IL PERDONO DI ASSISI 1/2 agosto: “Fratelli miei, IO VI VOGLIO MANDARE TUTTI IN PARADISO! QUESTA E’ LA PORTA DEL CIELO!” San Francesco

1 /2 AGOSTO IL PERDONO DI ASSISI. L’evento del Perdono della Porziuncola è una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di San Francesco d’Assisi.

Da mezzogiorno del 1° agosto e per tutto il 2 agosto, (Festa di S. Maria degli Angeli, titolare della piccola chiesa chiamata “Porziuncola” nella piana di Assisi), IN TUTTE LE CHIESE E’ POSSIBILE OTTENERE IL PERDONO DI ASSISI, cioè è possibile ottenere l’indulgenza plenaria, la liberazione dai propri peccati dal giorno del Battesimo fino a quel momento: è applicabile a se stessi, alle anime dei propri cari defunti e alle anime del purgatorio, secondo le consuete indicazioni:

-accostarsi al Sacramento della Confessione (anche nei giorni precedenti o che seguono la festa);
-partecipare alla S. Messa e ricevere la comunione eucaristica;
-visitare nei giorni 1 o 2 agosto una chiesa, parrocchiale o francescana, recitando alcune preghiere quali: il Credo (per dire la nostra identità cristiana), il Padre Nostro e l’Ave Maria secondo le intenzioni del Papa (per affermare la propria appartenenza alla Chiesa, di cui il Papa è fondamento visibile).foto_164_59550

L’aspetto religioso più importante del “Perdono d’Assisi” – e di ogni Indulgenza – è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall’impegno a emendarsi dal proprio male per vivere sempre più la propria vita secondo il Vangelo, così come hanno fatto tutti i santi ed in particolare Francesco e Chiara, a partire proprio dalla Porziuncola.

Illuminanti le parole di Papa Paolo VI: “LE INDULGENZE NON COSTITUISCONO UN ESPEDIENTE FACILE PER EVITARE LA NECESSARIA PENITENZA DEI PECCATI, MA OFFRONO UN CONFORTO che i singoli fedeli, umilmente consci della loro debolezza, trovano nel corpo mistico di Cristo, il quale coopera alla loro conversione con la carità, con l’esempio e la preghiera”.

COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L’INDULGENZA DEL PERDONOMaria presenza di Grazia
Dobbiamo andare al 1216: un momento non certo felice per la vita di Francesco… Sta scrivendo la Regola, trova le prime difficoltà anche con i frati, perché l’Ordine cresce a dismisura. Una notte, alla Porziuncola, ha una forte tentazione: molto probabilmente la tentazione è quella di abbandonare tutto, abbandonare questa vita… Ma lui sa che questo non può venire da Dio, è una tentazione che viene dal Maligno. Per vincere questa tentazione, esce dalla sua cella e si rotola nudo tra le spine, spine che al contatto con il suo sangue diventano rose senza spine: questo è il Roseto della Porziuncola, che poi la scienza ha battezzato “Rosa Canina Assisiensis” che è questa rosa che cresce nel giardino di Assisi della Porziuncola. Dopo questa esperienza, due Angeli conducono Francesco in Porziuncola e lì, immersi nella luce, l’apparizione di Gesù e Maria, che gli chiedono: “Francesco, tu sei degno di grandi cose: chiedi ciò che vuoi e lo otterrai”.
In quella notte dell’anno del Signore 1216, Francesco vide sopra l’altare Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore.
Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”.
“Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.
E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco scattando rispose: “Padre Santo, non domando anni, ma anime”. E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua; io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni”. E qualche giorno più tardi insieme ai Vescovi dell’Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: “Fratelli miei, IO VI VOGLIO MANDARE TUTTI IN PARADISO! QUESTA E’ LA PORTA DEL CIELO! ”   (Da “Il Diploma di Teobaldo”, FF 3391-3397).

La storia dell’immensa grazia del Perdono di Assisi ci aiuta a capire anche il senso particolarmente Mariano dell’indulgenza del Perdono d’Assisi:

– è un’esperienza di perdono e di riconciliazione assolutamente gratuita, cioè pura espressione d’amore, che Gesù ci fa, operando dentro di noi una trasformazione profonda, paragonabile al cambiamento dell’acqua in vino o di un cuore indurito in un cuore riconciliato.

– è un’esperienza di perdono che avviene grazie a questa presenza benevola e materna di Maria, che vede che non abbiamo più vino, vede che cosa rischiamo nel far fallire la nostra vita! Vede e presenta questa situazione al Figlio, perché agisca per noi, perché intervenga!

– è un’esperienza di perdono che avviene grazie alla collaborazione dei servi, i ministri della Chiesa, che fanno – secondo il suggerimento di Maria – qualsiasi cosa Gesù chieda loro. E se a Cana Gesù ha chiesto ai servi di riempire d’acqua le anfore, in questi giorni chiede ai ministri della Chiesa di mettersi in ascolto dei penitenti e di offrire il suo perdono. Un perdono che – ovviamente – ha bisogno di essere accolto in un cuore pentito e riconoscente.

4. Per l’intercessione attenta e materna di Maria e per il ministero della Chiesa, che passa attraverso i suoi sacerdoti, Gesù Cristo conceda ad ognuno di noi di poter gustare, in questi giorni, nella festa del perdono, l’acqua trasformata in vino.
Ci conceda di lasciare tutto ciò che opprime, e rende triste e vuota la nostra vita, cioè il peccato; e di poter sperimentare la gioia del perdono, il Paradiso nel cuore.

PREGHIERA PER IL PERDONO DI ASSISI:

Signore mio Gesù Cristo, prostrato innanzi alla vostra reale presenza nel Santissimo Sacramento, io vi adoro con tutta la sommissione dell’anima mia, e pentito delle mie colpe, vi prego di concedermi la grazia dell’acquisto della Santa indulgenza del Sacro Perdono di Assisi che voi medesimo accordaste al gran Patriarca San Francesco. Intendo poi di pregare secondo l’intenzione della Santa Chiesa per la conversione degli eretici, degli infedeli e di tutti i peccatori, ma in modo speciale per coloro che combattono e perseguitano la vostra Santa Chiesa.

(Cinque Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Tre Ave Maria alla Madonna, un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre a San Francesco).

Conservate il vostro Vicario, il Sommo Pontefice N… (dicasi il nome del Papa) e conservatelo con il pieno trionfo su tutti i suoi nemici. Da ultimo vi raccomando di proteggere e conservare i Vescovi, i Sacerdoti, gli Ordini Religiosi, e tutte le Società cattoliche che con tanto zelo si prestano alla difesa della Santa Fede e della Religione cattolica. E Voi, o Maria santissima Vergine e Madre Immacolata, confortate di vostra protezione la mia preghiera e rendetela accetta al vostro divin Figliolo. San Francesco, mio glorioso Padre e Protettore, voi sì caro a Gesù ed a Maria, presentate loro la mia preghiera; ditegli che io sono vostro figlio e Gesù e Maria mi esaudiranno.

(Cinque Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre, secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Tre Ave Maria alla Madonna, un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria al Padre a San Francesco).

Fonti

http://www.porziuncola.org/il-perdono-della-porziuncola-15-1.html

http://www.reginamundi.info/PerdonoAssisi/MariapresenzadiGrazia.asp

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SAN FRANCESCO D’ASSISI E SANTA MARIA DEGLI ANGELI, dipinto di Cimabue

Preghiera di liberazione di Padre Gabriele Amorth

Questa è la più potente Preghiera di Liberazione scritta e consigliata dal sacerdote esorcista Padre Gabriele Amorth. La si può recitare privatamente per se stessi, per qualsiasi nostra necessità e per la Pace nel mondo intero e nelle nostre famiglie.  Affinchè questa preghiera sia davvero efficace, è importantissimo che ognuno si impegni di più a vivere in grazia di Dio, frequentando più spesso il Sacramento della Confessione, frequentando più spesso la Santa Messa e ricevendo Gesù Eucaristia, affidando ogni giorno tutta la nostra vita a Dio con umiltà e fiducia. 4027962_2ba6a

Fare il segno della Croce: Nel Nome del Padre del Figlio dello Spirito Santo.

Signore, Dio Onnipotente e Misericordioso, Padre, Figlio e Spirito Santo, espelli da me, dai miei amici e familiari, da coloro che possono aiutarmi economicamente e spiritualmente, e dal mondo intero, ogni influsso diabolico di qualsiasi Spirito Maligno e da ogni Anima Dannata dell’intero Inferno, che ha su di me e su di loro, per il Preziosissimo Sangue del Tuo Figlio Gesù.

Fa che il Sangue Immacolato e Redentore rompa ogni legame sul mio corpo, sulla mia mente, sul mio lavoro, su quanti potrebbero offrire un lavoro e su tutte le cose mie ed altrui e le difficoltà dell’intera vita mia ed altrui.

Oh Santissima Vergine, Maria Immacolata, oh Nove Cori Angelici, oh San Michele Arcangelo, Santi tutti del Paradiso, mi consacro e consacro loro e Vi chiedo l’Intercessione di tutte le Anime del Purgatorio!

Intercedete per noi tutti e venite presto in nostro aiuto e spezzate, da subito, le “ultime zampate” di Lucifero contro i figli della Benedetta Madre, Maria Santissima e della Santissima Trinità.

Ordino, in questo preciso istante, che ogni Demonio ed Anima Dannata non possa avere nessuna influenza su di me, sulle categorie di persone che ho menzionato e sul mondo intero, affinché tutta l’Umanità sia liberata, in questo medesimo istante.

Per la Flagellazione, la Corona di Spine, la Croce, il Sangue e la Risurrezione di Gesù Cristo, per il Dio Vero, per il Dio Santo, per il Dio che tutto può, ordino ad ogni Demonio ed Anima Dannata che non possano avere influenza alcuna su me e sul mondo intero e che si possano spezzare, una volta per tutte e per sempre, tutte le catene create, che si sono verificate, fino ad ora, su di me e sul mondo intero.

Benedite e liberate il vostro servo o serva (si dica il Nome di Battesimo) e benedite questa Immagine (si alzi verso Dio un’Immagine benedetta), che Vi presento e fate sì che questa Immagine benedetta protegga me ed il mondo intero e ci protegga dai Satanisti, dai Massoni, dai Mafiosi, dai Politici corrotti e da ogni altra Infame categoria esistente sulla terra, e nel mondo intero.

Fate sì che, nella mia casa e nelle mie cose e da ogni altra categoria e nelle cose del mondo intero, il Demonio non possa, mai e poi mai, avere più alcuna influenza, anche infinitesimale, nel Nome di Gesù Cristo, Padrone della Storia, nostro Signore e Salvatore.
Così sia.perdonalenostrecolpe

Rituale satanico pubblico in Usa, previsto per il 15 Agosto 2016, Festa Assunzione della Beata Vergine Maria. Petizioni in tutto il mondo contro atto di odio anticristiano, permesso dal governo americano.

VI PREGHIAMO DI PARTECIPARE A QUESTE PETIZIONI. Questa è una causa che riguarda tutti i cristiani.  Con analoghe petizioni, siamo riusciti  a fermare nel 2014 la celebrazione di una messa nera prevista nell’Università di Harvard. Basta solo inserire proprio nome e email.

https://americaneedsfatima.org/forms/e16541.html?lang=en

http://www.tfpstudentaction.org/stop-black-mass-oklahoma-city.html

Facciamo sentire la nostra protesta e soprattutto la nostra testimonianza in tutto il mondo:  si tratta di una pubblica discriminazione anticristiana e profanazione blasfema, per cui chiediamo al governatore dello Stato di Oklahoma di non permettere la “celebrazione” di una messa nera il 15 agosto 2016, nel Centro Civico Music Hall di Oklahoma City, che è un teatro comunale aperto al pubblico, previa vendita biglietti ( la messa nera è una inversione della Messa cattolica, atto blasfemo contro Cristo nella S. Eucaristia). 

Nell’evento satanista della setta Chiesa di Ahriman, previsto per il 15 AGOSTO 2016, (solennità cattolica dell’Assunzione della Beata Vergine Maria) che si terrà presso il Centro Civico Music Hall di Oklahoma City, lo “spettacolo” blasfemo sarà diviso in due parti: prima la messa nera, poi saranno utilizzati  lo zolfo, il sangue mestruale, il cuore di un maiale che verrà mangiato crudo pubblicamente, per dissacrare una statua di gesso della Vergine Maria. Quest’ultimo rituale è denominato  “la consumazione di Maria” (the Consumption of Mary).

L’OFFESA CONTRO UNA FEDE RELIGIOSA, QUELLA CRISTIANA, CON ATTI INTENZIONALMENTE SACRILEGHI E OLTREMODO INCIVILI, NON E’ LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, MA E’ VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI.

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SATANISTA ADAM DANIELS e compagna…

Il leader della setta satanista, Adam Daniels, ha pubblicamente affermato che le celebrazioni di quest’anno della sua setta “chiesa di Ahriman”, includono “la consumazione di Maria”,  come un modo per illustrare la magia nera e gli insegnamenti della “sua chiesa satanista teista”, per distinguersi dal satanismo ateo razionalista.

Secondo il rituale, i celebranti danzeranno in senso antiorario intorno alla “statua corrotta di Maria”, evocando il demone/dea indù Jai Kali  Maa, poi la testa della statua verrà recisa, “per scatenare l’apertura della Bocca dell’Inferno”…A giudicare da come Adam Daniels e la sua compagna si sono ridotti con questi “rituali”, la loro salute mentale lascia molto a desiderare…

All’interno della statua vi è il cuore vero di un maiale, ha declamato Daniels in un’intervista… Dopo che la statua sarà distrutta, una satanista tirerà fuori  il cuore di maiale dalle ceneri e lo mangerà,  “consumando Maria” e così termina questa pubblica schifezza anticristiana, brutale ed incivile. 

Alla fine, tutto questo orribile “show” non fa altro che confermare cosa sia realmente il satanismo, altro che “religione o filosofia”…Adam Daniels ha detto che le pratiche della sua “chiesa satanista”attingono alla magia nera, all’occulto, al Zoroastrismo ed al tantrismo e all’induismo. Daniels ha detto che la magia satanica e i riti tradizionalmente satanisti richiedono sacrifici animali e richiedono anche di mangiare carne umana, (quindi anche sacrifici umani! ndr), ma la sua chiesa ha trovato alternative…Ad esempio, afferma Daniels, “la sua congregazione beve il fluido mestruale umano invece di sangue animale”…

ma che intelligentoni! che brave personcine questi satanisti, ma sono dei “veri cittadini americani” e “non fanno nulla di male” ?!?

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IL SATANISTA ADAM DANIELS SCHEDATO COME ABUSATORE SESSUALE

Il leader della Chiesa satanista di Ahriman, ADAM BRIAN DANIELS, è noto alle forze dell’ordine come ABUSATORE SESSUALE DI MINORENNI, per cui è già stato in carcere ed è schedato….ma l’attuale governo americano (con Obama oggi, e con la Clinton sarà ancora peggio) permette ogni sorta di discriminazione anticristiana, per timore di dover affrontare lunghe e costose cause legali contro i satanisti che si ‘appellano al primo emendamento’, cioè alla “libertà di culto”…  nella Costituzione degli Stati Uniti d’America si legge che l’America è una nazione cristiana, come disse il Presidente Abraham Lincoln. Non solo: il governo permette a delinquenti già segnalati di continuare a fare propagande oscene e blasfeme in pubblico…Uno dei legislatori di Oklahoma, membro della Camera dei Rappresentanti, Earl Sears, ha definito la proposta dei satanisti “un affronto a tutte le persone rispettabili del paese.”

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IL SATANISTA ADAM DANIELS, CON TUNICA DA SACERDOTE CATTOLICO, IN SPREGIO ALLA CHIESA CATTOLICA….TIENE UN PUGNALE IN MANO ED IL SIMBOLO DEL SATANISMO, IL BAPHOMET/CAPRONE, ALLE SUE SPALLE.

L’ Arcivescovo Paul Coakley dell’Arcidiocesi di Oklahoma City ha rilasciato una dichiarazione ai media, descrivendo la messa nera, che Adam Daniels e seguaci si appresterebbero a compiere, come una “inversione satanica e una distorsione delle credenze più sacre non solo dei cattolici, ma di tutti i cristiani”.

Già nel 2014 l’Arcivescovo aveva avuto diverse controversie anche legali con i satanisti, che anche nel 2014 avevano sfidato la Chiesa cattolica con una proposta di messa nera pubblica: Daniels e i suoi seguaci  satanisti volevano profanare una Santa Ostia consacrata rubata in una Chiesa cattolica, ma l’Arcivescovo Paul Coakley vinse la causa contro i satanisti e l’Ostia rubata  venne restituita alla Chiesa cattolica e non venne permessa la profanazione. Quest’anno si aggiunge anche l’atto dissacratorio contro la Vergine Maria.

In principio, la attuale proposta di “rituale pubblico” dei satanisti prevedeva anche la messa al rogo di alcune pagine del Corano, ma sembra che questo atto non sia stato accettato dalle autorità di Oklahoma City: “Si permette l’atto di odio contro la Chiesa cattolica e contro tutti i cristiani, ma  se si tratta di un evento di odio antisemita o di atti sacrileghi contro il Corano e contro la religione musulmana, questi non vengono consentiti dal governo: la messa nera E’ un orribile atto di discriminazione anticristiana e deve suscitare l’indignazione pubblica di tutti, credenti o no”, aveva detto l’Arcivescovo Paul Coakley nel 2014. 

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L’ARCIVESCOVO PAUL COAKLEY

ODIO ANTICRISTIANO: il governo americano che permette questo atto di discriminazione contro la fede cattolica, sta violando la Costituzione.

Il governo federale riconosce la Chiesa di Ahriman come “organizzazione religiosa legittima”, ha detto Daniels. Quindi, anche se offende tutti i cristiani, il governo americano gli consente di fare questo “rituale” in un teatro aperto al pubblico…

“Non stiamo facendo nulla contro la legge, nulla di male”, ha detto Daniels. “Stiamo facendo un rituale contro il diritto canonico e contro la Chiesa cattolica, questo sì certo “, ammette Daniels.

ARCHBISHOP COAKLEY ELEVATES CHALICE DURING MASS AT BASILICA OF ST. PAUL OUTSIDE THE WALLS IN ROME
ARCIVESCOVO DI OKLAHOMA CITY, PAUL COAKLEY

Che il satanismo sia una falsa “religione o ideologia” basata sull’odio contro Cristo e soprattutto contro la Chiesa cattolica, non è una novità, è un odio antico quanto il mondo, e quello che sta accadendo ne è ulteriore prova. La migliore risposta di fronte a tanto odio è L’UNIONE DI TUTTI I CRISTIANI NELLA PREGHIERA E NELLA TESTIMONIANZA.62c54f7df37e171e0e59aed4109bbb5a Anche stavolta, l’Arcivescovo Paul Coakley e tutta la diocesi di Oklahoma City si stanno attivando per una S.Messa in riparazione ai sacrilegi ed una processione e preghiera pubblica per onorare la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

ISAIA CAPITOLO 5, 20 e seguenti

Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro. Guai a coloro che sono gagliardi nel mescere bevande inebrianti, a coloro che assolvono per regali un colpevole e privano del suo diritto l’innocente. Perciò, come una lingua di fuoco divora la stoppia e una fiamma consuma la paglia, così le loro radici diventeranno un marciume e la loro fioritura volerà via come polvere, perché hanno rigettato la legge del Signore degli eserciti, hanno disprezzato la parola del Santo di Israele. 

TUTTE LE CHIESE CATTOLICHE, specialmente quelle dello Stato di Oklahoma, stanno organizzando Messe di riparazione, Veglie di Adorazione Eucaristica, Novene in onore dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, processioni e riunioni di preghiera pubblica del Santo Rosario, anche di fronte all’Oklahoma Civic Center, tutto per riparare agli atti sacrileghi e per protestare pacificamente contro questo vile attacco di odio satanico anticristiano, previsto per il 15 agosto 2016. UNIAMOCI TUTTI SPIRITUALMENTE.

Fonti

http://www.catholic.org/news/hf/faith/story.php?id=68581

https://americaneedsfatima.org/Campaigns/black-mass-in-oklahoma-city-2016.html

AVE MARIA 1

 

Cattolici e protestanti fermano la “preghiera pubblica” dei satanisti in Usa

L’estate del 2016 verrà ricordata, purtroppo,  per l’efferatezza degli attacchi terroristici islamisti che stanno colpendo diverse città in Europa. Questo orrore sta accadendo in molte parti del mondo ormai da tempo, come la sistematica persecuzione dei cristiani; e la scellerata politica delle potenze occidentali si sta dimostrando sempre più fallimentare, abbandonando il popolo inerme di fronte a questi continui bagni di sangue.  Mentre a Nizza i terroristi jihadisti perpetravano la terribile strage del 14 luglio, LO STESSO GIORNO I SATANISTI americani della setta The Satanic Temple (Tempio satanico, l’incappucciato nero che vedete IN FOTO), con la stessa sistematica efferatezza, anche se in modo molto più subdolo, stavano pianificando attacchi contro i cristiani in ogni modo: hanno preteso di “fare una preghiera pubblica a satana nel consiglio comunale” in Florida, nella città di Pensacola, con la scusa del “politicamente corretto” e delle pari opportunità (paroline ‘magiche’ molto strumentalizzate!)….

Il governo americano sotto l’egida di Obama e del Partito Democratico si dimostra sempre più anti democratico ed incapace di mantenere l’ordine e di far fede alla Costituzione americana, che è fondata sulla fede cristiana. Ricordiamo infatti che, nel pieno della guerra di Secessione il presidente Lincoln definì gli americani «popolo cristiano». Nel 1892 la Corte suprema degli Stati Uniti ribadì che «questa è una nazione cristiana». Nel 1917 il Congresso istituì una giornata di preghiera a sostegno dello sforzo bellico e per proclamare lo status dell’America come nazione cristiana. Ancora nel 1931 la Corte suprema riaffermò le sue precedenti vedute: «Siamo un popolo cristiano che accorda agli altri un eguale diritto alla libertà religiosa, e riconosce con reverenza il dovere di obbedienza alla volontà di Dio».  

Eguale tolleranza non significa perfetta eguaglianza di status!  

Invece, i satanisti della setta Tempio satanico in Usa, pur proclamandosi “satanisti razionalisti” cioè ATEI, pretendono di “fare preghiere pubbliche a satana”! Se non credono nell’esistenza di Dio e dato che affermano che per loro “satana è solo un simbolo”, perchè mai pretenderebbero di fare “preghiere pubbliche” a satana? E’ ovvio che l’intento dei satanisti è sempre ispirato da odio anticristiano.

Questo totale NON SENSO è accaduto il 14 luglio 2016 in Florida, a causa dell’ipocrisia politica del governo americano, che “ha concesso” ai satanisti questa orrenda pagliacciata  in un consiglio comunale come quello di Pensacola, dove SI ERA DA SEMPRE TENUTA UNA PREGHIERA CRISTIANA, a conclusione delle riunioni. Il presidente del consiglio Charles Bare, per paura di ritorsioni da parte della setta Tempio satanico (molto appoggiata da potenti lobby finanziate da Obama &co) ha dato il permesso  ai  satanisti di fare la loro “preghiera” temendo che rifiutare la loro richiesta avrebbe portato a contenziosi legali …LA SETTA TEMPIO SATANICO E’ NOTA IN USA PER LE SUE “BATTAGLIE PRO ABORTO in difesa di Planned Parenthood E PRO MATRIMONI GAY”…vedi nostro dossier sulla setta Tempio satanico: La fine del sogno americano

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/06/06/6616-oggi-i-satanisti-celebrano-la-fine-del-sogno-americano/

CATTOLICI E PROTESTANTI SI SONO UNITI NELL’OPPOSIZIONEPADRE NOSTRO

Mentre il co-fondatore della setta Tempio satanico, David Suhor, incappucciato con tunica nera, si è avvicinato al podio pronto a procedere con la sua invocazione a satana, prendendo in giro il canto gregoriano, un sacerdote cattolico ed altri fratelli cristiani hanno cominciato a recitare ad alta voce il PADRE NOSTRO.

Il Presidente del Consiglio Charles Bare ha detto alla folla di rimanere in silenzio o altrimenti li avrebbe rimossi dalle autorità locali…Ma molti cristiani tra cui il sacerdote cattolico hanno continuato a pregare il Padre nostro ad alta voce, sollevando in alto i crocifissi e cartelli che riportano la citazione del VANGELO DI MATTEO 6:5-13, in cui GESU’ insegna ai discepoli la preghiera del Padre Nostro.

Il satanista ha ripreso la sua beffarda imitazione del canto gregoriano per cantare un “inno a Lucifero”. Uno dei membri del Consiglio si è alzato in piedi in segno di protesta e ha detto: “Preferiamo essere sbattuti fuori, piuttosto che stare nel buio che regna qua dentro”.

I cittadini si sono avvicinati al podio per esprimere la loro rabbia e frustrazione contro il Consiglio che aveva dato il consenso a David Suhor di evocare satana, una “mossa del tutto anticostituzionale”…oltre che una evidente discriminazione anticristiana.

“Quando si richiama un nome, un altro nome sotto il cielo, che non è il Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, si fa il gioco di evocare la maledizione ed il disastro, che ricadono su di voi”, ha detto Vickie Truett al Presidente del Consiglio. 

L’invocazione/ pagliacciata satanica fatta da Suhor si è conclusa con la menzione di “dottrine arcane che portano la luce di Lucifero oltre la paura di tempi bui”…Ma le sue parole alla fine si sono udite a malapena, mentre “salutava satana” con il saluto simil nazista “HAIL”.

LO STESSO GIORNO, a Nizza i terroristi di matrice islamica hanno compiuto la strage …e poi ne sono accadute una dietro l’altra, in questa estate bagnata di sangue innocente in Europa e nel mondo.

L’America e l’Europa hanno voltato le spalle al Vero ed Unico Dio e questi sono i risultati. Ma noi non possiamo tacere, ci perseguiteranno sempre ma non ci ridurranno mai al silenzio e pregheremo sempre ad alta voce pubblicamente il PADRE NOSTRO come Nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato.

VIDEO: CATTOLICI E PROTESTANTI pregano il Padre Nostro e si ribellano al Presidente del Consiglio, mentre il satanista incappucciato si sforza di cantare alla “Pavarotti maniera”…ma sembra solo una macchietta uscita da un film di Halloween…Per gli stomaci deboli, si consiglia di saltare quella parte della pagliacciata canterina del satanista,e di vedere solo l’inizio del video, dove cattolici e protestanti pregano insieme, e poi la parte finale, quando i fratelli cristiani vanno a protestare sul podio: per chi sa l’inglese le loro parole sono molto significative perchè lodano il Nome di Gesù Cristo e svergognano i politici conniventi coi satanisti.

Articolo tratto dalla traduzione dell’ articolo di Richard Ducayne  per ChurchMilitant.com. 

http://www.churchmilitant.com/news/article/christians-interrupt-satanic-prayer-in-city-council-meeting

Terroristi islamici arrestati nel savonese: scoperto profilo Whatsapp donna con mitra. Espulso un imam jihadista: relazioni pericolose tra Pd e Islam radicale.

Due marocchini sono stati arrestati dalla polizia nell’ambito di un’indagine collegata al terrorismo. Una terza persona è stata denunciata. I tre, che hanno tra i 27 e i 44 anni e hanno dei precedenti penali, sono tutti residenti nella provincia di Savona e si troverebbero in Italia da anni.

La foto di una donna con il mitra su un profilo di Whatsapp

L’attività di indagine, chiarisce la polizia, diretta dalla Procura Distrettuale Antiterrorismo di Genova, nasce a seguito della segnalazione di una giovane savonese al Commissariato di Polizia online della Polizia Postale e delle Comunicazioni, relativa a un messaggio Whatsapp pervenuto sull’utenza cellulare della ragazza da un contatto non presente nella sua rubrica e originante da un numero del Marocco. Ciò che aveva indotto la giovane a rivolgersi alla Polizia Postale, spiega ancora la Polizia, era l’immagine riprodotta nel profilo Whatsapp: la foto, cioè, di una giovane ragazza con un mitra in mano e in posizione di tiro. La segnalazione veniva subito inviata agli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Imperia che, anche con l’aiuto della ragazza, ricostruivano che «circa tre mesi prima, transitando nei pressi di una struttura data in cessione a profughi provenienti dall’Africa, aveva prestato il proprio cellulare a uno dei marocchini ivi residente, che a suo dire aveva la necessità di contattare dei conoscenti nel Paese d’origine». 

I sospetti sui presunti terroristipolizia-rete-11597-ksyb-u10801198515051unh-1024x576lastampa-it

Le successive indagini della Polpost ligure, chiarisce la nota, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno quindi ricostruito una fitta rete di contatti dai quali emergeva il sospetto di possibile attivismo dei tre indagati nel campo del proselitismo all’autoproclamato Stato Islamico. La complessa attività investigativa, che si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche internazionali e telematiche, nonchè del costante monitoraggio delle navigazioni in Rete, e in particolare sui social network, degli indagati ha evidenziato come i tre marocchini creassero profili Facebook utilizzando numeri di cellulari intestati ad altre persone.

ESPULSO IMAM JIHADISTA…CHE PARTECIPAVA ALLE PRIMARIE DEL PD. Quelle relazioni pericolose tra Pd e Islam radicale
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Un imam marocchino di 51 anni, Mohammed Madad, residente fino a 6 mesi fa nel Reggiano e di recente nel Vicentino, è stato espulso su provvedimento del ministro dell’Interno per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. Era seguito da tempo dalla Digos della Polizia di Reggio Emilia per il suo atteggiamento radicale, e ultimamente i suoi sermoni a Noventa Vicentina avevano assunto un profilo sempre più antioccidentale. Il sospetto è che potesse anche agevolare il terrorismo internazionale. Proprio in ragione della sua sospetta pericolosità gli è stato inflitto il divieto di rientrare in Italia per i prossimi 15 anni. Madad – che prima di diventare esclusivamente imam aveva fatto l’operaio in una azienda alimentare e poi aveva tentato senza successo di aprire una macelleria islamica – tra le altre cose, in cambio di denaro, faceva anche dei presupposti `rituali magici´. L’uomo aveva chiamato una delle sue figlie “Jihad”.

Eppure a Reggio Emilia, dove Madat risiedeva regolarmente dal 1990 e dove ha guidato la preghiera fino a pochi mesi fa in Appennino, qualcuno si è ricordato che il personaggio era uno di quei classici integrati di prima generazione, un po’ burbero certo, ma comunque bisognoso di aiuto dato che il Comune di Carpineti (in mano al Pd) addirittura si offrì di pagargli l’affitto per molti anni a 220 euro al mese nella casa che un privato aveva messo a disposizione per lui, la moglie e i quattro figli. Figli nei confronti dei quali era molto duro, come riporta la Digos, e che erano già in Marocco quando ieri pomeriggio è sbarcato in patria per rimanervi.

Soltanto il sindaco Bini, parlando con un web journal locale se l’è sentita di raccontare ciò che per molti a queste latitudini è un segreto da tenere ben nascosto. “A me non piaceva quel personaggio – ha confidato il primo cittadino a Reggiosera – ma devo dire che Maioli (l’altro candidato Pd) forse non sapeva che era estremista. Mohammed Madad sosteneva alle primarie proprio lui. Era fuori dal seggio di Felina, organizzava l’afflusso e chiamava i musulmani con il telefonino per farli venire a votare per Maioli. Una volta chiusi i seggi, ho fatto notare, anche a Maioli, che non mi sembrava un comportamento corretto, perché Madad faceva venire a votare per lui gente che non parlava neanche l’italiano e non sapeva quello che faceva”.

Quella lamentela di Bini non piacque al partito. “Non è stata gradita dal Pd locale la mia iniziativa di andare a parlare a Maioli per lamentarmi di quello che era successo. Però mi sembrava importante perché Madad era un personaggio che si rifiutava di incontrare il sindaco di Carpineti, perché era una donna e teneva chiuse in casa le sue donne”.

Nel frattempo la stessa sindaca gli aveva trovato un appartamento dove però il proprietario non riusciva mai a entrare per controllarne lo stato, in ben 8 anni. “Una volta ho cercato di entrare e me lo sono trovato davanti con un’accetta”. Intanto il Comune spendeva per lui perché comunque il principio dell’ospitalità buonista da queste parti è d’obbligo. Anche quando va contro gli interessi della collettività. E’ l’accoglienza tipica della Sinistra radical chic, che mostra la sua faccia elegante, salvo poi dimenticarsi i problemi che covano sotto.

Quando si dice il controllo del territorio senza porsi le domande giuste. Come ad esempio questa: perché Madat organizzava il voto di perfetti non integrati con il solo obiettivo di far eleggere un esponente Pd? Quali rapporti c’erano tra l’imam locale il partito di governo di tutta la provincia di Reggio? Mistero.

Resta l’imbarazzo del Pd che non si aspettava certo di essere tirato dentro una storia di predicazione ad alto tasso di integralismo. Ma non è certo una novità. I rapporti tra il Pd e il mondo musulmano sono spesso improntati all’insegna dell’avventurismo spinto e calcolatore. Ma senza valutare mai le conseguenze. E’ quanto ha sempre sostenuto Valentina Colombo, esperta autorevole di mondo musulmano e corsivista della Nuova BQ che ci spiega come il Pd abbia sempre avuto questa tendenza a frequentare un certo tipo di ambienti, ma non riuscendo a distinguere chi può essere un potenziale elemento di imbarazzo o di pericolo.

PROPAGANDA ISIS: recluta seguaci soprattutto sul web attraverso darknet, fornendo veri e propri manuali di addestramento e preparazione di attentati  

http://video.sky.it/news/mondo/terrorismo_su_darknet_le_conversazioni_degli_jihadisti/v294471.vid

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2016/07/27/Terrorismo_arresti_savona.html?ref=libero

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-espulso-limam-che-partecipava-alle-primariequelle-relazioni-pericolose-tra-pd-e-islam-radicale-16927.htm

La denuncia di Padre Eid, parroco siriano: “La Francia ha nutrito il mostro jihadista, che ora divora anche i francesi e l’Europa”

IN FOTO Il memoriale per Padre Jacques Hamel all’esterno del Municipio della città di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, Francia. Candele e fiori sono stati depositati davanti al municipio della cittadina, mentre alcune persone hanno lasciato piante e messaggi d’affetto all’esterno dell’abitazione del parroco, Padre Jacques, ucciso nell’attentato rivendicato da ISIS del 26 luglio 2016.

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PADRE EID, PARROCO DI MALOULA IN SIRIA

«La Francia ha nutrito un mostro e ora questo mostro le si ritorce contro, divorando i figli e i cittadini francesi». Così padre Toufic Eid, parroco siriano di Maloula, ha commentato l’attentato di ieri 26 luglio 2016, quando due terroristi islamici hanno fatto irruzione nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray (Normandia), vicino a Rouen, prendendo in ostaggio i fedeli presenti alla Messa del mattino e sgozzando padre Jacques Hamel e un fedele, che ancora  è in bilico tra la vita e la morte.

AVEVAMO AVVISATO I FRANCESI. Padre Eid conosce bene il «mostro» che sta devastando di attentati la Francia. Maloula, villaggio siriano di cui è parroco, è stata conquistata dai jihadisti nel 2013 e riconquistata poi dall’esercito di Assad nel 2014. La furia islamista, oltre ad aver distrutto chiese e conventi, ha anche dato vita a tre martiri cristiani, uccisi in odium fidei. «Sono desolato», ha dichiarato in un’intervista a Boulevard Voltaire. «Faccio le mie condoglianze alla Chiesa e a tutti i francesi, sono sconvolto. Noi purtroppo avevamo avvisato i francesi che si sarebbe arrivati a questo punto».

«FEDE E VERITÀ». Il sacerdote accusa infatti da anni i paesi europei, e in particolare la Francia, di aver fatto di tutto per spodestare Bashar al-Assad e lasciare così la Siria in mano a una coalizione di milizie islamiste. Questo intervento non ha fatto che favorire lo Stato islamico e la sua ideologia. «In questo momento», continua, «i cattolici devono restare forti nella fede ma anche nella verità. Devono chiedere allo Stato non solo di abbattere questi terroristi, ma anche di andare alla radice di questo terrorismo».

POLITICA INSENSATA. Per il parroco di Maloula, «la polizia non basta, la politica francese deve fare i conti con se stessa e rivedere tutte le sue azioni degli ultimi anni. Queste hanno portato all’esodo migratorio dei siriani in Europa», che tanto sta mettendo in difficoltà l’Unione Europea. «È una politica che non ha senso, controproducente. I francesi devono ammettere i loro errori e cooperare con il governo siriano. Devono anche rivedere i rapporti con i loro “amici” internazionali che finanziano e sponsorizzano questo terrorismo e questa ideologia».

«RICONOSCERE I PROPRI ERRORI». Ecco perché padre Eid chiede «ai politici francesi di essere sinceri e di riconoscere i propri errori e cambiare di conseguenza le loro politiche. Ai cristiani invece dico che anche noi abbiamo avuto i nostri martiri. La speranza è una sfida per i cristiani. Bisogna pregare molto e lavorare molto, anche politicamente però. Dobbiamo conservare la fede e restare forti nella verità».

PROBLEMI DELL’ISLAM. In questo senso, è utile leggere le affermazioni di un esperto di islam come padre Samir Khalil Samir, gesuita e docente presso il Pontificio istituto orientale di Roma. Ha scritto su AsiaNews: «Ancora oggi la soluzione è l’integrazione, non il rifiuto dei migranti», però bisogna avere il coraggio di dire che «l’islam fa fatica a integrarsi perché ha una cultura in molti punti opposta a quella attuale dell’occidente. Dal punto di vista religioso, sociale, dei rapporti uomo-donna, in rapporto al mangiare… è un sistema completo. Che la religione sia diversa, questo non è un problema. Ma il fatto è che nell’islam la religione è legata a un sistema politico, sociale, culturale, storico, di costume, che influenza tutto».

L’IPOCRISIA DEI POLITICI CHE VOGLIONO RACCOGLIERE VOTI DAGLI IMMIGRATI ISLAMICI. Oggi, continua il gesuita, «l’influsso radicale e islamista rende l’integrazione molto più difficile». E «si deve anche avere il coraggio di dire anche che l’islam ha elementi di violenza nel Corano e nella vita di Maometto. Se invece si continua a dire che “l’islam è una religione di pace”, creiamo solo confusione e mistificazione». Per padre Samir, i politici continuano a fare affermazioni di questo tipo solo «per avere i voti delle comunità islamiche».

«MOSCHEE SALAFITE IN FRANCIA». Questo è vero soprattutto in Francia: «Da alcuni anni in Francia il governo può donare terreni per moschee e centri islamici con affitti gratuiti per 99 anni. Così stanno riempiendo la Francia di moschee finanziate da Paesi che sostengono il terrorismo. Fra i politici c’è una perdita del senso morale, dato che sono disposti a tutto pur di accumulare voti. E c’è anche un pizzico di ignoranza: nessuno direbbe che nel Corano non vi sono versetti violenti! Ignoranza e perdita di senso morale sono una miscela esplosiva».

Attacco alla libertà religiosa. Odio anticristiano. L’Europa rischia l’escalation del Medio Oriente.

Così Alessandro Monteduro, direttore della sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Associazione di Diritto Pontificio, reagisce all’attacco dei terroristi di ISIS nella Chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen in Normandia, in cui è stato ucciso il sacerdote Padre Jacques Hamel, mentre celebrava la S.Messa. 

«Oggi si è verificata una vera e propria barbarie, ma non possiamo indignarci soltanto in drammatiche occasioni», continua Monteduro, ricordando come già negli ultimi anni sempre più chiese e simboli cristiani siano stati attaccati, distrutti e profanati in Francia. «Esattamente come in Medio Oriente, alla distruzione dei luoghi di culto seguono crimini violenti ai danni dei sacerdoti e dei fedeli».

«La persecuzione dei cristiani, come abbiamo visto oggi, non è lontana da casa nostra – afferma il direttore di ACS-Italia – Iniziamo a ribellarci, in primis la comunità internazionale, contrastando la decristianizzazione che da tempo dilaga in Europa.

È anche la mancata difesa della nostra fede a renderci maggiormente vulnerabili».

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/rouen-leuropa-rischia-lescalation-del-medio-oriente/

“Possiamo ascoltare in questo tempo l’invito di Dio a prendere cura di questo mondo, per renderlo, là dove viviamo, più caloroso, più umano, più fraterno”. Quando, all’inizio dell’estate, Padre Jacques Hamel ha lanciato ai suoi fedeli questo appello, di certo non immaginava che sarebbe diventato il suo testamento spirituale.

UN OMAGGIO A PADRE JACQUES, le sue parole alla S.Messa di Natale del 2009: “Gesù è venuto per i deboli e per i poveri. Il Figlio di Dio non ha avuto paura di nascere in una stalla per noi, di farsi piccolo e vulnerabile per noi. Gesù è vicino ai più deboli.”  

 

Padre Jacques Hamel, sacerdote martire, ucciso da Isis in Francia, mentre celebrava la Santa Messa

Padre Jacques Hamel è il primo sacerdote cattolico morto in Europa in odio alla fede cristiana, per mano degli jihadisti dell’Isis. Christine Boutin (partito cristiano democratico francese) ha dichiarato: «Orrore in Francia: un prete sgozzato durante la Messa, delle suore prese in ostaggio. Preghiamo per i primi martiri del XXI secolo in Francia».

180b3d5e981dfc1f7c998e9922efafe5_xlDue terroristi hanno preso in ostaggio questa mattina 26 luglio 2016 quattro persone nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino a Rouen (Normandia, Francia settentrionale) : Padre Jacques il parroco, una suora e tre fedeli, mentre Padre Jacques, 86 anni, stava celebrando la Santa Messa alle ore 9. Secondo fonti della polizia citate dal Figaro, il prete Padre Jacques è stato sgozzato dagli attentatori, che parlavano arabo. Il ministero dell’Interno riporta anche che un fedele è in bilico gravissimo tra la vita e la morte, dopo che i terroristi hanno cercato di tagliargli la gola. Quando la notizia si è diffusa in tutto il mondo e la polizia è intervenuta, era già troppo tardi. I due terroristi sono stati abbattuti dai reparti speciali della polizia francese mentre cercavano di scappare dalla chiesa.

Hanno compiuto il loro barbaro attacco al nome di “Daesh! Daesh!” acronimo arabo dell’Isis, usato come un insulto nel Medio Oriente (tanto è vero che è una parola vietata all’interno del Califfato), ma usato genericamente da chiunque, arabo o francese, islamico o non musulmano che sia, viva in Occidente. L’Isis ha rivendicato l’attentato compiuto da “Due soldati dello Stato Islamico”, come riporta l’agenzia Amaq del Califfato, ma anche se non lo avesse rivendicato, ormai il piano di Isis è evidente (e di chi ha creato Isis, con la complicità di tante potenze mediorientali ed occidentali…).  

LA SUORA TESTIMONE: «PARLAVANO ARABO». «Sono entrati bruscamente. Parlavano in arabo. Erano armati di coltelli», ha raccontato la dinamica dell’attentato Suor Danielle che è riuscita a scappare e dare l’allarme. «Hanno fatto una sorta di sermone in arabo, vicino all’altare. È stato orribile». Prima di sgozzare padre Jacques, i due terroristi di Saint Etienne-du-Rouvray lo hanno costretto«a mettersi in ginocchio, lui ha cercato di difendersi e lì è cominciato il dramma. Hanno filmato tutto. Sono scappata nel momento in cui hanno cominciato ad aggredire padre Jacques. Non so neanche se si sono accorti che me ne andavo. Sto aspettando notizie delle mie consorelle».  http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/rouen_suora_testimone_isis-1878011.html

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PADRE JACQUES HAMEL

E’ UN ATTACCO A TUTTA LA CRISTIANITA’, che Isis, finanziata da superpotenze mondialiste,  sta conducendo da tempo in Medio Oriente, in Nigeria, in Pakistan, perpetrando il genocidio dei cristiani, ma l’Europa inebetita se ne accorge solo oggi!  Il martirio di questo ministro di Dio, Padre Jacques, mentre celebrava la Santa Messa, è UNO SCHIAFFO A QUELL’EUROPA CIECA E LAICISTA che ha rinnegato le sue Radici Cristiane e che ora , presa solo dal materialismo dall’edonismo e dall’indifferentismo, si sveglia in un bagno di sangue che sta dilagando per le strade e per le città d’ Europa e dimostra di essere  incapace di difendere se stessa.

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CHIESA DI SAINT ETIENNE DU ROUVRAY, vicino a Rouen, dove il sacerdote è stato ucciso

La Normandia e in particolare la Seine-Maritime sono tra le terre più cattoliche di Francia. Il capoluogo infatti, Rouen, situato a pochi chilometri dal luogo dove è avvenuto l’attentato, è soprannominato la città delle 100 campane. 

IL PRECEDENTE. Non si tratta del primo attentato a una chiesa in Francia. Il 19 aprile 2015 uno studente 24enne di origine algerina ha cercato di entrare nella chiesa Sainte-Thérèse di Villejuif (Val-de-Marne). Avrebbe fatto sicuramente una strage di cristiani, visto che la chiesa era piena e lui era armato di kalashnikov, se solo non si fosse sparato per sbaglio su un piede prima di entrare. Dopo aver telefonato al 118 di Parigi la polizia l’ha neutralizzato.

Anche stavolta i notiziari in principio hanno parlato di “due squilibrati, depressi”, sempre e solo “squilibrati e depressi o omofobi” sarebbero i terroristi islamisti? Pietose bugie mediatiche: questi mostri sono stati allenati e programmati da tempo a studiare e portare a termine questi attentati.  Dopo aver sempre parlato vagamente di “terrorismo”, stavolta il presidente François Hollande ha dichiarato subito che “c’è l’Isis dietro questo assassinio codardo” e la Francia “combatterà l’Isis con ogni mezzo” a sua disposizione….

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FEMEN ASSALTANO LA CATTEDRALE DI NOTRE DAME

Perchè Hollande non ha il coraggio di ammettere che “questo assassinio codardo” colpisce un sacerdote cattolico e dunque TUTTA LA CRISTIANITA’? …Hollande, il massone, che ha sempre discriminato i cristiani ed ha sempre difeso le Femen “setta anticristiana”, quando seminude invadevano e vandalizzavano la Cattedrale di Notre Dame….il governo francese le fece pure assolvere: anche Hollande è tra le file dei “colpevoli codardi”. 

BRACCIALETTO ELETTRONICO. Secondo la Tribune de Genève, uno dei terroristi era un francese di 19 anni, arrestato all’aeroporto di Ginevra il 14 maggio 2015, dopo essere stato respinto dalla Turchia. «A. K. aveva tentato due volte di raggiungere la Siria, prima via Monaco, senza successo, poi via Ginevra. Era stato estradato in Francia e accusato di crimini in vista di preparare atti terroristici». Ritenuto un potenziale jihadista e conosciuto dalle autorità francesi, era stato liberato nel marzo 2016 con il braccialetto elettronico!!! La procura si era appellata alla decisione del giudice, invano. Il giovane viveva a casa dei genitori a Saint-Etienne-du-Rouvray e godeva di un permesso per uscire tutte le mattine tra le 8.30 e le 12.30. Infatti ha colpito proprio nel suo orario di libera uscita. Anche il secondo attentatore era nato a Rouen.

Dopo questo attentato, i servizi segreti francesi saranno almeno costretti a rivedere i loro parametri! Forse…A policeman secures the position in front of the city hall after two assailants had taken five people hostage in the church at Saint-Etienne-du -Rouvray near Rouen in Normandy

Nonostante i due uomini non fossero considerati “all’altezza del compito”, infatti, la scelta del bersaglio rivela il modus operandi dell’Isis. E’ un punto di aggregazione di fedeli cristiani e un bersaglio ad alto impatto mediatico, perché in questo modo tutta la cristianità è stata attaccata. La presa di ostaggi non era volta ad ottenere specifiche concessioni, ma solo a prolungare la crisi, attirando sul posto polizia e soprattutto i media. Attaccando una chiesa di provincia, vicino a casa loro, invece, i terroristi si sono assicurati un bersaglio “morbido”, sicuramente non presidiato, facile da colpire.

UN GRIDO DI TUTTA L’UMANITA’. Monsignor Dominique Lebrun, arcivescovo di Rouen, ha lasciato precipitosamente Cracovia, dove si trovava per la Giornata mondiale della gioventù, per tornare in Francia. Ha dichiarato: “Io grido verso Dio con tutti gli uomini di buona volontà. Oso invitare anche i non credenti a unirsi a questo grido! Sarò da questa sera nella mia diocesi vicino alle famiglie e alla comunità parrocchiale scioccata. La Chiesa cattolica non può prendere altre armi diverse dalla preghiera e dalla fraternità tra gli uomini”.

“È una nuova notizia terribile, che si aggiunge purtroppo ad una serie di violenze che in questi giorni ci hanno già sconvolto, creando immenso dolore e preoccupazione” si legge nella dichiarazione della Santa Sede sui fatti di Rouen. Padre Federico Lombardi sottolinea che il Papa è informato e “partecipa al dolore”: “Il Papa è informato e partecipa al dolore e all’orrore per questa violenza assurda, con la condanna più radicale di ogni forma di odio e la preghiera per le persone colpite. Siamo particolarmente colpiti perché questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro in cui si annuncia l’amore di Dio, con la barbara uccisione di un sacerdote e il coinvolgimento dei fedeli. Siamo vicini alla Chiesa in Francia, alla Arcidiocesi di Rouen, alla comunità colpita, al popolo francese”. 

“Un atto terroristico vile e barbaro contro un sacerdote. Solidarietà ai cristiani”. Con queste durissime parole il Conseil Français du Culte Musulman, l’organo rappresentativo ufficiale delle comunità islamiche francesi, condanna l’attacco alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia.

Padre Jacques Hamel era nato nel 1930 a Darnétal, comune vicino a Saint-Etienne du Rouvray. Ordinato sacerdote nel 1958. Nel 2008 aveva festeggiato i 50 anni di sacerdozio. Aiutava il parroco Auguste Moanda Phauati, e di tanto in tanto celebrava qualche Messa proprio come è accaduto questa mattina quando i due attentatori hanno fatto irruzione nella chiesa vicino a Rouen e lo hanno sgozzato.

«Era un prete coraggioso – lo ricorda Moanda -. I sacerdoti hanno il diritto di andare in pensione a 75 anni, ma lui si sentiva ancora forte. Diceva: “Non ci sono abbastanza preti e, siccome posso ancora essere utile, preferisco continuare a lavorare”».

DIO TI BENEDICA PADRE JACQUES E TI ACCOLGA TRA LE SCHIERE DEGLI ANGELI E DEI SANTI, insieme ai milioni di martiri cristiani dimenticati, sacerdoti suore missionari laici cristiani, uccisi dall’ indifferenza di chi sa e potrebbe prevenire questi attentati e proteggere il popolo inerme, uccisi dall’ antico odio satanico contro il Sacro Corpo Mistico di Cristo. 1877798_jacques_hamel

Fonti: Tempi, La Nuova Bussola Quotidiana, Il Messaggero, Huffington Post, Sir, Avvenire

 

Beato Piergiorgio Frassati e la meglio gioventù che illumina la GMG di Cracovia

5372_foto1-325x217In occasione della 31esima Giornata Mondiale della Gioventù che si apre a Cracovia il 26 luglio fino a domenica 31 luglio 2016, riscopriamo la figura del Beato Pier Giorgio Frassati, che assieme a San Giovanni Paolo II Papa e a Santa Faustina Kowalska, è uno dei protettori dell’evento che radunerà attorno a Papa Francesco quasi 2 milioni di giovani provenienti da tutto il mondo. Frassati è stato scelto da Papa Francesco come modello per i giovani, perché ha saputo interpretare la pienezza del Vangelo nella sua vita di giovane ardente nella fede e nella carità.               

Riportiamo un’ intervista a don Primo Soldi, autore del libro “Pier Giorgio Frassati. L’amico degli ultimi”,blogger-image-673656296 per conoscere meglio un luminoso esempio di giovane santo, che sarà proposto in questi giorni.

“Sei un bigotto?”, chiesero a Pier Giorgio Frassati, un giorno in Università, così come venivano scherniti i cattolici dai massonico-liberali, dai social-comunisti e dai fascisti. La sua risposta fu netta: “No. Sono rimasto cristiano”. 

“Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità, non è vivere, ma vivacchiare… Anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordare che siamo gli unici che possediamo la Verità”.

“Non chi subisce deve temere, ma chi usa la prepotenza. Quando Dio è con noi, non si deve aver paura di nulla e di nessuno… C’è Dio che ci difende e ci dà forza”.

“Ci trattarono male, ma noi abbiamo risposto recitando il S. Rosario… Il mio testamento (il S. Rosario) lo porto sempre con me”.

“Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la fede mi darà la forza sarò sempre allegro. Ogni cattolico non può non essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi dei cattolici”.frassati

Frassati (1901-1925) è stato un giovane torinese, appassionato di alpinismo e sci, studente d’ingegneria. È probabilmente visitando i poveri nelle loro abitazioni che Pier Giorgio contrasse una poliomielite fulminante che lo portò repentinamente alla morte in meno di una settimana, dal 29 giugno al 4 luglio, giorno in cui spirò. Le reliquie di Pier Giorgio Frassati, che normalmente riposano nel duomo di Torino, hanno viaggiato a Cracovia, alla Chiesa della Santa Trinità dei Domenicani (Stolarska 12), perché i giovani possano raccogliersi intorno a lui in preghiera. Pier Giorgio fu beatificato da S. Giovanni Paolo II, che lo chiamava “l’uomo delle beatitudini”.

Nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, indirizzato ai ragazzi che incontrerà a Cracovia, Papa Francesco spiega: “Piergiorgio era un giovane che aveva capito che cosa vuol dire avere un cuore misericordioso, sensibile ai più bisognosi. A loro dava molto più che cose materiali; dava sé stesso, spendeva tempo, parole, capacità di ascolto. Serviva i poveri con grande discrezione, non mettendosi mai in mostra”.

“Pensate che un giorno prima della sua morte, gravemente ammalato, dava disposizioni su come aiutare i suoi amici disagiati —aggiunge il Pontefice—. Ai suoi funerali, i famigliari e gli amici rimasero sbalorditi per la presenza di tanti poveri a loro sconosciuti, che erano stati seguiti e aiutati dal giovane Piergiorgio”.cmiqj2nw8aaqvw5

E’ impressionante leggere la vita del beato Pier Giorgio Frassati e scoprire che la santità non solo non ha nulla di bigotto, ma è un turbinio di vita che non può essere negato a nessuno. Basta sceglierla: «Pier Giorgio aveva un spiritualità cattolica, pregava, si nutriva dell’Eucarestia, viveva intensamente l’amicizia cristiana, si impegnava nella vita politica e sociale, dandosi nello stesso tempo a tutto e tutti, specialmente agli ultimi». Sì, Frassati aveva proprio scelto questa strada, ritenendola migliore di altre che pure erano spianate davanti a lui: «Aveva tutto, intelligenza, simpatia, bellezza e la fama proveniente da una famiglia aristocratica fra le più note di Torino». Ma la sua figura, tratteggiata così da don Primo Soldi, autore della terza edizione integrata di “Pier Giorgio Frassati. L’amico degli ultimi” (edizioni Elledici, pp. 214, euro 9,90), ha «sfaccettature sempre nuove che non finiscono mai di attrarre».

Don Primo, lei ha scritto questo libro innanzitutto per i giovani. Perché?

Sono un sacerdote della diocesi di Torino che anni fa aprì un pensionato universitario dove mi venne a trovare la sorella di Frassati consegnandomi alcuni libri sul fratello. Leggendoli rimasi molto colpito e li proposi agli universitari che seguivo. Da quel momento ho continuato ad approfondire la spiritualità di Pier Giorgio e a scrivere di lui. La prima edizione del mio libro uscì con la prefazione di Giovanni Testori all’inizio degli anni Ottanta, poi la riaggiornai e le scoperte nuove fatte sulla sua vita e la sua anima mi hanno portato a questa nuova edizione. Speriamo sia l’ultima in vista della tanto attesa canonizzazione, dopo la beatificazione avvenuta il 20 maggio 1990.

Questa edizione, però, è particolare: non solo è integrata, ma aiuta i giovani a riflettere. 

L’anno scorso, l’arcivescovo di Torino ha deciso di indire un anno “frassatiano”, in cui tutti avrebbero dovuto lavorare sulla biografia di Pier Giorgio. Questo richiamo mi ha colpito e mi ha fatto pensare, fino alla decisione di porre delle domande di riflessione alla fine ogni capitolo. Faccio un esempio con la prima domanda che mi viene in mente: «Da cosa è alimentata ogni giorno la fede di Pier Giorgio?». Credo che oggi sia fondamentale aiutare i giovani a giudicare quanto leggono o ascoltano, altrimenti anche la vita più bella rischia di scivolarti addosso senza che nulla cambi e senza che si comprenda la strada che ci viene proposta.

Pier Giorgio non si risparmiava mai. Come una vita del genere può affascinare i giovani, spesso in difensiva e convinti che dare sia sinonimo di perdere?

I giovani hanno paura ma più ancora hanno bisogno di essere affascinati da una fede gioiosa, da uomini che sanno amare e sfidare tutti. Da persone coerenti con un ideale. Pier Giorgio è uno così, che al Politecnico di Torino, dove si iscrisse nel 1917 alla facoltà di ingegneria, generò intorno a sé una compagnia di amici bellissima, dalla fede radicale, entusiasta. Incentrata sulla preghiera e l’Eucarestia (che riceveva ogni giorno), coinvolgeva tutti e tutto: dai ricchi ai poveri, dallo sport alla politica. Nacque così la “compagnia dei tipi loschi”. Un nome ironico come Pier Giorgio, che non smise mai di fare scherzi di ogni tipo, di prendersi e prendere in giro, tanto che quando arrivava si diceva: “Ecco fracassati”. Virile e carismatico, ripeteva sempre che il cristiano non può che essere gioioso. E pur aristocratico, era anche di un’umiltà impressionante.

Perché l’amicizia per lui era così importante?

Pier Giorgio con i suoi amici andava in montagna, in canoa, studiava, faceva festa e andava a visitare i poveri di Torino. Fra loro i ragazzi scherzavamo e si davano nomignoli (il suo era Robespierre l’incorruttibile). Ma più il tempo passava, più Frassati si accorgeva di desiderare una unione con i suoi amici quasi sponsale: parlava addirittura di un vincolo di amicizia indissolubile. E comprese che questo vincolo era la preghiera che alimentava la comunione fra giovani, spalancandoli al mondo e rendendoli operativi. E non si sbagliava, quel vincolo era così eterno che dura anche oggi. Negli anni ho scoperto che a San Benedetto del Tronto esiste ancora una compagnia che si chiama appunto “compagnia dei tipi loschi“, fondata con il desiderio di imitare la fede di Pier Giorgio, una fede non astratta ma legata alle opere appunto.

Ci parli delle opere di Pier Giorgio allora.

Faccio parlare lui che diceva: «Al mattino Gesù mi fa visita nell’Eucarestia e io lo restituisco come posso visitando i suoi poveri». E con i suoi amici attraversava Torino carico di vestiti e di viveri. Questa fede incarnata, lui che era un aristocratico (figlio del direttore della Stampa, poi ambasciatore a Berlino), la ricevette da piccolo presso le scuole dei gesuiti, dove l’opera di San Vincenzo educava all’aiuto agli ultimi. Ma non solo, Frassati imparò anche a combattere per la verità contro il fascismo e il comunismo entrando nel Partito Popolare di don Sturzo. E a chi gli dava del bigotto rispondeva, prendendolo sul serio e sfidandolo, che lui non era un bigotto, ma era semplicemente rimasto un vero cristiano.

Nulla a che vedere con il buonismo che si attribuisce spesso ai santi.

Cito una sua frase: «Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità non è vivere, ma vivacchiare. Noi non dobbiamo mai vivacchiare…dobbiamo ricordarci che siamo gli unici che possediamo la Verità, abbiamo una fede da sostenere, una speranza da raggiungere». Pier Giorgio era dell’Azione Cattolica, ma la sua spiritualità era eclettica. Oltre all’Opera San Vincenzo era legato alle congregazioni mariane, perché non c’è vero cristianesimo che non sia fondato su una vera devozione alla Madonna, spiega il trattato di san Luigi Maria Grignon de Montfort all’epoca molto conosciuto. Come tutte le persone semplici, Frassati andava a Gesù attraverso Maria. Sua sorella, infatti, raccontò che non lo vide mai coricarsi senza aver recitato il rosario in ginocchio. Non solo, divenne anche terziario domenicano e si legò agli adoratori notturni. Insomma, tutto quello che la Chiesa di allora viveva di bello lui lo seguiva. Quindi si può dire che la spiritualità di Pier Giorgio era davvero cattolica: questo è il percorso che lo ha portato alla santità. Seguire il suo desiderio di verità e bellezza, senza accontentarsi mai e senza schemi.

(tratto da articolo di Benedetta Frigerio)

 

Santi Anna e Gioacchino, genitori di Maria Santissima e nonni di Gesù

 S.Gioacchino e S.Anna, memoria liturgica 26 luglio

 http://www.santiebeati.it/dettaglio/23700

Secondo un’antica tradizione che risale al II secolo, ebbero questo nome i genitori della beata Vergine Maria. È il protovangelo di Giacomo, a darne i nomi. Il culto di sant’Anna esisteva in oriente già nel secolo VI e si diffuse in occidente nel secolo X. Più recente è il culto di san Gioacchino.  Dice Gesù nel Vangelo “Dai frutti conoscerete la pianta” e noi conosciamo il fiore e il frutto derivato dalla annosa pianta: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che preservata dal peccato originale doveva diventare il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo.
Dalla santità del frutto, cioè di Maria, deduciamo la santità dei suoi genitori Anna e Gioacchino.

Dai «Discorsi» di san Giovanni Damasceno, vescovo

Poiché doveva avvenire che la Vergine Madre di Dio nascesse da Anna, la natura non osò precedere il germe della grazia; ma rimase senza il proprio frutto perché la grazia producesse il suo. Doveva nascere infatti quella primogenita dalla quale sarebbe nato il primogenito di ogni creatura «nel quale tutte le cose sussistono» (Col 1, 17).  O felice coppia, Gioacchino ed Anna! A voi é debitrice ogni creatura, perché per voi la creatura ha offerto al Creatore il dono più gradito, ossia quella casta madre, che sola era degna del creatore. Rallégrati Anna, «sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia, tu che non hai provato i dolori» (Is 54, 1). Esulta, o Gioacchino, poiché dalla tua figlia é nato per noi un bimbo, ci é stato dato un figlio, e il suo nome sarà Angelo di grande consiglio, di salvezza per tutto il mondo, Dio forte (cfr. Is 9, 6). Questo bambino é Dio.
O Gioacchino ed Anna, coppia beata, veramente senza macchia! Dal frutto del vostro seno voi siete conosciuti, come una volta disse il Signore: «Li conoscerete dai loro frutti» (Mt 7, 16). Voi informaste la condotta della vostra vita in modo gradito a Dio e degno di colei che da voi nacque. Infatti nella vostra casta e santa convivenza avete dato la vita a quella perla di verginità che fu vergine prima del parto, nel parto e dopo il parto. Quella, dico, che sola doveva conservare sempre la verginità e della mente e dell’anima e del corpo.
O Gioacchino ed Anna, coppia castissima! Voi, conservando la castità prescritta dalla legge naturale, avete conseguito, per divina virtù, ciò che supera la natura: avete donato al mondo la madre di Dio che non conobbe uomo. Voi, conducendo una vita pia e santa nella condizione umana, avete dato alla luce una figlia più grande degli angeli ed ora regina degli angeli stessi.
O vergine bellissima e dolcissima! O figlia di Adamo e Madre di Dio. Beato il seno, che ti ha dato la vita! Beate le braccia che ti strinsero e le labbra che ti impressero casti baci, quelle dei tuoi soli genitori, cosicché tu conservassi in tutto la verginità! «Acclami al Signore tutta le terra, gridate, esultate con canti di gioia» (Sal 97, 4). Alzate la vostra voce, gridate, non temete.

Preghiera a S. Anna rivelata a S. Brigidasantanna 

Nelle Rivelazioni di S. Brigida (l. VI, e. 104)’ si legge che la Santa ebbe in dono dall’Abate di S. Paolo fuori mura di Roma una reliquia del Braccio di S. Anna che conservasi colà nella ricca cappella delle Reliquie. Ora mentre essa pensava al modo di collocare tali Reliquie della Santa Nonna di Gesù per custodirle ed onorarle nel modo più degno, le apparve S. Anna stessa che le disse: « Io sono Anna, la Patrona di tutti i coniugati che furono prima delle legge di grazia; e sono la Madre di tutti i coniugati cristiani, perchè Dio volle prendere carne dalla mia discendenza, e perciò tu, figlia mia, invocherai il Signore con questa preghiera:

Sii benedetto, o Gesù, Figlio di Dio e della Vergine, che ti degna­sti eleggerti per Madre Colei che fu il frutto del sacro coniugio di Anna e Gioacchino; per le preghiere di entrambi abbi pietà di tutti coloro che vivono nello stato coniugale, affinchè si accre­sca il numero dei glorificatori di Dio. Così sia.

Preghiera a Sant’Anna per la protezione dei figli
Gloriosa Sant’Anna, protettrice delle famiglie cristiane, a te porto i miei figli. So che li ho ricevuti da Dio e che a Dio appartengono. Pertanto ti prego di concedermi la grazia di accettare ciò che la Divina Provvidenza ha disposto per loro.
Benedicili, o misericordiosa Sant’Anna e mettili sotto la tua protezione.
Non ti chiedo per loro privilegi eccezionali. Solamente desidero consacrarti le loro anime e i loro corpi, affinché tu ci possa preservare da ogni male.
A te affido le loro necessità temporali e la loro salvezza eterna. Imprimi nei loro cuori, o mia buona Sant’Anna, l’orrore del peccato, allontanali dal vizio, preservali dalla corruzione, conserva nelle loro anime la Fede, la rettitudine e i sentimenti cristiani ed insegna loro ad amare Dio sopra ogni cosa, come lo hai insegnato alla tua purissima Figlia, l’Immacolata Vergine Maria.
Sant’Anna, tu che sei stata specchio di pazienza, concedimi la virtù di affrontare con pazienza e amore le difficoltà che si presentano nell’educazione dei miei figli. Per loro e per me, chiedo la tua benedizione, o madre celeste piena di bontà. Che ti onoriamo sempre, come Gesù e Maria, che viviamo conformemente alla volontà di Dio e che dopo questa vita incontriamo la beatitudine nell’altra, riunendoci a te nella gloria per tutta l’eternità Così sia.
Preghiera a S. Anna
O benedetta fra le madri, gloriosa Sant’Anna, che aveste per figlia a voi sogget­ta ed obbediente la Madre di Dio,ammiro l’al­tezza della vostra elezione e le grazie di cui vi adornò l’Altissimo!
Mi unisco a Maria Santissima sempre Vergine nell’onorarvi, nel­l’amarvi, nell’affidarmi alla vostra tutela.
A Gesù, a Maria e a Voi, consacro tutta la mia vita, come un’umile offerta della mia devozione.Voi ottenetemi la grazia di essere degno del Paradiso. Così sia.

3 Gloria al Padre… Sant’Anna prega per noi

bacioannagioacchinogiotto
GIOTTO, Santi Gioacchino e Anna

Preghiera a San Gioacchino

O grande e glorioso Patriarca San Gioacchino, quanto sono felice pensando che fosti eletto, fra tutti i Santi a cooperare ai divini misteri e ad arricchire il mondo della Madre di Dio, Maria Santissima!
Per questo singolare privilegio divenisti potentissimo presso la Madre ed il Figlio, per ottenerci le grazie necessarie.
Con tale fiducia ricorro alla tua protezione  e Ti raccomando tutte le necessità mie e della mia famiglia, spirituali e temporali; Ti raccomando inoltre, la grazia particolare che desidero e che attendo dalla tua paterna intercessione.
E poiché fosti modello perfetto di vita interiore, ottienimi il raccoglimento e il distacco da tutti i beni passeggeri di questa terra e un amore vivo e perseverante a Gesù e a Maria.
Ti prego di implorare per me all’Eterno Padre, devozione ed obbedienza sincera alla santa Chiesa e al Sommo Pontefice che la governa e ti prego di chiedere al Signore che io possa vivere e morire nella fede, speranza e carità perfetta, invocando i nomi santissimi di Gesù e di Maria, e salvarmi. Amen.

3 Gloria al Padre…

San Gioacchino, felice padre della Madre di Dio prega per noi.segno-croce

 

San Giacomo apostolo, il «figlio del tuono»

Preghiera a san Giacomo il Maggiore, apostolo (festa 25 luglio)

O parente di Gesù Cristo secondo la carne,
e molto più secondo lo spirito, Apostolo favorito e famigliare del Signore,
dal quale fosti chiamato tra i primi e Tu seguisti lasciando
i Tuoi parenti, tutti i beni e le speranze della terra.
Per Lui, primo tra gli Apostoli Tu desti la vita, e col Tuo sangue confermasti
la dottrina del Vangelo che avevi predicato.

Quante volte, o Apostolo glorioso,
apparisti sui campi di battaglia ai cristiani,
lottando con essi contro i nemici di Cristo e della Sua Croce!
Quante volte li hai sbaragliati e vinti,
dando miracolosamente la vittoria a coloro che si
ritenevano già sconfitti!

O forza dei cristiani!
O rifugio di coloro che t’invocano e sperano in Te:
salvaci dai nostri pericoli!

Il Signore ci dia, per Sua intercessione,
il Suo santo amore e timore, giustizia, pace e vittoria
su tutti i nostri nemici visibili ed invisibili,
e soprattutto ci conceda di poterlo eternamente vedere
e possedere insieme agli Angeli del Paradiso.
Amen.

21250SAN GIACOMO Detto il Maggiore (per distinguerlo dall’omonimo apostolo detto il Minore), Giacomo, figlio di Zebedeo e Maria Sàlome e fratello dall’apostolo Giovanni Evangelista, nacque a Betsàida.

Fu presente ai principali miracoli del Signore (Mc 5,37), alla Trasfigurazione di Gesù sul Tabor (Mt 17,1.) e al Getsemani alla vigilia della Passione.

Pronto e impetuoso di carattere, come il fratello, con lui viene soprannominato da Gesù «Boànerghes», cioè“figlio del tuono” (Mc 3,17; Lc 9,52-56).

Primo tra gli apostoli, fu martirizzato con la decapitazione in Gerusalemme verso l’anno 43/44 per ordine di Erode Agrippa.

Il sepolcro contenente le sue spoglie, traslate da Gerusalemme dopo il martirio, sarebbe stato scoperto al tempo di Carlomagno, nel 814. La tomba divenne meta di grandi pellegrinaggi medioevali, tanto che il luogo prese il nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata. Nella Penisola Iberica è uno dei Santi più importanti, al punto che gli è stato dato l’epiteto di Matamoros, uccisore dei mori.
Fu la figura che polarizzò le forze degli spagnoli per la liberazione della loro patria dagli arabi “mori” invasori. La base di questo tema è la battaglia di Clavijo combattuta da Ramirez I delle Asturie contro i saraceni verso l’anno 844, liberando Calahorra, ponendo fine al tributo di 100 vergini da consegnare agli Emiri arabi. Le sorti per i cristiani stavano volgendo al peggio quando nella notte San Giacomo apparve al re incoraggiandolo a combattere e promettendogli la vittoria. L’indomani il Santo apparve sul campo di battaglia con le armi di cavaliere sopra un cavallo bianco e, postosi a capo delle schiere cristiane, le portò alla vittoria e da allora il grido di guerra dei combattenti spagnoli per la Reconquista della loro libertà fu Santiago!
Ed ecco che la spada sparisce ai piedi del Santo quale simbolo del suo martirio, sostituita nell’iconografia classica dal bastone simbolo del pellegrinaggio, per riapparire in quella spagnola nella mano destra in segno di incitamento alla battaglia. Nella basilica c’è la famosa statua di “Santiago Matamoros”, un’opera lignea del secolo XVIII che raffigura San Giacomo apostolo su un cavallo bianco, spada in mano e sovrastante un gruppo di terrorizzati arabi e berberi.immagine
Allo stesso modo Ferdinando I re di Castiglia e di Leon combatté i saraceni con l’aiuto del celeste cavaliere conquistando Coimbra nel 1065 entrandovi trionfalmente proprio il 25 luglio.

Il sepolcro dell’Apostolo restava da secoli sconosciuto e abbandonato quando Giacomo, apparendo a Carlo gli dà precise indicazioni per ritrovarlo in Galizia, lo conforta a liberarlo dagli invasori e rendendo sicure le strade che vi conducono, in modo che tutte le genti confluiscano da ogni parte del mondo e vi trovino perdono e salvezza. L’imperatore pone mano alla spedizione, la porta a compimento e fonda la Cattedrale di Santiago.

San Giacomo il Maggiore, 1° martire dei dodici apostoli

Catechesi di Benedetto XVI, papa emerito

sangiacomomaggiore
SAN GIACOMO IL PELLEGRINO 

Cari fratelli e sorelle,

proseguendo nella serie di ritratti degli Apostoli scelti direttamente da Gesù durante la sua vita terrena, (…) oggi incontriamo la figura di Giacomo.

Gli elenchi biblici dei Dodici menzionano due persone con questo nome: Giacomo figlio di Zebedeo e Giacomo figlio di Alfeo (cfr Mc 3,17.18; Mt 10,2-3), che vengono comunemente distinti con gli appellativi di Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore. Queste designazioni non vogliono certo misurare la loro santità, ma soltanto prendere atto del diverso rilievo che essi ricevono negli scritti del Nuovo Testamento e, in particolare, nel quadro della vita terrena di Gesù. Oggi dedichiamo la nostra attenzione al primo di questi due personaggi omonimi.

Il nome Giacomo è la traduzione di Iákobos, forma grecizzata del nome del celebre patriarca Giacobbe. L’apostolo così chiamato è fratello di Giovanni, e negli elenchi suddetti occupa il secondo posto subito dopo Pietro, come in Marco (3,17), o il terzo posto dopo Pietro e Andrea nei Vangeli di Matteo (10,2) e di Luca (6,14), mentre negli Atti viene dopo Pietro e Giovanni (1,13). Questo Giacomo appartiene, insieme con Pietro e Giovanni, al gruppo dei tre discepoli privilegiati che sono stati ammessi da Gesù a momenti importanti della sua vita.

(…) Egli ha potuto partecipare, insieme con Pietro e Giovanni, al momento dell’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani e all’evento della Trasfigurazione di Gesù. Si tratta quindi di situazioni molto diverse l’una dall’altra: in un caso, Giacomo con gli altri due Apostoli sperimenta la gloria del Signore, lo vede nel colloquio con Mosé ed Elia, vede trasparire lo splendore divino in Gesù; nell’altro si trova di fronte alla sofferenza e all’umiliazione, vede con i propri occhi come il Figlio di Dio si umilia facendosi obbediente fino alla morte. Certamente la seconda esperienza costituì per lui l’occasione di una maturazione nella fede, per correggere l’interpretazione unilaterale, trionfalista della prima: egli dovette intravedere che il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà non era soltanto circonfuso di onore e di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza. La gloria di Cristo si realizza proprio nella Croce, nella partecipazione alle nostre sofferenze.

Questa maturazione della fede fu portata a compimento dallo Spirito Santo nella Pentecoste, così che Giacomo, quando venne il momento della suprema testimonianza, non si tirò indietro. All’inizio degli anni 40 del I secolo il re Erode Agrippa, nipote di Erode il Grande, come ci informa Luca, “cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni” (At 12,1-2). La stringatezza della notizia, priva di ogni dettaglio narrativo, rivela, da una parte, quanto fosse normale per i cristiani testimoniare il Signore con la propria vita e, dall’altra, quanto Giacomo avesse una posizione di spicco nella Chiesa di Gerusalemme, anche a motivo del ruolo svolto durante l’esistenza terrena di Gesù. Una tradizione successiva, risalente almeno a Isidoro di Siviglia, racconta di un suo soggiorno in Spagna per evangelizzare quella importante regione dell’impero romano. Secondo un’altra tradizione, sarebbe invece stato il suo corpo ad essere trasportato in Spagna, nella città di Santiago di Compostella. Come tutti sappiamo, quel luogo divenne oggetto di grande venerazione ed è tuttora mèta di numerosi pellegrinaggi, non solo dall’Europa ma da tutto il mondo. (Nel 1989 , S.Giovanni Paolo II, insieme a migliaia di giovani da tutto il mondo, ha fatto il «Cammino di Compostella»). È così che si spiega la rappresentazione iconografica di san Giacomo con in mano il bastone del pellegrino e il rotolo del Vangelo, caratteristiche dell’apostolo itinerante e dedito all’annuncio della “buona notizia”, caratteristiche del pellegrinaggio della vita cristiana.

Da san Giacomo, dunque, possiamo imparare molte cose: la prontezza ad accogliere la chiamata del Signore anche quando ci chiede di lasciare la “barca” delle nostre sicurezze umane, l’entusiasmo nel seguirlo sulle strade che Egli ci indica al di là di ogni nostra illusoria presunzione, la disponibilità a testimoniarlo con coraggio, se necessario, fino al sacrificio supremo della vita. Così Giacomo il Maggiore si pone davanti a noi come esempio eloquente di generosa adesione a Cristo. Egli, che inizialmente aveva chiesto, tramite sua madre, di sedere con il fratello accanto al Maestro nel suo Regno, fu proprio il primo a bere il calice della passione, a condividere con gli Apostoli il martirio.

E alla fine, riassumendo tutto, possiamo dire che il cammino non solo esteriore ma soprattutto interiore, dal monte della Trasfigurazione al monte dell’agonia, simbolizza tutto il pellegrinaggio della vita cristiana, fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, come dice il Concilio Vaticano II. Seguendo Gesù come san Giacomo, sappiamo, anche nelle difficoltà, che andiamo sulla strada giusta.

Significato del nome Giacomo : “che segue Dio” (ebraico).

[Fonte: vatican.va ]

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