Il sorriso di Dio che oscura la morte e porta la gioia di Gesù risorto anche sui social

 Fino alla settimana scorsa nessuno conosceva suor Cecilia Maria. Sul letto d’ospedale di Santa Fè in Argentina dove lottava contro un cancro alla lingua, la religiosa, appartenente alle carmelitane scalze della cittadina sulle rive del Paranà ha ricevuto le visite delle consorelle e dei parenti. Come un qualunque malato. Come un qualunque essere umano in cerca di affetto e comprensione nel momento più drammatico della propria esistenza: la malattia terminale.

Ma per suor Cecilia Maria c’era un disegno della Provvidenza preciso che è letteralmente esploso secondo vie imperscrutabili, quando la fotografia di lei sorridente sul letto d’ospedale è stata scattata e divulgata. Niente di particolarmente artistico, ma a modo suo rivoluzionario. Cecilia Maria è bellissima, di volto, di sguardi, bella la dentatura, belli gli occhi. Ma soprattutto bellissimo il suo sorriso: non di rassegnazione, ma di speranza, non di tetro addio ma di gioia. Niente in lei fa presagire allo spegnimento del corpo che si apparecchia alla morte. Eppure sarebbe deceduta poche ore dopo quella foto il 23 giugno 2016.

Su un pezzo di carta  ha scritto il suo ultimo desiderio: “Stavo pensando a come volevo  il mio funerale. Prima tanta preghiera forte, e poi una grande festa per tutti. Non dimenticate di pregare, ma anche di festeggiare! ” .

“Sono molto contenta”, ha scritto a maggio suor Cecilia, “stupita dall’opera compiuta da Dio attraverso la sofferenza e dalle tante persone che pregano per me”.

Anche papa Francesco da Roma le aveva assicurato le proprie preghiere in un messaggio vocale in cui le ha detto che sapeva della sua situazione e che le voleva molto bene.

Non era la prima volta che il Vicario di Cristo rivolgeva la sua attenzione a suor Cecilia. Prima di prendere l’abito, la religiosa era infatti riuscita a parlare personalmente con papa Giovanni Paolo II della sua vocazione.

Qualche ora prima di morire, la carmelitana ha ricevuto la Comunione, bagnandosi le labbra con il Preziosissimo Sangue di Nostro Signore. La malattia l’aveva già da tempo privata dell’uso della lingua, “la patena più sacra per ricevere il suo Corpo e il suo Sangue”, come l’ha descritta.

Aveva appena 42 anni. Entrò nella clausura carmelitana a 26 anni, poco dopo il conseguimento del diploma di infermiera nel 2003. Nulla sappiamo della sua vita dietro le grate del monastero di Santa Teresa e San Giuseppe se non che suonasse il violino e fosse sempre allegra, sorridente con tutti e sempre pronta ad aiutare tutti!  Oggi di lei ora basta conoscere solo quel sorriso per poterla proclamare “santa subito” secondo una vox populi spontanea che si è diffusa alla velocità della luce attraverso il social network più famoso, Facebook.

Quando il sito Aci Prensa ha diffuso la fotografia di Cecilia Maria sorridente poco prima di morire, la notizia è diventata virale. Letteralmente.

Le carmelitane hanno diffuso la foto del biglietto con il quale chiedeva un funerale di preghiera e di festa. E soprattutto quella foto, di lei intubata, con i capelli raccolti da un velo bianco e quel sorriso di abbandono fiducioso ad un Dio che in quel momento si è manifestato consolatore nel suo volto. Cecilia Maria si era preparata così all’Incontro decisivo con Gesù e le foto del pietoso capezzale sono diventate immagini di canti e gioia.

Ma ciò che più di straordinario ha questa foto è la catena di devozione che ha generato nella rete.

Con numeri che fanno impallidire gli analisti del marketing digitale. Solo sul profilo di Aci Prensa la gallery con alcune delle foto scattate di Cecilia Maria sul letto d’ospedale ha ottenuto quasi un milione di visualizzazioni, 14mila “mi piace” e 20mila condivisioni. A queste vanno aggiunte tutte le condivisioni su tutti gli altri siti che via via, anche in Italia, hanno ripreso la notizia.

Un fiume di commozione, che la rete, per sua natura emotiva, è in grado di catturare e incanalare, certo a volte con sentimentalismo. Ma anche la dimostrazione che il cuore dell’uomo ha bisogno di dissetarsi con immagini che sappiamo parlare dell’incontro con Dio in maniera diretta e inconfutabile.

Nei tantissimi commenti, a migliaia, che i lettori hanno fatto si intravede un bisogno di eternità e di salvezza che la foto ha catalizzato. Una biblia pauperum moderna in cui la bacheca Facebook diventa un immenso santuario in grado di raccogliere voti e preghiere, da esaudire con promessa di ex voto. Eppure di questa suora non conosciamo alcuno scritto, non sappiamo come vivesse nel Carmelo né quali fossero i suoi gusti. Non sappiamo neanche il suo cognome. Sappiamo solo come è morta e questo basta al cuore dell’uomo per accordarsi armoniosamente con il destino ultimo.

C’è Ana Veronica che chiede a Cecilia Maria di intercedere per i suoi problemi al colon e alla tiroide e per la salute della madre. E c’è Carolina che chiede aiuto per il figlio che è in crisi. Maria Flores mentre la chiama hermanita linda la considera già santa: “Con questa foto la mia anima ha ancora più fame e sete di Dio”, mentre la signora Lopez chiede preghiere per il marito Humberto. Lidia la proclama protettrice dei malati di tumore.

E ancora: Idalia, Laura, Ricardo, Maurilia, Gisela, Patricia…una litania infinita di nomi, che si sono radunati improvvisamente sulle bacheche come ai piedi di un altare. Tutti a chiedere grazie, tutti a chiedere preghiere. Senza conoscere nulla di lei. Perché in fondo nulla bisogna conoscere di fronte a chi affronta la morte con fede cristiana. Per il popolo di Facebook Cecilia Maria è già santa. E se mai la Chiesa un giorno dovesse aprire per lei una causa di canonizzazione avrebbe una positio già scritta con la fama di santità, che pure è uno dei criteri indispensabili per gli altari, a portata di clic.

In fondo in un mondo, quello dei social, dove tutto è virtuale, quel sorriso che parla di Dio è riuscito a trasformare anche il non luogo per eccellenza, dove spesso l’uomo si dà appuntamento per dare sfogo agli istinti. Rendendo sicuramente più umana una bacheca e più vero il profilo di ognuno di noi. Il post di Dio, all’improvviso.

“Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti….eucharistic-adoration

Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione
?

Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge.  

Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.”

San Paolo, I Corinzi 15

(liberamente tratto da un articolo de La Nuova Bussola Quotidiana e da Aleteia)

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