Calabria, tra sette sataniche, riti vudù e le “signore anticristo”

La Calabria e in particolare la provincia di Cosenza sono purtroppo oggetto, ormai da molti decenni, delle vergognose attenzioni di gente senza scrupoli che aderisce a sette sataniche, riti occultisti blasfemi e “propiziatori”. Con l’arrivo dell’estate, il fenomeno sembra diventare ancora più dilagante…

Nel mese di giugno 2016, le cronache hanno riferito di sette sataniche in azione nella zona di Cetraro, fatti inquietanti accaduti la notte precedente la festa cattolica del CORPUS DOMINI. Alcuni ragazzi, durante una serata trascorsa fuori, hanno notato degli uomini incappucciati portare candele di colore blu e rosso, in un vicolo del paese.

Le famiglie di Cetraro sono sempre più spaventate, questi fatti sono accaduti altre volte. L’avvistamento di “incappucciati” nel cuore della notte sulla cima del Monte Serra è un fenomeno che avviene dagli anni 70/80. Numerosi testimoni affermano che un bambino sarebbe stato rapito e poi rilasciato nel giro di poco tempo… Finalmente stavolta i carabinieri di Paola hanno aperto le indagini. Questi fatti non vanno sottovalutati e catalogati solo come “bravate giovanili”, è necessaria la corretta informazione sulle sètte e la prevenzione. A tal fine, erano già stati organizzati nelle scuole di Cetraro alcuni convegni con esperti in materia. 

Della presenza di sette sataniche a Cetraro ha parlato anche il criminologo Sergio Caruso, che afferma che la celebrazione di rituali satanici in genere avviene proprio in concomitanza con festività sacre cattoliche. La contrapposizione al sacro è il punto focale della dottrina satanica. Sulle candele rosse e blu, sull’associazione di questi due colori nel ritualismo occultista, il criminologo ha affermato che il rosso nella magia nera rappresenta lo spargimento di sangue; il blu rappresenta l’invocazione di demoni. 

Prendendo spunto da questa recente notizia, siamo rimasti colpiti da una dichiarazione di Fabio Gallo, l’ex ballerino e coreografo cosentino, che venne coinvolto all’inizio degli anni Novanta in una assurda macchinazione ordita dalla procura di Cosenza dalla quale è uscito completamente pulito ma della quale non si conoscono ancora bene i contorni. Fermo restando che il principale accusatore di Gallo, il procuratore di Cosenza Alfredo Serafini, deceduto, adesso è davanti al Giudice Supremo e dovrà rispondere davanti a Dio per non aver mai fatto il suo dovere di giudice super partes. 

Ma veniamo alla dichiarazione di Fabio Gallo relativa alle sette sataniche e in particolare ai riti “vudu”. 

L’INCREDIBILE VICENDA DI FABIO GALLOaudio-novoodoo 

Care Mariaelena Ciardullo e Monica Nicoletti, nel Dicembre 1993 nella sede della Scuola di Danza che portava il mio nome, ritrovammo una serie di pupazzi vudù posizionati in angoli particolari della sede associativa.

Dopo una serie di indagini, grazie ai richiami di tali “vudu”, furono identificate le due donne che avevano posto in essere la spregiudicata e blasfema operazione in una sede dove, tra l’altro, c’erano tanti bambini.

Si potrebbe immaginare che tale pratica sia da ricondurre a persone di bassissimo livello culturale. Invece, con nostra grande meraviglia e costernazione, nostro malgrado, abbiamo dovuto prendere atto che le due signore, erano laureate e vicine al Tribunale di Cosenza in quanto una delle due (madre e figlia) prestava servizio per il Palazzo di Giustizia nella qualità di perito.

Quando sono stati aperti i pupazzi vudù incredibilmente somiglianti alla mia persona perché scolpiti con la cera, vi erano due grandi spille, una sul cuore e una sul ventre.

Quest’ultima attraversava il nastro sul quale era scritto “amore o morte”.

Preciso che ho studiato Antropologia e sono laureato con 110 e lode.

Ciò, non per attestare vanità, ma per certificare l’accaduto davanti, tra l’altro, a numerose persone che ne furono e ne sono, se pur a distanza di anni, testimoni.

Il processo che mi vide imputato fu costellato da signore viziose che ne combinavano di cotte e di crude a mio carico e che, fortunatamente, grazie ad una serie di indagini dei carabinieri disposte dalla magistratura, furono scoperte.

Fu proprio grazie alle attività morbose, delinquenziali e nefaste di queste “signore anticristo” che ho potuto provare a numerosi Tribunali la mia onestà, vincendo tutti i processi scaturiti dall’unico dal quale uscii sconfitto, perché tenutosi a Cosenza, tra la gente succitata.

Ma… L’Immacolata Concezione… esiste eccome !!!

Fabio Gallo http://www.iacchite.com/cosenza-corrotta-fabio-gallo-i-riti-vudu-e-le-signore-anticristo/

REGGIO CALABRIA, TRATTA DI ESSERI UMANI: RITI VUDU’ per farle prostituire, sgominata rete di sfruttamento

Giugno 2016  La Procura di Palermo è riuscita a sgominare un’organizzazione criminale capeggiata da una “maman” che abitava a Reggio Calabria. In manette sono finite tre persone di nazionalità nigeriana e una ghanese, tutti sottoposti a fermo perché accusati di associazione a delinquere transnazionale, finalizzata alla riduzione in schiavitù, alla tratta di persone e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

«Mi hanno fatto un rito Voodoo per ricattarmi e farmi prostituire», ha riferito agli inquirenti la supertestimone 26enne che sognava di fuggire dalla Nigeria per fare la tata in Italia e che, invece, si era ritrovata ridotta in schiavitù. «Avevano preteso 30mila euro per un lavoro in Italia – ha raccontato la ragazza – ma, arrivata in Libia, mi sono trovata rinchiusa in una casa, assieme ad altre ragazze. Ho capito a cosa stavo andando incontro. Volevo fuggire, ma non potevo. Mi dissero che sarei dovuta andare in Sicilia. E così è stato. Appena arrivata, su un barcone, sono fuggita».
Per soggiogare psicologicamente le vittime, Osaro John (alias Vivian), la  maman di alcune nigeriane fatte arrivare in Italia per prostituirsi, prelevava i peli del pube e delle ascelle per riti voodoo. La circostanza emerge dall’indagine che ha portato a quattro fermi per la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione per tre nigeriani (una donna e due uomini) e un ghanese. Secondo le indagini dell’aggiunto Maurizio Scalia e dei sostituti Annamaria Picozzi e Geri Ferrara, le vittime venivano fatte arrivare dalla Nigeria in Libia e poi imbarcate al prezzo di trentamila euro. Il denaro diventava un debito che sarebbe stato saldato in Italia grazie alla prostituzione delle vittime,  legate agli aguzzini da particolari riti voodoo eseguiti nel Paese d’origine e proseguiti in Italia.

In una delle conversazioni intercettate, la maman Osaro John afferma di aver prelevato personalmente i peli dal pube e dalle ascelle di una delle vittime. Dopo aver scoperto che tre migranti sono scappate dalla casa a Reggio Calabria dove erano rinchiuse, ha affermato: “Ho i peli, le mutande e tutto, li ho qui con me mentre ti sto parlando, sono a Padova. Se io vedo che non mi pagheranno li porterò da quell’uomo per fare schifezza (per celebrare un rito voodoo, ndr)”.

RITI VOODOO..altro che “cultura”: Storia e controstoria di chi ha perso tutto: lavoro, famiglia e dignità a causa di questo maleficio africano. Dalla tratta della prostituzione fino alla schiavitù di donne nigeriane minacciate dai riti voodoo. Dall’allarme lanciato dalle forze dell’ordine fino all’appello di don Gabriele Amorth: ” E’ un trionfo di satana perché il Voodoo è una delle forme peggiori di maleficio diabolico. Il Voodoo è una magia perché, attraverso satana, che viene invocato direttamente o indirettamente, si usa per fare del male ad altri”.

Fonti

http://www.infopinione.it/index.php/2016/06/09/cetraro-allarme-pratiche-sataniche/

http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/cronaca/item/47309-riti-voodoo-per-farle-prostituire,-sgominata-rete-di-sfruttamento/47309-riti-voodoo-per-farle-prostituire,-sgominata-rete-di-sfruttamento