Iraq, nonostante l’Isis, la Chiesa festeggia la prima comunione di cento bambini, nella festa dell’Assunta

Alqosh, Iraq (AsiaNews) – 15 agosto 2016. Festa dell’Assunta. Un “momento storico” per una “cittadina di frontiera” a lungo minacciata dai miliziani dello Stato islamico (SI) che torna a “sperare nella pace e nella normalità” stringendosi attorno a “cento dei suoi figli”. È quanto racconta ad AsiaNews mons. Basilio Yaldo, ausiliare di Baghdad e stretto collaboratore del patriarca Louis Raphael Sako, che nel giorno dell’Assunta  ad Alqosh, nel nord dell’Iraq, ha impartito – in una cerimonia presieduta dal primate caldeo – la prima comunione a cento bambini. Alla funzione, aggiunge il presule, hanno partecipato “tutti i sacerdoti della città, le suore e oltre 700 persone. I fedeli erano entusiasti perché, per la prima volta, il patriarca ha celebrato le comunioni nella comunità”. 

Alqosh è una storica cittadina del governatorato di Ninive, nel Kurdistan irakeno; situata circa 50 km a nord di Mosul, roccaforte dei jihadisti, essa costituisce uno dei principali centri della tradizione cristiana assiro-caldea. A circa 3 km dal centro, sulle montagne che dominano la città, sorge il secolare monastero di Rabban Ormisda, sede dei patriarchi nestoriani dal 1551 al 1804.

Nel tempo la struttura originaria, troppo esposta ad attacchi dall’esterno, oltre che simbolo di un periodo travagliato della Chiesa locale, è stata sostituita dal nuovo monastero di Nostra Signora delle Messi, poco fuori la città. Oggi è abitato da un gruppo di monaci, che hanno aperto le porte a orfani e giovani profughi, rimasti senza famiglia a causa delle violenze islamiste.

Anche Alqosh, come molte altre cittadine del Kurdistan irakeno, ha accolto un numero consistente di rifugiati.

“La vita nell’area – racconta il vicario di Baghdad – è tornata quasi alla normalità. La speranza è che presto tutta la piana [di Ninive] possa essere liberata dalla presenza dei jihadisti e i profughi possano tornare ai loro villaggi”. Il lavoro per mettere in sicurezza la zona, aggiunge, è “già iniziato e da due giorni le truppe irakene hanno avviato la battaglia per liberare i villaggi che circondano Mosul”.

Rivolgendosi ai bambini e alle bambine che hanno ricevuto la prima comunione, il patriarca Sako li ha esortati a non abbandonare la loro terra, la città di Alqosh, ma di rimanere e contribuire all’opera di ricostruzione “perché c’è un patrimonio [cristiano] da preservare”. Il primate caldeo, aggiunge mons. Yaldo, ha inoltre invitato i giovani a “essere più forti, venire in chiesa e partecipare alla vita della comunità cristiana come si partecipa alla vita di una famiglia”. iraq_-_sako_assunta3

Al termine della funzione i bambini hanno rivolto alcune domande al patriarca Sako. Uno di loro, racconta mons. Yaldo, ha detto che “da grande vuole diventare sacerdote per servire la gente povera, i bisognosi”. Il patriarca, aggiunge, non ha potuto trattenere l’emozione dopo aver ascoltato queste parole e ha aggiunto che “è importante sostenere e condividere le sofferenze”.

Al termine della celebrazione, il patriarca caldeo e il suo vice, hanno raggiunto Kirkuk, dove mar Sako – per dieci anni arcivescovo della città – ha celebrato la messa dell’Assunta. Alla funzione che si è tenuta nella cattedrale del Sacro Cuore, racconta il prelato, “hanno partecipato un migliaio di fedeli”. A seguire, si è tenuta “l’inaugurazione di una grotta dedicata alla Santa Vergine Maria, in concomitanza con la giornata di festa”. iraq_-_sako_assunta4

Alla funzione (nella foto) erano presenti l’attuale arcivescovo di Kirkuk mons. Yousif Thoma Mirkis, le suore, il vice-governatore della città in rappresentanza delle istituzioni locali e alcuni membri del Consiglio della città, musulmani. Al termine si è svolto un incontro con le suore del Sacro Cuore, riunite oggi in capitolo per la scelta della superiora generale. “Dopo settimane di violenze, attentati, spargimenti di sangue – ha concluso mons. Yaldo – ora la situazione è più calma. Tuttavia, il patriarca Sako ha chiesto di pregare per la pace in tutte le celebrazioni che ha officiato. Bisogna pregare per la pace e per il futuro del Paese”.

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