I discorsi del Papa in Polonia,dimenticati dalla stampa: contro il gender, contro quelle ideologie corrotte dall’idolatria del denaro che provocano guerra, immigrazione e scristianizzazione

Il tassello mancante delle recenti giornate polacche di Papa Francesco: le parole rivolte ai vescovi nell’incontro a porte chiuse avvenuto lo scorso 27 luglio nella Cattedrale di Cracovia. Ieri il Vaticano ha diffuso il resoconto del dialogo tra il Papa e i presuli polacchi, avvenuto a partire da quattro domande che gli sono state rivolte dai vescovi.

CONTRO L’IDEOLOGIA GENDER 

Proprio in Polonia, dove il governo e i vescovi sono particolarmente attivi nella difesa della vita e della famiglia naturale, il Papa, riferendosi al gender, ha sottolineato che stiamo «vivendo l’epoca del peccato contro Dio creatore!». Questo richiamo lo ha fatto specificando anche un dialogo tra lui e il papa emerito, Benedetto XVI, che nel 2012 a proposito di ideologia gender disse che «dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso». «Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. – ha detto Papa Francesco – E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile.» Si tratta di concetti già espressi dal pontefice, che sono di stretta attualità anche in Italia visto che questa ideologia vuole essere introdotta nelle scuole sotto varie forme.

IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA

Anche sull’immigrazione, altro tema caldo per le note posizioni critiche del governo polacco alla politiche di accoglienza messe in campo dalla Ue, il Papa ha risposto ai vescovi. A proposito di accoglienza ha detto che «non si può dare una risposta universale, perché l’accoglienza dipende dalla situazione di ogni Paese e anche dalla cultura». «Abbiamo Paesi», ha aggiunto il Papa, «che hanno saputo integrare bene i migranti, da anni! Hanno saputo integrarli bene. In altri, purtroppo, si sono formati come dei ghetti. C’è tutta una riforma che si deve fare, a livello mondiale, su questo impegno, sull’accoglienza. Ma è comunque un aspetto relativo: assoluto è il cuore aperto ad accogliere. Questo è l’assoluto! Con la preghiera, l’intercessione, fare quello che io posso. Relativo è il modo in cui posso farlo: non tutti possono farlo nella stessa maniera».

LO SFRUTTAMENTO PER DENARO

Trasversale a tutte le risposte del Papa, è la lettura che ha dato sulla causa che provoca le guerre, il terrorismo, l’emigrazione, perfino il gender.  «Ideologie, sì, ma qual è l’ideologia di oggi, che è proprio al centro e che è la madre delle corruzioni, delle guerre? L’idolatria del denaro. L’uomo e la donna non sono più al culmine della Creazione, lì è posto l’idolo denaro, e tutto si compra e si vende per denaro. Al centro il denaro. Si sfrutta la gente.» Il concetto lo ha specificato anche rispondendo sul tema degli immigrati; una lettura, quella di Bergoglio, che sopratutto in tema di terrorismo di matrice islamica, non sempre trova d’accordo commentatori ed esperti. «Oggi, si è chiesto Francesco, perché c’è tanta migrazione? (…) Parlo di quelli che vengono da noi: fuggono dalle guerre, dalla fame. Il problema è là. E perché il problema è là? Perché in quella terra c’è uno sfruttamento della gente, c’è uno sfruttamento della terra, c’è uno sfruttamento per guadagnare più soldi. Parlando con economisti mondiali, che vedono questo problema, dicono: noi dobbiamo fare investimenti in quei Paesi; facendo investimenti avranno lavoro e non avranno bisogno di migrare. Ma c’è la guerra! C’è la guerra delle tribù, alcune guerre ideologiche o alcune guerre artificiali, preparate dai trafficanti di armi che vivono di questo: danno le armi a te che sei contro quelli, e a quelli che sono contro di te. E così vivono loro! Davvero la corruzione è all’origine della migrazione».

LA SECOLARIZZAZIONE

Il Papa ha avvertito i vescovi che la forte secolarizzazione del mondo moderno ha un pericolo in una certa “spiritualizzazione gnostica”, ossia «una spiritualità soggettiva, senza Cristo. Il problema più grave, per me, di questa secolarizzazione è la scristianizzazione: togliere Cristo, togliere il Figlio. Io prego, sento… e niente più. Questo è gnosticismo.». La soluzione proposta da papa Bergoglio è quella della «vicinanza. Oggi noi, servitori del Signore – vescovi, sacerdoti, consacrati, laici convinti –, dobbiamo essere vicini al popolo di Dio. Senza vicinanza c’è soltanto parola senza carne». Ribadendo così un concetto a lui molto caro, quello del pastore che deve avere l’odore delle pecore. In questo senso va interpretata anche la risposta data a proposito della centralità della parrocchia. «Una struttura che non dobbiamo buttare dalla finestra.  La parrocchia è proprio la casa del Popolo di Dio, quella in cui vive. Il problema è come imposto la parrocchia! Ci sono parrocchie con segretarie parrocchiali che sembrano “discepole di satana”, che spaventano la gente! Parrocchie con le porte chiuse. Ma ci sono anche parrocchie con le porte aperte, parrocchie dove, quando viene qualcuno a domandare, si dice: “Sì, sì… Si accomodi. Qual è il problema?…” ».

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