IL PERDONO DI ASSISI 1/2 agosto: “Fratelli miei, IO VI VOGLIO MANDARE TUTTI IN PARADISO! QUESTA E’ LA PORTA DEL CIELO!” San Francesco

1 /2 AGOSTO IL PERDONO DI ASSISI. L’evento del Perdono della Porziuncola è una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di San Francesco d’Assisi.

Da mezzogiorno del 1° agosto e per tutto il 2 agosto, (Festa di S. Maria degli Angeli, titolare della piccola chiesa chiamata “Porziuncola” nella piana di Assisi), IN TUTTE LE CHIESE E’ POSSIBILE OTTENERE IL PERDONO DI ASSISI, cioè è possibile ottenere l’indulgenza plenaria, la liberazione dai propri peccati dal giorno del Battesimo fino a quel momento: è applicabile a se stessi, alle anime dei propri cari defunti e alle anime del purgatorio, secondo le consuete indicazioni:

-accostarsi al Sacramento della Confessione (anche nei giorni precedenti o che seguono la festa);
-partecipare alla S. Messa e ricevere la comunione eucaristica;
-visitare nei giorni 1 o 2 agosto una chiesa, parrocchiale o francescana, recitando alcune preghiere quali: il Credo (per dire la nostra identità cristiana), il Padre Nostro e l’Ave Maria secondo le intenzioni del Papa (per affermare la propria appartenenza alla Chiesa, di cui il Papa è fondamento visibile).foto_164_59550

L’aspetto religioso più importante del “Perdono d’Assisi” – e di ogni Indulgenza – è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall’impegno a emendarsi dal proprio male per vivere sempre più la propria vita secondo il Vangelo, così come hanno fatto tutti i santi ed in particolare Francesco e Chiara, a partire proprio dalla Porziuncola.

Illuminanti le parole di Papa Paolo VI: “LE INDULGENZE NON COSTITUISCONO UN ESPEDIENTE FACILE PER EVITARE LA NECESSARIA PENITENZA DEI PECCATI, MA OFFRONO UN CONFORTO che i singoli fedeli, umilmente consci della loro debolezza, trovano nel corpo mistico di Cristo, il quale coopera alla loro conversione con la carità, con l’esempio e la preghiera”.

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L’INDULGENZA DEL PERDONOMaria presenza di Grazia
Dobbiamo andare al 1216: un momento non certo felice per la vita di Francesco… Sta scrivendo la Regola, trova le prime difficoltà anche con i frati, perché l’Ordine cresce a dismisura. Una notte, alla Porziuncola, ha una forte tentazione: molto probabilmente la tentazione è quella di abbandonare tutto, abbandonare questa vita… Ma lui sa che questo non può venire da Dio, è una tentazione che viene dal Maligno. Per vincere questa tentazione, esce dalla sua cella e si rotola nudo tra le spine, spine che al contatto con il suo sangue diventano rose senza spine: questo è il Roseto della Porziuncola, che poi la scienza ha battezzato “Rosa Canina Assisiensis” che è questa rosa che cresce nel giardino di Assisi della Porziuncola. Dopo questa esperienza, due Angeli conducono Francesco in Porziuncola e lì, immersi nella luce, l’apparizione di Gesù e Maria, che gli chiedono: “Francesco, tu sei degno di grandi cose: chiedi ciò che vuoi e lo otterrai”.
In quella notte dell’anno del Signore 1216, Francesco vide sopra l’altare Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore.
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, IO VI VOGLIO MANDARE TUTTI IN PARADISO! QUESTA E’ LA PORTA DEL CIELO! ”   (Da “Il Diploma di Teobaldo”, FF 3391-3397).

La storia dell’immensa grazia del Perdono di Assisi ci aiuta a capire anche il senso particolarmente Mariano dell’indulgenza del Perdono d’Assisi:

– è un’esperienza di perdono e di riconciliazione assolutamente gratuita, cioè pura espressione d’amore, che Gesù ci fa, operando dentro di noi una trasformazione profonda, paragonabile al cambiamento dell’acqua in vino o di un cuore indurito in un cuore riconciliato.

– è un’esperienza di perdono che avviene grazie a questa presenza benevola e materna di Maria, che vede che non abbiamo più vino, vede che cosa rischiamo nel far fallire la nostra vita! Vede e presenta questa situazione al Figlio, perché agisca per noi, perché intervenga!

– è un’esperienza di perdono che avviene grazie alla collaborazione dei servi, i ministri della Chiesa, che fanno – secondo il suggerimento di Maria – qualsiasi cosa Gesù chieda loro. E se a Cana Gesù ha chiesto ai servi di riempire d’acqua le anfore, in questi giorni chiede ai ministri della Chiesa di mettersi in ascolto dei penitenti e di offrire il suo perdono. Un perdono che – ovviamente – ha bisogno di essere accolto in un cuore pentito e riconoscente.

4. Per l’intercessione attenta e materna di Maria e per il ministero della Chiesa, che passa attraverso i suoi sacerdoti, Gesù Cristo conceda ad ognuno di noi di poter gustare, in questi giorni, nella festa del perdono, l’acqua trasformata in vino.
Ci conceda di lasciare tutto ciò che opprime, e rende triste e vuota la nostra vita, cioè il peccato; e di poter sperimentare la gioia del perdono, il Paradiso nel cuore.

PREGHIERA PER IL PERDONO DI ASSISI:

Signore mio Gesù Cristo, prostrato innanzi alla vostra reale presenza nel Santissimo Sacramento, io vi adoro con tutta la sommissione dell’anima mia, e pentito delle mie colpe, vi prego di concedermi la grazia dell’acquisto della Santa indulgenza del Sacro Perdono di Assisi che voi medesimo accordaste al gran Patriarca San Francesco. Intendo poi di pregare secondo l’intenzione della Santa Chiesa per la conversione degli eretici, degli infedeli e di tutti i peccatori, ma in modo speciale per coloro che combattono e perseguitano la vostra Santa Chiesa.

(Cinque Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Tre Ave Maria alla Madonna, un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre a San Francesco).

Conservate il vostro Vicario, il Sommo Pontefice N… (dicasi il nome del Papa) e conservatelo con il pieno trionfo su tutti i suoi nemici. Da ultimo vi raccomando di proteggere e conservare i Vescovi, i Sacerdoti, gli Ordini Religiosi, e tutte le Società cattoliche che con tanto zelo si prestano alla difesa della Santa Fede e della Religione cattolica. E Voi, o Maria santissima Vergine e Madre Immacolata, confortate di vostra protezione la mia preghiera e rendetela accetta al vostro divin Figliolo. San Francesco, mio glorioso Padre e Protettore, voi sì caro a Gesù ed a Maria, presentate loro la mia preghiera; ditegli che io sono vostro figlio e Gesù e Maria mi esaudiranno.

(Cinque Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Tre Ave Maria alla Madonna, un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre a San Francesco).

Fonti

http://www.porziuncola.org/il-perdono-della-porziuncola-15-1.html

http://www.reginamundi.info/PerdonoAssisi/MariapresenzadiGrazia.asp

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SAN FRANCESCO D’ASSISI E SANTA MARIA DEGLI ANGELI, dipinto di Cimabue

Preghiera di liberazione di Padre Gabriele Amorth

Questa è la più potente Preghiera di Liberazione scritta e consigliata dal sacerdote esorcista Padre Gabriele Amorth. La si può recitare privatamente per se stessi, per qualsiasi nostra necessità e per la Pace nel mondo intero e nelle nostre famiglie.  Affinchè questa preghiera sia davvero efficace, è importantissimo che ognuno si impegni di più a vivere in grazia di Dio, frequentando più spesso il Sacramento della Confessione, frequentando più spesso la Santa Messa e ricevendo Gesù Eucaristia, affidando ogni giorno tutta la nostra vita a Dio con umiltà e fiducia. 4027962_2ba6a

Fare il segno della Croce: Nel Nome del Padre del Figlio dello Spirito Santo.

Signore, Dio Onnipotente e Misericordioso, Padre, Figlio e Spirito Santo, espelli da me, dai miei amici e familiari, da coloro che possono aiutarmi economicamente e spiritualmente, e dal mondo intero, ogni influsso diabolico di qualsiasi Spirito Maligno e da ogni Anima Dannata dell’intero Inferno, che ha su di me e su di loro, per il Preziosissimo Sangue del Tuo Figlio Gesù.

Fa che il Sangue Immacolato e Redentore rompa ogni legame sul mio corpo, sulla mia mente, sul mio lavoro, su quanti potrebbero offrire un lavoro e su tutte le cose mie ed altrui e le difficoltà dell’intera vita mia ed altrui.

Oh Santissima Vergine, Maria Immacolata, oh Nove Cori Angelici, oh San Michele Arcangelo, Santi tutti del Paradiso, mi consacro e consacro loro e Vi chiedo l’Intercessione di tutte le Anime del Purgatorio!

Intercedete per noi tutti e venite presto in nostro aiuto e spezzate, da subito, le “ultime zampate” di Lucifero contro i figli della Benedetta Madre, Maria Santissima e della Santissima Trinità.

Ordino, in questo preciso istante, che ogni Demonio ed Anima Dannata non possa avere nessuna influenza su di me, sulle categorie di persone che ho menzionato e sul mondo intero, affinché tutta l’Umanità sia liberata, in questo medesimo istante.

Per la Flagellazione, la Corona di Spine, la Croce, il Sangue e la Risurrezione di Gesù Cristo, per il Dio Vero, per il Dio Santo, per il Dio che tutto può, ordino ad ogni Demonio ed Anima Dannata che non possano avere influenza alcuna su me e sul mondo intero e che si possano spezzare, una volta per tutte e per sempre, tutte le catene create, che si sono verificate, fino ad ora, su di me e sul mondo intero.

Benedite e liberate il vostro servo o serva (si dica il Nome di Battesimo) e benedite questa Immagine (si alzi verso Dio un’Immagine benedetta), che Vi presento e fate sì che questa Immagine benedetta protegga me ed il mondo intero e ci protegga dai Satanisti, dai Massoni, dai Mafiosi, dai Politici corrotti e da ogni altra Infame categoria esistente sulla terra, e nel mondo intero.

Fate sì che, nella mia casa e nelle mie cose e da ogni altra categoria e nelle cose del mondo intero, il Demonio non possa, mai e poi mai, avere più alcuna influenza, anche infinitesimale, nel Nome di Gesù Cristo, Padrone della Storia, nostro Signore e Salvatore.
Così sia.Risultati immagini per SAN MICHELE ARCANGELO PREGHIERA

Rituale satanico pubblico in Usa, previsto per il 15 Agosto 2016, Festa Assunzione della Beata Vergine Maria. Petizioni in tutto il mondo contro atto di odio anticristiano, permesso dal governo americano.

VI PREGHIAMO DI PARTECIPARE A QUESTE PETIZIONI. Questa è una causa che riguarda tutti i cristiani.  Con analoghe petizioni, siamo riusciti  a fermare nel 2014 la celebrazione di una messa nera prevista nell’Università di Harvard. Basta solo inserire proprio nome e email.

https://americaneedsfatima.org/forms/e16541.html?lang=en

http://www.tfpstudentaction.org/stop-black-mass-oklahoma-city.html

Facciamo sentire la nostra protesta e soprattutto la nostra testimonianza in tutto il mondo:  si tratta di una pubblica discriminazione anticristiana e profanazione blasfema, per cui chiediamo al governatore dello Stato di Oklahoma di non permettere la “celebrazione” di una messa nera il 15 agosto 2016, nel Centro Civico Music Hall di Oklahoma City, che è un teatro comunale aperto al pubblico, previa vendita biglietti ( la messa nera è una inversione della Messa cattolica, atto blasfemo contro Cristo nella S. Eucaristia). 

Nell’evento satanista della setta Chiesa di Ahriman, previsto per il 15 AGOSTO 2016, (solennità cattolica dell’Assunzione della Beata Vergine Maria) che si terrà presso il Centro Civico Music Hall di Oklahoma City, lo “spettacolo” blasfemo sarà diviso in due parti: prima la messa nera, poi saranno utilizzati  lo zolfo, il sangue mestruale, il cuore di un maiale che verrà mangiato crudo pubblicamente, per dissacrare una statua di gesso della Vergine Maria. Quest’ultimo rituale è denominato  “la consumazione di Maria” (the Consumption of Mary).

L’OFFESA CONTRO UNA FEDE RELIGIOSA, QUELLA CRISTIANA, CON ATTI INTENZIONALMENTE SACRILEGHI E OLTREMODO INCIVILI, NON E’ LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, MA E’ VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI.

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SATANISTA ADAM DANIELS e compagna…

Il leader della setta satanista, Adam Daniels, ha pubblicamente affermato che le celebrazioni di quest’anno della sua setta “chiesa di Ahriman”, includono “la consumazione di Maria”,  come un modo per illustrare la magia nera e gli insegnamenti della “sua chiesa satanista teista”, per distinguersi dal satanismo ateo razionalista.

Secondo il rituale, i celebranti danzeranno in senso antiorario intorno alla “statua corrotta di Maria”, evocando il demone/dea indù Jai Kali  Maa, poi la testa della statua verrà recisa, “per scatenare l’apertura della Bocca dell’Inferno”…A giudicare da come Adam Daniels e la sua compagna si sono ridotti con questi “rituali”, la loro salute mentale lascia molto a desiderare…

All’interno della statua vi è il cuore vero di un maiale, ha declamato Daniels in un’intervista… Dopo che la statua sarà distrutta, una satanista tirerà fuori  il cuore di maiale dalle ceneri e lo mangerà,  “consumando Maria” e così termina questa pubblica schifezza anticristiana, brutale ed incivile. 

Alla fine, tutto questo orribile “show” non fa altro che confermare cosa sia realmente il satanismo, altro che “religione o filosofia”…Adam Daniels ha detto che le pratiche della sua “chiesa satanista”attingono alla magia nera, all’occulto, al Zoroastrismo ed al tantrismo e all’induismo. Daniels ha detto che la magia satanica e i riti tradizionalmente satanisti richiedono sacrifici animali e richiedono anche di mangiare carne umana, (quindi anche sacrifici umani! ndr), ma la sua chiesa ha trovato alternative…Ad esempio, afferma Daniels, “la sua congregazione beve il fluido mestruale umano invece di sangue animale”…

ma che intelligentoni! che brave personcine questi satanisti, ma sono dei “veri cittadini americani” e “non fanno nulla di male” ?!?

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IL SATANISTA ADAM DANIELS SCHEDATO COME ABUSATORE SESSUALE

Il leader della Chiesa satanista di Ahriman, ADAM BRIAN DANIELS, è noto alle forze dell’ordine come ABUSATORE SESSUALE DI MINORENNI, per cui è già stato in carcere ed è schedato….ma l’attuale governo americano (con Obama oggi, e con la Clinton sarà ancora peggio) permette ogni sorta di discriminazione anticristiana, per timore di dover affrontare lunghe e costose cause legali contro i satanisti che si ‘appellano al primo emendamento’, cioè alla “libertà di culto”…  nella Costituzione degli Stati Uniti d’America si legge che l’America è una nazione cristiana, come disse il Presidente Abraham Lincoln. Non solo: il governo permette a delinquenti già segnalati di continuare a fare propagande oscene e blasfeme in pubblico…Uno dei legislatori di Oklahoma, membro della Camera dei Rappresentanti, Earl Sears, ha definito la proposta dei satanisti “un affronto a tutte le persone rispettabili del paese.”

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IL SATANISTA ADAM DANIELS, CON TUNICA DA SACERDOTE CATTOLICO, IN SPREGIO ALLA CHIESA CATTOLICA….TIENE UN PUGNALE IN MANO ED IL SIMBOLO DEL SATANISMO, IL BAPHOMET/CAPRONE, ALLE SUE SPALLE.

L’ Arcivescovo Paul Coakley dell’Arcidiocesi di Oklahoma City ha rilasciato una dichiarazione ai media, descrivendo la messa nera, che Adam Daniels e seguaci si appresterebbero a compiere, come una “inversione satanica e una distorsione delle credenze più sacre non solo dei cattolici, ma di tutti i cristiani”.

Già nel 2014 l’Arcivescovo aveva avuto diverse controversie anche legali con i satanisti, che anche nel 2014 avevano sfidato la Chiesa cattolica con una proposta di messa nera pubblica: Daniels e i suoi seguaci  satanisti volevano profanare una Santa Ostia consacrata rubata in una Chiesa cattolica, ma l’Arcivescovo Paul Coakley vinse la causa contro i satanisti e l’Ostia rubata  venne restituita alla Chiesa cattolica e non venne permessa la profanazione. Quest’anno si aggiunge anche l’atto dissacratorio contro la Vergine Maria.

In principio, la attuale proposta di “rituale pubblico” dei satanisti prevedeva anche la messa al rogo di alcune pagine del Corano, ma sembra che questo atto non sia stato accettato dalle autorità di Oklahoma City: “Si permette l’atto di odio contro la Chiesa cattolica e contro tutti i cristiani, ma  se si tratta di un evento di odio antisemita o di atti sacrileghi contro il Corano e contro la religione musulmana, questi non vengono consentiti dal governo: la messa nera E’ un orribile atto di discriminazione anticristiana e deve suscitare l’indignazione pubblica di tutti, credenti o no”, aveva detto l’Arcivescovo Paul Coakley nel 2014. 

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L’ARCIVESCOVO PAUL COAKLEY

ODIO ANTICRISTIANO: il governo americano che permette questo atto di discriminazione contro la fede cattolica, sta violando la Costituzione.

Il governo federale riconosce la Chiesa di Ahriman come “organizzazione religiosa legittima”, ha detto Daniels. Quindi, anche se offende tutti i cristiani, il governo americano gli consente di fare questo “rituale” in un teatro aperto al pubblico…

“Non stiamo facendo nulla contro la legge, nulla di male”, ha detto Daniels. “Stiamo facendo un rituale contro il diritto canonico e contro la Chiesa cattolica, questo sì certo “, ammette Daniels.

ARCHBISHOP COAKLEY ELEVATES CHALICE DURING MASS AT BASILICA OF ST. PAUL OUTSIDE THE WALLS IN ROME
ARCIVESCOVO DI OKLAHOMA CITY, PAUL COAKLEY

Che il satanismo sia una falsa “religione o ideologia” basata sull’odio contro Cristo e soprattutto contro la Chiesa cattolica, non è una novità, è un odio antico quanto il mondo, e quello che sta accadendo ne è ulteriore prova. La migliore risposta di fronte a tanto odio è L’UNIONE DI TUTTI I CRISTIANI NELLA PREGHIERA E NELLA TESTIMONIANZA.62c54f7df37e171e0e59aed4109bbb5a Anche stavolta, l’Arcivescovo Paul Coakley e tutta la diocesi di Oklahoma City si stanno attivando per una S.Messa in riparazione ai sacrilegi ed una processione e preghiera pubblica per onorare la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

ISAIA CAPITOLO 5, 20 e seguenti

Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro. Guai a coloro che sono gagliardi nel mescere bevande inebrianti, a coloro che assolvono per regali un colpevole e privano del suo diritto l’innocente. Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e una fiamma consuma la paglia, così le loro radici diventeranno un marciume e la loro fioritura volerà via come polvere, perché hanno rigettato la legge del Signore degli eserciti, hanno disprezzato la parola del Santo di Israele. 

TUTTE LE CHIESE CATTOLICHE, specialmente quelle dello Stato di Oklahoma, stanno organizzando Messe di riparazione, Veglie di Adorazione Eucaristica, Novene in onore dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, processioni e riunioni di preghiera pubblica del Santo Rosario, anche di fronte all’Oklahoma Civic Center, tutto per riparare agli atti sacrileghi e per protestare pacificamente contro questo vile attacco di odio satanico anticristiano, previsto per il 15 agosto 2016. UNIAMOCI TUTTI SPIRITUALMENTE.

Fonti

http://www.catholic.org/news/hf/faith/story.php?id=68581

https://americaneedsfatima.org/Campaigns/black-mass-in-oklahoma-city-2016.html

AVE MARIA 1

 

Cattolici e protestanti fermano la “preghiera pubblica” dei satanisti in Usa

L’estate del 2016 verrà ricordata, purtroppo,  per l’efferatezza degli attacchi terroristici islamisti che stanno colpendo diverse città in Europa. Questo orrore sta accadendo in molte parti del mondo ormai da tempo, come la sistematica persecuzione dei cristiani; e la scellerata politica delle potenze occidentali si sta dimostrando sempre più fallimentare, abbandonando il popolo inerme di fronte a questi continui bagni di sangue.  Mentre a Nizza i terroristi jihadisti perpetravano la terribile strage del 14 luglio, LO STESSO GIORNO I SATANISTI americani della setta The Satanic Temple (Tempio satanico, l’incappucciato nero che vedete IN FOTO), con la stessa sistematica efferatezza, anche se in modo molto più subdolo, stavano pianificando attacchi contro i cristiani in ogni modo: hanno preteso di “fare una preghiera pubblica a satana nel consiglio comunale” in Florida, nella città di Pensacola, con la scusa del “politicamente corretto” e delle pari opportunità (paroline ‘magiche’ molto strumentalizzate!)….

Il governo americano sotto l’egida di Obama e del Partito Democratico si dimostra sempre più anti democratico ed incapace di mantenere l’ordine e di far fede alla Costituzione americana, che è fondata sulla fede cristiana. Ricordiamo infatti che, nel pieno della guerra di Secessione il presidente Lincoln definì gli americani «popolo cristiano». Nel 1892 la Corte suprema degli Stati Uniti ribadì che «questa è una nazione cristiana». Nel 1917 il Congresso istituì una giornata di preghiera a sostegno dello sforzo bellico e per proclamare lo status dell’America come nazione cristiana. Ancora nel 1931 la Corte suprema riaffermò le sue precedenti vedute: «Siamo un popolo cristiano che accorda agli altri un eguale diritto alla libertà religiosa, e riconosce con reverenza il dovere di obbedienza alla volontà di Dio».  

Eguale tolleranza non significa perfetta eguaglianza di status!  

Invece, i satanisti della setta Tempio satanico in Usa, pur proclamandosi “satanisti razionalisti” cioè ATEI, pretendono di “fare preghiere pubbliche a satana”! Se non credono nell’esistenza di Dio e dato che affermano che per loro “satana è solo un simbolo”, perchè mai pretenderebbero di fare “preghiere pubbliche” a satana? E’ ovvio che l’intento dei satanisti è sempre ispirato da odio anticristiano.

Questo totale NON SENSO è accaduto il 14 luglio 2016 in Florida, a causa dell’ipocrisia politica del governo americano, che “ha concesso” ai satanisti questa orrenda pagliacciata  in un consiglio comunale come quello di Pensacola, dove SI ERA DA SEMPRE TENUTA UNA PREGHIERA CRISTIANA, a conclusione delle riunioni. Il presidente del consiglio Charles Bare, per paura di ritorsioni da parte della setta Tempio satanico (molto appoggiata da potenti lobby finanziate da Obama &co) ha dato il permesso  ai  satanisti di fare la loro “preghiera” temendo che rifiutare la loro richiesta avrebbe portato a contenziosi legali …LA SETTA TEMPIO SATANICO E’ NOTA IN USA PER LE SUE “BATTAGLIE PRO ABORTO in difesa di Planned Parenthood E PRO MATRIMONI GAY”…vedi nostro dossier sulla setta Tempio satanico: La fine del sogno americano

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/06/06/6616-oggi-i-satanisti-celebrano-la-fine-del-sogno-americano/

CATTOLICI E PROTESTANTI SI SONO UNITI NELL’OPPOSIZIONEPADRE NOSTRO

Mentre il co-fondatore della setta Tempio satanico, David Suhor, incappucciato con tunica nera, si è avvicinato al podio pronto a procedere con la sua invocazione a satana, prendendo in giro il canto gregoriano, un sacerdote cattolico ed altri fratelli cristiani hanno cominciato a recitare ad alta voce il PADRE NOSTRO.

Il Presidente del Consiglio Charles Bare ha detto alla folla di rimanere in silenzio o altrimenti li avrebbe rimossi dalle autorità locali…Ma molti cristiani tra cui il sacerdote cattolico hanno continuato a pregare il Padre nostro ad alta voce, sollevando in alto i crocifissi e cartelli che riportano la citazione del VANGELO DI MATTEO 6:5-13, in cui GESU’ insegna ai discepoli la preghiera del Padre Nostro.

Il satanista ha ripreso la sua beffarda imitazione del canto gregoriano per cantare un “inno a Lucifero”. Uno dei membri del Consiglio si è alzato in piedi in segno di protesta e ha detto: “Preferiamo essere sbattuti fuori, piuttosto che stare nel buio che regna qua dentro”.

I cittadini si sono avvicinati al podio per esprimere la loro rabbia e frustrazione contro il Consiglio che aveva dato il consenso a David Suhor di evocare satana, una “mossa del tutto anticostituzionale”…oltre che una evidente discriminazione anticristiana.

“Quando si richiama un nome, un altro nome sotto il cielo, che non è il Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, si fa il gioco di evocare la maledizione ed il disastro, che ricadono su di voi”, ha detto Vickie Truett al Presidente del Consiglio. 

L’invocazione/ pagliacciata satanica fatta da Suhor si è conclusa con la menzione di “dottrine arcane che portano la luce di Lucifero oltre la paura di tempi bui”…Ma le sue parole alla fine si sono udite a malapena, mentre “salutava satana” con il saluto simil nazista “HAIL”.

LO STESSO GIORNO, a Nizza i terroristi di matrice islamica hanno compiuto la strage …e poi ne sono accadute una dietro l’altra, in questa estate bagnata di sangue innocente in Europa e nel mondo.

L’America e l’Europa hanno voltato le spalle al Vero ed Unico Dio e questi sono i risultati. Ma noi non possiamo tacere, ci perseguiteranno sempre ma non ci ridurranno mai al silenzio e pregheremo sempre ad alta voce pubblicamente il PADRE NOSTRO come Nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato.

VIDEO: CATTOLICI E PROTESTANTI pregano il Padre Nostro e si ribellano al Presidente del Consiglio, mentre il satanista incappucciato si sforza di cantare alla “Pavarotti maniera”…ma sembra solo una macchietta uscita da un film di Halloween…Per gli stomaci deboli, si consiglia di saltare quella parte della pagliacciata canterina del satanista,e di vedere solo l’inizio del video, dove cattolici e protestanti pregano insieme, e poi la parte finale, quando i fratelli cristiani vanno a protestare sul podio: per chi sa l’inglese le loro parole sono molto significative perchè lodano il Nome di Gesù Cristo e svergognano i politici conniventi coi satanisti.

Articolo tratto dalla traduzione dell’ articolo di Richard Ducayne  per ChurchMilitant.com. 

http://www.churchmilitant.com/news/article/christians-interrupt-satanic-prayer-in-city-council-meeting

Terroristi islamici arrestati nel savonese: scoperto profilo Whatsapp donna con mitra. Espulso un imam jihadista: relazioni pericolose tra Pd e Islam radicale.

Due marocchini sono stati arrestati dalla polizia nell’ambito di un’indagine collegata al terrorismo. Una terza persona è stata denunciata. I tre, che hanno tra i 27 e i 44 anni e hanno dei precedenti penali, sono tutti residenti nella provincia di Savona e si troverebbero in Italia da anni.

La foto di una donna con il mitra su un profilo di Whatsapp

L’attività di indagine, chiarisce la polizia, diretta dalla Procura Distrettuale Antiterrorismo di Genova, nasce a seguito della segnalazione di una giovane savonese al Commissariato di Polizia online della Polizia Postale e delle Comunicazioni, relativa a un messaggio Whatsapp pervenuto sull’utenza cellulare della ragazza da un contatto non presente nella sua rubrica e originante da un numero del Marocco. Ciò che aveva indotto la giovane a rivolgersi alla Polizia Postale, spiega ancora la Polizia, era l’immagine riprodotta nel profilo Whatsapp: la foto, cioè, di una giovane ragazza con un mitra in mano e in posizione di tiro. La segnalazione veniva subito inviata agli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Imperia che, anche con l’aiuto della ragazza, ricostruivano che «circa tre mesi prima, transitando nei pressi di una struttura data in cessione a profughi provenienti dall’Africa, aveva prestato il proprio cellulare a uno dei marocchini ivi residente, che a suo dire aveva la necessità di contattare dei conoscenti nel Paese d’origine». 

I sospetti sui presunti terroristipolizia-rete-11597-ksyb-u10801198515051unh-1024x576lastampa-it

Le successive indagini della Polpost ligure, chiarisce la nota, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno quindi ricostruito una fitta rete di contatti dai quali emergeva il sospetto di possibile attivismo dei tre indagati nel campo del proselitismo all’autoproclamato Stato Islamico. La complessa attività investigativa, che si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche internazionali e telematiche, nonchè del costante monitoraggio delle navigazioni in Rete, e in particolare sui social network, degli indagati ha evidenziato come i tre marocchini creassero profili Facebook utilizzando numeri di cellulari intestati ad altre persone.

ESPULSO IMAM JIHADISTA…CHE PARTECIPAVA ALLE PRIMARIE DEL PD. Quelle relazioni pericolose tra Pd e Islam radicale
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Un imam marocchino di 51 anni, Mohammed Madad, residente fino a 6 mesi fa nel Reggiano e di recente nel Vicentino, è stato espulso su provvedimento del ministro dell’Interno per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. Era seguito da tempo dalla Digos della Polizia di Reggio Emilia per il suo atteggiamento radicale, e ultimamente i suoi sermoni a Noventa Vicentina avevano assunto un profilo sempre più antioccidentale. Il sospetto è che potesse anche agevolare il terrorismo internazionale. Proprio in ragione della sua sospetta pericolosità gli è stato inflitto il divieto di rientrare in Italia per i prossimi 15 anni. Madad – che prima di diventare esclusivamente imam aveva fatto l’operaio in una azienda alimentare e poi aveva tentato senza successo di aprire una macelleria islamica – tra le altre cose, in cambio di denaro, faceva anche dei presupposti `rituali magici´. L’uomo aveva chiamato una delle sue figlie “Jihad”.

Eppure a Reggio Emilia, dove Madat risiedeva regolarmente dal 1990 e dove ha guidato la preghiera fino a pochi mesi fa in Appennino, qualcuno si è ricordato che il personaggio era uno di quei classici integrati di prima generazione, un po’ burbero certo, ma comunque bisognoso di aiuto dato che il Comune di Carpineti (in mano al Pd) addirittura si offrì di pagargli l’affitto per molti anni a 220 euro al mese nella casa che un privato aveva messo a disposizione per lui, la moglie e i quattro figli. Figli nei confronti dei quali era molto duro, come riporta la Digos, e che erano già in Marocco quando ieri pomeriggio è sbarcato in patria per rimanervi.

Soltanto il sindaco Bini, parlando con un web journal locale se l’è sentita di raccontare ciò che per molti a queste latitudini è un segreto da tenere ben nascosto. “A me non piaceva quel personaggio – ha confidato il primo cittadino a Reggiosera – ma devo dire che Maioli (l’altro candidato Pd) forse non sapeva che era estremista. Mohammed Madad sosteneva alle primarie proprio lui. Era fuori dal seggio di Felina, organizzava l’afflusso e chiamava i musulmani con il telefonino per farli venire a votare per Maioli. Una volta chiusi i seggi, ho fatto notare, anche a Maioli, che non mi sembrava un comportamento corretto, perché Madad faceva venire a votare per lui gente che non parlava neanche l’italiano e non sapeva quello che faceva”.

Quella lamentela di Bini non piacque al partito. “Non è stata gradita dal Pd locale la mia iniziativa di andare a parlare a Maioli per lamentarmi di quello che era successo. Però mi sembrava importante perché Madad era un personaggio che si rifiutava di incontrare il sindaco di Carpineti, perché era una donna e teneva chiuse in casa le sue donne”.

Nel frattempo la stessa sindaca gli aveva trovato un appartamento dove però il proprietario non riusciva mai a entrare per controllarne lo stato, in ben 8 anni. “Una volta ho cercato di entrare e me lo sono trovato davanti con un’accetta”. Intanto il Comune spendeva per lui perché comunque il principio dell’ospitalità buonista da queste parti è d’obbligo. Anche quando va contro gli interessi della collettività. E’ l’accoglienza tipica della Sinistra radical chic, che mostra la sua faccia elegante, salvo poi dimenticarsi i problemi che covano sotto.

Quando si dice il controllo del territorio senza porsi le domande giuste. Come ad esempio questa: perché Madat organizzava il voto di perfetti non integrati con il solo obiettivo di far eleggere un esponente Pd? Quali rapporti c’erano tra l’imam locale il partito di governo di tutta la provincia di Reggio? Mistero.

Resta l’imbarazzo del Pd che non si aspettava certo di essere tirato dentro una storia di predicazione ad alto tasso di integralismo. Ma non è certo una novità. I rapporti tra il Pd e il mondo musulmano sono spesso improntati all’insegna dell’avventurismo spinto e calcolatore. Ma senza valutare mai le conseguenze. E’ quanto ha sempre sostenuto Valentina Colombo, esperta autorevole di mondo musulmano e corsivista della Nuova BQ che ci spiega come il Pd abbia sempre avuto questa tendenza a frequentare un certo tipo di ambienti, ma non riuscendo a distinguere chi può essere un potenziale elemento di imbarazzo o di pericolo.

PROPAGANDA ISIS: recluta seguaci soprattutto sul web attraverso darknet, fornendo veri e propri manuali di addestramento e preparazione di attentati  

http://video.sky.it/news/mondo/terrorismo_su_darknet_le_conversazioni_degli_jihadisti/v294471.vid

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2016/07/27/Terrorismo_arresti_savona.html?ref=libero

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-espulso-limam-che-partecipava-alle-primariequelle-relazioni-pericolose-tra-pd-e-islam-radicale-16927.htm

La denuncia di Padre Eid, parroco siriano: “La Francia ha nutrito il mostro jihadista, che ora divora anche i francesi e l’Europa”

IN FOTO Il memoriale per Padre Jacques Hamel all’esterno del Municipio della città di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, Francia. Candele e fiori sono stati depositati davanti al municipio della cittadina, mentre alcune persone hanno lasciato piante e messaggi d’affetto all’esterno dell’abitazione del parroco, Padre Jacques, ucciso nell’attentato rivendicato da ISIS del 26 luglio 2016.

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PADRE EID, PARROCO DI MALOULA IN SIRIA

«La Francia ha nutrito un mostro e ora questo mostro le si ritorce contro, divorando i figli e i cittadini francesi». Così padre Toufic Eid, parroco siriano di Maloula, ha commentato l’attentato di ieri 26 luglio 2016, quando due terroristi islamici hanno fatto irruzione nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray (Normandia), vicino a Rouen, prendendo in ostaggio i fedeli presenti alla Messa del mattino e sgozzando padre Jacques Hamel e un fedele, che ancora  è in bilico tra la vita e la morte.

AVEVAMO AVVISATO I FRANCESI. Padre Eid conosce bene il «mostro» che sta devastando di attentati la Francia. Maloula, villaggio siriano di cui è parroco, è stata conquistata dai jihadisti nel 2013 e riconquistata poi dall’esercito di Assad nel 2014. La furia islamista, oltre ad aver distrutto chiese e conventi, ha anche dato vita a tre martiri cristiani, uccisi in odium fidei. «Sono desolato», ha dichiarato in un’intervista a Boulevard Voltaire. «Faccio le mie condoglianze alla Chiesa e a tutti i francesi, sono sconvolto. Noi purtroppo avevamo avvisato i francesi che si sarebbe arrivati a questo punto».

«FEDE E VERITÀ». Il sacerdote accusa infatti da anni i paesi europei, e in particolare la Francia, di aver fatto di tutto per spodestare Bashar al-Assad e lasciare così la Siria in mano a una coalizione di milizie islamiste. Questo intervento non ha fatto che favorire lo Stato islamico e la sua ideologia. «In questo momento», continua, «i cattolici devono restare forti nella fede ma anche nella verità. Devono chiedere allo Stato non solo di abbattere questi terroristi, ma anche di andare alla radice di questo terrorismo».

POLITICA INSENSATA. Per il parroco di Maloula, «la polizia non basta, la politica francese deve fare i conti con se stessa e rivedere tutte le sue azioni degli ultimi anni. Queste hanno portato all’esodo migratorio dei siriani in Europa», che tanto sta mettendo in difficoltà l’Unione Europea. «È una politica che non ha senso, controproducente. I francesi devono ammettere i loro errori e cooperare con il governo siriano. Devono anche rivedere i rapporti con i loro “amici” internazionali che finanziano e sponsorizzano questo terrorismo e questa ideologia».

«RICONOSCERE I PROPRI ERRORI». Ecco perché padre Eid chiede «ai politici francesi di essere sinceri e di riconoscere i propri errori e cambiare di conseguenza le loro politiche. Ai cristiani invece dico che anche noi abbiamo avuto i nostri martiri. La speranza è una sfida per i cristiani. Bisogna pregare molto e lavorare molto, anche politicamente però. Dobbiamo conservare la fede e restare forti nella verità».

PROBLEMI DELL’ISLAM. In questo senso, è utile leggere le affermazioni di un esperto di islam come padre Samir Khalil Samir, gesuita e docente presso il Pontificio istituto orientale di Roma. Ha scritto su AsiaNews: «Ancora oggi la soluzione è l’integrazione, non il rifiuto dei migranti», però bisogna avere il coraggio di dire che «l’islam fa fatica a integrarsi perché ha una cultura in molti punti opposta a quella attuale dell’occidente. Dal punto di vista religioso, sociale, dei rapporti uomo-donna, in rapporto al mangiare… è un sistema completo. Che la religione sia diversa, questo non è un problema. Ma il fatto è che nell’islam la religione è legata a un sistema politico, sociale, culturale, storico, di costume, che influenza tutto».

L’IPOCRISIA DEI POLITICI CHE VOGLIONO RACCOGLIERE VOTI DAGLI IMMIGRATI ISLAMICI. Oggi, continua il gesuita, «l’influsso radicale e islamista rende l’integrazione molto più difficile». E «si deve anche avere il coraggio di dire anche che l’islam ha elementi di violenza nel Corano e nella vita di Maometto. Se invece si continua a dire che “l’islam è una religione di pace”, creiamo solo confusione e mistificazione». Per padre Samir, i politici continuano a fare affermazioni di questo tipo solo «per avere i voti delle comunità islamiche».

«MOSCHEE SALAFITE IN FRANCIA». Questo è vero soprattutto in Francia: «Da alcuni anni in Francia il governo può donare terreni per moschee e centri islamici con affitti gratuiti per 99 anni. Così stanno riempiendo la Francia di moschee finanziate da Paesi che sostengono il terrorismo. Fra i politici c’è una perdita del senso morale, dato che sono disposti a tutto pur di accumulare voti. E c’è anche un pizzico di ignoranza: nessuno direbbe che nel Corano non vi sono versetti violenti! Ignoranza e perdita di senso morale sono una miscela esplosiva».

Attacco alla libertà religiosa. Odio anticristiano. L’Europa rischia l’escalation del Medio Oriente.

Così Alessandro Monteduro, direttore della sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Associazione di Diritto Pontificio, reagisce all’attacco dei terroristi di ISIS nella Chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen in Normandia, in cui è stato ucciso il sacerdote Padre Jacques Hamel, mentre celebrava la S.Messa. 

«Oggi si è verificata una vera e propria barbarie, ma non possiamo indignarci soltanto in drammatiche occasioni», continua Monteduro, ricordando come già negli ultimi anni sempre più chiese e simboli cristiani siano stati attaccati, distrutti e profanati in Francia. «Esattamente come in Medio Oriente, alla distruzione dei luoghi di culto seguono crimini violenti ai danni dei sacerdoti e dei fedeli».

«La persecuzione dei cristiani, come abbiamo visto oggi, non è lontana da casa nostra – afferma il direttore di ACS-Italia – Iniziamo a ribellarci, in primis la comunità internazionale, contrastando la decristianizzazione che da tempo dilaga in Europa.

È anche la mancata difesa della nostra fede a renderci maggiormente vulnerabili».

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/rouen-leuropa-rischia-lescalation-del-medio-oriente/

“Possiamo ascoltare in questo tempo l’invito di Dio a prendere cura di questo mondo, per renderlo, là dove viviamo, più caloroso, più umano, più fraterno”. Quando, all’inizio dell’estate, Padre Jacques Hamel ha lanciato ai suoi fedeli questo appello, di certo non immaginava che sarebbe diventato il suo testamento spirituale.

UN OMAGGIO A PADRE JACQUES, le sue parole alla S.Messa di Natale del 2009: “Gesù è venuto per i deboli e per i poveri. Il Figlio di Dio non ha avuto paura di nascere in una stalla per noi, di farsi piccolo e vulnerabile per noi. Gesù è vicino ai più deboli.”  

 

Padre Jacques Hamel, sacerdote martire, ucciso da Isis in Francia, mentre celebrava la Santa Messa

Padre Jacques Hamel è il primo sacerdote cattolico morto in Europa in odio alla fede cristiana, per mano degli jihadisti dell’Isis. Christine Boutin (partito cristiano democratico francese) ha dichiarato: «Orrore in Francia: un prete sgozzato durante la Messa, delle suore prese in ostaggio. Preghiamo per i primi martiri del XXI secolo in Francia».

180b3d5e981dfc1f7c998e9922efafe5_xlDue terroristi hanno preso in ostaggio questa mattina 26 luglio 2016 quattro persone nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino a Rouen (Normandia, Francia settentrionale) : Padre Jacques il parroco, una suora e tre fedeli, mentre Padre Jacques, 86 anni, stava celebrando la Santa Messa alle ore 9. Secondo fonti della polizia citate dal Figaro, il prete Padre Jacques è stato sgozzato dagli attentatori, che parlavano arabo. Il ministero dell’Interno riporta anche che un fedele è in bilico gravissimo tra la vita e la morte, dopo che i terroristi hanno cercato di tagliargli la gola. Quando la notizia si è diffusa in tutto il mondo e la polizia è intervenuta, era già troppo tardi. I due terroristi sono stati abbattuti dai reparti speciali della polizia francese mentre cercavano di scappare dalla chiesa.

Hanno compiuto il loro barbaro attacco al nome di “Daesh! Daesh!” acronimo arabo dell’Isis, usato come un insulto nel Medio Oriente (tanto è vero che è una parola vietata all’interno del Califfato), ma usato genericamente da chiunque, arabo o francese, islamico o non musulmano che sia, viva in Occidente. L’Isis ha rivendicato l’attentato compiuto da “Due soldati dello Stato Islamico”, come riporta l’agenzia Amaq del Califfato, ma anche se non lo avesse rivendicato, ormai il piano di Isis è evidente (e di chi ha creato Isis, con la complicità di tante potenze mediorientali ed occidentali…).  

LA SUORA TESTIMONE: «PARLAVANO ARABO». «Sono entrati bruscamente. Parlavano in arabo. Erano armati di coltelli», ha raccontato la dinamica dell’attentato Suor Danielle che è riuscita a scappare e dare l’allarme. «Hanno fatto una sorta di sermone in arabo, vicino all’altare. È stato orribile». Prima di sgozzare padre Jacques, i due terroristi di Saint Etienne-du-Rouvray lo hanno costretto«a mettersi in ginocchio, lui ha cercato di difendersi e lì è cominciato il dramma. Hanno filmato tutto. Sono scappata nel momento in cui hanno cominciato ad aggredire padre Jacques. Non so neanche se si sono accorti che me ne andavo. Sto aspettando notizie delle mie consorelle».  http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/rouen_suora_testimone_isis-1878011.html

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PADRE JACQUES HAMEL

E’ UN ATTACCO A TUTTA LA CRISTIANITA’, che Isis, finanziata da superpotenze mondialiste,  sta conducendo da tempo in Medio Oriente, in Nigeria, in Pakistan, perpetrando il genocidio dei cristiani, ma l’Europa inebetita se ne accorge solo oggi!  Il martirio di questo ministro di Dio, Padre Jacques, mentre celebrava la Santa Messa, è UNO SCHIAFFO A QUELL’EUROPA CIECA E LAICISTA che ha rinnegato le sue Radici Cristiane e che ora , presa solo dal materialismo dall’edonismo e dall’indifferentismo, si sveglia in un bagno di sangue che sta dilagando per le strade e per le città d’ Europa e dimostra di essere  incapace di difendere se stessa.

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CHIESA DI SAINT ETIENNE DU ROUVRAY, vicino a Rouen, dove il sacerdote è stato ucciso

La Normandia e in particolare la Seine-Maritime sono tra le terre più cattoliche di Francia. Il capoluogo infatti, Rouen, situato a pochi chilometri dal luogo dove è avvenuto l’attentato, è soprannominato la città delle 100 campane. 

IL PRECEDENTE. Non si tratta del primo attentato a una chiesa in Francia. Il 19 aprile 2015 uno studente 24enne di origine algerina ha cercato di entrare nella chiesa Sainte-Thérèse di Villejuif (Val-de-Marne). Avrebbe fatto sicuramente una strage di cristiani, visto che la chiesa era piena e lui era armato di kalashnikov, se solo non si fosse sparato per sbaglio su un piede prima di entrare. Dopo aver telefonato al 118 di Parigi la polizia l’ha neutralizzato.

Anche stavolta i notiziari in principio hanno parlato di “due squilibrati, depressi”, sempre e solo “squilibrati e depressi o omofobi” sarebbero i terroristi islamisti? Pietose bugie mediatiche: questi mostri sono stati allenati e programmati da tempo a studiare e portare a termine questi attentati.  Dopo aver sempre parlato vagamente di “terrorismo”, stavolta il presidente François Hollande ha dichiarato subito che “c’è l’Isis dietro questo assassinio codardo” e la Francia “combatterà l’Isis con ogni mezzo” a sua disposizione….

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FEMEN ASSALTANO LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME

Perchè Hollande non ha il coraggio di ammettere che “questo assassinio codardo” colpisce un sacerdote cattolico e dunque TUTTA LA CRISTIANITA’? …Hollande, il massone, che ha sempre discriminato i cristiani ed ha sempre difeso le Femen “setta anticristiana”, quando seminude invadevano e vandalizzavano la Cattedrale di Notre Dame….il governo francese le fece pure assolvere: anche Hollande è tra le file dei “colpevoli codardi”. 

BRACCIALETTO ELETTRONICO. Secondo la Tribune de Genève, uno dei terroristi era un francese di 19 anni, arrestato all’aeroporto di Ginevra il 14 maggio 2015, dopo essere stato respinto dalla Turchia. «A. K. aveva tentato due volte di raggiungere la Siria, prima via Monaco, senza successo, poi via Ginevra. Era stato estradato in Francia e accusato di crimini in vista di preparare atti terroristici». Ritenuto un potenziale jihadista e conosciuto dalle autorità francesi, era stato liberato nel marzo 2016 con il braccialetto elettronico!!! La procura si era appellata alla decisione del giudice, invano. Il giovane viveva a casa dei genitori a Saint-Etienne-du-Rouvray e godeva di un permesso per uscire tutte le mattine tra le 8.30 e le 12.30. Infatti ha colpito proprio nel suo orario di libera uscita. Anche il secondo attentatore era nato a Rouen.

Dopo questo attentato, i servizi segreti francesi saranno almeno costretti a rivedere i loro parametri! Forse…A policeman secures the position in front of the city hall after two assailants had taken five people hostage in the church at Saint-Etienne-du -Rouvray near Rouen in Normandy

Nonostante i due uomini non fossero considerati “all’altezza del compito”, infatti, la scelta del bersaglio rivela il modus operandi dell’Isis. E’ un punto di aggregazione di fedeli cristiani e un bersaglio ad alto impatto mediatico, perché in questo modo tutta la cristianità è stata attaccata. La presa di ostaggi non era volta ad ottenere specifiche concessioni, ma solo a prolungare la crisi, attirando sul posto polizia e soprattutto i media. Attaccando una chiesa di provincia, vicino a casa loro, invece, i terroristi si sono assicurati un bersaglio “morbido”, sicuramente non presidiato, facile da colpire.

UN GRIDO DI TUTTA L’UMANITA’. Monsignor Dominique Lebrun, arcivescovo di Rouen, ha lasciato precipitosamente Cracovia, dove si trovava per la Giornata mondiale della gioventù, per tornare in Francia. Ha dichiarato: “Io grido verso Dio con tutti gli uomini di buona volontà. Oso invitare anche i non credenti a unirsi a questo grido! Sarò da questa sera nella mia diocesi vicino alle famiglie e alla comunità parrocchiale scioccata. La Chiesa cattolica non può prendere altre armi diverse dalla preghiera e dalla fraternità tra gli uomini”.

“È una nuova notizia terribile, che si aggiunge purtroppo ad una serie di violenze che in questi giorni ci hanno già sconvolto, creando immenso dolore e preoccupazione” si legge nella dichiarazione della Santa Sede sui fatti di Rouen. Padre Federico Lombardi sottolinea che il Papa è informato e “partecipa al dolore”: “Il Papa è informato e partecipa al dolore e all’orrore per questa violenza assurda, con la condanna più radicale di ogni forma di odio e la preghiera per le persone colpite. Siamo particolarmente colpiti perché questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro in cui si annuncia l’amore di Dio, con la barbara uccisione di un sacerdote e il coinvolgimento dei fedeli. Siamo vicini alla Chiesa in Francia, alla Arcidiocesi di Rouen, alla comunità colpita, al popolo francese”. 

“Un atto terroristico vile e barbaro contro un sacerdote. Solidarietà ai cristiani”. Con queste durissime parole il Conseil Français du Culte Musulman, l’organo rappresentativo ufficiale delle comunità islamiche francesi, condanna l’attacco alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia.

Padre Jacques Hamel era nato nel 1930 a Darnétal, comune vicino a Saint-Etienne du Rouvray. Ordinato sacerdote nel 1958. Nel 2008 aveva festeggiato i 50 anni di sacerdozio. Aiutava il parroco Auguste Moanda Phauati, e di tanto in tanto celebrava qualche Messa proprio come è accaduto questa mattina quando i due attentatori hanno fatto irruzione nella chiesa vicino a Rouen e lo hanno sgozzato.

«Era un prete coraggioso – lo ricorda Moanda -. I sacerdoti hanno il diritto di andare in pensione a 75 anni, ma lui si sentiva ancora forte. Diceva: “Non ci sono abbastanza preti e, siccome posso ancora essere utile, preferisco continuare a lavorare”».

DIO TI BENEDICA PADRE JACQUES E TI ACCOLGA TRA LE SCHIERE DEGLI ANGELI E DEI SANTI, insieme ai milioni di martiri cristiani dimenticati, sacerdoti suore missionari laici cristiani, uccisi dall’ indifferenza di chi sa e potrebbe prevenire questi attentati e proteggere il popolo inerme, uccisi dall’ antico odio satanico contro il Sacro Corpo Mistico di Cristo. 1877798_jacques_hamel

Fonti: Tempi, La Nuova Bussola Quotidiana, Il Messaggero, Huffington Post, Sir, Avvenire

 

Beato Piergiorgio Frassati e la meglio gioventù che illumina la GMG di Cracovia

5372_foto1-325x217In occasione della 31esima Giornata Mondiale della Gioventù che si apre a Cracovia il 26 luglio fino a domenica 31 luglio 2016, riscopriamo la figura del Beato Pier Giorgio Frassati, che assieme a San Giovanni Paolo II Papa e a Santa Faustina Kowalska, è uno dei protettori dell’evento che radunerà attorno a Papa Francesco quasi 2 milioni di giovani provenienti da tutto il mondo. Frassati è stato scelto da Papa Francesco come modello per i giovani, perché ha saputo interpretare la pienezza del Vangelo nella sua vita di giovane ardente nella fede e nella carità.               

Riportiamo un’ intervista a don Primo Soldi, autore del libro “Pier Giorgio Frassati. L’amico degli ultimi”,blogger-image-673656296 per conoscere meglio un luminoso esempio di giovane santo, che sarà proposto in questi giorni.

“Sei un bigotto?”, chiesero a Pier Giorgio Frassati, un giorno in Università, così come venivano scherniti i cattolici dai massonico-liberali, dai social-comunisti e dai fascisti. La sua risposta fu netta: “No. Sono rimasto cristiano”. 

“Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità, non è vivere, ma vivacchiare… Anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordare che siamo gli unici che possediamo la Verità”.

“Non chi subisce deve temere, ma chi usa la prepotenza. Quando Dio è con noi, non si deve aver paura di nulla e di nessuno… C’è Dio che ci difende e ci dà forza”.

“Ci trattarono male, ma noi abbiamo risposto recitando il S. Rosario… Il mio testamento (il S. Rosario) lo porto sempre con me”.

“Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la fede mi darà la forza sarò sempre allegro. Ogni cattolico non può non essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi dei cattolici”.frassati

Frassati (1901-1925) è stato un giovane torinese, appassionato di alpinismo e sci, studente d’ingegneria. È probabilmente visitando i poveri nelle loro abitazioni che Pier Giorgio contrasse una poliomielite fulminante che lo portò repentinamente alla morte in meno di una settimana, dal 29 giugno al 4 luglio, giorno in cui spirò. Le reliquie di Pier Giorgio Frassati, che normalmente riposano nel duomo di Torino, hanno viaggiato a Cracovia, alla Chiesa della Santa Trinità dei Domenicani (Stolarska 12), perché i giovani possano raccogliersi intorno a lui in preghiera. Pier Giorgio fu beatificato da S. Giovanni Paolo II, che lo chiamava “l’uomo delle beatitudini”.

Nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, indirizzato ai ragazzi che incontrerà a Cracovia, Papa Francesco spiega: “Piergiorgio era un giovane che aveva capito che cosa vuol dire avere un cuore misericordioso, sensibile ai più bisognosi. A loro dava molto più che cose materiali; dava sé stesso, spendeva tempo, parole, capacità di ascolto. Serviva i poveri con grande discrezione, non mettendosi mai in mostra”.

“Pensate che un giorno prima della sua morte, gravemente ammalato, dava disposizioni su come aiutare i suoi amici disagiati —aggiunge il Pontefice—. Ai suoi funerali, i famigliari e gli amici rimasero sbalorditi per la presenza di tanti poveri a loro sconosciuti, che erano stati seguiti e aiutati dal giovane Piergiorgio”.cmiqj2nw8aaqvw5

E’ impressionante leggere la vita del beato Pier Giorgio Frassati e scoprire che la santità non solo non ha nulla di bigotto, ma è un turbinio di vita che non può essere negato a nessuno. Basta sceglierla: «Pier Giorgio aveva un spiritualità cattolica, pregava, si nutriva dell’Eucarestia, viveva intensamente l’amicizia cristiana, si impegnava nella vita politica e sociale, dandosi nello stesso tempo a tutto e tutti, specialmente agli ultimi». Sì, Frassati aveva proprio scelto questa strada, ritenendola migliore di altre che pure erano spianate davanti a lui: «Aveva tutto, intelligenza, simpatia, bellezza e la fama proveniente da una famiglia aristocratica fra le più note di Torino». Ma la sua figura, tratteggiata così da don Primo Soldi, autore della terza edizione integrata di “Pier Giorgio Frassati. L’amico degli ultimi” (edizioni Elledici, pp. 214, euro 9,90), ha «sfaccettature sempre nuove che non finiscono mai di attrarre».

Don Primo, lei ha scritto questo libro innanzitutto per i giovani. Perché?

Sono un sacerdote della diocesi di Torino che anni fa aprì un pensionato universitario dove mi venne a trovare la sorella di Frassati consegnandomi alcuni libri sul fratello. Leggendoli rimasi molto colpito e li proposi agli universitari che seguivo. Da quel momento ho continuato ad approfondire la spiritualità di Pier Giorgio e a scrivere di lui. La prima edizione del mio libro uscì con la prefazione di Giovanni Testori all’inizio degli anni Ottanta, poi la riaggiornai e le scoperte nuove fatte sulla sua vita e la sua anima mi hanno portato a questa nuova edizione. Speriamo sia l’ultima in vista della tanto attesa canonizzazione, dopo la beatificazione avvenuta il 20 maggio 1990.

Questa edizione, però, è particolare: non solo è integrata, ma aiuta i giovani a riflettere. 

L’anno scorso, l’arcivescovo di Torino ha deciso di indire un anno “frassatiano”, in cui tutti avrebbero dovuto lavorare sulla biografia di Pier Giorgio. Questo richiamo mi ha colpito e mi ha fatto pensare, fino alla decisione di porre delle domande di riflessione alla fine ogni capitolo. Faccio un esempio con la prima domanda che mi viene in mente: «Da cosa è alimentata ogni giorno la fede di Pier Giorgio?». Credo che oggi sia fondamentale aiutare i giovani a giudicare quanto leggono o ascoltano, altrimenti anche la vita più bella rischia di scivolarti addosso senza che nulla cambi e senza che si comprenda la strada che ci viene proposta.

Pier Giorgio non si risparmiava mai. Come una vita del genere può affascinare i giovani, spesso in difensiva e convinti che dare sia sinonimo di perdere?

I giovani hanno paura ma più ancora hanno bisogno di essere affascinati da una fede gioiosa, da uomini che sanno amare e sfidare tutti. Da persone coerenti con un ideale. Pier Giorgio è uno così, che al Politecnico di Torino, dove si iscrisse nel 1917 alla facoltà di ingegneria, generò intorno a sé una compagnia di amici bellissima, dalla fede radicale, entusiasta. Incentrata sulla preghiera e l’Eucarestia (che riceveva ogni giorno), coinvolgeva tutti e tutto: dai ricchi ai poveri, dallo sport alla politica. Nacque così la “compagnia dei tipi loschi”. Un nome ironico come Pier Giorgio, che non smise mai di fare scherzi di ogni tipo, di prendersi e prendere in giro, tanto che quando arrivava si diceva: “Ecco fracassati”. Virile e carismatico, ripeteva sempre che il cristiano non può che essere gioioso. E pur aristocratico, era anche di un’umiltà impressionante.

Perché l’amicizia per lui era così importante?

Pier Giorgio con i suoi amici andava in montagna, in canoa, studiava, faceva festa e andava a visitare i poveri di Torino. Fra loro i ragazzi scherzavamo e si davano nomignoli (il suo era Robespierre l’incorruttibile). Ma più il tempo passava, più Frassati si accorgeva di desiderare una unione con i suoi amici quasi sponsale: parlava addirittura di un vincolo di amicizia indissolubile. E comprese che questo vincolo era la preghiera che alimentava la comunione fra giovani, spalancandoli al mondo e rendendoli operativi. E non si sbagliava, quel vincolo era così eterno che dura anche oggi. Negli anni ho scoperto che a San Benedetto del Tronto esiste ancora una compagnia che si chiama appunto “compagnia dei tipi loschi“, fondata con il desiderio di imitare la fede di Pier Giorgio, una fede non astratta ma legata alle opere appunto.

Ci parli delle opere di Pier Giorgio allora.

Faccio parlare lui che diceva: «Al mattino Gesù mi fa visita nell’Eucarestia e io lo restituisco come posso visitando i suoi poveri». E con i suoi amici attraversava Torino carico di vestiti e di viveri. Questa fede incarnata, lui che era un aristocratico (figlio del direttore della Stampa, poi ambasciatore a Berlino), la ricevette da piccolo presso le scuole dei gesuiti, dove l’opera di San Vincenzo educava all’aiuto agli ultimi. Ma non solo, Frassati imparò anche a combattere per la verità contro il fascismo e il comunismo entrando nel Partito Popolare di don Sturzo. E a chi gli dava del bigotto rispondeva, prendendolo sul serio e sfidandolo, che lui non era un bigotto, ma era semplicemente rimasto un vero cristiano.

Nulla a che vedere con il buonismo che si attribuisce spesso ai santi.

Cito una sua frase: «Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità non è vivere, ma vivacchiare. Noi non dobbiamo mai vivacchiare…dobbiamo ricordarci che siamo gli unici che possediamo la Verità, abbiamo una fede da sostenere, una speranza da raggiungere». Pier Giorgio era dell’Azione Cattolica, ma la sua spiritualità era eclettica. Oltre all’Opera San Vincenzo era legato alle congregazioni mariane, perché non c’è vero cristianesimo che non sia fondato su una vera devozione alla Madonna, spiega il trattato di san Luigi Maria Grignon de Montfort all’epoca molto conosciuto. Come tutte le persone semplici, Frassati andava a Gesù attraverso Maria. Sua sorella, infatti, raccontò che non lo vide mai coricarsi senza aver recitato il rosario in ginocchio. Non solo, divenne anche terziario domenicano e si legò agli adoratori notturni. Insomma, tutto quello che la Chiesa di allora viveva di bello lui lo seguiva. Quindi si può dire che la spiritualità di Pier Giorgio era davvero cattolica: questo è il percorso che lo ha portato alla santità. Seguire il suo desiderio di verità e bellezza, senza accontentarsi mai e senza schemi.

(tratto da articolo di Benedetta Frigerio)

 

Santi Anna e Gioacchino, genitori di Maria Santissima e nonni di Gesù

 S.Gioacchino e S.Anna, memoria liturgica 26 luglio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/23700

Secondo un’antica tradizione che risale al II secolo, ebbero questo nome i genitori della beata Vergine Maria. È il protovangelo di Giacomo, a darne i nomi. Il culto di sant’Anna esisteva in oriente già nel secolo VI e si diffuse in occidente nel secolo X. Più recente è il culto di san Gioacchino.  Dice Gesù nel Vangelo “Dai frutti conoscerete la pianta” e noi conosciamo il fiore e il frutto derivato dalla annosa pianta: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che preservata dal peccato originale doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo.
Dalla santità del frutto, cioè di Maria, deduciamo la santità dei suoi genitori Anna e Gioacchino.  Gioacchino è un pastore e abita a Gerusalemme, anziano sacerdote è sposato con Anna. I due non avevano figli ed erano una coppia avanti con gli anni. Un giorno mentre Gioacchino è al lavoro nei campi, gli appare un angelo, per annunciargli la nascita di un figlio ed anche Anna ha la stessa visione. Chiamano la loro bambina Maria, che vuol dire «amata da Dio». Gioacchino porta di nuovo al tempio i suoi doni: insieme con la bimba dieci agnelli, dodici vitelli e cento capretti senza macchia. Più tardi Maria è condotta al tempio per essere educata secondo la legge di Mosè. Sant’Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui i lavandai e le ricamatrici. 

Divisore_santanna_0Dai «Discorsi» di san Giovanni Damasceno, vescovo (676-749 d.C.)

Poiché doveva avvenire che la Vergine Madre di Dio nascesse da Anna, la natura non osò precedere il germe della grazia; ma rimase senza il proprio frutto perché la grazia producesse il suo. Doveva nascere infatti quella primogenita dalla quale sarebbe nato il primogenito di ogni creatura «nel quale tutte le cose sussistono» (Col 1, 17).  O felice coppia, Gioacchino ed Anna! A voi é debitrice ogni creatura, perché per voi la creatura ha offerto al Creatore il dono più gradito, ossia quella casta madre, che sola era degna del creatore. Rallégrati Anna, «sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia, tu che non hai provato i dolori» (Is 54, 1). Esulta, o Gioacchino, poiché dalla tua figlia é nato per noi un bimbo, ci é stato dato un figlio, e il suo nome sarà Angelo di grande consiglio, di salvezza per tutto il mondo, Dio forte (cfr. Is 9, 6). Questo bambino é Dio.
O Gioacchino ed Anna, coppia beata, veramente senza macchia! Dal frutto del vostro seno voi siete conosciuti, come una volta disse il Signore: «Li conoscerete dai loro frutti» (Mt 7, 16). Voi informaste la condotta della vostra vita in modo gradito a Dio e degno di colei che da voi nacque. Infatti nella vostra casta e santa convivenza avete dato la vita a quella perla di verginità che fu vergine prima del parto, nel parto e dopo il parto. Quella, dico, che sola doveva conservare sempre la verginità e della mente e dell’anima e del corpo.
O Gioacchino ed Anna, coppia castissima! Voi, conservando la castità prescritta dalla legge naturale, avete conseguito, per divina virtù, ciò che supera la natura: avete donato al mondo la madre di Dio che non conobbe uomo. Voi, conducendo una vita pia e santa nella condizione umana, avete dato alla luce una figlia più grande degli angeli ed ora regina degli angeli stessi.
O vergine bellissima e dolcissima! O figlia di Adamo e Madre di Dio. Beato il seno, che ti ha dato la vita! Beate le braccia che ti strinsero e le labbra che ti impressero casti baci, quelle dei tuoi soli genitori, cosicché tu conservassi in tutto la verginità! «Acclami al Signore tutta le terra, gridate, esultate con canti di gioia» (Sal 97, 4). Alzate la vostra voce, gridate, non temete.

Preghiera a S. Anna rivelata a S. Brigidasantanna 

Nelle Rivelazioni di S. Brigida (l. VI, e. 104)’ si legge che la Santa ebbe in dono dall’Abate di S. Paolo fuori mura di Roma una reliquia del Braccio di S. Anna che conservasi colà nella ricca cappella delle Reliquie. Ora mentre essa pensava al modo di collocare tali Reliquie della Santa Nonna di Gesù per custodirle ed onorarle nel modo più degno, le apparve S. Anna stessa che le disse: « Io sono Anna, la Patrona di tutti i coniugati che furono prima delle legge di grazia; e sono la Madre di tutti i coniugati cristiani, perchè Dio volle prendere carne dalla mia discendenza, e perciò tu, figlia mia, invocherai il Signore con questa preghiera:

Sii benedetto, o Gesù, Figlio di Dio e della Vergine, che ti degna­sti eleggerti per Madre Colei che fu il frutto del sacro coniugio di Anna e Gioacchino; per le preghiere di entrambi abbi pietà di tutti coloro che vivono nello stato coniugale, affinchè si accre­sca il numero dei glorificatori di Dio. Così sia.

Preghiera a Sant’Anna per la protezione dei figli
Gloriosa Sant’Anna, protettrice delle famiglie cristiane, a te porto i miei figli. So che li ho ricevuti da Dio e che a Dio appartengono. Pertanto ti prego di concedermi la grazia di accettare ciò che la Divina Provvidenza ha disposto per loro.
Benedicili, o misericordiosa Sant’Anna e mettili sotto la tua protezione.
Non ti chiedo per loro privilegi eccezionali. Solamente desidero consacrarti le loro anime e i loro corpi, affinché tu ci possa preservare da ogni male.
A te affido le loro necessità temporali e la loro salvezza eterna. Imprimi nei loro cuori, o mia buona Sant’Anna, l’orrore del peccato, allontanali dal vizio, preservali dalla corruzione, conserva nelle loro anime la Fede, la rettitudine e i sentimenti cristiani ed insegna loro ad amare Dio sopra ogni cosa, come lo hai insegnato alla tua purissima Figlia, l’Immacolata Vergine Maria.
Sant’Anna, tu che sei stata specchio di pazienza, concedimi la virtù di affrontare con pazienza e amore le difficoltà che si presentano nell’educazione dei miei figli. Per loro e per me, chiedo la tua benedizione, o madre celeste piena di bontà. Che ti onoriamo sempre, come Gesù e Maria, che viviamo conformemente alla volontà di Dio e che dopo questa vita incontriamo la beatitudine nell’altra, riunendoci a te nella gloria per tutta l’eternità Così sia.
Preghiera a S. Anna
O benedetta fra le madri, gloriosa Sant’Anna, che aveste per figlia a voi sogget­ta ed obbediente la Madre di Dio, ammiro l’al­tezza della vostra elezione e le grazie di cui vi adornò l’Altissimo!
Mi unisco a Maria Santissima sempre Vergine nell’onorarvi, nel­l’amarvi, nell’affidarmi alla vostra tutela.
A Gesù, a Maria e a Voi, consacro tutta la mia vita, come un’umile offerta della mia devozione.Voi ottenetemi la grazia di essere degno del Paradiso. Così sia.

3 Gloria al Padre… Sant’Anna prega per noi

bacioannagioacchinogiotto
GIOTTO, Santi Gioacchino e Anna

Preghiera a San Gioacchino

O grande e glorioso Patriarca San Gioacchino, quanto sono felice pensando che fosti eletto, fra tutti i Santi a cooperare ai divini misteri e ad arricchire il mondo della Madre di Dio, Maria Santissima!
Per questo singolare privilegio divenisti potentissimo presso la Madre ed il Figlio, per ottenerci le grazie necessarie.
Con tale fiducia ricorro alla tua protezione  e Ti raccomando tutte le necessità mie e della mia famiglia, spirituali e temporali; Ti raccomando inoltre, la grazia particolare che desidero e che attendo dalla tua paterna intercessione.
E poiché fosti modello perfetto di vita interiore, ottienimi il raccoglimento e il distacco da tutti i beni passeggeri di questa terra e un amore vivo e perseverante a Gesù e a Maria.
Ti prego di implorare per me all’Eterno Padre, devozione ed obbedienza sincera alla santa Chiesa e al Sommo Pontefice che la governa e ti prego di chiedere al Signore che io possa vivere e morire nella fede, speranza e carità perfetta, invocando i nomi santissimi di Gesù e di Maria, e salvarmi. Amen.

3 Gloria al Padre…

San Gioacchino, felice padre della Madre di Dio prega per noi.

Giaculatorie a S. Anna
O Madre di Maria Arda ognor per Gesù l’anima mia.
O Madre di Maria benedite dal ciel l’anima mia
O Madre di Maria si rallegra con voi l’anima mia
O Madre di Maria dirigete a Gesù l’anima mia
O Madre di Maria riempite di Gesù l’anima mia
O Madre di Maria proteggete dal ciel l’anima mia
O Madre di Maria illuminate dal ciel l’anima mia
O Madre di Maria ornate di virtù l’anima mia
O Madre di Maria consolate dal ciel l’anima mia
O Madre di Maria viva sempre Gesù nell’anima mia
O Madre di Maria imiti i vostri esempi l’anima mia
O Madre di Maria zeli di voi l’onor l’anima mia
O Madre di Maria esaudite dal ciel l’anima mia
O Madre di Maria beata sia con Voi quest’anima mia
O Madre di Maria mirate con pietà l’anima mia
O Madre di Maria lodi con Voi Gesù l’anima mia.

 

Amen, Amen, Amen

segno-croce

 

San Giacomo apostolo, il «figlio del tuono»

Preghiera a san Giacomo il Maggiore, apostolo (festa 25 luglio)

O parente di Gesù Cristo secondo la carne,
e molto più secondo lo spirito, Apostolo favorito e famigliare del Signore,
dal quale fosti chiamato tra i primi e Tu seguisti lasciando
i Tuoi parenti, tutti i beni e le speranze della terra.
Per Lui, primo tra gli Apostoli Tu desti la vita, e col Tuo sangue confermasti
la dottrina del Vangelo che avevi predicato.

Quante volte, o Apostolo glorioso,
apparisti sui campi di battaglia ai cristiani,
lottando con essi contro i nemici di Cristo e della Sua Croce!
Quante volte li hai sbaragliati e vinti,
dando miracolosamente la vittoria a coloro che si
ritenevano già sconfitti!

O forza dei cristiani!
O rifugio di coloro che t’invocano e sperano in Te:
salvaci dai nostri pericoli!

Il Signore ci dia, per Sua intercessione,
il Suo santo amore e timore, giustizia, pace e vittoria
su tutti i nostri nemici visibili ed invisibili,
e soprattutto ci conceda di poterlo eternamente vedere
e possedere insieme agli Angeli del Paradiso.
Amen.

21250SAN GIACOMO Detto il Maggiore (per distinguerlo dall’omonimo apostolo detto il Minore), Giacomo, figlio di Zebedeo e Maria Sàlome e fratello dall’apostolo Giovanni Evangelista, nacque a Betsàida.

Fu presente ai principali miracoli del Signore (Mc 5,37), alla Trasfigurazione di Gesù sul Tabor (Mt 17,1.) e al Getsemani alla vigilia della Passione.

Pronto e impetuoso di carattere, come il fratello, con lui viene soprannominato da Gesù «Boànerghes», cioè“figlio del tuono” (Mc 3,17; Lc 9,52-56).

Primo tra gli apostoli, fu martirizzato con la decapitazione in Gerusalemme verso l’anno 43/44 per ordine di Erode Agrippa.

Il sepolcro contenente le sue spoglie, traslate da Gerusalemme dopo il martirio, sarebbe stato scoperto al tempo di Carlomagno, nel 814. La tomba divenne meta di grandi pellegrinaggi medioevali, tanto che il luogo prese il nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata. Nella Penisola Iberica è uno dei Santi più importanti, al punto che gli è stato dato l’epiteto di Matamoros, uccisore dei mori.
Fu la figura che polarizzò le forze degli spagnoli per la liberazione della loro patria dagli arabi “mori” invasori. La base di questo tema è la battaglia di Clavijo combattuta da Ramirez I delle Asturie contro i saraceni verso l’anno 844, liberando Calahorra, ponendo fine al tributo di 100 vergini da consegnare agli Emiri arabi. Le sorti per i cristiani stavano volgendo al peggio quando nella notte San Giacomo apparve al re incoraggiandolo a combattere e promettendogli la vittoria. L’indomani il Santo apparve sul campo di battaglia con le armi di cavaliere sopra un cavallo bianco e, postosi a capo delle schiere cristiane, le portò alla vittoria e da allora il grido di guerra dei combattenti spagnoli per la Reconquista della loro libertà fu Santiago!
Ed ecco che la spada sparisce ai piedi del Santo quale simbolo del suo martirio, sostituita nell’iconografia classica dal bastone simbolo del pellegrinaggio, per riapparire in quella spagnola nella mano destra in segno di incitamento alla battaglia. Nella basilica c’è la famosa statua di “Santiago Matamoros”, un’opera lignea del secolo XVIII che raffigura San Giacomo apostolo su un cavallo bianco, spada in mano e sovrastante un gruppo di terrorizzati arabi e berberi.immagine
Allo stesso modo Ferdinando I re di Castiglia e di Leon combatté i saraceni con l’aiuto del celeste cavaliere conquistando Coimbra nel 1065 entrandovi trionfalmente proprio il 25 luglio.

Il sepolcro dell’Apostolo restava da secoli sconosciuto e abbandonato quando Giacomo, apparendo a Carlo gli dà precise indicazioni per ritrovarlo in Galizia, lo conforta a liberarlo dagli invasori e rendendo sicure le strade che vi conducono, in modo che tutte le genti confluiscano da ogni parte del mondo e vi trovino perdono e salvezza. L’imperatore pone mano alla spedizione, la porta a compimento e fonda la Cattedrale di Santiago.

San Giacomo il Maggiore, 1° martire dei dodici apostoli

Catechesi di Benedetto XVI, papa emerito

sangiacomomaggiore
SAN GIACOMO IL PELLEGRINO 

Cari fratelli e sorelle,

proseguendo nella serie di ritratti degli Apostoli scelti direttamente da Gesù durante la sua vita terrena, (…) oggi incontriamo la figura di Giacomo.

Gli elenchi biblici dei Dodici menzionano due persone con questo nome: Giacomo figlio di Zebedeo e Giacomo figlio di Alfeo (cfr Mc 3,17.18; Mt 10,2-3), che vengono comunemente distinti con gli appellativi di Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore. Queste designazioni non vogliono certo misurare la loro santità, ma soltanto prendere atto del diverso rilievo che essi ricevono negli scritti del Nuovo Testamento e, in particolare, nel quadro della vita terrena di Gesù. Oggi dedichiamo la nostra attenzione al primo di questi due personaggi omonimi.

Il nome Giacomo è la traduzione di Iákobos, forma grecizzata del nome del celebre patriarca Giacobbe. L’apostolo così chiamato è fratello di Giovanni, e negli elenchi suddetti occupa il secondo posto subito dopo Pietro, come in Marco (3,17), o il terzo posto dopo Pietro e Andrea nei Vangeli di Matteo (10,2) e di Luca (6,14), mentre negli Atti viene dopo Pietro e Giovanni (1,13). Questo Giacomo appartiene, insieme con Pietro e Giovanni, al gruppo dei tre discepoli privilegiati che sono stati ammessi da Gesù a momenti importanti della sua vita.

(…) Egli ha potuto partecipare, insieme con Pietro e Giovanni, al momento dell’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani e all’evento della Trasfigurazione di Gesù. Si tratta quindi di situazioni molto diverse l’una dall’altra: in un caso, Giacomo con gli altri due Apostoli sperimenta la gloria del Signore, lo vede nel colloquio con Mosé ed Elia, vede trasparire lo splendore divino in Gesù; nell’altro si trova di fronte alla sofferenza e all’umiliazione, vede con i propri occhi come il Figlio di Dio si umilia facendosi obbediente fino alla morte. Certamente la seconda esperienza costituì per lui l’occasione di una maturazione nella fede, per correggere l’interpretazione unilaterale, trionfalista della prima: egli dovette intravedere che il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà non era soltanto circonfuso di onore e di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza. La gloria di Cristo si realizza proprio nella Croce, nella partecipazione alle nostre sofferenze.

Questa maturazione della fede fu portata a compimento dallo Spirito Santo nella Pentecoste, così che Giacomo, quando venne il momento della suprema testimonianza, non si tirò indietro. All’inizio degli anni 40 del I secolo il re Erode Agrippa, nipote di Erode il Grande, come ci informa Luca, “cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni” (At 12,1-2). La stringatezza della notizia, priva di ogni dettaglio narrativo, rivela, da una parte, quanto fosse normale per i cristiani testimoniare il Signore con la propria vita e, dall’altra, quanto Giacomo avesse una posizione di spicco nella Chiesa di Gerusalemme, anche a motivo del ruolo svolto durante l’esistenza terrena di Gesù. Una tradizione successiva, risalente almeno a Isidoro di Siviglia, racconta di un suo soggiorno in Spagna per evangelizzare quella importante regione dell’impero romano. Secondo un’altra tradizione, sarebbe invece stato il suo corpo ad essere trasportato in Spagna, nella città di Santiago di Compostella. Come tutti sappiamo, quel luogo divenne oggetto di grande venerazione ed è tuttora mèta di numerosi pellegrinaggi, non solo dall’Europa ma da tutto il mondo. (Nel 1989 , S.Giovanni Paolo II, insieme a migliaia di giovani da tutto il mondo, ha fatto il «Cammino di Compostella»). È così che si spiega la rappresentazione iconografica di san Giacomo con in mano il bastone del pellegrino e il rotolo del Vangelo, caratteristiche dell’apostolo itinerante e dedito all’annuncio della “buona notizia”, caratteristiche del pellegrinaggio della vita cristiana.

Da san Giacomo, dunque, possiamo imparare molte cose: la prontezza ad accogliere la chiamata del Signore anche quando ci chiede di lasciare la “barca” delle nostre sicurezze umane, l’entusiasmo nel seguirlo sulle strade che Egli ci indica al di là di ogni nostra illusoria presunzione, la disponibilità a testimoniarlo con coraggio, se necessario, fino al sacrificio supremo della vita. Così Giacomo il Maggiore si pone davanti a noi come esempio eloquente di generosa adesione a Cristo. Egli, che inizialmente aveva chiesto, tramite sua madre, di sedere con il fratello accanto al Maestro nel suo Regno, fu proprio il primo a bere il calice della passione, a condividere con gli Apostoli il martirio.

E alla fine, riassumendo tutto, possiamo dire che il cammino non solo esteriore ma soprattutto interiore, dal monte della Trasfigurazione al monte dell’agonia, simbolizza tutto il pellegrinaggio della vita cristiana, fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, come dice il Concilio Vaticano II. Seguendo Gesù come san Giacomo, sappiamo, anche nelle difficoltà, che andiamo sulla strada giusta.

Significato del nome Giacomo : “che segue Dio” (ebraico).

[Fonte: vatican.va ]

In onore di Simona Monti, morta martire nella strage di Dacca, i familiari faranno opere di bene per i cristiani perseguitati

Famiglia di Simona Monti, uccisa a 33 anni assieme al bambino che portava in grembo: «Consideriamo martirio la morte di Simona. Faremo un’opera di bene in favore dei cristiani perseguitati in odio alla fede»

tratto da ACS, AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE– «Simona è stata uccisa in odio alla fede e per questo abbiamo voluto ricordarla anche sostenendo i cristiani perseguitati». Così don Luca Monti, fratello della vittima, spiega la decisione di fare una donazione ad Aiuto alla Chiesa che Soffre in onore di Simona, uccisa a 33 anni assieme al bambino che portava in grembo nel tragico attentato alla Holey Artisan Bakery di Dacca, avvenuto nella notte tra il 1° e il 2 luglio 2016.

La famiglia Monti contribuirà, tramite ACS, alla costruzione della Chiesa di San Michele ad Harintana, piccola cittadina del Bangladesh meridionale appartenente alla diocesi di Khulna. «La nostra è una famiglia cristiana – afferma don Luca, parroco della Chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo di Santa Lucia di Serino in provincia di Avellino – e consideriamo martirio la morte di Simona e di tutte le altre vittime di quel drammatico attacco. Abbiamo quindi preferito delle esequie semplici, per poter realizzare un’opera di bene in favore dei cristiani perseguitati. E lo abbiamo fatto attraverso Aiuto alla Chiesa che Soffre, perché è una fondazione pontificia e perché realizza splendidi progetti per i nostri fratelli perseguitati in odio alla fede».

Una risposta concreta all’orrore dell’estremismo per favorire, in un Paese colpito dal fondamentalismo come il Bangladesh, il dialogo interreligioso e sostenere le minoranze. La famiglia Monti contribuirà quindi a donare un luogo in cui pregare alla comunità cristiana di Harintana, finora costretta a percorrere alcuni chilometri ed attraversare un fiume per raggiungere la chiesa più vicina. «Abbiamo scelto questo progetto perché ci dà speranza sapere che la Chiesa di San Michele rappresenterà un incentivo per i cristiani del Bangladesh, affinché non abbiano paura e non si arrendano anche di fronte alla violenza. E poi lo abbiamo fatto per Simona, perché speriamo che la locale comunità abbia la bontà di pregare per la sua anima e per la nostra famiglia».

Di sua sorella don Luca ricorda in particolare la dedizione al lavoro e la «amorevole determinazione». Il sacerdote nota inoltre come al di là della grande sofferenza, la famiglia Monti tragga forza dalla consapevolezza che Simona sia stata uccisa in ragione della sua fede. «È stato molto toccante ascoltare mio padre dire: “Ho dato a Dio un figlio sacerdote ed una figlia martire”».

Dal gennaio 2015 ad oggi, ACS ha realizzato interventi in Bangladesh per oltre 750mila euro. 

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/la-famiglia-monti-costruira-una-chiesa-in-bangladesh-con-aiuto-alla-chiesa-che-soffre-simona-e-una-martire-e-noi-sosterremo-i-cristiani-perseguitati/

«Avete trucidato mia sorella incinta. Vi rispondo col Perdono»

A suo fratello Don Luca Monti, Simona  aveva confidato la gravidanza e gli aveva detto che voleva partorire in Italia accantonando per almeno un anno i viaggi di lavoro che l’avevano portata prima in Cina e poi in Bangladesh, dove ha trovato una orribile morte. Simona è stata trucidata da un commando Isis che ha assaltato l’Holey Artesan Bakery, dove sono rimasti uccisi altri 8 italiani.

“Questa esperienza di martirio per la mia famiglia e il sangue di mia sorella Simona spero possano contribuire a costruire un mondo più giusto e fraterno” ha detto, da uomo di fede, il fratello Luca, parlando a nome di tutta la famiglia.

Simona Monti conosceva il cinese e altre lingue straniere, viveva da tempo in Bangladesh dove lavorava per una azienda di abbigliamento di Revello (la Mauli SpA) e prima di Dacca – dove, da circa un anno, si occupava di controllo qualità nelle ditte fornitrici locali  – aveva vissuto in Cina, sempre per la Mauli.

L’ultima volta che Simona Monti aveva sentito la famiglia era stato venerdì sera alle ore 20 di Dacca. Simona aveva comunicato alla mamma che sarebbe andata a cena con amici nel locale poi preso d’assalto dai terroristi dell’Isis.

La notizia ha sconvolto Magliano Sabina (Rieti) dove la famiglia di Simona Monti è molto conosciuta e stimata. Il destino, o più prosaicamente dei terroristi animati da folli propositi suicidi, l’hanno strappata alla vita troppo presto.

“Degli 11 italiani presenti nel ristorante durante l’attacco islamista 9 sono stati trucidati, uno è riuscito a fuggire e salvarsi, mentre l’altro era dato per disperso, rintracciato poi in serata. Alla vostra religione del terrore rispondo con il Vangelo del perdono, sperando che questo martirio familiare e il sangue di Simona contribuisca a creare un mondo più giusto e fraterno” – dice il fratello parroco di Santa Lucia di Serino in provincia di Avellino. Proprio nel paese irpino è stata organizzata una veglia di preghiera. E’ il grande abbraccio di amore e fede che l’Irpinia stringe intorno a don Luca.

http://www.ottopagine.it/av/cronaca/83758/avete-trucidato-mia-sorella-incinta-vi-rispondo-col-perdono.shtml

 

 

La vera S. Maria Maddalena, oltre le leggende eretiche

Il 22 luglio è la Festa liturgica di Santa Maria Maddalena.

Nel Calendario Romano generale era memoria obbligatoria, e per espressa e tenace volontà di Papa Francesco è stata elevata appunto al rango di Festa con decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in data 3 giugno 2016.

PREGHIERE A SANTA MARIA MADDALENASANTA MARIA MADDALENA

Tu che sei stata liberata da
sette demoni
Prega per noi il Signore Gesù:
Che noi siamo liberati
Da ciò che ci incatena lontani
da Lui
Che è la sorgente dell ‘amore
e del perdono

Tu che hai scelto la parte
migliore
ascoltando la Parola di Dio,
Prega per noi il Signore Gesù:
Che la sua parola ci renda
liberi
nei confronti della menzogna
e delle tenebre

Tu che sei stata scelta
per essere la prima testimone
di Gesù Cristo
liberato dai lacci della morte
Prega per noi il Signore Gesù:
Che noi possiamo vivere in pienezza
nella comunione del Padre,
del Figlio e dello Spirito.

stained-glass6O Gloriosa Santa Maddalena, modello di penitente,
fammi ottenere la grazia della perseveranza
nel praticare l’autonegazione, conforme con i miei giuramenti;

prega Dio per me
che possa apparire davanti a Gesù nostro Signore e Maestro;
al momento della mia morte, con la lampada piena dell’olio della speranza e ardente della pura fiamma della carità, cosicchè sia meritevole di essere ricevuto nel Regno Eterno di Dio. Amen.


È una festa importantissima e la stragrande maggioranza delle persone non ricorda nemmeno che Maria di Magdala (questo il significato dell’aggettivo-soprannome “Maddalena”), che Gesù liberò dai demoni, sia santa, santa prima di molti altri santi importantissimi, persino degli Apostoli, di cui come brillantemente dice il teologo Ippolito Romano (170 ca.-235) fu l’apostola. Per di più viene erroneamente identificata con l’adultera che, convertita, segue Gesù nel Vangelo, anzi le due adultere di cui parla il testo sacro: la donna che nella casa Simone il Fariseo lava i piedi del Signore con le lacrime asciugandoli poi con i capelli (Vangelo di Luca) e la donna salvata dalla lapidazione (Vangelo di Giovanni). In nessun passo evangelico una di queste donne è identificata con la Maddalena e l’equivoco nasce dal fatto che della santa seguace del Maestro assieme agli Apostoli si parla nel capitolo subito successivo all’episodio accaduto nella casa di Simone.

Un qui pro quo pio, questo, diffuso nella storia della Chiesa da santi, papi e dottori, ma nel nostro mondo disposto a credere in qualsiasi cosa pur di non credere al Vangelo anche l’«apostola degli apostoli» (questo, espressamente, è il titolo di maggior merito riconosciutole) è una contraffazione.

Mille caricature traboccanti di eresie e di scempiaggini ne hanno fatto la “moglie” di Gesù e il vero Santo Graal (il “sang real”, la discendenza del Nazareno), la rivincita clandestina dell’eterno femminino conculcato dalla Chiesa costantiniana “maschilista” e “imperialista”, la sacerdotessa della “dea madre”, l’archetipo della strega odiata dagl’Inquisitori, il sigillo del matriarcato primigenio tra sesso e potere.

Mario Arturo Iannaccone illustra e analizza questa vera e propria devianza lungo gl’itinerari letterari e psicologici della modernità con il denso Maria Maddalena e la dea dell’ombra. Il sacro femminile, la spiritualità della dea e l’immaginario contemporaneo (Sugarco, Milano 2006), ma l’antidoto immediato ed efficace per i credenti, e per tutte le persone di buona volontà, lo fornisce il padre domenicano Giorgio Carbone con Maria Maddalena. Il Codice da Vinci o i Vangeli? (Edizioni Studio Domenicano, Bologna, 2005). Un testimonial eccezionale, visto che in Occidente il culto di santa Maddalena è stato diffuso soprattutto dai domenicani.

Alla base di tutto sta la manipolazione che della santa operano i “vangeli” apocrifi rigettati dalla Chiesa e i testi gnostici incompatibili con il cristianesimo. Nel sovrastimato Il Codice da Vinci, la fantasia di Dan Brown predilige il Vangelo di Filippo (la Maddalena spuria compare anche in altri apocrifi), ovvero uno scritto gnostico in lingua copta composto probabilmente all’inizio del secolo III che s’incentra sul «mistero della camera nuziale» consumato mediante il «rito del bacio» con cui l’anima prigioniera del corpo può finalmente ricongiungersi al principio divino e la Maddalena farsi così «compagna» o persino «coniuge» di Gesù, il quale addirittura la bacerebbe. Ma si tratta appunto di dottrine eterodosse che la Chiesa Cattolica in ciò seguita perfettamente anche da tutto il protestantesimo ha da sempre ricusato proprio perché completamente infondate sul piano storico. Del resto, questo tipo di letteratura gnostica ha più il passo del fervorino spirituale (eretico) carico di valenze simboliche e non fattuali che il piglio del testo mirante a presentarsi come storico.

Né è vero, come molti ripetono (riecheggiando consciamente o meno Dan Brown), il “complotto” con cui la Chiesa Cattolica avrebbe cercato di nascondere il ritrovamento di questi testi ritrovati nel 1945 a Nag Hammâdi in Egitto: sono comunemente pubblicati anche da case editrici cattoliche, il loro contenuto è noto sin dai primi secoli attraverso autori cattolici (che pure ne conoscevano versioni parziali) e il messaggio autentico del Vangelo è stato trasmesso inalterato dall’inizio a oggi senza né bisogno né influsso delle versioni eretiche.

Il cattolicesimo, insomma, non ha bisogno di correzioni gnostiche o pop per mostrare al mondo il mistero della sua sublime bellezza, e c’è da scommetterci che anche questo il Pontefice ha avuto in mente nel richiedere con forza l’istituzione della festa di santa Maria Maddalena in un tempo come il nostro devastato dalla confusione, plagiato dal relativismo, incapace di distinguere un maschio da una femmina (gender, LGBT) ma solo di manipolare una volta in più la figura femminile snaturata della sua preziosità (femminismo).

Se vuole, infatti, il cattolicesimo sa essere più meraviglioso di chiunque altro. Nella Legenda aurea si racconta per esempio che per sfuggire alle persecuzioni in Palestina la Maddalena sia approdata fortunosamente (si dice nel 48) con i fratelli e altri discepoli (tra cui santa Marta e persino san Lazzaro) sulla costa della selvaggia Camargue, precisamente a Saintes-Maries-de-la-Mer (Giotto, nella Basilica inferiore di Assisi, dice poco distante, a Marsiglia). Quella che oggi è una ridente località turistica deve cioè il nome proprio alla santa di Magdala, le cui reliquie sono poi state venerate a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, in Provenza, finché la Rivoluzione Francese non le ha profanate e disperse (ma non la testa, custodita nella caverna-santuario di La Sainte-Baume dove la santa avrebbe vissuto i suoi ultimi giorni, e un suo piede, venerato per secoli a Roma).

E ancora ci sono le uova colorate come simbolo della Pasqua di Cristo: sono rosse nel cristianesimo orientale dove una pia leggenda racconta che a un banchetto dell’imperatore romano Tiberio la Maddalena si presentasse con un uovo, simbolo di nascita e dunque risurrezione, esclamando: «Cristo è risorto!». L’imperatore beffardo rispose che era tanto probabile quanto che quell’uovo divenisse rosso, cosa che puntualmente accadde.

È infatti la Maddalena la testimone del Risorto, la prima, colei che dal sepolcro vuoto trasmette la Buona Novella a Maria Santissima e agli Apostoli: cioè alla Chiesa. Oggi è la Festa rotonda di Santa Madre Chiesa. 


INTERVISTA A PADRE GIORGIO MARIA CARBONE SULLA VERITA’ STORICA DI SANTA MARIA MADDALENAcarbone-maria-maddalenaPadre Carbone, che ruolo ha Maria Maddalena nella Chiesa?

Santa Maria Maddalena è una figura davvero rappresentativa della cristianità, tant’è che noi domenicani, riconoscendone l’importanza, già ne celebravamo la festa. Perché è colei che il teologo Ippolito Romano (170-235 d.C.) ha definito “l’Apostola degli Apostoli”. È infatti la prima che ha visto Gesù una volta risorto, secondo quanto descritto nel Vangelo di Giovanni. L’ha visto, dapprima non l’ha riconosciuto, ma poi è corsa a dirlo a gran voce agli undici, ancora sconvolti per quello che avevano visto al Golgota e dell’essere rimasti senza guida. È in questo episodio che si capisce la centralità della figura femminile di Maria Maddalena.

Una donna al centro della storia. E c’è chi dice che il cattolicesimo sia maschilista.
Cerchiamo di immedesimarci nella società ebraica di quel tempo. Le parole di una donna non valevano niente, in qualsiasi contesto, ma Cristo ancora una volta ha capovolto le regole della società ebraica, delle leggi mosaiche. E ha scelto di apparire, per la prima volta da risorto, proprio a una donna. Già durante il periodo delle sue predicazioni, nel vangelo di Luca, si narra che andasse in giro con il seguito dei dodici e un gruppo di donne. Proprio in una di queste occasioni si cita Maria di Magdala, come prima del seguito femminile, una donna che era stata liberata da sette demoni, tramite esorcismo praticato da Gesù stesso. Non viene però detto che tipo di vita Maria Maddalena conducesse prima di questo episodio, pertanto non possiamo sapere di quali peccati si fosse macchiata. Scopriamo però che è una donna di Magdala, un villaggio di pescatori in prossimità del lago di Tiberiade. E la ritroviamo poi ai piedi della croce, con Maria la madre di Gesù e sua sorella, secondo quanto dice l’evangelista Giovanni. Questo non è un dettaglio da poco, anzi, è una figura retorica tipica della narrazione sacra, detta “dell’inclusione”. Citando Maria di Magdala all’inizio delle predicazioni di Cristo per i villaggi e alla fine della sua vita terrena, sul Calvario, gli evangelisti ci stanno dicendo che la Maddalena è sempre stata vicino a Cristo.

Questo è insolito per la società dell’epoca.
Gesù ha voluto fin da subito controvertire le tradizioni che esistevano prima della sua venuta. Si è proposto lui stesso come guida, e ha scelto gli uomini e le donne che ha voluto accanto a sé nel cammino di predicazione, al contrario di quanto facevano i rabbini, che venivano nominati dai fedeli. E ha scelto di fare messaggero del Suo messaggio di Resurrezione Maria di Magdala, rendendo così una donna portatrice di una missione superiore. Ancora oggi, molto spesso accade che siano le figure femminili a fare da tramite per la trasmissione della fede. L’ha recentemente dimostrato anche una ricerca compiuta dalla professoressa universitaria di Bologna, Maria Teresa Moscato, che ha registrato che il 70 per cento dei ragazzi ha insegnamenti cattolici da una donna, magari una nonna o una catechista. Donne che portano avanti il messaggio di Cristo senza bisogno di essere portatrici di un sacramento, come accade ai sacerdoti, ma ugualmente centrali.

C’è un po’ di confusione relativamente alla figura storica di Maria di Magdala. Ed è a questo che si è attaccato per esempio Dan Brown, che ha dato alla Maddalena un ruolo ambiguo.
La confusione può derivare innanzi tutto da una lettura forzata dei Vangeli. Sono tanti gli episodi in cui vengono citate figure femminili, molto spesso senza che si dia loro un nome proprio. Nel Vangelo di Luca, mentre Gesù si trova a casa di Simone il Fariseo arriva una donna, una nota peccatrice della città, che gli bagna i piedi con le lacrime e glieli asciuga con i capelli. Nel capitolo immediatamente successivo, si nomina Maria di Magdala, come donna a seguito di Gesù con gli apostoli. Ed ecco quindi il primo equivoco: pensare che si tratti dello stesso personaggio. Altri la collegano alla figura dell’adultera salvata dalla lapidazione, nel vangelo di Giovanni, anche in questo caso senza nome, quindi non è dimostrabile che sia proprio lei. Lo scrittore Dan Brown, invece, si è ricollegato a un vangelo apocrifo, quello di Filippo, nel quale si dice che Gesù aveva sempre accanto a sé Maria di Magdala, facendo intendere che fossero uniti da qualche vincolo. Ma appunto è apocrifo, dobbiamo rimanere ai lavori dei quattro evangelisti e alla loro ricchezza. La Maddalena è “l’Apostola degli Apostoli”, secondo quanto detto da Ippolito Romano, un epiteto che riassume bene il destino di questa Santa, a partire dalla rivelazione del Cristo risorto.   Santa Maria Maddalena, l’Apostola degli Apostoli | Tempi.it

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GIOTTO, ASSISI: S.MARIA MADDALENA ELEVATA

 

Pokémon Go, allarme incidenti: ACI lancia nuova campagna sicurezza. Negli USA molti feriti gravi ed anche morti a causa della ossessione per il “videogioco”Pokémon

Decine di milioni di utenti sono divenuti in breve tempo ossessionati dalla ricerca dei Pokémon, a causa della diffusione in massa del videogioco Pokémon Go; ma è già allarme sicurezza: la distrazione causata dall’attenzione necessaria a seguire i demoni Pokemon, è già stata causa di incidenti gravissimi. Ad Auburn, negli Stati Uniti, per esempio, dove il gioco ha letteralmente rapito milioni di cittadini (già virale il video girato a New York dove centinaia di persone impegnate nel gioco hanno iniziato a correre con i telefoni in mano verso un demone Pokemon), un 28enne è andato a sbattere contro un albero, distruggendo la propria auto e mettendo a repentaglio la propria vita (IN FOTO IN ALTO). 

In California, due uomini sono finiti in ospedale per le ferite riportate cadendo da una scogliera: con gli occhi incollati sullo schermo dello smartphone, per SEGUIRE IL DEMONE POKEMON, stavano per morire cadendo dal burrone.

campagna-sicurezza-aciProprio a pochi giorni dal lancio del video gioco Pokémon Go, nuova fonte di distrazione degli automobilisti, arriva la campagna dell’ACI #GUARDALASTRADA” e “#MOLLASTOTELEFONO”, appena lanciata dall’Automobile Club d’Italia, proprio in seguito all’aumento di incidenti gravi causati dalla dipendenza dal video gioco. 

ALLARME POKEMON GO: FERITI GRAVI, ACCOLTELLAMENTI, FURTI, INCIDENTI STRADALI IN AUMENTO E CI SCAPPA ANCHE  QUALCHE MORTO….(“MA NOOO…è solo un gioco innocuo!” continuano a ripetere i plagiati da questo gioco satanico che crea DIPENDENZA PATOLOGICA…e molto peggio). POKEMON GO è la nuova follia globale.

“Pokèmon Go come la droga e l’alcool: è una minaccia al sistema della mobilità perché distrae i conducenti ed è un pericolo per pedoni e ciclisti, vittime dei guidatori distratti e vittime loro stessi come utilizzatori del gioco”. Biserni presidente dell’Asaps, Associazione amici sostenitori polizia stradale, chiede «ai vertici delle forze di polizia e ai sindaci di intervenire con misure che intensifichino i controlli, e al governo un provvedimento che vieti in modo più severo l’utilizzo di questo gioco quando si è alla guida, prevedendo il sequestro del cellulare per almeno un mese con estensione del divieto di utilizzo della app anche agli accompagnatori e ai pedoni durante gli attraversamenti stradali anche sulle strisce». 

http://www.asaps.it/55714-_pokemon_go_una_nuova_minaccia_per_la_sicurezza_stradale_asaps__intervenga_il_go.html

ALLARME Telefono Azzurro: POKEMON GO rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori, che si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati e abusatori 

http://www.mainfatti.it/Pokemon/Con-Pokemon-Go-bambini-a-rischio-adescamento-e-pedofilia-avverte-Telefono-Azzurro_0151080033.htm

Il 13 luglio 2016 Autumn Deiseroth, una adolescente di Pittsburgh in Pennsylvania, era talmente assorta nell’inseguire il suo demone Pokemon, che è stata travolta dal traffico e si è ritrovata in ospedale quasi in fin di vita. La madre, Tracy Nolan, ha detto in un’intervista al Canale 11 News: “Mi rivolgo ai genitori, non lasciate che i vostri bambini giochino al Pokemon Go,  se non volete passare quello che ho passato io la notte scorsa. Ho davvero pensato che stavo perdendo mia figlia”.

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LA GIOVANE AUTUMN DEISEROTH IN OSPEDALE

L’11 luglio 2016, in Oregon, Michael Baker 21 anni mentre inseguiva il suo demone, è stato raggiunto da un malvivente che lo ha accoltellato, per derubarlo, ma lui non è voluto andare in ospedale perchè “doveva seguire il Pokemon”…Alla fine, ha ricevuto otto punti di sutura alla spalla…FUORI DI TESTA PER POKEMON, e non sono casi isolati ma coinvolgono anche adulti.

Il motto del Pokemon Go è “catturali tutti”,in inglese CATCH’EM ALL, riferito alla cattura di mostriciattoli, ma alla fine quello che è successo è che… i giocatori sono stati catturati da criminali veri…Nel Missouri un gruppo di rapinatori armati ha attirato otto giocatori ad uno dei punti Pockestop del gioco, che è un luogo nel mondo reale che si presenta sul GPS sui cellulari dei giocatori per guidare alla cattura dei demoni. SOLO CHE I DEMONI ERANO VERI. “Utilizzando la funzione di geolocalizzazione del ‘Pokemon Go’ app, i ladri sono stati in grado di anticipare la posizione e il livello di isolamento delle vittime inconsapevoli,” ha detto il Sergente Bill Stringer del Dipartimento di Polizia di O’Fallon  in una dichiarazione alla Buzzfeed

Il Dipartimento di Polizia di O’Fallon, Missouri, ha sollecitato i genitori a tenere lontani i loro figli dall’uso di  POKEMON GO, poichè sono accaduti altri gravi episodi di violenza e rapina, legati al “videogioco”:  “abbiamo risposto alle chiamate per varie rapine a mano armata, vicino all’incrocio dell’ autostrada K e Feise Road. Siamo stati in grado di localizzare quattro sospetti che occupavano una bmw nera, e abbiamo recuperato una pistola. I sospettati sono noti criminali artefici di molteplici rapine a mano armata: hanno colpito a St. Louis e a Charles Contee. Questi criminali prendono di mira le loro vittime attraverso l’app Pokemon Go sugli smartphone.”

Un utente Reddit ha notato che c’era un gruppo di Pokéstops in un cimitero locale.“Tutte le tombe e i cimiteri sono Pokestops”, l’utente TheBatInTheBirdcage ha scritto sul subreddit Pokémon Go.  Ci ritroveremo i cimiteri pieni di invasati alla ricerca di demoni Pokemon, non bastavano i vandali, satanisti & co… A BERNA c’è chi vuole sporgere denuncia alla Nintendo, perchè un cimitero è stato letteralmente preso di mira dai malati di  Pokemania :”ORA con quei giocatori di demoni pokemon, si vuole violare anche la pace e la dignità  dei nostri defunti!”

http://www.tio.ch/News/Svizzera/Attualita/1096952/-I-cacciatori-di-Pokemon-rispettino-i-nostri-defunti-/

POKEMON GO RIVENDICA I PRIMI MORTI….LA POKEMANIA MIETE VITTIME.

Era solo una questione di tempo prima che Pokemon Go diventasse responsabile della morte di qualcuno. Riportiamo alcuni casi recenti. La Polizia in Usa raccomanda ai genitori che non lascino i loro figli in balìa di questo videogioco pericolosissimo per la loro incolumità.extra-large_071416053437

Nella notte tra il 20 ed il 21 luglio 2016, due adolescenti in Guatemala, mentre erano a caccia di Pokemon, sono stati colpiti a sangue freddo, mentre “giocavano” con il videogioco più popolare del momento. Jerson Lopez de Leon, 18 anni, è stato ucciso, mentre suo cugino Daniel Moises Piceno, 17 anni , è stato gravemente ferito ed è ancora in prognosi riservata.

I due erano a piedi lungo una ferrovia in cerca di demoni Pokemon in una strada di Chiquimula, 200 km da Città del Guatemala.

Non è chiaro che cosa abbia scatenato l’attacco violento, ma la Polizia ha affermato che le funzioni di localizzazione del gioco Pokemon Go li hanno portati in una zona pericolosa. E sono stati sicuramente attaccati da criminali che li stavano seguendo tramite l’app Pokemon Go. Quasi 20 bossoli sono stati trovati sulla scena del delitto. La Polizia è ora alla ricerca di un furgone bianco che è stato visto fuggire dalla scena.

Un adolescente di Mariondale NC, Stati Uniti è stato tragicamente ucciso,  durante il tentativo di catturare un Pokemon nel nuovo gioco Pokemon Go. Aveva solo 15 anni! Arthur Digsby  con un suo amico stava inseguendo un raro demone Pokemon e, seguendo sullo smartphone la mappa del Pokestop, si è avventurato di sera nella proprietà di una anziana signora di 67 anni e ha cercato di aprire la finestra dell’abitazione! La signora Ellen Jones, che viveva da sola, è stata svegliata dal rumore della finestra aperta con forza…La vedova in preda al panico, pensando fossero ladri, ha  sparato con un’arma appartenuta al marito ed ha colpito l’adolescente per due volte..

L’adolescente è stato trasportato in un ospedale di zona con due colpi di pistola al petto, dove successivamente è morto per le ferite. Il dipartimento di polizia di Mariondale ha dichiarato che nessuna spesa ed accusa  sarà presentata contro il proprietario della casa, perchè ha agito per legittima difesa. Poi il dipartimento di polizia ha rilasciato una dichiarazione che raccomanda ai genitori di non permettere l’uso di questo gioco molto pericoloso per i loro figli.  

Niantic, la società che ha creato Pokemon Go, non ha commentato le tragiche morti di giovani e altri continui incidenti,  legati al suo gioco…La Niantic se ne frega, detto come va detto. L’importante è il business.

http://nationalreport.net/teen-killed-trespassing-while-playing-pokemon-go/

A Baltimora sono accaduti molti fatti analoghi nei giorni scorsi, incidenti gravissimi, feriti e “giocatori” rintracciati da criminali tramite l’app Pokemon Go.  Giorni fa un uomo a bordo di un SUV si è schiantato contro un’ auto della Polizia di Baltimora mentre inseguiva un demone Pokemon…Mentre l’auto si schiantava, l’uomo a bordo CONTINUAVA A TENERE GLI OCCHI INCOLLATI AL SUO SMARTPHONE…per seguire il Pokemon! Ora verrà accusato per danni a causa di guida distratta e pericolosa.

“Questo è ciò che ho ottenuto per giocare a questo gioco per fottuti asini”, ha detto il pilota senza nome alla Polizia.

PER APPROFONDIMENTI sulla pericolosità del falso gioco Pokemon :

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/20/pokemon-go-indottrinamento-alloccultismo-e-al-satanismo-altro-che-gioco/

Fonti

http://www.motorionline.com/2016/07/18/pokemon-go-allarme-incidenti-laci-lancia-nuova-campagna-sicurezza/?refresh_ce

http://nypost.com/2016/07/10/pokemon-go-is-getting-creepy/

http://www.news.com.au/technology/home-entertainment/gaming/apps/pokemon-gos-first-death-as-warning-issued-about-landmines/news-story/e29caec2a2170721b657bae6a671b118

Pokémon Go: indottrinamento all’occultismo e al satanismo, altro che “gioco”

Pochi giorni prima della strage perpetrata dall’ennesimo terrorista islamista a Nizza, un videogioco chiamato Pokemon Go è stato lanciato sul mercato mass mediatico dalla Nintendo ed è diventato un fenomeno internazionale. In Italia è uscito il 15 luglio 2016, il giorno dopo la strage di Nizza ..e scusate se sottolineo questa macabra coincidenza, ma per me non è casuale: ricordate il famoso detto degli antichi romani “Panem et circenses”, espressione con la quale Giovenale (Satire X, 81), ironicamente polemizzava sui metodi usati dagli Imperatori per domare le masse, ovvero “date i giochi alla plebe e sottometterete i loro cervelli ai diktat dell’impero, così i popolani vengono inebetiti dai giochetti e non si rendono conto dei veri mostri che li dominano”….Guarda caso, Pokemon Go consiste in una “caccia al mostro virtuale”…che poi tanto virtuale non è, come vedremo in seguito.

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Pokemon: immagine di Satana Baphomet

Pokemon Go è il primo videogioco di massa che fonde  il mondo reale con il mondo digitale. Mischiando realtà virtuale e realtà “analogica”, il giocatore – la cui posizione sarà tracciata tramite il GPS del dispositivo Android o iOS – dovrà stare attento a scovare i pokemon (demoni) nelle sue immediate vicinanze. Si possono trovare in casa, nel parco giochi del quartiere, in piscina, ovunque. Il mondo è stato inondato di pokemon e il giocatore dovrà girare fisicamente per il mondo alla scoperta di tutte le specie possibili.  Il valore economico delle azioni di Nintendo sta impazzendo, ma anche la gente ne diventa ossessionata e DIPENDENTE: come il neozelandese di 24 anni che è praticamente diventato “una star”, perchè le ore libere alla ricerca dei Pokemon non gli bastavano più. Così ha deciso di licenziarsi e di continuare a girare la Nuova Zelanda alla ricerca dei mostriciattoli. Ed il padre è pure fiero della totale irresponsabilità del figlio e neanche lo corregge.

IL PARERE DI PSICOLOGI:vvvvvv

EPILESSIA DA POKEMON, 650 BIMBI IN OSPEDALE IN GIAPPONENel 1997, la diffusione massiccia in Giappone del “gioco dei Pokemon” ha provocato non pochi ricoveri ospedalieri di bambini per crisi epilettiche e attacchi di panico: non sono mancati tra adolescenti casi di incubi legati direttamente a questi mostri. L’arcivescovo di Città del Messico nel 2000, riscontrando analoghi disturbi nei giovanissimi ipnotizzati in massa da questo “gioco”, accusò i Pokémon di diffondere “una combinazione di elementi che incitano alla violenza e insidiano la salute dei giovani”…fatti tragicamente VERI, solo che oggi nessun giornale ne vuole parlare! Il business dietro questi cyber mostri fa troppo comodo… 

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/12/18/epilessia-da-cartoon-650-bimbi-in-ospedale.html

ALLARME Telefono-Azzurro: “POKEMON GO rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori, che si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati, con gli scopi più diversi, dalla rapina all’abuso sessuale. Nel mondo virtuale, purtroppo, le differenze di età sono annullate” ricorda Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile.

http://www.mainfatti.it/Pokemon/Con-Pokemon-Go-bambini-a-rischio-adescamento-e-pedofilia-avverte-Telefono-Azzurro_0151080033.htm

Gli psicologi sconsigliano questo gioco che dissolve la realtà quotidiana con il mondo virtuale e irreale del gioco, trasportando i bambini in un mondo simulato.
Il gioco viene definito non violento, ma è una menzogna, perché in realtà la violenza ha un ruolo centrale. Il giocatore deve allenare il suo Pokemon, il suo mostro, e combatte con lui contro gli altri.
Pokemon non è un gioco che favorisce qualità come cameratismo e sobrietà: al contrario, si viene incitati alla cupidigia e alla gelosia, perché ogni giocatore vuole possedere al più presto tutti i mostri, con la conseguenza che i ragazzi diventano aggressivi e ricorrono all’inganno.
Dato che il gioco ha provocato nei bambini estrema distrazione e aggressività, è stato già proibito in molte scuole americane, inglesi, belghe e francesi.
Ciò che spesso sembra innocente è tutt’altro che innocuo!! C’è veramente il rischio di stati di ansia e di ossessione, che questo “gioco” può provocare, dato che sono moltissimi i casi di dipendenza ossessiva in molti bambini ed adolescenti, istigata dalle dinamiche del “gioco” Pokemon, (come la spasmodica corsa a possedere le “carte di energia dei Pokemon”: perchè viene inculcato il principio per cui “più Pokemon hai, più potere possiedi”), che spesso creano un vero LAVAGGIO DEL CERVELLO.
 Se i figli scappano in queste false compensazioni, è solo per colmare un vuoto terribile… In famiglia non si parla più, si sta incollati  allo smarthpone o al pc: le Elite che comandano il business mediatico, stanno programmando la disgregazione delle famiglie e delle vere relazioni umane. 

http://edition.cnn.com/ASIANOW/time/magazine/99/1122/pokemon3.psychology.html

 IL LATO OSCURO DEL “POKEMON GO”carton1

Il creatore dei Pokemon, il giapponese Satoshi Tajiri, in un’intervista rilasciata a Time Magazine nel 1999, ha ammesso che nei Pokemon ha “dato vita ai suoi demoni interiori”. Una frase molto ambigua, dato che quei demoni Pokemon hanno nomi ben precisi e riscontrabili nel satanismo. Questi esseri favolosi ovvero i mostri (né uomini né animali) sono inoltre immortali e continuano ad evolversi. In tal modo viene comunicata l’idea della reincarnazione, ovvero metempsicosi, assolutamente contraria alle dottrine bibliche.
Il gioco è pervaso da bizzarri rituali: le forze sovrannaturali e le metamorfosi giocano un ruolo importante. Del grazioso Ponita 40 ad esempio si dice: “I suoi zoccoli sono dieci volte più duri del diamante. Può calpestare qualsiasi cosa in brevissimo tempo”.
Il Pokemon Kadabra 64 emette onde alfa che provocano emicranie a chi si trova nelle vicinanze, e quando i grandi occhi di Pummeluff 39 luccicano, esso canta una misteriosa melodia calmante che fa venire sonno ai nemici.
Il confine tra realtà e fantasia viene cancellato.
In questo modo, si preparano i giocatori a compiere esperimenti o pratiche occulte, cosa che la Sacra Scrittura vieta espressamente (leggi Deuteronomio 18, soprattutto il verso 12).  

Molte persone respingono l’evidenza della dannosità di questo falso gioco, con la solita frase” ma sono solo assurdità!” e siccome lo fanno tutti, il branco va dietro ai caproni. A differenza di molti videogiochi , Pokemon Go è fin troppo reale: ha bisogno di persone che escano di casa, che vadano a scovare il mostro, è una “realtà aumentata”, e la scusa simpatica del gioco è quella che si possono anche conoscere ed incontrare persone nuove, in modi inconsueti… il Washington Post riporta che un sacco di persone sono addirittura finite in chiesa, nell’inseguimento delle creature Pokemon… ma entrare in una chiesa per seguire un video gioco che ti manipola la mente, oltre ad essere dissacrante, è veramente squallido.

NON E’ UN GIOCO. Durante la scorsa settimana, abbiamo visto persone commettere rapine nei luoghi segnalati dalle mappe del Pokemon Go, e ci sono gravi problemi di sicurezza. Sono già diversi i casi segnalati di furti a persone finite in zone isolate, o di cacce all’uomo portate a termine seguendo la localizzazione sull’app Pokemon Go della propria vittima. Di seguito riportiamo i dati inquietanti raccolti dal giornalista  americano Ricky Scaparo

I nuovi dati statistici rivelano i pericoli pratici di questo gioco, come un recente rapporto di Baltimora, dove molte persone  sono state derubate in seguito alla riproduzione del “Pokemon Go”  la scorsa settimana, secondo il dipartimento di Polizia di Baltimore County. E poi ci sono problemi di sicurezza personali che sono emersi: un nuovo rapporto ha indicato che i giocatori che si sono registrati nel gioco utilizzando il proprio account Google possono aver dato il permesso all’ applicazione di passare attraverso tutti i loro dati di Google, tra cui e-mail e le loro visite ai siti  web. Un VERO CONTROLLO DI MASSA E VIOLAZIONE DEI DATI PERSONALI, che espone ad ogni tipo di pericolo sul web.

Ma molto più allarmante è il contenuto del gioco stesso. “Pokemon” in realtà deriva da due parole giapponesi che significano “Pocket Monster”6013-pikachu610

Significato della parola Pokémon: una contrazione di due parole giapponesi, “Poketto” e “Monsut”, che significa “mostro tascabile“.

Si tratta di angeli caduti, quindi demoni che usano poteri malefici. Uno di questi mostri si chiama Pikachu, che significa «cento volte più potente di Dio». Ogni mostro possiede la propria tecnica di combattimento: Pikachu sfinisce i suoi avversari tramite elettroshock fulminei, Kadabra emana onde di energia mentale alfa che provocano violenti dolori di testa al nemico, Drowzee divora i sogni del suo avversario, Tentacolo ferisce col suo acido pungente e Psyduck combatte con i poteri della psicocinesi. Alcuni dei Pokemon hanno nomi di demoni come ad esempio Bellsprout, Trctrebell, Weepinbell; possiedono tutti la parola bell, contrazione di Baal o Beel, antica divinità canaanea (Beelzebul). Tra le 151 carte dei Pokemon che i bambini comprano in edicola e si scambiano tra di loro, alcune hanno nomi di parole rovesciate come Ekans e Arbok che stanno per Snake (serpente) e Kobra. Ora, tutti sanno che il linguaggio rovesciato è tipico delle pratiche magiche.

Anche il Washington Post ammette che nel gioco ci sono creature come “un demone di fuoco” in Pokemon Go. Mentre i giocatori progrediscono attraverso il gioco, nel raccogliere questi mostri e demoni, nella loro formazione, e nel farli combattere contro i Pokémon di proprietà di altri, in realtà vengono indottrinati al mondo dell’occultismo. Qui leggiamo ancora da un sito cristiano, a cura di Ricky Scaparo

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IMMAGINI SUBLIMINALI NEI POKEMON: PENTACOLO SATANISTA

I Pokemon si suppone siano “mostri” che hanno poteri speciali e condividono il mondo con gli esseri umani. L’idea del gioco è quella che i giocatori  imparino a raccogliere il maggior numero di Pokemon possibile , imparino la loro formazione , per usarli contro i Pokémon di altre persone invocando le diverse abilità di ogni creatura Pokemon. I Pokémon possono evolversi e passare attraverso i vari livelli, 100 è il più alto. Il gioco dei Pokemon è pericoloso? Potenzialmente, sì lo è. Condiziona il bambino, che si immerge nel gioco, ad accettare i princìpi dell’occultismo, ad accettare ed avere contatti coi demoni, facendoli apparire “attraenti ed accattivanti”. I Pokemon più forti sono dotati di “grandi poteri occulti”. Così si insegna ai bambini ed ai giovanissimi (nonchè agli adulti sprovveduti) che si possono utilizzare queste “entità” per eseguire il nostro volere,  EVOCANDOLI tramite carte colorate cariche di energia e comandi. Questo falso gioco si basa su pratiche di occultismo anche orientale.

Le organizzazioni occulte ammettono che uno dei loro migliori strumenti di reclutamento sono i videogiochi e film e serie tv, ad esempio la serie di film del maghetto Harry Potter. Dopo la lettura dei libri o la visione dei film, molti bambini ed adolescenti hanno acquisito curiosità verso il mondo dell’occultismo e vi si sono addentrati.    

LO AFFERMANO EX OCCULTISTI ED EX SATANISTI. Secondo l’esperto di occultismo  Bill Schnoebelen, ex wiccano ed ex sacerdote satanista, convertito al Cristianesimo, i giocatori di Pokemon vengono indotti ad  impegnarsi in ogni sorta di attività occulta, perchè con Pokemon Go tutto è molto reale ed intriso di ritualità occultiste…Bill Schnoebelen ha concesso la sua testimonianza di conversione dal satanismo al Cristianesimo in molti scritti, ma anche in VIDEO testimonianze di ex satanisti americani , esponendosi in prima persona.  

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Come molti videogiochi, Pokémon è pieno di concetti occulti. Concetti come “pietre magiche”, teletrasporto, fantasmi, l’occhio che tutto vede, potere psichico e l’utilizzo di spiriti per ottenere risultati nel mondo reale sono tutti “doni occulti”. Tutto questo è contrario alla Parola di Dio. I giochi e fumetti Pokémon, ecc insegnano una visione del mondo magico, che è completamente anticristiana, opposta alla Bibbia.

La visione del mondo della magia nei Pokemon è l’idea, comune a tutti i sistemi di credenze occulte, che in realtà non c’è alcuna divinità sovrana sulla creazione. Al contrario, la creazione è governata da una serie di leggi occulte. In un certo senso, l’universo è come un distributore automatico di “energia cosmica”.  Si insegna che, finchè si inserisce la  giusta moneta (cioè il rituale occultista, la “formula”) si può raggiungere automaticamente il risultato desiderato.

Particolarmente deviante è il concetto diffuso da Pokemon, secondo il quale i bambini vengono addestrati a “catturare” le entità demoniache per imparare a controllarle e ad usarle contro gli altri. Molti ritengono che questo rispecchia molto da vicino quello che molti occultisti di alto livello tentano di fare con i demoni reali. Afferma Bill Schnoebelen

Il mago lavora all’interno di un cerchio magico appositamente preparato che presumibilmente lo protegge dal demone fintanto che rimane al suo interno. Egli usa le armi magiche speciali come una bacchetta, o la spada per minacciare il demone e fargli fare la sua offerta. Una volta che il rituale è avvenuto, presumibilmente il demone appartiene al mago che deve fargli la sua offerta – le clausole del loro contratto  vengono gestite attraverso i rituali di uno stregone. Spesso il demone concederà al mago poteri occulti  e gli conferirà talismani speciali per controllare gli altri. Tutto ciò fa parte dei gradi più alti dei rituali di magia.

Lo stesso viene rappresentato nel gioco Pokemon, che alla fine non è “finzione”!

Proprio come è avvenuto con i libri ed i film di Harry Potter, l’indottrinamento all’occultismo tra i giovani avviene in “modo ludico”.. quanti bambini dopo aver visto Harry Potter, hanno cominciato a praticare magia e spiritismo, con le conseguenze devastanti che sappiamo, a livello psicofisico e spirituale.

Basti ricordare cosa è accaduto con il “gioco Charlie Challenge” cominciato l’anno scorso e diventato virale in tutto il mondo.11201118_987795594573059_3325709321365371429_n Anche quello NON E’ UN GIOCO, MA UNA SEDUTA SPIRITICA (evocazione di demoni), SIMILE ALLA TAVOLA OUIJA: ADOLESCENTI E BAMBINI RICOVERATI IN OSPEDALE PER ISTERIA COLLETTIVA, dopo aver giocato a scuola con il Charlie Challenge. Chiamato un sacerdote esorcista in ospedale, dato che l’intervento medico e psichiatrico non era servito a nulla, come riferisce il quotidiano Colombia Reports. Uno studente non identificato ha detto al giornale: “Una settimana fa era già accaduto: un compagno di classe, dopo aver giocato con la tavola Ouija, ha cominciato a parlare in lingue antiche che mai poteva aver studiato, colpiva se stesso, poi ha afferrato un bastone per colpire suo fratello.”   Fonte http://colombiareports.com/charlie-charlie-challenge-sends-4-hysteric-teens-to-hospital-in-central-colombia/

ANCHE IN ITALIA il “gioco Charlie Challenge” ha avuto effetti tremendi sulla psiche dei giovani ed in molte scuole italiane i dirigenti ne hanno vietato l’uso e la diffusione.

Tutti noi abbiamo la responsabilità di valutare ciò che stiamo alimentando nelle nostre menti, e questo è particolarmente vero se sei un genitore con bambini piccoli.  Ecco il baratro in cui la nostra società, stregata dai media, sta precipitando. Milioni di persone vaganti come zombie alla ricerca di mostriciattoli: persone a caccia di demoni Pokemon nei cimiteri monumentali, nelle stazioni di polizia e nei siti dedicati alla memoria delle vittime di guerra fino ai ragazzi che rifiutano le cure mediche pur di poter continuare a giocare a Pokémon Go.

Una vera manipolazione mentale, altro che “gioco”, a corredo di un carosello di idiozie dove già non manca chi è andato a sbattere con la propria auto ed ha creato incidenti, perchè troppo intento a smanettare con lo smartphone a caccia di Pokemon…

Alla fine, ognuno farà quello che ritiene sia meglio per se stessi, ma per quanto riguarda me, la mia casa ed i miei cari, diciamo NO a Pokemon Go & inganni occultisti analoghi.

Pokémon Go, allarme incidenti: ACI lancia nuova campagna sicurezza. Negli USA molti feriti gravi ed anche morti a causa della ossessione per il “videogioco”Pokémon:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/21/pokemon-go-allarme-incidenti-aci-lancia-nuova-campagna-sicurezza-negli-usa-molti-feriti-gravi-ed-anche-morti-a-causa-della-ossessione-per-il-videogiocopokemon/

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Il miracolo eucaristico avvenuto in Polonia «è un mistero e un segno della generosità di Dio»

A ridosso della Gmg la reliquia è stata posta nel santuario di Legnica: «Il tessuto della particola era di un cuore spasimante». L’AMORE DI GESU’ E’ SEMPRE VIVO E PRESENTE NELLA SANTA EUCARISTIA, MAI CI ABBANDONA ED OGNI GIORNO NE ABBIAMO LA PROVA.jesus-host-painting

Due giorni dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, l’8 aprile 2016, la Chiesa ha riconosciuto un fatto straordinario, accaduto in Polonia, proprio lì dove in questi giorni sono attesi migliaia di giovani che il 27 luglio prossimo arriveranno da tutto il mondo per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù. Il 10 aprile la Congregazione della dottrina per la fede ha infatti autorizzato il culto di un’ostia consacrata presso il santuario di san Giacinto nella cittadina polacca di Legnica. E ha ordinato di esporre la reliquia «affinché i fedeli possano esprimere la propria adorazione in maniera appropriata».

LE ANALISI SCIENTIFICHE. Era il 25 dicembre del 2013, quando presso il santuario una particola consacrata, raccolta da terra e messa nell’acqua da un sacerdote, anziché decomporsi cominciò a colorarsi di rosso. L’allora vescovo della città, monsignor Stefan Chiky, diede subito il via alle indagini scientifiche che hanno portato la Santa Sede a riconoscere il miracolo eucaristico due anni e mezzo dopo. La cardiologa Barbara Engel, membro della commissione di studi aperta dal vescovo, in occasione del riconoscimento del miracolo ha spiegato che «abbiamo inviato dei campioni anche al dipartimento di medicina legale dell’Università di Medicina della Pomedria (…). Tra le analisi effettuate c’è stata quella del Dna. La conclusione dei ricercatori è stata la seguente: si tratta di tessuto del miocardio di origine umana. Tutti gli studi effettuati non hanno spiegato il fenomeno né come sia potuto accadere». Ovviamente, per non influenzare i risultati, i ricercatori non conoscevano la provenienza del materiale analizzato. Il miracolo è che l’ostia posta nell’acqua (dove si usa metterla quando cade) non si sia dissolta, ma soprattutto che si sia trasformata in un pezzo di cuore, straziato dagli spasmi e dal dolore. Inoltre il gruppo sanguigno è di tipo AB, in generale molto raro ma abbastanza diffuso nelle zone in cui è nato e vissuto Gesù.

ANCHE AL PAPA. Lo stesso accadde il 12 ottobre del 2008 a una particola consacrata nella chiesa di Sant’Antonio a Sololka, una cittadina a nordest della Polonia. La curia chiese a due specialisti di anatomia patologica di analizzare il tessuto che fu identificato come un muscolo cardiaco con segni di spasmi veloci tipici della fase di agonia precedente la morte. Esattamente identici anche gli esiti delle analisi compiute su una particola consacrata proveniente da una parrocchia di Buenos Aires. Pure lì, il 15 agosto del 1996, dopo aver sciolto l’ostia nell’acqua, un sacerdote vide il pezzo di tessuto insanguinato e fece presente il fatto all’allora vescovo ausiliare, Jorge Mario Bergoglio. Inizialmente Bergoglio ordinò di riporre la particola nel tabernacolo ma dopo due anni autorizzò le analisi, quando il prete gli comunicò che il materiale non si era decomposto.

«È UN MISTERO». Fu quindi inviato ai ricercatori della Columbia University di New York, anch’essi ignari della sua provenienza, i quali poi affermarono: «Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole» e «il cuore era vivo al momento del prelievo visto che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subìto un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto».

Il 26 marzo del 2005 il dottor Frederic Zugibe della Columbia University, una volta che le analisi furono terminate e l’origine del campione fu svelato, dichiarò: «Come e perché un’ostia consacrata possa mutare e diventare la carne e il sangue di un essere umano vivente rimane un mistero inspiegabile per la scienza, un mistero al di fuori della sua competenza». Mistero che ricordò anche l’angelo apparso ai pastorelli di Fatima, esattamente 100 anni fa (in preparazione delle apparizioni mariane avvenute l’anno successivo). Con il calice e l’ostia in mano disse loro: «Prendete e bevete il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio».

UN SEGNO PER I PELLEGRINI. L’attuale vescovo di Legnica, Zbigniew Kiernikowski, prima dell’inizio della Gmg e in occasione della Messa celebrata per l’esposizione della reliquia, ha auspicato «che tutto questo serva ad approfondire la devozione all’Eucarestia e che abbia un impatto sulla vita di coloro che passeranno di fianco a questa reliquia. Interpretiamo questo segno come un’espressione della generosità di Dio, che si è piegato così in basso per stare insieme all’uomo»

Miracolo eucaristico in Polonia «è un mistero» | Tempi.it

Il luciferiano Alinsky: il mentore di Obama e di Hillary Clinton

Barack Obama ha iniziato la sua carriera politica come “organizzatore di comunità” a Chicago. Dopo di che, la sua ascesa politica è stata vertiginosa – prima, legislatore dello Stato dell’ Illinois poi al Senato degli Stati Uniti, e poi alla Casa Bianca. Saul Alinsky (1909-1972), ideologo del radical comunismo, figlio di immigrati ebrei russi, lavorò a lungo a fianco dei comunisti prodigandosi come fundraiser  per le Brigate Internazionali durante la Guerra di Spagna (1936-1939); ha scritto il libromanuale sulla organizzazione della comunità, Regole per i radicali  Rules for Radicals: A Pragmatic Primer for Realistic Radicals (1971) e, come tale, è il guru di tutti gli “organizzatori di comunità” – un termine innocuo per  camuffare ciò che i marxisti definivano “agitprop” o “agitatori-propagandisti”. Alinsky diventò uno dei guru più influenti del Sessantotto, un profeta di quella “controcultura” da cui sono venuti tutti i dirigenti del Partito Democratico e i leader dei movimenti di sinistra. Alinsky non fu il primo a rendersi conto che le rivoluzioni marxiste di successo dipendono dalla bravura organizzativa, ma è stato il primo a scrivere un  manuale organizzativo per aspiranti rivoluzionari marxisti negli Stati Uniti. Le idee di Alinsky sono state utilizzate dalla sinistra nei centri urbani e nei campus universitari. Alinsky divenne così influente che molti giornalisti hanno scritto che “la democrazia americana è stata alterata dalle idee di Alinsky”.  saul-alinsky-obama-luciferALTERATA E’ PROPRIO IL TERMINE PIU’ APPROPRIATO, dato che Alinsky dedicò il suo famoso libro “Regole per i radicali” a LUCIFERO:  i satanisti americani lo considerano UN MODELLO PER I SATANISTI, legati alla sinistra politica..ma questo aspetto inquietante e fondamentale per Alinsky, che vedeva in Lucifero “il primo vero radicalcomunista della storia”, lo esamineremo in dettaglio più avanti. 

Il biografo di Alinsky   Sanford Horwitt sostiene che non solo Obama ha seguito gli insegnamenti di Alinsky come organizzatore di comunità, quando era  a Chicago, ma che tutta la campagna presidenziale del 2008 di Obama è stata influenzata dal sistema di  Alinsky. Infatti lo slogan della campagna politica di Obama “CHANGE”, Cambiamento, è il leitmotiv del libro di Alinsky, Rules for Radicals…

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Hillary Clinton da giovane e la sua tesi di laurea su Alinsky

La Tesi di laurea di Hillary Clinton al Wellesley College era su Alinsky, nel 1968, dal titolo “C’è solo la lotta: un’analisi del modello di Alinsky “. Hillary Clinton si considera una VERA DISCEPOLA DI ALINSKY, con cui lei stessa ha intrattenuto rapporti epistolari per molti anni. L’ 8 novembre 2016, la Clinton cercherà di diventare il 45esimo presidente federale degli USA. Senatrice del Partito Democratico dal 2001 al 2009, Segretario di Stato dal 2009 al 2013, è una donna ricca e potente, grande  testimonial di ABORTO E IDEOLOGIA LGBT. 

hillry-300x175Nel 1965, quando entrò al Wellesley College, la Clinton ebbe come compagna di camera la giovane e dichiarata lesbica Eleanor Dean Acheson (benchè poi si sposò con un giudice federale): è lei ad aprire ad Hillary le porte della politica nel Partito Democratico, infatti Eleanor è la nipote del noto DEAN ACHESON, il Segretario di Stato del presidente Truman, entrambi esponenti di spicco dell’universo liberal e “mondialista”. Ancora oggi, Hillary Clinton è responsabile della raccolta di fondi governativi della National Gay and Lesbians Task Force (NGLTF) ed è un’attiva lobbista della NGLTF al Congresso.

LA CLINTON E LA GUERRA CONTRO IL CRISTIANESIMO: Ecco cosa ha detto Hillary Clinton nel “2015 Women in the world summit”. Hillary ha parlato di quanto secondo lei ancora non va nel mondo, ad esempio l’accesso alla pianificazione familiare (il termine usato per indicare che al fine di abbassare il tasso di mortalità alla nascita è essenziale ammazzare i bambini prima che nascano) e asserisce che perché ciò si diffonda – riporto le sue parole – “deep-seated cultural codes, religious beliefs, and structural biases have to be changed”. Tradotto: “Codici culturali profondamente radicati, credenze religiose, e condizionamenti strutturali dovranno essere cambiati”. Una guerra contro i cristiani che sono a favore della vita e contrari all’aborto.

E in che modo dovrà essere realizzato ciò? Il termine usato è “enforced”. Significa: “imposto con la forza”. “Le leggi non contano molto se non sono imposte con la forza non solo sulla carta ma in pratica, e le decisioni devono essere messe in atto con risorse e volontà politica”. E’ abbastanza chiaro che qui la Clinton sta parlando dello Stato. E’ lo Stato stesso che si pone come fonte di tutti i diritti e le decisioni sui cittadini.  Dittatori etici, padroni del mondo. PROPRIO QUELLO CHE ALINSKY PREDICAVA: COME CREARE UNO STATO SOCIALISTA (scritto da Saul Alinsky, in Rules for Radicals):

saul-alinsky-how-to-create-a-socialist-state  Il benessere dello Stato deve avere più importanza dell’individuo. 

1)Lo Stato deve dare direttive sulla sanità, deve avere il pieno controllo sulla salute delle persone, così si controlla meglio il popolo. 2)Lo Stato deve controllare ogni aspetto della vita dei singoli: cibo, vestiario, controllo nascite,  disponibilità economiche, etc… 3)Aumentare il livello di povertà, aumentare angosce ed insicurezze: la gente povera si controlla più facilmente e si accontenterà di ciò che gli dà lo Stato  4)Aumentare i debiti ad un livello insostenibile, con l’aumento continuo di tasse   5)ELIMINARE DIO E LA RELIGIONE DALLE SCUOLE  E DAL GOVERNO, imporre l’ateismo  6)Aumentare sempre di più il dislivello tra poveri e ricchi, così i poveri saranno sempre più sdegnati,  si solleverà il livello di violenza  e lo Stato avrà il consenso delle masse 7)Imporre l’Educazione di Stato “per il benessere comune”: lo Stato deve controllare cosa i giovani leggono a scuola e gli insegnanti devono adeguarsi alle direttive di Stato 8) Eliminare il possesso di armi ad uso privato: il popolo non deve essere in grado di difendersi da solo, ma sempre sottomesso allo Stato.  

Considerato tutto questo, dovrebbe farci riflettere sapere che Alinsky era un grande ammiratore di Lucifero – l’angelo ribelle così pieno di orgoglio che si credeva di essere “come Dio” – di cui Gesù  ha detto “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore” (Luca 10, 18), e così Lucifero cadde per sua volontà e perse per sempre la sua bellezza ed il suo posto nel Cielo.

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Diane Vera, leader satanista teista di New York

I  SATANISTI  CONSIDERANO SAUL D. ALINSKY UN MODELLO PER I SATANISTI DI “SINISTRA”

lo ha scritto nel 2005  Diane Vera (leader satanista teista di New York)La satanista Diane Vera scrive: “Alinsky è un modello eccellente per i satanisti politici di sinistra, sia teisti sia razionalisti. Ha sposato un sacco di valori che sono familiari ai satanisti di oggi, come la sua enfasi sul potere e l’interesse personale”. Fonte: http://theisticsatanism.com/politics/Alinsky.html

I satanisti teisti sono quelli che adorano Satana come “dio”; i satanisti razionalisti si dichiarano atei, ma evocano gli stessi demoni con gli stessi rituali; il confine tra queste due divisioni del satanismo spesso è solo formale, come è labile il confine tra satanisti “radical comunisti”(secondo il modello luciferiano di Alinsky) e satanisti neonazisti: l’ideologia di base è sempre il totalitarismo anticristiano, la dittatura del relativismo, mascherata da “libertarismo”.

Il noto libro Regole per i radicali  Rules for Radicals: A Pragmatic Primer for Realistic Radicals (1971) di Saul D. Alinksy, è dedicato a Lucifero:dorc3a9-satana

“Per non dimenticare almeno un riconoscimento, una pacca sulla spalla per il primo radicale della storia, il primo di tutti i nostri miti e leggende (e chi può conoscere il confine tra mito e storia e se è nato prima l’uno o l’altra), il primo vero radicale  noto all’uomo che si ribellò contro il sistema e lo ha fatto in modo così efficace che è riuscito ad instaurare un regno tutto suo – Lucifero”.

E, in un’intervista a Playboy del 1972  Saul D. Alinsky , ha detto:

Alinsky: “A volte mi sembra che la domanda che la gente dovrebbe farsi non è “C’è vita dopo la morte?” ma “C’è vita dopo la nascita?”. Non so se ci sia qualcosa dopo questa vita oppure no. Non ho visto le prove in un modo o nell’altro e non credo che qualcuno le abbia. Ma so che l’ossessione dell’uomo verso la questione dell’aldilà viene dal suo ostinato rifiuto di confrontarsi con la propria mortalità. Diciamo che se c’è un aldilà, io senza riserve scelgo di andare all’inferno.”

Alinsky  sembrava essersi allontanato dalla ortodossia della sua origine ebraica. Infatti si è dichiarato agnostico. Per esempio, nel suo testo Regole per radicali , quando loda Mosè come un “buon organizzatore”, Alinsky  ha parlato in modo molto irriverente verso “l’egoismo del Dio biblico” (pp. 89-91).

Nella sua intervista del 1972 a Playboy , Alinsky ha detto:

 “Nessuno possiede la verità, e il dogma, qualunque forma assuma, è il nemico ultimo della libertà umana. Ora, questo non significa che io sono senza timone; la mia unica verità fissa è la convinzione che se le persone hanno la possibilità di agire liberamente e il potere di controllare il proprio destino (il “Fa ciò che vuoi, sia la tua unica legge”, il dogma dei satanisti coniato dal mago nero Aleister Crowley, ndr), riusciranno generalmente a raggiungere le giuste decisioni. L‘unica alternativa a questa convinzione è la regola creata da un’Elite, che si tratti di una burocrazia comunista o la nostra attuale struttura aziendale”.                           

Saul Alinsky morì pochi mesi dopo l’intervista, il 12 giugno del 1972, e senza dubbio avrà ottenuto il suo desiderio, riguardo al suo posto nell’aldilà…

La sindachessa pro crocifisso, il prete “don Camillo”e il “prete Peppone”

cepLe contraddizioni del nostro povero, malgovernato ma bellissimo Paese non finiscono di sorprenderci. Specialmente quando un prete alla “Peppone” si fa sponsor di una ideologia politica e mette i bastoni tra le ruote ad un prete don Camillo che mette in pratica la vera dottrina sociale della Chiesa cattolica.

Esponente della Lega, Susanna Ceccardi ha condotto una campagna elettorale in modo molto dinamico, riuscendo a portare il segretario Salvini per ben due volte in città ad appoggiarla. Cascina è uno di quei Comuni dove per 70 anni chi avrebbe vinto lo si sapeva già prima delle elezioni, tanto era incontrastato il dominio della sinistra. Susanna Ceccardi non solo ha costretto il sindaco uscente del Pd al ballottaggio, ma è riuscita a sconfiggerlo, impresa che ha dell’incredibile e mai riuscita ad altri.

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Il parroco don Paolo Paoletti con il sindaco Susanna Ceccardi

Al prefetto il sindaco Ceccardi ha detto chiaro e tondo che la sua amministrazione, su mandato del popolo che l’ha eletta, non aveva alcuna intenzione di ricevere altri immigrati sul proprio territorio, né che avrebbe dato alcuna collaborazione. Il parroco di Cascina si chiama don Paolo Paoletti, lo riconosci da un chilometro per il fatto che gira sempre in talare. Nei giorni scorsi ha fatto visita in comune al neo sindaco portandole in dono un crocifisso, subito appeso nella propria stanza dalla Ceccardi che ha dichiarato che avrebbe controllato la presenza del crocifisso in tutte le aule e in tutti gli edifici di pertinenza del comune. Apriti cielo.

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don Armando “Peppone”

Ad accendere le polveri contro il sindaco appena eletto ha provveduto don Armando Zappolini, prete nella confinante diocesi di San Miniato che se Checco Zalone lo incontra, non lo riconosce manco da un metro. 

È vero che l’abito non fa il monaco, ma da uno che sta a discettare a destra e manca di legalità, ci si attenderebbe che almeno desse l’esempio osservando quella legge canonica che lo riguarda e che gli prescrive d’indossare l’abito ecclesiastico.

don-camillo-e-peppone_r439_thumb400x275Don Zappolini ha bacchettato il sindaco dichiarando al quotidiano locale che «È strano attaccare il simbolo e poi comportarsi all’opposto. É un cazzotto nell’occhio dire non voglio immigrati e poi attaccare il crocifisso al muro». Zappolini, quanto a stranezze farebbe bene a pensare alle sue. In una trasmissione televisiva a cui ero stato invitato me lo sono trovato a difendere la legge sulle unioni gay.

È strano essere prete della Chiesa cattolica e poi sostenere l’opposto del suo insegnamento, tanto strano che al conduttore ho domandato in diretta se per caso fossimo su “scherzi a parte”. 

Don Zappolini è anche il presidente onorario dell’associazione e il parroco della parrocchia che hanno organizzato la “festa di fine ramadan” alla presenza del nuovo vescovo di San Miniato (clicca qui). Chissà se nel suo intervento Zappolini ha spiegato agli ospiti islamici la sua visione su quanto sia giusto riconoscere le unioni dello stesso sesso. Dopo Zappolini è stata la volta del professor Giulio Fabbri. «Gesù si identifica col povero, il malato, il carcerato e… lo straniero […] La presenza del crocifisso deve essere accompagnata da una politica dell’accoglienza, altrimenti la croce potrebbe diventare segno identitario di una nostra chiusura e di un diffuso egoismo”, ha dichiarato l’esponente diocesano dell’Uciim (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori).

A questi la Ceccardi ha risposto, per nulla intimidita, con un comunicato in cui ha citato integralmente un passaggio del n. 2241 del Catechismo della Chiesa cattolica: «Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L’immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri». Come si dice, chi di dottrina ferisce, di dottrina perisce e rilevare tanta autoreferenzialità circa la dottrina sociale della Chiesa da parte di esponenti del clero e del laicato impegnato è un sintomo dello sbando totale a cui ci ha ridotto la pastorale sin qui seguita.

L’importanza di questa piccola storia è che da essa ho tratto alcune considerazioni. La prima riguarda il fatto che l’abbandono della prospettiva dei principi non negoziabili, da un lato porta a considerare negoziabile ciò che non lo è – la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio monogamico eterosessuale indissolubile ed aperto alla vita -, dall’altro fa apparire come non negoziabile ciò che invece lo è  – la gestione del problema migratorio -. Nel passaggio del Catechismo citato dalla Ceccardi, si esprime infatti con chiarezza la possibilità di subordinare il bene dell’accoglienza ad un bene più grande, francesco-la-croixidentificato col bene comune. Ma cos’è il bene comune? Ce lo dice di nuovo il Catechismo al n. 1906: «l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente». E LO HA CITATO PAPA FRANCESCO, CHE HA RIBADITO IN UN SUA RECENTE INTERVISTA A LA CROIX: 

“L’accoglienza è un dovere cristiano, a patto che sia equilibrata, proporzionata e regolamentata. Non siamo in grado di aprire le porte in modo irrazionale”.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/05/19/accoglienzadovere-cristianoa-patto-che-sia-proporzionata-regolamentata-e-razionale/

Nel Catechismo della Chiesa cattolica, IL BENE COMUNE «comporta tre elementi essenziali». 

Per scoprire quali siano non si deve fare una gran fatica, basta proseguire la lettura dei numeri 1907-1909: rispetto della persona, benessere sociale e pace. Riguardo quest’ultima si precisa che «Suppone quindi che l’autorità garantisca, con mezzi onesti, la sicurezza della società e quella dei suoi membri» (CCC n. 1909). Giunti a questo punto, il bravo amministratore che ha a cuore il bene comune potrebbe, o forse dovrebbe, leggere le statistiche, che qualche cosa col bene comune e la sicurezza hanno a che fare.

A fronte di una presenza di stranieri pari all’8,2%, il dato aggiornato al 30 giugno 2016 ci dice che gli stranieri in carcere sono 18.166 su un totale di 54.072 detenuti (33,6%) (clicca qui). Questo significa che uno straniero ha una probabilità del 400% più alta di finire in galera, dato che, al netto di ogni garantismo, ha una qualche relazione con comportamenti delinquenziali. I motivi sono diversi e non è qui la sede per discuterne; non è una questione etnica ma non è neanche vero ciò che ascoltai una volta da quel raffinato intellettuale che è Vittorio Zucconi, secondo cui il fenomeno si spiega con il fatto che in carcere ci finiscono solo i poveracci e non i delinquenti ricchi che possono pagarsi fior fiore di avvocati. Infatti se così fosse dovremmo rilevare una percentuale assai più bassa di stranieri tra i denunciati rispetto agli incarcerati.

Invece il rapporto del Ministero dell’Interno sui “dati statistici sull’immigrazione in Italia dal 2008 al 2013 e aggiornamento 2014″ (clicca qui). Ci dice (da pagina 77 a pagina 100 nel quadro su “Stranieri e criminalità”) che nel 2013, ultimo anno disponibile, la percentuale di stranieri sul totale dei segnalati all’autorità è stata pari al 31,36%, dunque ancora una volta quadruplo rispetto alle presenze straniere (che nel 2013 era il 7,4% della popolazione). In 26 province italiane la percentuale si situa oltre il 40%. Riguardo alle varie tipologie di reato abbiamo che gli stranieri sono coinvolti nel 32,01% dei tentati omicidi (70% a Pisa, nella provincia del sindaco Ceccardi), nel 38,93% delle violenze sessuali (il 24,82% su minori di 14 anni), nel 49,96% dei furti (54,16% per i furti nelle abitazioni, dove le persone si sentono violate nella loro intimità), nel 38,47% delle rapine (47,85% nelle abitazioni, spesso esperienze di terrore), nel 38,55% dei sequestri di persona, nel 37,15% dei reati legati alla produzione, traffico e spaccio di droga, nel 60,26% dei reati legati alla prostituzione e alla pornografia minorile.

Possiamo concludere che la legge dei numeri sta ad indicare che gli stranieri hanno una probabilità di essere coinvolti nei reati più gravi 4-8 volte maggiore rispetto ai nativi e che dunque riempire il proprio comune di stranieri non corrisponde esattamente ad aumentare la probabilità che i propri cittadini s’imbattano nel Lupo De’ Lupis, “il lupo tanto bonino” del cartone animato di Hanna-Barbera. Il razzismo qui non c’entra una cippa.

Un assassino è un assassino e una vittima è una vittima indipendentemente dal colore della pelle e dalla nazionalità. Non sappiamo la dinamica che a Fermo ha portato alla morte di Emmanuel Chidi Namdi, nigeriano cristiano rifugiatosi in Italia dopo essere scampato a Boko Haram. I fatti saranno esaminati al processo, ma la solidarietà a chi è vittima e la condanna dei violenti deve essere sempre chiara e netta, a prescindere dal colore della pelle, dalla nazionalità e da qualsiasi altra circostanza. Non assassinare, cioè non uccidere un innocente, è un assoluto morale sempre proibito. Ed è proprio perché non ci sono vittime di serie A e vittime di serie B che un governante deve pensare al bene comune. 

Ospitare o meno quelli che sono immigrati clandestini, solo una minoranza dei quali verrà in seguito riconosciuta dalle autorità come rifugiato (nel 2015 i dati ufficiali indicano che sono sbarcate in Italia 153.842 persone, le richieste di asilo sono state 83.970 e quelle accolte sono state soltanto 29.548, ovvero il 41% delle 71.117 domande esaminate. Dunque solo il 19% degli sbarcati nel 2015 sono effettivamente rifugiati riconosciuti), è un atto che implica dunque l’esercizio della virtù della prudenza, ovvero di un uso eccellente della ragione. 

Il rifiuto non può essere considerato sic et simpliciter una violazione del comandamento cristiano all’amore fraterno, perché questo implica l’amore anche per le donne stuprate e sfruttate sul marciapiede e la pace dei propri cittadini e perché accogliere l’immigrato clandestino non è un assoluto morale, o almeno non lo è per la Chiesa cattolica; forse lo è per la dottrina di Zappolini e Fabbri, forse lo è per la loro coscienza che non sta certo a me giudicare, ma per lo stesso principio Zappolini & Co. dovrebbero astenersi dal giudicare la coscienza altrui. A cominciare da quella del sindaco della Lega Susanna Ceccardi.483x3091

 

tratto da articolo di Renzo Puccetti per la Nuova Bussola Quotidiana18.07.2016

L’orrore di Nizza, solo una Presenza potrà salvarci

LE PAROLE DI MONSIGNOR LUIGI NEGRI arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa

Intervengo brevemente su questa orrenda vicenda di Nizza per dire, insieme alla mia più grande vicinanza a tutte le vittime e ai loro famigliari, alcune parole che sento profondamente. Mi rendo conto che tanto sarà detto in queste ore e in questi giorni, molti discorsi di circostanza da parte di chi custodisce questo sistema sociale che si sta disfacendo sotto l’urto di pressioni che sembrano davvero irresistibili.

Da parte mia vorrei semplicemente e brevemente rivolgermi alla gente, alla gente vera, quella che ha i volti che ho visto nelle trasmissioni televisive, la gente che si sente profondamente smarrita e abbandonata.

Per secoli, in effetti, era stato detto alle varie generazioni che c’era una Presenza nella nostra  vita, una Presenza che non sarebbe mai venuta meno, quella amorevole del Signore nostro Gesù Cristo, alla luce del quale tutte le circostanze – anche quelle più terribili che hanno caratterizzato la vita dei nostri popoli negli ultimi secoli – hanno potuto essere vissute con esemplare dignità, una dignità che ha reso grandi le generazioni passate anche nella tragedia.

Oggi però, avendo negato tale Presenza per affermare l’uomo come assoluto, e avendo negato la Chiesa per affermare l’autonomia della ragione umana e del progresso scientifico – che culmina nelle orrende manipolazioni genetiche che sono costantemente sotto i nostri occhi – non resta che constatare che l’uomo è rimasto solo, che non c’è veramente più nessuno accanto a lui, e all’incommensurabile dolore per le perdite umane e famigliari non rimane che la compagnia della solitudine e del silenzio.

Ma allora cosa dobbiamo fare? Personalmente non posso parlare se non per quelli che credono in Dio o quelli che quantomeno lo attendono. A costoro dico che bisogna ritornare a quello che ha affermato in un lucido studio sulla chiesa delle origini il beato card. J. H. Newman, e ribadito dall’allora cardinale Ratzinger: bisogna semplicemente fare il Cristianesimo. In questo mondo dove tutto si dissolve e la solitudine domina la vita dei singoli e della società, condannandola a un processo segnato dalle diverse patologie – la più tremenda delle quali è la violenza – bisogna decidersi a non puntellare l’impero. I primi cristiani non puntellarono l’impero ma fecero semplicemente un’altra cosa: fecero il Cristianesimo. 

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SAN PIETRO LIBERATO DALL’ANGELO

Affermarono che Cristo, vivente tra loro nel mistero della Chiesa, era l’unica vera risposta sulla vita dell’uomo e del mondo. Forti di questa certezza la testimoniarono con la loro vita, quindi non semplicemente parlando di Dio, perché di Dio parlano anche gli atei, e neppure genericamente parlando del trascendente, ma del Dio di Gesù Cristo, che in Gesù Cristo si è fatto carne e storia. 

Ricostruiamo dunque le nostre comunità attorno a Gesù Cristo, facciamo nascere dalla sua Presenza quella socialità nuova a cui fa riferimento la “Lettera a Diogneto”, e investiamo il mondo di una tale presenza, che è forte e mite. Forte perché certa che Dio ha vinto, ha già vinto in Cristo – e questa vittoria non sarà eliminata da nessuna forza diabolica – ma anche mite, perché questa nostra vita nuova è una proposta di libertà che rivolgiamo alla libertà di ogni uomo e donna che vive accanto a noi. Non so cosa succederà in futuro ma so che quanto più si dilaterà l’esperienza autentica della chiesa nella sua natura più propria, tanto più aumenterà, in tanti uomini e donne, la speranza e il sorriso, poiché avranno riconosciuto quella Presenza che non viene mai meno.     Mons Luigi Negri.

Nizza, la speranza durante la strage: bambina nasce sulla spiaggia. Una donna ha partorito nel ristorante che affaccia sul mare, dove aveva trovato rifugio durante l’attacco terroristico 

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Se esiste la luce in fondo al tunnel, nella galleria del terrorismo che il 14 luglio 2016 ha oscurato il cielo di Nizza, quel faro di speranza ha un nome e un cognome. Quelli della bimba che è nata proprio mentre Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il franco tunisino di 31 anni, toglieva la vita a 84 persone con il suo camion…aveva detto che “doveva portare gelati” ma era già noto per episodi di violenza e traffico di armi, e nessuno lo ha controllato: ha portato il terrore, e solo oggi che Isis ha rivendicato l’attentato ufficialmente, definendolo orgogliosamente un loro “soldato”, il governo francese non parla più di “uno psicopatico”, di un “lupo solitario”; ma il primo ministro francese Valls tenta ancora di arrampicarsi sugli specchi, dichiarando che “il tunisino si era radicalizzato da poco”: un tentativo per giustificare i servizi segreti francesi, che non avrebbero avuto tempo di individuarlo quale minaccia terroristica. Eppure “qualcuno” gli ha fornito le armi, gli ha ordinato come agire! La pista del terrorismo islamico, dello Stato Islamico in particolare, era abbastanza chiara sin dai primi momenti dell’attentato del 14 luglio, per una serie di elementi che apparivano come la “firma” dell’Isis. Stessa “strategia del silenzio” sulla recente strage di Orlando, in Florida : anche lì, si dava la colpa all’ omofobia, “all’omosessualità repressa”, ma anche in quel caso lo stragista aveva prestato giuramento al Califfo e lo aveva dichiarato apertamente in una telefonata, prima di morire sotto i colpi dei poliziotti, arrivati a strage compiuta…Stesse modalità, stessi orrori, stessa debolezza di un Occidente che ha rinnegato Cristo e non ha anticorpi spirituali e strutture sociali solide per difendersi, perchè ha rinnegato la Verità.

La dittatura del RELATIVISMO e dell’indifferentismo: ecco cosa ci sta uccidendo. Ecco la vera causa di tante stragi di innocenti.

Il parto in spiaggia a Nizza

gesc3b9-bambino-3Nella notte di quel tragico 14 luglio, una bambina ha aperto gli occhi mentre tanti altri bambini li chiudevano. Mentre neonati iniziavano la loro drammatica lotta contro la vita e la morte in ospedale. E se è lecito pensare che ogni fatto d’odio possa conservare anche un briciolo di amore, ecco allora che questa bambina ce l’ha dimostrato.

Sua mamma, infatti, per la paura ha cominciato a sentire le contrazioni del parto. Era al 9 mese. Insieme al marito si stava nascondendo in un ristorante che affaccia sul mare all’inizio della Promenade des Anglais. Dalla spiaggia, la donna è stata portata dai camerieri in cucina, dove è stata sostenuta nel parto. Tra le tante persone che si erano riparate nel ristorante, era presente anche un medico. Che ha aiutato la donna fino all’arrivo dei soccorsi.

“Nonostante tutto ci siamo commossi tanto”, ha detto il proprietario del ristorante. Giusto. Ma ora è tempo che quando quella bimba crescerà il cancro del terrorismo sia estirpato. 

(tratto dal Il Giornale e La Nuova Bussola Quotidiana)

L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono detenuti nel mondo come in una prigione, ma sono loro a sostenere il mondo. L’anima immortale risiede in un corpo mortale; anche i cristiani sono come dei pellegrini che viaggiano tra cose corruttibili, ma attendono l’incorruttibilità celeste. L’anima, maltrattata nelle bevande e nei cibi, diventa migliore; anche i cristiani, sottoposti ai supplizi, aumentano di numero ogni giorno più. Dio li ha posti in un luogo tanto elevato, che non è loro permesso di abbandonarlo.

Dall’Epistola a Diogneto (Cap. 5-6)

 Preghiera 

O Dio, che recuperi i peccatori e li fai tuoi amici, orienta a Te i nostri cuori: Tu che ci hai liberato dalle tenebre con il dono della fede, non permettere che ci separiamo da Te, Luce di verità. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

http://www.vatican.va/spirit/documents/spirit_20010522_diogneto_it.htm

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BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

16 luglio BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO
SUPPLICA SOLENNE
Tu conosci, o Vergine Santa, le difficoltà della nostra vita; volgi sopra di esse il Tuo sguardo e donaci la forza di superarle. Il titolo con il quale oggi Ti celebriamo, richiama il luogo scelto da Dio per riconciliarsi con il popolo quando, pentito, volle ritornare a Lui.E’ stato dal Carmelo, infatti, che il profeta Elia innalzò la preghiera che ottenne la pioggia ristoratrice dopo una lunga siccità.

Fu un segno del perdono di Dio, che il santo Profeta annunciò con gioia, quando vide levarsi dal mare la piccola nube che in breve ricoprì il cielo.

In quella nuvoletta, o Vergine Immacolata, i Tuoi figli hanno visto Te, che t’ innalzi purissima dal mare dell’ umanità peccatrice, e che ci hai dato con Cristo l’ abbondanza di ogni bene.

In questo giorno sii per noi ancora una volta sorgente di grazie e di benedizioni.

Salve, Regina…

Tu, riconosci o Madre come simbolo della nostra devozione filiale, lo Scapolare che portiamo in tuo onore; per dimostrarci il tuo affetto Tu lo consideri come veste Tua e come segno della nostra consacrazione a Te, nella particolare spiritualità del Carmelo.

Ti ringraziamo, o Maria, per questo Scapolare che ci hai dato perché ci sia di difesa contro il nemico della nostra anima. Nel momento della tentazione e del pericolo ci richiami il pensiero di Te e del Tuo amore.

Questo giorno che ci riunisce ai Tuoi piedi, segni uno slancio nuovo di santità per tutti noi, per la Chiesa e per il Carmelo.

Vogliamo rinnovare con la Tua protezione l’ antico impegno dei nostri padri, perché anche noi siamo convinti che “ciascuno deve vivere nell’ ossequio di Gesù Cristo e servire fedelmente a Lui con cuore puro e buona coscienza”.

Salve, Regina…

E’, grande o Maria il Tuo amore per i devoti dello Scapolare del Carmelo. Non contenta di aiutarli a vivere la loro vocazione cristiana in terra, Ti prendi cura anche di abbreviare loro le pene del purgatorio, per affrettarne l’ ingresso in paradiso.

Davvero Ti dimostri pienamente madre dei Tuoi figli, perché Ti prendi cura di loro ogni volta che ne hanno bisogno. Mostra dunque, o Regina del purgatorio, la Tua potenza di Madre di Dio e degli uomini e soccorri quelle anime che sentono la pena purificatrice della lontananza da quel Dio ormai conosciuto e amato.

Noi Ti supplichiamo, o Vergine, per le anime dei nostri cari e per quanti in vita furono rivestiti del Tuo Scapolare, cercando di portarlo con devozione e impegno. Ma non vogliamo dimenticare tutte le altre anime che aspettano la pienezza della visione beatifica di Dio. Per tutte ottieni che, purificate dal sangue redentore di Cristo, siano ammesse quanto prima alla felicità senza fine.

Ti preghiamo anche per noi, specialmente per gli ultimi momenti della nostra vita, quando si decide la scelta suprema del nostro destino eterno. Prendici allora per mano, o Madre nostra, quale garanzia della grazia della salvezza.

Salve, Regina…

Vorremmo domandarTi tante altre grazie, o dolcissima Madre nostra! In questo giorno che i nostri padri hanno consacrato alla gratitudine per i Tuoi benefici, Ti chiediamo di continuare a mostrarti generosa.

Impetraci la grazia di vivere lontani dal peccato. Liberaci dai mali dello spirito e del corpo. Ottienici le grazie che Ti chiediamo per noi e per i nostri cari. Tu puoi esaudire le nostre richieste, e abbiamo fiducia che le presenterai a Gesù, Tuo figlio e nostro fratello.

Ed ora benedici tutti, Madre della Chiesa e decoro del Carmelo. Benedici il Papa, che in nome di Gesù guida la sua Chiesa. Benedici i vescovi, i sacerdoti e quanti il Signore chiama a seguirlo nella vita religiosa.

Benedici coloro che soffrono nell’ aridità dello spirito e nelle difficoltà della vita. Illumina gli animi tristi e riscalda i cuori inariditi. Sostieni quanti portano e insegnano a portare con frutto il Tuo Scapolare quale richiamo all’ imitazione delle Tue virtù. Benedici e libera le anime del purgatorio.

Benedici tutti i Tuoi figli, o Madre nostra e nostra consolatrice.

Resta con noi sempre, nel pianto e nella gioia, nella tristezza e nella speranza,

ora e nel momento del nostro ingresso nell’ eternità.
Questo nostro inno di ringraziamento e di lode, diventi perenne nella felicità del Cielo. Amen. Ave Maria…

Preghiera del Santo Papa Giovanni Paolo II alla Madonna del Carmelocarmen776248737_163541

Santa Madre della Speranza, Vergine del Carmine,

distendi come mantello di protezione, sulle città e sui paesi,
sugli uomini e le donne, sui giovani e i bambini,
sugli anziani e gli ammalati, sugli orfani e gli afflitti,
sui figli fedeli e le pecore smarrite.
Stella del mare e Faro di luce,
conforto sicuro per il popolo pellegrino,
guida i suoi passi nel suo peregrinare terreno,
affinché percorra sempre sentieri di pace e di concordia,
cammini di Vangelo, di progresso, di giustizia e di libertà.
Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno;
che spariscano gli odi e i rancori,
che si superino le divisioni e le barriere,
che si appianino i conflitti
e si rimarginino le ferite.
Fa’ che Cristo sia la nostra Pace,
che il suo perdono rinnovi i cuori,
che la sua Parola sia speranza
e fermento nella società.
Amen

STORIA DELLA DEVOZIONEgloria20del20carmelo Il primo profeta d’Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo (in aramaico “giardino”), ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. (Primo Libro dei Re dell’Antico Testamento).

In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costituirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. Il Monte Carmelo, dove la Tradizione afferma che qui la Sacra Famiglia sostò tornando dall’Egitto, è una catena montuosa, che si trova nell’Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele e che si sviluppa in direzione nordovest-sudest da Haifa a Jenin. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente.preghiera-di-san-simone-stock-fior-del-carmeloIl 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell’Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.

La Madonna del Carmine

Maria Madre e Regina, continua ad essere il modello di quella preghiera contemplativa che rapì Elia, dopo avere ascoltato quel “suono di un sottile silenzio”, sull’Oreb. Maria è pure considerata la stella del mare che conduce a Gesù. Ma l’attenzione a Maria non è rimasta chiusa nei chiostri dei conventi Carmelitani. L’espandersi dell’Ordine nel mondo ha fatto in modo che moltissime persone consacrassero la loro vita a Maria.

madonna-del-carmeloQuesta consacrazione o affidamento, come oggi si dice, viene realizzato attraverso un segno, il Santo Abitino, che rappresenta il manto di Maria sotto la cui protezione i fedeli vogliono vivere. L’abito religioso d’altronde era diventato nei secoli non solo una manifestazione di uno stile di vita differente da quello del mondo, ma una identità, un riconoscimento della famiglia di appartenenza. La sua forgia riportava agli anni della nascita dell’Istituto. Gli addetti ai servizi in quei tempi portavano una specie di grembiule che scendeva davanti e dietro le spalle. Era comodo per non sporcare la veste sottostante e per portare frutta o materiale superiore alla capienza delle mani. Era chiamato scapolare, perché pendeva dalle scapole. Il colore spesso indicava a quale famiglia appartenesse il servo.

La Chiesa, ha riconosciuto e apprezzato questo segno attraverso la vita di tanti Santi e di molti Sommi Pontefici che l’hanno raccomandato e portato. In seguito, adattandosi al costume dei tempi, l’ abito della Beata Vergine Maria, fu ridotto nelle dimensioni e divenne un “abitino” , formato da due piccoli pezzi della stessa stoffa dell’abito Carmelitano, uniti da fettucce che permettono di portarlo appoggiato sul petto e dietro le spalle. Più tardi il medaglia-scapolarePapa Pio X, per venire incontro alle esigenze moderne, concesse di sostituire quest’abitino con una medaglia recante da una parte l’immagine del Sacro Cuore di Gesù e dall’altra quella della Madonna del Carmine.

Insieme alla Corona del Rosario, il Santo Scapolare ha acquistato nel mondo un forte segno mariano di protezione da parte di Maria, che ci porta a Gesù, e di impegno da parte nostra di lasciarci guidare da lei, cioè di volere, almeno nel desiderio, vivere come Maria e con Maria, “rivestiti” di Gesù.

LO SCAPOLARE ( o abitino )

La devozione allo Scapolare è devozione alla Madonna secondo lo spirito e la tradizione ascetica del Carmelo.

Una devozione antica, che conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici.
E ricordiamo anche che lo scapolare è un aiuto meraviglioso per la salvezza spirituale e anche materiale… ma non è un passaporto automatico per il cielo!

Così come i miracoli di Gesù erano legati alla fede di chi li richiedeva, così l’efficacia dello scapolare è legata alla fede di chi lo indossa, al suo impegno nella preghiera e alla coerenza della sua vita morale. Chi ti ha creato senza di te – ci ricorda Sant’Agostino – non ti salva senza di te.

Da oltre sette secoli i fedeli portano lo Scapolare del Carmine (detto anche abitino) per assicurarsi la protezione di Maria in tutte le necessità della vita e, in particolare, per ottenere, mediante la sua intercessione, la salvezza eterna e una sollecita liberazione dal Purgatorio.

La promessa di queste due grazie dette pure “Privilegi dello Scapolare” sarebbe stata fatta dalla Madonna a S. Simone Stock e a Papa Giovanni XXII.

PROMESSA della MADONNA a S.SIMONE STOCK:

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell’Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L’aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell’uomo l’intenzione di assicurarsi il Paradiso, continuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l’Abitino fino in punto di morte.

Condizioni

**Il primo scapolare deve essere benedetto ed imposto da un Sacerdote
con una sacra formula di consacrazione alla Madonna
(è ottimo andare a richiederne l’imposizione presso un convento di Carmelitani)

Lo Scapolare, o la Medaglia, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisamente al collo. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa. Quando lo si dovesse sostituire, non è necessaria una nuova benedizione.

Indulgenza parziale

2928ffda0c4e08745d66064aadf0511dIl pio uso dello Scapolare o Medaglia (per esempio un pensiero, un richiamo, uno sguardo, un bacio…) oltre che favorirci l’unione con Maria SS. e con Dio, ci procura una indulgenza parziale, il cui valore aumenta in proporzione alle disposizioni di pietà e di fervore di ciascuno.

Indulgenza plenaria

Si può acquistare nel giorno in cui si riceve per la prima volta lo Scapolare, nella festa della Madonna del Carmine (16 luglio), di S. Simone Stock ( 16 maggio ), di Sant’Elia profeta (20 luglio), di Santa Teresa del Gesù Bambino ( 1 ottobre ), di Santa Teresa d’Avila ( 15 ottobre ), di tutti i Santi Carmelitani ( 14 novembre ), di San Giovanni della Croce (14 dicembre).

Per tali indulgenze sono richieste le seguenti condizioni:

1) Confessione, Comunione Eucaristica, preghiera per il Papa;

2) promessa di voler osservare gli impegni della Associazione dello Scapolare.


PROMESSA della MADONNA a Papa GIOVANNI XXII:
(PRIVILEGIO SABATINO)Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.

Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.

Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana, che è l’Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell’Inferno.

Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settimana, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l’Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.

Condizioni per ottenere il privilegio sabatino

1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.

2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.

3) Osservare la castità secondo il proprio stato.

4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l’Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale.
ALCUNE PRECISAZIONI
Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l’astinenza dalle carni non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.
La commutazione dell’astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.

Si dimette il vicepresidente degli imam di Francia: «Annuncio il mio rifiuto di queste istituzioni incompetenti che non fanno nulla per la pace sociale e che non la smettono di ripetere che l’estremismo islamico non esiste»

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IMAM HOCINE DROUICHE 

Oggi si è dimesso in Francia Hocine Drouiche, imam di Nimes, importante esponente della comunità islamica francese, già vicepresidente degli imam francesi e candidato alla carica di rettore della Grande moschea di Parigi. Il religioso ha abbandonato ogni carica pubblica all’interno della comunità in polemica con tutti quegli imam e predicatori che non hanno ancora speso una parola per denunciare la strage di Nizza.

LA STRAGE. Ieri 14 luglio 2016, verso le 23 un tunisino al volante di un camion si è lanciato sulla folla riunita sul lungomare di Nizza per la festa del 14 luglio, quando si celebra la Rivoluzione francese con la presa della Bastiglia. Il bilancio dei morti è di almeno 85 persone, più di 100 feriti, tra cui molti bambini.  Il terrorista era già noto alla Polizia per traffico di armi ed episodi violenti…ma nessuno lo controllava e circolava indisturbato! Intanto ISIS CELEBRA LA STRAGE SUL WEB…

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/speciale-attacco-a-nizza/sostenitori-dell-isis-festeggiano-la-strage-di-nizza-e-al-qaeda-annuncio-usate-camion-come-falciatrici-_3020345-201602a.shtml

robespierre-disse-cancellate-i-vandeaniPer la prima volta il presidente della Repubblica francese François Hollande ha detto che la Francia deve far fronte all’attacco del «terrorismo islamista». Hollande però dice, come al solito, che “la Francia difenderà i suoi valori, libertè egalitè fraternitè”: ma in nome di questi falsi ideali laicisti, i giacobini rivoluzionari francesi fecero ghigliottinare milioni di persone e programmarono a tavolino ed attuarono sistematicamente IL GENOCIDIO DEI CATTOLICI DI VANDEA: siamo proprio sicuri che quei valori che la Francia (e l’attuale Occidente) proclama con orgoglio, siano la vera libertà? Dall’albero si vedono i frutti: le istituzioni laiciste fanno acqua da tutte le parti e non sono in grado di mantenere la pace sociale e di tutelare il popolo. IL LAICISMO E’ FONDAMENTALISMO nè più nè meno che il terrorismo di ISIS. COME MAI LA FRANCIA NON RICONOSCE ANCORA IL GENOCIDIO DEI CATTOLICI DI VANDEA? 

SEYCHERIl compianto card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, disse, accogliendo Reynald Secher, l’autore del libro/documento storico sul genocidio di Vandea (che in Francia venne praticamente CENSURATO e l’autore fu vittima di ostracismo e persecuzioni da parte dei politici) che “la diffusa tendenza a vedere nella Rivoluzione Francese un evento tutto luminoso e positivo, senz’ombre e senza peccati, “è una prospettiva che dà risultati storiografici di notevole comicità, sia pure involontaria…Purtroppo proprio questa visione encomiastica è ancora quotidianamente imposta nelle nostre scuole e nella divulgazione corrente, nonostante le revisioni che ormai in sede scientifica si stanno affermando, specialmente in Francia”.

“Non si può disconoscere – ha proseguito il porporato – che nel 1789 si è messo in moto un processo sociale e politico che ha portato in molte parti della terra al pubblico riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo e alle forme democratiche di vita associata…Ma non si può nemmeno ignorare che col genocidio vandeano, col regicidio e con il Terrore si è affermato esplicitamente ed è stato applicato per la prima volta su larga scala il principio che sia legittimo e perfino doveroso sopprimere chi è personalmente innocente in vista dell’attuazione di un programma, dell’imposizione di persuasioni ritenute indiscutibili, del trionfo di una ideologia….NEL GENOCIDIO VANDEANO, avvenuto nel 1793, trovano le loro premesse le stragi che hanno insanguinato l’intero secolo XX in nome o di un assurdo ideale di giustizia, o di un’aberrante esaltazione di una nazione o di una razza, o di un egoismo mascherato da civile comprensione (come avviene nelle odierne legislazioni contro la vita).”

http://www.totustuustools.net/altrastoria/c224_a02.htm

L’IMAM DI FRANCIA SI DIMETTE . Davanti al silenzio di molti imam francesi di fronte alla tragedia, che Drouiche definisce «terrorismo islamista», ha dichiarato sul suo account Facebook: «Annuncio le mie dimissioni e il mio rifiuto di queste istituzioni incompetenti che non fanno nulla per la pace sociale e che non la smettono di ripetere che l’estremismo non esiste, che è prodotto dai mass media. Spero che gli imam di Francia lascino perdere le loro riserve negative e, soprattutto, che non parlino nelle loro prediche del venerdì di argomenti che non hanno nulla a che fare con l’attentato. Il loro ruolo è quello di combattere l’odio e l’integralismo religioso».

«IDEOLOGIA DI MORTE». A inizio settimana, AsiaNews aveva pubblicato un importante discorso dell’imam di Nimes, nel quale dichiarava che «la religione oggi è il più grande problema della Umma [comunità globale dei musulmani]. Fra sciiti, sunniti, salafiti, Fratelli musulmani, l’islam politico e il jihadismo, decine di migliaia di giovani musulmani non trovano più la razionalità e la capacità di adattarsi ai tempi moderni. L’islam politico ha trasformato l’islam della vita e della speranza in un’ideologia di morte e di attentati nel nome del jihad e della difesa della Umma!».

«CRISI DELL’ISLAM». Riconoscendo che la «crisi religiosa musulmana diviene sempre più grave e complicata», affermava che «la primavera araba ha mostrato con chiarezza che il problema dell’islamismo è legato alla crisi teologica e giuridica dell’islam». Da qui la richiesta di una riforma della religione: «Gli ultimi attentati avvenuti in occidente e nel mondo musulmano mostrano come la riforma religiosa sia divenuta necessaria per la continuità dell’esistenza dell’islam e dei musulmani. Tali avvenimenti hanno mostrato l’importanza di questa riforma per la pace mondiale!».

«MUSULMANI EUROPEI, SVEGLIATEVI». Infine, l’imam francese faceva un appello ai musulmani europei: «I musulmani europei che aderiscono a questi gruppi pseudo-religiosi non si rendono ancora conto della paura e della collera dei cittadini europei verso di loro, a causa del loro silenzio incomprensibile e ambiguo verso gli attentati terroristi in Europa e nel mondo! L’islam politico, che descrive queste persone come razziste, fasciste, islamofobe non fa che aggravare la situazione: dipende dai musulmani europei e da questi gruppi razionalizzare il discorso e staccarsi dalle visioni importate dal mondo arabo».
E al Foglio ribadiva: «Non si potranno mai fare passi avanti se i musulmani europei non si mettono in testa che l’estremismo è diventato un fenomeno evidente all’interno della loro stessa comunità. Dobbiamo dire la verità. Io auspico che gli eventi di Parigi possano svegliare i musulmani in Francia, in Italia e in tutta Europa per salvare la nostra convivenza e il futuro delle nostre società».

Fonte: liberamente tratto da articolo di @LeoneGrotti per Tempi

genocidio-vandeano-il-seme-dell-odio-il-extra-big-1902IL LIBRO DI SECHER: “IL GENOCIDIO VANDEANO, IL SEME DELL’ODIO” (altro che “libertè egalitè fraternitè”)

 

La suora che combatte le sette sataniste collegate ai Narcos ed al rapimento di bambini in Argentina

ARGENTINA: Crimini contro i minori nelle sette sataniste, protette dalla criminalità organizzata, narcotraffico, mercato di organi e collusioni col potere. La denuncia di suor Martha Pelloni, celebre coordinatrice della Rete Infanzia Rubata, che da 23 anni combatte per la difesa dei bambini in Argentina:”Purtroppo abbiamo dovuto affrontare molte morti di bambine e bambini sequestrati per il medesimo scopo: vengono rapiti per essere abusati e poi uccisi in sacrifici rituali nelle sette sataniste legate al narcotraffico e alla delinquenza. Il governo protegge queste sette, legate alla criminalità organizzata, per interessi economici e politici. Nonostante le nostre battaglie per difendere questi bambini e per fare approfondire le indagini dalla polizia, ci siamo trovati di fronte ad un muro di omertà del potere”.

hqdefaultSuor Martha Pelloni il 30 aprile 2015  ha lanciato un duro atto d’accusa contro il sindaco della città di Mercedes Corrientes, Victor Cemborain, affermando che il primo cittadino avrebbe finanziato la setta satanica che nel 2006 drogò, torturò, violentò e uccise Ramón González, un ragazzo di 12 anni, chiamato anche Ramoncito. Un caso che è diventato l’emblema della criminalità rituale satanista, che non si può più nascondere (v. documentazione http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/Condannatiallergastolo7satanisticheseviziaronoeucciseroRamoncitoragazzoargentinodi12ann.php?page=33)

Da allora, NOVE SATANISTI SONO STATI CONDANNATI ALL’ERGASTOLO, MA IL PROCESSO E L’INCHIESTA CONTINUANO PER I MANDANTI DELL’OMICIDIO E I LEADER DELLA SETTA, PERSONALITA’ POLITICHE CON ALTOLOCATE PROTEZIONI…

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RAMONCITO

L’accusa contro il sindaco è stata fatta nel corso di una udienza del processo a carico di Daniel Alberto Alegre, l’uomo ritenuto responsabile di aver decapitato e strappato il cuoio capelluto al bambino dopo la morte. Il brutale omicidio di Ramoncito, è stato scoperto l’8 ottobre 2006, quando il suo corpo torturato e decapitato fu rinvenuto vicino ai binari della ferrovia.

Per il delitto sono stati condannati al carcere a vita nove membri di una setta satanica che praticava riti kimbanda (culto di origine azteca, legato al culto di Santa Muerte, riti satanici collegati alla criminalità organizzata del narcotraffico, pedofilia, pedopornografia prostituzione e traffico di organi).
Suor Martha Pelloni, divenuta nota per aver organizzato la “marcia del silenzio” che seguì lo stupro e l’ assassinio dell’adolescente Maria Soledad Morales in Catamarca, nel 1991, lavora come coordinatrice della Fundación “Infancia Robada” (FONDAZIONE INFANZIA RUBATA), specialmente nel corso dell’inchiesta sull’omicidio di “Ramoncito” ed è stata responsabile della cura della testimone chiave, una ragazzina di 14 anni che ha assistito all’orrore e che è conosciuta come “Ramonita” (falso nome per proteggere la sua vera identità) e che fuggendo e nascondendosi si è salvata per miracolo, grazie all’aiuto della suora…

Nella sua dichiarazione in tribunale, accompagnata dall’arcivescovo Mons Adolfo Canesin e con altri membri della Rete Infanzia Rubata,  la suora ha anche spiegato dettagliatamente come la setta obbligasse i bambini a partecipare alla vendita di droga, dietro pagamento, e poi gli stessi bambini venivano usati nei riti satanici, così come accadde anche quel tragico 7 ottobre 2006, quando Ramoncito venne barbaramente seviziato e ucciso.

“Le due complici del sindaco, cioè Martina Bentura e Ana Maria Sanchez -entrambe condannate- hanno ricevuto la ricompensa in denaro per trovare i bambini e per lo spaccio di droga. Ramonita ha nominato i tre adulti che davano le ricompense alle donne incaricate: uno era Tito Enciso e altro è l’attuale sindaco di questa città, Victor Cemborain. Questo mi ha detto la stessa Ramonita durante i colloqui che abbiamo tenuto”, ha dichiarato Suor Martha, che ha aggiunto che fu Daniel Alberto Alegre a decapitare Ramoncito.   Alegre è stato condannato all’ergastolo.ctesaldia_174471_1000x500_fitIN FOTO : Victor Cemborain, sindaco indagato

Suor Martha ha raccontato che sono stati pagati 1.300 pesos ad una madre, affinchè consegnasse un bambino che poi “in un rito satanico venne violentato e ucciso.”
“Martina, una delle Bentura condannate, ha pagato una donna che ha consegnato un bambino a Victor Cemborain, e poi in un rito il bimbo è stato violentato e ucciso, come hanno fatto con molti altri dopo di loro…
Hanno tenuto alcune ossa, come parte del rituale, e le hanno gettate davanti ad una abitazione della località di Mercedes, per intimorire le persone che si rifiutavano di collaborare. Martina aveva inviato un biglietto al sindaco Cemborain, per comunicargli che ‘il lavoro è pronto’, cioè la consegna del bambino per il rito satanico, appunto il piccolo Ramoncito..”, ha dichiarato Suor Martha Pelloni.

“La notte della morte di Ramoncito (il 7 Ottobre 2006), lui (Ramoncito) e Ramonita furono mandati a vendere la droga e avevano ricevuto denaro da Martina per questo scopo.
Grazie alla testimonianza di una ragazza di nome Clarita, era stata iniziata un’indagine penale su questo gruppo che vendeva droga e adescava bambini, ma poi vado ai tribunali federali e mi dicono che i testimoni sono tutti morti “, denuncia Suor Martha.

Martha Pelloni si scontra da sempre col governo: come nel 1990, nel caso dell’abuso, assassinio e smembramento della giovanissima Maria Soledad Morales, uccisa anche lei come Ramoncito in un rito satanista. Nella morte di questa giovane erano coinvolti figli di importanti personaggi politici, e alla fine le prove vennero fatte sparire dalla cupola politica. Suor Martha continua: “Chiediamo che la Giustizia faccia serie indagini su tutto questo. La giustizia è cieca, sorda e muta. A volte si tratta di sette sataniste, a volte di vere e proprie logge massoniche, le une coprono le altre. E i sacerdoti, le suore e le associazioni come la nostra, che si schierano apertamente contro tutto questo, contro le sparizioni di bambini, veniamo spesso minacciati. I bambini vengono rapiti e abusati in orge di riti satanisti kimbanda, è accaduto anche lo scorso anno. Esistono prove inequivocabili. Le sette sataniste coprono una fitta trama di organizzazioni che si dedicano alla tratta di persone, traffico di droga e abusi sessuali di bambini. Coinvolti anche avvocati e professori, che abusano sessualmente di bambini e vengono coperti dalle scuole stesse e dalle istituzioni. Come nel 2006 il paese fu sconvolto dal caso del piccolo Ramoncito di soli 12 anni, seviziato e decapitato nel rituale satanista kimbanda, i segni di pratiche sataniste erano evidenti, furono condannati all’ergastolo nove satanisti, ma le indagini si affossano, non si trova mai chi veramente finanzia questa setta, chi commissiona i delitti, il caso non è chiuso, ci sono molte altre persone coinvolte, i veri mandanti. Ma la Giustizia dice che non ha il permesso di proseguire le indagini, che non rientra nelle sue competenze.

C’è connivenza tra sètte e potere politico. Ci sono anche militari coinvolti negli abusi su bambini, la Giustizia lo sa, ma li lascia liberi e da la colpa alle vittime,  ragazzini di 10, 15 anni al massimo! Io stessa sono stata minacciata da un impresario della Giustizia, per aver scoperto alcuni fatti. La Giustizia qui non esiste e quella che c’è è solo quella che copre i pesci grossi“.

Quando Suor Martha Pelloni parla nell’intervista, mantiene sempre un tono di voce calma e soave, niente lascia supporre che dietro c’è una religiosa che dopo 23 anni continua a lottare con la stessa forza e contro gli stessi demoni, solo che stavolta quei demoni hanno volti e nomi precisi.

ec6c2e4cf8f89e0ec309f4e3d1bc09ecPapa Francesco conosce bene Suor Martha Pelloni da quando era Arcivescovo di Buenos Aires e l’ha aiutata e difesa dagli attacchi del governo argentino kirchnerista in numerose occasioni. L’ha anche citata il 12 maggio 2016, in un discorso sul ruolo delle donne consacrate nella Chiesa: “In Argentina, ricordo una suora: è stata provinciale della sua congregazione. Una brava donna, e lavora ancora… ha quasi la mia età, sì. E lavora contro i trafficanti di giovani, di persone. Io ricordo, nel governo militare in Argentina, volevano mandarla in carcere, facevano pressione sull’arcivescovo, facevano pressione sulla superiora provinciale, prima che lei stessa diventasse provinciale, “perché questa donna è comunista”. E questa donna ha salvato tante ragazze, tante ragazze! E sì, è la croce. Di Gesù che cosa hanno detto? Che era Belzebù, che aveva il potere di Belzebù. La calunnia, siate preparate. Se fate il bene, con preghiera, davanti a Dio, assumendo tutte le conseguenze del vostro carisma e andate avanti, preparatevi per la diffamazione e la calunnia, perché il Signore ha scelto questa via per Sé! E noi, vescovi, dobbiamo custodire queste donne che sono icona della Chiesa, quando fanno cose difficili e sono calunniate, e sono perseguitate. Essere perseguitati è l’ultima delle Beatitudini. Il Signore ci ha detto: Beati voi quando sarete perseguitati, insultati…E questa religiosa della quale parlavo ora, un giorno l’ho trovata che piangeva… un amico dei nemici della suora aveva scritto, era stata calunniata.

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/may/documents/papa-francesco_20160512_uisg.html

Intanto per il sindaco Victor Cemborain, la situazione si complica, dal momento che alle accuse di Suor Martha se ne sommano altre: nel 2016 è stato condannato per abuso di potere, per fondi rubati al Comune di Corrientes, ingenti somme che dovevano essere destinate al benessere pubblico, invece sono finite nei tentacoli dei Narcos…le indagini sul caso del povero Ramoncito hanno scoperchiato un vero inferno, con trame internazionali, di cui forse non si vedrà mai il fondo.


ULTIMI AGGIORNAMENTI : 9/ 3/ 2019 Grazie alle denunce di Suor  Martha Pelloni, il sindaco di Corrientes Victor Cemborain è stato destituito dal suo incarico. Qui nel video la disperazione di una donna che accusa Victor Cemborain di aver rapito violentato e ucciso sua figlia minorenne, una delle tante vittime della tratta di esseri umani e del narcotraffico, sette sataniche a cui l’ex sindaco è legato: TRAFFICO INTERNAZIONALE DI ORGANI E DI BAMBINI RAPITI..questa è solo la punta dell’iceberg

Fonti

http://www.laprensa.com.ar/410278-Pelloni-denuncia-sectas-y-Poder.note.aspx

http://www.infobae.com/2015/05/30/1732110-acusan-un-intendente-haber-financiado-una-secta-satanica-que-drogo-y-mato-nene-12-anos

http://infocatolica.com/blog/infories.php/1506010948-argentina-una-religiosa-acusa

Il cammino di conversione di Luigi, dal “satanismo spirituale”alla depressione…alla Vita nuova in Cristo

GLI INGANNI DEL SATANISMO SCONVOLGONO LA VITA DI UN GIOVANE SENSIBILE, LUIGI, CHE NEI SITI INTERNET VIENE ISTIGATO AL SATANISMO (“spirituale”, attraverso un noto sito di J.Crepuscolo), CON L’ILLUSIONE DI SUPERARE IL SUO DOLORE: ESSERE CONTINUA VITTIMA DI ATTI DI BULLISMO A SCUOLA. MA CON IL SATANISMO I SUOI PROBLEMI AUMENTANO FINCHE’ …INASPETTATAMENTE, TROVA IL CORAGGIO DI RITORNARE A DIO E RICEVE PACE, GUARIGIONE, LIBERAZIONE, GRAZIE ALLA PROTEZIONE DI SAN MICHELE ARCANGELO, ALL’AIUTO DI TANTI SACERDOTI E LAICI …E ALL’ABBRACCIO AMOREVOLE DI MARIA, 431e0b68710fb44fe2a3c492f62b4390NOSTRA MADRE, dopo un bellissimo pellegrinaggio…e il desiderio di confermare la propria scelta, RICEVENDO FINALMENTE IL SACRAMENTO DELLA SANTA CRESIMA .

Prima di iniziare col 2008 , anno in cui tutto ebbe inizio, vorrei raccontare la fine del mio ultimo anno di scuole medie .
A quel tempo avevo 14 anni, avevo tanto desiderio di iniziare le superiori e soprattutto tanto desiderio di crescere , di conoscere nuove persone e soprattutto di scoprire il futuro … ricordo il giorno dell’esame come fosse ieri .
Fu l’ultimo giorno di scuola, il giorno in cui chiusi la porta all’infanzia e aprivo le porte alla maturità …
Il giorno dell’esame orale, andai a scuola con molta ansia e paura. Venne ad assistermi il mio amico Salvatore (amico sin dai tempi dell’asilo e ancora oggi), che cercava in tutti i modi di confortarmi. Scoccano le 11 del mattino, la porta si apre e i professori chiamano il mio cognome …per un attimo il mio cuore si fermò. Mi sedetti sulla sedia dove mi trovavo di fronte a tutti i miei professori , per l’ultima interrogazione … la definitiva . Feci un esame stupendo, ricevetti complimenti da tutti i professori , specialmente da quello di inglese che mi disse : “IN TRE ANNI DI MEDIE NON MI HAI MAI SORPRESO QUANTO OGGI , SE TI FOSSI IMPEGNATO COSI’ IN TUTTI GLI ANNI, SARESTI DIVENTATO IL MIGLIORE …”
Tutto ciò fu per me tanto confortante, mi sentivo pronto a proseguire gli studi superiori con rinnovato entusiasmo e fiducia nelle mie capacità !
MA QUELLE MIE CAPACITA’ INTELLETTIVE FURONO STRONCATE, PIU’ TARDI, DALLE TANTE VIOLENZE CHE SUBII ALLE SUPERIORI, A CAUSA DI ATTI DI BULLISMO, DI CUI FUI VITTIMA, E LA SETE DI VENDETTA MI SPINSE A COMMETTERE L’ERRORE PIU’ GRAVE: LASCIARMI ATTRARRE DAL SATANISMO.
Finito l’esame uscii da scuola, dove abbracciai per l’ultima volta i miei amici di classe. Uscito da scuola mi aspettò Salvatore e, presi dalla felicita’ e dalla gioia, corremmo fino alla piazza del paese, dove ci salutammo .
Tornai a casa felice più che mai e dissi a me stesso : CHISSA’ COME SARANNO LE SUPERIORI (solo oggi capisco che sono state un vero e proprio inferno).
Perchè vi racconto tutto questo ??
Per farvi capire come sarebbe cambiata la mia vita nel mio primo anno di scuola superiore.

Anno 2008. Mi iscrissi ad un istituto tecnico nautico. Mi ricordo che il mio unico desiderio era fare il carabiniere e giuravo a me stesso che dopo il diploma , avrei realizzato questo sogno. Il mio primo giorno di superiori, faccio conoscenza con nuovi ragazzi tutti della mia età. Ben presto però cominciarono i guai .
Alcune settimane dopo, alcuni ragazzi cominciarono ad insultarmi, alcune volte vengo aggredito fisicamente, con atti di bullismo, di cui ho portato le ferite  a lungo nell’anima .
C’erano anche momenti di quiete e di pace , ma erano davvero pochi. Durante l’anno conosco un ragazzo di nome Davide e per un buon periodo diventammo buoni amici .
Ricordo che di sabato uscivamo sempre insieme, andavamo a Ischia e ci divertivamo, con piccole cose semplici.
Ma a scuola ero la vittima designata di continui atti di bullismo, era un inferno, che mi tenevo tutto dentro di me….
Un giorno parlai con un amico in chat su Messenger, e lui cominciò ad indottrinarmi sul satanismo .
Rimasi molto colpito dall’argomento (la curiosità, il ricevere ” poteri” per vendicarmi) sicchè cominciai a fare ricerche su google . Rimasi molto colpito dal pentacolo satanista, la stella rovesciata con al centro il caprone, così lo disegnai sul mio diario . E lì iniziò tutto. Dopo averlo disegnato cominciai a sentirmi strano , non più me stesso .
Nelle ricerche sul satanismo venni a sapere che esistevano metodi per fare del male alla gente, ossia le fatture. La mia era una vendetta verso tutti quelli che commettevano atti di bullismo nei miei confronti, AVEVO PERSO STIMA IN ME STESSO E CON IL SATANISMO MI SENTIVO FORTE…MA QUANTO MI INGANNAVO!
Poi sui siti di satanismo, trovai molti video dei CANTANTI SATANISTI, tra cui MARILYN MANSON, VENOM, CRADLE OF FILTH ecc … E cominciai ad ascoltare per moltissimo tempo queste canzoni (non l’avessi mai fatto) ..ERA COME UN’OVERDOSE DI VELENO : non capivo bene i testi delle canzoni, ma mi colpivano le immagini dei video-simboli satanici, immagini cruente -le invocazioni a satana, i ritmi frenetici e cupi e violenti…
Il giorno in cui ascoltai la prima canzone satanica avvenne qualcosa di molto negativo nella mia vita. Cominciai a non provare più sentimenti per nulla , era come avere un muro che mi opprimeva il petto… Poi la sera , quando andai a letto avvenne un INCUBO,talmente reale, che si ripercuoterà nel 2013 quando avverrà la mia prima guarigione.
Mi sveglio alle 4 del mattino, su una superficie solida , un altare. Sia alla mia destra che alla mia sinistra, vedo due uomini incappucciati di nero che tenevano in mano un athame  (pugnale usato nelle messe nere per fare sacrifici). Ad un certo punto vedo di fronte a me un altro sacerdote, ma con una tunica rossa. Vedo i tre sacerdoti alzare i pugnali in alto , ad un certo punto il sacerdote vestito di rosso gridò un’invocazione a satana , e mi conficcarono i pugnali uno in mezzo al petto , uno nella parte sinistra e un altro nella destra.
Quella mattina mi alzai molto diverso dalle altre mattine. Avevo una opprimente stanchezza, come se non avessi mai dormito .
Mi sentivo depresso come mai in vita mia (e questa depressione me la portero’ fino al 2013, anno della mia liberazione).
Quando Davide seppe del mio coinvolgimento col satanismo, decise di non frequentarmi più.. IL SATANISMO NON MI PROTESSE DAGLI ATTI DI BULLISMO A SCUOLA, ANZI, FUI ANCORA PIU’ COLPITO DI PRIMA …
Mi tenevo tutto quel dolore e rabbia dentro…mi allontanai da tutti ed anche la gente del mio paese cominciò a vedermi come un estraneo. La mia vita era diventata invivibile .
Anno 2009
Inizio l’anno con molti problemi personali. Tutti notano in me comportamenti strani , soprattutto una professoressa, che convocando mia madre le consigliò di farmi visitare da uno psicologo.
Dopo un periodo di sei mesi il dottore mi disse : “ti vedo un ragazzo buono e sensibile, non capisco il motivo di questa tua tristezza “…(invece compresi tutto anni dopo).
Ricordo che quando ascoltavo le canzoni rock sataniche, cresceva in me un odio sempre più forte verso la chiesa , Dio e la Madonna … Le bestemmie aumentavano, la mia tristezza e il chiudermi in casa pure.
Quelle musiche erano come delle calamite per la mia mente.
E poi perchè rafforzavano la mia rabbia…
Ogni volta che le ascoltavo sentivo crescere in me una rabbia tremenda, all’ inizio stavo bene, mi dava euforia, ma in realtà stavo morendo dentro.
SU FACEBOOK CONOBBI MOLTI SATANISTI, TUTTI MOLTO GENTILI E CARINI CON ME, IN PARTICOLARE JENNIFER CREPUSCOLO E MI AVVICINAI AL SATANISMO SPIRITUALE : JENNIFER MI INGANNO’, MI SPINSE A FARE LA “DEDICA DELL’ANIMA A SATANA “, mi disse che non era un “patto” vero e proprio -FALSISSIMO- e che il satanismo non era “il male “, che la Chiesa diceva menzogne ed era sbagliata, che il Dio cristiano non esiste e che col satanismo avrei ottenuto molti poteri….
Nel frattempo ,a scuola, continuo a subire ogni atto di bullismo, che se dovessi descriverli tutti , non basterebbe un giorno intero….
Superai l’anno con grandissima difficoltà e quello fu il mio ultimo anno di scuola , dopo mi ritirai .
Comprai tutti libri sull’occulto, su come fare malefici, riti satanici, messe nere ecc … Ma grazie a Dio non li misi mai in pratica …
(a mia insaputa, lo scoprii più tardi, molte persone cattoliche stavano pregando per me) .
DECISI DI FARE LA CONSACRAZIONE A SATANA, COME MI AVEVA DETTO DI FARE J.CREPUSCOLO (CHE ALLA FINE SEGUE LE STESSE INDICAZIONI ORRIBILI DEL SITO WEB ” Gioia di satana”…MA QUALE GIOIA ?!?)
Il 20 ottobre 2012 feci questa consacrazione nella mia camera da letto. Dopo aver fatto la consacrazione mi sentii peggio di prima , ero sempre più depresso e avevo un odio profondo verso i cristiani , verso la chiesa ma soprattutto verso la Madonna .
La notte non riuscivo più a dormire, sentivo sempre voci tetre e paurose , sentivo dei soffi di vento sulla mia faccia , vedevo strane cose muoversi nel buio … il solo pensiero mi fa stare male ancora oggi …
ma la mia grande salvezza fu un mio amico cattolico che, non so come, venne a sapere di questa mia situazione, lui pregava per me ( me lo disse dopo ): circa due giorni dopo la mia “consacrazione a satana”, lui mi telefonò e, come se sapesse, mi spiegò che avevo intrapreso una strada dalla quale, se non ne fossi uscito subito, avrei patito enormi sofferenze, non mi sarei potuto più fermare … credo che Dio mi abbia mandato lui per un ultimo avvertimento, prima che io cadessi nel baratro completo .

Dopo quella telefonata ebbi come un lampo di verità, di speranza, che mi attraversò la mente : capii che non era solo una coincidenza, forse quel messaggio in quella telefonata era proprio PER ME , di colpo ritornai in me stesso e mi dissi : bene, ORA se Dio esiste davvero, se questa telefonata non è stata un caso,ORA DEVO SCOPRIRLO …e tornai in chiesa dal mio parroco.

Dopo aver discusso col parroco del mio paese, mi disse che se volevo guarire dovevo portargli tutti i libri di satanismo e magia che avevo e farli bruciare. Mi benedisse e mi fece fare una buona Confessione.
Ma da lì cominciò la lotta di satana contro di me, per farmi ricadere e per riprendermi…. cominciai a non dormire e ad avere vessazioni diaboliche per due mesi.
Mi ricordo che non potevo dormire se non con la luce accesa , tutto questo dopo aver fatto la consacrazione a satana , proprio perchè nel buio non mi sentivo solo , era come essere osservati continuamente.
Un giorno , il parroco mi consigliò un programma televisivo chiamato VADE RETRO, su TV 2000, lì vidi la testimonianza di Francesco Vaiasuso , un uomo liberato da una gravissima forma di possessione, su cui ha scritto un libro autobiografico e con molte testimonianze di sacerdoti esorcisti .
Quando comprai il libro notai che nella sua storia c’erano delle somiglianze con la mia(come la perdita di memoria e il fatto di aver abbandonato gli studi scolastici ). Quando finii di leggere il libro, notai nell’ultima pagina una piccola scritta: “Francesco ha un blog dove potrete contattarlo” www.francescovaiasusoblog.it 
Quando lo aprii gli scrissi che avevo trovato interessante il suo libro e che mi sarebbe piaciuto incontrarlo. Lui mi scrisse che sarebbe venuto ad Ischia qualche settimana dopo e mi sembrò una coincidenza molto positiva per me.
Quando andai ad incontrarlo, dopo che lui ebbe raccontato la sua testimonianza , gli descrissi per filo e per segno tutta la mia storia e il coinvolgimento col satanismo.
Un sacerdote,insieme a Francesco, pregò su di me con una preghiera di liberazione.
Di fronte a me c’erano il sacerdote e Francesco, alla mia destra e sinistra altri due laici .
Francesco mi invita a pronunciare le rinunce a satana e ad ogni legame con la musica rock satanica .
Ogni parola risulta difficile da pronunciare, tanto che le mie labbra sembrano paralizzate. I miei occhi si chiudono e comincio a vedere con gli occhi dell’anima .
Vedo dal mio petto tre pugnali conficcati uno in mezzo, uno a sinistra e uno a destra (era la SCENA DEL MIO INCUBO ! Finalmente dopo 5 anni ,vengo guarito in quel preciso momento).
Ai miei lati vedo quegli orrendi sacerdoti incappucciati , stavolta sono simili a bestie feroci. Francesco mi invita a ripetere: rinuncio a Belial , spirito di odio e di menzogna. Con un enorme sforzo riuscii a pronunciarle. Vedo quei mostri guardarmi con tutto l’odio del mondo. Francesco mi invita a ripetere queste rinunce: rinuncio ad ogni spirito di depressione …
Öèôðîâàÿ ðåïðîäóêöèÿ íàõîäèòñÿ â èíòåðíåò-ìóçåå Gallerix.ruEd ecco che vomito roba strana , e vedo formarsi in quella melma un serpente con una tunica rossa , che cominciò ad urlare come un dannato. Fu un urlo dell’inferno. Vedo quei tre mostri pronti per attaccarmi, finchè Francesco invoca SAN MICHELE ARCANGELO. Ed ecco che lo vidi. Vidi una bellissima luce aprirsi di fronte a me, vidi avvicinarsi a me un ragazzo con una spada ed uno scudo, che mi guarda con una compassione tale da commuovermi. Vidi quei tre mostri allontanarsi da me come cani impauriti. Francesco pronuncia la preghiera a San Michele: San Michele Arcangelo difendici nella lotta … Ad un certo punto vidi una voragine di fuoco risucchiare quei tre demoni , che emettendo urla disperate e lancinanti vennero risucchiati via. Era sicuramente una porta dell’inferno.
photoPoi vidi l’Arcangelo SAN MICHELE avvicinarsi a me. Mi tirò via dal petto quei tre pugnali e sentii un forte dolore, come fosse tutto reale. Vidi San Michele sorridermi e volare via. Vi assicuro che in quel momento avrei voluto seguirlo nella pace eterna, ma Dio vuole ancora che io viva questa mia vita e ne faccia un capolavoro !
Quando San Michele sparì, mi svegliai da quello stato quasi di trance, completamente stanco e sfinito, ma con una gioia nuova, MI SENTIVO AMATO PER LA PRIMA VOLTA…
Quello che avevo visto e provato dentro di me, mi era apparso molto reale, come un’operazione chirurgica spirituale!…
Da quel giorno capii che Dio esiste veramente e che solo LUI è davvero Mio Padre e cominciai a scrivere su Facebook, per avvertire le persone di stare alla larga dal satanismo e cercare un vero incontro con l’unico vero Dio che salva: GESU’ CRISTO E NOSTRA MADRE, MARIA SANTISSIMA.
Quella sera incontrai un vecchio amico laico, il quale sapeva già la mia storia , mi disse di andare ad incontrare Padre Giovanni Mannara ( un sacerdote esorcista ) .
Nei giorni successivi, andammo da Padre Giovanni , entrammo in sacrestia e il Padre cominciò la preghiera di esorcismo, e fu stupito nel vedere che non ebbi nessuna reazione . Mi chiese se avevo già ricevuto preghiere di esorcismi in precedenza, gli dissi di no, ma avevo fatto una sincera confessione due giorni dopo la mia “consacrazione a satana”, e poi avevo ricevuto preghiere di liberazione, infatti il Padre mi disse : ORA CAPISCO , CONFESSANDOTI HAI PERMESSO A DIO DI SPEZZARE IL PATTO DI SANGUE SATANICO, PERCHE’ UNA CONFESSIONE, FATTA SINCERAMENTE, E’ POTENTE COME UN ESORCISMO .

Quando uscii da quella Chiesa avvenne la mia prima guarigione . La depressione era sparita! Dopo 5 anni di agonia finalmente sparì una malattia che mi aveva portato via tutto. Dalle amicizie allo studio al lavoro, ma soprattutto la libertà e la pace del cuore.

IL CAMMINO DI GUARIGIONE INTERIORE, CON MARIA NOSTRA MADRE : il pellegrinaggio a Medjugorje. gkxoqjf7
Il giorno 27 ottobre 2014 , i miei genitori mi hanno donato l’opportunità di fare un pellegrinaggio a Medjugorie con il mio gruppo di preghiera. Circa due giorni dopo l’arrivo, siamo saliti sulla collina delle apparizioni (dove le veggenti videro la Madonna) .
Mi ricordo che appena arrivai, sentii una grande pace … Andai verso la statua della Gospa e in ginocchio mi misi a pregare per tutte le mie persone care , ma non sapevo cosa chiedere per me…mi sentivo ancora tanto indegno….
Allora chiesi consiglio al diacono del gruppo, lui sorridendo mi disse di chiudere gli occhi, perchè Maria Santissima mi avrebbe aiutato a pregare per me.
Di colpo mi tornarono in mente tutti quei brutti ricordi, quando a scuola venivo colpito da atti di bullismo, venivo deriso, quando preso dalla rabbia scelsi di diventare satanista …
Scoppiai in un pianto ininterrotto …non so per quanto tempo,ma ne avevo bisogno….
Vidi tutti quei brutti ricordi distruggersi come sfere di vetro davanti a me ..Di colpo tutta questa enorme sofferenza scivolò via da me, con le mie lacrime …
E sentii anche come delle ferite rimarginarsi al centro del mio cuore ..
Avvertii una carezza sul mio viso, che mi asciugava le lacrime, mi sentii avvolto in un dolce abbraccio, che mi proteggeva da tutti i brutti ricordi e dalla mia incapacità di perdonarmi per i miei errori passati…
E vi assicuro che era come se mi abbracciasse mia Madre ..come una nuova nascita dal grembo Materno….
La sera , dopo cena , facemmo un’ultima preghiera perchè il giorno dopo saremmo andati dalla veggente Vicka. Cantammo le canzoni del Rinnovamento nello Spirito e pregavamo intensamente. Qui la preghiera è stata molto forte …
Il giorno dopo ci siamo trovati nella piazzetta pronti per ricevere Vicka. Ad un tratto vedo una donna molto allegra , sorridente e felice, che ci viene incontro salutandoci. Dopo aver pregato per un ‘ora, ci invita dentro casa .
Dopo aver parlato con alcune persone , Vicka viene verso di me . Mi saluta e le dico il mio nome . Mi sorride e dopo un lungo abbraccio mi dice :” Ieri sulla collina , Nostra Madre Maria Santissima ti ha avvolto nel Suo manto, ti ha guarito, ma tu continua a pregare. Non temere per il futuro, sarai un buon padre di famiglia . Nei momenti bui prega il Cielo, hai un amico che ti protegge , si chiama Michele” …
Non riuscivo più a trattenere le lacrime , anche stavolta, lacrime liberatorie di gioia indescrivibile … Qui , in questo paesino di montagna ho trovato una pace infinita, che è stata per me come una consolazione del Cielo, che mi confermava di non avere paura, perchè mi era stato davvero perdonato tutto, mi confermava che l’Amore di Dio mi accompagna sempre, nonostante le mie fragilità , nonostante le debolezze e le tentazioni….
Questa è stata la più potente ‘terapia’: sentire l’Amore materno e misericordioso di Maria, che ti avvolge, ti capisce e ti accompagna sempre …
Quando feci ritorno a casa, ad Ischia, avevo una nuova luce in viso che persino mia madre ha notato con sorpresa e gioia …
spiritLA MIA SANTA CRESIMA
Il giorno 6 novembre 2014 , ho finalmente ricevuto il Sacramento della Santa Cresima nella parrocchia di san Leonardo Abate. Il Vescovo della diocesi di Ischia ha chiamato per nome, a turno ognuno di noi cresimandi. Mi sentivo ansioso e pronto per dire il mio Si a Gesù, ai doni dello Spirito Santo…
Mi sono sentito completo e realizzato come mai in vita mia, pieno dei doni dell’Amore di Gesù.
Dopo la cerimonia, uscito dalla chiesa, mi sono messo a correre per la piazza del paese come un bambino spensierato … Non mi interessava più quello che poteva pensare la gente di me, perchè avevo Gesù con me ora.

Ho cominciato questa mia testimonianza, descrivendo il giorno in cui superai l’esame di terza media: anche allora, mi misi a correre felice fuori dalla scuola e non vedevo l’ora di scoprire il futuro …
MA STAVOLTA HO VINTO IL PREMIO PIU’ GRANDE, stavolta ho corso pieno di gioia vera, perchè la mia vera vita è appena iniziata adesso !
GRAZIE GESU’.4027962_2ba6a 

Ora, a 21 anni, ho una forza che mi sostiene, che prima non conoscevo, ho fiducia in Dio che mi ha dato moltissime grazie , che mi sorreggono e che non potrò mai più dimenticare!
E vorrei invitare i giovani a non commettere atti di bullismo, perchè cosi facendo si uccide una persona, sia nell’anima che nel corpo. E la si rende talmente fragile, da farla cadere negli inganni, come sono caduto io nella trappola terribile del satanismo.
LUIGI .

 

 

LA TRADIZIONE BENEDETTINA, GLI ANGELI E LE RADICI CRISTIANE D’EUROPA

Preghiera di filiale affidamento a San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa e Patrono degli esorcisti (festa 11 luglio e 21 marzo) 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21200

O Santo Padre Benedetto, aiuto di coloro che a te ricorrono: accoglimi sotto la tua protezione; difendimi da tutto ciò che insidia la mia vita; ottienimi la grazia del pentimento del cuore e della vera conversione per riparare le colpe commesse, lodare e glorificare Dio tutti i giorni della mia vita. Uomo secondo il cuore di Dio ricordati di me presso l’Altissimo perché, perdonati i miei peccati, mi renda stabile nel bene; non permetta che mi separi da Lui, mi accolga nel coro degli eletti, insieme a te e alla schiera dei Santi che ti hanno seguito nell’eterna beatitudine. Dio onnipotente ed eterno, per i meriti e l’esempio di San Benedetto, della sorella, la vergine Scolastica e di tutti i santi monaci rinnova in me il tuo Santo Spirito; donami forza nel combattimento contro le seduzioni del maligno, pazienza nelle tribolazioni della vita, prudenza nei pericoli. Aumenta in me l’amore della castità, il desiderio della povertà, l’ardore nell’obbedienza, l’umile fedeltà nell’osservanza della vita cristiana. Confortato da te e sostenuto dalla carità dei fratelli, possa servirti gioiosamente e giungere vittorioso alla patria celeste insieme a tutti i santi. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

PREGHIERA DELLA MEDAGLIA DI SAN BENEDETTOar2331
(Attorno all’immagine di S.Benedetto, sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, “Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell’ora della nostra morte”). Sul rovescio della medaglia, figura la Croce di San Benedetto e le iniziali del testo di questa preghiera/esorcismo, che può essere praticato anche da un semplice laico, purché sia fatto SOLAMENTE come Preghiera Privata e non solenne. 


(segno di croce) Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Croce del Santo Padre Benedetto.
Croce santa, sii mia luce e non sia mai il demonio mio capo.
Va’ indietro, satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono mali le bevande che mi versi, bevi tu stesso il tuo veleno.

(segno di croce) Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

PREGHIERA PER OTTENERE GRAZIE DA SAN BENEDETTO

O buon Gesù, vero Figlio di Dio e di Maria Vergine, che con la tua Passione e Morte ci hai liberati dalla schiavitù del demonio, e mediante i prodigi della Croce hai glorificato il tuo servo Benedetto accordandogli un potere illimitato sulle potestà infernali, concedici, te ne supplichiamo, mediante l’intercessione di questo Santo, la vittoria nella lotta assidua che sosteniamo non solo contro il demonio, nostro principale nemico, ma anche contro le perverse dottrine e gli esempi di vita scandalosa, specialmente con il parlare osceno e con il vestire immodesto, con i quali gli uomini di cattiva volontà cercano di danneggiarci nell’anima e nel corpo.
San Benedetto, nostro speciale protettore, prega per noi ed impetraci da Gesù le grazie speciali necessarie alla nostra anima e al corpo.

Pater, Ave, Gloria

PREGHIERA DI SAN GIOVANNI PAOLO II
A SAN BENEDETTO PER LA SALVEZZA DELL’EUROPASAN BENEDETTO.jpg

Monastero di Santa Scolastica
Domenica 28 settembre 1980

1.O san Benedetto abate!
L’umile successore di Pietro e i Vescovi dell’Europa,
che tu hai tanto amata,
siamo venuti in questo luogo, nel quale, giovane studente,
hai cercato e trovato il significato più vero della tua esistenza;
in questo luogo, nel quale, aiutato dal silenzio,
dalla riflessione, dalla preghiera, dalla penitenza,
ti sei preparato ad essere docile strumento della misericordia di Dio, 
che voleva fare di te una guida ed un maestro 
per l’Europa, per la Chiesa, per il mondo.

Siamo venuti in pellegrinaggio al fine di esprimere, anzitutto,
la nostra immensa gratitudine alla Trinità santissima
per il dono, che quindici secoli fa, ha fatto alla Chiesa;
ed altresì al fine di dire a te, o santo patrono dell’Europa,
la nostra fervorosa ammirazione per la tua piena corrispondenza
alla grazia ed ascoltare quel messaggio, che tu hai vissuto
in te ed hai anche trasmesso alle future generazioni,
radicato sulla forza liberante del Vangelo,
che è “potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Rm 1,16).

O santo patriarca, / tu che non hai insegnato diversamente da come sei vissuto (cf. S. Gregorio Magno, Dial., II,36),
fa’ sentire a noi tutti, in questa singolare circostanza,
la perenne attualità del tuo insegnamento,
perché continui ad essere ispiratore di bene per l’uomo contemporaneo.

2. Tu ci hai insegnato che Dio creatore e padre
deve essere il “primo servito”, mediante la fede viva,
il culto decoroso, l’adorazione devota, la preghiera assidua,
la lieta obbedienza alla sua santissima volontà.

Tu ci hai insegnato che la vita dell’uomo / è degna di esser vissuta,
senza superficiale ottimismo utopistico né disperato pessimismo,
perché è dono dell’amore di Dio e deve essere / una continua, perenne, costante ricerca di Dio,
l’unico vero ed autentico valore assoluto.

Tu ci hai insegnato che il cristiano, per esser veramente tale, 
deve “servire nella milizia di Cristo Signore, vero re” (S. Benedetto, Regula, Prol.),
facendo di Cristo il centro della propria vita e dei propri interessi.

Tu ci hai insegnato che, insieme al distacco interiore dai caduchi beni della terra,
dobbiamo possedere una gioiosa ed operosa apertura di spirito e di cuore
verso tutti gli uomini, fratelli in Cristo, figli del medesimo Padre celeste.

Tu ci hai insegnato che, per l’uomo, il lavoro
– non solo quello di chi si china sui libri, ma anche di chi si china
con la fronte madida di sudore e con le mani doloranti, a dissodare la terra – / non è umiliazione né alienazione, ma elevazione, esaltazione,
anzi partecipazione all’opera creativa di Dio;
e contributo cosciente e meritorio alla costruzione della città terrena,
in attesa di quella definitiva ed eterna.

Tu ci hai insegnato che la fede cristiana,
lungi dall’essere elemento di divisione o di disgregazione, /
è matrice di unità, di solidarietà, di fusione
anche nell’ordine temporale, sociale, culturale,
e che quindi la libertà religiosa è uno dei diritti inalienabili dell’uomo.

3. Per questo, o santo patriarca, ti invochiamo questa sera:
innalza le tue larghe, paterne braccia alla Trinità santissima
e prega per il mondo, per la Chiesa e, in particolare, per l’Europa,
per la tua Europa, di cui sei celeste patrono:
che essa non dimentichi, non rifiuti, non rinunci allo straordinario tesoro
della fede cristiana, che per secoli ha animato e fecondato la storia
ed il progresso morale, civile, culturale, artistico, delle sue singole nazioni; / 
che, in forza di tale sua matrice “cristiana”
sia portatrice e generatrice di unità e di pace
fra i popoli del continente e quelli del mondo intero;
garantisca a tutti i suoi cittadini la serenità, la pace, il lavoro, la sicurezza, / 
i diritti fondamentali, quali quelli concernenti la religione, la vita, la famiglia, il matrimonio.

Con la tua preghiera, o santo patrono dell’Europa,
invochiamo supplici l’intercessione della tua diletta sorella.

O santa Scolastica, a te affidiamo in particolare le fanciulle, le giovani,
le religiose, le madri, perché sappiano vivere oggi
la loro dignità di esser donne, secondo il disegno di Dio.

San Benedetto e santa Scolastica, pregate per noi!
Amen!

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/prayers/documents/hf_jp-ii_19800928_prayer-san-benedetto.html

LA TRADIZIONE BENEDETTINA, GLI ANGELI E LE RADICI CRISTIANE D’EUROPAsan-benedetto-patrono-esorcisti

Riscoprire le radici cristiane significa anche far riferimento alla figura di questo grande Santo, ancora attuale

La storia di Benedetto da Norcia è rievocata in varie occasioni soprattutto nei momenti di crisi, quando si vuole fare memoria della magnifica opera compiuta da questo grande uomo. Benedetto ha avuto il merito di avviare, attraverso una adesione coerente alla vita cristiana, la rinascita del continente europeo che versava in condizioni di malessere, povertà ed incertezza dopo la caduta dell’impero romano.

Nel monastero di Monte Cassino Benedetto applicò lo stile di vita cenobbico, caratterizzato dalla lettura della Parola di Dio, dalla recita quotidiana della liturgia delle lodi e da momenti della giornata dedicati interamente al lavoro inteso come servizio amorevole verso il prossimo. L’amore a Dio manifestato nell’orazione e nella meditazione dei testi sacri trovava la sua applicazione più alta nel compimento generoso delle opere di misericordia. Questa alternarsi di preghiera e lavoro segnò l’inizio di una rinascita umana, culturale, economica e religioso per l’intera Europa.

Questa breve descrizione storica della situazione dell’Europa dopo la caduta dell’impero romano, ricorda per tanti aspetti la situazione attuale dell’antico continente e di molti Paesi del mondo, i quali sembrano essere stati contagiati dagli effetti di una globalizzazione che ha abbandonato ed impoverito la dignità dell’essere umano.

L’Europa ha smarrito quel senso di interesse per i bisogni dei cittadini, prestando molta attenzione ai dati tecnici dell’economia, piuttosto che assistere ai bisogni concreti delle persone: offrire un lavoro continuativo, una sanità accessibile a tutti e pensioni dignitose.

Il cambiamento radicale proposto da Benedetto è stato quello di aprire le porte dei monasteri per trasformali in luoghi di diffusione della cultura, in spazi di formazione per la vita lavorativa, in ambienti di solidarietà verso i più poveri, e soprattutto ha avuto il grande merito di invitare le persone ad uscire dalla loro solitudine e rassegnazione per fargli scoprire la bellezza, la ricchezza e la gioia del vivere insieme.

San Benedetto nacque nel 480 a Norcia in provincia di Perugia da una nobile famiglia romana. Appena adolescente fuggi dal rumore della folla e si rifugiò nel silenzio di Subiaco dove il monaco Romano lo rivestì dell’abito religioso accompagnando i suoi primi passi verso la via dell’ascesi che non avrebbe mai più abbandonato. Il sogno di Benedetto era quello di una vita religiosa completa, attiva e contemplativa, che raccogliesse chi voleva dedicarsi a Dio in piccole comunità regolate come centri sociali e civili. Come un abile uomo politico, egli aveva capito che una comunità religiosa per essere veramente tale doveva contare su una propria regola scritta costituita da un insieme di regole che ne scandissero i tempi. Cominciò per Benedetto la faticosa ricerca di una casa che potesse offrire protezione, riparo e lavoro al gruppo di monaci che sempre più numeroso lo seguiva. A Montecassino, dove morirà nel 545, egli realizzò la casa tanto desiderata dove insieme ad un gruppo di seguaci cominciò a dedicarsi alla preghiera, alla coltivazione della terra, all’esercizio delle arti. Benedetto che è considerato il fondatore del monachesimo occidentale espose la sua Regola in 73 capitoli scritti in latino volgare in cui il lavoro del monaco acquista nuova nobiltà, tanto da essere equiparato alla preghiera, di qui il famosissimo motto dei benedettini: “Ora et Labora”.

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S. MICHELE ARCANGELO, MONASTERO BENEDETTINO DI MONTESCAGLIOSO, 1099

Benedetto invitava i suoi figli a pensare che è in presenza degli Angeli che essi celebrano il Santo Ufficio (Reg. c. 19), ed a mai dimenticare che, testimoni della nostra vita, “essi riportano a Dio tutte le nostre azioni” (Reg. c. 7). E’ nello stesso senso che tutta la tradizione spirituale benedettina si svilupperà, infatti che Alcuino scrive “che il monaco che canta Dio, imita la vita degli Angeli” .

Il biografo di Benedetto da Clusa (+ 1091) ci dice del suo eroe : “Quando i suoi fratelli erano riuniti per l’Ufficio, si sarebbe detto che si trovava nel Coro degli Angeli, in presenza della divina Maestà”.

Nell’Abbazia di Saint-Riquier, l’abate Gervin e molti monaci sentono gli Angeli mischiare, al canto delle loro salmodie, delle cantilene di una soavità celeste, allorché il santuario era imbalsamato dai più soavi profumi .

San Giovanni Gualberto aveva una devozione particolare agli Spiriti celesti. Compose preghiere in loro onore. San Cutiberto di Melrose visse in una deliziosa familiarità con gli Angeli; Sant’Ugo, abate di Cluny, vede spesso il suo Angelo custode. L’abate di Gervin (+ 1075) di Sant-Riquier, recita, tutti i giorni, l’Ufficio degli Angeli “oltre a quelli della Santissima Trinità, dello Spirito Santo, della Resurrezione del Signore, della Vergine, di San Pietro, e di tutti gli Apostoli o di tutti i Santi”. Opinioni simili a quelle che abbiamo colte negli scritti di San Bernardo, le incontriamo presso i suoi contemporanei. Gugliemo di Saint-Thierry, in un passo della sua lettera ai Certosini di Mont-Dieu, paragona la cella del monaco al Cielo. “Che vi fate ? Ci si occupa di Dio, si gioisce di Dio. Così quando gli Angeli vi vedevano al solito, occupati in questi pii esercizi, essi trovano (nella cella) le loro delizie, come se fossero in Cielo”. Un altro contemporaneo di San Bernardo, Pietro di Celle (+ 1180), ci parla degli Angeli come delle nostre guide, i nostri consolatori, nostri difensori e ci invita ad onorarli come fratelli ed amici. Goffredo d’Admont (+ 1165) non è meno espressivo quando chiama gli Angeli nostri vicini, nostri parenti, nostri fratelli, nostre sorelle, che vigilano su di noi, si rallegrano dei nostri progressi, ci assistono nei nostri ultimi momenti e ci conducono al Cielo, dove ci assegnano il rango che dobbiamo occupare tra le Gerarchie.

Verso la stessa epoca, il vescovo Erberto di Losinga (+ 1119) pronunciava un sermone per la festa di San Michele e di tutti gli Angeli “che ci amano, che sono nostri difensori, nostri illuminatori, nostri custodi, nostri consiglieri, nostri collaboratori nelle buone opere.”

Il legame tra comunità benedettina e culto micaelico è molto forte e l’Arcangelo compare in molte rappresentazioni interne ed esterne alle abbazie. La devozione dell’Ordine benedettino dona un posto di rilievo  a San Michele. E’ in suo onore che più di un monastero è fondato ; spesso ha il suo altare in una torre della chiesa dei monasteri. San Benedetto d’Amiano erige, in suo onore, un altare ad Amiano ed a Gellone.

A Clusa, l’altare di San Michele è senza simili nel mondo; a Saint-Riquier, Sant’Angilberto ne dedica uno agli Angeli Michele, Gabriele e Raffaele. Quando, a proposito della Festa di San Michele, San Bernardo parla così magnificamente degli Angeli, egli non faceva, dunque, che continuare la tradizione inaugurata da San Benedetto, e che, sembra, si era affermata e manifestata sempre più nell’Ordine benedettino a partire dalla fine del regno di Carlo Magno.

di Don Marcello Stanzione

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S.Vergine Maria assunta in Cielo con S.Benedetto e San Michele Arcangelo a sinistra, dipinto del Perugino

Le battaglie spirituali dei Santi e le vittorie sull’antico Nemico

I SANTI SONO NOSTRI ALLEATI NELLA LOTTA SPIRITUALE

La Scrittura, l’insegnamento della Chiesa e gli scritti dei Padri e dei Dottori della Chiesa affermano l’esistenza del Diavolo e di altri demoni. Lo stesso fanno le vite dei Santi, e un untitled-1_1nuovo bellissimo libro del Prof Paul Thigpen, intitolato Saints Who Battled Satan,(Santi che hanno combattuto Satana, 17 Santi guerrieri che hanno combattuto la buona battaglia e possono insegnarti come sconfiggere il tuo antico Nemico), si concentra su alcuni di loro – 17 uomini e donne Santi le cui battaglie con le forze demoniache offrono lezioni e incoraggiamento per i cristiani di oggi.DISPONIBILE IN FORMATO PDF

http://elibrospdf.com/verdemo/saints-who-battled-satan:-seventeen-holy-warriors-who-can-teach-you-how-to-fight-the-good-fight-and-vanquish-your-ancient-enemy/hOS6KrdcbKLhbZLo/

Thigpen, editore di TAN Books, ha pubblicato più di 40 libri e centinaia di articoli per giornali e riviste. Laureato all’Università di Yale, ha conseguito un dottorato presso la Emory University e ha lavorato in vari college e università.

Da pastore protestante, Thigpen si è convertito alla Chiesa cattolica nel 1993, affermando che Dio lo ha aiutato a fare “ritorno a Casa”, riconoscendo nella Tradizione della Chiesa cattolica la vera Chiesa fondata da Gesù Cristo. Di recente ha scritto Saints Who Battled Satan, che è il seguito del suo libro Manual for Spiritual Warfare(Manuale per il combattimento spirituale).

INTERVISTA al PROF. THIGPEN per America Catholic Reviewmaxresdefault1 

“Siate temperanti, vigilate! Perchè il vostro nemico, il diavolo, come un leone ruggente, va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede “(1 Pietro 5, 8-9). L’esistenza di Satana e degli altri spiriti maligni, e la loro attività in corso per allontanarci da Dio, viene ripetutamente affermata dalla Scrittura, nella liturgia, nell’insegnamento magisteriale della Chiesa, negli scritti dei Padri della Chiesa e nelle vite dei Santi. La mia esperienza personale ha anche confermato questa realtà.

Papa Francesco ha parlato molte volte riguardo al diavolo come entità spirituale malvagia ed ha messo in risalto il nostro bisogno di stare attenti agli ostacoli che pone davanti a noi. Penso che anche questo sia un aspetto della insistenza del Papa sulla Misericordia: dopo tutto, si tratta di un atto di misericordia per mettere in guardia coloro che sono in pericolo.

Che cosa si intende nella frase del titolo del libro “Santi che combatterono Satana”?

Il consiglio e le esperienze dei Santi ci offrono un ricco tesoro di saggezza per la vita, in questa materia come in tanti altri. Questi nostri 17 fratelli e sorelle nella fede sapevano come “combattere la buona battaglia della fede” (1 Tm 6,12) contro Satana (letteralmente, “l’avversario”; vedi Giobbe 1: 6; Mt 4,10). Quindi ci servono come modelli e consiglieri, e possiamo anche chiedere loro di venire in nostro aiuto nella lotta. (Ecco perché le Litanie dei Santi sono parte del rito di esorcismo.)

beato_angelico_predella_della_pala_di_fiesole_021Ho scelto 17 Santi provenienti da tutta la storia della Chiesa le cui storie di combattimento spirituale illustrano vividamente le tattiche comuni del nemico e dei suoi alleati , armi e armature che hanno permesso a questi “guerrieri santi” di resistergli e di sconfiggerlo . Inoltre, ho creato altre due sezioni: una, “brevi scene di Santi in battaglia,” fornisce brevi aneddoti della vita di molti altri santi. L’altro, “Sapienza dei Santi per la battaglia”, comprende brani rilevanti tratti dagli scritti dei Santi.

Come ci insegnano questi santi  a “combattere la buona battaglia” nella nostra vita?

Ci insegnano diverse lezioni inestimabili. In primo luogo, essi mostrano l’importanza di sviluppare una consapevolezza della battaglia e discernimento per riconoscere le tattiche del nemico. In secondo luogo, essi illustrano la necessità di avere una fiducia assoluta in Gesù Cristo, come Colui che ha vinto il peccato, la morte e il diavolo.

In terzo luogo, essi forniscono esempi di come chiamare in nostro aiuto i nostri compagni di eterna assistenza (la Madonna, tutti i Santi, gli Angeli e altri credenti). In quarto luogo, ci mostrano come maneggiare le armi della nostra guerra (preghiera e il digiuno, i Sacramenti, la Scrittura, i Sacramentali e più). Infine, ci insegnano che le virtù sono la migliore corazza difensiva contro le tentazioni del nemico.

Che cosa significa “sconfiggere il tuo antico nemico” ?

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San Michele Arcangelo sconfigge Satana e gli angeli ribelli

Mi piace parlare del nostro  antico nemico, perché ci ricorda che le sue tattiche non sono nuove o sconosciute; ha combattuto la razza umana in questo modo fin dall’inizio. Quindi non siamo soli nella lotta, e possiamo imparare lezioni importanti dalle vittorie duramente conquistate da coloro che ci hanno preceduto.

Leggendo le battaglie dei santi, impariamo il significato delle parole di san Paolo: “Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla.”(1 Cor 10,13).

Papa Francesco parla spesso sulla realtà del diavolo nel nostro mondo, in particolare nel contesto delle tentazioni dell’egoismo e lo sfruttamento, le dipendenze e la violenza. Nella tua esperienza, in che modo Satana si manifesta oggi nella vita delle persone?

Negli ultimi tempi Satana ha dimostrato più di una strategia di “attacco”, dato che così tante persone negano la sua esistenza. Tale rifiuto gli lascia ampio spazio per operare inosservato.

Di tanto in tanto mostra la sua mano abbastanza chiaramente. Un esempio orribile è la brutalità diabolica di ISIS. Come potrebbe non essere ispirata dal demonio la decapitazione dei bambini mentre i loro genitori sono costretti a guardare?

Il più delle volte, però, il nemico si aggira subdolamente, impegnandosi in attività più ordinaria, che di solito può essere riassunta in una parola:  la tentazione. Possiamo osservare certi schemi nel suo approccio nei racconti biblici della caduta di Adamo ed Eva, la sperimentazione delle sue strategie e la tentazione di Cristo nel deserto. Satana in genere cerca di influenzare attraverso l’inganno, l’accusa, i dubbi (soprattutto su Dio o il Suo amore per noi), seduzione e provocazione (per orgoglio, l’ira, la lussuria, la disperazione e più). Ho scritto molto di più su questo argomento nel  Manuale per la guerra spirituale .

Forse ai nostri giorni, dato il ritmo frenetico della vita di tutti i giorni e il carattere ubiquitario della tecnologia delle comunicazioni, potremmo aggiungere a quella lista la tentazione di distrazione. Nella nostra cultura, almeno, troppo spesso ci lasciamo sedurre a pensare a tutto tranne a Dio e alla Sua volontà per la nostra vita e per il mondo. Rimaniamo sulla superficie delle cose, raramente dedichiamo il nostro tempo a scandagliare le profondità. Il risultato è essere assorbiti solo da se stessi, con indifferenza verso i bisogni degli altri. Questo dà grande soddisfazione al nemico perchè così siamo disarmati davanti ai suoi attacchi. 

I tuoi libri contengono termini come  il  “combattimento spirituale” che potrebbero essere fraintesi come atteggiamenti fondamentalisti e militaristi. Cosa diresti ai critici che trovano questo tipo di linguaggio religioso inutile in un panorama culturale degli Stati Uniti sempre più globalizzato e pluralista?

Sto semplicemente facendo eco al linguaggio eterno della Sacra Scrittura e della Tradizione. La realtà è che la nostra vita in questo mondo effettivamente comporta, inevitabilmente, un combattimento con il male-male dentro di noi, così come il male che ci circonda. Eppure, dobbiamo tenere a mente (e questo è essenziale) le parole di San Paolo: “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.”(Ef 6,12).

Il nemico che dobbiamo vincere è il diavolo. Anche quando chiaramente bisogna lavorare attraverso agenti umani, in ultima analisi, la nostra battaglia è contro di lui, non contro quelli che lui può utilizzare. Anche se dobbiamo cercare di impedire che il male venga commesso, non dobbiamo mai dimenticare che Cristo è morto anche per i malfattori. E noi stessi siamo annoverati tra i malfattori.

Parole come “battaglia”, “guerriero”, “lotta”, “nemico” e “vincere” suggeriscono un elemento di violenza nella vita spirituale dei Santi in questo libro. Come si concilia la violenza spirituale che questi Santi hanno sperimentato con la gioia e la pace che sono doni  dell’autentica vita cristiana?

Se vi trovate in un campo di battaglia, nel bel mezzo di una gara violenta a cui non si può sfuggire, l’unica via che conduce alla vera pace è quella di vincere la battaglia. Piaccia o no, ci troviamo su un tale campo di battaglia, in un tale conflitto, proprio come hanno fatto i Santi. Ogni volta che si riesce a superare il male che è dentro di noi e intorno a noi, troviamo pace con Dio, con noi stessi e con gli altri.

Nel frattempo, la gioia non è incompatibile con la lotta, o il dolore, o le avversità. Queste situazioni possono impedirci la felicità immediata-la soddisfazione nella nostra condizione attuale. Ma non hanno alcun potere di derubarci della vera  gioia,  che, proporrei, è la dolcezza d’animo derivante dal nostro incontro con una Persona che amiamo. “Nella tua presenza”, il salmista disse a Dio, “c’è la pienezza della gioia” (Sal 16,11).

Se Dio è Colui che amiamo, allora Egli è con noi nel bel mezzo della lotta, e siamo in grado di essere accolti alla Sua presenza e di vedere concretamente la Sua promessa che si realizza nella nostra vita, nonostante l’intensità della battaglia. “Il Signore darà forza al suo popolo, benedirà il suo popolo con la pace.”(Sal 28: 7).

Una volta che la battaglia è vinta, naturalmente, la nostra gioia è completa. Come in tutte le cose, Gesù Cristo è il nostro modello a questo proposito: “tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio.” (Eb 12: 2).

Quali sono le virtù più importanti per tenere a bada il male, e come le usiamo, in modi pratici, per proteggerci?

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Fin dai tempi antichi, una serie di saggi consiglieri spirituali cristiani ha affermato che l’umiltà è alla base delle virtù. È il terreno su cui crescono tutte le altre virtù, e quindi sottolineerei questa al di sopra di tutte le altre.

Come esempio pratico di come l’umiltà possa proteggerci dalle insidie del Diavolo, prendete la storia raccontata tra gli antichi Padri e Madri del deserto su un umile monaco che una volta stava pregando nella sua cella. Il Diavolo gli apparve camuffato da angelo della luce per tentarlo all’orgoglio. Annunciò: “Sono l’angelo Gabriele, e sono stato mandato da te!” Ma l’umile monaco non si lasciò ingannare, e replicò semplicemente: “Sarebbe meglio controllare: devi essere stato mandato da qualcun altro. Io non sono degno che un angelo venga inviato a me”. E così il Diavolo svanì – sconfitto dall’umiltà del monaco.

Perché Satana sembra importunare alcune persone più di altre?

Una tendenza che ho notato nella vita dei santi è questa: se il Diavolo teme che qualcuno possa fare un grande danno al suo regno infernale, perseguita furiosamente quella persona. Quando Sant’Antonio ha dimostrato la sua risoluzione a vivere come un santo eremita nel deserto, quando Santa Caterina si è consacrata a Cristo da bambina, quando Padre Pio è entrato nell’Ordine cappuccino – è allora che il Nemico delle loro anime ha fatto del suo meglio per fermarlo. Sapeva di poter ostacolare questi uomini e queste donne, di poter compromettere le grandi opere che Dio aveva affidato loro.

Penso che sapere questo dovrebbe confortarci. Se il Diavolo si oppone fieramente a noi, forse significa che Dio ha in serbo grandi progetti per noi. Dall’altro lato, dovremmo tenere a mente l’avvertimento di San Giovanni Maria Vianney: “Il più grande di tutti i mali non è essere tentati, perché allora ci sono motivi per credere che il Diavolo ci consideri sua proprietà”.

Come possiamo sapere cosa deriva da Satana e cosa no? Come possiamo evitare di diventare paranoici e di concentrarci troppo sul male?

La Scrittura parla di battaglie in atto con il mondo, la carne e il Diavolo (cfr. Gc 4, 1-7). È vero che a volte le nostre battaglie con la carne e il mondo possono non essere provocate direttamente dall’interferenza del Diavolo, ma questi approfitta di tali lotte e cerca di stabilire una presenza più forte nella nostra vita attraverso di loro. Per questo, dobbiamo fare molta attenzione ai suoi movimenti.

Eucharistie3Penso che se possiamo stabilire l’abitudine di riconoscere la fonte dei nostri pensieri, la parte più importante della battaglia sarà vinta. Quel tipo di discernimento si coltiva attraverso le discipline spirituali usuali raccomandate dalla Chiesa: preghiera frequente, assistere alla Messa e all’Adorazione Eucaristica; ricezione regolare dei Sacramenti (soprattutto l’Eucaristia e la Riconciliazione); studio (e anche memorizzazione) della Scrittura e saggi consigli da persone di fiducia.

Un altro trend che ho notato nella vita dei santi è il loro notevole rifiuto di diventare paranoici circa il Nemico. Riuscivano a mantenere fiducia e coraggio perché erano convinti, come ci dice San Giovanni, che il Dio dentro di noi è più grande del Maligno che è nel mondo (cfr. 1 Gv 4, 4). Anche se prendevano sul serio il Diavolo, mostravano anche una sorta di santo disprezzo nei suoi confronti, perché sapevano che alla fin fine è un antagonista sconfitto.

Per questo motivo, nonostante alcuni combattimenti intensi e fisicamente violenti, alcuni santi avevano ideato dei soprannomi scherzosi per lo spirito maligno che li tormentava. Santa Caterina lo chiamava “il ladro” (perché cercava di rubare le anime), San Pio l’“orco”. Santa Gemma Galgani lo chiamava “chiappino” (scassinatore), San Giovanni Maria Vianney “grappin” (lottatore). “Oh, il lottatore ed io?”, scherzò una volta. “Siamo quasi amici!”

Quale pensa che sia il modo migliore per convincere qualcuno che Satana esiste ed è “operativo”?

Quando si parla con le persone secolarizzate, farei loro considerare in primo luogo le tante prove rappresentate da testimonianze confermate. Nel corso della storia, persone di culture ampiamente diverse in tutto il mondo hanno affermato la realtà degli spiriti maligni – anche quando non erano d’accordo sulla maggior parte delle altre realtà spirituali. Anche molti dei nostri contemporanei, che in base a ogni standard ragionevole sono intelligenti e nel pieno delle loro facoltà, hanno testimoniato di aver avuto incontri con forze demoniache. È una sorta di testimonianza universale.

Gli scettici possono chiedere prove “scientifiche”, ma che tipo di prove rilevanti potrebbero misurare gli scienziati? Le scienze naturali misurano il tempo, la materia,l’energia e il moto; le scienze sociali analizzano il comportamento umano. I demoni non hanno corpi fisici, e non sono umani. Non possiamo metterli in provetta e sottoporli a psicanalisi.

Il massimo che possono fare gli scienziati è osservare gli effetti dei demoni sul mondo fisico o sul comportamento umano, ma la mentalità prevalente tra gli scienziati li esorterà a cercare altre spiegazioni a tali fenomeni, anche quando queste spiegazioni sono del tutto inadeguate.

Cristo si è riferito ai demoni in una serie di occasioni, e cacciare gli spiriti maligni da coloro che erano posseduti era un aspetto indispensabile della sua missione. Ovviamente, alcuni interpreti hanno affermato che quando Cristo cacciava gli spiriti stava semplicemente guardando un disordine fisico o mentale frainteso come possessione demoniaca. Ma dobbiamo solo replicare che almeno in un’occasione, su ordine di Cristo, i demoni hanno lasciato il loro “ospite” umano per prendere possesso degli animali. Non si può passare un disordine medico da un uomo a un maiale.

La realtà dei poteri demoniaci è stata una dottrina costante della Chiesa cattolica da quando è stata fondata da Cristo attraverso i suoi apostoli. Loro e i loro successori hanno ripetutamente parlato e scritto di Satana. Nel corso dei secoli, i grandi maestri della Chiesa hanno affermato che è reale.

L’esistenza di Satana è stata anche affermata in dichiarazioni autorevoli di papi e concili ecclesiali, e ci si riferisce ad essa nella liturgia della Chiesa. E come dimostra questo libro, nel corso dei secoli numerosi Santi, la cui integrità morale e salute mentale potrebbero essere difficilmente discusse, hanno testimoniato battaglie personali con aggressori demoniaci.

b29df75378eb147721f6d5da2b193dafNella “Vita” S. Teresa d’Avila ricorda che, in un periodo di dubbi interiori nel timore di non essere nella volontà di Dio, di non camminare nella verità “prendevo per protettori alcuni Santi, perché mi liberassero dal demonio; facevo novene, mi raccomandavo a S. Ilarione (un eremita del Monte Carmelo, sec. IV) e a San Michele Arcangelo, che invocavo con rinnovata devozione”.

Riguardo alla paura che possono incutere gli angeli delle tenebre, Santa Teresa d’Avila scrive: “Se il Signore è così potente, come io vedo e so, se i demoni sono i suoi schiavi – e di ciò non si può dubitare, perché è verità di fede – essendo i servi di questo Re e Signore, che male possono essi farmi? Perché io non debbo aver forza di combattere contro tutto l’inferno?… (Ho ora) un tale dominio su di essi, dono certamente del Signore, da non dar loro ormai più importanza che se fossero mosche. Mi sembra che siano così codardi che, vedendosi disprezzati, restano senza forza… Piacesse a Dio che può venirci maggior danno da un peccato veniale che da tutto l’inferno messo insieme, perché è proprio così”.

Chi cammina nel timore e nell’amore del Signore non può temere nulla dai demoni. E conclude: “Non capisco la paura di chi grida: Demonio ! demonio ! mentre potremmo dire: Dio ! Dio ! e far tremare tutti gli spiriti maligni.”

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Cristo vittorioso tra gli Angeli ed i Santi (Beato angelico)

 

Fonte

http://americamagazine.org/content/all-things/saints-who-battled-satan-author-qa-paul-thigpen

 

L’esorcismo di Emily Rose: il docufilm che spiega la verità sul caso di ANNELIESE MICHEL

Un film che vale davvero la pena di vedere (per chi non l’ha visto) è L’esorcismo di Emily Rose, uscito nel 2005: non è un film horror come potrebbe sembrare, ma è un documentario di indagine storica e giudiziaria, basato su fatti realmente accaduti e finalmente rivelati ai media, dopo decenni di insabbiamento delle vere prove; il regista del film ha cambiato nomi e contesto, ma Emily Rose rappresenta ANNELIESE MICHEL, un grave caso di possessione demoniaca avvenuto in Germania negli anni 70.

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SCENA DAL FILM: avvocato difende il sacerdote esorcista

Il film ha il pregio di spiegare gli errori giudiziari e medici  che occultarono la verità su questo caso, per cui i genitori di Anneliese ed i sacerdoti che la assistevano vennero ingiustamente accusati di “omicidio colposo”(anche se poi le attenuanti, dovute a mancanza di prove vere contro di loro, fecero decadere ogni accusa); si sa, l’esistenza del demonio e della possessione sono “argomenti tabù” per la mentalità laicista dell’età moderna, che vuole cancellare Dio per innalzare l’uomo a “dio di se stesso”, e poi non disdegna di rivolgersi a maghi cartomanti e stregoni…una società che oggi si ritrova sempre più schiacciata da nevrosi ed angosce e sconvolta da crudeltà che non hanno nulla di “umano”….

Poco importava che la ragazza parlasse con voci maschili e diversificate, che manifestasse una forza sovrumana, che si esprimesse in aramaico e latino e greco antichi, che facesse a pezzi ogni oggetto sacro che vedeva, che avesse piaghe incurabili nei punti della Passione di Cristo, che dicesse di essere posseduta dallo spirito malvagio di un personaggio storico realmente esistito ma di cui né lei né nessuno aveva mai sentito parlare: si trattava dello spirito del sacerdote eretico Fleischmann, esistito nel XVI secolo, ma nessuno lo conosceva…si scoprì la sua esistenza solo dopo molte indagini, a seguito dell’esorcismo…Ma il tribunale (fortemente laicista) insabbiò ogni prova e sentì solo il parere dei “periti” (cioè, medici e psichiatri)…

yII caso di Anneliese è tornato alla luce solo nel 1997  e dalle trascrizioni dei sacerdoti è emerso anche questo suo sfogo con il sacerdote  padre Alt: «Ho voluto soffrire per altre persone di modo che non finiscano all’inferno. La Santa Vergine me lo ha chiesto ed io ho accettato. Ma non avrei mai pensato che sarebbe stato così spaventoso, così orribile». Dopo la sua morte, una suora carmelitana rivelò ai coniugi Michel che la figlia le era apparsa in sogno. Sulla scorta di quel sogno, nel 1978 il corpo di Anneliese venne riesumato e si scoprì che era rimasto incorrotto.  Il suo corpo è sepolto nel cimitero di Leiblfing, presso la sua casa natale ancora oggi meta di innumerevoli pellegrinaggi.

FACCIAMO LUCE SULLA VERA INDAGINE DEL CASO, i veri fatti emersi anche nel film. Padre Gabriele Amorth, sacerdote esorcista e fondatore dell’Associazione Internazionale Esorcisti, ha affermato che il caso di Anneliese è sicuramente un CASO MISTICO: una persona che accetta di donare la propria vita a Dio in espiazione dei peccati del mondo, ce ne sono moltissimi di casi analoghi nella storia dei Santi, riportiamo una sua intervista ed un lavoro di indagine svolto insieme a medici, giudici e teologi. 

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PADRE GABRIELE AMORTH

“Ne ho seguiti vari di casi simili a quello di Anneliese Michel nella mia esperienza di esorcista, e so che anche altri esorcisti hanno avuto casi di questo tipo. Perciò non faccio colpa ai medici di non aver ottenuto nulla (un po’ come i medici che si sono sforzati di far cicatrizzare le stimmate di Padre Pio), e non faccio colpa agli esorcisti se anche i loro sforzi non hanno avuto il successo sperato. In Anneliese Dio ha compiuti i suoi piani, dalla ragazza stessa accettati.
Inutile dire che la stampa ha fatto molto chiasso su questo caso, sempre schierandosi compatta contro i genitori e gli esorcisti. Sono stati scritti anche vari libri e molti articoli. Solo ultimamente, dopo ricerche più approfondite, sono comparsi studi dubbiosi o decisamente contrari alla condanna del tribunale. I suoi genitori e i due sacerdoti esorcisti sono stati incriminati, sottoposti a processo penale e condannati. Il fatto che più colpisce di questo caso è la incredulità di molti ecclesiastici tedeschi,ormai sottomessi al positivismo laicista dilagante: ancora oggi,in Germania non esiste un sacerdote esorcista; intanto la Germania è diventata la capitale dell’occultismo in Europa!

IL CASO ANNELIESE MICHEL E I DOCUMENTI DELLA VERITA’
41qkh2bfx4il-_sx331_bo1204203200_Chi vuole approfondire il caso non può ignorare lo studio voluminoso dettagliato della Dottoressa Felicitas Goodmann (non cattolica), i scritti vari della dottoressa Elisabeth Becker e soprattutto il duro attacco alla sentenza fatto da un giudice della Germania del Nord, Dottor Harald Grochtmann, giudice della Pretura di Rheda-Wiedenbruck.
Mi baso prevalentemente su questo studio critico, che a sua volta si fonda sulla sentenza di condanna, pronunciata dal tribunale di Aschaffenburg, in cui si riassumono anche i
fatti principali.

Anneliese dal 1969 era in cura da un neurologo, per attacchi notturni. Ebbe abbondanti cure anche da altri sette medici, senza mai nessun beneficio. Solo il 4 dicembre del 1973 l’elettoencefalogramma registrò vaghi segni di epilessia. Alla fine del 1973 e all’inizio del 1974 incominciò a lamentarsi perché vedeva “ spaventose figure diaboliche” e sentiva odori puzzolenti, non percepiti da chi le stava accanto. Nell’estate del 1973 Anneliese superò l’esame di maturità e in ottobre iniziò gli studi di Pedagogia e Teologia. L’8 febbraio del 1975 tenne una lezione-prova, valutata “buono”. Ma si accentuarono altri fenomeni strani. Nel luglio del 1975, un anno prima di morire, iniziò a parlare con voce alterata, non sua.
L’amico Peter Hansel, che la seguì da vicino e fu interrogato a lungo dal tribunale come testimone, affermò che Anneliese, cattolica molto praticante come tutta la sua famiglia, dalla fine del 1975 non sopportava più la vista di immagini sacre; dalla sua camera buttò via una bottiglia di acqua benedetta, spezzò una corona del Rosario, ruppe un Crocifisso. Poi sopraggiunse l’insonnia, un comportamento aggressivo (del tutto contrario al suo carattere), l’incapacità di assistere alla celebrazione della Santa Messa. Una volta rimase immobile e acquistò un peso tale da non poter essere spostata da nessuna forza (pesava allora 31 chili); bastò una preghiera di un sacerdote perché ritornasse normale. Si aggiunsero sempre più altri fenomeni strani per la gente, ma non per noi esorcisti.

Il parroco Hermann volle consigliarsi con un sacerdote particolarmente stimato, Padre Hernst Alt. A questi gli capitarono subito fatti strani, fin da quando gli furono consegnate due lettere, una di Anneliese e una della madre; tanto che il 30 settembre 1974 si sentì in dovere di scrivere al Vescovo di Wurzburg, Monsignor Joseph Stangl: «Non ho letto quelle due lettere, ma d’improvviso mi sentii tanto male che da un momento all’altro avrei potuto perdere i sensi. La sera, durante la Santa Messa vespertina, ricordando quella ragazza sconosciuta, sentì come una botta alle spalle e un forte odore di bruciato, da restarne stordito».
Exorzismus-Prozess: Pater Arnold RenzDopo aver constatato altri fenomeni strani, Padre Alt si consultò con un noto esperto di possessioni diaboliche, il gesuita Padre Rodewyk di Francoforte; poi scrisse di nuovo al Vescovo la sua convinzione che Anneliese fosse realmente posseduta dal demonio. Il Vescovo, dopo matura riflessione e preghiera, incaricò come esorcista Padre Renz, stimatissimo superiore dei Salvatoriani. Il 24 settembre 1975 il Padre Renz fece il primo esorcismo ad Anneliese, nella casa dei suoi genitori a Klingenberg; il 1° ottobre si incominciarono anche a registrare gli esorcismi, che furono in tutto 67. La madre di Anneliese mi ha inviato tre di quelle cassette: non occorre comprendere il tedesco per poter riconoscere, in modo chiarissimo, che le reazioni sono quelle tipiche delle possessioni diaboliche. Conserverò tali cassette per l’archivio che ho speranza di poter costituire.

Nei periodi di minori attacchi demoniaci, Anneliese riuscì ancora a dare vari esami universitari. Negli ultimi mesi di vita rifiutò ogni aiuto da parte dei medici, avendone esperimentata per anni la totale inutilità; i genitori non hanno voluto contrastare la sua volontà, quando i medici l’avrebbero voluta sottoporre a cure forzate: ed è stato questo il più grave atto d’accusa rivolto loro dal tribunale. Quando Anneliese morì, il 1° luglio 1976, furono indicate queste cause: enorme dimagrimento (pesava 31 chili; da notare che quando poteva mangiare si faceva dare il cibo e in pochi giorni riacquistava il suo peso normale); sforzo fisico straordinario; infiammazione polmonare. Il tribunale di Aschaffenburg, in data 21 aprile 1978, condannò i genitori di Anneliese, Padre Alt e Padre Renz a sei mesi, con il beneficio della condizionale. La sentenza dice testualmente: «Come attenuante a favore degli imputati, che credono irrevocabilmente all’esistenza del diavolo, non si deve escludere che al momento del fatto, come conseguenza del loro credo, in particolare anche nella possessione di Anneliese, essi fossero notevolmente limitati nella loro capacità di intendere e di volere». Già questo pronunciamento è assurdo. Un tribunale che si permette di condannare chi crede all’esistenza del diavolo e nella possessione diabolica, affermando che chi ha queste convinzioni è un semi-demente, pronuncia un giudizio su questioni religiose che esulano completamente dalla sua competenza e va contro ogni norma giuridica; un tribunale deve applicare gli articoli della legge (in questo caso, gli articoli della legge penale) senza evadere da essi. Inutile dire che tale sentenza è stata esaltata da tutta la stampa come un trionfo del progresso moderno. E il clero tedesco, già da lungo tempo contrario a credere all’esistenza del demonio e alle possessioni, fu ben lieto di associarsi al giubilo generale. Anche in altre nazioni, molti, deviati dal modo come i fatti venivano riferiti dai giornali, furono convinti che aveva trionfato la giustizia. Solo negli ultimi tempi è iniziato un ripensamento.

Cito le osservazioni del GIUDICE HARALD GROCHTMANN, CHE HA STUDIATO LA SENTENZA DI CONDANNA E NE HA FATTO UNA STRONCATURA RADICALE. Egli ha evidenziato nella sentenza, delle frasi che, oltre a non contenere nulla di giuridico e nessun riferimento al codice penale, pretendono di condannare verità di fede, contenute nel Vangelo e insegnate dalla Chiesa; vi sono affermazioni e lezioni ideologiche del tutto estranee al diritto costituito e su cui il tribunale non ha nessuna competenza. Giustamente un altro giurista, noto avvocato penalista di Francoforte, Schidt-Leichner, è arrivato ad affermare che quella sentenza non condanna quattro imputati, ma la Chiesa Cattolica.
http://www.sise.org.mx/it/pdf/Don_Gabriele_Amorth_Il_caso_Annaliese_Michel.pdf

Le risposte dei demonî durante gli esorcismi:  Anneliese diede la sua vita anche per questo, perché quelle risposte fossero pubblicate, perché facendo il giro del mondo si aggiungesse una prova in più dell’esistenza di Dio, proprio per coloro cui non è mai sufficiente prova.  I diavoli sono profondamente bugiardi, satana è il padre della menzogna, come Gesù ci rivela nel Vangelo, eppure durante l’esorcismo maggiore possono essere costretti a dire la verità in risposta alle domande del sacerdote che ha il ministero dell’esorcistato conferitogli dal Vescovo.

Quando è obbligato dal sacerdote esorcista, il diavolo deve sciorinare quanto sa, ogni chiodo gli venga imposto di sputare: e un buon esorcista riconosce bene la verità schiodata dalla burla beffarda tesa a depistare l’uomo dalla grazia al peccato.

LE RISPOSTE DEI DEMONI, REGISTRATE DURANTE GLI ESORCISMIcover

La dolcissima voce di Anneliese – si dispone di registrazioni a iosa – si alternava , durante ogni singolo esorcismo, a quella decisamente poco leggiadra di Lucifero, di Nerone, di Caino, di Hitler, di Giuda Iscariota, di Fleischmann (sacerdote sacrilego del XVI secolo) e di moltissime anime dannate.
Il sacerdote tedesco Gaspare Bullinger, dopo l’intera vicenda di cui aveva letto sui giornali, si sdegnò di come era andata a finire agli occhi del mondo progressista,
si documentò, si portò sul luogo che è poi anche il suo luogo natio, e decise di raccogliere le risposte dei demonî in un testo reperibilissimo (Le risposte dei demonî, Edizioni Segno, 1997, tratto da Vita e morte di Annalise Michel, versione dal tedesco di Don Silvio Dellandrea)

L’argomento qui non potrà certo essere trattato a fondo, per motivi di spazio, ma riportiamo alcune risposte, per bocca dei demoni che si presentarono.

Esorcismo del 20.10.75, Lucifero: «Ci sono alcuni che non credono nemmeno che io esista. E questi sono i miei più cari».
Esorcismo del 29.09.75, Giuda all’esorcista Padre Renz: «Molti credono che dopo la vita tutto sia finito, moltissimi, e vivono di conseguenza perché non pregano più»
Esorcismo del 24.10.75, Fleischmann (il sacerdote sacrilego dannato): «Gli Angeli custodi sono giorno e notte accanto a voi o dietro di voi, affinché seguiate il Salvatore!
Noi vi seguiamo passo per passo. Noi siamo spiriti! Oggi la gente non crede agli Angeli custodi! Questi sono i miei nemici! Io li odio!»
Esorcismo del 10.10.75, Nerone: «L’aborto è omicidio, e sempre uguale, in qualsiasi mese venga compiuto. L’anima negli embrioni [morti o uccisi senza battesimo] non arriva alla visione di Dio, ma arriva lassù, nel Cielo; però non può avere la visione beatifica perché non ebbe il battesimo».
Lucifero: «I bambini non nati possono essere battezzati».
Esorcismo dell’01.01.75, Giuda (a una domanda dell’esorcista circa la legge sull’aborto): «Noi eravamo tutti là [a Bonn, alla votazione della legge]. Tutto l’inferno stava lì: e questo lo abbiamo combinato noi meravigliosamente bene».
«Quella cosa, che lei indossa [la veste talare] la maggior parte non la indossa più. Questi modernisti sono la mia opera e ormai mi appartengono tutti».
«Le religiose dei monasteri stanno davanti alla televisione e non pregano abbastanza e non si inginocchiano, e mettono fuori le loro zampe [intende dire che prendono la comunione sulla mano]». «La corona [il Rosario] non la ritengono moderna» – si riferisce al pensiero della maggior parte del Clero dell’epoca –, «il Parroco di… nemmeno lo recita. Egli recita il Rosario una volta in settimana, ed egli crede di aver fatto un miracolo avendo fatto così! Ogni giorno! No, non dico niente! Quella lassù [la Madre di Dio], se non ci fosse!».
Dall’esorcismo del 15.10.75, Lucifero: «L’acqua santa deve di nuovo entrare nelle case! E anche il Crocefisso deve di nuovo tornare al suo posto di onore nelle case!».
«Se ne avessero un’idea [del Rosario]!» (riferendosi ai parroci) «Poiché esso è un’arma forte contro Satana e contro di noi. Io lo devo dire, purtroppo, ma molti non lo credono!».
Dall’esorcismo del 22.10.75, Lucifero: «Voi avete il potere di scacciarci, di farci uscire! Ma i più non ne fanno uso!»
Dall’esorcismo del 14.10.75, Fleischmann: «La maggior parte delle persone deve andare dal sacerdote quando è ammalata! Questo è ordine dell’Alta Dama!».
Dall’esorcismo del 27.10.75, sempre Fleischmann: «La Comunione sulla mano deve essere abolita! Questa è opera mia! Il vescovo deve ora proibire la Comunione sulla mano se prima l’ha permessa».
Dall’esorcismo del 13.10.75, Lucifero: «Bisogna pregare di più l’Angelo custode! Perché la potenza dell’inferno è adesso troppo grande. Gli uomini dovrebbero supplicare i loro Angeli perché li assistano!».
Esorcismo del 17.10.75, sempre Giuda: «Di noi quasi nessuno parla più, soprattutto i molto reverendi parroci ».

LA “SCELTA” DELLA VERGINE MARIA. ACCETTAZIONE DELLA SOFFERENZA PER I PECCATI DELL’UMANITA’78658
La tomba di Anneliese è ancora oggi meta di pellegrinaggi e fulcro di una fortissima devozione popolare. Ma il fatto più sconcertante di tutta la storia di Anneliese, che spiega e giustifica, per chi ha il dono della Fede, tutte le sofferenze da Lei subite e subite dalla Chiesa tedesca, risale però al luglio del 1975, un mese prima che iniziassero gli esorcismi. Annaliese, prima di morire, lasciò una lettera a padre Alt, nella quale gli confidava di avere avuto una visione della Vergine Maria, che la aveva sottoposta ad una scelta: essere immediatamente liberata per sempre da quei terrificanti tormenti o accettare, fino alla morte, la possessione, in espiazione e penitenza per i peccati del Clero e della gioventù tedesca. In caso contrario, molte anime sarebbero state perse per sempre. La Santa Vergine diede ad Anneliese tre giorni per decidere, ed alla fine, la ragazza accettò il suo destino di sofferenza, affiancandosi al sacrificio di tante Sante, perseguitate fino alla fine dal demonio, come Santa Gemma Galgani o come Santa Francesca Romana.
L’apostasia della Chiesa e dei teologi tedeschi, la gioventù tedesca traviata dalle lusinghe del male, ebbero in Anneliese la testimonianza viva di una giovane mistica, che assume su di sé il peso del peccato di molti, in prospettiva della loro salvezza. La sua vita non lascia spazio a dubbi ed è un’occasione di riflessione e conversione ancora oggi.graf2 

LA CORAZZA DI SAN PATRIZIO: LA POTENTE PREGHIERA DI LIBERAZIONE DI SAN PATRIZIO,PATRONO D’IRLANDA

Una bellissima preghiera, uno scudo di protezione di Dio, che il coraggioso e grande Apostolo d’Irlanda, molto amato dagli Irlandesi, recitò CON FEDE IN CRISTO (questa preghiera non è un “amuleto”, aiuta solo se si vive radicati in Cristo e nei Sacramenti), nei momenti più difficili della sua lotta per difendersi dagli attacchi e dalle maledizioni dei druidi, che gli tesero tanti trabocchetti per scoraggiare la sua opera di evangelizzazione, ma non ebbero mai successo: egli dimostrò con segni e prodigi agli irlandesi, intrisi di magia e occultismo, che nel Nome di Gesù Cristo vi è l’unica e vera vittoria. Infatti le magie dei druidi nulla poterono contro la Potenza della fede in Cristo di questo grande Santo!
6309588Gran parte dell’Irlanda era molto oscura e barbarica nel quinto secolo dopo Cristo; una terra di druidi e pagani. È interessante notare che Patrizio, di origine celtica, non ha cercato di convincere gli irlandesi a negare la loro credenza nell’esistenza del soprannaturale. Come uno storico scrive: “Se il Cristianesimo fosse venuto in Irlanda solo con dottrine teologiche, la speranza della vita immortale, e idee etiche, senza miracoli, misteri e riti – non avrebbe potuto mai vincere il cuore celtico”.
(“perché il Regno di Dio non viene con parole, ma con potenza”, 1 Cor 4:20).
Invece egli convinse gli irlandesi della natura demoniaca dei poteri con cui erano familiari, e della potenza straordinaria di Cristo.
Usò le Sacre Scritture per definire questi poteri come demoni. (“Per noi la lotta infatti non è contro il sangue e la carne, ma contro i principati,contro le potestà, contro i dominatori delle tenebre di questa era, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”, Ef 6:12).
Patrizio è oggi ricordato come il santo che ha scacciato i serpenti dall’Irlanda (non ci sono serpenti in Irlanda, fino a oggi), anche se alcuni che negano che ci siano mai stati serpenti in Irlanda dicono che i “serpenti” scacciati da Patrizio erano i druidi, i sacerdoti occulti del popolo celtico, e la sua reputazione di avere liberato l’Irlanda dai serpenti è un modo velato per dire che San Patrizio portò la Luce di Cristo che liberò il paese dalle tenebre del maligno.
Il simbolo dell’Irlanda è il TRIFOGLIO, perchè San Patrizio lo usò per spiegare il mistero della Santissima Trinità ai pagani: Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo, distinti e indissolubilmente uniti nell’Amore.san_patrizio

CORAZZA DI SAN PATRIZIO
Nel 433, S. Patrizio si dirigeva con un gruppo di seguaci alla corte del Re d’Irlanda. Avendo avuto sentore che i druidi preparavano un’imboscata per ucciderlo, egli pregò invocando la protezione divina. Racconta la tradizione che quando il Santo passò davanti ai druidi nascosti, questi videro soltanto un cervo attorniato da alcuni cerbiatti. San Patrizio e i suoi uomini furono salvati.
Ecco perché questa preghiera è passata alla storia come IL GRIDO DEL CERVO (Fàeth Fiada), oppure come LA CORAZZA DI SAN PATRIZIO.

Io sorgo oggi
Grazie a una forza possente, l’invocazione della Trinità,saint-patrick
Alla fede nell’Essere Uno e Trino,
Alla confessione dell’unità
Del Creatore del Creato.

Io sorgo oggi
Grazie alla forza della nascita di Cristo e del suo battesimo,
Alla forza della sua crocifissione e della sua sepoltura,
Alla forza della sua resurrezione e della sua ascesa,
Alla forza della sua discesa per il Giudizio Universale.

Io sorgo oggi
Grazie alla forza dell’amore dei cherubini,guercino-l-angelo-custode
In obbedienza agli angeli,
Al servizio degli arcangeli,
Nella speranza della resurrezione e della ricompensa,
Nelle preghiere dei patriarchi,
Nelle predizioni dei profeti,
Nella predicazione degli Apostoli,
Nella fede dei confessori,
Nell’innocenza delle sante vergini,
Nelle imprese degli uomini giusti.

Io sorgo oggi
Grazie alla forza del cielo:
Luce del sole,
Fulgore della luna,
Splendore del fuoco,
Velocità del lampo,
Rapidità del vento,
Profondità del mare,
Stabilità della terra,
Saldezza della roccia.

Io sorgo oggiSAINT MICHAEL 2
Grazie alla forza del Signore che mi guida:
Il potere di Dio per sollevarmi,
La saggezza di Dio per guidarmi,
L’occhio di Dio per guardare davanti a me,
L’orecchio di Dio per udirmi,
La parola di Dio a parlare per me,
La mano di Dio a difendermi,
la via di Dio che si apre davanti a me,
Lo scudo di Dio che mi protegge,
L’esercito di Dio che mi salva
dai tranelli dei diavoli,
Dalle tentazioni del vizio,
Da chiunque mi voglia del male,
vicino e lontano,
Solo e nella moltitudine.

Io invoco oggi tutte queste forze tra me e questi mali
Contro ogni crudele e impietoso potere che si opponga al mio corpo e alla mia anima
Contro le stregonerie di falsi profeti,
Contro le leggi nere del paganesimo,
Contro le leggi false degli eretici,
Contro la pratica dell’idolatria,
Contro i sortilegi di streghe e druidi e maghi,
Contro ogni conoscenza che corrompe il corpo e l’anima dell’uomo.

Cristo fammi da scudo oggisacred2bheart2bof2bjesus2b252892529
Contro il veleno, contro il fuoco,
Contro l’annegamento, contro ogni ferita,
Così che io possa avere un’abbondanza di ricompense,
Cristo con me, Cristo davanti a me, Cristo dietro di me,
Cristo in me, Cristo sotto di me, Cristo sopra di me,
Cristo alla mia destra, Cristo alla mia sinistra,
Cristo quando mi corico, Cristo quando mi siedo,
Cristo quando mi alzo,
Cristo nel cuore di ogni uomo che mi pensa,
Cristo sulle labbra di tutti coloro che parlano di me,
Cristo in ogni occhio che mi guarda,
Cristo in ogni orecchio che mi ascolta.

Io sorgo oggi
Grazie a una forza possente, l’invocazione della Trinità,
Alla fede nell’Essere Uno e Trino,
Alla confessione dell’unità
Del Creatore del Creato.st-2bpatrick

Nepal: otto parlamentari comunisti arrestati per traffico di esseri umani

In Nepal, ogni anno, spariscono nel nulla migliaia di donne e bambini. Molti sono destinati al commercio illegale degli organi, altre/i vengono sfruttate e fatte prostituire. Questo è l’ultimo caso di una escalation di orrori, in cui appare evidente che la tratta parte proprio dalle èlite politiche e da sètte esoteriche e guru. I parlamentari comunisti avrebbero dato alle vittime le identità dei propri assistenti per farle viaggiare in Spagna. L’indagine è partita grazie all’ambasciata spagnola a Delhi, che ha riscontrato incongruenze nei documenti. Il Nepal sempre più centro internazionale di traffico umano e di droga.

Kathmandu (AsiaNews) 7.07.2016– Otto parlamentari nepalesi sono finiti agli arresti con l’accusa di traffico di esseri umani. I politici, tutti membri del partito maoista locale, avrebbero creato falsi documenti per otto persone, fatte passare come i propri assistenti e trasferite in modo illegale in Spagna.

Secondo il ministro degli Esteri, i parlamentari avrebbero compilato false richieste per passaporti diplomatici per i propri portaborse. L’ambasciata spagnola a Delhi (India) ha però condotto dei controlli in cui sono risultate delle irregolarità. Jagat Man Shrestha, dell’intelligence nepalese, ha affermato che “i documenti non combaciavano, e ora le indagini andranno avanti”.

Rupa Maharjan, una delle parlamentari arrestate, ha ammesso la propria colpa: “Il mio assistente è una persona diversa ma i suoi documenti sono stati registrati con una seconda identità per mandare un’altra persona in Spagna”. Altri politici hanno invece negato ogni responsabilità, dicendo di non sapere perché i nomi delle vittime del traffico fossero collegate a loro.

Una delle persone condotte in Spagna ha dichiarato che “i parlamentari comunisti ora hanno iniziato a trafficare cittadini innocenti. Questa è una notizia triste per i poveri nepalesi”. Pankaj Gurung ammette di essere stato vittima di un raggiro: “Non so come sia successo, ma io ho versato una quota per essere mandato all’estero a cercare lavoro”.

È il secondo scandalo che colpisce il Nepal in pochi giorni e ne mette in luce il business illegale della tratta di esseri umani. Il 26 giugno 2016 Punya Prasad Dangal, insegnante e indovino indù 75enne, è stato fermato con l’accusa di aver raggirato un gran numero di giovani che andavano da lui per chiedere consigli sul futuro. Il santone li convinceva a partire per l’estero (soprattutto verso Giappone, Stati Uniti e Canada) intascando una parcella e inserendoli nei gruppi delle vittime del terremoto.

Sitamaya Tamang, una ragazza, afferma che il santone Punya Prasad Dangal “aveva buoni contatti con Paesi arabi dove mandava persone anche per venderle ai miliziani islamisti. Molti ragazzi innocenti sono usati come scudi umani e molte ragazze come schiave del sesso”.

L’anno scorso, proprio a seguito della tragedia che ha colpito il Paese ad aprile, in Nepal sono scomparsi migliaia di bambini, che si sospetta siano caduti nelle mani dei trafficanti di esseri umani.

La conversione di Dawn Eden, dalla vita “sex&rock” alla fede cattolica: «La castità è la vera ribellione»

Dawn Eden è una giovane giornalista di musica rock nella giungla dei single di New York City, di cui conosce bene gli ambienti e i retroscena del mondo dello star system.
Racconta la sua conversione al Cattolicesimo in un suo libro autobiograficohttps://www.avemariapress.com/product/1-59471-558-0/The-Thrill-of-the-Chaste-Catholic-Edition/ IL BRIVIDO DELLA CASTITA’: in un mondo superficiale ossessionato dal sesso, riscoprire la castità come valore dà veramente il ‘brivido della trasgressione’ e fa assaporare la gioia del vero amore per se stessi e per gli altri, un messaggio positivo ed edificante per una vera guarigione spirituale.

sunday2bworld2b-2bdawn2beden2barticle-1Questo libro, nella nuova attuale edizione, spiega anche la conversione di Dawn Eden alla fede cattolica ed è diventato un best seller. Eden è stata ospite del Today Show e ha parlato sulla castità, come il potere di guarigione dei Sacramenti l’hanno portata a trovare la sua vera identità in Cristo, sui benefici effetti della purezza nella guarigione spirituale ed ha testimoniato la sua conversione in più di 150 sedi in tutto il mondo. Lei è visibile sul suo blog, The Dawn Patrol , dawneden.com.

La madre di Dawn Eden era un’ebrea progressista, che seguiva la New Age: Dawn, nata nel 1968, figlia della rivoluzione sessuale, crebbe in questa confusione…«Quando avevo cinque anni i miei genitori divorziarono. E nella sinagoga che frequentavo, dove venivo educata secondo la tradizione riformata e liberale, subii il primo abuso. Il secondo avvenne in casa di mia madre, che pur sapendo quanto mi accadeva lasciò correre», racconta a tempi.it. Eden perdonerà poi sua madre, che intanto si era pentita, dawnnov1990«ma a causa del divorzio e degli abusi cominciai a perdere la fede in Dio. All’inizio continuavo a credere alla sua esistenza, ma non pensavo che potesse amare me. Mi sentivo orribile e sbagliata, colpevolizzandomi per quanto avevo subito, come fanno i bambini portati naturalmente a fidarsi ciecamente degli adulti». Dawn diventò agnostica, si creò un’immagine falsa di sè, aggressiva e provocante, in continua ricerca di storie d’amore, deludenti perchè basate solo su attrazione fisica e disperata sete di conferme:

«il mio comportamento autodistruttivo non fece che rinforzarsi, mentre il materialismo e il consumismo diventavano la ‘prassi rituale’ con cui trattare me e gli altri come oggetti». Dai primi anni Novanta in poi cominciarono anche i pensieri suicidi e «più cercavo conforto nel sesso, più mi disperavo».

Dawn cominciò ad avere attacchi di ansia e depressione e, nella sua ricerca di risposte, si avvicinò al protestantesimo, ma la sua vera guarigione spirituale avvenne grazie all’incontro con la Chiesa cattolica, prima attraverso la lettura di Chesterton e di Santi cattolici, come S.Massimiliano Kolbe, protettore dei giornalisti, poi con l’incontro con veri amici cattolici.

Testimonianza di Dawn Eden rilasciata alla rivista online Catholic Herald –
Il venerabile arcivescovo Fulton Sheen scriveva che esiste uno stato di sazietà disillusa che chiamava “grazia nera”, una specie di assuefazione che può aprire la strada alla “grazia bianca” della conversione. Molti di coloro che hanno creduto all’inganno della rivoluzione sessuale si trovano a fare i conti oggi con l’oscurità della grazia nera. E se la verità della castità viene loro presentata, possono fare esperienza di una trasformazione in Cristo. Lo so perché è quello che è successo a me.

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DAWN EDEN CON IL CANTANTE DEI BEACH BOYS

Negli anni novanta, giovane ebrea e giornalista di musica rock a New York, ho speso i miei giorni intervistando band per la rivista Mojo e le mie notti frequentando locali notturni in tenute studiate apposta per offrire a chi mi guardava un brivido sulla pelle.
Oggi sto portando a termine un dottorato in teologia e sono autrice del libro “Il brivido della castità”. 

Cosa è successo? La mia conversione è iniziata nel 1995, a 27 anni, quando conobbi Ben Eshbach, leader di un gruppo rock di Los Angeles chiamato “Sugar Plastic”, e in una conversazione telefonica mi parlò di un libro che stava leggendo : L’uomo che fu Giovedì di G.K. Chesterton. Ne comprai subito una copia pensando che mi avrebbe aiutato a fare impressione sull’artista per l’intervista che dovevo fargli, quando sarebbe passato da New York. Una frase nel primo capitolo mi colpì: «La cosa più poetica al mondo è non stare male». In quel periodo, stavo vivendo il momento della mia ‘grazia nera’. Quando lessi quelle parole ero infatti intrappolata in un circolo vizioso. Sola, perché non ero amata, mi offrivo ad “amanti” che non mi amavano.
chestertonChesterton mi costrinse a riconoscere quello che cercavo di reprimere da troppo tempo: quanto profondamente desiderassi guarire, rimettere in ordine la mia vita, conoscere la poesia del non stare male.

Con il passare del tempo (e con la lettura dei libri di Chesterton) ho iniziato a fare esperienza della “grazia bianca” della conversione.
Ma, riluttante a pormi sotto l’autorità di una confessione particolare, ho provato a percorrere il cammino cristiano per conto mio. Ho presto scoperto che cambiare ciò in cui credevo non era abbastanza per cambiare anche le mie abitudini.

Era chiaro che tutti i piaceri che mi ero concessa non mi avevano portato più vicino all’amore che cercavo. Ed era altrettanto chiaro che l’unico modo in cui potevo ricevere un tale amore era quello di imparare a donarlo. Ma dove e come imparare?

Un amico cattolico che vide come stavo lottando mi diede un libro che riprendeva brani del Catechismo della Chiesa cattolica.
Lì trovai la mia risposta: formare la virtù della castità mi avrebbe mostrato come amare gli altri nel modo in cui Dio ama me (Catechismo 2347: «La virtù della castità si dispiega nell’amicizia. Indica al discepolo come seguire ed imitare Colui che ci ha scelti come suoi amici, si è totalmente donato a noi e ci ha reso partecipi della Sua condizione divina»).

La castità non era un mettere alla porta l’amore umano, piuttosto un lasciare entrare l’amore divino. Significava lasciare che Dio riplasmasse i miei desideri per orientarli secondo la Sua volontà, per la mia felicità.

chaste-Thrill-edenNella nuova edizione del mio libro The thrill of the chaste,(Il brivido della castità), mi focalizzo sul “sì” degli insegnamenti della Chiesa, perché non si possono capire i vari “no” se non si capisce prima l’onnicomprensivo “sì”. Per esempio, uno non può capire perché la Chiesa insegna il “no” alla contraccezione e al matrimonio tra persone dello stesso sesso se prima non capisce che l’amore coniugale è per definizione libero, totale, fedele e fecondo (vedi Humanae Vitae 9).

Oggi la castità non è certamente una cosa “in”. Ma in una società che ha cessato di essere cristiana, questo è anche ciò che la rende interessante.
In Occidente il Cristianesimo è stato per lungo tempo la cultura dominante, ora è tornato ad essere la controcultura.
Papa Francesco lo sa. Rivolgendosi ai giovani sul tema della Giornata Mondiale della Gioventù 2015, “Beati i puri di cuore”, li ha spronati a ribellarsi «contro la diffusa tendenza a banalizzare l’amore, soprattutto quando si cerca di ridurlo solamente all’aspetto sessuale», a ribellarsi «contro questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente».

Nell’opera di Wagner, il protagonista Tannhäuser, un trovatore medievale, schiavo volontario della dea Venere, cerca di liberarsi da quella schiavitù perché sente che qualcosa di vitale manca anche nei più avvolgenti piaceri della dea.
Papa Francesco ci incoraggia ad avere fede nel fatto che anche i nostri Tannhäuser di oggi,(uomini e donne dipendenti dalla pornografia, single in cerca di avventure sessuali, sposi che desiderano il piacere escludendo la procreazione), possono raggiungere il punto della “grazia nera” : la presa di coscienza traumatica che l’“amore” svincolato da tutto e che loro pensavano li potesse riempire, arricchire, è invece solamente un impoverimento di ciò che l’amore dovrebbe essere.
Ma essi hanno bisogno del nostro aiuto. Possiamo iniziare a creare una controcultura casta smettendo di trattare i nostri “duri insegnamenti” come se fossero medicine amare solo accidentalmente collegate al godimento celeste, al banchetto del paradiso.

La castità non è una nota a piè di pagina della Buona Novella. È la Buona Notizia che mostra come le braccia di Venere non sono nulla paragonate al Sacro Cuore di Gesù, che ha guarito tutti i miei traumi e le ferite del mio cuore.

116a-dawn-eden1La gioia che Dawn Eden vive oggi «non pensavo esistesse su questa terra. Appena mi battezzai quindi pubblicai un libro sulla castità». Sapendo che per il mondo «a cui appartenevo la castità è una privazione dall’amore, volevo mostrare il fraintendimento: la castità è un sì detto all’amore di Dio che ti rende capace di amare in un modo più profondo tutti gli uomini, rendendoti più sposa, più madre, più sorella, più amica». Per lei, oggi consacrata, «non si tratta però di uno status che riguarda solo me. Anche chi è sposato deve vivere così, amando davvero. Perché l’amore, per essere tale, deve essere esclusivo e aperto alla vita che Dio vuole donare a te e all’altro coniuge. Al di fuori di questa apertura i rapporti sono strumentali». Concetti duri da digerire nel suo «vecchio mondo», ma «tutti sanno che un amore senza condizioni è il massimo». Per amare così però bisogna imparare «da Dio: per questo anche io ora attingo da Lui, come fa Chesterton, nell’Eucarestia e nella preghiera che alimentano l’amore ricevuto nella comunità cristiana».
Fonte : http://www.catholicherald.co.uk/issues/march-13th-2015/nowadays-chastity-is-the-ultimate-rebellion/

S.Maria Goretti,“la piccola e dolce martire della purezza”

PREGHIERE A SANTA MARIA GORETTI
“O Santa Maria Goretti, che confortata dalla divina grazia, a soli 12 anni, non dubitasti di versare il sangue e di sacrificare la stessa vita, in difesa della Tua purezza verginale, deh! volgi lo sguardo sulla misera umanità tanto deviata dal sentiero dell’eterna salute.
Insegna a tutti, ma specialmente alla gioventù, con quanto coraggio e con quale prontezza si debba tutto posporre all’amore di Gesù, anziché offenderLo e macchiare l’anima propria col peccato.
Ottienici, poi, dal Signore vittoria nelle tentazioni, conforto nei dolori della presente vita e la grazia che qui prostrati Ti domandiamo (…si chieda la grazia) e fà che un giorno possiamo godere vicino a Te le glorie imperiture del Cielo. Amen.S. MARIA GORETTI BAMBINA DI DIO

Bambina di Dio, tu che hai conosciuto presto la durezza e la fatica, il dolore e le brevi gioie della vita.
Tu che sei stata povera ed orfana, tu che hai amato il prossimo instancabilmente facendoti serva umile e premurosa.
Tu che sei stata buona senza inorgoglirti,
che hai amato l’Amore sopra ogni altra cosa.
Tu che hai versato il tuo sangue per non tradire il Signore,
tu che hai perdonato il tuo assassino desiderando per lui il paradiso:  intercedi e prega per noi presso il Padre affinché diciamo sì al disegno di Dio su di noi.
Tu che sei amica di Dio e lo vedi faccia a faccia, ottienici da Lui la grazia che ti domandiamo…

Ti ringraziamo, Marietta, dell’amore per Dio e i fratelli che già hai seminato nel nostro cuore.
Amen (S. Giovanni Paolo II) 

SAN GIOVANNI PAOLO II, in occasione del centenario del martirio di S.Maria Goretti, il 6 luglio 2002, ci ha raccontato con parole meravigliose LA STORIA DI QUESTA SANTA,“la piccola e dolce martire della purezza”, additandola come fulgido esempio per i giovani, sottolineando IL VALORE SACRO DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA, primo e fondamentale luogo di santificazione. 

1. Il 6 luglio 1902, nell’ospedale di Nettuno moriva Maria Goretti, barbaramente pugnalata il giorno prima nel piccolo borgo di Le Ferriere, nell’Agro pontino. Per la sua vicenda spirituale, per la forza della sua fede, per la capacità di perdonare il suo aguzzino, essa si pone tra le sante più amate del secolo ventesimo. Opportunamente, pertanto, la Congregazione della Passione di Gesù Cristo, a cui è affidata la cura del Santuario nel quale riposano le spoglie della Santa, ha voluto celebrare con particolare solennità la ricorrenza.

Santa Maria Goretti fu una ragazza alla quale lo Spirito di Dio donò il coraggio di restare fedele alla vocazione cristiana sino al supremo sacrificio della vita. La giovane età, la mancanza di istruzione scolastica e la povertà dell’ambiente in cui viveva non impedirono alla grazia di manifestare in lei i suoi prodigi. Anzi, proprio in tali condizioni apparve in modo eloquente la predilezione di Dio per le persone umili. Tornano alla mente le parole con le quali Gesù benedice il Padre celeste per essersi svelato ai piccoli e ai semplici, piuttosto che ai sapienti e ai dotti del mondo (cfr Mt 11, 25).

È stato giustamente osservato che il martirio di santa Maria Goretti aprì quello che sarebbe stato chiamato il secolo dei martiri. E proprio in tale prospettiva, al termine del Grande Giubileo dell’Anno 2000 ho sottolineato come “la viva coscienza penitenziale non ci ha impedito di rendere gloria al Signore per quanto ha operato in tutti i secoli, e in particolare nel secolo che ci siamo lasciati alle spalle, assicurando alla Chiesa una grande schiera di santi e di martiri” (Novo millennio ineunte, 7).

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UNICA FOTO ORIGINALE DI S.MARIA GORETTI, RISALENTE AL 1902, POCHI MESI PRIMA DELLA SUA MORTE

2. Maria Goretti, nata a Corinaldo, nelle Marche, il 16 ottobre 1890, dovette ben presto intraprendere, con la sua famiglia, la via dell’emigrazione, giungendo, dopo varie tappe, a Le Ferriere di Conca nell’Agro pontino. Nonostante i disagi della povertà, che non le permisero neppure di andare a scuola, la piccola Maria viveva in un ambiente familiare sereno e unito, animato da fede cristiana, dove i figli si sentivano accolti come un dono e venivano educati dai genitori al rispetto per sé e per gli altri, oltre che al senso del dovere compiuto per amore di Dio. Ciò consentì alla bambina di crescere serena alimentando in sé una fede semplice, ma profonda. La Chiesa ha sempre riconosciuto alla famiglia il ruolo di primo e fondamentale luogo di santificazione per quanti ne fanno parte, a cominciare dai figli.

In tale contesto familiare Maria assimilò una salda fiducia nel provvido amore di Dio, fiducia manifestatasi particolarmente nel momento della morte del padre, colpito dalla malaria. “Mamma, fatti coraggio, Dio ci aiuterà”, ebbe a dire la piccola in quei momenti difficili, reagendo con forza al grave vuoto prodotto in lei dalla morte del papà.

3. Nell’omelia per la canonizzazione, il Papa Pio XII di v.m. indicò Maria Goretti come “la piccola e dolce martire della purezza” (cfrDiscorsi e Radiomessaggi, XII [1950-1951], 121), perché, nonostante la minaccia di morte, non venne meno al comandamento di Dio.

SAN GIOV II OCCORRE RITORNARE A CRISTOQuale fulgido esempio per la gioventù! La mentalità disimpegnata, che pervade non poca parte della società e della cultura del nostro tempo, fatica talora a comprendere la bellezza e il valore della castità. Dal comportamento di questa giovane Santa emerge una percezione alta e nobile della propria e dell’altrui dignità, che si riverberava nelle scelte quotidiane conferendo loro pienezza di senso umano. Non v’è forse in ciò una lezione di grande attualità? Di fronte a una cultura che sopravvaluta la fisicità nei rapporti tra uomo e donna, la Chiesa continua a difendere e a promuovere il valore della sessualità come fattore che investe ogni aspetto della persona e che deve quindi essere vissuto in un atteggiamento interiore di libertà e di reciproco rispetto, alla luce dell’originario disegno di Dio. In tale prospettiva, la persona si scopre destinataria di un dono e chiamata a farsi, a sua volta, dono per l’altro.

Nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte osservavo che “nella visione cristiana del matrimonio, la relazione fra un uomo e una donna, – relazione reciproca e totale, unica e indissolubile – risponde al disegno originario di Dio, offuscato nella storia dalla ‘durezza del cuore’, ma che Cristo è venuto a restaurare nel suo splendore originario, svelando ciò che Dio ha voluto fin ‘dal principio’ (Mt 19, 8). Nel matrimonio, elevato alla dignità di Sacramento, è espresso poi il ‘grande mistero’ dell’amore sponsale di Cristo per la sua Chiesa (cfr Ef5, 32)” (n. 47).

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CASA DELLA SANTA A CORINALDO

È innegabile che molte sono le minacce odierne all’unità e alla stabilità della famiglia. Fortunatamente, però, accanto ad esse si riscontra una rinnovata coscienza dei diritti dei figli ad essere allevati nell’amore, custoditi da ogni genere di pericoli e formati in modo da poter affrontare a loro volta la vita con fiducia e fortezza.

4. Meritevole di particolare attenzione, nella testimonianza eroica della Santa di Le Ferriere, è poi il perdono offerto all’uccisore e il desiderio di poterlo ritrovare, un giorno, in paradiso. Si tratta di un messaggio spirituale e sociale di straordinario rilievo per questo nostro tempo.

 Il perdono, nel pensiero della Chiesa, non significa relativismo morale o permissivismo. Al contrario, esso richiede il pieno riconoscimento della propria colpa e l’assunzione delle proprie responsabilità, come condizione per ritrovare vera pace e riprendere fiduciosamente il proprio cammino sulla strada della perfezione evangelica.

Possa l’umanità introdursi con decisione nella via della misericordia e del perdono! L’uccisore di Maria Goretti riconobbe la colpa commessa, domandò perdono a Dio e alla famiglia della Martire, espiò con convinzione il proprio crimine e per tutta la vita si mantenne in queste disposizioni di spirito. La mamma della Santa, per parte sua, gli offrì senza reticenze il perdono della famiglia nell’aula del tribunale dove si tenne il processo. Non sappiamo se sia stata la mamma a insegnare il perdono alla figlia o il perdono offerto dalla Martire sul letto di morte a determinare il comportamento della mamma. È tuttavia certo che lo spirito del perdono animava i rapporti all’interno dell’intera famiglia Goretti, e per questo con tanta spontaneità poté esprimersi sia nella Martire che nella mamma.

5. Quanti conoscevano la piccola Maria, nel giorno del suo funerale ebbero a dire: “È morta una santa!”. Il suo culto è andato diffondendosi in ogni Continente, suscitando ovunque ammirazione e sete di Dio. In Maria Goretti risplende la radicalità delle scelte evangeliche, non impedita, anzi avvalorata dagli inevitabili sacrifici richiesti dalla fedele appartenenza a Cristo.

Addito l’esempio di questa Santa specialmente ai giovani, che sono la speranza della Chiesa e dell’umanità. In prossimità, ormai, della XVII Giornata Mondiale della Gioventù, desidero ricordare loro quanto scrivevo nel Messaggio ad essi indirizzato in preparazione di questo tanto atteso evento ecclesiale: “Nel cuore della notte ci si può sentire intimoriti e insicuri; si attende allora con impazienza l’arrivo dell’aurora. Cari giovani, tocca a voi essere le sentinelle del mattino (cfr Is 21, 11-12), che annunciano l’avvento del sole, che è Cristo risorto!” (n. 3).

Camminare sulle orme del divino Maestro comporta sempre una decisa presa di posizione per Lui. Occorre impegnarsi a seguirlo dovunque Egli vada (cfr Ap 14, 4). In questo cammino, tuttavia, i giovani sanno di non essere soli. Santa Maria Goretti e i tanti adolescenti, che nel corso dei secoli hanno pagato con il martirio l’adesione al Vangelo, sono accanto ad essi per infondere nei loro animi la forza di restare saldi nella fedeltà. È così che potranno essere le sentinelle di un radioso mattino, illuminato dalla speranza. La Vergine Santissima, Regina dei Martiri, interceda per loro!

SAN GIOVANNI PAOLO II  Vaticano, 6 Luglio 2002

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/2002/july/documents/hf_jp-ii_spe_20020708_santa-maria-goretti.html

GIOVANNI PAOLO II sorella di S.Maria GorettiIl corpo di S.Maria Goretti riposa nel santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno, custodito dai padri Passionisti. 

http://www.santuarionettuno.it/news/35-scrivi-una-preghiera-a-santa-maria-gorettiimg-02

I jihadisti di Dhaka,”figli di papà” educati in college internazionali. Il terrorismo islamico è l’altra faccia di un occidente senza Dio

Gli autori della strage di Dhaka erano 22enni acculturati rampolli di “buona famiglia”e manipolati in internet dai reclutatori di ISIS, con gli stessi sistemi di lavaggio del cervello usati dalle sètte. Dopo anni di agi, divertimenti, selfies, amori – come dimostrano i loro profili su Facebook e Twitter – sono fuggiti dalle famiglie e scomparsi. Fagocitati da Isis, come moltissimi altri giovani come loro. La conoscenza della lingua inglese e la familiarità con le culture non islamiche attraverso i viaggi all’estero non li hanno immunizzati dal contagio con l’ideologia settaria di Isis che prevede sacrifici umani nella forma dell’omicidio rituale con sgozzamento e immolazione di sè stessi fino al suicidio…Questo orrore si sta diffondendo, perchè la società occidentale secolarizzata e senza Dio ha trasmesso solo nichilismo e disvalori.

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ITALIANI VITTIME DELLA STRAGE DI DHAKA

In Bangladesh e in Italia c’è ancora sgomento e incredulità per la strage compiuta a Dhaka il primo luglio 2016 all’Holey Artisan Café, nel quartiere esclusivo di Gulshan, dove sono stati uccisi (e prima ancora torturati) nove italiani (10 se si pensa che la signora Simona Monti era incinta), sette giapponesi, una statunitense, un’indiana e quattro bangladeshi. 

L’incredulità sorge dalla scoperta che i jihadisti erano giovani sui 22 anni di buona famiglia, educati nei college internazionali, che escono fuori dal solito “mito del musulmano oppresso dalla miseria e dalla povertà”, indottrinato dalle madrassah integraliste.

A quanto pare – secondo le indicazioni della polizia di Dhaka – solo uno degli assalitori, Khairul Islam, risponde a questo identikit. Gli altri – Rohan Imtiaz, figlio di un politico dell’Awami League, il partito (laico) al potere; Nibras Islam e Andaleeb Ahmed, con studi in un’università australiana a Kuala Lumpur; Meer Saameh Mubasheer e Raiyan Minhaj, studenti nelle migliori scuole della capitale – fanno parte del gruppo di “giovani fuori controllo”, come sono stati definiti dai poliziotti prima del blitz. I cinque terroristi (sette in tutto, compreso un terrorista attualmente ricoverato in ospedale e un altro non ancora identificato) che hanno assaltato il bar al grido di “Allah è grande” nel quartiere di Gulshan, nel cuore di Dhaka, la capitale del Bangladesh, sono stati identificati dalle foto diffuse dall’agenzia dello Stato islamico e poi riconosciuti dal gruppo di intelligence Site (che monitora le attività terroristiche in rete).

L’estremismo islamico si sta diffondendo anche nelle comunità e nei paesi dove per tradizione l’islam dovrebbe essere più tollerante, come in Bangladesh. Per l’ennesima volta, c’è lo zampino dei petrodollari del Golfo. Kushi Kabir, la più nota attivista dei diritti umani del paese, spiega questo radicamento: «Le cose sono cambiate con la diffusione in Bangladesh del wahhabismo, una forma intollerante dell’islam che viene dall’Arabia Saudita», dichiara al Corriere. «C’è un revival religioso che si vede nelle scuole, nella costruzione di enormi moschee con fondi provenienti dall’estero, nell’aumento del numero di madrasse non consentire, registrate o controllate ma assai ben finanziate»
La premier del Bangladesh Sheikh Hasina, denunciando il massacro – compiuto in uno dei maggiori giorni di festa del Ramadan, l’ultimo venerdì del mese di digiuno – ha subito detto: “Questo non è islam”. E lo ha fatto perché all’opposizione ha un partito che si ispira proprio all’islam integralista: criticare quel tipo di islam rischia di produrre più adesioni ai suoi nemici politici….Infatti il padre di uno dei terroristi identificati è stato il capo cittadino dell’Awami League, attuale partito di governo, ed è vicesegretario generale della Bangladesh Olympic Association… 

Eppure questi giovani “fuori controllo”, prima di uccidere, hanno chiesto di recitare versetti del Corano, proprio nello stile di Daesh (lo Stato islamico). Dire “questo non è islam” non basta. 

E’ tempo che nel mondo islamico  si condannino e denuncino quegli imam che spingono all’odio  verso le altre religioni, in particolar modo verso il Cristianesimo, verso l’occidente, verso gli “eretici” (musulmani sciiti o ahmadi) e che per “purificare la terra d’islam” sono disposti a distruggere tutti, anche se stessi.

GIOVANI RECLUTATI DA ISIS CON SISTEMI DI MANIPOLAZIONE MENTALE.

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I reclutatori dell’Isis preferiscono avvicinare i nuovi militanti on-line. La scarsa attenzione dei genitori, il nichilismo ed il consumismo dell’occidente, porta i giovani a trascorrere tante ore in casa davanti alla tv o al computer, dove ascoltano i sermoni di predicatori radicali. Secondo gli esperti cristiani e musulmani,  una società sempre più votata al successo economico (che porta madri e padri a trascorrere tanto tempo fuori casa), sono alla base dell’inaspettata deriva estremista di molti giovani – anche ricchi, senza preoccupazioni e disagi – che seguono le sirene di alcuni famosi predicatori del jihad in internet.

Fazlul Bari, noto giornalista musulmano, spiega che i “militanti dello Stato islamico prediligono il reclutamento su internet, perchè online trovano giovani ben istruiti che comprendono le loro motivazioni”. Il riferimento è a tre famosi predicatori islamici divenuti vere e proprie star nel Paese: Anjem Choudary, Shami Witness e Zakir Nayek. Gli investigatori hanno scoperto che almeno due dei cinque attentatori di Dhaka erano loro seguaci e condividevano su Facebook e altri social media i sermoni dei tre cosiddetti “reclutatori dell’Isis”.   “I genitori mandano i figli a scuola nelle moschee. Qui molti imam insegnano ad odiare le persone di fede diversa e i musulmani non fondamentalisti. Essi promettono molte mogli in Paradiso, se i ragazzi abbracciano il terrorismo”.

Su Facebook è stato trovato un “esame di coscienza” di un musulmano che accusa di “ipocrisia” la posizione di tanti correligionari che appoggiano la sharia e nello stesso tempo dicono che “Daesh non ci rappresenta”. “O noi raggiungiamo e facciamo alleanza con Daesh, e cessiamo la commedia, oppure spolveriamo l’islam di tutte le vecchiezze, cioè la sharia e la giurisprudenza inventata dagli ulema (i dottori coranici)”. E un altro commento afferma: “Gli imam, la cui gran parte non ha alcuna cultura generale, non hanno mai avuto la cura di insegnare la tolleranza ai fedeli”. E citando poi “i teorici dell’islamismo”, che usano libri e canali televisivi, li accusa di “insegnare l’odio, il disprezzo e il rifiuto dell’altro”. Speriamo davvero che questa lucidità si diffonda fra i musulmani e che anche i nostri governi siano guardinghi nel loro liberalismo che lascia predicare chiunque e permette che Paesi fondamentalisti finanzino questo tipo di imam, condannato sopra.

L’ISLAM FONDAMENTALISTA E’ L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA DI UN OCCIDENTE senza Dio, che irride la religione.

Il cercare di venire a capo del binomio islam-violenza riporta alla mente la magistrale pope-benedictlezione di papa Benedetto XVI a Regensburg, quando suggeriva al mondo musulmano che la violenza non è degna di Dio, che è ragione. In questi giorni molti commentatori ufficiali e non ufficiali hanno citato quel discorso anche se forse capito solo a metà. Molti infatti citano il papa emerito Ratzinger solo per quella pagina in cui si fa riferimento all’islam (con la dotta citazione di Manuele II il Paleologo), ma si dimenticano delle altre (almeno 12) dedicate all’occidente e al suo disprezzo per la religione come “irrazionale”.

In effetti, se c’è bisogno di un esame di coscienza nel mondo islamico, vi è anche necessità di un simile esame di coscienza nel mondo occidentale.

Che giovani bangladeshi ben educati e esposti alla modernità globalizzata decidano di sacrificarsi per l’islam mette infatti in crisi il nostro modello che vede nelle capacità, nel successo, nel benessere il suo ideale, senza alcun riferimento a Dio. I giovani “fuori controllo” di Dhaka sono molto simili a quei giovani che hanno colpito a Parigi, Bruxelles, Londra, …. E sono simili a quei ragazzi occidentali che dopo un’adolescenza nella bambagia, decidono di andare a combattere in Siria o in Iraq a fianco di Daesh.

Una francese musulmana, studiosa di questo fenomeno, Dunia Bouzard, raccontando il sottofondo familiare dei giovani fuggitivi, mostra con chiarezza, forse anche senza volerlo, come queste famiglie fossero secolarizzate, senza alcun riferimento religioso esplicito e convincente. Così, quando la domanda di senso nella loro vita diventa urgente, essi cadono preda del primo predicatore on-line, non avendo alcun criterio per distinguere il vero e il falso dal discorso religioso, non avendo mai avuto l’occasione di incontrare testimoni di fede.

Non stiamo parlando delle povere vittime di Dhaka. Anzi, alcuni di loro anche musulmani erano noti per la loro fede e per la loro carità. Parliamo di un occidente nella società e negli Stati che disprezza la religione, che la reputa “irrazionale” e per questo non degna dell’uomo, da emarginare, privatizzare e magari soffocare perché non faccia danni alla società che funzionerebbe tanto meglio senza di essa.

Secondo alcuni studiosi, l’Islam fondamentalista e violento è l’altra faccia della medaglia di un occidente senza Dio, che irride la religione.

Se vogliamo rileggere in modo completo il discorso di Regensburg, è importante che i musulmani si separino dalla violenza, ma anche che l’occidente ritorni a un’idea di ragione che abbracci anche la dimensione religiosa. Senza di ciò – come ha avvertito Benedetto XVI – anche l’occidente (proprio come l’islam fondamentalista) provocherà la violenza, che ci sembrerà sempre più irrazionale. E invece non lo è.

Fonti: articoli di  Asianews

Quei film “horror” tratti da storie vere di liberazione, grazie alla preghiera di fedeli cattolici e all’intervento di sacerdoti esorcisti

Desta una certa sorpresa andare a vedere un film “dell’orrore” e scoprire che si tratta di una storia cattolica e vera.  Uno di questi è The Conjuring 2, uscito nelle sale da giugno 2016. Il protagonista, un fedele cattolico alle prese con una casa infestata, tira fuori un crocifisso e comincia a declamare: «Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio…». Anche se sia l’attore americano sia il doppiatore in italiano sbagliano la pronuncia del termine “proelio” (che si legge “prelio”), SI TRATTA  DELLA VERA PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO DI LEONE XIII, in latino.  Premettiamo che i film horror sono da evitare, perchè glorificano il male, la violenza e il terrore, ma i due film The Conjuring non sono i soliti horror, perchè mettono in risalto la vittoria di Cristo sul maligno e si basano sulla dottrina cattolica, non contengono inutili scene di nudo o scene eccessivamente sanguinarie, né fanno fare, come al solito, ai sacerdoti cattolici la parte dei cattivi o dei cretini. I due film fanno paura, sì, ma soprattutto perché i diavoli di cui parlano sono veri, e vero è l’unico modo per liberarsene: cioè attraverso una vita veramente vissuta in Cristo, con i Sacramenti e le preghiere cattoliche ed i sacerdoti esorcisti cattolici. 

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PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO DI PAPA LEONE XIII

Il titolo The Conjuring significa  “evocazione” ed è riferito alla presenza di demoni che sono stati evocati o attraverso spiritismo o attraverso pratiche magiche di ogni tipo. Il primo film, The Conjuring 1, tratta  di un caso di infestazione e possessione diabolica, veramente accaduto nel 1971 a Rhode Island: la Chiesa cattolica intervenne con una serie di esorcismi, autorizzati dal Vaticano, sia sulla casa sia sulla famiglia che vi abitava, la famiglia Perron, i coniugi e cinque figli; la casa era infestata da demoni, a causa di riti satanici praticati da una strega vissuta e morta in quella casa. Tutti coloro che successivamente avevano vissuto lì, erano deceduti a causa di morte violenta o per suicidio. Ovviamente, i tragici fatti legati a quella casa ed a coloro che ci avevano abitato, vennero messi a tacere e la famiglia Perron, ignara di tutto, acquistò la casa, ritrovandosi poi a subìre ossessioni e disturbi notturni inspiegabili di ogni genere. Cure mediche, interventi della Polizia non servirono a nulla. La famiglia Perron, non credente, disperata, decise come ultima spiaggia di chiedere aiuto al noto demonologo cattolico Ed Warren, che ad un certo punto del film, si rivolge ai genitori con un importante consiglio: “Frequentate la Chiesa cattolica ed i Sacramenti? Avete fatto battezzare i vostri figli?  Se non lo avete ancora fatto, dovreste farlo al più presto. Voi ed i vostri figli siete in pericolo”.

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Anche la storia del film Conjuring 2 è veramente accaduta e si svolge nel 1977, nel borgo londinese di Enfield. E’ la storia vera di una bambina che, incoscientemente, gioca con una tavoletta Ouija, per evocare gli spiriti, (strumento pericolosissimo, come tutto lo spiritismo, totalmente contrario alla fede in Cristo), oggetto ormai venduto come giocattolo e che è la causa scatenante della possessione diabolica nel classico film L’esorcista, anche questo tratto da una storia vera, documentata dalla Chiesa cattolica americana, ma che nel film per ragioni “spettacolari” è stata molto travisata: nella realtà il sacerdote esorcista non muore e la persona posseduta era un ragazzo che è stato liberato e vive felicemente ancora oggi! 

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ED E LORRAINE WARREN, NELLA LORO CASA MUSEO

Di vero, nei due film Conjuring, ci sono i casi descritti e la coppia di coniugi che li affronta, in realtà due devoti cattolici, i coniugi Ed e Lorraine Warren, a lungo consulenti della Chiesa cattolica statunitense. Purtroppo, come spesso avviene anche nei film, i due vengono spacciati per “medium” o per “scacciafantasmi”, ma non era affatto così. Erano due fedeli cattolici autentici, persone di preghiera e partecipazione quotidiana alla S. Messa ed ai Sacramenti, in piena conformità con gli insegnamenti della Chiesa cattolica. 

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LORRAINE WARREN CON UN SACERDOTE ESORCISTA

Lei, anziana ma ancora vivente, ha 86 anni, è cattolica molto devota di Padre Pio, portava sempre con sè le reliquie del Santo, Lorraine ha il dono del discernimento degli spiriti. Lui Ed Warren era uno degli otto demonologi riconosciuti dal Vaticano, è deceduto nel 2006. Della loro comprovata (e totalmente gratuita) competenza si giovava la gerarchia ecclesiastica americana: facevano ricerche preventive su casi di sospetta presenza demoniaca. I due coniugi, cioè, dovevano appurare se il caso era realmente serio o si trattava di suggestione, trucchi, coincidenze.

La Chiesa, infatti, sempre guardinga e timorosa delle reazioni della stampa laica, li mandava in avanscoperta. Solo se i due riportavano prove concrete i vescovi mandavano e autorizzavano i sacerdoti esorcisti. Ed e Lorraine si consultavano sempre con sacerdoti esorcisti e chiedevano sempre il loro intervento, dopo aver fatto le loro indagini. I due coniugi tenevano lezioni di teologia e demonologia nelle università americane.

Il cinema si è impadronito di alcuni dei loro casi più eclatanti, rielaborandoli in modo fin troppo terrificante, come quello di Amityville e quello che divenne The Haunting in Connecticut. Ma col regista James Wan nel 2013 i Warren sono diventati un caso anche al botteghino. Lui è interpretato da Patrick Wilson (lanciato sugli schermi col costume di The Owl in Watchmen), lei da Vera Farmiga (The Departed)A quello straordinario campione di incassi fanno seguito, in dollari, i due film Conjuring. Di cui si prevede uno o più seguiti, visto che i casi affrontati dai Warren sono stati parecchi.

 IL PARERE DI SACERDOTI ESORCISTI su questi film:

in particolare riportiamo il parere di PADRE GARY THOMAS, che è il vero protagonista del film IL RITO, tratto dal libro arton16958omonimo del giornalista Matt Baglio. Il film con la partecipazione dell’attore Anthony Hopkins, è interessante, anche se non riporta fedelmente la vera storia di Padre Gary Thomas, come invece è descritta nel libro: Il Rito, storia vera di un esorcista di oggi: “L’importante è che questi film mettano in risalto la vittoria di Cristo sul maligno, non la glorificazione del male…Io accettai di fare da consulente sia al libro sia al film Il Rito, perchè l’intento era di far luce sulla Verità, di accendere i riflettori sulla potenza di Cristo che trionfa sul maligno nel ministero esorcistico: Cristo usa anche i Suoi servi che credono in Lui e con la loro fede in Cristo vincono. Non c’è una battaglia tra Dio ed il diavolo, Cristo lo ha già vinto per sempre. E’ la nostra quotidiana battaglia, che mette alla prova la nostra fede in Cristo, la nostra scelta di fede ogni giorno fino alla fine”.

 Prima che il sacerdote e il giornalista Matt Baglio si incontrassero, era accaduto che il vescovo titolare della diocesi di San Jose presso San Francisco, diretto superiore di padre Gary, in seguito a un invito ufficiale indirizzato ai presuli dalla Santa Sede di munire la rispettiva circoscrizione episcopale di almeno un prete esorcista, aveva comandato a quel suo parroco, che non credeva nella reale esistenza del maligno, di trasferirsi a Roma per un trimestre al fine d’apprendervi la teoria e la pratica dell’esorcismo, frequentando lo specifico Corso teorico di Esorcismo e preghiere di liberazione presso il “Pontificio Ateneo Regina Apostolorum”, coordinato dal GRIS, seguendo l’azione pratica di esorcisti esperti. Padre Thomas aveva così conosciuto a Roma i più competenti e noti di loro e aveva assistito a tanti casi di liberazione di posseduti, esperienze che avrebbe poi riferito anche a Matt Baglio. Nel 2005 Padre Gary è stato nominato esorcista nella diocesi di San Josè in California.

Fr. Gary
PADRE GARY THOMAS ESORCISTA

Padre Gary ha conosciuto di persona Lorraine Warren, che aiutò un sacerdote esorcista a risolvere un caso di possessione molto difficile. “Prima di diventare esorcista, non credevo che esistessero persone con queste capacità particolari, ma sono doni di Dio per il bene di tutti, non per glorificare se stessi, ed ora che ho visto di persona, credo che queste persone con questi doni speciali di Dio esistano veramente”.

Nel suo ministero di esorcista, Padre Gary spesso si fa aiutare da una fedele cattolica che ha il dono del discernimento degli spiriti, e può udire ciò che dicono, come Lorraine Warren; non sono “poteri da medium”, come certi siti sensazionalistici vogliono far credere, ma sono doni dello Spirito Santo che Dio concede come e quando vuole, ma solo a persone di fede autenticamente vissuta, e solo per aiutare l’opera salvifica di Dio gratuitamente, quindi questi doni sono l’opposto di pratiche magiche e spiritismo.

Chissà, forse le vie del Cielo passano anche attraverso certi film (pseudo) horror…

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SANTI ARCANGELI, SAN MICHELE, SAN GABRIELE, SAN RAFFAELE

Lo spettatore non superficiale dovrebbe chiedersi perché di fronte a infestazioni, vessazioni, ossessioni e possessioni demoniache accertate, (i film riportano casi veri e documentati),  il solo a cui si possa efficacemente ricorrere è il sacerdote cattolico. Non Dylan Dog, non i ghostbusters, nè il Cicap né lo psichiatra e nemmeno la Scienza. Le altre religioni non sono neanche prese in considerazione. Certi film come questi, senza volerlo, riportano la dottrina cattolica vera e raccontano storie realmente accadute, su cui bisognerebbe riflettere seriamente, al di là della spettacolarizzazione cinematografica, che spesso enfatizza solo gli “effetti speciali spaventosi”, ma alla fine ciò che è realmente accaduto è stata la possessione diabolica causata da pratiche di spiritismo e magia, poi  la vittoria sul Maligno e il trionfo della liberazione nel Santo Nome di Gesù Cristo, grazie alla fede nella Tradizione della Chiesa cattolica. 

Il primo film The Conjuring 1 si conclude con la frase di Ed Warren, il cui vero testo è questo, riportato dalla moglie Lorraine in un’intervista: “Le forze soprannaturali esistono, il diavolo esiste veramente, non è una favola. E’ tutto vero, come è vero soprattutto che esiste Dio: dobbiamo scegliere da che parte stare. Se stiamo con Dio, non abbiamo nulla da temere”. 

(liberamente estratto da Nuova Bussola Quotidiana, dal blog cattolico Integrated Catholic Life  http://www.integratedcatholiclife.org/2013/07/patti-armstrong-the-conjuring/

da Catholic News & Inspiration: il parere dei sacerdoti esorcisti sui film The Conjuring

http://www.pattimaguirearmstrong.com/2013/08/three-exorcists-weigh-in-should-you.html)

I furti di S.Ostie consacrate non sono “bravate”: ennesimo furto di S.Ostie e della reliquia di Sant’Elena a Messina, atti di odio satanico

L’odio anticristiano dilaga e non proviene solo dai terroristi islamisti, che compiono gli stessi scempi dei satanisti. Dietro gli atti sacrileghi, in un continuo aumento, si celano spesso circoli occultistici e sette sataniche. Molti i giovani irretiti e sfruttati da adulti senza scrupoli nascosti nell’ombra! I furti di Santissime Ostie consacrate dilagano in tutta Italia ed anche i furti di reliquie di Santi. Aumentano i vandalismi nelle chiese e nei cimiteri. Fatti di una GRAVITA’ INAUDITA, ed è ora di smetterla di considerarli solo “bravate di qualche esaltato”, perchè si sa benissimo che dietro c’è una regia diabolica, sia di sette sataniste che commissionano i furti alla manovalanza, sia del business del mercato nero dell’occulto, che rivende le S. Ostie e le reliquie a maghi e satanisti che li usano per i loro riti dissacratori anticristiani e disumani.

La Sicilia è colpita in particolar modo dal dilagare di questi furti blasfemi.

Questo è solo l’ennesimo caso di una escalation di degradazione, un doppio raid vandalico, nella parrocchia di Sant’Elena all’ Annunziata a Messina, avvenuto in due notti: nella notte di sabato 2 luglio 2016 vandali ignoti (per ora, ma è evidente che si tratta di satanisti) sono entrati in sacrestia dal giardino, rompendo una finestra, hanno decapitato e frantumato una statua della S.Vergine Maria, hanno sparso l’acqua benedetta per terra ed hanno trafugato quel poco che c’era nella sacrestia; la notte successiva, domenica 3 luglio, dato che non c’era stato il tempo di cambiare le serrature, i vandali muniti di chiavi (sottratte la notte precedente) sono ritornati indisturbati nella chiesa per “completare il saccheggio” e dar sfogo alla loro furia diabolica: hanno letteralmente staccato il tabernacolo dal muro, rubato una pisside piena di S.Ostie consacrate e la reliquia della Santa Croce di S. Elena.

Hanno lasciato anche un biglietto in un inglese farneticante “Hell to…Andate all’inferno” : una minaccia verso il parroco e verso i fedeli. La Polizia scientifica sta indagando.

Non possiamo che esprimere solidarietà al parroco Padre Pippo ed a quanti si adoperano giornalmente per portare avanti la Parrocchia in tutte le attività anche di vicinanza e sostegno a chi versa nel bisogno materiale e spirituale. Preghiamo perchè il Signore illumini le menti di chi ha commesso una simile azione e di quanti si sono macchiati e continuano a macchiarsi di questi nefandi comportamenti criminali e terroristici

http://www.gazzettadelsud.it/gallery/messina/203358/furto-sacrilego-nella-chiesa-di-sant.html

LA TRAPPOLA DELL’OCCULTO: FURTI DI OSTIE CONSACRATE NON SONO “BRAVATE” 

eucharist-8Sono milioni i cristiani di tutto il mondo che commemorano ogni anno la solennità del Corpus Domini, celebrazione istituita da Urbano IV nel XIII secolo. La presenza reale di Gesù nell’Eucaristia suscita però l’attenzione anche di individui e aggregazioni che operano con l’intento di dissacrare ed oltraggiare la fede cristiana e i suoi valori. È il caso dei furti di reliquie e di ostie consacrate dai tabernacoli dei luoghi di culto, episodi allarmanti ed inquietanti in continuo aumento nel nostro Paese.

Sacerdoti impauriti e sconcertati si recano sempre più frequentemente dalle forze dell’ordine per denunciare l’intrusione nelle proprie chiese di malviventi che nottetempo riescono ad impossessarsi dell’Eucaristia custodita nelle pissidi.
Dinanzi alle preoccupazioni derivanti da tale situazione, nel 2013 l’arcivescovo di Monreale, in Sicilia, ha chiesto a tutti i parroci della sua diocesi di conservare le particole in una cassaforte e non più nel tabernacolo… Sembra un’assurdità, ma il corpo di Cristo è divenuto un oggetto di mercato e può valere fino a diverse centinaia di euro!

Oppure può essere svilito e sbeffeggiato senza riguardo, come avvenuto durante il concertone del primo maggio a Roma quando, davanti a migliaia di spettatori in diretta televisiva, una band musicale si è permessa di equiparare l’Eucaristia ad un profilattico pur di fare audience!

In una realtà sociale dove tutto è opinabile, questi ed altri misfatti sono certamente un segno dei tempi: si attenua nel popolo il senso religioso, diminuisce il sano rispetto per le cose sacre ed aumentano gli atti sacrileghi che purtroppo solo raramente possono essere attribuiti ad un’incosciente bravata giovanile. Molto spesso c’è sotto qualcosa di più grave!

gli-incappucciati-rappresentano-la-settaCircoli occultistici di vario genere e sette sataniche più o meno dichiarate non si tirano indietro nel cercare di appropriarsi del Corpo di Cristo per i loro blasfemi e indicibili riti. Stregoni, cartomanti e operatori dell’occulto pensano di poter rendere più efficace la loro magia se sfruttano i presunti “poteri” del Pane Celeste per creare filtri e pozioni che poi venderanno ad altissimo prezzo.

I satanisti lo utilizzano per evocare il diavolo insultando e calpestando Dio durante le messe nere che sono parodie, al contrario delle celebrazioni cristiane, ma nelle quali si adora il maligno e non il Signore, il tutto associato a bestemmie, orge, gesti di autolesionismo, necrofagia e sacrifici…non necessariamente solo di gatti neri. In tali ambienti l’ostia consacrata, unita alle sostanze stupefacenti, è considerata la “comunione di Satana” ed impiegata all’interno di precisi rituali.

Certe realtà tenebrose e settarie perseguono la dissacrazione del Corpus Domini associandola anche alla violenza fisica e psichica dei seguaci. Il Nemico, con questi macabri cerimoniali, illude gli adepti con false promesse quali il potere, il successo, la ricchezza e la soddisfazione sessuale. Ma in tal modo gli individui vengono indotti a fare e farsi del male entrando in circuiti estremamente pericolosi per la loro salute nel corpo, nella mente e nello spirito.

Il ricordo torna a qualche anno fa, alla triste vicenda della setta satanica “Le bestie di satana”, quando dei ragazzi uccisero e seppellirono in un bosco due loro coetanei in nome del demonio. Furono scoperti soltanto in seguito ad un terzo omicidio, quello della sfortunata fidanzata di uno dei capi; in seguito ad indagini approfondite, si scoprì che il gruppetto aveva indotto al suicidio più di una persona attraverso tecniche di manipolazione mentale e istillando un sentimento di terrore in menti fragili e impressionabili.

Questo episodio non rappresenta solo un caso eccezionale. Numerose compagnie di adolescenti hanno adottato uno stile di vita ispirato alla sovversione, alla brutalità, all’illegalità, tipo il profanare cimiteri o rubare particole dalle chiese per riti esoterici. Ma è inesatto credere che si tratti esclusivamente di una moda giovanile; questi ragazzi vengono irretiti e sfruttati da adulti che rimangono ben nascosti nell’ombra e che li manovrano come burattini commissionando loro reati anche gravi, salvo poi scomparire prontamente quando qualcosa va storto.

Quanti giovani rovinati, drogati, abusati e spesso pure ricattati da occulti leader di sette luciferine! Quante famiglie disperate non riconoscono più, da un momento all’altro, i loro figli! “Teenagers” pieni di vitalità e di amici che poi si trasformano improvvisamente in bestemmiatori incalliti, in vandali sacrileghi, senza considerazione neppure per i genitori e gli insegnanti, pieni di piercing, tagli sulle braccia e simboli anticristiani, come la croce rovesciata, tatuati sulla pelle.
Pazzi? No, non sono impazziti. Purtroppo lungo il loro cammino, si sono imbattuti in loschi figuri che con lusinghe e menzogne, proprio come l’antico tentatore, li hanno instradati sulla tenebrosa via del satanismo “acido”, così denominato per l’abituale uso di pasticche e droghe.

Durante tali messe nere non possono mancare le ostie consacrate; occorre dunque non banalizzare questo genere di reato che, oltre ad essere gravissimo di per sé, si accompagna sovente, come visto, anche ad altre azioni ignominiose e blasfeme. Qualora si abbia notizia di profanazioni, furti in parrocchia o strani riti svolti in chiese sconsacrate…bisogna trovare il coraggio di segnalarli e denunciarli così da combattere e debellare questo terribile fenomeno.

don Aldo Buonaiuto, Comunità Papa Giovanni XXIII, Servizio Antisette

Calabria, tra sette sataniche, riti vudù e le “signore anticristo”

La Calabria e in particolare la provincia di Cosenza sono purtroppo oggetto, ormai da molti decenni, delle vergognose attenzioni di gente senza scrupoli che aderisce a sette sataniche, riti occultisti blasfemi e “propiziatori”. Con l’arrivo dell’estate, il fenomeno sembra diventare ancora più dilagante…

Nel mese di giugno 2016, le cronache hanno riferito di sette sataniche in azione nella zona di Cetraro, fatti inquietanti accaduti la notte precedente la festa cattolica del CORPUS DOMINI. Alcuni ragazzi, durante una serata trascorsa fuori, hanno notato degli uomini incappucciati portare candele di colore blu e rosso, in un vicolo del paese.

Le famiglie di Cetraro sono sempre più spaventate, questi fatti sono accaduti altre volte. L’avvistamento di “incappucciati” nel cuore della notte sulla cima del Monte Serra è un fenomeno che avviene dagli anni 70/80. Numerosi testimoni affermano che un bambino sarebbe stato rapito e poi rilasciato nel giro di poco tempo… Finalmente stavolta i carabinieri di Paola hanno aperto le indagini. Questi fatti non vanno sottovalutati e catalogati solo come “bravate giovanili”, è necessaria la corretta informazione sulle sètte e la prevenzione. A tal fine, erano già stati organizzati nelle scuole di Cetraro alcuni convegni con esperti in materia. 

Della presenza di sette sataniche a Cetraro ha parlato anche il criminologo Sergio Caruso, che afferma che la celebrazione di rituali satanici in genere avviene proprio in concomitanza con festività sacre cattoliche. La contrapposizione al sacro è il punto focale della dottrina satanica. Sulle candele rosse e blu, sull’associazione di questi due colori nel ritualismo occultista, il criminologo ha affermato che il rosso nella magia nera rappresenta lo spargimento di sangue; il blu rappresenta l’invocazione di demoni. 

Prendendo spunto da questa recente notizia, siamo rimasti colpiti da una dichiarazione di Fabio Gallo, l’ex ballerino e coreografo cosentino, che venne coinvolto all’inizio degli anni Novanta in una assurda macchinazione ordita dalla procura di Cosenza dalla quale è uscito completamente pulito ma della quale non si conoscono ancora bene i contorni. Fermo restando che il principale accusatore di Gallo, il procuratore di Cosenza Alfredo Serafini, deceduto, adesso è davanti al Giudice Supremo e dovrà rispondere davanti a Dio per non aver mai fatto il suo dovere di giudice super partes. 

Ma veniamo alla dichiarazione di Fabio Gallo relativa alle sette sataniche e in particolare ai riti “vudu”. 

L’INCREDIBILE VICENDA DI FABIO GALLOaudio-novoodoo 

Care Mariaelena Ciardullo e Monica Nicoletti, nel Dicembre 1993 nella sede della Scuola di Danza che portava il mio nome, ritrovammo una serie di pupazzi vudù posizionati in angoli particolari della sede associativa.

Dopo una serie di indagini, grazie ai richiami di tali “vudu”, furono identificate le due donne che avevano posto in essere la spregiudicata e blasfema operazione in una sede dove, tra l’altro, c’erano tanti bambini.

Si potrebbe immaginare che tale pratica sia da ricondurre a persone di bassissimo livello culturale. Invece, con nostra grande meraviglia e costernazione, nostro malgrado, abbiamo dovuto prendere atto che le due signore, erano laureate e vicine al Tribunale di Cosenza in quanto una delle due (madre e figlia) prestava servizio per il Palazzo di Giustizia nella qualità di perito.

Quando sono stati aperti i pupazzi vudù incredibilmente somiglianti alla mia persona perché scolpiti con la cera, vi erano due grandi spille, una sul cuore e una sul ventre.

Quest’ultima attraversava il nastro sul quale era scritto “amore o morte”.

Preciso che ho studiato Antropologia e sono laureato con 110 e lode.

Ciò, non per attestare vanità, ma per certificare l’accaduto davanti, tra l’altro, a numerose persone che ne furono e ne sono, se pur a distanza di anni, testimoni.

Il processo che mi vide imputato fu costellato da signore viziose che ne combinavano di cotte e di crude a mio carico e che, fortunatamente, grazie ad una serie di indagini dei carabinieri disposte dalla magistratura, furono scoperte.

Fu proprio grazie alle attività morbose, delinquenziali e nefaste di queste “signore anticristo” che ho potuto provare a numerosi Tribunali la mia onestà, vincendo tutti i processi scaturiti dall’unico dal quale uscii sconfitto, perché tenutosi a Cosenza, tra la gente succitata.

Ma… L’Immacolata Concezione… esiste eccome !!!

Fabio Gallo http://www.iacchite.com/cosenza-corrotta-fabio-gallo-i-riti-vudu-e-le-signore-anticristo/

REGGIO CALABRIA, TRATTA DI ESSERI UMANI: RITI VUDU’ per farle prostituire, sgominata rete di sfruttamento

Giugno 2016  La Procura di Palermo è riuscita a sgominare un’organizzazione criminale capeggiata da una “maman” che abitava a Reggio Calabria. In manette sono finite tre persone di nazionalità nigeriana e una ghanese, tutti sottoposti a fermo perché accusati di associazione a delinquere transnazionale, finalizzata alla riduzione in schiavitù, alla tratta di persone e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

«Mi hanno fatto un rito Voodoo per ricattarmi e farmi prostituire», ha riferito agli inquirenti la supertestimone 26enne che sognava di fuggire dalla Nigeria per fare la tata in Italia e che, invece, si era ritrovata ridotta in schiavitù. «Avevano preteso 30mila euro per un lavoro in Italia – ha raccontato la ragazza – ma, arrivata in Libia, mi sono trovata rinchiusa in una casa, assieme ad altre ragazze. Ho capito a cosa stavo andando incontro. Volevo fuggire, ma non potevo. Mi dissero che sarei dovuta andare in Sicilia. E così è stato. Appena arrivata, su un barcone, sono fuggita».
Per soggiogare psicologicamente le vittime, Osaro John (alias Vivian), la  maman di alcune nigeriane fatte arrivare in Italia per prostituirsi, prelevava i peli del pube e delle ascelle per riti voodoo. La circostanza emerge dall’indagine che ha portato a quattro fermi per la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione per tre nigeriani (una donna e due uomini) e un ghanese. Secondo le indagini dell’aggiunto Maurizio Scalia e dei sostituti Annamaria Picozzi e Geri Ferrara, le vittime venivano fatte arrivare dalla Nigeria in Libia e poi imbarcate al prezzo di trentamila euro. Il denaro diventava un debito che sarebbe stato saldato in Italia grazie alla prostituzione delle vittime,  legate agli aguzzini da particolari riti voodoo eseguiti nel Paese d’origine e proseguiti in Italia.

In una delle conversazioni intercettate, la maman Osaro John afferma di aver prelevato personalmente i peli dal pube e dalle ascelle di una delle vittime. Dopo aver scoperto che tre migranti sono scappate dalla casa a Reggio Calabria dove erano rinchiuse, ha affermato: “Ho i peli, le mutande e tutto, li ho qui con me mentre ti sto parlando, sono a Padova. Se io vedo che non mi pagheranno li porterò da quell’uomo per fare schifezza (per celebrare un rito voodoo, ndr)”.

RITI VOODOO..altro che “cultura”: Storia e controstoria di chi ha perso tutto: lavoro, famiglia e dignità a causa di questo maleficio africano. Dalla tratta della prostituzione fino alla schiavitù di donne nigeriane minacciate dai riti voodoo. Dall’allarme lanciato dalle forze dell’ordine fino all’appello di don Gabriele Amorth: ” E’ un trionfo di satana perché il Voodoo è una delle forme peggiori di maleficio diabolico. Il Voodoo è una magia perché, attraverso satana, che viene invocato direttamente o indirettamente, si usa per fare del male ad altri”.

Fonti

http://www.infopinione.it/index.php/2016/06/09/cetraro-allarme-pratiche-sataniche/

http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/cronaca/item/47309-riti-voodoo-per-farle-prostituire,-sgominata-rete-di-sfruttamento/47309-riti-voodoo-per-farle-prostituire,-sgominata-rete-di-sfruttamento

SUPPLICA ALLA MADONNA DELLE GRAZIE

Si festeggia il 2 luglio, onomastico della Madonna delle Grazie.

Supplica a Maria SS. Delle Grazie che si venera nella chiesa dei Cappuccini di S. Giovanni Rotondo

1. O Celeste Tesoriera di tutte le grazie, Madre di Dio e Madre mia Maria, poiché sei la Figlia Primogenita dell’Eterno Padre e tieni in mano la Sua onnipotenza, muoviti a pietà dell’anima mia e concedimi la grazia di cui fervidamente Ti supplico.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

2. O Misericordiosa Dispensatrice delle grazie divine, Maria Santissima, Tu che sei la Madre dell’Eterno Verbo Incarnato, il quale Ti ha coronato della Sua immensa sapienza, considera la grandezza del mio dolore e concedimi la grazia di cui ho tanto bisogno.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

3. O Amorosissima Dispensatrice delle grazie divine, Immacolata Sposa dell’Eterno Spirito Santo, Maria Santissima, Tu che da Lui hai ricevuto un cuore che si muove a pietà delle umane sventure e non può resistere senza consolare chi soffre, muoviti a pietà dell’anima mia e concedimi la grazia che io aspetto con piena fiducia della Tua immensa bontà.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen

Sì sì, o Madre mia, Tesoriera di tutte le grazie, Rifugio dei poveri peccatori, Consolatrice degli afflitti, Speranza di chi dispera e Aiuto potentissimo dei cristiani, io ripongo in Te ogni mia fiducia e sono sicuro che mi otterrai da Gesù la grazia che tanto desidero, qualora sia per il bene dell’anima mia.

Salve, Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo Seno. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria.
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Il titolo Madonna delle Grazie, riferito a Maria Santissima, Madre di Gesù, va inteso sotto due aspetti:

  • Maria Santissima è Colei che porta la Grazia per eccellenza, cioè Suo figlio Gesù, quindi Lei è la “Madre della Divina Grazia”.
  • Maria è la Regina di tutte le Grazie, è Colei che, intercedendo per noi presso Dio (“Avvocata nostra”), fa sì che Egli ci conceda qualsiasi grazia.

Specialmente il secondo aspetto è quello che ha fatto breccia nella devozione popolare: Maria appare come una madre amorosa che ottiene tutto ciò che gli uomini necessitano per l’eterna salvezza. Tale titolo nasce dall’episodio biblico noto come “Nozze di Cana”: è Maria che spinge Gesù a compiere il miracolo, e sprona i servi dicendo loro: “fate quello che Lui vi dirà”.

Lungo i secoli, moltissimi santi e poeti hanno richiamato la potente opera di intercessione che Maria opera tra l’uomo e Dio. Basti pensare a:

« Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre. »

La Chiesa cattolica non ha nel proprio anno liturgico una festa specifica per la Madonna delle Grazie: questo titolo è associato a diverse feste mariane in base alle consuetudini locali e alla storia dei singoli santuari.

Molti luoghi associano questo titolo alla festa della Visitazione di Maria ad Elisabetta, il 31 maggio. Anticamente la festa si svolgeva il lunedì in Albis, poi fu spostata al2 luglio, e ancora oggi in quest’ultima data la si continua a festeggiare nella maggior parte delle località nelle quali è venerata la Madonna delle Grazie. Altrove la festività ricorre il 26 agosto oppure, con data mobile, la terza domenica dopo Pentecoste.

In alcuni luoghi il titolo di Madonna delle Grazie è associato alla festa della Natività di Maria, l’8 settembre; così è a Udine e a Pordenone.

L’onomastico si festeggia il 2 luglio o l’8 settembre, e lo festeggiano le persone che portano il nome di: Grazia, Graziella, Maria Grazia, Grazia Maria, GrazianaGraziano (ma esiste anche San Graziano di Tours, 18 dicembre), e Orazio.

Il sorriso di Dio che oscura la morte e porta la gioia di Gesù risorto anche sui social

 Fino alla settimana scorsa nessuno conosceva suor Cecilia Maria. Sul letto d’ospedale di Santa Fè in Argentina dove lottava contro un cancro alla lingua, la religiosa, appartenente alle carmelitane scalze della cittadina sulle rive del Paranà ha ricevuto le visite delle consorelle e dei parenti. Come un qualunque malato. Come un qualunque essere umano in cerca di affetto e comprensione nel momento più drammatico della propria esistenza: la malattia terminale.

Ma per suor Cecilia Maria c’era un disegno della Provvidenza preciso che è letteralmente esploso secondo vie imperscrutabili, quando la fotografia di lei sorridente sul letto d’ospedale è stata scattata e divulgata. Niente di particolarmente artistico, ma a modo suo rivoluzionario. Cecilia Maria è bellissima, di volto, di sguardi, bella la dentatura, belli gli occhi. Ma soprattutto bellissimo il suo sorriso: non di rassegnazione, ma di speranza, non di tetro addio ma di gioia. Niente in lei fa presagire allo spegnimento del corpo che si apparecchia alla morte. Eppure sarebbe deceduta poche ore dopo quella foto il 23 giugno 2016.

Su un pezzo di carta  ha scritto il suo ultimo desiderio: “Stavo pensando a come volevo  il mio funerale. Prima tanta preghiera forte, e poi una grande festa per tutti. Non dimenticate di pregare, ma anche di festeggiare! ” .

“Sono molto contenta”, ha scritto a maggio suor Cecilia, “stupita dall’opera compiuta da Dio attraverso la sofferenza e dalle tante persone che pregano per me”.

Anche papa Francesco da Roma le aveva assicurato le proprie preghiere in un messaggio vocale in cui le ha detto che sapeva della sua situazione e che le voleva molto bene.

Non era la prima volta che il Vicario di Cristo rivolgeva la sua attenzione a suor Cecilia. Prima di prendere l’abito, la religiosa era infatti riuscita a parlare personalmente con papa Giovanni Paolo II della sua vocazione.

Qualche ora prima di morire, la carmelitana ha ricevuto la Comunione, bagnandosi le labbra con il Preziosissimo Sangue di Nostro Signore. La malattia l’aveva già da tempo privata dell’uso della lingua, “la patena più sacra per ricevere il suo Corpo e il suo Sangue”, come l’ha descritta.

Aveva appena 42 anni. Entrò nella clausura carmelitana a 26 anni, poco dopo il conseguimento del diploma di infermiera nel 2003. Nulla sappiamo della sua vita dietro le grate del monastero di Santa Teresa e San Giuseppe se non che suonasse il violino e fosse sempre allegra, sorridente con tutti e sempre pronta ad aiutare tutti!  Oggi di lei ora basta conoscere solo quel sorriso per poterla proclamare “santa subito” secondo una vox populi spontanea che si è diffusa alla velocità della luce attraverso il social network più famoso, Facebook.

Quando il sito Aci Prensa ha diffuso la fotografia di Cecilia Maria sorridente poco prima di morire, la notizia è diventata virale. Letteralmente.

Le carmelitane hanno diffuso la foto del biglietto con il quale chiedeva un funerale di preghiera e di festa. E soprattutto quella foto, di lei intubata, con i capelli raccolti da un velo bianco e quel sorriso di abbandono fiducioso ad un Dio che in quel momento si è manifestato consolatore nel suo volto. Cecilia Maria si era preparata così all’Incontro decisivo con Gesù e le foto del pietoso capezzale sono diventate immagini di canti e gioia.

Ma ciò che più di straordinario ha questa foto è la catena di devozione che ha generato nella rete.

Con numeri che fanno impallidire gli analisti del marketing digitale. Solo sul profilo di Aci Prensa la gallery con alcune delle foto scattate di Cecilia Maria sul letto d’ospedale ha ottenuto quasi un milione di visualizzazioni, 14mila “mi piace” e 20mila condivisioni. A queste vanno aggiunte tutte le condivisioni su tutti gli altri siti che via via, anche in Italia, hanno ripreso la notizia.

Un fiume di commozione, che la rete, per sua natura emotiva, è in grado di catturare e incanalare, certo a volte con sentimentalismo. Ma anche la dimostrazione che il cuore dell’uomo ha bisogno di dissetarsi con immagini che sappiamo parlare dell’incontro con Dio in maniera diretta e inconfutabile.

Nei tantissimi commenti, a migliaia, che i lettori hanno fatto si intravede un bisogno di eternità e di salvezza che la foto ha catalizzato. Una biblia pauperum moderna in cui la bacheca Facebook diventa un immenso santuario in grado di raccogliere voti e preghiere, da esaudire con promessa di ex voto. Eppure di questa suora non conosciamo alcuno scritto, non sappiamo come vivesse nel Carmelo né quali fossero i suoi gusti. Non sappiamo neanche il suo cognome. Sappiamo solo come è morta e questo basta al cuore dell’uomo per accordarsi armoniosamente con il destino ultimo.

C’è Ana Veronica che chiede a Cecilia Maria di intercedere per i suoi problemi al colon e alla tiroide e per la salute della madre. E c’è Carolina che chiede aiuto per il figlio che è in crisi. Maria Flores mentre la chiama hermanita linda la considera già santa: “Con questa foto la mia anima ha ancora più fame e sete di Dio”, mentre la signora Lopez chiede preghiere per il marito Humberto. Lidia la proclama protettrice dei malati di tumore.

E ancora: Idalia, Laura, Ricardo, Maurilia, Gisela, Patricia…una litania infinita di nomi, che si sono radunati improvvisamente sulle bacheche come ai piedi di un altare. Tutti a chiedere grazie, tutti a chiedere preghiere. Senza conoscere nulla di lei. Perché in fondo nulla bisogna conoscere di fronte a chi affronta la morte con fede cristiana. Per il popolo di Facebook Cecilia Maria è già santa. E se mai la Chiesa un giorno dovesse aprire per lei una causa di canonizzazione avrebbe una positio già scritta con la fama di santità, che pure è uno dei criteri indispensabili per gli altari, a portata di clic.

In fondo in un mondo, quello dei social, dove tutto è virtuale, quel sorriso che parla di Dio è riuscito a trasformare anche il non luogo per eccellenza, dove spesso l’uomo si dà appuntamento per dare sfogo agli istinti. Rendendo sicuramente più umana una bacheca e più vero il profilo di ognuno di noi. Il post di Dio, all’improvviso.

“Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti….eucharistic-adoration

Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione
?

Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge.  

Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.”

San Paolo, I Corinzi 15

(liberamente tratto da un articolo de La Nuova Bussola Quotidiana e da Aleteia)

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