La UE impone la politica dittatoriale del gender…ma un’ Europa che vuole snaturare la vera famiglia e limitare la libertà di parola, è solo un totalitarismo.

Il 17 giugno 2016 tutti i 28 stati membri europei hanno firmato un documento chiamato “List of actions by the Commission to advance LGBTI equality, redatto per conto della Commissione europea dalla Commissione per la Giustizia, i Consumatori e l’Uguaglianza di Genere.
Si tratta di una serie di azioni concrete per diffondere il credo della teoria del gender in tutta Europa: “intraprendere ampie ed inclusive campagne di comunicazione” affinchè “i cittadini UE cambino positivamente il loro atteggiamento nei confronti delle persone LGBTI”;  dareuna maggiore visibilità alle questioni trans e intersessuali all’interno della UE”;  farrispettare le leggi esistenti che limitano la libertà di parola, ospitando incontri tematici riguardo l’effettiva prosecuzione dei crimini e discorsi d’odio omofobico e transfobico”; implementare “la legislazione a livello nazionale riguardo i crimini e i discorsi d’odio, la non discriminazione e le questioni transgender”;  combattere le discriminazioni all’interno delle scuole; istituire un sistema di controllo per verificare se gli Stati membri si adeguano alle direttive europee su questa materia: in particolare la UE dovrà prestare “attenzione al godimento dei diritti fondamentali da parte delle persone LGBTI in occasione della verifica dei diritti fondamentali di qualsiasi proposta politica”.

Un documento quindi che ci fa comprendere come l’Unione europea sia gravemente bulimica di omosessualità. La Disunione europea, che impone l’austerità agli stati sudditi, per promuovere il benessere intoccabile dell’èlite. Una finta Unione che impone i propri diktat e non rispetta i diritti di tutti, IN PRIMIS I DIRITTI DELLE FAMIGLIE, ma impone solo quelli che fanno comodo alle lobby.

L’Unione Europea si è fondamentalmente dimostrata inemendabile, incorreggibile, insanabile. Oggi possiamo dire che l’unione europea, auspicata nel dopoguerra da grandi personalità come un traguardo di pace e di prosperità, si è realizzata in un modo inatteso, che non può non suscitare dubbi e perplessità in un attento osservatore.Nel cammino per costruire l’Europa unita tocca ripartire quasi da zero, con un progetto di Europa federalista, autonomista, che abbia al centro le comunità e non i mercati, che si fondi sui popoli e sulle regioni e non sui trattati internazionali massonici che annientano le sovranità popolari. Serve un’Europa non omologante, non volta a livellare le culture, ma ricca delle mille culture che la compongono, e che le voglia tutelare. Ma allora serve un’Europa che sia l’esatto contrario dell’UE.Quella che è andata formandosi negli ultimi decenni infatti, è un’Europa che ha scelto, sotto molti aspetti, un percorso di discontinuità anche traumatica con la sua millenaria storia, facendo scelte che rappresentano una svolta gravida di conseguenze culturali, sociali e antropologiche: basti pensare, per esempio, all’esplicita rinuncia al riferimento alle radici giudaico-cristiane nella propria Costituzione.

Papa Francesco:  «Solo un’Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose cristiane, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialità, può essere più facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente, perché è proprio l’oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza».

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Il 25 novembre 2014 Papa Francesco ha visitato a Strasburgo il Parlamento Europeo. In due testi molto impegnativi, Papa Francesco ha collegato l’attuale grave crisi dell’Europa e delle sue istituzioni al rifiuto di riconoscere le radici cristiane e di aprirsi al trascendente, abbandonando la nozione di verità e degenerando nel relativismo e nel soggettivismo, promossi dagli «imperi invisibili» dei poteri forti, nemici della vita, della famiglia e della libertà religiosa.

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LE RADICI CRISTIANE D’EUROPA: L’IDENTITA’ DELL’EUROPA E’ IL CRISTIANESIMO

Papa Francesco ha ricordato ai deputati la visita di San Giovanni Paolo II nel 1988 e il suo appello perché le istituzioni europee riconoscessero le radici cristiane del continente.

Da dove viene questa crisi dell’Europa? I «Padri fondatori dell’Unione europea», che erano cristiani, volevano fondare una nuova Europa sulla «fiducia nell’uomo, non tanto in quanto cittadino, né in quanto soggetto economico, ma nell’uomo in quanto persona dotata di una dignità trascendente». Il cittadino non basta. Il soggetto economico non basta. Occorre riconoscere nell’uomo «lo stretto legame che esiste fra queste due parole: “dignità” e “trascendente”». Ma questo che cosa significa? Francesco ha ricordato il ricco Magistero di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI sull’Europa.

Nel nostro continente è nata l’autentica nozione dei diritti della persona, che trova il suo fondamento «nel pensiero europeo, contraddistinto da un ricco incontro, le cui numerose fonti lontane provengono “dalla Grecia e da Roma, da substrati celtici, germanici e slavi, e dal cristianesimo che li ha plasmati profondamente” dando luogo proprio al concetto di “persona”».

La storia recente dell’Unione Europea, ha ammonito Francesco, mostra però pure «alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi è infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali, sono tentato di dire “individualistici”, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una “monade” (μονάς), sempre più insensibile alle altre “monadi” intorno a sé.». Riprendendo un pensiero di Benedetto XVI, Francesco ha aggiunto che «al concetto di diritto non sembra più associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere», così separando impropriamente la dimensione individuale dei diritti dal bene comune. «Infatti, se il diritto di ciascuno non è armonicamente ordinato al bene più grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze».

Nel concetto naturale e cristiano dei diritti e dei doveri c’è molto di più. «Parlare della dignità trascendente dell’uomo, significa fare appello alla sua natura, alla sua innata capacità di distinguere il bene dal male, a quella “bussola” inscritta nei nostri cuori e che Dio ha impresso nell’universo creato», che ha fatto dell’uomo un «essere relazionale» che vive dei legami con gli altri e con Dio. Al contrario, ha detto il Papa, «una delle malattie che vedo più diffuse oggi in Europa è la solitudine, propria di chi è privo di legami».

Questa solitudine «è stata poi acuita dalla crisi economica, i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale….è andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilità dei singoli popoli, se non addirittura dannose. Da più parti si ricava un’impressione generale di stanchezza, e d’invecchiamento, di un’Europa nonna e non più fertile e vivace.

Una «concezione omologante della globalità colpisce la vitalità del sistema democratico depotenziando il ricco contrasto, fecondo e costruttivo, delle organizzazioni e dei partiti politici tra di loro. Così si corre il rischio di vivere nel regno dell’idea, della sola parola, dell’immagine, del sofisma… e di finire per confondere la realtà della democrazia con un nuovo nominalismo politico.

Mantenere viva la democrazia in Europa richiede di evitare tante “maniere globalizzanti” di diluire la realtà: i totalitarismi del relativo, i fondamentalismi astorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi senza sapienza». Questa non è libertà ma cedimento alla «pressione di interessi multinazionali non universali», «sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti».

Sconosciuti sì, ma di cui sappiamo che non amano «la famiglia, cellula fondamentale ed elemento prezioso di ogni società. La famiglia unita, fertile e indissolubile porta con sé gli elementi fondamentali per dare speranza al futuro. Senza tale solidità si finisce per costruire sulla sabbia, con gravi conseguenze sociali».0772a42

Fonti

Discorso Papa Francesco al Parlamento Europeo 

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/november/documents/papa-francesco_20141125_strasburgo-parlamento-europeo.html

UE impone il gender

http://ec.europa.eu/justice/discrimination/files/lgbti_actionlist_en.pdf

http://osservatoriogender.famigliadomani.it/28-paesi-firmano-accordo-congiunto-unasse-europeo-promuovere-gender-diktat/

 

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