Superstite della strage di Orlando: “Dio mi ha salvato per miracolo, voglio cambiare la mia vita, tornerò a frequentare la Chiesa”.

«Voglio cambiare la mia vita, tornerò a frequentare la chiesa». Così ha dichiarato Ángel Colón, omosessuale e uno dei superstiti della strage di Orlando (Florida), avvenuta qualche settimana fa nella discoteca Pulse. Angel Colon è tra i feriti della strage di Orlando.

In una conferenza stampa presso l’Orlando Regional Medical Center, circondato dalla famiglia, dagli amici e dal personale dell’ospedale, Angel Colon ha fornito una toccante testimonianza di quella notte maledetta. Dopo la prima raffica di mitra tutti hanno iniziato a correre e lui, che era stato colpito alla gamba da tre proiettili, è stato travolto dalla folla. In molti sono riusciti a scappare perché il killer è andato prima in un’altra sala, ma non lui, che è rimasto fermo a terra.

«Sono vivo per miracolo e voglio rendere gloria a Dio …Quando il killer è tornato indietro e ha sparato ai ragazzi già morti per assicurarsi che non fossero più vivi. Quando ha finito la ragazza accanto a me ho pensato ‘sono il prossimo, morirò’…».

A questo punto Omar Mateen, il terrorista islamista, gli ha sparato altre due volte, mirando alla testa ma colpendolo prima alla mano e poi all’anca: «Ho cercato di rimanere immobile, così che non sapesse che ero vivo. Ho continuato a stare fermo, mentre lui sparava a me e per tutto il locale», ha raccontato Angel.

«Ángel ha cantato nel coro della chiesa per molto tempo, prima di abbandonarla», ha detto il padre. «E’ convinto che Dio lo abbia salvato per dargli un’altra possibilità di vita».

La comunità cattolica di Orlando, si legge, è in prima linea nell’aiutare e sostenere le famiglie delle vittime.

Nel frattempo è emerso che l’attentatore, Omar Mateen, era lui stesso omosessuale, frequentava la discoteca da tre anni e un suo presunto amante, che lo avrebbe frequentato per due mesi, ha dichiarato che il motivo della strage è per vendicarsi del modo in cui «si sentiva usato» dagli omosessuali di quel locale. Se lo scopo di Mateen fosse stato quello di uccidere più persone possibile, ha proseguito l’uomo, sarebbe andato al Parliament, un altro locale gay di Orlando che contiene molte più persone del Pulse. L’uomo è stato ascoltato anche dall’FBI.

Comunque sia, il giovane Colón poteva essere una delle vittime, ma nonostante abbia subito sei colpi di pistola è vivo e ricoverato all’Orlando Regional Medical Center. Il padre, che lo assiste in ospedale, ha raccontato alla stampa: «sta abbastanza bene, ha recuperato in fretta e i medici stanno facendo un lavoro enorme. Mio figlio crede che l’essersi salvato abbia uno scopo, ha pregato Dio chiedendogli: “Signore, non lasciare che me ne vada in questa condizione”. Dice che tornerà alla sua vecchia vita, frequentando la chiesa dove era solito cantare».

Tratto da UCCR 

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