La denuncia di Padre Eid, parroco siriano: “La Francia ha nutrito il mostro jihadista, che ora divora anche i francesi e l’Europa”

IN FOTO Il memoriale per Padre Jacques Hamel all’esterno del Municipio della città di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, Francia. Candele e fiori sono stati depositati davanti al municipio della cittadina, mentre alcune persone hanno lasciato piante e messaggi d’affetto all’esterno dell’abitazione del parroco, Padre Jacques, ucciso nell’attentato rivendicato da ISIS del 26 luglio 2016.

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PADRE EID, PARROCO DI MALOULA IN SIRIA

«La Francia ha nutrito un mostro e ora questo mostro le si ritorce contro, divorando i figli e i cittadini francesi». Così padre Toufic Eid, parroco siriano di Maloula, ha commentato l’attentato di ieri 26 luglio 2016, quando due terroristi islamici hanno fatto irruzione nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray (Normandia), vicino a Rouen, prendendo in ostaggio i fedeli presenti alla Messa del mattino e sgozzando padre Jacques Hamel e un fedele, che ancora  è in bilico tra la vita e la morte.

AVEVAMO AVVISATO I FRANCESI. Padre Eid conosce bene il «mostro» che sta devastando di attentati la Francia. Maloula, villaggio siriano di cui è parroco, è stata conquistata dai jihadisti nel 2013 e riconquistata poi dall’esercito di Assad nel 2014. La furia islamista, oltre ad aver distrutto chiese e conventi, ha anche dato vita a tre martiri cristiani, uccisi in odium fidei. «Sono desolato», ha dichiarato in un’intervista a Boulevard Voltaire. «Faccio le mie condoglianze alla Chiesa e a tutti i francesi, sono sconvolto. Noi purtroppo avevamo avvisato i francesi che si sarebbe arrivati a questo punto».

«FEDE E VERITÀ». Il sacerdote accusa infatti da anni i paesi europei, e in particolare la Francia, di aver fatto di tutto per spodestare Bashar al-Assad e lasciare così la Siria in mano a una coalizione di milizie islamiste. Questo intervento non ha fatto che favorire lo Stato islamico e la sua ideologia. «In questo momento», continua, «i cattolici devono restare forti nella fede ma anche nella verità. Devono chiedere allo Stato non solo di abbattere questi terroristi, ma anche di andare alla radice di questo terrorismo».

POLITICA INSENSATA. Per il parroco di Maloula, «la polizia non basta, la politica francese deve fare i conti con se stessa e rivedere tutte le sue azioni degli ultimi anni. Queste hanno portato all’esodo migratorio dei siriani in Europa», che tanto sta mettendo in difficoltà l’Unione Europea. «È una politica che non ha senso, controproducente. I francesi devono ammettere i loro errori e cooperare con il governo siriano. Devono anche rivedere i rapporti con i loro “amici” internazionali che finanziano e sponsorizzano questo terrorismo e questa ideologia».

«RICONOSCERE I PROPRI ERRORI». Ecco perché padre Eid chiede «ai politici francesi di essere sinceri e di riconoscere i propri errori e cambiare di conseguenza le loro politiche. Ai cristiani invece dico che anche noi abbiamo avuto i nostri martiri. La speranza è una sfida per i cristiani. Bisogna pregare molto e lavorare molto, anche politicamente però. Dobbiamo conservare la fede e restare forti nella verità».

PROBLEMI DELL’ISLAM. In questo senso, è utile leggere le affermazioni di un esperto di islam come padre Samir Khalil Samir, gesuita e docente presso il Pontificio istituto orientale di Roma. Ha scritto su AsiaNews: «Ancora oggi la soluzione è l’integrazione, non il rifiuto dei migranti», però bisogna avere il coraggio di dire che «l’islam fa fatica a integrarsi perché ha una cultura in molti punti opposta a quella attuale dell’occidente. Dal punto di vista religioso, sociale, dei rapporti uomo-donna, in rapporto al mangiare… è un sistema completo. Che la religione sia diversa, questo non è un problema. Ma il fatto è che nell’islam la religione è legata a un sistema politico, sociale, culturale, storico, di costume, che influenza tutto».

L’IPOCRISIA DEI POLITICI CHE VOGLIONO RACCOGLIERE VOTI DAGLI IMMIGRATI ISLAMICI. Oggi, continua il gesuita, «l’influsso radicale e islamista rende l’integrazione molto più difficile». E «si deve anche avere il coraggio di dire anche che l’islam ha elementi di violenza nel Corano e nella vita di Maometto. Se invece si continua a dire che “l’islam è una religione di pace”, creiamo solo confusione e mistificazione». Per padre Samir, i politici continuano a fare affermazioni di questo tipo solo «per avere i voti delle comunità islamiche».

«MOSCHEE SALAFITE IN FRANCIA». Questo è vero soprattutto in Francia: «Da alcuni anni in Francia il governo può donare terreni per moschee e centri islamici con affitti gratuiti per 99 anni. Così stanno riempiendo la Francia di moschee finanziate da Paesi che sostengono il terrorismo. Fra i politici c’è una perdita del senso morale, dato che sono disposti a tutto pur di accumulare voti. E c’è anche un pizzico di ignoranza: nessuno direbbe che nel Corano non vi sono versetti violenti! Ignoranza e perdita di senso morale sono una miscela esplosiva».

Attacco alla libertà religiosa. Odio anticristiano. L’Europa rischia l’escalation del Medio Oriente.

Così Alessandro Monteduro, direttore della sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Associazione di Diritto Pontificio, reagisce all’attacco dei terroristi di ISIS nella Chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen in Normandia, in cui è stato ucciso il sacerdote Padre Jacques Hamel, mentre celebrava la S.Messa. 

«Oggi si è verificata una vera e propria barbarie, ma non possiamo indignarci soltanto in drammatiche occasioni», continua Monteduro, ricordando come già negli ultimi anni sempre più chiese e simboli cristiani siano stati attaccati, distrutti e profanati in Francia. «Esattamente come in Medio Oriente, alla distruzione dei luoghi di culto seguono crimini violenti ai danni dei sacerdoti e dei fedeli».

«La persecuzione dei cristiani, come abbiamo visto oggi, non è lontana da casa nostra – afferma il direttore di ACS-Italia – Iniziamo a ribellarci, in primis la comunità internazionale, contrastando la decristianizzazione che da tempo dilaga in Europa.

È anche la mancata difesa della nostra fede a renderci maggiormente vulnerabili».

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/rouen-leuropa-rischia-lescalation-del-medio-oriente/

“Possiamo ascoltare in questo tempo l’invito di Dio a prendere cura di questo mondo, per renderlo, là dove viviamo, più caloroso, più umano, più fraterno”. Quando, all’inizio dell’estate, Padre Jacques Hamel ha lanciato ai suoi fedeli questo appello, di certo non immaginava che sarebbe diventato il suo testamento spirituale.

UN OMAGGIO A PADRE JACQUES, le sue parole alla S.Messa di Natale del 2009: “Gesù è venuto per i deboli e per i poveri. Il Figlio di Dio non ha avuto paura di nascere in una stalla per noi, di farsi piccolo e vulnerabile per noi. Gesù è vicino ai più deboli.”  

 

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