Arcivescovo di Parigi insultato perchè ha denunciato il laicismo occidentale, che ha permesso il dilagare della minaccia jihadista. Una giornalista musulmana denuncia le stesse cose: anche lei accusata di “razzismo”.

ECCO PERCHE’ IL TERRORISMO ISLAMISTA DILAGA IN FRANCIA. È dal primo attentato dell’Isis in Francia contro la redazione di Charlie Hebdo e il supermercato ebraico Hyper Cacher, compiuto non da stranieri ma da francesi nati e cresciuti all’ombra della Tour Eiffel, che il paese si interroga su come mai ci siano così tanti francesi che odiano il proprio paese. La Francia, che dovrebbe essere il “paradiso della libertà e dei diritti”, vive nel vuoto e nel terrore.

LAICISMO. Chiunque abbia parlato di un problema interno all’islam è stato messo a tacere e accusato di islamofobia.  E’ innegabile che l’islam sia diviso e che al suo interno vi siano ideologie politiche totalitarie e violente, che ora, a causa di una scellerata politica occidentale, stanno prendendo il sopravvento anche in Europa, istigate da predicatori di odio senza controlli e diventati “cittadini francesi”: il buonismo opportunista di certo “progressismo laicista”, non fa altro che favorire il dilagare del terrorismo islamista. Chiunque abbia parlato di una perdita di identità della Francia, sostituita da un vuoto laicismo e da un feroce nichilismo, è stato denunciato e deriso come “estremista nostalgico delle crociate”. Ma il problema insito nell’islam è un problema che nasce dalla politica di conquista da quelle nazioni che finanziano i miliziani di Isis per i propri obiettivi di potere. Le gloriose Crociate salvarono l’Europa unita contro l’invasione islamica, ed il revisionismo storico moderno lo ha dimostrato ampiamente.

Uno dei commenti più lucidi sul male che affligge l’Europa è arrivato proprio da una musulmana, Hind Fraihi, che prima di tutti denunciò l’islam radicale che serpeggiava nel quartiere di Bruxelles Molenbeek.3719046-9788817089784

«BRUXELLES E’ RIFUGIO PER I JIHADISTI. ». A Tempi Hind Fraihi dichiarò all’indomani degli attentati nella capitale belga: «La responsabilità è della politica. Se certi politici hanno permesso tutto questo è per avere voti. Volevano accattivarsi la comunità musulmana per motivi elettorali. Siccome non hanno una visione seria sull’immigrazione, non accettano critiche al principio della tolleranza. Qualunque aspetto negativo viene censurato ma così, purtroppo, non li si può neanche correggere. 

Io denunciavo estremismo e radicalizzazione, che erano visibili e tangibili. Le mie conclusioni erano politicamente scorrette e sono stata accusata di razzismo.

L’EUROPA NON SA COSA OFFRIRE.
L’Europa dovrebbe offrire a questi giovani [che diventano terroristi] un’alternativa. Il problema è che non ce l’ha. Non ha più un’ideologia dominante, non ha più un’identità precisa: c’è solo l’individualismo, ma questo separa le persone, non le unisce. L’Europa deve cambiare. Finché ci saranno solo materialismo, capitalismo e individualismo difficilmente la situazione migliorerà. Così, infatti, non si aiutano i giovani, li si divide, al massimo si creano tra di loro connessioni economiche, ma nessun rapporto umano».

L’ARCIVESCOVO DI PARIGI MESSO IN CROCE. Ancora oggi, all’indomani dell’ennesimo attentato, nel quale un sacerdote è stato sgozzato in Normandia di fianco all’altare in chiesa mentre diceva la messa, è vietato denunciare questo grande male della Francia.

Ci ha provato, con un’omelia coraggiosa pronunciata durante la funzione a Notre Dame in suffragio di padre Jacques Hamel, il cardinale arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois. Ed è stato per questo messo in croce e insultato.

L’OMELIA. Mercoledì il cardinale ha detto dal pulpito: «La crisi che attraversa oggi la nostra società ci spinge in modo inesorabile a riconsiderare quali sono per noi i beni più preziosi. Si invocano spesso i valori, come una sorta di talismano, per i quali dovremmo resistere costi quel che costi. Ma siamo meno prolissi sul loro contenuto, e questo è il problema. (…) Per quali valori siamo pronti a vendere tutto ciò che possediamo per acquistarli e proteggerli? Forse che, finalmente, i nostri aggressori ci hanno resi attenti a identificare l’oggetto della nostra resistenza?».

«LEGALIZZAZIONE DELLE DEVIANZE». Mai, continua il cardinale, «abbiamo conosciuto più prosperità, comodità di vita e sicurezza come oggi in Francia. Tanti beni prodotti e condivisi, per quanto in modo ineguale, non ci impediscono di essere avvinghiati dall’angoscia. È perché abbiamo così tanto da perdere che abbiamo così paura?». A questo punto, monsignor Vingt-Trois, denuncia il vuoto, il «silenzio» nel quale si inserisce la minaccia jihadista che paralizza il paese: «Silenzio dei genitori davanti ai loro figli e fallimento della trasmissione di valori comuni. Silenzio delle élite davanti alle devianze dei costumi e legalizzazione di queste devianze. Silenzio del voto attraverso l’astensione. Silenzio al lavoro, silenzio a casa, silenzio in città. A quale scopo parlare? Le tante paure costruiscono la paura collettiva e la paura ci blocca. La paura ci spinge a nascondere e a nasconderci. (…) Dove troveremo la forza di affrontare questi pericoli? Per noi che crediamo in Gesù Cristo, la speranza è confidare nella Sua Parola».

«OMOFOBO E VIOLENTO». Il riferimento alle «devianze dei costumi» e alla «legalizzazione delle devianze» non è passato inosservato. Esther Benbassa, senatrice dei Verdi, ha subito accusato il cardinale di aver pronunciato «frasi indegne». Corinne Narassiguin, portavoce del partito socialista, si è detta «indignata» dal modo in cui il prelato ha «denunciato il matrimonio gay in un’omelia sulla speranza davanti al terrorismo». L’ex ministro di centrodestra Roselyne Bachelot ha infine denunciato la «violenza inaudita» delle parole del monsignore promettendo di «continuare la battaglia contro tutte le discriminazioni».

COME VOLEVASI DIMOSTRARE. L’entourage di Vingt-Trois ha fatto notare che il cardinale non si riferiva tanto al matrimonio gay in particolare, quanto a «una serie di misure relative alla bioetica, all’inizio e alla fine della vita, alla famiglia».

In particolare i socialisti guidati dal presidente François Hollande, in pochi anni, hanno legalizzato il matrimonio e l’adozione gay, la fecondazione eterologa per coppie di lesbiche, l’utero in affitto (chiedendo ai giudici di non condannare chi lo pratica all’estero), la sedazione terminale (versione neanche tanto light dell’eutanasia), hanno aperto le stanze del buco dove drogarsi in modo legale, hanno reso l’aborto un diritto universale (nel 2015 sono state 218.100 le interruzioni di gravidanza) e hanno reso obbligatorio l’insegnamento della teoria gender in tutte le scuole. Teoria che Papa Francesco definisce continuamente “colonizzazione ideologica simile ai totalitarismi del XX secolo”.

L’arcivescovo di Parigi ha denunciato questa offensiva laicista ed è stato additato come «violento» e «omofobo». Vincent Neymon, portavoce della Conferenza episcopale francese, ha commentato l’accaduto con le parole giuste: «Vingt-Trois ha avuto il coraggio di affermare ciò in cui crede. Questa polemica è la perfetta illustrazione di ciò che ha voluto dire il cardinale».

In Francia (e NON SOLO) c’è una sinergia evidente fra islamismo e laicismo. Uniti nel criminalizzare soprattutto la religione cattolica. Chiaro che poi si arriva alla uccisione dei sacerdoti. Chi semina arroganza raccoglie omicidi. Il laicismo francese è arrivato al punto di vietare l’ esibizione dei simboli religiosi nelle scuole (alla faccia della libertà) , mandare in galera chi si metteva le magliette della Manif pour Tous, assolvere le Femen che entravano seminude nelle cattedrali vandalizzando gli arredi sacri (condannando invece i sagrestani che cercavano di impedirlo), e anche distruggere delle statue dedicate a Giovanni Paolo II (https://it.zenit.org/…/francia-tribunale-ordina…/), perchè avevano delle croci “troppo grandi”. Senza parlare delle sparate di certi ministri massoni di Hollande che dichiaravano apertamente la loro intenzione di promuovere la “religione repubblicana” al posto della Cattolica. Vedi ad esempio qui: http://www.tempi.it/francia-peillon-carta-laicita…
Uno dei principali sostenitori dei “diritti gay” (Pierre Bergé) voleva abolire tutte le feste religiose, per instaurare il loro “regime totalitario” di repressione dei diritti altrui http://www.tempi.it/francia-berge-feste-cristiane…

Purtroppo le conseguenze del caos generato dal laicismo sono così palesi e lo sono sempre state nel corso della storia recente (vedi totalitarismi atei assassini del XX secolo) che solo un ottuso non le vuole riconoscere.

PER VINCERE IL TERRORISMO ISLAMISTA, L’EUROPA DEVE RIAPPROPRIARSI DELLA SUA VERA IDENTITA’ CULTURALE CRISTIANA.

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SANTI PATRONI E PATRONE DELL’EUROPA

Bene che i musulmani siano venuti in chiesa il 31 luglio 2016 e che mostrino il loro rispetto e la loro solidarietà coi cristiani nel condannare il settarismo omicida islamista e dei criminali che lo finanziano. Ma dai bei gesti si deve passare ai fatti: questo incontro non deve essere strumentalizzato dal sincretismo religioso, che non può e non potrà mai sussistere.  Il Cristianesimo ha una Sua grandiosa Identità: la Parola di Dio, il Verbo di Dio, Nostro Signore Gesù Cristo e solo la Sua Parola non passerà mai. 

Il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha commentato questo evento di incontro tra cattolici e musulmani con la speranza che “sia l’inizio di un percorso nuovo”. L’islam deve uscire dall’ipocrisia e dai legami con il radicalismo islamico, come deve farlo l’Occidente con il laicismo dilagante e con la sua tacita connivenza con i finanziatori di Isis.. Dove si esalta l’odio e si istiga al suicidio ed allo sterminio, alla schiavitù ed alla sete di potere e conquista, c’è settarismo, non vera religione.

Per noi cattolici questo momento deve essere un incentivo a difendere ancora di più i nostri valori e tradizioni cristiane, che i musulmani che vivono nel nostro paese devono imparare a conoscere e rispettare. Una lezione di civiltà religiosa per chi, invece, in Italia, in occasione delle principali festività religiose cattoliche, ha proposto di non celebrarle pubblicamente, nelle scuole o addirittura nelle chiese, per non “turbare” la sensibilità dei musulmani. Tutto ciò va condannato, come ha dimostrato la giornalista musulmana coraggiosa Hind Fraihi, che ha messo a repentaglio la sua vita per condannare il radicalismo islamista.

«Vingt-trois omofobo». Perché vince il terrorismo | Tempi.it

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