibbia riusciamo ad approfondire. Teniamo conto che tutti i popoli di tutte le razze, anche i popoli più antichi, hanno sempre avuto la sensibilità all’esistenza di spiriti malefici che ci sono; é solo, però, attraverso la Bibbia che noi abbiamo saputo con certezza chi sono questi spiriti, ossia che sono angeli creati buoni da Dio che si sono ribellati e che per odio a Dio tentano l’uomo al male.

D. – Padre Amorth, molti si chiedono – spesso con una curiosità razionale – che cosa è un esorcismo, come si manifesta il male e come viene allontanato dall’uomo …

PADRE AMORTH– L’esorcismo è una preghiera fatta in nome della Chiesa, per cui con una forza maggiore che non la semplice preghiera o le semplici invocazioni private, per liberare le persone colpite dal demonio dalla presenza o dalle influenze malefiche. Tenga presente questa differenza, perché la presenza malefica è molto rara, ossia che ci sia una persona realmente posseduta dal demonio, mentre è più frequente la influenza malefica, ossia una persona che ha dei tormenti causati dal demonio.

D. – Padre Amorth, come si presenta il demonio in una persona?

PADRE AMORTH– Il demonio naturalmente è un puro spirito, non è che lo si veda: se ne vedono gli effetti. Quindi, la sofferenza che una persona ha e che i medici non riescono né ad individuare né tantomeno a guarire …

D. – Come si manifesta, all’inizio del terzo millennio, il demonio?

R. – Si manifesta con grande forza, perché non dimentichiamo che quando cala la fede, aumenta la superstizione, per cui le persone, dedicandosi all’occultismo che è in crescita, aprono le vie alle influenze demoniache.

D. – Padre Amorth, la Chiesa che rapporto ha con l’esorcismo e con i sacerdoti esorcisti?

PADRE AMORTH– Direi che la Chiesa ha ufficializzato il mandato di Gesù: “Andate, predicate, cacciate i demoni, guarite i malati”.

D. – Possiamo riconoscere la presenza del diavolo anche nella storia, ad esempio nella storia contemporanea?

PADRE AMORTH– Sì, perché il diavolo può possedere non solo le singole persone, ma anche i gruppi, anche popolazioni intere. Per esempio, io sono convinto che i nazisti fossero tutti posseduti dal demonio. Se si pensa a quello che hanno compiuto tipi come Stalin, Hitler … certamente erano posseduti dal demonio. Lo si vede dalle loro azioni, dal loro comportamento, dagli orrori che hanno commesso o che hanno fatto commettere, per cui bisogna difendere dal demonio anche la società!

Per Padre Amorth “l’esorcismo è una forma di carità, a beneficio di persone che soffrono; esso rientra, senza dubbio, tra le opere di misericordia corporale e spirituale”. Medesima convinzione quella di monsignor Fernando Sulpizi, esorcista padre agostiniano, parroco della chiesa di S. Agostino di piazza Lupattelli al Borgo d’Oro, a Perugia, che si fa aiutare nella sua infaticabile attività spirituale dal parroco di Prepo, don Giuseppe Gioia. Circa la conoscenza con Amorth, don Sulpizi dichiara: “Ci conoscevamo bene e, in più di un caso, ci siamo trovati a collaborare”. Collaborazione che fu estesa anche a un lavoro sinergico col mondo scientifico, se è vero quello che lo stesso don Fernando anticipa: “La prossima settimana parteciperò a un convegno medico, intervenendo con una relazione che sarà seguita da psichiatri di tutta Italia”.
Fonti:

http://www.romasette.it/padre-gabriele-amorth-una-vita-in-lotta-con-il-diavolo/

http://www.perugiatoday.it/cronaca/esorcismi-morte-padre-amorth-intervista-collaboratore-ferdinando-sulpizi.html
http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/17/si_%C3%A8_spento_ieri_a_roma_lesorcista_padre_gabriele_amorth/1258728 
 

UNA DELLE ULTIME INTERVISTE A PADRE GABRIELE AMORTH: la scoperta della sua vocazione e missione di sacerdote esorcista

16 settembre 2016. Padre Gabriele è ritornato alla Casa del Padre, all’età di 91 anni. Sacerdote paolino ed esorcista della diocesi di Roma, era ricoverato da alcune settimane per complicazioni polmonari presso l’ospedale della Fondazione Santa Lucia a Roma. In suo ricordo ed in ringraziamento per la grande eredità spirituale che Padre Gabriele ha donato a tutti noi,  riportiamo questa VIDEO TESTIMONIANZA dalla trasmissione VADE RETRO ed una delle ultime interviste da lui rilasciata al settimanale CREDERE (30 agosto 2015), in cui racconta la scoperta della sua vocazione e missione di sacerdote esorcista.

Se le mura della stanza dove Padre Amorth ha esorcizzato migliaia di persone potessero parlare, cosa racconterebbero? Un viaggio della speranza nel luogo-simbolo del combattimento contro il diavolo. Ci guida la signora Rosa, per 30 anni angelo custode del noto esorcista. Cosa succede in quella stanza durante gli esorcismi? Chi va da lui? I casi più eclatanti nella storia dell’esorcismo raccontati dagli occhi di chi ha assistito Padre Amorth durante il rito esorcistico.

INTERVISTA A PADRE AMORTH, dal settimanale CREDERE, 30 agosto 2015

Posso?». «Avanti!». Entriamo nella stanza di don Gabriele Amorth, sacerdote paolino e notissimo esorcista della diocesi di Roma, con un po’ di timore, sapendo che subito dopo il tempo concessoci per l’intervista dovrà affrontare un difficile caso di possessione diabolica. Ci fa accomodare su una sedia un po’ spartana e cominciamo l’intervista, sperando di non venire interrotti da una delle mille telefonate, che ogni giorno riceve da tutto il mondo per un rapido consulto, un appuntamento o una “benedizione telefonica”.

La sua camera nell’infermeria della casa religiosa dei Paolini a Roma è arredata in modo essenziale. Una statuetta della Madonna è appoggiata in modo discreto su una scrivania zeppa di lettere e di materiale di studio. Don Gabriele non ha mai smesso di documentarsi e approfondire l’oscura materia che tratta ancora regolarmente ogni giorno, nonostante la sua età.

La nostra curiosità, più che da esorcismi e possessioni diaboliche, è attratta dall’esperienza di vita di questo anziano ma pugnace sacerdote. Di lui si sa molto: che è un famoso esorcista, autore di numerosi libri e massimo esperto di demonologia; che ha appena compiuto 90 anni; che è di origine modenese; che non ha peli sulla lingua quando si tratta di difendere la dottrina della Chiesa; che parla spesso in tv e a Radio Maria; che, infine, come molti lettori ricorderanno, per oltre un anno ha collaborato con Credere, seguendo una rubrica intitolata Dialoghi sull’aldilà.

Per sciogliere la naturale tensione iniziale ci scherza su un po’: «Allora, cosa vuoi che ti dica?», rompe il ghiaccio lui. «Don Gabriele, com’è nata la sua vocazione sacerdotale?». «La mia vocazione? Ha avuto una lunga maturazione», esordisce perdendo lo sguardo nel vuoto alla ricerca di eventi che risalgono al lontanissimo tempo della guerra. «È nata presto, sui 10-12 anni. Avevo più o meno l’età di Gesù quando fu ritrovato nel tempio. Un giorno eravamo tutti a tavola: i miei genitori, due sante persone, i miei cinque fratelli maschi e io. Papà ci chiese: “Cosa farete da grandi?”. Risposi io per primo: “Farò il prete!”. E lui, immediatamente, quasi se l’aspettasse: “Sarei molto contento se succedesse”».

I segni della vocazione maturano in parrocchia durante i duri anni del fascismo. «Si confermò sempre di più in me l’idea di farmi sacerdote, non diocesano ma religioso. Ero orientato verso i Passionisti, perché conoscevo la vita di san Gabriele dell’Addolorata».

Nel 1942, a 17 anni e in piena guerra, animato da questa forte convinzione scende da Modena a Roma col suo parroco per incontrare i rappresentanti di quell’Ordine, di cui conosceva un sacerdote, che gli aveva promesso che avrebbe inviato una lettera di segnalazione ai suoi confratelli. «Arrivammo nel convento a sera, ma non mi fecero entrare, anche se avevamo portato da mangiare dei bei salami, che in quei tempi erano un buon lasciapassare. Ho poi saputo che la lettera di presentazione è arrivata la mattina dopo…». I due non desistono e si recano quella sera stessa nella comunità di don Alberione, oggi beato, fondatore della Società San Paolo (i Paolini, editori di Credere). «Sono andato da lui chiedendo cosa fare di fronte al mio dubbio. Noti che lo stesso anno ero andato anche da padre Pio, da cui volevo un’illuminazione sulla mia vocazione; ma questi mi diede una risposta piuttosto evasiva, che neppure ricordo, anche se poi ho continuato a frequentarlo per 26 anni con grande profitto per me. Don Alberione, invece, mi rispose: “Domani celebrerò una Messa per te e lo chiederò al Signore”. Il giorno dopo mi rispose: “È volontà di Dio che entri in San Paolo”. Mi determinai così a finire i miei studi classici e poi a entrare».

Il giovane Gabriele cresce, finisce il liceo classico, diventa capo partigiano, scelta che gli costa anche una condanna a morte. Però riesce a cavarsela. Alla fine della guerra entra in Azione cattolica, poi nella Fuci, si laurea in legge e, infine, milita nella Democrazia cristiana, dove conosce Giulio Andreotti e Alcide De Gasperi. Ma l’idea di farsi prete non lo lascia.

Il ricordo del beato Alberione è molto vivo in lui. «Don Alberione aveva fatto un voto alla Madonna: se nessun membro della Famiglia paolina fosse morto durante la guerra, egli le avrebbe costruito un santuario a Roma, proprio nella sede dei Paolini, in via Alessandro Severo. Quando lo incontrai nel 1942 gli chiesi di includere nel voto anche me e i miei fratelli, e lo fece. Per me era una prova per vedere se era stato veramente Gesù a dirgli che dovevo entrare nel suo istituto… Ebbene, siamo tutti usciti indenni dalla guerra. Mia madre è sempre stata convinta che sia stata la Regina degli Apostoli, a cui i Paolini sono devoti, ad aver salvato la vita a tutti noi. Il giorno della mia ordinazione sacerdotale, nel 1954, come da tradizione andai poi con la mia famiglia nel suo studio per riceverne la benedizione. Ci ha accolto chiedendoci: “Beh, come ve la siete cavata durante la guerra?”. Si ricordava tutto alla perfezione…».

Ricordi lontani, straordinari. «E oggi don Gabriele, a 90 anni, come vede la sua vita?». «Sento un grande senso di gratitudine verso Gesù e Maria. Non ho fatto niente di ciò che mi sarei aspettato e mi sono sempre trovato bene dappertutto, a parte un breve periodo che dovetti fare il superiore in Italia. Ho lavorato con gli istituti aggregati della Famiglia paolina, che sono praticamente nati con me su ispirazione dell’Alberione: i Gabrielini, le Annunziatine, i membri di “Gesù sacerdote”. Quanto sono cresciuti in pochi anni!».

Don Amorth da buon paolino è anche giornalista, avendo diretto il mensile Madre di Dio per molti anni. Dal 1986, poi, su chiamata del cardinale Ugo Poletti, diventa esorcista. «È un’esperienza inaspettata, che mi ha aperto un mondo totalmente nuovo che prima non conoscevo. Ho subito constatato che non c’erano esorcisti nonostante la grande richiesta. Così mi sono dato da fare per promuovere l’esorcistato. Quando ho cominciato eravamo 18, quando ho lasciato l’Associazione internazionale degli esorcisti da me fondata eravamo più di trecento». Oltre agli esorcismi don Gabriele scrive ancora oggi libri, riceve tuttora i suoi particolari “clienti” e predica dagli studi di Radio Maria.

Chiude l’intervista lanciando un incoraggiamento ai suoi confratelli, che oltre due anni fa hanno lanciato, pur in un momento di grande crisi dell’editoria, il settimanale Credere. «Siete stati eroici. È stato un atto di grande coraggio in questo momento di crisi, ma penso che, facendo del bene al popolo di Dio, crescerete sempre più».

http://agensir.it/quotidiano/2016/9/16/padre-gabriele-amorth-e-morto-a-roma-lesorcista-paolino/

Rituali satanici: il cimitero subacqueo degli orrori, scoperto in Spagna

Il 27 agosto 2016  si è diffusa l’allarmante notizia del ritrovamento di resti umani nel Mar Mediterraneo,  al largo della costa nella località di Calp (Alicante), in Spagna, nella cosiddetta Costa Blanca: ossa umane ” orribilmente trattate” a scopo ritualistico, impacchettate insieme ad oggetti esoterici e con un elenco di nomi di persone: gli inquirenti stanno indagando ed hanno collegato il macabro ritrovamento a sette sataniche e a riti afroamericani di magia nera (voodoo).

Un istruttore del centro di immersioni del Club nautico Les Bassetes, Benissa, il 27 agosto di primo mattino ha trovato in Roca Plana d’Ifac Penyal a Calp, a 4 metri di profondità nel mare, un sacco di plastica contenente una sorta di pacco formato con un lenzuolo annodato e un secchio pieno di strani oggetti:  raccolse il tutto pensando che fossero spazzatura e li portò in superficie. La foto è stata pubblicata sui giornali locali.guardia-civile-spagnaDopo aver portato il sacco al porto di Les Bassetes, il sommozzatore sciolse i diversi nodi del lenzuolo con cui il pacco interno era stato formato e fece una terribile scoperta: all’interno c’era uno scheletro umano completo. Subito è stata chiamata la Guardia Civile per indagini sui reperti e per fare ulteriori esplorazioni dei fondali marini.  Secondo i primi esami, il corpo umano sarebbe stato sepolto nella terra e poi introdotto nel pacchetto formato con il lenzuolo ricamato con simboli esoterici. Inoltre, il sacco conteneva  una bambola giocattolo, una ciotola, piume di uccello, rami di alloro con iscrizioni di nomi di persone.

Gli oggetti rinvenuti in alcuni altri sacchi hanno confermato la scoperta inquietante: si tratta di sacrifici umani rituali oppure di resti umani rubati nei cimiteri con lo scopo di fare riti di maleficio contro qualcuno.

Sommozzatori di Benissa e Calp hanno scoperto quello che potrebbe essere un “cimitero subacqueo degli orrori”, come pubblicato da Levante-EMV.rito-di-calp

resti-umani-tituale-satanico-nel-mediterraneoFOTO: 1)La Guardia Civile trasporta i sacchi ritrovati in mare e contenenti ossa umane 2)ricomposizione dei resti.

Nel corso di un’immersione notturna, esperti della Guardia Civile hanno trovato un altro lenzuolo con resti umani. Quest’ultimo pacchetto, trovato nella grotta detta Nido Dell’Aquila, è più grande rispetto al precedente. I ritrovamenti di pacchetti di ossa umane non sono finiti: i sommozzatori di Benissa e Calp e gli specialisti della Guardia Civile, che hanno ispezionato i fondali marini, hanno trovato finora i resti di almeno quattro corpi umani. Ma ce ne sono molti di più in quell’area e le ricerche continuano…

Il primo scheletro ritrovato, come abbiamo detto, era completo. Altri resti scheletrici, alcuni vecchi di decenni, sono stati impacchettati con oggetti, che potrebbero riferirsi ad un rito satanico, una possibilità che gli agenti non escludono.

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Oggetti con simbologia esoterica ritrovati in mare tra i resti umani 

I primi resti umani sono stati esaminati dal medico legale nell’obitorio di Villajoyosa, determinando che le ossa sono state sepolte nella terra per circa 30 o 40 anni, poi gettate in mare:  su questo primo corpo non ci sono segni di violenza. I resti sono stati inviati all’Istituto anatomico forense per ulteriori studi e per tentare l’estrazione del DNA.

Dopo aver appreso dell’ avvistamento di involucri simili accanto al primo ritrovamento, gli agenti del Gruppo subacqueo Guardia Civil (GEAS) hanno eseguito una ricerca dei fondali a  19 metri di profondità, individuando, vicino ad altre  ossa umane, un coltello, un’asta spezzata,  UNA STATUETTA di bronzo raffigurante un demone femminile a braccia levate e con corna sulla fronteSi stima che i pacchetti potrebbero essere stati gettati in mare tra le 48 e le 72 ore prima di essere state trovate. Dunque, UN RITUALE ESOTERICO AVVENUTO POCHI GIORNI PRIMA DEL RITROVAMENTO DEI RESTI UMANI.

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Primo piano della statuetta demoniaca rinvenuta tra i resti umani

Il delegato del governo della Comunità Valenciana,  Juan Carlos Moragues, ha confermato che i nomi e le foto ritrovate nei documenti sono di persone della regione di Extremadura, di Calp e Penyal.  Nei pacchetti sono stati trovati documenti dell’Agenzia Tributaria, con nomi e cognomi di almeno 12 persone che sono state contattate e sono viventi: il delegato ha confermato che la Guardia Civile sta già indagando sulle persone a cui appartengono quei documenti e le sta interrogando, per scoprire se sono state loro a commissionare “il rituale” o se invece sono le vittime designate di un maleficio… Moragues ha detto che il ritrovamento di documenti fiscali di persone viventi, così come i documenti di aziende, fa pensare che si tratta di un rituale di stregoneria per colpire qualcuno e per “evocare spiriti per proteggere la propria attività”: per i resti scheletrici ritrovati, rimane l’ipotesi di furti di ossa nei cimiteri o di occultamento di cadaveri di persone rapite ed usate nei rituali.

Una cosa è certa: chi ha eseguito i rituali esoterici (la statuetta demoniaca ritrovata rafforza l’ipotesi del satanismo e delle messe nere) è stato attratto dal magnetismo mistico che i circoli esoterici attribuiscono a questa area di Roca Plana detta anche ‘Triangolo del Silenzio’. 

I ritrovamenti di resti scheletrici (non solo umani, ma ANCHE ANIMALI) hanno innescato gli allarmi e, pertanto, non si fermano le indagini su ciò che potrebbe essere all’origine di questo nefando evento. Fin dall’inizio, gli oggetti trovati con gli scheletri hanno indicato che potrebbe trattarsi di rituali di magia nera e satanismo.

Si è pensato anche a rituali di Santeria e altri rituali afrocubani come il Voodoo,  che comprendono l’evocazione di spiriti attraverso l’offerta di animali sacrificati e di danze in cui i medium raggiungono lo stato di trance. 

Le indagini si sono anche concentrate sui cimiteri di città nell’area detta La Marina per scoprire la possibilità di salme trafugate per i rituali. Nel 2013, infatti, la Guardia Civile aveva scoperto una setta che a Tenerife rubava ossa umane nei cimiteri per usarle nei rituali. Nelle cerimonie clandestine di questa setta, gli adepti venivano sottoposti a tagli superficiali con il machete: il loro sangue veniva  versato su un altare con teste di animali sacrificati, ossa di defunti trafugate nei cimiteri, fiori ed altro. Il tutto allo scopo di evocare spiriti facendo loro offerte di tal genere.

“Oggi, la maggior parte delle profanazioni di chiese e cimiteri  hanno motivi esoterici, in quanto sottrazioni e atti di vandalismo sono stati molto meno numerosi”, ha affermato lo psicologo e criminologo Vicente Garrido.

La Guardia Civile, tuttavia, ha osservato che, pur non escludendo rituali di Santeria, le prove “non corrispondono esattamente a tali rituali”, secondo Levante-EMV.

Alcuni esperti di occultismo hanno detto che potrebbe essere un rituale di stregoneria con l’intenzione di rompere l’“unione di anime”: lo dimostrerebbe la presenza dell’asta spezzata, come oggetto rituale con la finalità di rompere qualche tipo di legame di lavoro o di amore o di fortuna.

Intanto gli abitanti e i turisti di questa magnifica regione della Spagna, scossi dalla notizia dei ritrovamenti inquietanti, hanno forte timore ad immergersi in un mare infestato di cadaveri usati in macabri rituali.

Fonti

http://infocatolica.com/blog/infories.php/1608301048-tres-hallazgos-de-restos-huma

http://www.levante-emv.com/comunitat-valenciana/2016/09/02/hallan-cuarta-bolsa-restos-humanos/1462070.html

http://www.diarioinformacion.com/sucesos/2016/09/01/guardia-civil-localiza-extremadura-personas/1801005.html

Beata Vergine Maria addolorata. Preghiere

15 settembre FESTA DI MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.

Papa Francesco: “Gesù  ha promesso di non lasciarci orfani e sulla Croce ci dona sua Madre come nostra Madre. Noi cristiani abbiamo una Madre, la stessa di Gesù; abbiamo un Padre, lo stesso di Gesù. Non siamo orfani! E Lei ci partorisce in quel momento con tanto dolore: è davvero un martirio. Col cuore trafitto, accetta di partorire tutti noi in quel momento di dolore. E da quel momento Lei diventa la nostra Madre, da quel momento Lei è nostra Madre, quella che si prende cura di noi e non si vergogna di noi: ci difende”.

subtumpraesidiumI mistici dei primi secoli cristiani – ricorda Francesco – consigliavano di rifugiarsi sotto il manto della Madre di Dio nel momento delle turbolenze spirituali: “Lì non può entrare il diavolo. Perché Lei è Madre e come Madre difende. Poi l’Occidente ha preso questo consiglio e ha fatto la prima antifona mariana ‘Sub tuum praesidium’ – ‘Sotto il tuo mantello, sotto la tua custodia, oh Madre! Lì siamo sicuri”.

Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

 S.Giovanni Paolo II: “Oggi,  la Vergine Addolorata, ritta accanto alla Croce, con la muta eloquenza dell’esempio ci parla del significato della sofferenza nel piano divino della Redenzione.
Ella, per prima, ha saputo e voluto partecipare al mistero salvifico, “associandosi con animo materno al sacrificio di Cristo, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da Lei generata” (Lumen Gentium, 58). Intimamente arricchita da questa ineffabile esperienza, Ella s’accosta a chi soffre, lo prende per mano, lo invita a salire con Lei sul Calvario e a sostare davanti al Crocifisso.
In quel corpo martoriato c’è l’unica risposta convincente agli interrogativi che salgono imperiosi dal cuore. E con la risposta c’è anche la forza necessaria per assumere il proprio posto in quella lotta, che oppone le forze del bene a quelle del male (cfr. Ioannis Pauli PP. II, Salvifici doloris, n. 27). “Coloro che partecipano alle sofferenze di Cristo conservano nelle proprie sofferenze una specialissima Particella dell’infinito tesoro della Redenzione del mondo, e possono condividere questo tesoro con gli altri”.

Chiediamo alla Madonna Addolorata di alimentare in noi la fermezza della fede e l’ardore della carità, per saper portare con coraggio la nostra croce quotidiana (cfr. Lc 9, 23) e così partecipare efficacemente all’opera della Redenzione. (San Giovanni Paolo II, 15 settembre 1991).gesc3b9incroceemaria

Preghiera a Maria Addolorata

Regina dei martiri,

che sostenesti i più atroci dolori
e compisti nel tuo cuore il più eroico dei sacrifici,
io voglio unire le mie pene alle tue.

Vorrei essere vicina a te
come san Giovanni e le pie donne
per consolarti della perdita del tuo Gesù.
Purtroppo riconosco che anch’io
con i miei peccati sono stato causa
della morte del tuo Figlio diletto.

Ti chiedo perdono, o Madre addolorata.
Accetta in riparazione l’offerta
che io ti faccio di me stesso,
e il proposito di volerti sempre amare
per l’ avvenire.
Metto nelle tue mani tutta la mia vita;
fa’ che io possa farti amare
anche da tante anime che vivono lontane
dal tuo Cuore materno. Amen.

I SETTE DOLORI di MARIAsette-dolori-gliri-par-720x440La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette “Ave Maria” al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

La pace in famiglia.

L’illuminazione circa i misteri divini.

L’accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.

La gioia eterna in Gesù e in Maria.

PRIMO DOLORE: La rivelazione di Simeone

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2, 34-35).

Ave Maria…

SECONDO DOLORE: La fuga in Egitto

Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto.
(Mt 2, 13-14)

Ave Maria…

TERZO DOLORE: Lo smarrimento di Gesù nel Tempio

Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
(Lc 2, 43-44, 46, 48).

Ave Maria…

QUARTO DOLORE: L’incontro con Gesù sulla via del Calvario

Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente» (Gv 19, 26).

Ave Maria…

QUINTO DOLORE: La crocifissione e la morte di Gesù.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto “Gesù il Nazareno, il re del Giudei” (Lc 23,33; Gv 19,19). E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!” E, chinato il capo, spirò. (Gv 19,30)

Ave Maria…

SESTO DOLORE: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria

Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto. (Mc 15, 43, 46-47).

Ave Maria…

SETTIMO DOLORE: La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27).

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Regina dei martiri.

Con questo bel titolo la saluta la Chiesa nelle litanie. “Che abbia veramente sofferto, dice san Pascasio Radberto, lo afferma Simeone quando le dice: Una spada trapasserà la tua anima. Di qui è evidente che supera tutti i martiri, perché gli altri hanno sofferto per Cristo nelle loro carni, ma non hanno sofferto nella loro anima, che è immortale, mentre Maria ha sofferto in questa parte di sé, che è impassibile, la sua carne ha sofferto, per così dire, spiritualmente la spada della Passione di Cristo ed è così più che martire. Avendo amato più di tutti, più di tutti ha sofferto e la violenza del dolore trapassò la sua anima, ne prese possesso a testimonianza del suo amore indicibile. Avendo sofferto nella sua anima, fu più che martire, perché il suo amore, più forte della morte, fece sua la morte di Cristo” (Lettera sull’Assunzione, n. 14, PL 30, 138).

Il santo Papa Pio X scriveva che “nell’opera suprema si vide la Vergine ritta presso la croce, oppressa senza dubbio dall’orrore della scena, ma tuttavia felice e gioiosa, perché il Figlio si immolava per la salvezza del genere umano” (Encicl. Ad diem illum, 2 febbraio 1904). Più di san Paolo, Maria sovrabbondava di gioia in mezzo al dolore. In lei, come in Gesù, salve le proporzioni, la gioia più profonda sta insieme alla sofferenza più grande che creatura di quaggiù possa sopportare. Maria ama Dio e la divina volontà più di ogni altra cosa al mondo e sa che sul Calvario si compie questa volontà, che la morte del Figlio offre a Dio il riscatto che Dio esige per la redenzione degli uomini, i quali le sono lasciati come figli suoi e li amerà e già li ama come ha amato Gesù.

Riconoscenza verso Maria.mothermarypic

Disse sant’Alberto Magno: ” Come il mondo tutto è debitore di nostro Signore Dio, così lo è della Vergine per la sua Compassione” (Questione Super Missus, 150). Conosciamo oggi meglio, o Maria, che cosa hai fatto per noi e quanto ti dobbiamo. Tu ti lamentasti perché “guardando gli uomini e cercando fra essi quelli che ricordavano il tuo dolore e ti compativano ne trovasti troppo pochi” (Santa Brigida, Rivelazioni, l. II c. 24). Non vogliamo aumentare il numero dei figli ingrati e ci uniamo perciò alla Chiesa nel ricordare le tue sofferenze e mostrarti la nostra gratitudine.

Sappiamo, o Regina dei martiri, che una spada di dolore ti trapassò l’anima e che solo lo Spirito di vita e di consolazione poté sostenerti e fortificarti nel momento della morte di tuo Figlio.

Sappiamo soprattutto che, se tu hai salito il Calvario, se tutta la tua vita, come quella di Gesù, fu un lungo martirio, ciò avvenne perché tu dovevi compiere presso il Redentore e in unione con lui il ruolo che la nostra prima madre, Eva, compì presso Adamo nella nostra caduta. Tu con Gesù ci hai riscattati, con lui e in dipendenza da lui hai meritato de congruo, per convenienza, la grazia che egli meritò de condigno, in giustizia, per ragione della sua dignità infinità. Ti salutiamo così, con amore e riconoscenza, “nostra Regina, Madre di misericordia, nostra vita e nostra speranza” e, sapendo che la nostra salvezza è nelle tue mani, ti consacriamo tutta la nostra vita, perché, sotto la tua potente protezione, con la tua materna guida, possiamo raggiungerti nella gloria del Paradiso ove, con il Figlio, vivi incoronata e felice per sempre. Così sia.

STABAT MATER (Beato Jacopone da Todi, francescano)

SEQUENZA

In piedi, presso la Croce, cui era appeso il figlio, la Madre dei dolori piangeva.

L’anima sua, che gemeva per la tristezza e la desolazione, era stata trapassata da una spada.

Quanto era triste, quanto era afflitta quella benedetta Madre di un figlio solo.

Gemeva e sospirava la tenera Madre, assistendo alle pene del suo augusto figlio.

Chi non piangerebbe, se vedesse la Madre del Cristo, straziata da pene così acerbe?

Chi non potrebbe essere triste al vedere la Madre di Cristo con lui in preda al dolore?

Vide Gesù in mezzo ai tormenti, sottoposto ai flagelli, per i peccati del suo popolo.

Vide il dolce suo figlio morire senza conforto, ne colse l’ultimo sospiro.

Orsù, Madre, sorgente di amore, fa’ che io senta la violenza della pena e pianga con te.

Fa’ che arda il mio cuore nell’amore di Cristo, Dio, perché io possa piacergli.

Madre santa, imprimi fermamente nel mio cuore le piaghe del Figlio tuo.

Dividi con me le pene del tuo Figlio straziato, che si degnò di soffrire per me.

Fa’ che finché avrò vita, pianga piamente con te e compatisca al Crocifisso.

Desidero stare presso la Croce con te e unirmi a te nel pianto.

Vergine, tra le vergini la più nobile, non essere severa con me, fa’ che mi unisca al tuo pianto.

Fa’ che io porti in me la morte di Cristo, che io partecipi alla sua passione, che ne mediti le sofferenze.

Fa’ che le sue ferite siano le mie ferite, che io mi inebrii della croce e del sangue del tuo figlio.

Le fiamme non mi tormentino: nel giorno del giudizio, sii tu, o Vergine, la mia difesa.

O Cristo, quando dovrò morire, fa’ che la Madre mi conduca alla palma della vittoria.

Quando il corpo morirà, fa’ che l’anima raggiunga la gloria del Paradiso. Così sia.

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1076-1083

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/15/messa_del_papa_a_s_marta_nella_memoria_della_addolorata/1258178

L’Ungheria, con la Conferenza episcopale, istituisce un dipartimento in difesa dei cristiani perseguitati

L’Ungheria di Viktor Orban ha deciso di istituire un dipartimento ministeriale per la difesa dei cristiani e delle minoranze religiose. A spiegare le ragioni del nuovo dipartimento è stato il ministro delle risorse umane, Zoltan Balog, intervistato dalla Cna: «Oggi il cristianesimo è diventato la religione maggiormente perseguitata, per cui su cinque persone uccise per motivi religiosi quattro sono cristiane». Sono 81 i paesi nel mondo in cui i cristiani sono perseguitati, con 200 milioni «che vivono in zone in cui subiscono discriminazioni. Milioni di vite cristiane sono minacciate dai seguaci delle ideologie religiose radicali». Balog non si riferisce solo alla minaccia islamica: «Il nostro interesse – ha proseguito – non è solo per il Medio Oriente, ma anche per tutte le forme di discriminazione e persecuzione dei cristiani in tutto il mondo».

SOSTEGNO ECONOMICO. Non si può dire che quella dell’Ungheria sia un’operazione di facciata, perché il nuovo dipartimento ha già messo a disposizione 3 milioni di euro per l’aiuto alle minoranze perseguitate nelle loro terre di provenienza. Attraverso la Conferenza episcopale ungherese sono infatti stati destinati 300 mila euro agli studenti in Medio Oriente e alla costruzione di scuole a Erbil, mentre il governo ha stanziato fondi per l’educazione di 400 bambini rifugiati nei campi profughi. In tutto, la Chiesa e il governo insieme sostengono l’educazione dei bambini di 740 famiglie cristiane e di altre minoranze religiose rifugiate nei campi della Giordania, dell’Iraq e del Libano.

NELLA TERRA D’ORIGINE. La decisione di intraprendere una via per favorire concretamente i perseguitati è stata presa dopo la partecipazione di Orban e Balog al raduno annuale per i legislatori cattolici che si è svolto a fine agosto a Frascati, alle porte di Roma. Sebbene sia il premier sia il ministro fossero gli unici protestanti presenti, di fronte all’assemblea che ha sollevato il problema come il più urgente (vista anche la testimonianza di diversi esponenti della chiesa mediorientale) Orban ha dichiarato che «l’Ungheria avrebbe agito contro le persecuzioni cristiane, pronta a supportare le comunità la cui esistenza stessa è minacciata». Così l’Ungheria ha deciso di sostenere moralmente e finanziariamente i profughi affinché, ha detto il ministro, «possano perseverare a rimanere nelle loro terre d’origine». Perché «aiutare a migliorare la situazione nei paesi d’origine potrebbe rendere possibile alle minoranze perseguitare di rimanere nelle loro case o vicino ad esse».

Articolo di Benedetta Frigerio per Tempi

Festa dell’Esaltazione della Santa Croce: storia e preghiere

14 SETTEMBRE ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

La croce è gloria ed esaltazione di Cristo

Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. È tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. È in essa che risiede tutta la nostra salvezza…È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo. È preziosa poi la croce perché è insieme patibolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perché con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. Inoltre la potenza dell’inferno venne fiaccata, e così la croce è diventata la salvezza comune di tutto l’universo. 

Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo
(Disc. 10 sull’Esaltazione della santa croce; PG 97, 1018-1019. 1022-1023).5f0f2cd6a9890710a220bd438e063d7a

Il senso della festa della Croce.

“Abbiate in voi, fratelli miei, lo stesso sentimento da cui era animato Cristo Gesù il quale esistendo nella forma di Dio, non considerò questa sua eguaglianza con Dio come una rapina, ma annichilì se stesso, prendendo la forma di servo e, divenendo simile agli uomini, apparve come semplice uomo. Egli umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce”. Le parole dell’Apostolo, che leggiamo nell’Epistola della Messa, ci danno il senso della festa che oggi celebriamo. I termini schiavo, croce sono, è vero, per noi parole correnti, perché hanno perduto il senso abbietto che avevano nel mondo antico, prima dell’era cristiana e perciò i destinatari della lettera di san Paolo capivano meglio di noi l’orrore della cosa e misuravano meglio di noi quanto Gesù Cristo si era abbassato con l’Incarnazione e la morte sulla Croce.

Il supplizio della Croce.

Non era la croce considerata dagli antichi come “il supplizio più terribile e più infamante” (Cicerone, In Verrem II)? Era allora cosa frequente vedere un ladro o uno schiavo messo in croce e ciò che di questo supplizio indirettamente conosciamo ci permette di valutarne l’atrocità. Il crocifisso moriva con lenta agonia, soffocato per l’asfissia, determinata dalla estensione delle braccia in alto, e torturato da crampi ai nervi irrigiditi.

Il culto della Croce.

Cristo ha subito lo spaventevole supplizio per ciascuno di noi; ha offerto al Padre, con un amore infinito, il sacrificio del suo corpo disteso sulla Croce. Lo strumento di supplizio, fino allora oggetto di infamia, diventa per i cristiani la gloria e san Paolo non vuole aver gloria che nella croce del Signore, nella quale risiede la nostra salvezza, la nostra vita, la risurrezione, e per la quale siamo stati salvati e liberati (Introito della Messa).

Il culto della Croce, strumento della nostra redenzione, si è molto diffuso nella Chiesa: la Croce è adorata e riceve omaggi, che non si concedono ad altre reliquie e le feste della Santa Croce rivestono particolare splendore.

Origine della festa.

La data del 14 settembre segna l’anniversario di una dedicazione che lasciò nella storia ecclesiastica un profondo ricordo.

Il 14 settembre del 335 una folla considerevole di curiosi, di pellegrini, di monaci, di clero, di prelati, accorsi da tutte le province dell’Impero, si riunivano a Gerusalemme per la Dedicazione del magnifico santuario restaurato dall’imperatore Costantino nel luogo stesso dove il Signore aveva sofferto ed era stato sepolto.

L’anniversario continuò ad essere celebrato con non minore splendore negli anni seguenti. La pellegrina Eteria, venuta a Gerusalemme, al tramonto del IV secolo, ci riferisce che più di 50  vescovi assistevano ogni anno alla solennità del 14 settembre. La Dedicazione aveva rito pari alla Pasqua e all’Epifania e si protraeva per otto giorni con immenso concorso di pellegrini.

Doppio oggetto della festa.

Altri elementi si aggiunsero in seguito alla festa anniversaria della Dedicazione. Primo fu il ricordo dell’antica festa giudaica dei Tabernacoli, che coronava le fatiche della vendemmia. Si credeva che fosse celebrata il 14 settembre e la festa cristiana della Dedicazione doveva prenderne il posto. Dal secolo IV un altro ricordo, questo prettamente cristiano, si attaccava alla festa del 14 settembre e cioè il ritrovamento del legno sacro della Croce. Una cerimonia liturgica detta elevazione o esaltazione (hypsosis) della Croce ricordava tutti gli anni la fortunata scoperta. Il luogo in cui la Croce era stata innalzata era considerato centro del mondo e per questo un sacerdote alzava il legno sacro della Croce verso le quattro diverse parti del mondo. I pellegrini, a ricordo della cerimonia, si portavano a casa una minuscola ampolla contenente dell’olio, che era stata posta a contatto del legno della Croce.

Diffusione della festa.

La cerimonia prese un’importanza sempre più grande e avvenne che nel VI secolo il ricordo del rinvenimento della Croce e la Dedicazione avvenuta sul Golgota passarono in secondo piano.

I frammenti del sacro legno furono distribuiti nel mondo e con i frammenti si diffuse nelle Chiese cristiane la cerimonia della Esaltazione. Costantinopoli adottò la festa nel 612, sotto l’imperatore Eraclio e Roma l’ebbe nel corso del secolo VII. Sotto papa Sergio († 701) al Laterano il 14 settembre si ripeteva l’adorazione della Croce del Venerdì Santo e gli antichi Sacramentari hanno conservato un’orazione ad crucem salutandam in uso in tale cerimonia. Il rito durò poco e scomparì dagli usi romani, ma l’orazione restò nelle raccolte di orazioni private (Ephemerides liturgicae, 1932, p. 33 e 38, n. 16).

Nuovo splendore della festa.

Un avvenimento venne nel corso dei secoli a rinnovare lo splendore della festa della Esaltazione. Gerusalemme nel 614 era stata occupata dai Persiani e messa a ferro e fuoco. Dopo le vittorie del pio imperatore Eraclio, la città santa era stata restaurata ed Eraclio aveva ottenuto che fosse restituita la Santa Croce, portata dagli invasori a Ctesifonte. Il 21 marzo del 630, la Croce fu di nuovo eretta nella Chiesa del S. Sepolcro e si riprese il 14 settembre seguente la cerimonia della Esaltazione.

5f0f2cd6a9890710a220bd438e063d7aAdorazione della Santa Croce. Preghiera composta da sant’Anselmo

O Croce Santa, la vista della quale ci ricorda un’altra croce, quella sulla quale Nostro Signore Gesù Cristo ci ha strappati con la sua morte alla morte eterna, nella quale stavamo precipitando miseramente, risuscitandoci alla vita eterna perduta per il peccato, adoro, venero, glorifico in te la Croce che rappresenti e, in essa, il misericordioso Signore. Per essa egli compì la sua opera di misericordia. O amabile Croce, in cui sono salvezza, vita, e resurrezione nostra! O legno prezioso per il quale fummo salvati e liberati! O simbolo di cui Dio ci ha segnati! O Croce gloriosa della quale soltanto dobbiamo gloriarci!

Come ti lodiamo? Come ti esaltiamo? Con quale cuore ti preghiamo? Con quale gioia ci glorieremo di te? Per te è spogliato l’inferno; è chiuso per tutti coloro che in te sono stati riscattati. Per te i demoni sono terrificati, compressi, vinti, schiacciati. Per te il mondo è rinnovato, abbellito, in virtù della verità che splende e della giustizia che regna in Lui. Per te la natura umana peccatrice è giustificata: era condannata ed è salvata; era schiava del peccato e dell’inferno ed è resa libera; era morta ed è risuscitata. Per te la beata città celeste è restaurata e perfezionata. Per te Dio, Figlio di Dio, volle per noi obbedire al Padre fino alla morte (Fil 2,8-9). Per questo egli, elevato da terra, ebbe un nome che è al di sopra di ogni nome. Per te egli ha preparato il suo trono (Sal 9,8) e ristabilito il suo regno.

Sia su di te e in te la mia gloria, in te e per te la mia vera speranza. Per te siano cancellati i miei peccati, per te la mia anima muoia alla sua vita vecchia e sorga a vita nuova, la vita della giustizia. Fa’, te ne prego, che, avendomi purificato nel battesimo dai peccati nei quali fui concepito e nacqui, tu ancora mi purifichi da quelli che ho contratto dopo la nascita alla seconda vita, e che per te io pervenga ai beni per i quali l’uomo è stato creato per il medesimo Gesù Cristo Nostro Signore, cui sia benedizione nei secoli.

5f0f2cd6a9890710a220bd438e063d7aADORAZIONE DELLA SANTA CROCE Preghiera da recitare baciando il S. Crocifisso o durante la consacrazione quando c’è realmente Gesù Crocifisso sull’altare sotto le apparenze del pane e del vino:

lo ti adoro o Croce Santa che, con le venerabili Membra di Nostro Signore Gesù Cristo, fosti adorna e aspersa del suo Sangue prezioso, adoro Te, mio Dio posto in essa, e te o Croce Santa per amor Suo. Salve o vittima di salvezza offerta per noi e per tutto il genere umano sul patibolo della Croce. Umilmente Ti adoro. Salve o Sangue prezioso, sgorgato dalle piaghe di Nostro Signore Gesù Crocefisso, per lavare i peccati di tutto il mondo. Umilmente Ti adoro e Ti supplico di lavare l’anima mia. Per supplicare la Divina Misericordia; All’ombra sicura della Croce, santo asilo dei tribolati, invincibile fortezza negli incalzanti pericoli, che ci sovrastano, fiduciosi ci rifugiamo.

Eterno Pietoso, Dio per la Croce imporporata dal preziosissimo Sangue del Tuo Unigenito, imploriamo difesa, protezione, preservazione da ogni danno e spavento. Al Tuo Amore e alla Tua potenza, noi ci affidiamo! Umiliati sotto la Tua giusta e paterna Mano ti presentiamo la Croce da cui fummo redenti e ti supplichiamo: salvaci dal pericoli dell’ora presente. Su noi, su tutti, rivolgi la Tua pietà e Misericordia, o Signore. Compi il desiderio di Gesù nell’Ultima Cena, avere un cuore solo e un’anima sola con Te sotto il Vessillo della Croce. GESU’ MIO MISERICORDIA!

Adorazione a Gesù Crocifisso: Salvatore nostro Gesù Cristo, ti adoriamo morente sulla croce per nostro amore e ti ringraziamo perché sei morto per salvarci dall’inferno. Eterno Padre, ti offriamo il Tuo figlio pendente sulla Croce, nudo, straziato, trafitto di spine e chiodi, insanguinato, languente, moribondo e penante. Grande Iddio, è il Tuo Figlio che ti offriamo in questo pietoso stato, ricevi il Suo divin Sacrificio, accetta questa offerta che noi ti facciamo. Egli è il prezzo del nostro riscatto, è il Sangue di un Dio, è la Morte di un Dio, è Dio stesso vittima per noi, che ti offriamo in espiazione dei nostri peccati. Te lo offriamo per il sollievo delle anime sante del Purgatorio, dei cuori afflitti, perseguitati, degli ammalati, per chiederti la conversione dei peccatori, la nostra e dei nostri parenti, la perseveranza dei giusti, la propagazione della fede, la conservazione della pace e per il buon esito dei nostri progetti, per ottenere tutti i soccorsi spirituali e temporali che ci sono necessari; a maggior tua gloria e per la salvezza di tutte le anime.

5f0f2cd6a9890710a220bd438e063d7aPREGHIERA DELLA SANTA CROCE  

Dio che tutto puoi, che soffristi la morte sul legno santo per tutti i nostri peccati,
Santa Croce di Gesù Cristo, abbi pietà di noi.
Santa Croce di Cristo, tu sei la mia speranza.
Santa Croce di Gesù Cristo, allontana da me tutte le armi taglienti.
Santa Croce di Gesù Cristo, riversa su di me tutto il tuo bene.
Santa Croce di Gesù Cristo, allontana da me tutto il male.
Santa Croce di Gesù Cristo, aiutami a seguire la via della salvezza.
Santa Croce di Gesù Cristo, liberami dagli incidenti corporei e temporali.
Santa Croce di Gesù Cristo, Re ti adorerò per sempre.
Santa Croce di Gesù Cristo, allontana da me gli spiriti maligni invisibili.
Gesù, conducimi alla vita eterna. Amen.

RIVELAZIONI FATTE AD UNA UMILE DONNA IN AUSTRIA NEL 1960.5f0f2cd6a9890710a220bd438e063d7a

1) Quelli che espongono il Crocifisso nelle loro case o posti di lavoro e lo decorano con fiori, raccoglieranno molte benedizioni e ricco frutto nel loro lavoro e nelle loro iniziative, insieme ad un immediato aiuto e conforto nei loro problemi e sofferenze.

2) Coloro i quali guardano al Crocifisso anche soltanto pochi minuti, quando saranno tentati o sono nella battaglia e nello sforzo, soprattutto quando saranno tentati dalla collera, padroneggieranno subito se stessi, la tentazione e il peccato.

3) Quelli che mediteranno ogni giorno, per 15 minuti, sulla Mia Agonia sulla Croce, sosteranno di sicuro le loro sofferenze e i loro fastidi, prima con pazienza più tardi con gioia.

4) Quelli che molto spesso meditano sulle Mie ferite sulla Croce, con profondo dolore per i loro peccati e le loro colpe, acquisteranno presto un profondo odio al peccato.

5) Coloro i quali spesso e almeno due volte al giorno offriranno al Padre celeste le mie 3 ore di Agonia sulla Croce per tutte le negligenze, le indifferenze e le mancanze nel seguire le buone ispirazioni ne abbrevieranno la punizione o ne saranno completamente rispiarmati.

6) quelli che volentieri recitano giornalmente il Rosario delle Sante Piaghe, con devozione e grande fiducia mentre meditano sulla Mia Agonia sulla Croce, otterranno la grazia di adempiere bene i loro doveri e con il loro esempio indurranno gli altri a fare altrettanto.

7) Coloro i quali ispireranno ad altri ad onorare il Crocifisso, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe e che inoltre faranno conoscere il Mio rosario delle S. Piaghe otterranno presto risposta a tutte le loro preghiere.

8) Coloro i quali fanno la Via Crucis giornalmente per un certo periodo di tempo e la offrono per la conversione dei peccatori possono salvare un intera Parrocchia.

9) Coloro i quali per 3 volte consecutive (non nello stesso giorno) visitano un immagine di Me Crocifisso, la onorano e offrono al Padre Celeste la Mia Agonia e Morte, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe per i loro peccati avranno una bella morte e moriranno senza agonia e paura.

10) Quelli che ogni venerdì, alle tre del pomeriggio, meditano sulla Mia Passione e Morte per 15 minuti, offrendole insieme al Mio Preziosissimo Sangue e alle Mie S. Piaghe per se stessi e per i morenti della settimana, otterranno un alto livello di amore e di perfezione e possono star sicuri che il diavolo non potrà causare loro ulteriori danni spirituali e fisici.

I SANTI e il CROCIFISSO

Fu rivelato a S. Margherita Alacoque, apostola del S. Cuore” Nostro Signore sarà propizio in punto di morte a tutti coloro che di venerdì lo adoreranno 33 volte sulla croce, trono della sua Misericordia. ( scritti n. 45)

A suor Antonietta Prevedello il divino Maestro disse: “ ogni volta che un’anima bacia le ferite del crocifisso merita che Io le baci le piaghe della sua miseria e dei suoi peccati… io ricompenso con 7 doni mistici, quelli dello Spirito Santo, atti a distruggere i 7 peccati capitali, quelli che baciano per adorazione le piaghe sanguinanti del mio Corpo.”

A suor Marta Chambon, suora della visitazione di Chambery, fu rivelato da Gesù:”Le anime che pregano con umiltà e meditano la mia dolorosa Passione, avranno un giorno una partecipazione alla gloria delle mie Piaghe, contemplami sulla croce.. stringiti al mio cuore, vi scoprirai tutta la bontà di cui è colmo.. vieni figlia mia e gettati qui dentro. Se volete entrare nella luce del Signore bisogna nascondersi nel mio Costato. Se volete conoscere l’intimità delle viscere della Misericordia di Colui che vi ama tanto, dovete avvicinare le labbra con rispetto ed umiltà all’apertura del mio Sacro Cuore. L’anima che spirerà nelle mie piaghe non si dannerà.”

Gesù ha rivelato a S. Geltrude:“Ti confido che mi torna assai gradito vedere lo strumento del mio supplizio circondato d’amore e di rispetto”.

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1072-1076

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ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE, BASILICA DEL SACRO CUORE, (NOTRE DAME, INDIANA, USA)

 

“Padre Jacques è beato adesso, dobbiamo pregarlo” –Papa Francesco aprirà processo di beatificazione per Padre J. Hamel–

073951057-186a9ac9-41da-4e2b-89b2-dfdddd4fc748Papa Francesco ha celebrato la Messa alle 7 di questa mattina 14  settembre 2016, nella cappella di Casa Santa Marta, in suffragio di Padre Jacques Hamel ucciso il 26 luglio nella piccola Chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray , mentre celebrava la Messa, da due giovani terroristi islamisti.  Un omaggio in segno di vicinanza ai familiari di padre Jacques Hamel e di tutta la comunità di Rouen. Un gruppo di 80 pellegrini della diocesi di Rouen, insieme al loro vescovo, mons. Dominique Lebrun hanno assistito alla Messa di suffragio per il sacerdote ucciso.

Di seguito il testo dell’omelia che il Papa ha pronunciato a braccio

Nella Croce di Gesù Cristo – oggi la Chiesa celebra la festa della Croce di Gesù Cristo – capiamo pienamente il mistero di Cristo. Questo mistero di annientamento, di vicinanza a noi, Lui essendo nella condizione di Dio – dice Paolo – non ritiene un privilegio di essere come Dio, ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte, a una morte di Croce”. Questo è il mistero di Cristo. Questo è un mistero che si fa martirio per la salvezza degli uomini. Gesù Cristo, il primo martire, il primo che dà la vita per noi, e da questo mistero di Cristo incomincia tutta, tutta la storia del martirio cristiano, dai primi secoli fino a oggi.

I primi cristiani hanno fatto la confessione di Gesù Cristo pagando con la loro vita; ai primi cristiani era proposta l’apostasia, cioè: “Dite che il nostro dio è il vero, non il tuo [vostro]. Fate un sacrificio al nostro dio o ai nostri dei”, e quando non facevano questo, quando rifiutavano l’apostasia venivano uccisi. Questa storia si ripete fino a oggi e oggi nella Chiesa ci sono più martiri cristiani dei primi tempi. Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati perché non rinnegano Gesù Cristo. In questa storia, arriviamo al nostro père Jacques: lui fa parte di questa catena di martiri. I cristiani che oggi soffrono – sia nel carcere o con la morte o con le torture – per non rinnegare Gesù Cristo, fanno vedere proprio la crudeltà di questa persecuzione. E questa crudeltà che chiede l’apostasia, diciamo la parola: è satanica. E quanto piacerebbe che tutte le confessioni religiose dicessero: “Uccidere in nome di Dio è satanico”.

Padre Jacques Hamel è stato sgozzato nella Croce, proprio mentre celebrava il sacrificio della Croce di Cristo. Uomo buono, mite, di fratellanza, che sempre cercava di fare la pace è stato assassinato come se fosse un criminale. Questo è il filo satanico della persecuzione. Ma c’è una cosa, in quest’uomo, che ha accettato il suo martirio lì, con il martirio di Cristo, all’altare, una cosa che mi fa pensare tanto: in mezzo al momento difficile che viveva, in mezzo anche a questa tragedia che lui vedeva venire, un uomo mite, un uomo buono, un uomo che faceva fratellanza, non ha perso la lucidità di accusare e dire chiaramente il nome dell’assassino. E ha detto chiaramente: “Vattene, Satana!”. Ha dato la vita per noi, ha dato la vita per non rinnegare Gesù. Ha dato la vita nello stesso sacrificio di Gesù sull’altare e da lì ha accusato l’autore della persecuzione: “Vattene, Satana!”.

E questo esempio di coraggio, ma anche il martirio della propria vita, di svuotare se stesso per aiutare gli altri, di fare fratellanza tra gli uomini, ci aiuti, tutti noi, ad andare avanti senza paura. Che noi – che lui dal Cielo, perché dobbiamo pregarlo, eh?: è un martire! E i martiri sono beati – dobbiamo pregarlo, che ci dia la mitezza, la fratellanza, la pace, anche il coraggio di dire la verità: uccidere in nome di Dio è satanico.

Messa Papa Francesco per padre Hamel: vescovo di Rouen, “il Papa mi ha detto: è beato”padre-jacques-755x491

Padre Jacques “è beato adesso”. Lo ha detto papa Francesco questa mattina al vescovo di Rouen, Dominique Lebrun, al termine della Messa celebrata a Santa Marta in suffragio del sacerdote ucciso in odio alla fede cristiana.

Il vescovo – che subito dopo la messa ha incontrato un gruppo di giornalisti – aveva portato una foto di padre Jacques a Roma con l’idea di farla firmare dal Papa per portarla come ricordo alle tre suore che hanno assistito quella tragica mattina all’assassinio del prete e non sono potute venire in pellegrinaggio a Roma con la diocesi. “Ho fatto vedere la foto al Papa – racconta il vescovo Lebrun – e volevo chiedere al Papa che la firmasse per portarla alle suore e invece lui subito mi ha detto: ‘La mettiamo sull’altare’ e questo mi ha colpito. Poi un particolare: alla fine della messa, dopo che ha salutato tutti, stava firmando la foto e mi dice: ‘Tu puoi mettere nella chiesa questa foto perché lui è beato adesso e se qualcuno ti dice che non hai il diritto, tu gli dici che il Papa ti ha dato il permesso’”. È chiaro quindi – ha detto senza dubbi in merito il vescovo di Lebrun – che su padre Jacques Hamel, la diocesi aprirà il processo di beatificazione. Intanto nel piccolo cimitero dei sacerdoti della diocesi dove riposa padre Jacques, la sua tomba è divenuta meta di pellegrinaggio di molte persone che vanno lì a pregare.

Nell’omelia di questa mattina, il Papa ha detto che “uccidere in nome di Dio è satanico!”. Riguardo al rischio che queste parole possano essere confuse come un esplicito riferimento all’Islam, il vescovo di Rouen ha subito precisato: “Penso che gli assassini hanno accettato l’influenza del diavolo, di Satana. Gli assassini. È solo questo. Il Papa stamattina ha detto che padre Jacques ha avuto la lucidità” di dare un nome all’assassino dicendo “vattene Satana”. “Quando ha pronunciato queste parole – ha quindi commentato mons. Lebrun – aveva già ricevuto coltellate, era già a terra. L’interpretazione giusta me l’ha data la sorella. Padre Jacques non poteva pensare che questi giovani potessero essere all’origine di questo male. Non sono loro all’origine di questo male”. Al vescovo è stato chiesto se tra i fedeli della sua diocesi c’è un certo timore ora di andare in Chiesa. “Sì – ha risposto -, c’è paura. Senz’altro. Una settimana fa ho avuto una riunione con i vicari della diocesi e mi hanno tutti detto che ricevono telefonate di persone che ancora chiedono se c’è la messa, se si può andare, se c’è qualche rischio. Però c’è più gente adesso e questo mi fa molto riflettere sulle parole di Gesù che Giovanni Paolo II ha ribadito spesso: ‘Non abbiate paura’. Non credo che Gesù disse ‘è stupido aver paura’, o ‘non c’è ragione di avere paura’. No, lui dice: ‘abbiate il coraggio di avere paura’. E quello che il Papa ci ha insegnato questa mattina sul martirio e ha pronunciato questa parola del coraggio. Quindi sì, direi che a livello psicologico c’è paura ma a livello più profondo dell’anima c’è più fortezza”.

Papa Francesco: “la Croce di Gesù è la risposta di Dio al male…magari tutti i leader del mondo potessero dire quello che ha detto Gesù”

La Chiesa celebra la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce

All’udienza generale, durante i saluti ai pellegrini, il Papa ha più volte sottolineato che oggi la Chiesa celebra la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, auspicando “che tutti possano trovare vita nuova” proprio a partire dalla Croce di Gesù:

“Guardiamo ad essa, sulla quale il Figlio di Dio è morto per la nostra salvezza. Essa è la risposta di Dio al male e al peccato dell’uomo. È una risposta di amore, di misericordia e di perdono. Mostriamo questa Croce al mondo e glorifichiamola nei nostri cuori, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità”.

 I tre imperativi di Gesù al centro della catechesi dell’udienza generale di oggi: “Venite a me, prendete il mio gioco e imparate da me”.

“Durante questo Giubileo – ha esordito Francesco – abbiamo riflettuto più volte sul fatto che Gesù si esprime con una tenerezza unica, segno della presenza e della bontà di Dio. Oggi ci soffermiamo su un passo commovente del Vangelo, nel quale Gesù dice, lo abbiamo sentito: ‘Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita’”. “L’invito del Signore – ha commentato Francesco – è sorprendente: chiama a seguirlo persone semplici e gravate da una vita difficile, persone che hanno tanti bisogni e promette che in lui troveranno riposo e sollievo. L’invito è rivolto in forma imperativa: ‘venite a me’, ‘prendete il mio giogo e ‘imparate da me’. Cerchiamo di cogliere il significato di queste espressioni”. “Magari tutti i leader del mondo potessero dire questo!”, l’aggiunta fuori testo.

“A volte la nostra stanchezza è causata dall’aver posto fiducia in cose che non sono l’essenziale, perché ci siamo allontanati da ciò che vale realmente nella vita” e non ci preoccupiamo di coloro che sono sfiduciati, afflitti, e ammalati.

Papa Francesco vorrebbe che i leader del mondo aiutassero davvero i poveri offrendo loro ristoro come ha fatto Gesù.  “Rivolgendosi a coloro che sono stanchi e oppressi, Gesù – ha ricordato Francesco – si presenta come il Servo del Signore descritto nel libro del profeta Isaia e cosi’ dice: ‘Il Signore mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato’”. “A questi sfiduciati della vita, il Vangelo – ha sottolineato il Papa – affianca spesso anche i poveri e i piccoli. Si tratta di quanti non possono contare su mezzi propri, ne’ su amicizie importanti”. “Magari – ha ripetuto il Papa improvvisando – tutti i leader del mondo potessero dire questo!” distaccandosi da ‘amicizie importanti’ e dedicandosi totalmente a chi ha davvero bisogno senza dare valore a “leggi e prescrizioni fredde che Gesù stesso condanna”.

Accogliendo l’invito a celebrare questo anno di grazia del Giubileo, ha dunque spiegato il Papa, in tutto il mondo i pellegrini varcano la Porta della Misericordia aperta nelle cattedrali e nei santuari, in tante chiese del mondo, negli ospedali nelle carceri, “tutto questo – ha dunque precisato – per trovare Gesù, la sua amicizia, il ristoro che solo Gesù sa dare. Questo cammino esprime la conversione di ogni discepolo che si pone alla sequela di Gesù. E la conversione consiste sempre nello scoprire la misericordia del Signore, infinita e inesauribile. Attraversando la Porta Santa, quindi, professiamo ‘che l’amore è presente nel mondo e che questo amore è più potente di ogni genere di male, in cui l’uomo, l’umanità, il mondo sono coinvolti’”.

Si tratta, pertanto, di un amore che nasce direttamente dall’incoraggiamento del figlio di Dio che non si pone come un maestro severo che “impone ad altri dei pesi che lui non porta”: “questa – ha precisato il Papa – è l’accusa che lui faceva ai dottori della legge. “Egli si rivolge agli umili e ai piccoli perché Lui stesso si è fatto piccolo e umile. Comprende i poveri e i sofferenti perché Lui stesso è povero e provato dai dolori”, per tale ragione Francesco ha incoraggiato i fedeli e pellegrini presenti a “vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia” poiché “vivere di misericordia vuol dire essere bisognosi di Gesù e impariamo quindi a essere misericordiosi con gli altri”. “Non lasciamoci togliere la gioia – ha dunque chiesto in conclusione il Pontefice – di essere discepoli del Signore  ‘Ma padre io sono un peccatore’, lasciati andare in Gesù, senti su di te la sua misericordia e il tuo cuore sarà colmato di gioia e perdono”.

FONTI http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/14/papa_a_messa_padre_hamel_uccidere_in_nome_di_dio_%C3%A8_satanico/1257888

http://agensir.it/quotidiano/2016/9/14/messa-papa-francesco-per-padre-hamel-vescovo-di-rouen-il-papa-mi-ha-detto-e-beato/

 

IL NO DEL POPOLO DELLE FAMIGLIE AL REFERENDUM DI RENZI: No alla deriva autoritaria dell’attuale governo

Il 28 maggio 2016 il Comitato Difendiamo i Nostri Figli (CDNF), promotore dei due grandi Family Day del 2015 e del 2016, ha dato voce alle preoccupazioni e alle istanze di libertà delle famiglie italiane dando vita al Comitato delle famiglie per il NO al prossimo referendum costituzionale, che sembra previsto per ottobre.

Il portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, Massimo Gandolfini, neurochirurgo bresciano, ha sottolineato che l’anima di questo movimento non è espressione di vendetta nei confronti del premier e del governo, ma è riaffermazione della giustizia sociale in tempi in cui la democrazia è messa a dura provaLa riforma prevista dal governo Renzi non è il frutto di un dibattito che ha coinvolto il Paese, ma si tratta del progetto di un governo non eletto che vuole attribuire troppi poteri a un uomo solo al comando, in nome della governabilità, della semplificazione e della presunta riduzione dei costi della politica.

Il nostro ‘No’ deciso e argomentato al referendum costituzionale è soprattutto orientato a impedire che il nuovo assetto istituzionale, che accentra tutti i poteri nella figura del premier e nel partito di maggioranza anche causa di una pessima riforma elettorale, venga utilizzato, come dicono pubblicamente gli stessi vertici del Partito Democratico, per completare la trasformazione del tessuto sociale italiano e la destrutturazione della famiglia e della stessa antropologia umana.

L’iter di approvazione delle unioni civili, con ben due fiducie, è stato l’evento concreto che ha svelato la vocazione autoritaria dell’attuale governo che ha voluto ignorare due piazze di milioni di persone. E, come da ammissione diretta, è stato il primo passo di una strategia contro l’uomo e la famiglia che va assolutamente fermata.

Sempre per stessa ammissione di esponenti di spicco del Pd, le unioni civili sono solo il capo fila di un programma politico teso all’approvazione delle adozioni per tutti, compresi ai single a alle coppie gay; alla regolamentazione della barbara pratica dell’utero in affitto e dell’eutanasia; all’estensione della procreazione artificiale a coppie gay e single; alle leggi liberticide sulla trans-fobia e omo-fobia che ridurranno gli spazi di espressione della libertà di pensiero; alla diffusione dei programmi di educazione all’indifferentismo sessuale nelle scuole; e all’approvazione del divorzio express e della legalizzazione delle droghe.

Con un parlamento sostanzialmente mono camerale, composto da una maggioranza di parlamentari nominati da un solo partito che rappresenta solo una modesta minoranza degli italiani, il premier e il governo riuscirebbero a far approvare queste leggi negando di fatto qualsiasi dibattito democratico ed eliminando qualsiasi bilanciamento dei poteri. E’ quindi in gioco la democrazia e il futuro della famiglia in Italia, per questo abbiamo il dovere di essere determinati nel far conoscere a tutti gli italiani le nostre ragioni per il ‘No’.

Risulta dunque evidente che l’urgenza del Comitato delle famiglie per il NO sia non solo nel merito di singole leggi, ma anche nel metodo attraverso il quale questo Governo (di non eletti) sta esercitando una pressione sull’opinione pubblica, aggravata anche dal grande controllo che esso esercita su mezzi televisivi e editoriali (continuano le epurazioni alla Rai e nessuno dice niente…).

Il NO al referendum, quindi, è prima di tutto un NO al rischio di accentramento del potere in un solo partito; un NO alla limitazione della libertà e con esso della possibilità di difendere sul piano sociale, antropologico e morale principi e valori con i quali si è costruita la nostra storia, valori che abbiamo ricevuto dai nostri padri e che abbiamo il dovere di insegnare ai nostri figli.

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Durante tutta l’estate i rappresentati del Comitato guidato da Massimo Gandolfini hanno già tenuto decine di incontri e conferenze, che hanno visto la partecipazione di migliaia di attivisti e semplici cittadini che hanno riempito teatri, auditorium, piazze e parrocchie di diverse località italiane. Questi eventi hanno avuto luogo anche grazie ai numerosi comitati locali che porteranno avanti, fino al giorno del voto, una campagna capillare di divulgazione sui territori della ragioni per il ‘No’.

NEI LINK DI SEGUITO  le principali iniziative in programma per il mese di settembre tenute dal presidente Massimo Gandolfini e dagli altri membri del Comitato Difendiamo i nostri figli; gli incontri sono aperti anche ai giornalisti senza la necessità di richiedere l’accredito.

http://www.iltimone.org/35112,News.html

http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/referendum-no-a-renzi-e-alla-deriva-autoritaria-e-relativista/

Messico: più di un milione in Marcia per difendere la Famiglia dall’imposizione di gender e “matrimoni gay”

Sabato 10 settembre 2016, in Messico oltre un milione di persone sono scese per le strade a difendere la famiglia naturale ed il matrimonio tra uomo e donna. In 124 città della Confederazione messicana si sono tenute marce che hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di cittadini, di religione e opinioni politiche differenti, ma tutti uniti contro il presidente Enrique Peña Nieto, che nei mesi scorsi ha espresso la volontà di introdurre nel Paese l’ideologia gender e lo pseudo-matrimonio omosessuale con annesso diritto di adozione per le coppie gay. Messico_famiglia

Il Frente Nacional por la Familia, che raccoglie varie realtà associative ed è il promotore ed organizzatore delle marce di due giorni fa, ha ottenuto l’appoggio ed il sostegno della Conferenza episcopale messicana e ha chiesto che venga riconosciuta esplicitamente e senza ambiguità la verità sul matrimonio, inteso come unione tra un uomo e una donna (una petizione in tal senso, dopo aver ottenuto 200mila firme a favore, è stata presentata al Senato); che venga protetto e affermato il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre; e che vengano nettamente respinte tutte quelle proposte di legge volte a riconoscere l’identità di genere e la ridefinizione del concetto di matrimonio. 

Dopo le manifestazioni a favore della famiglia, si sta verificando un risveglio nazionale ed è chiaro che la Chiesa lo appoggia, ha osservato mons. Sigifredo Noriega Barceló, vescovo di Zacatecas. L’agenzia Fides riferisce che il vescovo, parlando ieri dopo la Messa domenicale, ha spiegato che parlare del tema della famiglia non vuole discriminare nessuno: “non è un ritorno al passato, alla famiglia tradizionale, ma difendere l’unione tra uomo e donna, come base per una famiglia”.

I vescovi chiedono di non distruggere il matrimonio tra uomo e donna

“Non si tratta di andare contro qualcuno, tanto meno contro le persone omosessuali, si riconoscono i loro diritti, ma senza negare, né distruggere ciò che è il matrimonio” ha aggiunto. “La Chiesa, i vescovi, vedono di buon occhio questo risveglio della popolazione e lo sostengono, ma non ne siamo i promotori” ha sottolineato il vescovo.

In Messico il primo valore è la famiglia

Più di un leader cattolico ha ripetuto quanto detto alla stampa da mons. Pedro Pablo Elizondo, vescovo della Prelatura di Cancún-Chetumal: “in Messico, per il 75 % dei messicani, il primo valore è la famiglia. Vedere più di un milione di persone scendere in piazza per difenderla, è un messaggio chiaro e forte”. 

Alle ultime elezioni amministrative, gli uomini del Partito Nazionale Istituzionale (cui appartiene Peña Nieto), hanno subito una brusca caduta in termini di voti proprio a causa delle politiche governative in tema di famiglia. La voce del popolo, quindi, non si può ignorare troppo facilmente.

Eventi del genere sono incoraggianti e ci dicono che non tutto il mondo ha perso la ragione ed il buon senso. Anzi, la maggioranza degli Stati, come ripetiamo sempre, continua convintamente, nonostante le pressioni degli organismi internazionali fautori del mondialismo, a resistere e a difendere vita e famiglia.

Il prossimo appuntamento in Messico sarà la Marcia Nazionale per la Famiglia di sabato 24 settembre, nella capitale Città del Messico, dove sono attesi partecipanti da tutto il Paese.

FOTO E VIDEO QUI

https://www.aciprensa.com/noticias/fotos-y-video-mas-de-un-millon-marcharon-en-mexico-contra-matrimonio-gay-93639/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/12/messico_pi%C3%B9_di_1_milione_in_piazza_in_difesa_della_famiglia/1257461

 

IL COMUNE DI AMATRICE QUERELA LA “SATIRA” DI CHARLIE HEBDO SUI TERREMOTATI: “vilipendio delle vittime”

io-non-sono-charlie12 settembre 2016 Il Comune di Amatrice ha depositato questa mattina, presso la procura del tribunale di Rieti, una denuncia-querela per diffamazione aggravata relativa alla vicenda delle vignette pubblicate dal periodico francese Charlie Hebdo. L’atto è stato presentato dall’avvocato Mario Cicchetti, in qualità di legale dello stesso Comune colpito dal sisma del 24 agosto. Il periodico francese Charlie Hebdo, nella prima vignetta dedicata al terremoto del centro Italia, secondo quanto espongono nella querela i legali del Comune di Amatrice, aveva raffigurato le vittime del sisma “in modo tale da somigliare a degli stereotipati piatti della tradizione culinaria italiana”, mentre una seconda vignetta “aveva attribuito la colpa della devastazione del centro Italia alla mafia”.

“Si tratta di un macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime di un evento naturale – spiega l’avvocato Mario Cicchetti -. La critica, anche nelle forme della satira, è un diritto  sia in Italia che in Francia, ma non tutto può essere ‘satira’ e in questo caso le due vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice”. Ad avviso dello stesso legale “appare assolutamente configurabile la diffamazione aggravata e non si può ritenere in alcun modo sussistente l’esimente del diritto di critica nella forma della satira”. In merito alla competenza territoriale, l’avvocato Cicchetti evidenzia “come il reato si sia, senza dubbio, consumato sul territorio italiano in quanto la condotta diffamatoria, per quanto intrapresa con la pubblicazione della vignette in Francia, si è perfezionata in Italia attraverso la loro percezione e diffusione sia sui media tradizionali sia sui social network”.

Con la denuncia-querela si chiede che il Procuratore della Repubblica di Rieti disponga le indagini al fine di accertare se nella vicenda della pubblicazione delle vignette siano configurabili ipotesi di reato a carico degli autori, Felix e Coco, e dei direttori responsabili della testata. “La condotta diffamatoria è cominciata in Francia con la pubblicazione delle vignette, e si è perfezionata in Italia – spiega ancora il legale Cicchetti- si tratta del ‘reato di evento’: il reato si consuma non tanto al momento della diffusione, della pubblicazione ma al momento della percezione dello stesso e le offese sono state percepite da più persone, da più fruitori della rete”.

“L’ITALIA S’E’ DESTA” L’Italia si sveglia solo adesso, dopo aver diffuso ovunque lo slogan  Je suis Charlie…

MEGLIO TARDI CHE MAI ma, come avevamo già detto QUI https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/09/03/i-vignettisti-atei-militanti-di-charlie-ebdo-dissacrano-anche-il-dolore-degli-italiani-lambasciata-francesecharlie-non-ci-rappresenta-ma-non-erano-tutti-je-suis-charlie/,

la querela a questo giornaletto “satirico” affiliato alla massoneria, andava fatta molto tempo fa, quando Charlie Ebdo pubblicava feroci attacchi osceni contro la fede cristiana, molto di più che contro l’islam. ALLA SATIRA CI DEVE ESSERE UN LIMITE: non è più satira quando viola i fondamentali diritti umani (ESISTE IL REATO DI VILIPENDIO AL SENTIMENTO RELIGIOSO ED ALLA PIETA’ PER I DEFUNTI) e viene usata come propaganda ateomilitante contro ciò che per la maggioranza delle persone è sacro, come la pietà per i defunti. In questo mondaccio dove è reato penale – giustamente – rovesciare un secchio di pattumiera, andrebbe vietato e punito trattare il corpo sacro dei nostri fratelli come carne trita per il ragù di un branco di nichilisti (atei e massoni).

Noi non siamo come i campioni del “pensiero unico” (cinico e bugiardo), che vorrebbero imporre per legge ciò che solo loro sostengono. Libertà per tutti, ma nel rispetto per gli altri, rispetto che “Charlie” ha sempre calpestato ed offeso.

NO AL TERRORISMO E ALLA JIHAD. MA IO NON SONO CHARLIE. PERCHE’ LA SATIRA ANTICRISTIANA DI CHARLIE E’ COME LA CRUDELTA’ DEI FONDAMENTALISTI ISLAMICI. IO SONO DI CRISTO.

 

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sisma-il-Comune-di-Amatrice-querela-Charlie-Hebdo-54640b79-53bd-4132-a781-4c74307dc563.html

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/09/12/terremoto-amatrice-querela-charlie-hebdo-per-diffamazione-aggravata_QJUWztFPXzeEhQ4OgNZXVN.html

Il Santissimo Nome di Maria: quando ancora una volta la Madre di Dio fermò l’invasione dei Turchi

santissimo-nome-di-mariaNel Martirologio Romano il 12 settembre è così caratterizzato:
Santissimo Nome della beata Vergine Maria: in questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia devotamente invocata“. Dice San Antonio da Padova: “Il Nome di Maria, come il Nome di Gesù, è una gioia per il cuore, un favo di miele per la bocca, una deliziosa melodia per l’orecchio”. San Giovanni Bosco insegnava sempre: “Il Rosario è una continuazione di Ave Maria, con le quali si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell’inferno”.

La festa del Santissimo Nome di Maria ha una storia in un certo senso profetica. Nei giorni 11 e 12 settembre 1683, il re cattolico Giovanni III Sobieski con le truppe Polacche combattè e vinse definitivamente i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano l’intera cristianità europea. I successi dei gran visir dell’Impero Turco, i quali avevano tra il 1669 ed il 1676 riconquistato gran parte dell’Europa orientale, sembravano oscurare la gloriosa vittoria che la Lega Santa aveva riportato un secolo prima, ovvero nella famosa battaglia di Lepanto del 1571.
Papa Innocenzo XI (1611 – 1689), pienamente cosciente del pericolo che le popolazioni europee correvano di fronte alla volontà del visir Kara Mustafa di sottometterle con la forza all’Islam, affidò il delicatissimo compito di formare una nuova alleanza tra regnanti cristiani ad un semplice predicatore rinomato per i miracoli che operava. Si trattava del cappuccino friulano Marco d’Aviano, al secolo Carlo Domenico Cristofori (1631 – 1699). Il Beato Marco d’Aviano, frate francescano, esortò gli eserciti cristiani invocando il Santissimo Nome di Maria e li spinse alla vittoria. Per questo motivo di giubilo il Beato Innocenzo XI, in rendimento di grazie, estese la festa del SS. Nome di Maria alla Chiesa universale. Il Papa era infatti convinto che la liberazione di Vienna, stretta dall’assedio dei Turchi, fosse stata un evento del tutto prodigioso e fosse stata ottenuta per l’intercessione di Maria, proprio il 12 settembre di quel lontano 1683. 

Il frate Marco D’Aviano considerato il Salvatore d’Europa, il 27 aprile 2003 è stato beatificato in Piazza S.Pietro a Roma, da papa Giovanni Paolo II. 

PREGHIERA DEL BEATO MARCO D’AVIANO A MARIA SANTISSIMA

O Maria Santissima! Mia padrona, nella tua benedetta fiducia, nella tua speciale protezione e nel seno della tua misericordia, mi raccomando oggi e tutti i giorni, e nell’ora della mia morte, la mia vita e il termine della mia vita a te affido affinchè, per i tuoi altissimi meriti e per intercessione tua, tutte le mie opere si facciano e si dirigano secondo la tua volontà e quella di tuo Figlio. Amen.

San Bernardo ci espone i segreti del Nome dolcissimo di Maria:

MARIA, STELLA DEL MARE
(meditazione di san Bernardo di Chiaravalle – II lettura dell’ufficio della Memoria)virgen2bmaria2bstella2bmaris2boracion2bpara2bpedir2bayuda2by2bamparo2bs
Diciamo ora qualche cosa su questo nome che significa: “Stella del mare” che sembra convenire perfettamente alla Vergine Madre. Molto felicemente ella viene infatti paragonata a una stella perché come la stella emette i propri raggi senza alterarsi, così la Vergine partorisce il Figlio senza alcun deterioramento fisico; né il raggio diminuisce il chiarore della stella, né il Figlio diminuisce l’integrità della Vergine.
Ella è dunque la nobile stella spuntata da Giacobbe, i cui raggi illuminano l’universo, il cui splendore rifulge nei cieli, penetra gli abissi e avvolge la terra e riscaldando più le menti che i corpi, alimenta le virtù e distrugge i vizi. Ella è la stella rilucente e meravigliosa che elevata sull’ immensità di questo mare splende radiosa per i suoi meriti e i suoi fulgidi esempi.
O tu che nelle vicissitudini della vita, più che camminare per terra hai l’impressione di essere sballottato fra tempeste e uragani, se non vuoi finire travolto dall’infuriare dei flutti, non distogliere Io sguardo dal chiarore di questa stella! Se insorgono i venti delle tentazioni se t’imbatti negli scogli delle tribolazioni guarda la stella, invoca Maria. Se vieni travolto dalle onde della superbia, dell’ambizione, della mormorazione, dell’invidia, della gelosia: guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira, l’avarizia, la concupiscenza della carne scuotono la navicella della tua anima: guarda la stella, invoca Maria. Se turbato dalla gravità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza, atterrito dal rigore del giudizio stai per venire risucchiato dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione guarda la stella, invoca Maria. Nei pericoli, nelle difficoltà e nei momenti di incertezza, guarda la stella, invoca Maria. Il Suo Nome sia sempre sulla tua bocca. Abbila sempre nel cuore e se vuoi ottenere l’aiuto della sua preghiera, non tralasciare di imitarne gli esempi. Seguendo lei non andrai fuori strada, pregandola non dispererai, pensando a lei non sbaglierai. Se ella ti sostiene non cadrai, se ella ti protegge non avrai nulla da temere, se ella ti guida non ti affaticherai, se ti sarà favorevole giungerai alla mèta e così potrai sperimentare tu stesso quanto giustamente sia stato detto: “e il Nome della Vergine era Maria.”

Preghiere al Nome Santo di Maria783451652_1137186

(Onomastico della Madonna – 12 Settembre)

1. O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo Nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità.
Ave Maria….
Benedetto sempre sia, il Santo Nome di Maria. Lodato, onorato e invocato sempre sia, l’amabile e potente Nome di Maria. O Santo, soave e potente Nome di Maria, possa sempre invocarti durante la vita e nell’agonia.

2. O amabile Gesù, per l’amore con cui pronunziasti tante volte il Nome della tua cara Madre e per la consolazione che a Lei procuravi nel chiamarla per nome, raccomanda alle sue speciali cure questo povero tuo e suo servo.
Ave Maria….
Benedetto sempre sia…

3. O Angeli Santi, per la gioia che vi procurò la rivelazione dei Nome della vostra Regina, per le lodi con cui lo celebraste, svelatene anche a me tutta la bellezza, la potenza e la dolcezza e fate che io lo invochi in ogni mio bisogno e specialmente in punto di morte.
Ave Maria….
Benedetto sempre sia…

4. O cara Sant’Anna, buona mamma della Madre mia, per la gioia da te provata nel pronunciare tante volte con devoto rispetto il Nome della tua piccola Maria o nel parlarne con il tuo buon Gioacchino, fa’ che il dolce nome di Maria sia continuamente anche sulle mie labbra.
Ave Maria….
Benedetto sempre sia…

5. E Tu, o dolcissima Maria, per il favore che Dio Ti fece nel donarti Egli stesso il Nome, come a sua diletta Figlia; per l’amore che Tu sempre ad esso mostrasti concedendo grandi grazie ai suoi devoti, concedi anche a me di rispettare, amare ed invocare questo soavissimo Nome. Fa’ che esso sia il mio respiro, il mio riposo, il mio cibo, la mia difesa, il mio rifugio, il mio scudo, il mio canto, la mia musica, la mia preghiera, il mio pianto, il mio tutto, con quello di Gesù, affinché dopo essere stato pace del mio cuore e dolcezza delle mie labbra durante la vita, sia la mia gioia in Cielo. Amen.

Ave Maria….
Benedetto sempre sia…

Preghiera al Santo Nome di Maria – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

O potente Madre di Dio e Madre mia Maria,
è vero che non sono degno neppure di nominarti,
ma Tu mi ami e desideri la mia salvezza.

Concedimi, benché la mia lingua sia immonda,
di poter sempre chiamare in mia difesa
il tuo santissimo e potentissimo nome,
perché il tuo nome è l’aiuto di chi vive e la salvezza di chi muore.

Maria purissima, Maria dolcissima, concedimi la grazia
che il tuo nome sia da oggi in poi il respiro della mia vita.
Signora, non tardare a soccorrermi ogni volta che Ti chiamo,
poiché in tutte le tentazioni e in tutte le mie necessità
non voglio smettere di invocarti ripetendo sempre: Maria, Maria.

Così voglio fare durante la mia vita
e spero particolarmente nell’ora della morte,
per venire a lodare eternamente in Cielo il tuo amato nome:
“O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.

Maria, amabilissima Maria,
che conforto, che dolcezza, che fiducia, che tenerezza
sente l’anima mia anche solo nel pronunciare il tuo nome,
o soltanto pensando a Te!
Ringrazio il mio Dio e Signore che Ti ha dato per mio bene
questo nome così amabile e potente.

O Signora, non mi basta nominarti qualche volta,
voglio invocarti più spesso per amore;
voglio che l’amore mi ricordi di chiamarti ad ogni ora,
in modo tale da poter esclamare anch’io insieme a Sant’Anselmo:
“O nome della Madre di Dio, tu sei l’amore mio!”.

Mia cara Maria, mio amato Gesù,
i vostri dolcissimi Nomi vivano sempre nel mio ed in tutti i cuori.
La mia mente si dimentichi di tutti gli altri,
per ricordarsi solo e per sempre di invocare i vostri Nomi adorati.

Mio Redentore Gesù e Madre mia Maria,
quando sarà giunto il momento della mia morte,
in cui l’anima dovrà lasciare il corpo,
concedetemi allora, per i vostri meriti,
la grazia di pronunciare le ultime parole dicendo e ripetendo:
“Gesù e Maria vi amo, Gesù e Maria vi dono il cuore e l’anima mia”.

(Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)

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Fonti

Il governo esclude don Di Noto e la sua Meter Onlus dall’Osservatorio antipedofilia da lui stesso fondato: “l’ideologia gender fa il gioco dei pedofili”

27026529Il 30 agosto 2016 il ministro Maria Elena Boschi ha nominato il nuovo Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, ignorando ed escludendo l’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto che da quasi 30 anni combatte contro la pedofilia ed i cyber orchi: Meter è stata la prima Associazione ad occuparsi di questa battaglia, salvando tantissimi bambini e denunciando altrettanti pedofili e siti pedopornografici alla Polizia a livello internazionale, (qui la notizia).

Leggiamo questo post di Don Fortunato Di Noto sulla sua pagina di Fb di Lunedì 5 settembre 2016:

“Fanno le nuove nomine e i rappresentanti delle associazioni per l’Osservatorio nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia in Italia e non nominano Meter Onlus ? Inserendo sempre e solo le solite. Ma che vi sembra? Mi appello alla Vostra e nostra protesta. Ne fui paladino per la costituzione..per protestare osservatoriopedofilia@governo.it”

La denuncia di don Di Noto: «L’ideologia gender fa il gioco dei pedofili». La sua  intervista rilasciata alla Nuova Bussola Quotidiana

Lo sdegno e le proteste seguite all’esclusione di Meter dall’Osservatorio per il contrasto alla pedofilia hanno indotto il governo a fare subito un passo indietro. Era stata infatti proprio L’associazione guidata da Don Fortunato Di Noto a far nascere quell’Osservatorio e a contribuire, più di ogni altra realtà, alle segnalazioni alle autorità competenti. Tutto è rientrato con una telefonata tra il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi,( che ora dice che è stata una “dimenticanza”) ed il sacerdote di Avola. Eppure resta un interrogativo legittimo: a chi dà fastidio Don Fortunato di Noto e la sua battaglia contro la pedopornografia sul web? foto-don-di-noto

Don Fortunato può spiegarci cosa è successo?

È stata una vicenda troppo grottesca, inverosimile. Non voglio vantarmi, ma se dobbiamo essere onesti con la storia va detto che noi di Meter siamo stati gli antesignani nella lotta alla pedopornografia. Abbiamo passato le fatiche di Ercole anche solo per dare gli strumenti legislativi per combattere questo fenomeno. Il primo provvedimento al mondo su questo tema risale al 1997 e porta il mio nome. L’Osservatorio nazionale nasce da una mia proposta che fu accolta dall’allora ministro delle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo e tanti lavori sono stati fatti nell’ambito del progetto “Ciclope”. Poi, a dire il vero, questo osservatorio non ha funzionato sempre bene. E per lungo tempo sotto il governo Renzi la delega alle Pari Opportunità è stata vacante finché qualche mese fa è stata assegnata al ministro Boschi, alla quale spetta il dovere di convocare l’Osservatorio.

Il governo si giustifica dicendo che si è trattato di una “semplice svista”

Certo che è strano perché non siamo degli sconosciuti, ogni anno mandiamo una relazione al Dipartimento Pari opportunità che produce il rapporto annuale proprio sulla base del lavoro delle associazioni più importanti , che sono appena tre o quattro. Quindi non è che il Dipartimento non ci conosceva. Ma evitiamo polemiche e prendiamo per buono questa versione. Guai a frammentarsi e a dividersi in questa battaglia, lo dico sempre: più ci dividiamo e più sarà difficile contrastare questo fenomeno.

La grande stampa ha ignorato la vostra esclusione. Si preferisce mettere in prima pagina i preti pedofili e non raccontare cosa fanno molti rappresentanti del clero per combattere la pedofilia

Chi compie questi atti può essere un medico, un insegnate o un prete; la pedofilia non è legata ad una figura in particolare, certo fa più audience la pedofilia nel clero, ma in tutti i casi ci vuole tolleranza zero. Però è anche vero che solo la stampa cattolica ci ha sostenuto e ha parlato di questa incredibile esclusione, non c’è stato un solo giornale nazionale laico che ci abbia dato voce. Se fossi stato coinvolto in un caso di pedofilia sono sicuro che sarei stato in apertura dei telegiornali. Spesso riesco a far conoscere il nostro lavoro solo grazie all’attenzione della stampa cattolica.

Forse perché la pedofilia resta un tabù in molti ambienti culturali. Non se ne parla mai abbastanza, salvo poi gridare allo scandalo quando succedono i vari fatti di cronaca

Negli ultimi 20 anni ho fatto 3000 convegni in Italia e all’estero, ora c’è molta disponibilità a comprendere cosa succede. Noi non creiamo allarmismi, spieghiamo che è una nuova forma di schiavitù.  Esistono ancora ambienti più restii di altri, che hanno dei pregiudizi. Il programma Le Iene mi intervistò con il suo modo di fare polemico e incalzante e partendo dal presupposto che nella Chiesa esiste il problema della pedofilia, eppure la “iena” Matteo Viviani dopo avermi incontrato si è letteralmente convertito al fatto che un sacerdote sia in prima fila nella lotta alla pedopornografia. D’altra parte, io ho iniziato quando ancora non erano usciti tutti gli scandali sulla pedofilia nel clero.  E’ sbagliato dividersi su questo dramma o fare speculazioni politiche, insomma qui parliamo di bambini da zero a 12 anni, la prostituzione minorile è già un’altra cosa! E in questo contesto esiste una corrente culturale che vuole far passare questa violenza sui bambini come un normale orientamento sessuale. In alcuni Paesi ci sono dei veri e propri gruppi di pressione che chiedono che venga normata la possibilità di fare sesso con i bambini. 

Gruppi organizzati di pedofili che cercano di normalizzare il fenomeno: in Olanda c’è un movimento dei pedofili ed esiste anche una giornata internazionale della pedofilia indetta dai pedofili di tutto il mondo. Ma come è possibile tollerare tutto questo?

Siamo stati noi a scoprire e denunciare per primi questa giornata che ricadde nel giorno della nascita dell’autore di Alice nel paese delle meraviglie, lo scrittore inglese Lewis Carroll. Esiste un movimento che si chiama Fronte di liberazione dei pedofili e il sottoscritto ha subito minacce da alcuni esponenti di questa organizzazione. A volte sono stato messo sotto scorta per la quantità di minacce ricevute da pedofili conclamati.

L’ideologia gender intende relativizzare ogni aspetto del sesso di nascita del bambino, questo è un pericolo ulteriore? 

Quello del gender è problema molto serio e delicato, rientra nel colonialismo relativista come ha più volte sottolineato papa Francesco. Noi sappiamo benissimo che ci sono frange internazionali che fanno forti pressioni affinché il bambino diventi un uomo indistinto dal punto di vista sessuale. Questo fa il gioco dei pedofili perché loro guardano ai bambini al di là del sesso di appartenenza. I pedofili sono attratti dai bambini prepuberi. Per intenderci dirò una cosa brutale ma che rende l’idea: un pedofilo non andrebbe mai con una bambina che ha già le mestruazioni. Infatti in molti casi è più giusto parlare di “infantofilia”. Per il pedofilo ha poca importanza il sesso del bambino, che sia maschio o femmina. Per loro è importante che il bambino non abbia caratteristiche sessuali mature. Allora il gender si collega a questi moti relativisti culturali, ecco possiamo dire che il gender crea un terreno fertile a queste tendenze. Insomma in natura nasciamo maschi o femmine e negare questo crea già qualcosa di sbagliato.  

C’è anche la questione dell’ipersessualizzazione della società che non aiuta. Il sesso sbattuto in faccia in ogni istante della giornata alimenta alcuni fenomeni?  

Ma certo, siamo in una società ipocrita che fa la battaglia contro il burkini e poi grida contro la mercificazione del corpo delle donne e si meraviglia se delle ragazze vanno in giro senza mutande sul red carpet. Si confonde il pudore con la repressione. Io non sono moralista, un adulto fa quello che vuole del suo corpo, ma sono contro l’abuso dei minori. Alcuni studi di società di marketing americane hanno dimostrato che i bambini stanno diventando un oggetto di desiderio sessuale anche nelle pubblicità. In realtà questa, infatti, è una società che odia i bambini, è pedofobica, vuole renderli subito adulti eliminando l’infanzia. Ci sono movimenti in tutta Europa che dicono che non c’è alcun male se un bambino di sette anni fa sesso con uno di due. Sono esempi che non cito per caso, tanto per dire, ma tutte teorie e proposte che ho trovato nella Rete sui siti frequentati dai pedofili.

La scorsa primavera ha partecipato a Palermo, insieme con Massimo Gandolfini, alla Marcia per la Vita. Non pensa di aver dato fastidio a qualcuno?

Io sono prete se non difendo la vita, ciò che è fragile, ciò che è più debole, ciò che e più piccolo, ma che prete sono? I bambini non sono deboli? Il condizionamento mentale dei bambini non è fragile? Insomma mi limito ad attenermi alla dottrina sociale della Chiesa, ma è normale che si dà fastidio a chi la pensa diversamente.

Proprio a Palermo la scorsa settimana un sacerdote ha benedetto l’unione omosessuale tra due donne. Nella Chiesa italiana ci sono sensibilità molto diverse

Noi siamo chiamati nell’accoglienza e a non discriminare nessuno, però bisogna dire la verità, se io sto nella Chiesa cattolica romana apostolica questo mi impone una fedeltà ad alcuni principi. Poi se sei un libero battitore è un’altra cosa, dici quello che vuoi. Ma la profezia è sempre nella verità, i profeti si sono fatti ammazzare perché dicevano la verità, sull’oppressione dei popoli, sulla mentalità corrotta. E se noi non perdiamo la vita per la verità per cosa vogliamo perderla?.

Quindi rispettare l’innocenza dei bambini sta sopra ogni cosa? 

Ovviamente, fin dal concepimento! Nessun mercato fatto sulla pelle dei bambini può essere tollerato, né ideologico né commerciale. Se non partiamo da questo presupposto, qual è il problema se io mi compro un bambino? Io sono andato in Romania molte volte, ho vissuto nelle fogne di Bucarest, ebbene avrei potuto comprarmi un bambino per pochi euro, ma un bambino non si compra! Il mercato della vita umana e della creazione non può esistere.

Meter come opera? Che rapporti avete con gli inquirenti? 

Noi monitoriamo la Rete, questo non significa demonizzarla; mi hanno definito il sacerdote della periferie digitali, che sono le forme di naufragio di persone adulte. La nostra attività rientra nell’Osservatorio mondiale contro la pedofilia (Osmocop), che è un ufficio di Meter, quindi coordiniamo e cerchiamo di avere un mappatura del fenomeno della pedopornografia nel mondo. Abbiamo un protocollo ufficiale con la Polizia postale. Ma noi inoltriamo le segnalazioni anche a tutte le polizie etere, dopo il monitoraggio inoltriamo tutto alle autorità. Poi saranno le autorità a fare le dovute indagini.

Può darci qualche dato per avere contezza del fenomeno?

Tenga conto che ogni anno normalmente segnaliamo circa 10mila riferimenti pedopornografici, tra siti e quant’altro, per un ammontare di circa un milione di foto e 500mila video. I bambini coinvolti sono circa 700mila. Il mercato della divulgazione è enorme con giri d’affari non indifferenti, è un fenomeno criminale sfruttato a fini di lucro.

Oggi Domenica 11 settembre si vede con il ministro Boschi cosa le dirà?

Innanzi tutto saremo due ministri, uno della Chiesa e uno dello Stato, il problema è che il mio ruolo durerà tutta la vita. Quindi le dirò che il servizio all’infanzia deve essere una priorità e non una moda passeggera e le dirò che non possiamo permetterci di frantumare il fronte della lotta contro la pedofilia. 

Fonti:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/05/07/il-prete-delle-periferie-digitali-la-missione-di-don-fortunato-di-noto/

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-laccusa-di-don-di-noto-il-cacciatore-di-cyber-orchi-lideologia-gender-fa-il-gioco-dei-pedofili-17370.htm

 

Persecuzione anticristiana del regime comunista ateo in Armenia: più di 250 vescovi e sacerdoti uccisi in odio alle fede. Documenti segretati dal regime.

«Il primo genocidio del XX secolo, disse Papa Francesco nell’aprile 2015, è stato il genocidio degli Armeni  prima nazione cristiana , insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi». Infatti documenti segretati dal regime comunista sovietico, ora hanno pienamente rivelato che, dopo lo sterminio di oltre un milione di Armeni perpetrato dai Turchi nel 1915, il popolo armeno dovette subire un altro terrore di massa e massacro collettivo che furono convalidati e firmati dai compagni comunisti dell’Armenia sovietica. La documentazione e la ricerca tuttora incompleta sulle decisioni e procedure ufficiali della famosa troika sovietica Nkvd (una speciale commissione istituzionale, utilizzata come strumento di punizione extragiudiziaria, senza regolare processo), rivela i nomi di più di 250 chierici, uccisi ed esiliati tra gli anni 1920-1950. 

Il culmine di questa politica e persecuzione anti religiosa fu l’assassinio per strangolamento del catholicos Khoren I (1932-1938) per mano degli agenti della polizia segreta presso la sua sede di Etchmiadzin il 6 aprile 1938. Prima di ciò, tutti i 70-75 membri del clero di Etchmiadzin, a parte sette, furono arrestati, esiliati e giustiziati per «attività anti-rivoluzionarie». Quattro mesi dopo l’omicidio di Khoren I, il 4 agosto 1938, il Governo sovietico armeno emanò un decreto segreto per l’eliminazione del catholicossato armeno di Etchmiadzin. Nello stesso giorno un altro appello segreto a Stalin fu firmato dal segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista in Armenia che accusava Etchmiadzin di attività anti-comuniste e chiedeva il permesso del Politburo per attuare la decisione dell’eliminazione del catholicossato. Nel 1940 erano rimaste in Armenia solo nove chiese in funzione, mentre prima del 1917, solo la diocesi di Artsakh (Karabakh) aveva 208 chiese, 14 monasteri, e 236 preti.

Durante i 30 anni e più di persecuzione comunista (1920-1950) l’identità cristiana armena affrontò un altro orrore della storia umana, il “fideicidio”, che aveva per scopo l’eliminazione totale della fede cristiana e della Chiesa come istituzione. La figura di Khoren I, come capo della Chiesa armena, rappresenta così l’immagine collettiva del clero martirizzato nell’Armenia sovietica. È importante notare che già nel 1938, l’editoriale di «Hask», mensile ufficiale del catholicossato della Grande casa di Cilicia, pur assumendo la versione comunista ufficiale della morte di Khoren I per un improvviso attacco cardiaco, lo definì «santo martire». Inoltre, nell’editoriale del mensile ufficiale del patriarcato armeno di Gerusalemme «Zion» (maggio 1938), il patriarca di Gerusalemme arcivescovo Torkom Gooshakian, uno dei più stretti collaboratori di Khoren , lo dichiarò «pontefice santo e martirizzato».

Tutte queste indicazioni di testimoni oculari contemporanei indicano implicitamente che, nonostante le pressioni del Governo sovietico per far accettare la versione ufficiale della morte di Khoren I, vi era la ferma convinzione, soprattutto nella diaspora armena, che il catholicos fosse stato ucciso per essersi rifiutato di consegnare i tesori della Chiesa. Tuttavia, bisogna tener presente che i tesori di Etchmiadzin erano stati già confiscati in massima parte negli anni Venti, e che la maggior parte degli edifici e delle opere d’arte religiose erano state alienate da quasi tutte le diocesi e le parrocchie dell’Armenia.

Il motivo dell’uccisione del catholicos non fu soltanto il desiderio del Governo locale armeno di confiscare totalmente i tesori di Etchmiadzin, ma fu semplicemente provocato dall’adozione della nuova costituzione dell’Unione sovietica nel dicembre 1936. L’articolo 124 della Costituzione formulava la libertà religiosa in questi termini: «Allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è separata dallo Stato, e la scuola dalla Chiesa. La libertà di culto religioso e la libertà di propaganda antireligiosa sono riconosciute per tutti i cittadini». Il nuovo atteggiamento del Governo sovietico incoraggiò evidentemente i capi della Chiesa in tutte le parti dell’Unione sovietica, e anche in Armenia, dove la libertà di religione creò un’atmosfera più o meno accettabile. I documenti di archivio riferiscono che nel 1935 le chiese e le parrocchie rimaste in Armenia erano coinvolte attivamente nella vita del Paese, mentre continuavano ad assicurare allo stesso tempo il servizio liturgico e missionario specialmente tra i rifugiati dall’Armenia occidentale. Inutile dire che per il Governo comunista una tale presenza attiva della Chiesa nella vita del popolo armeno non poteva essere accettabile. Ecco perché quasi tutti i dignitari ecclesiastici (vescovi e archimandriti), subito dopo la morte di Khoren I furono arrestati e giustiziati.

Nel 1937, il periodo più oscuro della persecuzione contro la chiesa, più di 45 dignitari ecclesiastici furono giustiziati. Quindi, la decisione del Governo sovietico di eliminare definitivamente il centro spirituale di tutti gli armeni fu anche dovuta al fatto che nel 1936, secondo un sondaggio non ufficiale dell’opinione pubblica, la maggior parte degli armeni si identificavano come cristiani.

L’indipendenza dell’Armenia dopo decenni di governo ateo ha portato molti sviluppi positivi nella vita della Chiesa armena. Le nuove pubblicazioni di materiali e documenti segreti sull’esecuzione e l’esilio del clero armeno negli anni 1920-1950 contribuirono largamente alla comune comprensione nazionale di ciò che la testimonianza e il martirio cristiano della Chiesa armena erano stati durante il periodo sovietico. A partire dal 7 settembre 1996 quando il corpo di Khoren I fu sepolto di nuovo a Etchmiadzin, la sua figura è diventata sempre più emblematica come immagine collettiva del martirio del clero armeno nell’Armenia sovietica.

Tuttavia, con l’indipendenza, la Chiesa e il popolo armeno hanno dovuto affrontare anche molte sfide. Una di esse — forse la più attuale — è la riconsiderazione del concetto di testimonianza e di martirio cristiano come un modo per essere in comunione con quanti hanno dato la loro vita per Cristo, ma che non sono stati riconosciuti come tali nella vita della Chiesa. In questo senso il martirio di più di duecento preti e vescovi durante il periodo sovietico in Armenia chiede di essere ufficialmente riconosciuto, avendo come esempio, ovviamente, la via percorsa dai martiri del genocidio armeno, che sono diventati da “vittime” a “vincitori”.

L’Osservatore Romano, 10 settembre 2016

ICONA DEI SANTI MARTIRI CRISTIANI ARMENI22-srbapatker

Vescovo in Spagna: “la benedizione di coppie omosessuali è in grave contrasto con gli insegnamenti di Papa Francesco e con la dottrina della Chiesa”.

La piaga del “cattolico fai da te” esiste purtroppo anche tra alcuni sacerdoti ed ecclesiastici: chi interpreta come gli pare la Dottrina della Chiesa, (“modernismo” da una parte, “eccessivo rigorismo formale” dall’altra) va severamente ripreso, e questo ha fatto il Vescovo spagnolo monsignor Casmiro López Llorente con un sacerdote che ha “benedetto una coppia lesbica”.  Un prete della diocesi di Segorbe-Castellon (Spagna) ha effettuato una benedizione di una coppia omosessuale unita da poco in matrimonio civile ed è stato ripreso dalla curia diocesana.

La dichiarazione della curia indica che il p. José Garcia, che ha “benedetto” la coppia gay lo scorso 30 luglio 2016, ha compiuto una cerimonia che è “gravemente in contrasto” con gli insegnamenti della Chiesa.

In particolare, recita la nota della diocesi spagnola: «per quanto riguarda la parificazione delle unioni omosessuali con il matrimonio, o azioni che potrebbero essere comprese in questo modo, noi affermiamo, in comunione con il Papa Francesco, che “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia” (Amoris laetitia n°251)».

Il vescovo, monsignor Casmiro López Llorente, ha incontrato il sacerdote e il padre Garcia ha riconosciuto «davanti al vescovo il grave errore del suo comportamento, motivato da una errata applicazione della misericordia». P. José, prosegue il comunicato della diocesi, «non ha distinto, da un lato, l’accompagnamento accogliente e pastorale delle persone, con, dall’altro, l’apparente approvazione di una unione che la Chiesa non può approvare».

Ricordiamo che MISERICORDIA E’ ANCHE AMMONIRE IL PECCATORE E CORREGGERE CHI SBAGLIA: Nessun “vietato giudicare”, quindi, come vorrebbero i progressisti, abili a «scendere dalla croce, per accontentare la gente», secondo una nota critica del Pontefice. Certo, «quando ti dicono la verità non è bello sentirla, ma se è detta con carità e con amore è più facile accettarla».

Quel sacerdote Padre Cosimo Scordato, che ha “benedetto una coppia lesbica” a Palermo compie un atto propriamente errato dal punto di vista pastorale. 

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/09/06/foto/palermo_il_prete_benedice_l_unione_gay-147283799/1/#1 

Non si confonda la carità con la cooperazione al peccato! Così sta gettando CONFUSIONE nei fedeli ed interpretando come gli pare quello che invece il Magistero della Chiesa di sempre, in comunione con Papa Francesco, ha ribadito anche nel recente viaggio del Pontefice in Polonia per la GMG:

” IL GENDER E’ PECCATO CONTRO DIO CREATORE” in riferimento all’indottrinamento omosessualista che molti governi, come il nostro, vogliono imporre sui bambini nelle scuole,  negando la differenza tra maschio e femmina, uomo e donna, che possono essere “sessi modificabili ed interpretabili”. IL MATRIMONIO, COME DIO LO HA VOLUTO, E’ TRA UOMO E DONNA, CHE POSSONO GENERARE. E dicendo questo, la Chiesa non discrimina nessuno, perchè è la realtà naturale delle cose.

Il circuito dei grandi media ha praticamente ignorato queste parole di Papa Francesco e non c’è da stupirsi, perché è questo che capita ogni volta che Papa Francesco dice qualcosa che stride con la sua immagine mediatica dominante, di “papa aperto alla modernità”.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/08/04/i-discorsi-del-papa-in-poloniadimenticati-dalla-stampa-contro-il-gender-contro-quelle-ideologie-corrotte-dallidolatria-del-denaro-che-provocano-guerra-immigrazione-e-scristianizzazione/

Papa Francesco non discrimina  i gay in quanto  persone, ma giudica il peccato: Papa Francesco scomunica o espelle i preti a favore dei matrimoni gay…come ha fatto anche recentemente con Padre Dear, il prete mediatico molto conosciuto in USA per le sue posizioni moderniste,  SCOMUNICATO DA PAPA FRANCESCO, perchè, tra le altre eresie,  approvava i matrimoni gay  e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-i-gesuiti-cambiano-espulso-prete-progressista-8210.htm

Papa Francesco: “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”, ha ribadito il Papa al Tribunale apostolico della Rota Romana, 22 gennaio 2016, “La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al “sogno” di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità”. 

Quindi “benedire coppie gay” e fare finta che “genitore 1″ e genitore 2” sia la stessa cosa che avere un vero padre ed una vera madre biologici, è totalmente arbitrario, contrario alla Dottrina della Chiesa ed alla Parola di Dio ed alla realtà naturale della famiglia: E’ COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA, come ha ribadito da sempre Papa Francesco, quindi è una minaccia per l’umanità intera.

Dove la famiglia è minacciata, come «accade in molte culture al giorno d’oggi»,  lì «tutto tende a separarsi, isolarsi», nella «divisione e massificazione». Perché i padroni di questo mondo attaccano la famiglia? Perché, ha spiegato Papa Francesco, dove viene meno la famiglia «le persone si trasformano in individui isolati, e dunque facili da manipolare e governare».

Fonti

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/january/documents/papa-francesco_20160122_anno-giudiziario-rota-romana.html

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-se-muore-la-famiglia-individui-in-mano-al-potere-13895.htmcpcz6gfw8aiw6dy

 

LA NATIVITA’ DI MARIA e la devozione a Maria SS. Bambina

Festa della Natività della Beata Vergine Maria, 8 settembre

Preghiere a Maria SS. Bambina

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IMMAGINE MIRACOLOSA DI MARIA SS. BAMBINA, SANTUARIO DI MILANO

O Santa Bambina, mistica aurora, Porta felice del Cielo, in Te l’anima mia si affida e spera. Com’è profonda la mia tiepidezza nel servizio di Dio! Quanto è grande il pericolo di dannarmi! O potente Avvocata, dalla tua piccola culla stendi begnina la mano, scuotimi dal penoso letargo, sorreggimi nel cammino della vita. Fa’ che mi dedichi al servizio del Signore. Per Cristo nostro Signore. Amen

PREGHIERA DI SAN GIOVANNI PAOLO II  IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA
NATIVITÀ DELLA VERGINE MARIAmad-fatima-rofr

O Vergine nascentesperanza e aurora di salvezza al mondo intero,
volgi benigna il tuo sguardo materno a noi tutti,
qui riuniti per celebrare e proclamare le tue glorie!

O Vergine fedeleche sei stata sempre pronta e sollecita ad accogliere, conservare e meditare la Parola di Dio,
fa’ che anche noi, in mezzo alle drammatiche vicende della storia,
sappiamo mantenere sempre intatta la nostra fede cristiana,
tesoro prezioso tramandatoci dai Padri!

O Vergine potenteche col tuo piede schiacci il capo del serpente tentatore,
fa’ che realizziamo, giorno dopo giorno, le nostre promesse battesimali, con le quali abbiamo rinunziato a Satana, alle sue opere ed alle sue seduzioni,
e sappiamo dare al mondo una lieta testimonianza della speranza cristiana.

O Vergine clementeche hai sempre aperto il tuo cuore materno alle invocazioni dell’umanità, talvolta divisa dal disamore ed anche, purtroppo, dall’odio e dalla guerra, fa’ che sappiamo sempre crescere tutti, secondo l’insegnamento del tuo figlio, nell’unità e nella pace, per essere degni figli dell’unico Padre celeste.

Amen!  (Santa Messa in Frascati, 8 settembre 1980)

Preghiera a Maria SS. Bambina3808020392_8c6d655bc0

Dolce Bambina Maria,
che destinata ad essere Madre di Dio
sei pur divenuta augusta sovrana
e amatissima Madre Nostra,
per i prodigi di grazie che compisti fra noi,
ascolta pietosa le mie umili suppliche.
Nei bisogni che mi premono da ogni parte,
e specialmente nell’affanno che ora mi tribola,
tutta la mia speranza è in te riposta.
O Santa Bambina,
in virtù dei privilegi che a te sola furono concessi
e dei meriti che hai acquistati,
mostrati ancora oggi verso di me pietosa.
Mostra che la sorgente dei tesori spirituali
e dei beni continui che dispensi è inesauribile,
perché illimitata è la tua potenza sul cuore paterno di Dio.
Per quell’immensa profusione di grazie
di cui l’Altissimo ti arricchì
fin dai primi istanti del tuo immacolato concepimento,
esaudisci, o celeste Bambina, la mia supplica,
e loderò in eterno la bontà del tuo cuore. Amen

Breve storia della Natività di Maria e della devozione a Maria SS. Bambina8_settebre

Come quasi tutte le solennità principali di Maria anche la Natività è di origine orientale. Nella Chiesa latina ve l’avrebbe introdotta il papa orientale san Sergio I alla fine del sec. VII. Originariamente doveva essere la festa della dedicazione dell’attuale basilica di sant’Anna in Gerusalemme. La Tradizione infatti indicava quel luogo come la sede dell’umile dimora di Gioacchino ed Anna, lontani discendenti di Davide, genitori di Maria santissima. Occorre cercare in questo culto della Natività di Maria una profonda verità: la venuta dell’uomo-Dio sulla terra fu lungamente preparata dal Padre nel corso dei secoli. 
La devozione cristiana ha voluto perciò venerare le persone e gli avvenimenti che hanno preparato la nascita di Cristo sul piano umano e sul piano della grazia: sua Madre, la nascita di Essa, la sua Concezione, i suoi genitori e i suoi antenati (Vangelo: Mt 1,1-16.18-23).

“La celebrazione odierna onora la natività della Madre di Dio. Però il vero significato e il fine di questo evento è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio. La presente festa è come una pietra di confine fra il Nuovo e l’Antico Testamento. Mostra come ai simboli e alle figure succeda la verità e come alla prima alleanza succeda la nuova. Tutta la creazione dunque canti di gioia, esulti e partecipi alla letizia di questo giorno. Angeli e uomini si uniscano insieme per prender parte all’odierna liturgia. Insieme la festeggino coloro che vivono sulla terra e quelli che si trovano nei cieli. Questo infatti è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il Suo Tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore.”   Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo  (Disc. 1; PG 97, 806-810)

In Milano, il culto della natività di Maria sembra risalire al secolo X, mentre il duomo dedicato a ‘Maria nascente’ sarà consacrato il 20 ottobre 1572 da san Carlo Borromeo. Non lontano dal duomo, nella casa generalizia delle Suore di carità, in via santa Sofia, si apre un santuario dove, in una culla di bronzo dorato, è custodita un’immagine miracolosa di Maria Bambina. QuaI è l’origine e la vicenda del simulacro? Intorno agli anni 1720-1730 suor Isabella Chiara Fornari, francescana di Todi, modellava volti in cera di Gesù bambino e di Maria bambina; era questa un’espressione della devozione ai misteri dell’infanzia di Gesù e di Maria, tipica del ‘700. Un simulacro in cera, raffigurante Maria in fasce, fu donato a mons. Alberico Simonetta e, alla sua morte (1739), l’effigie passò alle suore Cappuccine di santa Maria degli angeli in Milano, che ne divulgarono la devozione.

Gli anni che vanno dal 1782 al 1842 segnano la soppressione, decretata prima dall’imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni religiose. Il simulacro è portato da alcune suore Cappuccine presso il convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse lateranensi; sarà quindi affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmetta a un istituto religioso che possa mantenerne viva la devozione. Questo simulacro avrà, come suo penultimo porto, un luogo di sofferenza: l’ospedale Ciceri di Milano. Lì verrà affidato dal Bosisio a suor Teresa Bosio, superiora delle Suore di carità di Lovere (Bg), congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea Capitanio. Queste suore che il popolo chiamerà in seguito ‘di Maria Bambina’, presenti in Milano dal marzo del 1842, erano state chiamate dal card. Gaysruck per l’assistenza ai malati dell’ospedale. Al Ciceri, suore e malati si rivolgono ben presto a Maria Bambina per ottenere forza, speranza e protezione. Nel 1876, in seguito al trasferimento della casa generalizia e del noviziato, il simulacro passerà in via santa Sofia.

L’effigie di Maria Bambina ha ormai oltrepassato il secolo: il volto in cera appare scolorito e sciupato dal tempo; viene così sostituita con un’altra immagine, mentre quella originale sarà riesposta l’8 settembre di ogni anno all’interno della casa religiosa. E’ il 1884… Nella cronaca dell’anno si legge: “…erano le ore sette del 9 settembre 1884… La madre si reca nell’infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino. Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. ‘Sono guarita!’, esclama. Si alza e cammina”. Da allora, il 9 settembre di ogni anno, si festeggia il ‘giorno del miracolo’. Dal 16 gennaio, poi, dell’anno successivo si nota un fatto straordinario: l’immagine di cera, scolorita e ingiallita, comincia a diventare così bella da sembrare “una bambina vera”.

Questi fatti danno il via ad un nuovo periodo della devozione a Maria Bambina:

1885 – 2 giugno: il simulacro viene trasportato in una cappella più ampia, per facilitare l’afflusso ai fedeli;
1886 – 6 febbraio: mons. A. Polin, vescovo di Adria e Rovigo, celebra per la prima volta la santa Messa davanti alla sacra effigie;
1887 – 24 maggio: in Brescia viene benedetta la prima chiesa dedicata dall’istituto a Maria Bambina;
1888 – 8 settembre: nella casa generalizia di Milano il simulacro è trasportato in una nuova cappella.

Sono anni scanditi da un accorrere di fedeli: la devozione popolare si estende. Numerose le grazie ottenute. Nel 1904, l’allora superiora generale, suor Angela Ghezzi, chiede ed ottiene dalla Santa Sede il permesso di incoronare il miracoloso simulacro. La cerimonia si svolge il 31 maggio dello stesso anno: il card. Ferrari, assistito da altri vescovi, mette un diadema d’oro alla piccola effigie. Il gesto è interpretato da molti, e in particolare dalle religiose, come una risposta della Vergine alla preghiera che, parecchio tempo prima, la giovane fondatrice Bartolomea Capitanio, aveva rivolto a Maria, invitandola ad “alzare dalla culla la tenera manina” e a benedire tutti. Maria Bambina accompagna le vicende tristi e liete degli anni successivi: sono gli anni del primo conflitto mondiale e del dopoguerra. Il 9 settembre 1934 si festeggia il cinquantesimo anniversario del primo miracolo e il 26 aprile 1935 viene celebrata nel santuario, scelto fra i 72 santuari maggiori dell’archidiocesi, la santa Messa giubilare della redenzione. Il popolo è raccolto in preghiera per ottenere il dono della pace. Scoppia il secondo conflitto mondiale. Il 21 novembre 1942, in piena guerra, nel giorno in cui ricorre il centenario dell’ingresso del simulacro nell’istituto, papa Pio XII esorta le suore a “implorare dalla Celeste Bambina il ritorno di quella pace nella cui attesa tutto il mondo sanguina e geme” (Vaticano, 13 novembre 1942). La situazione, però, peggiora: la guerra miete vittime e causa dolore, disperazione e distruzioni. Milano, come molte altre grandi città, diventa luogo di rappresaglie e bersaglio ai numerosi bombardamenti. Si teme per la sorte del simulacro. Nel febbraio del 1943 è trasportato a Maggianico di Lecco, mentre il 15-16 agosto un violento bombardamento è sferrato contro la città; il santuario e parte della casa generalizia vengono distrutti. Sotto le macerie si ritrovano numerosi ex voto contorti e anneriti: saranno raccolti come ‘frammenti’ di speranza e di sicura protezione della Vergine. Con la ricostruzione della casa, il simulacro ritorna a Milano in una sede provvisoria. Il 5 ottobre 1951 è posta la prima pietra del nuovo santuario, che sarà consacrato nei giorni 20 e 21 novembre 1953 dal card. Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano. Lì troverà la sua degna collocazione.

La storia di amore, di preghiera e di fiducia giunge fino ai nostri giorni: Maria Bambina continua ad essere nella Chiesa “speranza e aurora di salvezza”. Nella settimana dall’8 al 15 settembre 1984 viene celebrato il centenario del primo miracolo e il 4 novembre successivo papa Giovanni Paolo II, presente in Milano per la conclusione delle celebrazioni in onore di san Carlo Borromeo, visita il santuario di Santa Maria Bambina, affidando all’istituto “quella consegna” che gli viene dal cuore: “C’è un capitolo nella spiritualità mariana che sembra specialmente aperto alla vostra contemplazione: Maria Bambina. Un mistero poco conosciuto. Io penso che voi avete un compito grande: di approfondire questo mistero”.

Da quel giorno, davanti alla piccola immagine di Maria, arde una lampada “pro pontifice nostro Joanne Paulo”. La sosta di amore e di preghiera di S. Giovanni Paolo II in santuario e il suo invito a percorrere sempre più le vie della  piccolezza evangelica nel clima spirituale di Maria Bambina  è stata per tutte le suore una nuova dolcissima grazia di Maria.

http://www.suoredimariabambina.org/dnld/preghierasanGPII.pdf

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SAN GIOVANNI PAOLO II NEL SANTUARIO DI MARIA SS. BAMBINA, MILANO 1984

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Osho, il guru del sesso e della distruzione della famiglia

Guru anticristiano multimilionario, Osho si faceva considerare e adorare come “dio in terra”: nel 1969 rivelò di essere la “reincarnazione di Buddha” e che “passeranno 2.500 anni prima che sorgerà un’altra divinità come me”…Una “modestia” molto comune in un carattere paranoide autoritario e violento, quale infatti lui dimostrò di essere nella sua vita.

Osho diceva che la Chiesa cattolica e il Papa sono l’Anticristo: specialmente San Giovanni Paolo II gli stava particolarmente antipatico…possiamo ben capire il perchè!
San Giovanni Paolo II sosteneva l’importanza della famiglia e affermò che “LE IDEE DELLA NEW AGE SONO INCOMPATIBILI CON LA FEDE DELLA CHIESA CATTOLICA”.
Osho odiava particolarmente Madre Teresa di Calcutta per la sua lotta contro l’aborto: Osho non solo propagandava l’aborto, ma imponeva la sterilizzazione di massa ai suoi seguaci.

OSHO PREDICAVA LA DISTRUZIONE DELLA FAMIGLIA E DEL MATRIMONIO: QUELLO CHE OGGI LE LEGGI ‘POLITICAMENTE CORRETTE’ VOGLIONO ATTUARE NELLA NOSTRA SOCIETA’ DOMINATA DALLA DITTATURA DEL ‘PENSIERO UNICO’ NEW AGE.

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IL LIBRO DI OSHO: “IO SONO LA PORTA”1971

OSHO BLASFEMO VUOLE SOSTITUIRSI A CRISTO E  INTITOLA IL SUO LIBRO “IO SONO LA PORTA” DISSACRANDO LE PAROLE  DI GESU’ NEL VANGELO.

Osho Rajneesh nel suo libro “IO SONO LA PORTA ” I Am the Gate (una raccolta di suoi discorsi pubblici e interviste nel 1971, titolo che copia il passo del Vangelo di Giovanni 10, 1-10 in cui GESU’ definisce Se stesso l’ Unica Porta della Salvezza per entrare nel Regno di Dio: Osho ha strumentalizzato la Parola di Cristo Dio in modo blasfemo per indicare se stesso come dio) disse che voleva che i suoi seguaci s’impadronissero del mondo e che aveva studiato Hitler per scoprire i modi per ottenere quell’obiettivo.

Osho giustifica i totalitarismi e le atrocità del Nazionalsocialismo e del Comunismo, Osho ammirava Stalin e considerava Hitler un medium ed un “santo”. tumblr_nwjredblbs1rjssvvo1_400
OSHO dal suo libro “Io sono la porta”: “Mi sono innamorato di quest’uomo (Adolf Hitler). Lui è matto, ma io sono più matto…HITLER ERA UN MEDIUM , UN VEICOLO DI POTENTI FORZE OCCULTE, ENTITA’ SPIRITUALI CHE PARLAVANO ATTRAVERSO DI LUI. Hitler aveva appreso molto dai suoi studi di occultismo. Ogni volta che Hitler dava un ordine, entrava in una forma di Estasi, chiudeva gli occhi, sudava, la sua voce cambiava. Non era la sua voce che dava gli ordini, lui era un canale… L’ intero concetto della filosofia di Hitler proveniva da alcune potenti scuole di occultismo, la Società Teosofica ed altri….Hitler era invincibile.  Ma oltre un certo tempo, tutto cominciò a cambiare. Perché?  Le forze che si opposero al nazismo sconfissero Hitler, ma non è la vera storia. Fu solo un fenomeno esterno. Hitler è stato utilizzato da un gruppo esoterico. E’ stato uno degli sforzi più disperati, in quanto questo gruppo esoterico stava lavorando da secoli, ma non ha potuto aiutare l’umanità nel modo in cui voleva. Questo è stato un disperato tentativo di aiutare l’umanità prima che si auto – distruggesse su questa terra. Così hanno cercato di farlo attraverso santi, come Hitler.  Hanno provato attraverso  Adolf Hitler a conquistare il mondo, al fine di fornire un insegnamento all’umanità…
E. Flother (ex-membro della comunità di Osho in USA ): “Dopo essere venuto a conoscenza del passato di Osho Rajneesh, mi tornava in mente la Germania di Hitler e il suicidio di massa della setta di Jonestown. Era ovvio che le persone più ammirate da Osho nella storia fossero Josef Stalin e Adolf Hitler.

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GURDJIEFF E OSHO

OSHO FU GRANDE AMMIRATORE DI DUE FAMOSI OCCULTISTI E SATANISTI: GURDJIEFF E OUSPENSKY …Osho seguiva ‘La Quarta Via’ di Gurdjieff: questo spiega la sua inclinazione per lo YOGA TANTRICO, che non è altro che MAGIA NERA SESSUALE, integrando i suoi concetti all’interno del loro sistema di autorealizzazione spirituale: la macchina umana, l’UOMO ROBOT, il sogno di coscienza… in  “i libri che ho amato   Osho confessa di essere una delle poche persone al mondo che ha letto completamente i libri di Gurdjieff, non solo una volta, ma molte volte, e dichiara la sua ammirazione per il lavoro di Gurdjieff e Ouspensky, che considerava autentici maestri spirituali; il loro ed il suo unico “vangelo” è “LIBERARE SE STESSI, distruggendo la propria personalità per FONDERSI CON LA COMUNE”. La meditazione trascendentale ed il risveglio del “serpente kundalini” sono l’obiettivo delle pratiche tantriche e yogiche: un metodo di manipolazione e controllo mentale per destrutturare la personalità dell’individuo. Il discepolo doveva capire la necessità di abbandonare ogni tipo di pensiero critico e fidarsi ciecamente di Osho Rajneesh.
Fonte : Osservatorio Antisette http://observatorioantisectas.blogspot.it/2012/12/el-articulo-osho-bhagwan-rajneesh-and.html

CHI ERA VERAMENTE OSHO

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Osho nasce come Chandra Mohan Jain in India nel 1931. L’infanzia ebbe grande influenza sulla sua futura crescita personale, perché allevato e viziato dai nonni, crebbe secondo la credenza indù detta JAINISMO (mescolanza di tantrismo buddista-Yoga, credenza nella reincarnazione, non esiste un Dio creatore ma tante entità dette arjat…), gli fu data la massima libertà come egli stesso ebbe a dire: “Se ad un bambino nei suoi primi anni è permessa la libertà, potrà auto-educarsi”…Chandra ebbe così delle basi solide per poi poter caparbiamente fare tutto il comodo suo, pratica che però gli si ritorse contro negli anni a venire.

Chandra infatti si avvicinò a studi di occultismo, quindi creò un sincretismo religioso in stile New Age, predicando una falsa libertà dell’io: comprese che la famiglia era l’unità basilare, fondamentale dell’ordine sociale e ne predicò la distruzione, perché distruggendo la famiglia si poteva creare il proprio potere personale….
La sua ipocrisia lo portò a voler costruire piccole comunità, grandi quanto basta per conoscersi tutti, in cui incubare un tipo d’uomo che sintetizza il ‘risveglio spirituale’: insomma distruggere le vere famiglie per sostituirle con ‘famiglie programmate mentalmente’, cioè ammucchiamenti, basati sul sesso libero con tutti…premessa la sterilizzazione di massa.

Nel 21 marzo 1953 all’età di ventun anni, ebbe per incanto l'”Illuminazione”. Si cimentò in PREDIZIONI APOCALITTICHE, terrorismo psicologico, come tutti i guru-aspiranti-profeti:  predisse infatti fra gli anni ’80 e ’90 un diluvio universale con terremoti, eruzioni vulcaniche e ogni altro tipo di distruzione sulla terra, con guerre destinate a risolversi nell’apoteosi nucleare. Scappare sarebbe stato inutile, ma l’unica salvezza sarebbe stata il rifugiarsi in ciò che lui insegnava nelle sue comuni di arancioni…

Assunse il nome di Osho Bhagwan Shree Rajneesh (Bhagwan in sanscrito significa Signore Dio)…e volle invitare ogni individuo a condividere la sua esperienza, DIVENTARE DIO DI TE STESSO (dogma del satanismo) ….
così si mise a viaggiare col suo circo per l’India, istituendo dibattiti e convegni (specialmente anticristiani ) e attirando migliaia di altri ‘illuminati’ in cerca di ammaestramento, che gli fruttò molte ricchezze soprattutto grazie alle donazioni di tanti atei occidentali “intellettuali” in cerca di novità esotiche…

Osho non voleva essere definito “guru”, perchè lui si considerava dio e voleva essere adorato, tanto che i suoi “discepoli arancioni” portavano una collana con IL SUO RITRATTO che, secondo Osho, aveva POTERI MAGICI attraverso i quali il discepolo entrava in trance per “comunicare direttamente con lui” ed eseguire ciecamente i suoi ordini…colganteosho

INSEGNAMENTI ANTICRISTIANI BLASFEMI: questi erano alla base del suo menù, screditare Cristo, negare la Sua Passione e la fede cristiana nella Resurrezione di Cristo. Ecco una delle ‘perle’ di Osho ” Solo io posso farvi conoscere il vero Gesù ! Gesù non fu mai su quella croce, neppure per un solo istante. Quello è il significato nascosto del fenomeno della resurrezione: egli risorse perché, fondamentalmente, non morì mai; se fosse morto, non sarebbe stata possibile alcuna resurrezione.. Purtroppo, a causa di tutto questo – questa croce, questa morte, questa sofferenza, questo martirio –, la cristianità divenne ossessionata dalla morte, acquisì una certa morbosità rispetto alla morte.” Praticamente, Osho proclamava di essere “il vero Gesù”: quindi predicava che il peccato non esiste, ma va ricercato e praticato in ogni forma che ognuno vuole (OSHO -Dal libro “Il Miracolo più Grande”).

LA MORBOSITA’ DI OSHO:  SESSOMANIA E DIPENDENZE DA DROGHE-

LE SCHIAVE SESSUALI DI OSHO

Nel ‘74 Rajneesh si trasferì a Poona dove fondò il SUO HAREM , o centro di comunità spirituale, dove intensificò un più aperto atteggiamento verso la sessualità, una posizione che gli guadagnò il nomignolo di “guru del sesso” presso la stampa indiana e successivamente internazionale, e visto l’aumento dei gonzi che lo seguivano, assetati di sesso, Rajneesh cominciò a predicare che per risolvere il problema della sovrappopolazione occorreva evitare di procreare per almeno 20 anni e raccomandò ai suoi discepoli la sterilizzazione, in modo che i suoi piaceri non avessero fastidiose ripercussioni e eredi in tutto il mondo.

Rajneesh aveva rapporti con una selezione di discepoli donne, attraverso darshans speciali (ovvero visioni, apparizioni del Divino). Vivek, una delle prime e più intime, era considerata la ‘reincarnazione di Maria Maddalena’….011-closeup-darshan-with-vivek1Osho chiedeva a donne attraenti di spogliarsi di fronte a lui e di coricarsi nude mentre lui le guardava. Dopo essersi soddisfatto, le faceva rivestire. Chiedeva anche a coppie di aver rapporti sessuali davanti a lui.
Nel mezzo delle orge, fu “suggerito” ai membri dell’ashram di farsi la vasectomia: un quarto dei quali adempirono al “suggerimento”.
Nel 1976 Rajneesh sparse la voce che avrebbe scelto nell’Ashram dodici donne “medium” per notturne, esclusive energetiche “visioni del divino”.
Lo scopo di tali sessioni era quello di trasferire ‘la sua energia’, nei rapporti sessuali, a tutta la comunità e al mondo intero. Quando ha vissuto a Bombay,  Osho Rajneesh ha lasciato una giovane incinta dopo averla violentata. La ragazza era molto turbata e ferita ed è stata costretta  ad abortire. Per proteggere la sua immagine di dio in terra, Osho ha mentito sulla loro relazione e ha detto che lei si era inventata l’intera faccenda. La ragazza denunciò Osho come stupratore all’ Ambasciata Americana e dopo poco cominciò il conflitto tra il governo indiano e la comune di Osho .

OSHO: ‘IO SONO IL MESSIA’…E I SEGUACI LAVORAVANO GRATIS E SI PROSTITUIVANO PER LUI…

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UN DETTAGLIO DELLA COMUNE DI OSHO IN OREGON USA

Verso la fine degli anni Settanta, visti i contrasti crescenti col governo e con la società indiani, nel 1981 Rajneesh dovette sgambare via dal paese approdando negli Stati Uniti al grido di: “Io sono il messia che l’America stava aspettando» e coi suoi seguaci fondò una comune, in seguito nota come Rajneeshpuram. All’idea di comprare un terreno per stabilire la sua comunità negli Stati Uniti disse: “Non in California, a causa di tutti gli idioti di guru indiani che non hanno nessuna influenza in India, non voglio mischiarmi con quella gente” e così si stabilì nello stato dell’OREGON: creò una città completa di ogni servizio e strutture con luoghi dai nomi esotici. Rajneesh si vantò che furono spesi, nei cinque anni dell’esperimento, circa duecento milioni di dollari, ma alcuni dicono che la comune consumava un milione di dollari al mese, senza considerare il lavoro gratuito di migliaia e migliaia di seguaci che, come formichine operaie, prestarono volontariamente per la comune.

OSHO: USO DI DROGHE..PER AVERE “LA COSCIENZA DEL BUDDHA”..
L’uso di farmaci da parte di Rajneesh, in particolare Valium, protossido di azoto, e LSD, mette altresì in dubbio la sua teoria dell’ illuminazione. L’ “Estasi” fu per prima introdotta in Europa dai suoi discepoli. Lui l’aveva adottata come “nuovo elisir spirituale” e il suo esercito arancione la distribuì religiosamente per il mondo.

Una volta dichiarò che per sua esperienza personale, l’LSD può produrre la stessa coscienza del Buddha. Rajneesh dovette cambiare così il suo insegnamento per razionalizzare l’uso di droghe, affermando che “Non sei altro che chimica.”
Egli quindi diede a intendere che è accettabile usare prodotti chimici per alterare la coscienza, perché “tu sei un insieme di prodotti chimici legati insieme in una macchina organica biologica”.
Egli affermò di “essere illuminato come il Buddha”:
Rajneesh sniffava protossido di azoto (gas esilarante) giornalmente.
La salute di Rajneesh andava deteriorandosi repentinamente già verso i trent’anni. Egli soffriva di ciò che gli europei chiamano encefalomielite mialgica, ma soprattutto di una forte forma di narcisismo cronico e mania di grandezza. Ingenuo sulla potenza dei farmaci occidentali, ma estremamente fiducioso sulle proprie capacità di combattere i loro effetti potenzialmente negativi, ahimé il povero Rajneesh rimase vittima della dipendenza. Rajneesh era un uomo fisicamente malato e mentalmente corrotto. Ben presto seguirono rovina ed umiliazione che sfociarono in violenza e percosse ai danni delle sue/suoi partners.

REGIME TOTALITARIO NELLE COMUNITA’ e  LUSSO SFRENATO SULLA PELLE DEGLI ADEPTI-oregon17

L’ironia della sorte volle che, come testimoniarono in seguito i suoi stessi membri, il movimento Rajneesh si rivelò totalitario, repressivo e materialistico come tutto ciò che Rajneesh aveva da sempre condannato e tutto ciò da cui i suoi seguaci tentavano di sfuggire. Il movimento non era interessato neppure al valore spirituale della povertà: Rajneesh disse in varie occasioni di odiare e disprezzare la povertà (specialmente per se stesso) e il suo stile di vita, soprattutto negli ultimi anni, confermò queste parole. Per molti anni indossò orologi tempestati di brillanti e vesti sontuose e da sempre ebbe la grande passione per le automobili esclusive e di lusso. A Poona possedeva una serie di Mercedes e di grandi auto americane, e negli anni in America ammassò più di novanta Rolls Royce. Egli tentava di razionalizzare tutto ciò affermando che tanta opulenza lo aiutava a «rimanere nel corpo», cioè a restare vivo… mentre i suoi schiavi si mantenevano appena sopra il livello di sopravvivenza.

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ALCUNE DELLE ROLLS ROYCE DI OSHO , OREGON USA

Tutte le sue 90 e più Rolls-Royce furono pagate dai fondi generali comuni dietro suoi ordini diretti, non furono “regali” di ricchi seguaci come avrebbe poi tentato di rivendicare Rajneesh. Lui era l’unica persona che voleva le auto e lui era l’unica persona autorizzata a guidarle. Dopo aver mandato la comune in bancarotta, Rajneesh ebbe la faccia tosta di dichiarare che le automobili erano di proprietà della comune, e non sue.

SCORAGGIARE LE PERSONE A SPOSARSI ED A CREARE UNA FAMIGLIA:rajneesh7

La sterilizzazione dei suoi discepoli calzò a pennello nella strategia di Rajneesh di creare un esercito di seguaci per cui “solo la relazione col guru/dio è importante.”
Alla madre che si sentiva in colpa per aver abbandonato i suoi figli Osho Rajneesh disse: “Perché ti preoccupi per loro? Tutto sta accadendo come dovrebbe. Te l’ho già detto, i tuoi figli non sono più tuoi. Ora sono una mia responsabilità, io mi sto prendendo cura di loro.”

Durante le elezioni nella contea di Wasco (Oregon), Rajneesh ordinò ai suoi sannyasins di portare coi pullman circa 2,000 senzatetto da tutte le grandi città Americane per “truccare” le elezioni in suo favore. Alcuni di questi barboni erano poveri malati mentali a cui venne data birra mischiata a droghe per mantenerli docili e gestibili. Il diabolico piano per frodare i voti di Rajneesh fallì e quei poveri derelitti e malati di mente vennero rispediti sulle strade, usati e abbandonati.

L’ESERCITO ARMATO DI OSHO: ALTRO CHE “PACIFISMO”esercito-di-oshoFOTO: in alto, OSHO A BORDO DI UNA DELLE SUE ROLLS; in basso, L’ARSENALE DI ARMI DELLA SUA COMUNE IN OREGON.

Poco dopo, le notizie di scandali cominciano a verificarsi tra i  membri dell’ashram e familiari che avevano perso i loro figli nelle mani della setta. Le autorità comunali decidono di indagare su ciò che accade al ranch di Osho…i procuratori di Stato dell’Oregon indagano sulle accuse e scoprono che OSHO, oltre a vivere nel lusso sfrenato sulle spalle dei seguaci,  AVEVA CREATO UN ESERCITO PRIVATO NELLA COMUNE: venne sequestrato un vero e proprio ARSENALE con mitragliatrici, fucili, pistole e bombe … Nel frattempo, si era scatenata una lotta per il potere all’interno della setta: la compagna di Rajneesh, Ma Anand Sheela, era gelosa del medico personale di Osho, con cui Osho “si intratteneva”  e tentò di ucciderlo. Lei venne arrestata. Ha anche parlato di altre morti strane. 

La comune di Rajneesh collassò nel 1985, quando Rajneesh in persona rivelò che i dirigenti della comune (ovvero i membri fidati del suo cerchio interno) avevano commesso numerosi gravi crimini, un attacco biologico contro i cittadini di The Dalles, tentando di avvelenare l’intera popolazione riversando salmonella nelle riserve d’acqua potabile della città mandandone all’ospedale a centinaia (tutto documentato nei quattro anni di indagini da parte del FBI).

Durante le tensioni fra Osho Rajneesh e le autorità locali, OSHO COMINCIO’ A LANCIARE MINACCE:
“L’inizio della guerra civile in questo paese.” “Morirò… dipingerò col mio sangue i bulldozer.” “Vedrete cosa succede se verrete qui a interferire… .”
Rajneesh disse chiaramente cosa si aspettava dai suoi discepoli: “Dovete essere pronti a morire”.

OSHO ARRESTATO ED ESPULSO DAGLI STATI UNITI: SCANDALO NELLA COMUNITA’ IN OREGON, ARRESTI DEI DIRIGENTIrajneesh
Alla fine dell’esperimento in Oregon venticinque dei suoi fidati ‘arancioni’ furono accusati di associazione al fine di effettuare intercettazioni ambientali illegali, tredici per associazione al fine di violare le leggi sull’immigrazione, otto per dichiarazioni false a pubblici ufficiali, tre per aver dato rifugio a un latitante, tre per associazione a delinquere, uno per furto, uno per criminalità organizzata, uno per incendio doloso di primo grado, due per aggressione di secondo grado, tre per aggressione di primo grado e tre per tentato omicidio… un vero successo!!!
I discepoli di Rajneesh che furono perseguiti per i crimini commessi in Oregon erano tutti dirigenti di primo piano del movimento e di Rajneeshpuram.

Osho fece ogni tipo di sforzo per far ricadere la colpa del suo declino mentale ad un complotto per avvelenarlo. La “povera vittima” dovette ammettere che in realtà mentiva quando diceva che aveva «discepoli illuminati». È difficile pensare che un megalomane del livello di Rajneesh non fosse a conoscenza dei complotti dei suoi sicari, dato che lui ne aveva il totale controllo mentale e psicologico…

Rajneesh fu arrestato poco dopo mentre cercava di svignarsela con il suo Jet privato alle Bermuda: fu arrestato a Charlotte nella Carolina del Nord e incarcerato in più prigioni per dodici giorni, fino a che fu condannato a dieci anni di carcere, sospesi con la condizionale, ed espulso dagli Stati Uniti.
La polizia sequestrò sul suo aereo una fortuna in gioielli e danaro, circa un milione di dollari in preziosi e 58.000 dollari.

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AIR RAJNEESH: UNO DEGLI AEREI DI OSHO NELLA COMUNE IN OREGON

Dopo il suo arresto, avvenuto il 28 ottobre 1985, presso l’Aeroporto internazionale di Charlotte, Rajneesh fu intervistato dal notiziario televisivo ABC.
Egli iniziò la sua intervista dalla prigione piagnucolando con voce stridente riguardo alla poco regale sistemazione della cella.
Il suo acuto lamento era così bizzarro e fastidioso che Saturday Night Live (SNL), un popolare show comico televisivo della NBC, utilizzò il filmato sarcasticamente come uno sketch dal titolo: “Il lamentarsi di “DIO”.

Fu estradato, ma ben ventuno stati gli negarono l’ingresso.
Tentò di rifugiarsi in diversi paesi, compresa l’Italia, ma tutti lo trattarono come un ospite indesiderabile rifiutandogli l’ingresso, alla fine dovette ritornare a Poona (India). Poco più tardi adottò il soprannome di Osho, “oceanico”, ovvero il mare che si riversa nella goccia che fa traboccare l’oceano… della sua megalomania….

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SUCCUBI DI OSHO

Rajneesh sosteneva di avere il potere della telepatia del “terzo occhio” e la vista a grande distanza, (nonostante questo non poté vedere i tragici eventi nella sua comune in Oregon svolgersi proprio sotto il suo naso?!?) infatti, era solito ordinare ai i suoi aiutanti di investigare sui visitatori cosicché potesse poi impressionarli con nozioni riguardo alla loro vita privata.

Rajneesh incoraggiava i suoi sannyasins (i suoi “discepoli schiavi”) a spiarsi l’un l’altro e rivelare i nomi di quelli che fallivano di obbedire agli ordini. I suoi discepoli venivano giudicati dalla loro abilità di arrendersi alla sua volontà, e gli opposti punti di vista venivano etichettati come “non-spirituale mancanza di fede”.

Morì nel 1990 (schiavo del Valium), concludendo la sua vita in uno stato di demenza dovuta a malattia e dipendenza da droghe. Rajneesh diventò un tossicodipendente, eppure fu in grado di canalizzare grande “presenza cosmica” che ha ispirato migliaia di succubi mentali . Dalla sua morte, le sue idee e la sua popolarità sono state diffuse e spacciate come potenti allucinogeni ed i gruppi ed i “guru” che seguono la sua scia si espandono come funghi velenosi: Osho non sarebbe morto, “Non è mai nato, non è mai morto. Ha visitato questo pianeta tra l’ 11 dicembre 1931 e il 19 gennaio del 1990”, dice l’epitaffio che si trova sulla lastra che copre le sue ceneri. E il business dell’impero di Osho continua , con le vendite dei suoi libri, spacciati per “perle di illuminazione” per gli allocchi che cascano ancora nelle farneticazioni di un megalomane tossicodipendente.image

Oggi il movimento è presente in circa 300 centri diffusi in ben 45 nazioni (Italia inclusa).
Impressionante è una descrizione dell’Umaniversity di ciò che avviene in Olanda in uno di questi centri di Osho, che ci parla di orge comprendenti anche duecento persone, incontri omosessuali, induzione alla prostituzione, narcotraffico ecc. –

(Le notizie sulla vita di Osho sono state tratte da “Osho Rajneesh e il Suo Movimento” di Judith Coney).
Fonte : OSSERVATORIO ANTISETTE – Il Parlamento Europeo ha dichiarato che la setta di Osho è un culto molto pericoloso e distruttivo http://observatorioantisectas.blogspot.it/2013/09/quien-es-osho-es-valida-su.html

 

Il fondatore della setta”Oasi di luce”(medium contattisti di “angeli”), condannato per abusi e schiavitù sessuale di minorenni, ritrovato ucciso.

Il tedesco Arno Wollensak (IN FOTO) era il fondatore di una setta occultista Oasi di luce (Licht Oase)che praticava magia, il contattismo con “angeli di luce”(spiritismo), yoga secondo i dettami di Yogananda e di Osho, reiki e meditazione trascendentale (la stessa setta presente anche in Italia come “associazione culturale per il benessere olistico e per l’elevazione della coscienza” con lo stesso nome Oasi di luce).

Wollensak aveva vissuto in Ashram, India, nel 1980 ed è stato uno dei seguaci di Osho Bhawan Shree Rajneesh: Osho era il controverso guru di un’altra setta, che ricevette in dono dai suoi fedeli 93 vetture Rolls Royce… Dopo la sua esperienza con Osho, Wollensak decise di creare una sua setta in Germania.

Ricercato dalla giustizia del suo Paese per abusi sessuali su minorenni che gli erano stati consegnati dagli stessi genitori, il 28 agosto 2016 Wollensak è stato ritrovato morto, imbavagliato, incappucciato, incaprettato, semisepolto nella sabbia della spiaggia di una località balneare dell’Uruguay, La Floresta, a 50 km da Montevideo. Il giudice ha indicato che la causa più probabile della sua morte è l’asfissia. 

Una “esecuzione violenta” che fa subito pensare ad un regolamento di conti tra criminali.

Ci sono voluti due giorni per identificare il cadavere. Si trattava proprio di Arno Wollensak (61 anni) fondatore e capo della setta «Licht Oase» (Oasi di Luce), ricercato dalla giustizia del Land tedesco di Nordreno-Vestfalia per aver violentato nel 1994 una ragazza svizzero-tedesca, allora 13enne, Lea Saskia Laasner, che nel 2002 è riuscita a fuggire dalla setta.

 Wollensak era scappato nel Suriname, insieme alla moglie Julie Ravell, che si definisce “medium”, e la stessa madre di Lea, Ursula Frei, che aveva consegnato la sua figlia al guru, permettendo che diventasse la sua schiava sessuale. Una pratica rituale comune nella «Oasi di luce».

Dopo essersi procurato documenti falsi a nome di Helmut Rosenthal, Wollensak è arrivato in Uruguay, dove ha comprato una piccola fattoria nel dipartimento di Lavalleja (centro est del Paese). Le autorità locali, però, scoprirono l’anno scorso che era entrato nel paese sotto falsa identità, e così il guru finì in galera.

Nel frattempo, in Germania il caso della «Licht Oase» ovvero Oasi di luce  era passato sotto i riflettori della cronaca, sulla scia di un libro in cui Lea Saskia Laasner ha raccontato i momenti più drammatici della sua esperienza, «Da sola contro i cacciatori di anime: la mia infanzia nella setta degli psicopatici», che diventò un best seller e per il quale ricevette il Prix Courage nel 2005. Il libro autobiografico -edito da Hugo Stamm, noto giornalista svizzero e riconosciuto esperto di sette-, descrive le violenze subite, i rituali occultisti comprese le orge alle quali Lea Saskia era obbligata ad assistere, l’indottrinamento e la manipolazione mentale cui erano sottoposti gli adepti.51rmcp8rkvl-_sy344_bo1204203200_

La vittima degli abusi risiede attualmente di nuovo in Svizzera. Secondo le autorità inquirenti gli abusi sessuali risalgono al 1994, quando aveva 13 anni. La ragazza era entrata tempo prima con i genitori nella setta e vi era rimasta per diversi anni, abitando in diversi poderi in paesi stranieri, fino al 2002, quando era riuscita a fuggire. “Era una sorta di schiava sessuale per l’uomo”, ha indicato una portavoce della Procura.

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SEDE DELLA SETTA IN PORTOGALLO

L’incriminazione risale al 2006. Concretamente i due dirigenti della setta vennero accusati (la donna medium come complice) di nove casi di abusi sessuali su minori, tra cui quattro rapporti completi, avvenuti nell’arco di diversi mesi. Diversi altri atti sono nel frattempo andati in prescrizione.

Secondo quanto riporta il sito web del giornale locale Lippische Landes-Zeitung (Lz.de), ripreso da “20 Minuten” online, i due ricercati vennero arrestati a Montevideo dopo otto anni di ricerche. L’uomo era appunto Wollensak, il leader tedesco fondatore della setta Oasi di luce, a lungo attiva anche in Portogallo. In questo paese sarebbero avvenuti gli abusi sessuali. Sempre secondo lo stesso sito, il “guru” e la sua compagna si erano dileguati nel 2007 pochi giorni prima dell’inizio del processo a loro carico, per fuggire in Uruguay, dove fondò un altro gruppo della stessa setta.

A Montevideo, Wollensak è uscito dal carcere l’anno scorso e, facendosi ora passare per Mark Neumann, è tornato alla sua fattoria. Ma, secondo fonti vicine all’inchiesta sulla sua morte, forse qualcosa è cambiato mentre era in prigione.

Il guru tedesco, infatti, era rinchiuso nel settore più «duro» del penitenziario di Libertad quando la giustizia tedesca chiese la sua estradizione, rivelando la sua identità e le accuse di abuso sessuale di minorenni, un tipo di crimine tradizionalmente poco tollerato dalla giustizia “parallela” dei carcerati.

Un giudice uruguaiano ha negato l’estradizione di Wollensak, sostenendo che i delitti per i quali era ricercato erano caduti in prescrizione, ma l’ipotesi degli inquirenti è che forse qualcuno fra i suoi ex compagni di carcere ha deciso che una sentenza ben più drastica era necessaria per il tedesco.

E così, tornato libero, Wollensak si è affrettato a vendere la fattoria e altre sue proprietà e, secondo i suoi vicini, un mese fa ha caricato la sua Mercedes ed è sparito insieme alle due donne che vivevano con lui. Da allora nessuno lo ha più rivisto vivo. Le due donne sono anch’esse scomparse.

Katharina Meredith – un’altra delle giovani vittime della setta – ha detto, intervistata dal quotidiana El Pais: «Ora che è morto, non potrà più fare del male a nessuno», aggiungendo che Wollensak «era uno che voleva vivere una vita lussuosa senza lavorare, come Osho, soprattutto cercava il potere, voleva essere ammirato».

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KATHARINA MEREDITH

Katharina Meredith era entrata nella setta nel 1992, quando aveva 10 anni, con il fratello di 8 anni ed i loro genitori. “Quando i miei genitori aderirono alla setta, pensavano si trattasse di una specie di comune con gruppi etereogenei di persone: la setta veniva chiamata anche “La famiglia”.  Vi erano alcuni hippies, alcuni intellettuali, alcune aziende di grande successo, gente che ha coinvolto la famiglia e gli amici nella setta. Il leader ti illudeva che i suoi ideali ed i suoi rituali occulti avrebbero cambiato il mondo ed avrebbero salvato i seguaci dall’IMMINENTE FINE DEL MONDO: chi aderisce a questi culti manipolatori e schiavisti, nella maggior parte dei casi sono persone idealiste e fragili, vogliono credere in qualcosa così disperatamente che non mettono in discussione le esperienze più brutali a cui vengono costretti, i rituali più crudeli e disumani a cui vengono indotti, così è stato con i miei genitori ...QUANDO ENTRI IN UNA SETTA, LA TUA MENTE E’ MANIPOLATA: ci sono persone che ti controllano in ogni tua mossa ed in ogni tuo pensiero e sogno o speranza, sanno tutto di te per manipolare meglio la tua mente, ti ricattano, se manifesti la volontà di uscire… la mia amica Lea Saskia Laasner, che è riuscita a fuggire dalla setta, ha scritto un libro che è stato best seller nel 2005 e ha denunciato Wollensak e la sua  setta alla giustizia tedesca , “ha detto Meredith contattata da  El País.

Wollensak ha cercato di estendere la sua setta e, pertanto, il gruppo è stato installato in diversi paesi prima di finire in Uruguay. Andò attraverso l’Austria, la Francia, il Portogallo e il Belize.

“Arrivando in Austria , mio fratello ed io venimmo separati dai nostri genitori, dovevamo dividere  una stanza con altri sei ragazzi. Non ci era permesso di chiamare i nostri genitori come “mamma” o “papà”. Non ci era permesso di parlare molto con loro. C’erano due estranei che ci controllavano,” ha rivelato Meredith.

“Quando l’attenzione dei media si concentrò troppo sulla setta , Arno spostò il gruppo in Portogallo. Ci obbligava ad avere rapporti sessuali con lui ed anche con altri uomini, io e Lea eravamo due bambine di appena 13 anni… Arno insisteva che era per la nostra crescita spirituale, che era un rito importante e non ci ha permesso di dubitarne “.

Meredith riuscì a fuggire dalla setta quando aveva 15 anni, e anni dopo è diventata una specialista in questioni relative alle sette. Ha anche un blog  StrongerAfter, in cui racconta le sue esperienze e dà consigli per chi vuole uscire dalle sette.

Invece, la madre non ha seguito le sue orme ed è rimasta nella setta di Wollensak ed è stata una delle donne che ha accompagnato il guru in Uruguay e si è stabilita con lui a Los Cerrillos, Canelones. “Poteva fuggire dall’Uruguay lo scorso ottobre, mentre Arno era in prigione (…). Sono molto contenta ora che mia madre è tornata di nuovo nella mia vita. Ci vorrà un po’ di tempo per conoscerci, dopo la lunga separazione impostaci dal guru, ma oggi abbiamo conversazioni molto oneste. Lei si sta riprendendo e si sta liberando da quella esperienza oscura e fortemente negativa“.

Dopo aver appreso che Wollensak è stato trovato ucciso in Uruguay, si era ipotizzato che chi lo ha ucciso potrebbe essere un ex adepto: “Io non la penso così, anche se molti seguaci di quella setta sono degli squilibrati. Io personalmente, avrei preferito che avesse agito la vera giustizia: non credo che questa sia la giustizia, un crimine orribile. Una morte violenta.

Eppure sono sicura che le sue azioni lo hanno portato a questa morte. A volte il percorso che noi scegliamo nella vita ci porta a delle conseguenze, a dei risultati. Tanto per essere chiari: io non credo nel Karma. Ma so che Arno Wollensak ha scelto la corruzione, la criminalità, ha usato e manipolato e ferito gli altri. Ma avrei preferito averlo visto sotto processo in Germania e dietro le sbarre per tutta la vita. Questa sarebbe stata giustizia”, ha detto Meredith.

Fonti

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2016/09/03/ASwzyU9D-incaprettato_spiaggia_seppellito.shtml

http://www.cdt.ch/mondo/cronaca/134036/svizzera-stuprata-presi-in-uruguay.html

http://www.elobservador.com.uy/testimonio-otra-victima-wollensak-ya-no-le-hara-dano-nadie-mas-n966175

Emmanuel, bimbo abbandonato in una pattumiera a Bombay, salvato da Madre Teresa, oggi è dottore e seminarista

Emmanuel Leclercq, seminarista francese, è l’autore di diversi libri tra cui uno che si intitola “Méditer avec Mère Teresa” (Meditare con Madre Teresa). Leclercq, dottore in filosofia morale, che in questi giorni è a Roma per la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, in un’intervista ad una radio francese ha fatto un racconto singolare.
Emmanuel Leclercq ha spiegato di essere nato il 9 settembre 1982 in una bidonville di Bombay, ad Amravaki per la precisione,  e dieci giorni più tardi, di essere stato abbandonato dalla madre in una pattumiera davanti ad un orfanotrofio della Congregazione delle Missionarie della Carità. Il caso ha voluto che proprio quel giorno Madre Teresa si recasse in visita in quel luogo ed è stata la santa a raccogliere il bambino e a portalo all’interno della struttura  che Emmanuel considera la sua prima vera casa.

“Devo tutto a Madre Teresa, devo a lei la mia nascita, devo a lei, interamente, tutta la mia vita” ha sottolineato il seminarista alla radio francese RTL. Se non fosse per lei, ha poi aggiunto, “non sarei qui in Piazza San Pietro a ringraziare il Signore e a pregare”. Dopo un tempo passato con le sorelle di Madre Teresa, Emmanuel ha avuto la fortuna di essere stato adottato da una famiglia francese dove ha trovato quattro fratelli: un indiano, un haitiano e due francesi. “Una comunità d’amore”, la chiama Emmanuel.
Tempo fa ha voluto recarsi in India e visitare la casa che lo aveva accolto subito dopo essere stato abbandonato. Ha lavorato per un periodo con i Missionari della carità  e ha conosciuto un’anziana suora che era stata testimone della sua “nascita” in quella casa. Da lei, ricorda Emmanuel, conobbe la sua storia.

Oggi, ormai dottore ma anche seminarista della diocesi di Avignon, Emmanuel Leclercq ha fatto della fede il motivo centrale della sua vita. “Nella parola ‘abbandonare’ c’è la parola ‘dono’. Mia madre mi ha abbandonato per donarmi la vita, e me l’ha donata in un modo straordinario poiché è stata Madre Teresa che mi ha reso degno di questa vita”, ha concluso Emmanuel riconoscendo anche la sua ammirazione e venerazione per un altro santo: Giovanni Paolo II.

Madre Teresa: Gigli (Mpv), “nessuna donna sia più costretta ad abortire”.

Ripetendo una celebre frase della nuova Santa che al Movimento per la vita italiano fu profondamente legata, fino a diventarne presidente onorario, chiediamo a tutte le forze politiche che siano realizzate le condizioni perché in questa nostra Italia nessuna donna sia più costretta ad abortire. Le parole di ieri del Papa, per il quale Madre Teresa si è impegnata in difesa della vita proclamando incessantemente che ‘chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero’, sono state oggi ribadite dal suo segretario di Stato”. Lo afferma il presidente del Movimento per la vita italiano (Mpv), Gian Luigi Gigli. “Per Parolin – sottolinea Gigli – il concepito non ha nulla di suo, ogni sua speranza e necessità è nelle mani di altri. Egli porta con sé un progetto di vita e di futuro e chiede di essere accolto e protetto perché possa diventare ciò che già è: uno di noi, pensato fin dall’eternità per la grande missione di ‘amare ed essere amato’, come Madre Teresa amava ripetere. Nei due autorevolissimi interventi si conferma la particolare considerazione della Chiesa per il volontariato in difesa della vita, alla scuola di Madre Teresa di Calcutta, che tante energie spese per evitare che il più povero tra i poveri, il bambino non ancora nato, potesse essere soppresso con l’aborto. Per difendere i nascituri, Madre Teresa mise a disposizione sè stessa, implorando: ‘Dateli a me’. Al tempo stesso intervenne con coraggio presso tutti i potenti, senza inginocchiarsi a nessuna cultura alla moda e nessuna autorità, se non a quella del Vangelo”.

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Fonti

http://ilsismografo.blogspot.it/2016/09/francia-emmanuel-appena-nato.html

http://agensir.it/quotidiano/2016/9/5/madre-teresa-gigli-mpv-nessuna-donna-sia-piu-costretta-ad-abortire/

Perchè il mondo odia Madre Teresa: per la sua lotta contro l’aborto e perchè nei poveri lei serviva Gesù.

Madre Teresa ha scandalizzato il mondo mettendo paradossalmente al centro Dio e non l’uomo. E il mondo non gliel’ha perdonato, costruendo castelli di accuse assurde contro di lei.

Madre Teresa canonizzata il 4 settembre 2016 in una gremita piazza San Pietro, non è mai stata una donna da santino. La sua fede profonda, le sue azioni clamorose, il suo esempio luminoso hanno sempre diviso, fin dal principio, attirando e cambiando la vita a decine di migliaia di persone da una parte, scatenando odi e gelosie dall’altra. Il mondo, che pur l’ha sempre lodata per la sua attività caritatevole, non le ha mai perdonato il motivo per cui si chinava a ripulire corpi immondi dai vermi: lei non serviva l’uomo, ma Gesù. Per dirla con Giovanni Paolo II: «Era a Gesù stesso, nascosto sotto le vesti angoscianti dei più poveri tra i poveri, che era diretto il suo servizio».

Così, in questi giorni, tra le centinaia di articoli che glorificano Madre Teresa, ne sono usciti altrettanti che la demonizzano. Le critiche sono sempre le stesse e sono state ben riassunte da MicroMega, che pochi giorni fa ha titolato così un articolo: “Madre Teresa NON era una santa”. L’ingerenza del giornale laicista negli affari della Chiesa mira a criticare la «beatificazione a tempo di record [arrivata] dal Vaticano» e la canonizzazione.

LE SEI ACCUSE. Viene riassunta la ricerca di Serge Larivie e Genevieve Chenard, che «hanno studiato più di 300 documenti», arrivando alle seguenti conclusioni: 1) I moribondi raccolti per le strade da Madre Teresa, e lì abbandonati dai loro stessi familiari, non venivano curati nel modo che la scienza moderna ritiene più adeguato. 2) Con tutti i soldi che riceveva, la santa avrebbe potuto aprire una clinica d’eccellenza, dove prestare le migliori cure, e invece non l’ha fatto. 3) Invece che aiutare economicamente le vittime dei disastri naturali che hanno colpito l’India, ha solo fornito «sostegno religioso», preferendo trasferire i fondi su conti segreti (quest’ultima accusa è preceduta dal verbo «pare che»). 4) Era amica dei dittatori di tutto il mondo. 5) Condannava l’aborto in modo «particolarmente dogmatico». 6) Approfittava degli ultimi momenti di vita dei poveri per battezzarli senza il loro consenso.

«NON SIAMO ASSISTENTI SOCIALI». Perché, dal New York Times al Washington Post, dalla Cnn al Daily Mail, fino a MicroMega, tutti ci tengono a ripetere le stesse identiche accuse, la stessa identica solfa? Per un motivo semplicissimo, che Madre Teresa una volta spiegò così: «Noi non siamo assistenti sociali, non siamo insegnanti, né infermiere, né dottori: noi siamo suore religiose. Noi serviamo Gesù nei poveri. La nostra vita non ha ragioni o motivazioni diverse da questa. E questo è proprio il punto che tante persone non capiscono».

LO SCANDALO. Il paradosso per cui servire Dio è il modo migliore per beneficiare l’uomo o che per esaltare l’uomo bisogna mettere al centro Dio, è per questi giornali insopportabile. Aiutare «i più poveri fra i poveri», e occuparsi di quelle persone che nessuno vuole neanche guardare, è considerato un bellissimo gesto umanitario, ma se lo si fa per servire Dio diventa uno scandalo. Madre Teresa ha scandalizzato il mondo e il mondo non gliel’ha perdonato, ricoprendola di accuse assurde. La carità va lodata finché nasce da uno sforzo volontaristico che esalti l’uomo, va condannata invece quando nasce dalla fede che esalta Dio.

L’INTERVISTA DI TERZANI. Madre Teresa ha sempre cercato di nascondersi, di mettersi in secondo piano, di non farsi vedere. Ma era impossibile. Addirittura scrisse: «Se mai diventerò una santa, sarò sempre assente dal Paradiso per accendere la luce di chi è nell’oscurità sulla Terra». Parole insopportabili per chi identifica la salvezza con il benessere materiale. Per quanto riguarda le accuse, così ben formulate e ragionate, si può rispondere con un racconto fatto da Madre Teresa a Tiziano Terzani: «Una volta mi capitò di prendere un uomo coperto di vermi — mi racconta —. Mi ci vollero delle ore per lavarlo e togliergli uno ad uno tutti i vermi dalla carne. Alla fine disse: “Son vissuto come un animale per le strade, ma ora muoio come un angelo” e morendo mi fece un bellissimo sorriso. Tutto qui. Questo è il nostro lavoro: amore in azione. Semplice».

P.S.: Uno dei più grandi accusatori di Madre Tersa, Christopher Hitchens, è stato chiamato a testimoniare durante il processo per la causa di beatificazione. Lì, come affermato a tempi.it dal postulatore della causa, Brian Kolodiejchuk, disse che «la sua antipatia per madre Teresa è nata quando, nella seconda parte della sua visita alle opere delle missionarie della Carità a Calcutta, caduto il discorso sulla questione dell’aborto lei gli disse che la soluzione per le donne che volevano abortire era che partorissero e dessero il figlio in adozione»pictures1241
Perché il mondo odia Madre Teresa | Tempi.it

Quando Madre Teresa combatté il demonio in Albania

Per la prima volta, la testimonianza di un sacerdote fa luce su un controverso episodio del 1989 quando a sorpresa a Madre Teresa fu concesso di tornare in Albania. Fu subito accompagnata sulla tomba del dittatore Enver Hoxha, gesto che le procurò molte critiche, ma chi accompagnò la santa ha rivelato che la visita fu voluta dalla vedova Hoxha, con lo scopo di scacciare gli spiriti che spargevano il terrore intorno alla tomba. Riportiamo di seguito la testimonianza diretta, riferita dalla giornalista Alessandra Nucci.

C’è una vicenda della vita di Santa Teresa di Calcutta sconosciuta ai più. A me l’ha riferita anni fa un amico albanese a cui avevo chiesto ragguagli sulle visite di Madre Teresa al suo paese d’origine, per un articolo che stavo scrivendo su Pjetr Arbnori, eroe albanese, cattolico, soprannominato “il Mandela dei Balcani” per essere sopravvissuto a quasi 29 anni di detenzione nel gulag.

Riferisco le cose come le visse il mio amico, Marcel, che iniziò a raccontarmi a partire da un episodio del settembre 1985, quando si trovava sotto le armi. Era in un reparto mal equipaggiato e disarmato, il più umile dell’esercito albanese, perché fatto di uomini considerati pericolosi per il regime. Il dittatore Hoxha era morto l’11 aprile, ma il regime perdurava e impiegava i soldati nella costruzione di bunker, tunnel e trincee per difendere la patria dai nemici. Un giorno arrivò nel reparto un soldato che era stato espulso dalla Guardia della Repubblica, il corpo più prestigioso dell’esercito, costituito da uomini scelti e fidatissimi. Perché era stato punito in questo modo?

«Tutti noi avevamo paura che fosse una spia – racconta Marcel – per cui eravamo guardinghi nei suoi confronti. Però un giorno, a tavola decido di chiedergli: “Che hai fatto di male per finire qui?”. Lui mi risponde: “Ho avuto una rissa con un altro soldato e mi hanno mandato qui per punizione”. Io, di rimando: “Certo, sarà duro per te. Là eri in un corpo prestigioso, un lavoro leggero, avevate gli stivali, mentre da noi devi solo lavorare duramente e non abbiamo neppure le scarpe”. Con mia sorpresa lui sgranò gli occhi: “Ma sono fortunato! Tu non puoi capire cosa vuol dire montare la guardia di notte alla tomba di Enver Hoxha. Si sentono rumori, tremori, grida, sono come gemiti che salgono da un abisso. È una tortura. Da questo mi sono salvato. Sono più di 20 i compagni del mio gruppo che sono finiti in un reparto di psichiatria. Qui lavoro un pò di piu, ma non sento questo inferno”. Io e gli altri soldati presenti ci siamo alzati dal tavolo per prendere le distanze da questo soldato. Ascoltare poteva avere delle conseguenze: eravamo in piena dittatura e parlare di queste cose poteva essere pericoloso». Questo l’antefatto con cui Marcel venne a sapere dei fenomeni notturni intorno alla tomba del dittatore che facevano tremare di paura anche i soldati.  Alcuni anni dopo, nel 1989, con grande sorpresa di tutti, arriva in Albania Madre Teresa di Calcutta. La sorpresa fu grande perché prima di allora non le era mai stato concesso di entrare nel paese, nonostante vi si trovassero le tombe della madre e della sorella. Se la stampa di regime era costretta a nominarla, come ad esempio quando le venne assegnato il Premio Nobel dieci anni prima, era solo per denigrarla con epiteti infamanti (l’Albania, sotto il regime comunista, aveva adottato una Costituzione che la dichiarava ufficialmente un paese ateo). Nel 1989 invece ecco improvvisamente che arriva, e va ad accoglierla all’aeroporto nientemeno che la vedova di Enver Hoxha, che appena arriva la porta dritto alla tomba del dittatore! Questa visita naturalmente sembrò un omaggio, e la televisione la riportò come un grande successo del regime. Quella visita fu un colpo durissimo per i fedeli, la gente era atterrita: possibile che Madre Teresa si fosse fatta strumentalizzare per portare lustro alla memoria del dittatore defunto?

La sosta di Madre Teresa sulla tomba fu presentata come un modo di dimostrare alla gente il suo rispetto per il grande statista scomparso. Ma non era così. Marcel seppe la ragione vera quattro anni dopo, nel 1993, quando gli capitò di conoscere un sacerdote kosovaro che quel giorno aveva accompagnato Madre Teresa nel suo viaggio di ritorno in Albania. Egli gli raccontò che la visita era stata sollecitata da Nexhmije Hoxha perché si vergognava delle grida e del tremore che si sentivano provenire dalla sua tomba. Aveva dunque incaricato Ylli Popa, uno dei più fedeli uomini del regime, e traduttore di Hoxha, di portare una lettera a Madre Teresa, in cui le chiedeva di venire a pregare sulla tomba del marito per ottenere pace, che non si sentissero più le grida e non tremasse più la terra.

Quel giorno dunque Madre Teresa si soffermò a lungo a pregare sulla tomba di Hoxha, e dopo la porta dell’Albania per lei rimase aperta, tanto che prima di morire poté tornare a fondarvi anche delle Case. 

La preghiera di Santa Teresa di Calcutta fu esaudita? I rumori terrificanti intorno alla tomba di Hoxha cessarono? Pare di sì. “Non ripresa dalla Tv, mi disse il sacerdote, Madre Teresa rimase a lungo in preghiera sulla tomba, dove da allora è tornata la calma, non si è sentito più nulla.” Quel giorno Madre Teresa poté visitare per la prima volta la tomba della madre e della sorella, morte in Albania nel 1971 e nel 1974. Ma la cosa non finì lì.

«Il sacerdote – conclude Marcel – mi raccontò che più tardi fu permesso loro di riunirsi con altri fedeli in una casa, dove fu possibile anche celebrare la Messa. Mentre stavano pregando a un certo punto una forza misteriosa, come una mano invisibile, sollevò in aria Madre Teresa e poi la scaraventò pesantemente a terra. Di lì iniziarono i suoi problemi di cuore, che sono continuati sempre, fino a causarle la morte nel 1997. E fu anche ‘contagiata’ in altro senso, subendo molestie diaboliche che le richiesero anche, pochi mesi prima di morire, di sottoporsi a un esorcismo».

PREGHIERA PER CHIEDERE GRAZIE A MADRE TERESAsanta-teresa-di-calcutta-sorridente-che-prega-per-noi-orizzontale-500x330

Santa Teresa di Calcutta, nel tuo desiderio struggente di amare Gesù come non è stato mai amato prima, ti sei donata completamente a Lui, senza mai rifiutargli nulla. In unione al Cuore Immacolato di Maria, hai accettato la chiamata a saziare la Sua sete infinita di amore e di anime e a divenire portatrice del Suo amore ai più poveri tra i poveri.

Con amorevole fiducia e totale abbandono tu hai compiuto la Sua volontà, testimoniando la gioia di appartenere totalmente a Lui. Sei diventata così intimamente unita a Gesù, il tuo Sposo crocifisso, che Egli, sospeso sulla croce, si è degnato di condividere con te l’agonia del Suo Cuore.

Santa Teresa, tu che hai promesso di portare continuamente la luce dell’amore a coloro che sono sulla terra, prega affinché anche noi desideriamo saziare la sete ardente di Gesù con un amore appassionato, condividendo con gioia le Sue sofferenze, e servendoLo con tutto il cuore nei nostri fratelli e sorelle, specialmente in coloro che, più di tutti, sono ” non amati ” e ” non voluti “.

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Fonti

Articolo di Alessandra Nucci per la Nuova Bussola Quotidiana

Papa Francesco proclama Madre Teresa Santa, davanti a 120mila persone, 4 settembre 2016

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/04/il_papa_ha_proclamato_santa_madre_teresa_di_calcutta/1255731

I vignettisti (atei militanti) di Charlie Ebdo dissacrano anche il dolore degli italiani. Ambasciata francese:”Charlie non ci rappresenta”. Ma non erano tutti #Je suis Charlie?

L’INSULTO E LA MANCANZA DI RISPETTO PER LA DIGNITA’ UMANA NON SONO “LIBERTA’ DI ESPRESSIONE”. Arriva l’ ennesima boutade dissacrante dei vignettisti di Charlie Ebdo sul ” Terremoto all’italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne” –

Quella in foto è la vignetta pubblicata dall’ultimo numero di Charlie Hebdo e ci dà la misura della stupidità e dell’indifferenza di certe pretese democrazie e libertà civili di avanguardia che sono TOTALITARISMI ...  La vignetta è uscita sull’ultima pagina del numero di Charlie Ebdo uscito il 31 agosto 2016. Il disegno, firmato dal vignettista Felix, vorrebbe interpretare in salsa “ironica” il dramma che ha colpito il nostro Paese nel Centro Italia, il 24 agosto 2016, con quasi 300 morti, interi paesi rasi al suolo e migliaia di sfollati. Un ferito insanguinato con la didascalia “Penne al pomodoro”, un’altra con quella “Penne gratinate”, i corpi sepolti con la scritta “Lasagne”.  Nella stessa ultima pagina della vignetta sul sisma, il drammatico tema della sciagura in Italia viene affrontato in un colonnino con una serie di battute: “circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa se il sisma abbia gridato ‘Allah akbar’ prima di tremare”.

Gli attentati islamisti, come quello che accadde nel 2015 contro la sede dei vignettisti di Charlie Ebdo, vanno severamente ed unanimemente condannati, sempre e dovunque!  MA ANCHE L’INSULTO SISTEMATICO E LE IMMONDE VIGNETTE “DENIGRATORIE” POSSONO UCCIDERE LA DIGNITA’ UMANA E LA VERA DEMOCRAZIA. L’ostentato ateismo dei vignettisti di Charlie Ebdo e la blasfemia contro la fede cristiana e contro la Chiesa cattolica (molto più che sull’Islam) sono da sempre stati la bandiera ideologica  di questi vignettisti: l’insulto contro il sentimento religioso di un intero popolo non è satira e tantomeno è libertà di espressione prendersi gioco delle tragedie altrui.

Oggi questa vignetta dissacrante contro il dolore degli italiani, colpiti nuovamente dalla disgrazia del sisma, fa indignare tutti; ma quando noi cristiani ci indignavamo per le vignette oscene e blasfeme di Charlie Ebdo contro la Santissima Trinità e contro Cristo e contro tutto ciò che è sacro per il Cristianesimo, (vignette blasfeme che avevano l’obiettivo di sostenere i matrimoni gay), ci veniva intimato di tacere, perchè “siamo in uno stato laico”!!!

http://www.nocristianofobia.org/vignetta-blasfema-contro-la-trinita-il-caso-charlie-hebdo/

Poche ora fa è arrivato il messaggio dell’Ambasciata francese: “Quella vignetta di Charlie Ebdo non ci rappresenta”: MA COME, LA FRANCIA NON ERA TUTTA #JE SUIS CHARLIE? Poi è arrivata la precisazione del giornale su Facebook con un altro disegno online: “Italiani, non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, ma la Mafia”, si legge nella nuova vignetta.

Charlie Hebdo, vignette su terremoto in Italia: persone sepolte come strati di lasagne. Ambasciata Francia: "Non ci rappresenta"

MA CON QUALE DIRITTO UN GIORNALE FALSAMENTE SATIRICO di propaganda ateo/massonica si permette di irridere il dolore di un popolo e di strumentalizzare le tragedie per denigrarlo pubblicamente? Il nostro governo ha indubbiamente molte colpe, ma ci chiediamo: Come mai i vignettisti francesi di Charlie Ebdo non fanno vignette contro il loro governo, che ha lasciato più volte il suo popolo in balìa degli attentati islamisti? Non erano forse cittadini francesi  i terroristi che commisero le numerosi stragi in Francia?

Vengono in mente LE VIGNETTE CHE LA PROPAGANDA NAZISTA E SOVIETICA DIFFONDEVANO PER DENIGRARE GLI EBREI ED I CRISTIANILe vignette sono anche un modo efficace per trasmettere odio e pregiudizi, compreso l’antisemitismo e l’anticristianesimo.

Nel libro «Cristiani ed ebrei nel giudizio dei nazisti e nei tempi presenti» (Resch Verlag)  l’autore, lo storico e saggista Konrad Löw, già docente all’università di Bayreuth,  apporta una grande e dettagliata documentazione storica sull’odio nazista contro la Chiesa cattolica e sulla protezione degli ebrei da parte dei cattolici. I nazisti invocavano «l’indispensabile arma dello spirito del sangue e della terra contro la peste ebraica e contro il cristianesimo». Nel libro vengono riportati gli articoli e le VIGNETTE pubblicate dai giornali Das Schwarze Korps (organo ufficiale delle SS) e Der Stürmer (giornale razzista). Löw fa notare come i nazisti indicavano ebrei e cattolici sempre insieme contro il regime. In una vignetta pubblicata nel 1938, un ebreo, un sacerdote cattolico ed un imprenditore capitalista cercano di fermare la svastica nazista che ruota come le lancette dell’orologio della storia.

IL PAPA SU CHARLIE EBDO: LIMITI ALLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE . “Tanta gente che prende in giro, diciamo “giocattolizza” la religione degli altri, questi provocano. E questa è una eredità dell’illuminismo.”

http://www.donboscoland.it/articoli/articolo.php?id=132723

Il massone illuminista francese Voltaire, ferocemente anticristiano schiavista e razzista, scriveva in una lettera del 1763 a Thériot : “Calunniate calunniate sempre e arditamente come demoni, QUALCOSA RESTERA'”: sembra che le varie propagande nazicomuniste lo abbiano preso in parola!  IN FOTO: il massone Voltaire; al centro una sua lettera con il motto “ècrasez l’infame” (“Schiacciate l’infame” cioè la Chiesa cattolica) e infine stampa anticlericale francese che riprende la stessa parola d’ordine di Voltaire e degli illuministi.

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Tra l’altro, al contrario di quanto i più pensano, Voltaire non disse mai quel «non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle», frase che invece dobbiamo alla scrittrice britannica Evelyn Beatrice Hall (1868–1956).

GUARDA CASO, dopo che ci fu la strage perpetrata dai terroristi islamisti nella sede di Charlie Ebdo, il 7 gennaio 2015,  UNA NOTA RIVISTA DELLA LOGGIA MASSONICA ITALIANA “Giordano Bruno” scriveva: “ CHARLIE HEBDO: DUE MASSONI FRA I CADUTI: caduti gli estremi difensori della libertà di pensiero,  i nostri confratelli massoni del Grande Oriente di Francia”…

Se per la Massoneria la satira di Charlie Ebdo è “nobile libertà di pensiero” allora stiamo a posto…è tutto molto diabolicamente chiaro purtroppo: la blasfemia anticristiana di Charlie Ebdo è propaganda militante laicista. E la vignetta orribile contro le vittime italiane del sisma è una delle conseguenze abbiette di questo totalitarismo, mascherato da “progressismo”. Non è casuale il fatto che la Loggia massonica si indigni solo per le vittime dell’attentato islamista contro Charlie Ebdo, non per il genocidio dei cristiani perpetrato dagli stessi terroristi di Isis.

Fonti:

http://www.repubblica.it/esteri/2016/09/02/news/charlie_hebdo_vignetta_su_terremoto_in_italia-147049959/

http://www.nocristianofobia.org/vignetta-blasfema-contro-la-trinita-il-caso-charlie-hebdo/

http://www.franoi.net/scatechismo/hitlerfermatecattolici.htm

Testimonianza: dalla setta del guru Yogananda all’incontro con il vero Gesù nella Santa Eucaristia

Testimonianza raccolta da Luis Santamaría del Río, Sacerdote cattolico, membro della Rete Iberoamericana di Studio delle Sette (RIES).

Riassumiamo la testimonianza di un canadese che una decina di anni fa, per un anno, ha fatto parte della setta di derivazione induista Self-Realization Fellowship (SRF) – o Comunità dell’autorealizzazione – fondata dal guru Paramahansa Yogananda.

Yogananda negli anni ha poi ispirato la moda culturale giovanile degli anni ’60-’70. Lo stesso Yogi è tra i personaggi della copertina di un album simbolo come “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles. Guarda caso, i Beatles hanno messo Yogananda in copertina insieme ad Aleister Crowley, il fondatore del satanismo moderno (il pelato nell’ultima fila in fondo a sinistra), e Yogananda sta nella terza fila in fondo a destra, tra lo scrittore George Herbert Wells, Karl Marx e Freud (Yogananda è quello con pelle scura e capelli lunghi)...

Questa testimonianza è molto interessante, perché fa notare l’incompatibilità di questo movimento orientale (e delle sue dottrine e pratiche) con il Cristianesimo, nonostante i suoi adepti vogliano far credere il contrario.

Ci sono stati in realtà diversi tentativi di penetrazione delle sue attività in ambienti cattolici, come successo nel marzo 2015 in un istituto religioso di Madrid attraverso una conferenza che però – in seguito agli avvertimenti della Rete IberoAmericana di Studi sulle Settenon si è tenuta.

L’incontro con una nuova dottrina

Sono cresciuto insieme a una madre nominalmente cattolica (mio padre era assente perché i miei erano divorziati). Dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima a 13 anni, ho smesso di andare in chiesa. Al liceo il mio unico obiettivo era quello di farmi amici a tutti i costi, e ho così buttato molti anni della mia vita bevendo e assumendo droghe.

Mi sono poi trasferito in un’altra città, dove viveva mio padre, per ripartire da zero e concludere i corsi che mi mancavano. Ho finito tutto con ottimi voti, ma la cosa più importante è stata che non avevo intorno cattive amicizie e avevo molto tempo per me stesso.

Ho quindi iniziato a tenere un diario personale e a riflettere sulla natura della realtà e della percezione. Ho letto molti libri di scienza.

Un bel giorno una delle mie insegnanti, percependo in me una qualche sensibilità spirituale, mi ha regalato un libro di preghiere. Erano citazioni prese dalle opere di Paramahansa Yogananda.

Mi hanno fatto bene all’anima: lui – pensavo io – diceva cose sensate, benché molto semplici. Inoltre citava spesso il Nuovo Testamento (diventando ancora più credibile, dato che inconsciamente collegavo la sua figura all’autorità religiosa della mia seppur tortuosa infanzia) ma citava anche molto il Bhagavad-gitā, dando ai suoi testi un tocco di “esotico” (che io ho apprezzato, dato che non mi fidavo delle autorità tradizionali).

Uno yoga “speciale”

Un giorno ho trovato l’autobiografía dello swami Paramahansa Yogananda. L’ho acquistata, l’ho letta e l’ho passata ad un amico. Abbiamo quindi deciso di unirci all’organizzazione, diventando entrambi dei discepoli.

Ho iniziato a ricevere su base regolare delle lettere con gli insegnamenti del fondatore. Mi istruivano su come fare kriya yoga, che secondo loro è la forma più avanzata e reale di fare yoga.

E non si trattava di mero contorsionismo fisico. L’unica posizione che dovevo adottare era quella che mi permetteva di meditare profondamente.

I miei mentori mi hanno espressamente chiesto di non parlare del contenuto di quelle lettere con altre persone, perché lo avrebbero potuto fraintendere. Il settarismo e l’alone di segretezza preoccupavano i miei genitori.

Il kriya yoga è diverso dalla meditazione intesa in senso cristiana. Si trattava di concentrare l’attenzione sul ‘mistero alla base di tutti gli altri’ svuotando la mente delle cose superflue per godere di ciò che è al di là del bene e del male. Guidandomi verso l’estasi, verso la beatitudine, verso un’espressione di Dio che “permea” l’universo.

Mi insegnavano anche delle tecniche di respirazione. Da quando ho adottato queste pratiche fino ad oggi (nonostante sia passato molto tempo dal giorno in cui ho smesso di seguirle) ho difficoltà a respirare di notte.

Credo che sia una sorta di apnea del sonno, ma finora è stato difficile fare dei trattamenti medici. Le due cose non sono necessariamente collegate, ma la coincidenza è sorprendente.

Qualche anno fa ho letto in un blog che le tecniche di respirazione proposte non sono altro che dei modi per privare il cervello dell’ossigeno per dare alla mente la sensazione di praticare un’intensa meditazione.

Meditavo seduto su un cuscino. Una o due volte ho avuto la sensazione di levitare, o perlomeno di non sentire nulla sotto di me.

Concentravo la mia attenzione sul “terzo occhio”( DI QUESTO TIPO DI “MEDITAZIONE” e del “terzo occhio” NE PARLANO ANCHE I TESTI DI SATANISMO specie quello spirituale ispirato dalla Società Teosofica della medium luciferiana Blavatsky, ndr): dopo cinque o dieci minuti di meditazione sentivo come se tutto il mio corpo, a partire da questo “punto cardinale”, si riempisse di luce. È difficile spiegarlo….

Tra i maestri, Gesù: Yogananda si presenta come “più grande” di Gesù stesso!

La sala di meditazione del SRF della mia città era sobria, semplice e amena. Al centro vi era una sorta di altare con sei immagini: i sei “santi” dell’organizzazione.

Al centro vi erano Gesù e Krishna; a sinistra Lahiri Mahasaya e il suo maestro Mahavatar Babaji.

Nella sua autobiografia Yogananda sostiene che quest’ultimo sarebbe quasi come un dio, che avrebbe vissuto più di mille anni sulla terra e che si troverebbe ancora oggi in una grotta dell’Himalaya. Sarebbe molto potente nel mondo soprannaturale, avendo persino il potere sulla vita e sulla morte.

A destra c’era il fondatore Yogananda e il suo maestro Swami Sri Yukteswar, “risorto dai morti”.

Per quanto riguarda Gesù Cristo, si parlava molto di lui ma quando veniva citato era in riferimento ad alcuni versetti che interpretavano a modo loro….

Yogananda sostiene ad esempio che in Matteo 6:22, il Signore si riferisca al “terzo occhio” che incontriamo in molte espressioni religiose orientali. Questo è uno dei tanti esempi che si potrebbero fare per spiegare in che modo Yogananda parlasse di Cristo ai propri discepoli, ritenendo addirittura di conoscerlo più dei cristiani.

Questi ultimi avrebbero usurpato gli insegnamenti di Gesù, facendo di Lui una mente piccola, una persona chiusa, un dogmatico.

Gesù sarebbe andato in India, dove avrebbe raggiunto la auto-realizzazione (la stessa che la setta promette agli adepti, cioè la perfetta comprensione di se stessi), per poi insegnare la stessa filosofia in Palestina. In questo modo – sostiene la SRF – si può raggiungere la perfezione.

Oltre a questo, un altro concetto di Cristo abbondantemente utilizzato da loro era quello della “coscienza di Cristo“.

Ricordo che, durante un ritiro a Washington, cantavamo insieme: “Oh mio Cristo, Gesù Cristo, vieni, Cristo”. Non stavamo invocando il Gesù Cristo dei cristiani. La chiamavamo “coscienza di Cristo”, cioè la mente di Dio che permea l’universo.

Si potrebbe dire che la teologia della SRF è in parte panteista e, in un certo senso, adozionista, dato che quest’uomo di nome Gesù avrebbe ricevuto – o, meglio, raggiunto pienamente – questa coscienza cristica, facendosi uno con essa, diventando perfetto.

Ogni uomo potrebbe dunque raggiungere ciò che ha raggiunto Cristo; la Sua natura non sarebbe superiore alla nostra, ma Egli sarebbe semplicemente un essere perfettamente illuminato. Anche gli uomini dovrebbero dunque tendere verso questa conoscenza.

Nella sua autobiografia Yogananda sostiene, sulla base di Matteo 17:11-13, che Gesù e Giovanni Battista siano la reincarnazione di Eliseo e di Elia, a ruoli inversi (il maestro, nella sua seconda venuta, si sarebbe fatto discepolo mentre colui che prima era discepolo si sarebbe fatto maestro). LA TEORIA DELLA REINCARNAZIONE E’ TOTALMENTE CONTRARIA ALLA FEDE CRISTIANA NELLA RESURREZIONE DI CRISTO.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/27/la-reincarnazione-e-incompatibile-con-la-fede-cristiana-nella-resurrezione/

Come si può notare, interpretando alcuni testi biblici in un modo talmente singolare, si arriva a sostenere questa teologia ma non senza fare violenza al resto della rivelazione divina.

Un abbandono graduale… e poi la conversione

Gradualmente ho perso interesse nel gruppo. Deluso e scoraggiato, sapevo dell’esistenza di Dio (dato che la SRF parlava di un Dio personale) e che riuscire a conoscerlo fosse lo scopo principale della vita.

Sapevo anche che Dio è giusto ed è giudice severo (nelle meditazioni che mi avevano insegnato, l’uomo deve mirare con ogni sforzo alla perfezione..ma non avevo la forza per superare i miei atteggiamenti sbagliati e quegli “esercizi” non mi aiutavano affatto).

È capitato che un mio amico, anch’egli coinvolto nelle filosofie orientali, si è convertito al Cristianesimo in seguito a un miracolo ricevuto.

Dopo essersi convertito il mio amico ha cambiato stile di vita e ha manifestato una gioia e uno zelo fuori dal comune e letteralmente contagiosi. Parlava con tranquillità di Gesù a tutti quelli che erano attorno a lui.

Mi ha incoraggiato affinché anche io cercassi Dio, ma lo ha fatto con umiltà e rispetto.

Non ho potuto fare a meno di notare la nuova felicità del mio amico, ma non volevo dargli ragione. Avrei dovuto ammettere di dovermi convertire al Cristianesimo, una religione che non ha elementi “esotici”.

Ero molto orgoglioso e l’idea di diventare un “santo” alla maniera di Yogananda continuava ad affascinarmi. Volevo, in questo modo, essere diverso da tutti gli altri ragazzi del mio ambiente.

Il mio amico mi ha regalato un Nuovo Testamento tascabile. L’ho portato con me in un lungo viaggio con la mia famiglia.

Durante quel mese che ho trascorso viaggiando ho avuto molto tempo per leggere i Vangeli. Leggendoli mi sono reso conto che quel Gesù non era lo stesso della SRF.

Mi sono reso conto di aver davvero bisogno di convertirmi. Gesù parlava di inferno, della grande miseria dell’uomo; in ogni parabola ho trovato una forte sensazione di urgenza, perché ognuno di noi corre un grave pericolo: nessuno di chi rifiuta di prendere la croce per seguire Lui può essere salvato.

Allo stesso tempo ho incontrato anche una tenerezza e un’affabilità mai sperimentate primatenerezza che – a differenza della limitata consolazione spirituale vissuta nella SRF – era accompagnata anche da un’autorità paterna, un’autenticità e una sincerità che possono venire soltanto da Dio.

Durante quel viaggio ho incontrato uno sconosciuto in un ristorante e abbiamo iniziato a parlare a lungo di Gesù.

Mi ha mostrato qualcosa di totalmente nuovo: grazia e misericordia. Non mi sarei potuto salvare con i miei sforzi. Avevo bisogno della grazia, del perdono, della misericordia. E l’unica cosa che avrei dovuto fare per ottenere tutto questo era… chiederlo. Non avrei mai potuto guadagnarlo con i miei sforzi.

Prima protestante, poi cattolico

Per tre anni sono andati con i protestanti. Sono diventato molto più fervente, allegro, fiducioso… ho conosciuto sempre di più Gesù.

Ho letto libri straordinari, oltre alla Bibbia (che ho comunque potuto conoscere molto più approfonditamente). Libri sulle storie moderne di “santi” protestanti (in Cina, in Romania), storie di persecuzione, storie di conversione di musulmani.

Ho partecipato anche all’opera di evangelizzazione nel campus universitario. Nutrivo molto zelo per le anime, per le conversioni, per Gesù, per la predicazione. Volevo diventare un missionario.

Ma i miei peccati mi stavano trattenendo. Non riuscivo a vincerli. Ho provato a risolvere la cosa da me ma senza riuscirvi. Pensavo che solo un miracolo divino avrebbe potuto liberarmi dal peccato.

Non riuscivo a vincere i miei peccati, e volevo evangelizzare. Ma come avrei potuto evangelizzare se non ero santo? E poi a cosa avrei dovuto convertire le persone? Ad una filosofia? Ad una comunità cristiana locale? In tal caso a quale? Perché ve ne erano molte, ognuna con i propri vizi e le proprie virtù.

Il senso di inutilità della mia vita cristiana da protestante e la disperazione in cui vivevo mi hanno spinto a cercare delle soluzioni. Avevo bisogno di una Chiesa sola: quella di sempre. Ho quindi iniziato a cercarla.

E ho conosciuto dei cattolici che erano davvero pieni di Spirito Santo, qualcosa mai visto prima.

Questa religione di fariseismo, di ritualità vuota – questo era ciò che ci veniva insegnato nei circoli protestanti – rendeva sante le persone. E questo ha acceso in me una autentica curiosità.

Ho letto molto in siti web di apologetica. Ho letto citazioni dei santi Padri e le ho vagliate alla luce della mia ragione.

Mi sono infine convinto della necessità di ricevere i Sacramenti, dopo aver scoperto la loro validità storica.

Avevo fame dell’Eucaristia, del perdono della Penitenza. Ma più di ogni altra cosa è stata la testimonianza d’amore di alcuni cattolici a darmi lo stimolo iniziale per intraprendere il mio vero cammino. 

(traduzione della testimonianza a cura di Aleteia.org)

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Rubate 70 Ostie consacrate nella chiesa di Frontone (PU): ennesimo furto sacrilego per riti satanici

Domenica 21 agosto 2016, nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Frontone (Pesaro e Urbino) ladri sacrileghi hanno trafugato 70 S. Ostie consacrate, contenute in una pisside di scarsissimo valore commerciale: i ladri non hanno rubato oggetti di pregio contenuti nella chiesa e nella canonica, il furto era chiaramente mirato alle particole consacrate, con lo scopo di dissacrare le Sante Ostie in riti satanici e messe nere. Gli elementi in possesso degli inquirenti tengono aperti gli scenari legati alle sette sataniche.

Il parroco don Ivan Bellomarì, sgomento per l’accaduto, ha lanciato un appello ai cittadini affiggendo manifesti dove si parla de “l’ennesimo furto in chiesa con atto sacrilego”.

Nei cartelli affissi in bar, banche e negozi il parroco chiede ai suoi parrocchiani di essere contattato personalmente se qualcuno ha informazioni sulla vicenda: “Domenica scorsa (21 agosto 2016) – scrive don Bellomarì – intorno alle 18.45 abbiamo avuto un’ennesima visita dei ladri che oltre a qualche piccolo danno a cose materiali hanno rubato dal tabernacolo la pisside contenente almeno 60 o 70 ostie piccole. Se qualcuno dovesse ritrovare la pisside, un contenitore per le ostie, con o senza le ostie, che sono comunque consacrate, è pregato di chiamare urgentemente il parroco”.

La vicenda ha creato timori e apprensione nella popolazione, impaurita dalle possibili implicazioni di sette sataniche nella vicenda. Analizzando i fatti anche i frontonesi sembrano propendere per questa ipotesi: “Una volta che il ladro si era introdotto in chiesa avrebbe potuto arraffare reliquiari o candelabri che sicuramente hanno un maggior valore commerciale e maggior pregio artistico del contenitore delle ostie che oltretutto era custodito nel tabernacolo”.

La teoria che l’ingresso del ladro nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria di Frontone sia dovuta soltanto al furto delle ostie è avvalorata anche da altri fattori: “La chiesa è collegata con la canonica dove vive il sacerdote: una volta intrufolatosi in chiesa non sarebbe stato difficile arrivare alla casa e lì il bottino avrebbe potuto essere cospicuo, invece il responsabile del furto si è fermato soltanto alle particole consacrate“.

Ricordiamo che I FURTI DI OSTIE CONSACRATE NON SONO “BRAVATE”, NON VANNO MINIMIZZATI E SOTTOVALUTATI, perchè, oltre ad essere crimini contro il sentimento religioso di milioni di persone, oltre ad essere crimini che minano i princìpi su cui dovrebbe fondarsi una società civile, sono ATTI MIRATI DI GRUPPI OCCULTISTI E SATANISTI che commissionano questi furti; le particole vengono poi usate per scopi abbietti in rituali dissacratori.

I furti di Ostie consacrate stanno aumentando in tutta Italia e dietro c’è sicuramente una precisa “regia occulta e settaria”: lo ha sottolineato più volte don Aldo Buonaiuto, fondatore del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII, che dal 2006 collabora con la Polizia di Stato nel gruppo d’indagine denominato S.A.S (Squadra Anti Sette). Per approfondimenti, leggere questo articolo:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/04/i-furti-di-s-ostie-consacrate-non-sono-bravate-ennesimo-furto-di-s-ostie-e-della-reliquia-di-santelena-a-messina-atti-di-odio-satanico/

Non è un caso se il ministero dell’Interno, di recente, abbia deciso di mandare una circolare a tutti i comandi, le questure e le prefetture d’Italia sull’esponenziale diffusione del fenomeno delle sette esoteriche, di gruppi dediti a pratiche di magia, di occultismo e satanismo. Negli ultimi anni sono in aumento le segnalazioni di abusi e crimini messi in atto da sètte occultiste e numerosi anche i furti di Ostie (rivendute poi a 50 o 100 euro l’una) registrati in tutta Italia, quindi il fenomeno ha assunto dimensioni e connotazioni da richiamare l’attenzione anche sotto il profilo della sicurezza. http://www.canicattiweb.com/2013/11/13/sicilia-allarme-satanismo-i-carabinieri-a-lezione-dagli-esorcisti/

http://www.apg23.org/it/antisette_occulte/

http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/frontone-furto-ostie-ipotesi-setta-satanica-1.2455521?refresh_ce

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