«Vattene, Satana!»: le ultime parole di padre Jacques Hamel. In suo onore, l’iniziativa concreta di Aiuto alla Chiesa che soffre: il sostegno alla formazione di 1000 sacerdoti in tutto il mondo.

“Il Sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani” Tertulliano.

Quella che segue è una rapida traduzione dell’omelia, riportata dal sito aleteia.org, pronunciata dall’arcivescovo di Rouen, Dominique Lebrun, durante la Messa funebre del 2 agosto 2016 in onore di padre Jacques Hamel, assassinato mentre celebrava la Messa nella sua chiesa di Saint Etienne du Rouvray, in Normandia.  L’Arcivescovo Lebrun si è rallegrato per la scelta della famiglia Hamel di leggere un passo delle Beatitudini del vangelo secondo Matteo noto come il “discorso della montagna”, in cui Gesù dice: “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. All’interno della splendida cattedrale gotica di Rouen, una delle più importanti di Francia, per l’occasione sono arrivate oltre duemila persone.

“Dio è imparziale, dice l’apostolo Pietro. Accoglie qualsiasi Nazione che lo teme e le cui opere sono giuste”. Cari amici, il sacerdote Jacques Hamel non ha più di che temere Dio. Ora si presenta con le sue opere buone. Ovviamente non siamo i giudici del cuore del nostro fratello, ma tante testimonianze non possono essere sbagliate. Padre Jacques Hamel aveva un cuore semplice. Era lo stesso con la sua famiglia, con i suoi fratelli e le sue sorelle, con le sue nipoti e i suoi nipoti, in città con i suoi vicini e nella sua comunità con i fedeli cristiani.

58 anni di sacerdozio! 58 anni al servizio di Gesù come sacerdote, ovvero servitore della sua Parola, della sua Eucaristia – la sua Eucaristia e la Sua carità. [Davanti a questo] mi sento molto piccolo. Di Gesù, Pietro ha detto “Ovunque andasse, faceva del bene”. Jacques, sei stato un discepolo fedele di Gesù. Ovunque tu sia andato, hai fatto del bene.

In occasione della Pasqua scorsa, Jacques, hai scritto ai tuoi parrocchiani: “Cristo è risorto, è un mistero, un segreto, un segreto che Dio ci dà da condividere”. Forse questo mistero, questo segreto, questa fiducia nel Cristo risorto, è radicata nell’esperienza di morte in Algeria che, ci ricorda la vostra famiglia, avete incontrato e conoscete tanto bene. Forse questo mistero, questo segreto, è quello che vinceva i cuori nella nostra assemblea: sì, Cristo è risorto. La morte non è l’ultima parola.

Per te, Jacques, la resurrezione di Cristo non è una lezione di catechismo, ma una realtà, una realtà per il nostro cuore, per il segreto del cuore, una realtà allo stesso tempo da condividere con gli altri, come una confidenza rivelata con fiducia. E Dio sa, [mentre ci troviamo] di fronte alla realtà della tua morte brutale, ingiusta e terribile, che ora devi entrare nei nostri cuori per aiutarci a trovare la luce.

Fratelli e sorelle, siamo onesti con noi stessi. Conoscete la storia di Gesù, che nessuno storico può ritenere una favola. Pietro ha detto l’essenziale: Gesù di Nazareth, giusto e buono, guariva quanti erano oppressi dal demonio, perché Dio era con lui; colui che è stato ucciso sul legno della croce, Dio lo ha risuscitato il terzo giorno. Fratelli e sorelle, siamo semplici e onesti. È nel nostro cuore, nelle profondità del nostro cuore che dobbiamo dire “Sì” o “No” a Gesù, “Sì” o “No” alla via di verità e pace, “Sì” o “No” alla vittoria dell’amore sull’odio, “Sì” o “No” alla sua resurrezione.

La morte di Jacques Hamel mi ha chiamato a pronunciare un franco “Sì” – no, non un “Sì” tiepido –, un “Sì” alla vita, come il “Sì” di Jacques alla sua ordinazione. E dobbiamo rispondere sempre “Sì”. Dio non ci forzerà mai. Dio è paziente, e Dio è misericordioso. Anche quando io, Dominique, ho resistito e ho detto “No” all’amore, anche quando ho detto a Dio “Ci penserò, ne riparliamo dopo”, anche quando ho dimenticato, Dio è paziente. Dio mi aspetta per via della sua infinita misericordia.

Ma oggi il mondo può aspettare per forgiare la catena dell’amore che sostituirà quella dell’odio? Ci saranno altri omicidi prima che ci convertiamo all’amore, e alla giustizia che costruisce l’amore – giustizia e amore tra individui e popoli, da qualsiasi lato del Mediterraneo si trovino? Troppe morti in Medio Oriente, troppe morti in Africa, troppe morti in America! Troppe morti violente! Basta! È abbastanza!

Il male è un mistero, e i suoi orrori trovano il loro culmine con il contributo umano. Non è quello che intendevi, Jacques, con le tue ultime parole? Sei caduto a terra dopo la prima coltellata; hai cercato di respingere il tuo assalitore con i piedi, e hai detto: “Vattene, Satana!” Hai detto ancora: “Lontano da me, Satana!” In questo hai espresso la tua fiducia nell’umanità, creata buona, ma alla mercé del demonio.

“Gesù sanava tutti quelli che erano oppressi dal diavolo”, dice il Vangelo. Non vogliamo scusare gli assassini – quelli che stringono un patto col diavolo! Ma sappiamo, perché lo dice la Scrittura, che con Gesù ogni uomo, ogni donna, ogni persona umana può cambiare il proprio cuore con la grazia di Dio. E allora dobbiamo ricordare le parole di Gesù, anche se possono sembrare al di là delle nostre forze: “Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. Di fronte alla violenza diabolica, a queste frenesie demoniache che portano alla morte, ricordiamo nel nostro cuore che Dio ci ha modellati per l’amore; lasciamo vincere l’amore. Ricordiamo che la Madonna chiede di pregare perché Dio li liberi dalle grinfie del demonio. Preghiamo per loro in questo modo; chiediamolo a Gesù, “che sanava tutti quelli che erano oppressi dal diavolo”.

Roselyne, Chantal, Gerald e le vostre famiglie, la vostra strada è difficile. Lasciatemi esprimere la mia ammirazione e quella di tanti altri per la vostra dignità. Vostro fratello, vostro zio, era un pilastro, e continua a esserlo. Non sta a me definire padre Jacques “martire”, ma come non riconoscere le fecondità del sacrificio che ha vissuto in unione con il sacrificio di Gesù, che celebrava fedelmente nell’Eucaristia? Le parole e i gesti di molti dei nostri amici musulmani, le loro visite, non vengono accolti a cuore leggero.

Mi rivolgo anche a voi, membri della comunità cattolica. Siamo feriti, costernati ma non distrutti. Mi rivolgo a voi, battezzati nella nostra Chiesa cattolica, soprattutto se non venite spesso in chiesa, se avete dimenticato la strada. Con il vescovo Georges Pontier, Presidente della Conferenza Episcopale Francese, al mio fianco, vi estendo un semplice appello a compiere un primo passo, semplice come la vita di padre Jacques Hamel:

In ricordo di Padre Hamel, vi invitiamo a visitare una chiesa nei giorni a venire,
per rendere ancora più evidente il vostro rifiuto della profanazione dei luoghi sacri,
per dichiarare che la violenza non prevarrà nel vostro cuore,
per chiedere a Dio la grazia,
per accendere una candela in chiesa con segno di risurrezione;
per radunarvi insieme lì e aprire il vostro cuore a ciò che è più profondo;
per pregare, se possibile, per implorare misericordia.
Il 15 agosto, Festa dell’Assunzione, sarà un giorno appropriato. La Vergine Maria vi accoglierà in tutta la sua tenerezza.
Ricordiamoci di nostra Madre e preghiamo,
Dio, non voltarti dall’altra parte quando i tuoi figli, che guardano a te, ti invocano!
Dio, porta a compimento nei nostri cuori ciò che tuo Figlio Gesù ha iniziato!

Se sei stato lontano dalla Chiesa da molto tempo, potresti accettare questo invito a tornare. Quale migliore risposta possiamo dare alla malvagità avvenuta durante la messa, se non quella di tornare, di essere nuovamente presenti e di dare testimonianza ancora una volta del più grande atto di sacrificio (attraverso il quale il mondo è salvato e la ristorazione è resa possibile).

La migliore risposta alla morte di Jacques Hamel è che tante persone tornino, di nuovo, a partecipare alla Messa.

Il 15 agosto, festa dell’Assunzione, è un giorno favorevole. La Vergine Maria verrà da voi nelle chiese con tutta la sua tenerezza. Andate, pregate con tutto il vostro cuore il 15 agosto. Ricordiamo nostra madre e preghiamo: O Maria, Dio non è insensibile alla supplica dei tuoi figli che si rivolgono a te! Dio, porta a compimento nel nostro cuore quello che tuo Figlio Gesù ha iniziato! Dio, grazie per il tuo figlio Jacques: consola la sua famiglia e fai sorgere tra di noi, tra i partecipanti alla Giornata Mondiale della Gioventù, nuovi profeti del tuo amore! Amen!

Dominique Lebrun, arcivescovo di Rouen

Azione straordinaria di Aiuto alla Chiesa che soffre: in memoria di Padre Jacques, formiamo mille soldati della fede

 Aiuto alla Chiesa che Soffre ha deciso di onorare la memoria di Padre Jacques Hamel, barbaramente sgozzato il 26 luglio 2016, con un’azione concreta: il sostegno alla formazione di 1000 sacerdoti in tutto il mondo.

Tutto il mondo ha conosciuto il parroco francese soltanto la mattina in cui è stato ucciso, nel momento in cui celebrava la Messa nella Chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino Rouen. «Noi di Aiuto alla Chiesa che Soffre – aggiunge Monteduro – siamo convinti che, esattamente come ogni altro ministro di Dio, desiderasse vedere la propria vocazione rinnovata nelle migliaia di giovani che in tutto il mondo rispondono “sì” alla chiamata del Signore. È il nostro modo, come sempre concreto, di reagire alla barbarie».

Mille sacerdoti in ricordo di padre Jacques Hamel. Per onorare la memoria del parroco francese brutalmente ucciso il 26 luglio scorso, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha lanciato una campagna straordinaria che sosterrà negli studi mille seminaristi in tutto il mondo. Dalla Colombia alla Bosnia-Erzegovina, da Cuba alla Nigeria, dall’India alla Romania, dall’Angola al Madagascar, sono in totale 21 le diocesi che beneficeranno di questo aiuto.

In molte delle aree più povere e delle terre di persecuzione, nonostante le gravi difficoltà, vi è un alto numero di giovani che desidera diventare sacerdote. Spesso però in questi stessi paesi, i seminari non possono accogliere tutti gli studenti perché non hanno strutture adeguate. «Abbiamo scelto i seminari che avevano maggiormente bisogno di aiuto – sottolinea il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – per permettere loro di accogliere molti più studenti e di formare quelli che noi riteniamo essere i nuovi “soldati della fede”».

Ancora una volta una reazione concreta della fondazione pontificia agli attacchi che purtroppo si sono susseguiti nelle ultime settimane. ACS costruirà infatti anche una chiesa in Bangladesh, con il sostegno della famiglia di Simona Monti, una delle vittime italiane della strage di Dacca.

«Anche il supporto alla formazione dei nuovi sacerdoti – aggiunge Monteduro – è una risposta concreta al fondamentalismo perché, soprattutto nei paesi in cui la minaccia estremista è maggiormente presente, i ministri di Dio devono possedere gli strumenti adeguati per promuovere il dialogo e contribuire ad una coesistenza pacifica fra tutti i gruppi religiosi, ponendo un freno a conflitti e pregiudizi che possono favorire il diffondersi di gruppi oltranzisti».

In tutto il mondo la Chiesa è in prima linea nella promozione del dialogo religioso, e al tempo stesso offre ai giovani valori alternativi a quelli della violenza. Il contributo delle scuole cattoliche è determinante nella diffusione, anche al di fuori della comunità cristiana, di valori quali la pace e il rispetto reciproco. «Ecco perché formare sacerdoti ben preparati è una potente arma contro il fondamentalismo. Ed è inoltre fondamentale che la presenza cristiana sia visibile e radicata, specie in quelle società sotto attacco da parte degli estremisti».

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/acs-1000-nuovi-soldati-della-fede-per-padre-jacques-anche-questa-e-una-risposta-allestremismo/

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In onore di Padre Jacques, il dipinto dell’artista musulmano Moubine

Fonti

http://www.normandie-actu.fr/va-t-en-satan-les-derniers-mots-de-jacques-hamel-pretre-tue-pres-de-rouen_222757/

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/rouen-in-migliaia-al-funerale-di-padre-jacques-%7C-l-arcivescovo-tutti-voi-siete-la-sua-famiglia-_3023801-201602a.shtml

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