Isis e i bambini addestrati dal Male: settarismo e manipolazione mentale

Il video del bambino kamikaze a Kirkuk, fermato dalla polizia.Sotto la maglietta, una cintura esplosiva.

22 agosto 2016. Gli agenti curdi lo hanno scoperto e immobilizzato. Ha solo 12 anni. Indossa la maglia col numero 10 di Messi, il campione del Barcellona. Un paio di taglie più grandi della sua. Sotto la maglietta, la polizia di Kirkuk, capitale del Kurdistan iracheno, scopre una cintura esplosiva. Gli agenti riescono a fermare il giovanissimo kamikaze prima che si faccia saltare in aria all’interno di una moschea sciita.  Come mostrano le immagini diffuse dai media curdi, i due agenti tengono le braccia del ragazzo e aspettano per più di 20 minuti, fino a quando gli artificieri riescono a disinnescare il giubbotto. Secondo la polizia di Kirkuk, il giovane kamikaze ha confessato più tardi di essere stato addestrato e inviato in missione dal padre. Poco prima della sua cattura, un altro ragazzo si è fatto esplodere nel quartiere di Wasit. Era il fratello del dodicenne arrestato, che ha rivelato alla polizia di essere un rifugiato da Mosul. Sabato sera, un bambino più o meno della stessa età è stato l’autore della strage (più di 50 morti e 70 feriti) avvenuta in una festa di matrimonio curdo a Gaziantep, nella Turchia meridionale. Lo sposo è un esponente dell’ Hdp, il partito filo-curdo. Lo scrive la Bbc online. Lui e sua moglie erano arrivati a Gazantiep dal villaggio curdo di Siirt, più a est, per sfuggire agli scontri armati tra ribelli e militari. Il ritardo di molti ospiti al ricevimento ha impedito che il bilancio della strage fosse ancora più pesante, riferiscono i media locali. Gli sposi sono rimasti feriti, ma non sono in pericolo di vita.
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Kirkuk è una città multietnica, ricca di petrolio, sulla quale i peshmerga curdi hanno consolidato il controllo nella speranza di poterla integrare formalmente con il territorio amministrato dal governo autonomo del Kurdistan. Le milizie curde portano avanti contro i miliziani del ‘califfo’ una guerra senza quartiere e, ancora di recente, hanno avuto un ruolo determinante nella riconquista della strategica città siriana di Mambij.

Non è una fantasia cinematografica, ma una realtà quella dell’uso sempre più frequente di baby kamikaze già utilizzati negli attentati terroristici in Medio Oriente, ma anche in Nigeria dove il gruppo fondamentalista Boko Haram da sempre usa piccoli attentatori suicida, uno su cinque ha meno di 15 anni. Ora i bambini sono diventati anche un piccolo esercito del ‘Califfato’. Degli 89 attacchi suicidi compiuti da minorenni, almeno una decina di questi avevano tra gli otto e i nove anni.

Li chiamano i Leoncini di Abu Bakr Al Baghdadi, il Califfo di Isis : il loro giovane cervello è facilmente plasmabile così li si manipola mentalmente, vengono cresciuti a mitra e a ideologia della jihad dell’ISIS, per combattere chiunque non si sottometta al Califfato, contro gli ‘infedeli occidentali’ e all’occorrenza i bambini diventano  bombe umane, messi in mostra in centinaia di video di propaganda del terrore. Il più piccolo ha solo  quattro anni. Molti vengono reclutati in Europa insieme all’intera famiglia con la quale partono per la Siria: dove arrivano da ogni parte del mondo.

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Khaled Sharrouf e figli, il boia australiano di Isis

Dall’Australia con moglie e figli è arrivato Khaled Sharrouf, che ha mostrato i suoi bambini, da lui addestrati, che imbracciano il kalashnikov e le teste mozzate, in una serie di selfie pubblicati sui social. Crescono spietati come adulti ma sono pur sempre bambini e fa impressione vedere il 12enne fermato nel Kurdistan iracheno con indosso una cintura esplosivo maldestramente nascosta sotto la maglietta del calciatore Messi che gli viene tolta sotto il suo sguardo terrorizzato. E il bambino turco che ha ucciso 51 persone tra cui anche molti bambini e un neonato di tre mesi, forse non sapeva che quella cintura che gli avevano messo addosso avrebbe mietuto vittime tra cui suoi coetanei. Sembra infatti che il dispositivo fosse telecomandato a distanza e fatto esplodere all’insaputa di chi lo portava. Se non indottrinati, i bambini infatti non scelgono la guerra.

I terroristi “giocano” con l’anima dei bambini, peraltro spesso imbottiti di droghe oltre che di idee malsane di potere e nichilismo.

E il Male prende corpo nelle sue forme più terribili: odio, droga, denaro, sopraffazione, morte, disperazione che passano per mani innocenti. E’ questa la vera guerra che si sta combattendo, ed è la più difficile.

 

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