Devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù

14c954999384df0f849b4effe8dffb76“IL SANGUE DI CRISTO E’ LA CHIAVE DEL PARADISO.”(S. Tommaso d’Aquíno ).

“Ora in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al Sangue di Cristo” San Paolo, Efesini 2,13 .

La devozione al Preziosissimo Sangue  Origine e significato. Il cristianesimo è la religione del Sangue di Cristo. Redenzione e santificazione, grazia e gloria, non sono che diversi aspetti della sua efficacia. Tutta la storia della Chiesa è storia del Preziosissimo Sangue, perché è quella della predicazione del Vangelo e dell’amministrazione dei sacramenti.

San Paolo è il vero Dottore del Preziosissimo Sangue. Questa devozione prese la sua forma moderna da Santa Caterina da Siena(1347-1380), la profetessa del Preziosissimo Sangue, e da San Gaspare del Bufalo (1786-1837).  Festa. Istituita da Pio IX e fissata al 1º luglio. Il suo significato è l’universalità e l’efficacia redentrice del Preziosissimo Sangue. 

PREGHIERA DI LIBERAZIONE O SIGILLO CON IL POTERE DEL SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO

Signore Gesù Cristo, nel tuo Nome e con il potere del tuo Preziosissimo Sangue, sigilliamo ogni persona, fatto o evento attraverso cui il nemico ci voglia pregiudicare.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo ogni potenza distruttrice nell’aria, sulla terra, nell’acqua, nel fuoco, sotto terra, negli abissi dell’inferno e nel mondo in cui oggi ci muoveremo.

Con il potere del Sangue di Gesù spezziamo ogni interferenza e azione del Maligno. Ti chiediamo, Signore, di mandare nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro la Santissima Vergine Maria, accompagnata da San Michele, San Gabriele, San Raffaele e tutta la loro corte di santi angeli.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo la nostra casa, tutti coloro che la abitano (nominare ciascuno), le persone che il Signore invierà loro e tutti gli alimenti e i beni che ci concede generosamente per il nostro sostentamento.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo terra, porte, finestre, oggetti, pareti e pavimenti, l’aria che respiriamo, e nella fede poniamo un cerchio del suo Sangue intorno a tutta la nostra famiglia.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo i luoghi in cui ci recheremo in questa giornata e le persone, le imprese e le istituzioni con cui tratteremo.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo il nostro lavoro materiale e spirituale, gli affari della nostra famiglia, i veicoli, le strade e qualsiasi mezzo di trasporto che dovremo utilizzare.

Con il tuo Preziosissimo Sangue, sigilliamo le azioni, le menti e i cuori della nostra Patria affinché possano regnarvi la tua pace e il tuo cuore.

Ti ringraziamo, Signore, per il tuo Preziosissimo Sangue, mediante il quale siamo stati salvati e preservati da ogni male. Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESUjesuscrucificado2

Signore Gesù
che ci ami e ci hai liberati dai nostri peccati con il Tuo Sangue,
Ti adoro, Ti benedico e mi consacro a Te con viva fede.
Con l’aiuto del tuo Spirito m’impegno
a fare di tutta la mia esistenza,
animata dalla memoria del Tuo Sangue,
un servizio fedele alla volontà di Dio per l’avvento del Tuo Regno.
Per il Tuo Sangue versato in remissione dei peccati,
purificami da ogni colpa e rinnovami nel cuore,
perché risplenda sempre più in me l’immagine dell’uomo nuovo
creato secondo giustizia e santità.
Per il Tuo Sangue, segno di riconciliazione con Dio tra gli uomini,
rendimi docile strumento di comunione fraterna.
Per la potenza del Tuo Sangue, prova suprema della Tua carità,
dammi il coraggio di amare Te e i fratelli fino al dono della vita.
O Gesù Redentore, aiutami a portare quotidianamente la croce,
perché la mia goccia di sangue, unita al Tuo,
giovi alla redenzione del mondo.
O Sangue divino, che vivifichi con la Tua grazia il corpo mistico,
rendimi pietra viva della Chiesa.
Dammi la passione dell’unità tra i cristiani.
Infondimi nel cuore grande zelo per la salvezza del mio prossimo.
Suscita nella Chiesa numerose vocazioni missionarie,
perché a tutti i popoli sia dato di conoscere, amare e di servire il
vero Dio.
O Sangue preziosissimo, segno di liberazione e di vita nuova,
concedimi di preservare nella fede, nella speranza e nella carità,
perché, da Te segnato, possa uscire da questo esilio
ed entrare nella terra promessa del Paradiso,
per cantarti in eterno la mia lode con tutti i redenti.
Amen

San Gaspare del Bufalo

gesubambinaNOVENA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
O Sangue Preziosissimo, sorgente di vita eterna, prezzo e motivo dell’universo,
bagno sacro delle nostre anime, che difendi senza sosta la causa degli uomini
presso il Trono della suprema Misericordia, io ti adoro profondamente.
Io vorrei, se possibile, compensare le ingiurie e gli oltraggi che ricevi
continuamente da parte degli uomini, soprattutto da parte di quelli che osano bestemmiare.
Chi potrebbe non benedire il Sangue così Prezioso,
non essere infiammato d’amore per Gesù che l’ha versato?
Cosa sarei diventato se non fossi stato riscattato da questo Sangue Divino,
che l’Amore ha fatto uscire fino all’ultima goccia dalle vene del mio Salvatore?
O Amore immenso, che ci hai donato questo balsamo di salvezza!
O balsamo inestimabile, che provieni dalla sorgente di un amore infinito!
Io ti scongiuro, che tutti i cuori e tutte le lingue ti lodino,
ti benedicano e ti rendano grazia, ora e sempre, nei secoli dei secoli.
Così sia.
Pater, Ave, Gloria

( Questa preghiera è da recitarsi per nove giorni consecutivi,
e si raccomanda di assistere almeno ad una Messa durante il tempo della Novena. )

CORONCINA AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’
Santa Maria Maddalena De’ Pazzi
era solita offrire il Divin Sangue cinquanta volte al giorno.
Apparendole Gesù le disse: Da che tu fai questa offerta,
non puoi immaginare quanti peccatori si siano convertiti
e quante anime siano state liberate dal Purgatorio!

Sui grani grossi :
“Eterno Padre, io vi offro
per il Cuore Immacolato di Maria
il Sangue di Gesù Cristo,
per la santificazione dei Sacerdoti
e la conversione dei peccatori,
per i moribondi e le anime del Purgatorio!”

Sui grani piccoli :
“Scenda, o Gesù, il tuo Sangue
sopra di me per fortificarmi
e sopra il demonio per abbatterlo”.

Alla fine:
Pater, Ave, Gloria, Eterno riposo.

2 ° CORONCINA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
PROMESSE DI GESU’ :
“A chiunque reciterà la corona del preziosissimo Sangue,
Io prometto ogni volta la conversione di un peccatore
oppure la liberazione di un’anima del Purgatorio.”
“Se la persona che la recita è tutto amore e purezza come te,
notalo bene, salvo un’anima ad ogni invocazione….
Ti ho incaricata, di far fruttificare il Mio preziosissimo Sangue,
di spanderlo sulle anime.”

Sui grani grossi :
Eterno Padre ti offriamo il Sangue preziosissimo di Gesù
in penitenza dei miei peccati,
in suffragio delle anime sante del Purgatorio,
soprattutto di quelle più abbandonate,
ricevile oggi in paradiso
affinché assieme agli angeli e alla SS. Vergine,
ti lodino e ti benedicano in eterno. Amen

Sui grani piccoli :
Gesù mio, perdono e misericordia,
per i meriti infiniti del tuo preziosissimo Sangue.

Alla fine
si ripete tre volte:
Eterno Padre,
ti offriamo il Sangue preziosissimo ecc….2360642557

OFFERTA QUOTIDIANA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
Eterno Padre ti offro per le mani purissime di Maria Corredentrice
il Sangue Preziosissimo di Gesù, sparso generosamente nella Passione e ogni giorno sugli altari;
unisco le preghiere, le azioni, le sofferenze mie di questo giorno,
secondo le divine intenzioni della Vittima Santa, in isconto dei miei peccati,
per la conversione dei peccatori, per i bisogni della S. Chiesa.
In particolare te l’offro: (qui si formula l’intenzione particolare ….).

PREGHIERA AL PREZIOSISSIMO SANGUE
PER LA CONVERSIONE DI UN PECCATORE OSTINATO
(S. Caterina da Siena)
Mio Signore, io so che se mirate alle nostre iniquità
non vi sarà alcuno che possa scampare l’eterna dannazione.
Ma ricor­datevi che avete sofferto i più crudeli strazi,
sparso il vostro Sangue preziosissimo e siete morto al solo fine di perdonarci.
Io altra consolazione non ho sulla terra, se non di vedere i peccatori che tornano ai vostri piedi.
Concedetemi la conversione di questo peccatore ostinato:
l’anima sua è nelle vostre mani.

OFFERTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE PER UNA PERSONA AMMALATA
O Signore Gesù, tu sei il medico divino che guarisce le piaghe dell’anima e quelle del corpo.
Ti raccomando la cara persona di… (nome) che giace sul letto del dolore.
Per i meriti del tuo Sangue, preziosissimo de­gnati di ridargli la salute.
Gloria al Padre…
Signore nostro, Gesù, che sempre pietoso verso le umane miserie, sanasti ogni sorta di infermità,
muovi a compassione di questa cara persona che sta soffrendo per questa malattia.
Per i meriti del tuo Sangue Preziosissimo liberala da ogni male.
Gloria al Padre…
Signore nostro, Gesù, tu hai detto: «Venite a me, voi tutti che siete afflitti ed io vi ristorerò»,
ripeti a questa cara persona le parole che ascoltano tanti malati dalla tua voce:
«Alzati e cammina! » affinché per i meriti del Sangue Prezioso
possa subito correre ai piedi del tuo altare a sciogliere il cantico di ringraziamento.
Gloria al Padre…
Maria, salute degli infermi, prega per questa cara persona che non sta bene in salute.
Ave Maria…

OFFERTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE PER I MORIBONDI
Eterno Padre, Ti offro i meriti del Sangue preziosissimo di Gesù,
tuo diletto Figlio e mio Redentore divino,
per tutti quelli che oggi passeranno all’altra vita;
preservali dalle pene dell’inferno e conducili nel santo paradiso.
Così sia.

OFFERTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE PER I DEFUNTI
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse durante la dolorosa agonia nell’orto degli ulivi,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse nella crudele flagellazione e coronazione di spine,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse lungo la via del Calvario,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse nella crocifissione e nelle ore di agonia sulla Croce,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo
Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto,
sparse dalla ferita del suo sacratissimo Cuore,
per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio,
specialmente per l’anima di… (nome)
L’eterno riposo


PREGHIERA ALLA REGINA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE
O Maria, noi ti salutiamo Regina del preziosissimo Sangue,
poiché il Sangue divino è il titolo supremo della tua regalità sul mondo intero.
Tu l’hai elargito al Figlio di Dio.
Ti sei unita all’offerta del Sangue che l’Agnello immacolato Gesù
ha versato per la riconciliazione di Dio con gli uomini e tra di loro.
Per questo sei per noi Madre nell’ordine della grazia
e Dispensatrice dei benefici della redenzione su tutti i tuoi figli qui in terra
e sulle Anime Sante del purgatorio.
Ti preghiamo, o Madre, ottienici con la tua intercessione una più larga effusione
di questo Sangue adorabile sul Papa, sui Vescovi, sui Sacerdoti, sulle persone consacrate,
sui sofferenti, sui fedeli del popolo di Dio, su tutti, perché,
purificati e rinnovati nel Sangue di Cristo, possano raggiun­gere la piena comunione con Dio
e celebrare il trionfo del Sangue dell’Agnello nella Gerusalemme celeste. Amen.

LITANIE DEL PREZIOSISSIMO SANGUEmost-precious-blood-of-jesus

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Sangue di Cristo, Unigenito dell’Eterno Padre salvaci
Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato salvaci
Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza salvaci
Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia salvaci
Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione salvaci
Sangue di Cristo, stillante nella coronazione di spine salvaci
Sangue di Cristo, effuso sulla croce salvaci
Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza salvaci
Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono salvaci
Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime salvaci
Sangue di Cristo, fiume di misericordia salvaci
Sangue di Cristo, vincitore dei demoni salvaci
Sangue di Cristo, fortezza dei martiri salvaci
Sangue di Cristo, vigore dei confessori salvaci
Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini salvaci
Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti salvaci
Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti salvaci
Sangue di Cristo, consolazione nel pianto salvaci
Sangue di Cristo, speranza dei penitenti salvaci
Sangue di Cristo, conforto dei morenti salvaci
Sangue di Cristo pace e dolcezza dei cuori salvaci
Sangue di Cristo, pegno della vita eterna salvaci
Sangue di Cristo, che liberi le anime del purgatorio salvaci
Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore salvaci.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
abbi pietà di noi.

Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue, e ci hai fatti regno per il nostro Dio.

Preghiamo:
Eterno Padre, ricevi per mezzo del Cuore addolorato di Maria, il Sangue divino che Gesù Cristo, Figlio Tuo, ha sparso nella Sua Passione: per le Sue Piaghe, per il Volto sfigurato, per il Suo Capo trapassato di Spine, per il Cuore straziato, per la Sua Agonia nel Getsemani, per la Piaga della Spalla; per la Sua Passione e Morte, per tutti i meriti Suoi Divini e per le Lacrime e Dolori di Maria Corredentrice: perdona le anime e salvaci dall’eterna dannazione. Amendeef6988a1300f7d36cb27636c9651d8

Costanza Miriano:”scuse ai gay? Ma il Papa ha appena fatto una dichiarazione comune con la chiesa armena IN DIFESA DELLA FAMIGLIA NATURALE ed invece i giornalisti riportano solo quello che gli fa comodo”

Papa Francesco, di ritorno dal viaggio apostolico in Armenia, ha rilasciato un’intervista in aereo ai giornalisti…e subito si è scatenato il bombardamento mediatico ed i giornali hanno mostrato i titoloni “La Chiesa chiede perdono ai gay”…ma il Papa ha detto ben altro: ha invitato tutti, anche i gay, alla conversione, perchè anche stavolta il Papa ha citato il Catechismo della Chiesa cattolica in merito all’omosessualità, ai paragrafi 2357, 2358, 2359

« gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm

Inoltre afferma che le persone omosessuali non vanno discriminate, ma con gentilezza “vanno accompagnate”, cioè guidate alla conversione, perché si rendano conto del loro peccato e siano salvate in virtù della Misericordia concessa da Dio a chi si pente e cambia vita in conformità al Vangelo di Cristo. 

COSTANZA MIRIANO“Il Papa ha parlato di genocidio armeno e ha fatto una dichiarazione comune in difesa della famiglia naturale eppure i giornalisti riportano solo le frasi dette in aereo sui gay”. Sentita da IntelligoNews, il 27 giugno 2016 la giornalista e scrittrice Costanza Miriano ha affermato che le parole del Papa sono state strumentalizzate:

sposati-e-sii-sottomessa-2-e1317137813660“Bisognerebbe ascoltare il Papa con il cuore di un fedele, solo così si capisce che questo Papa non sta cambiando niente ma sta cercando di convertirci, è un invito alla conversione ogni volta che manchiamo verso qualcuno e ognuno di noi è mancato verso i bambini i poveri e tante categorie. Sicuramente in passato le persone con tendenze omosessuali hanno sofferto. Il problema è che tutto quello che lui dice viene usato contro la dottrina e magistero. I giornalisti mostrano una dottrina “cattiva” e un Papa “buono” ma non è così. Se noi ascoltiamo con cuore leale e da discepoli non c’è niente di ambiguo, se ascoltiamo con cuore malizioso che vuole far apparire una Chiesa retrograda troviamo mille modi per leggere così le sue dichiarazioni”.

Quindi le cose non stanno come riportano i giornali oggi dopo il colloquio in aereo con il Pontefice? 
 
firma20congiunta-kkbg-u1080967531367q1f-1024x576lastampa-itI giornalisti riportano solo quello che fa comodo alla linea del loro giornale. Perché i media laici non hanno dato alcun risalto alla dichiarazione congiunta sulla famiglia di Papa Francesco e del capo della Chiesa Armena, Catholicos Karekin II?
In questa dichiarazione si esprime preoccupazione “per la crisi della famiglia in molti Paesi”.
La Chiesa apostolica armena e la Chiesa cattolica – ricorda ancora il testo comune – condividono “la medesima visione della famiglia, basata sul matrimonio, atto di gratuità e di amore fedele tra un uomo e una donna”. Sono parole chiarissime! Secondo me dovremmo ascoltare meno alcune notizie, non è che ogni giorno c’è una novità sul piano dottrinale. La vera notizia è che il Papa è andato in Armenia, ha abbracciato i cristiani armeni e ha ammesso che c’è stato un genocidio. Tutto il resto sono parole, non è che ogni giorno cambia la dottrina e il magistero”. 
 
Lei sostiene che i discorsi in aereo non siano magistero? 
 
“Ma anche se lo fossero non ha detto nulla di nuovo.  È vero che spesso in passato la Chiesa è stata concentrata più sulla sessualità che su altre questioni. Ma a me pare che il deposito della fede sia chiarissimo, senza sbavature. Questa cosa di cercare sempre la notizia in modo malizioso lo trovo poco intelligente, il problema è che ai giornali non gliene frega niente di capire i cammini di fede. Io mi sento una fedele non una giornalista nei confronti del Papa e non mi sembra che abbia mai detto niente contrario alla dottrina”. 
 
Intanto Vendola e Tobia tornano a Terlizzi con il loro bambino ottenuto con l’utero in affitto… dobbiamo chiedere scusa anche a loro o su questo c’è una visione chiarissima della Chiesa? 
 
Su tutti punti c’è una visione chiara, io non ho nessun diritto di ricevere le scuse di Vendola. MA quel bambino un giorno avrà il diritto di avere delle scuse, magari dalla madre che ha venduto il suo patrimonio genetico e dalla donna che ha ceduto il suo utero per portare avanti la gestazione. Tobia avrà diritto a ricevere le scuse di due donne e di due uomini o no? Questo perché l’adozione è un atto che va a sanare una ferita che si è creata a causa di situazioni drammatiche (come ad esempio la morte dei genitori o l’abbandono del neonato), qui invece si tratta di un atto programmato per creare un bambino che sarà orfano di madre”.
Secondo molte ricerche internazionali, risulta che l’Italia è uno dei Paesi più gay-friendly del Mondo.  Forse non è un caso che sia anche il Paese più cattolico del mondo…
 
“Ma perché i cattolici sono friendly con tutti. Tutto questo risentimento (contro i gay) è solo immaginato ed è stato accentuato in modo pretestuoso per chiedere diritti e fare propaganda rispetto alla quale io posso essere contraria senza per forza essere tacciata di omofobia. Io penso che oggi, nel 2016, il problema non esiste. Basta pensare che l’Italia è stato uno dei primi paesi al mondo che ha depenalizzato l’omosessualità alla fine del 1800.  Mio padre che è del 1936 mi ha raccontato che aveva amici omosessuali e che questi non avevano alcuno tipo di derisione da parte della comunità. Ci sono omossessuali santi, altri cretini e altri ancora geniali, insomma come tutto il resto dell’umanità. Mi ricordo un reportage di ‘Repubblica’ in cui il giornalista cercava a tutti costi un gay maltrattato, il massimo che ha trovato era il titolare di un bar che diceva di sentirsi gli sguardi della gente addosso. Allora che dovrebbe dire Mario Adinolfi che lo insultano continuamente per il suo aspetto fisico?”
 A proposito di “gender”, Papa Francesco ha appena dichiarato ufficialmente (e lo ha ripetuto centinaia di volte) che l’ideologia gender è “una colonizzazione ideologica”, è una “ideologia demoniaca” ed “è al di fuori del progetto di Dio”. Parole chiarissime.

 Poi, ognuno è libero di farsi piacere quello che gli pare… Ma BASTA strumentalizzare e storpiare le parole del Papa, per fargli dire quello che fa comodo alle lobby, capito cari giornalisti di Repubblica & c. ?

Fonti

Dichiarazione congiunta di Papa Francesco e Chiesa armena: La Chiesa apostolica armena e la Chiesa cattolica – si ricorda nel testo – condividono “la medesima visione della famiglia, basata sul matrimonio, atto di gratuità e di amore fedele tra un uomo e una donna”.

http://it.radiovaticana.va/news/2016/06/26/dichiarazione_congiunta_del_papa_e_del_catholicos/1240202

Riti satanici e abusi sessuali: condannati a 16 anni di carcere i responsabili della comunità di Taviano (Lecce)

I piccoli ospiti della casa famiglia “Oberon” di Taviano, invece di trovare cure ed accoglienza, si sono ritrovati ridotti in schiavitù  in una setta satanica, a subire maltrattamenti ed abusi sessuali, costretti a partecipare a riti satanici in chiese sconsacrate. I fatti risalgono agli anni tra il 2009 e il 2012. Gli imputati sono rispettivamente il direttore ed il responsabile della struttura “Oberon ” di Taviano, i capi della setta. Ai rituali satanici partecipavano anche altri addetti operatori della struttura.

20 giugno 2016  Il  pubblico ministero Maria Rosaria Micucci ha invocato complessivamente 33 anni di carcere per Luigi Fattizzo, 54enne di Parabita, e Stefano Portaccio, 46enne di Poggiardo. Nello specifico,  9 anni  con l’accusa di maltrattamenti,  7 anni per violenza sessuale e mesi 6 di reclusione per minacce. Dunque, per ciascun imputato il pm ha chiesto una condanna a 16 anni e sei mesi. Entrambi condannati anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dovranno versare provvisionali da 10 a 20mila euro ad alcune parti civili come l’associazione Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie di Lecce presieduta da Grazia Manni, assistita dall’avvocato Erlene Galasso; il Comune di Casarano (che pagava la retta per tre ospiti della struttura), rappresentato dall’avvocato Bruno Ciccarese; e la vittima di abusi, assistita dall’avvocato Giovanni Bellisario.

Durante il processo si sono costituiti parte civile tre giovani “ospiti”. L’inchiesta ha fatto luce sugli abusi e maltrattamenti allinterno della struttura.

Il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci nel corso della sua requisitoria ha ripercorso uno degli episodi più agghiaccianti di cui fu vittima la ragazza di 16 anni, rituali compiuti duranti le festività cattoliche, per esempio durante la notte di Natale. Alla fine dei rituali, le veniva detto “Ora sei una di noi”: 
“Fu condotta in chiesa di notte. Durante il trasporto venne legata con una corda a cui erano attaccati pezzi di vetro. Venne poi condotta e legata all’altare dopo che le vennero somministrate delle gocce di medicinale. Gli imputati tiravano fuori delle ostie e le sconsacravano. Dicevano frasi rituali. Ripetevano il Padre nostro al contrario. Inneggiavano a Satana. C’erano altre figure con mantelli bianchi e neri, che agitavano croci rovesciate su di lei. La giovane veniva poi ferita con altri  pezzi di vetro presi dal muro; veniva palpeggiata e anche baciata sul collo e sulla bocca dai due imputati.

E’ ancora visibile un segno a forma di croce sulla parte bassa della schiena della giovane ed altre ferite su più parti del corpo”. 

Invece quando si trovava all’interno della Comunità Fu costretta a scrivere delle lettere in Comunità e scrivere che stava bene, nonostante fosse scappata più volte. “

Il pm ha anche ricostruito il comportamento di omertà intorno alla vicenda, evidentemente frutto del clima di estrema paura e delle intimidazioni ai danni degli ospiti. Altre sei persone sarebbero state oggetto di maltrattamenti fisici di vario tipo: schiaffi, insulti, capelli tirati e percosse con il manico di una scopa. L’inchiesta è stata condotta dagli uomini  del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Casarano e del Nas di Lecce.  Nelle perquisizioni sono stati ritrovati talari ed oggetti per i rituali satanici e videocassette, tra cui Fiumi di Porpora 1 e 2 e l’Esorcista. Gli ospiti erano infatti costretti dai due imputati a vedere ripetutamente questi film horror. Tutti i ragazzi hanno subito danni psicologici particolarmente evidenti, tanto che si sono rifiutati persino di sottoporsi alle cure mediche.

Fonti

http://www.leccenews24.it/cronaca/abusi-sessuali-e-riti-satanici-nella-comunita-chiesti-in-totale-33-anni-di-carcere-per-i-due-imputati.htm  http://www.corrieresalentino.it/2016/04/testimonianza-choc-in-aula-di-una-ragazza-in-una-chiesa-partecipavo-a-riti-satanici/

La verità sulla strage di Orlando: niente omofobia, ma una “vendetta”del killer che temeva di essere sieropositivo

E’ arrivata la notizia bomba: il killer della strage di Orlando, in Florida, avvenuta il 12 giugno 2016, nella nota discoteca gay Pulse, era gay. Lo ha detto l’ex moglie, l’hanno riconosciuto tra i frequentatori abituali del Pulse alcuni transessuali che lavoravano nel locale, aveva scaricato un’applicazione dedicata agli incontri tra uomini chattando con omosessuali. Insomma il killer Omar Mateen era un cliente affezionato del locale gay e tutti lo sapevano.

Ma se Omar Mateen era lui stesso gay, non si può più affermare che il movente della strage fosse l’omofobia. Così penserebbe ogni persona minimamente equilibrata…

Ma la disinformazione anticristiana è sempre dietro l’angolo! La colpa è sempre dei “cattivoni” (i cattolici che difendono la famiglia naturale), che ostacolano le rivendicazioni arcobaleno e che riescono persino a fare proseliti fra i gay stessi… 

Repubblica poi è come sempre “impagabile” nel manipolare le notizie…Infatti è risaputo che Omar Mateen è islamico, ma guai a dirlo! Mateen è stato ucciso dalla polizia durante l’irruzione al Pulse, il locale gay nel quale è stata compiuta la strage; era un cittadino americano di origine afghana e poco prima di essere ucciso aveva giurato fedeltà allo Stato Islamico (o ISIS) durante una delle telefonate avute con la polizia mentre era rinchiuso con alcuni ostaggi in un bagno del locale…ma ovviamente i media di regime sorvolano sul terrorismo islamista, meglio parlare di integralismo, così si tengono fuori i musulmani – che a farli arrabbiare si corrono rischi – e mettiamo nell’angolo i cattolici, diamo pure la colpa sempre a loro, ma non tutti, solo quelli veri, cioè che si ostinano a difendere la famiglia e ad opporsi alle lobby LGBT ed alla dittatura gender..

L’impagabile Paola Concia si arrampica sugli specchi e c’insegna che il caso del gay attentatore sarebbe ” un caso lampante di omofobia interiorizzata”. La narrativa LGBTQ improvvisamente sposta la mira dall’omofobia tout court all'”omofobia interiorizzata”, ovvero l’adesione dell’omosessuale alle categorie eterosessiste… 

Ma tutta l’impalcatura LGBT crolla davanti alla svolta. In un’intervista resa all’emittente Univision Noticias, un canale via cavo americano in lingua spagnola, un omosessuale ispanico, le cui generalità rimangono riservate (si è identificato solo col nome “Miguel”), ha dichiarato di avere avuto una relazione con l’assassino di Orlando per due mesi e di potere affermare che Omar Mateen era gay “al 100%” e di essere convinto che la vendetta sia stato il movente della strage. L’uomo, che è stato ascoltato dall’FBI, ha dichiarato all’intervistatrice Maria Elena Salinas di avere conosciuto Mateen attraverso una applicazione internet per appuntamenti gay, di avere avuto una relazione con lui per due mesi fino al dicembre 2015, trovando il futuro omicida “un tipo molto dolce”.

Miguel ha affermato che la ex moglie di Omar Mateen era al corrente dell’omosessualità del marito e che il loro matrimonio era stato voluto dal padre di Omar, fondamentalista islamico, e che era solo un matrimonio di facciata…ma tutti sapevano.

Ha poi aggiunto: “Omar adorava i Latinos, i Latinos gay, con la pelle scura – ma si sentiva respinto. Si sentiva utilizzato da loro – C’erano stati momenti in discoteca Pulse che lo avevano fatto sentire davvero male. I ragazzi lo utilizzavano. Questo davvero lo aveva colpito. Credo che questa cosa orribile e folle che ha fatto sia stata una vendetta”.

L’uomo ha raccontato anche i motivi che avrebbero scatenato la furia omicida di Mateen; oltre alla sua esaltazione per lo Stato islamico (il padre è un immigrato afghano estimatore dei talebani, e questo l’FBI lo sapeva e non ha fatto nulla per tenere sotto controllo questi personaggi già segnalati), Omar Mateen era molto preoccupato.

Si era incontrato con due gay portoricani, uno dei quali, dopo il rapporto gli aveva rivelato di essere sieropositivo. Mateen fece un test risultato negativo, ma ciò non lo aveva tranquillizzato giacché la positività può rivelarsi mesi dopo il contagio. «Quando gli domandai che cosa avrebbe fatto la sua risposta fu: ho intenzione di fargliela pagare per quello che mi hanno fatto». Miguel ha aggiunto che se lo scopo di Mateen fosse stato quello di uccidere più persone possibile sarebbe andato al Parliament, un altro locale gay di Orlando che contiene molte più persone del Pulse. Quel giorno, 12 giugno, al Pulse c’era proprio una festa di gay portoricani…

Dunque si è trattato di torbida vendetta, unita al terrorismo islamista: ovvero la “solita” maledetta banalità del Male. Ma è vietato parlarne…la verità è troppo scomoda.

Fonti

http://www.univision.com/noticias/masacre-en-orlando/entrevista-exclusiva-presunto-amante-de-omar-mateen-dice-que-la-masacre-en-orlando-fue-una-venganza-relacionada-con-su-sexualidad

http://www.cbsnews.com/news/orlando-shooting-man-who-says-he-was-omar-mateen-gay-lover-speaks-out-univision/

La UE impone la politica dittatoriale del gender…ma un’ Europa che vuole snaturare la vera famiglia e limitare la libertà di parola, è solo un totalitarismo.

Il 17 giugno 2016 tutti i 28 stati membri europei hanno firmato un documento chiamato “List of actions by the Commission to advance LGBTI equality, redatto per conto della Commissione europea dalla Commissione per la Giustizia, i Consumatori e l’Uguaglianza di Genere.
Si tratta di una serie di azioni concrete per diffondere il credo della teoria del gender in tutta Europa: “intraprendere ampie ed inclusive campagne di comunicazione” affinchè “i cittadini UE cambino positivamente il loro atteggiamento nei confronti delle persone LGBTI”;  dareuna maggiore visibilità alle questioni trans e intersessuali all’interno della UE”;  farrispettare le leggi esistenti che limitano la libertà di parola, ospitando incontri tematici riguardo l’effettiva prosecuzione dei crimini e discorsi d’odio omofobico e transfobico”; implementare “la legislazione a livello nazionale riguardo i crimini e i discorsi d’odio, la non discriminazione e le questioni transgender”;  combattere le discriminazioni all’interno delle scuole; istituire un sistema di controllo per verificare se gli Stati membri si adeguano alle direttive europee su questa materia: in particolare la UE dovrà prestare “attenzione al godimento dei diritti fondamentali da parte delle persone LGBTI in occasione della verifica dei diritti fondamentali di qualsiasi proposta politica”.

Un documento quindi che ci fa comprendere come l’Unione europea sia gravemente bulimica di omosessualità. La Disunione europea, che impone l’austerità agli stati sudditi, per promuovere il benessere intoccabile dell’èlite. Una finta Unione che impone i propri diktat e non rispetta i diritti di tutti, IN PRIMIS I DIRITTI DELLE FAMIGLIE, ma impone solo quelli che fanno comodo alle lobby.

L’Unione Europea si è fondamentalmente dimostrata inemendabile, incorreggibile, insanabile. Oggi possiamo dire che l’unione europea, auspicata nel dopoguerra da grandi personalità come un traguardo di pace e di prosperità, si è realizzata in un modo inatteso, che non può non suscitare dubbi e perplessità in un attento osservatore.Nel cammino per costruire l’Europa unita tocca ripartire quasi da zero, con un progetto di Europa federalista, autonomista, che abbia al centro le comunità e non i mercati, che si fondi sui popoli e sulle regioni e non sui trattati internazionali massonici che annientano le sovranità popolari. Serve un’Europa non omologante, non volta a livellare le culture, ma ricca delle mille culture che la compongono, e che le voglia tutelare. Ma allora serve un’Europa che sia l’esatto contrario dell’UE.Quella che è andata formandosi negli ultimi decenni infatti, è un’Europa che ha scelto, sotto molti aspetti, un percorso di discontinuità anche traumatica con la sua millenaria storia, facendo scelte che rappresentano una svolta gravida di conseguenze culturali, sociali e antropologiche: basti pensare, per esempio, all’esplicita rinuncia al riferimento alle radici giudaico-cristiane nella propria Costituzione.

Papa Francesco:  «Solo un’Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose cristiane, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialità, può essere più facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente, perché è proprio l’oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza».

francesco-parlamento

Il 25 novembre 2014 Papa Francesco ha visitato a Strasburgo il Parlamento Europeo. In due testi molto impegnativi, Papa Francesco ha collegato l’attuale grave crisi dell’Europa e delle sue istituzioni al rifiuto di riconoscere le radici cristiane e di aprirsi al trascendente, abbandonando la nozione di verità e degenerando nel relativismo e nel soggettivismo, promossi dagli «imperi invisibili» dei poteri forti, nemici della vita, della famiglia e della libertà religiosa.

radici-cristiane-3
LE RADICI CRISTIANE D’EUROPA: L’IDENTITA’ DELL’EUROPA E’ IL CRISTIANESIMO

Papa Francesco ha ricordato ai deputati la visita di San Giovanni Paolo II nel 1988 e il suo appello perché le istituzioni europee riconoscessero le radici cristiane del continente.

Da dove viene questa crisi dell’Europa? I «Padri fondatori dell’Unione europea», che erano cristiani, volevano fondare una nuova Europa sulla «fiducia nell’uomo, non tanto in quanto cittadino, né in quanto soggetto economico, ma nell’uomo in quanto persona dotata di una dignità trascendente». Il cittadino non basta. Il soggetto economico non basta. Occorre riconoscere nell’uomo «lo stretto legame che esiste fra queste due parole: “dignità” e “trascendente”». Ma questo che cosa significa? Francesco ha ricordato il ricco Magistero di San Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI sull’Europa.

Nel nostro continente è nata l’autentica nozione dei diritti della persona, che trova il suo fondamento «nel pensiero europeo, contraddistinto da un ricco incontro, le cui numerose fonti lontane provengono “dalla Grecia e da Roma, da substrati celtici, germanici e slavi, e dal cristianesimo che li ha plasmati profondamente” dando luogo proprio al concetto di “persona”».

La storia recente dell’Unione Europea, ha ammonito Francesco, mostra però pure «alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi è infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali, sono tentato di dire “individualistici”, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una “monade” (μονάς), sempre più insensibile alle altre “monadi” intorno a sé.». Riprendendo un pensiero di Benedetto XVI, Francesco ha aggiunto che «al concetto di diritto non sembra più associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere», così separando impropriamente la dimensione individuale dei diritti dal bene comune. «Infatti, se il diritto di ciascuno non è armonicamente ordinato al bene più grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze».

Nel concetto naturale e cristiano dei diritti e dei doveri c’è molto di più. «Parlare della dignità trascendente dell’uomo, significa fare appello alla sua natura, alla sua innata capacità di distinguere il bene dal male, a quella “bussola” inscritta nei nostri cuori e che Dio ha impresso nell’universo creato», che ha fatto dell’uomo un «essere relazionale» che vive dei legami con gli altri e con Dio. Al contrario, ha detto il Papa, «una delle malattie che vedo più diffuse oggi in Europa è la solitudine, propria di chi è privo di legami».

Questa solitudine «è stata poi acuita dalla crisi economica, i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale….è andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilità dei singoli popoli, se non addirittura dannose. Da più parti si ricava un’impressione generale di stanchezza, e d’invecchiamento, di un’Europa nonna e non più fertile e vivace.

Una «concezione omologante della globalità colpisce la vitalità del sistema democratico depotenziando il ricco contrasto, fecondo e costruttivo, delle organizzazioni e dei partiti politici tra di loro. Così si corre il rischio di vivere nel regno dell’idea, della sola parola, dell’immagine, del sofisma… e di finire per confondere la realtà della democrazia con un nuovo nominalismo politico.

Mantenere viva la democrazia in Europa richiede di evitare tante “maniere globalizzanti” di diluire la realtà: i totalitarismi del relativo, i fondamentalismi astorici, gli eticismi senza bontà, gli intellettualismi senza sapienza». Questa non è libertà ma cedimento alla «pressione di interessi multinazionali non universali», «sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti».

Sconosciuti sì, ma di cui sappiamo che non amano «la famiglia, cellula fondamentale ed elemento prezioso di ogni società. La famiglia unita, fertile e indissolubile porta con sé gli elementi fondamentali per dare speranza al futuro. Senza tale solidità si finisce per costruire sulla sabbia, con gravi conseguenze sociali».0772a42

Fonti

Discorso Papa Francesco al Parlamento Europeo 

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/november/documents/papa-francesco_20141125_strasburgo-parlamento-europeo.html

UE impone il gender

http://ec.europa.eu/justice/discrimination/files/lgbti_actionlist_en.pdf

http://osservatoriogender.famigliadomani.it/28-paesi-firmano-accordo-congiunto-unasse-europeo-promuovere-gender-diktat/

 

Criticare il gender non è reato: respinta la denuncia al card. Cañizares, Arcivescovo della città di Valencia.

I giudici di Valencia finalmente hanno riscontrato che le accuse e la denuncia delle lobby/comunità LGBT contro il card. Antonio Cañizares, Arcivescovo della città di Valencia (in foto), sono totalmente inconsistenti ed inammissibili! Lo stesso quindi dicasi delle false accuse mosse contro il nostro don Massimiliano Pusceddu: criticare il gender non è reato e non è “omofobo” chi difende la famiglia naturale.   

I giudici avevano sei mesi per decidere se procedere o archiviare il caso, ma hanno impiegato appena una settimana. Tanto era inconsistente l’accusa, per cui il Tribunale Superiore di Giustizia della Comunidad Valenciana ha rapidamente dichiarato inammissibile la denuncia nei confronti del card. Antonio Cañizares, Arcivescovo della città spagnola.

Contro di lui si erano scagliate le ire di alcuni gruppi femministi e della comunità lgbt, nonché di un’associazione dedita all’accoglienza degli immigrati. Dopo che il porporato aveva osato criticare l’ideologia gender e una legge locale che consente ai minori di cambiar sesso anche senza l’autorizzazione dei genitori, invitando i cattolici all’obiezione di coscienza, essi avevano adito le vie legali per “incitamento all’odio contro omossesuali e femministe”.

Le toghe, tuttavia, non hanno riscontrato alcun profilo di reato. Sulla base della Costituzione spagnola e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, hanno ritenuto infatti che le dichiarazioni dell’Arcivescovo di Valencia attengono alla libertà d’espressione.

Si legge nelle motivazioni addotte dai giudici che “la tolleranza verso tutti i tipi di idee, che è tutelata dalla libertà ideologica e di espressione, non significa condiscendenza, accettazione o comprensione, ma solo che le idee, in quanto tali, non debbono essere perseguite penalmente”.

Di qui la decisione di non avviare alcuna indagine nei confronti di Cañizares, al fine di “evitare di sottoporre una persona a un procedimento penale a seguito di denunce imprudenti e/o a seguito di fatti che non costituiscono evidentemente un reato penale”.

Mentre le associazioni che hanno sporto denuncia si sono precipitate a far ricorso, al card. Cañizares ha espresso “vicinanza e sostegno” il segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, mons. José Maria Gil Tamayo. Questi ha sottolineato come la sentenza sia giusta, in quanto i vescovi spagnoli dovrebbero avere la libertà di insegnare il Vangelo.

Un altro esponente dell’episcopato iberico si è mobilitato questa settimana per attestare il proprio sostegno a Cañizares. Si tratta di mons. Jesus Sanz, Arcivescovo di Oviedo, che ha fatto recapitare al suo collega di Valencia una lettera nella quale sottoscrive le parole di condanna nei confronti del gender. Anche mons. Sanz definisce “dannosa” tale ideologia “in tutte le sue varianti e strategie”, di carattere “demagogico, politico e culturale”.

L’Arcivescovo di Oviedo si scaglia inoltre contro la strumentalizzazione che alcuni di questi gruppi denuncianti hanno fatto di Papa Francesco, al quale – hanno annunciato – invieranno una petizione per chiedergli di condannare le parole di Cañizares.

Mons. Sanz ricorda che il Pontefice non perde occasione per biasimare il gender, da lui definito uno “sbaglio della mente umana”.

Non è mancato, nella lettera di Sanz, un riferimento ai manifesti blasfemi affissi sui muri di Valencia da gruppi omosessuali. Il presule ha rilevato che il clima di anti-clericalismo in Spagna è testimoniato da episodi di tal risma, che purtroppo non sono isolati.

Egli ha citato un’altra espressione di odio verso la fede cattolica che si verificò nel marzo 2011 nella cappella dell’Università Complutense: decine di persone tra cui l’attivista del partito d’estrema sinistra Podemos, Rita Maestre, assaltarono, profanandolo, il luogo sacro.

L’invito di Sanz è però a non disperare. Del resto la Spagna è storicamente un Paese che attira i rancori violenti della sovversione anti-clericale proprio per la robusta fede in Cristo che l’ha sostenuta nel corso dei secoli. E che non è tramontata, come dimostra la fiumana di persone che ha accompagnato la statua della Virgen de los Desamparados per le strade di Valencia. Il card. Cañizares non è solo.

Fonte

Criticare il gender non è reato: respinta la denuncia al card. Cañizares

Papa Francesco torna a denunciare il genocidio degli armeni e lo paragona all’attuale MARTIRIO DEI CRISTIANI: “oggi i cristiani sono perseguitati più che al tempo dei primi martiri”.

 

Il Papa in Armenia per l’omaggio alle vittime del genocidio. Il Papa si è recato alla “Fortezza delle rondini”, il mausoleo del genocidio, il luogo più sacro per gli armeni.

“Qui prego, col dolore nel cuore, perché non vi siano più tragedie come questa, perché l’umanità non dimentichi, sappia vincere con il bene il male. Dio conceda all’amato popolo armeno e al mondo intero pace e consolazione. Dio custodisca la memoria del popolo armeno, la memoria non va annacquata né dimenticata, la memoria è fonte di pace e di futuro”: sono queste le parole vergate di pugno dal Papa sul Libro d’Onore del Memoriale del genocidio armeno. –

http://it.radiovaticana.va/news/2016/06/25/il_papa_al_memoriale_che_ricorda_il_massacro_degli_armeni/1239882

STORIA DEGLI ARMENI.jpg

In Armenia, prima Nazione cristiana, Paese che “conosce la persecuzione” e ha subito il primo “genocidio” del ‘900, papa Francesco, rischiando un incidente diplomatico, torna a denunciare che oggi “i cristiani, come e forse più che al tempo dei primi martiri, sono in alcuni luoghi discriminati e perseguitati per il solo fatto di professare la loro fede”. Parole forti nel Paese che ha vissuto il “Metz Yeghérn”, il “Grande Male”, come gli armeni chiamano la persecuzione turca che tra il 1915 e il 1916 provocò almeno un milione e mezzo di morti.

“Grande male”, che “inaugurò purtroppo il triste elenco delle immani catastrofi del secolo scorso”, evocato oggi dal Papa – che ha parlato di “genocidio”, parola invisa ai turchi – nel discorso che ha rivolto il 24 giugno 2016 alle autorità politiche, ai rappresentanti della società civile e del mondo della cultura e ai membri del corpo diplomatico nel Salone principale del Palazzo presidenziale di Yerevan, presenti circa 250 persone.

Già  il 12 aprile 2015 in un saluto speciale rivolto ai fedeli di rito armeno Papa Francesco, richiamando le parole di Giovanni Palo II del 2001, disse che quello subito dal popolo armeno costituiva a tutti gli effetti «il primo genocidio del XX secolo». Questo suo chiaro riferimento causò l’irritata reazione dei turchi che arrivarono perfino a richiamare in patria (“per consultazioni”) il proprio ambasciatore Mehmet Pacaci. In Turchia si parlò di “inaccettabile calunnia”.

L’incidente diplomatico fece sobbalzare qualche sedia in Segreteria di Stato, ma il Papa nell’omelia di Santa Marta del 13 aprile disse chiaramente che «non bisogna avere paura di chiamare le cose con il proprio nome». La cosa poi rientrò, grazie a un paziente lavoro di ricucitura con i turchi, e tutto lasciava presagire che quella parola non si sarebbe più pronunciata. Invece ieri Papa Francesco l’ha pronunciata di nuovo. 

La parola non era contenuta nel testo consegnato ai giornalisti e, dunque, nulla lasciava pensare che avrebbe subito affermato che quanto accadde nel 1915, e che solo Papa Benedetto XV aveva avuto il coraggio di denunciare apertamente,era un genocidio.

«Quella tragedia, quel genocidio – ha aggiunto nel suo discorso davanti al presidente Serzh Sargsyan, alle autorità politiche e diplomatiche dell’Armenia,- inaugurò purtroppo il triste elenco delle immani catastrofi del secolo scorso, rese possibili da aberranti motivazioni razziali, ideologiche o religiose, che ottenebrarono la mente dei carnefici fino al punto di prefiggersi l’intento di annientare interi popoli».

Così il «Grande male», il “Metz Yeghéer” come lo chiamano in Armenia, è stato nuovamente indicato come «genocidio», senza tanti giri di parole. Non solo, Papa Francesco ha fatto anche un’altra sottolineatura a braccio che è molto significativa.

399481_354207081322780_1926975704_n
GENOCIDIO ARMENI

«È tanto triste – ha specificato Papa Francesco- sia in questo armeno come negli altri due (riferendosi al genocidio degli ebrei e quello causato dal comunismo, nda), le grandi potenze internazionali guardavano da un’altra parte».

Qui il Papa ha fatto riferimento esplicito all’attuale persecuzione dei cristiani:

«Oggi, in particolare i cristiani, come e forse più che al tempo dei primi martiri, sono in alcuni luoghi discriminati e perseguitati per il solo fatto di professare la loro fede, mentre troppi conflitti in varie aree del mondo non trovano ancora soluzioni positive, causando lutti, distruzioni e migrazioni forzate di intere popolazioni. È indispensabile perciò che i responsabili delle sorti delle nazioni intraprendano con coraggio e senza indugi iniziative volte a porre termine a queste sofferenze, facendo della ricerca della pace, della difesa e dell’accoglienza di coloro che sono bersaglio di aggressioni e persecuzioni, della promozione della giustizia e di uno sviluppo sostenibile i loro obiettivi primari».

0011773772
PAPA FRANCESCO IN ARMENIA CON IL PATRIARCA KAREKIN II

Anche per questo il lavoro ecumenico con la Chiesa Apostolica Armena, una chiesa molto vicina a quella cattolica e antichissima, diventa importante. Lo ha ricordato il Papa durante la visita di preghiera alla cattedrale apostolica, rivolgendosi al Patriarca Karekin II. «Il mondo – ha ricordato ancora Francesco – è purtroppo segnato da divisioni e conflitti, come pure da gravi forme di povertà materiale e spirituale, compreso lo sfruttamento delle persone, persino di bambini e anziani, e attende dai cristiani una testimonianza di reciproca stima e fraterna collaborazione, che faccia risplendere davanti ad ogni coscienza la potenza e la verità della Risurrezione di Cristo».

Questa testimonianza dei cristiani, nella persecuzione che stanno subendo in Medio Oriente, per il Papa prende la forma del «martirio», come aveva ricordato in un recente incontro a Roma incontrando la comunità di Villa Nazareth. Lì aveva specificato che la parola «genocidio» non si addice, appunto, a questa persecuzione che è un «martirio». Mentre, ancora una volta, ha fatto capire che la parola «genocidio» va benissimo quando si tratta delle immani tragedie del secolo scorso.

IL RUOLO FONDAMENTALE DEL VATICANO PER FERMARE IL GENOCIDIO DEGLI ARMENI: Intervista a Valentina Vartui Karakhanian, che è l’autrice, insieme a Omar Viganò, del volume La Santa Sede e lo sterminio degli armeni nell’impero ottomano” (edizioni Guerini e Associati, pp. 294, euro 25,50, prefazione di Antonia Arslan), che svela i documenti dell’archivio segreto del Vaticano e «il lavoro fondamentale fatto dalla Santa Sede e dal Papa per porre fine al genocidio»

 

1120463495111
PAPA BENEDETTO XV

Che contributo dà questo volume nel sottrarre dall’oblio il genocidio armeno?
Tratta di un aspetto specifico della vicenda del genocidio cominciato il 24 aprile del 1915, ossia del ruolo della Santa Sede nel cercare di fermare la strage negli anni della Prima guerra mondiale. Come diplomati alla scuola di archivistica vaticana, io e Omar Viganò, abbiamo tracciato l’operato della diplomazia della Santa Sede, selezionando i principali documenti degli archivi segreti vaticani, da cui emerge la centralità del suo ruolo nel frenare le deportazioni. Il Vaticano lavorò tramite i suoi diplomatici nei vari paesi coinvolti nel conflitto mondiale. Determinante fu poi l’azione di monsignor Angelo Maria Dolci, delegato apostolico della Santa Sede a Costantinopoli. Infine, furono fondamentali gli interventi della Segreteria di Stato e sopratutto di papa Benedetto XV.

Come agì il Papa?
Ci sono tre passaggi fondamentali descritti da tre lettere indirizzate al sultano Mehmet V per supplicarlo di porre fine al genocidio. Sono contenuti nel Libro Bianco della diplomazia vaticana, nel quale esiste un capitolo dedicato all’Armenia. Qui le deportazioni avvenivano in maniera massiccia, sebbene fossero nascoste dalla guerra: si diceva che la gente moriva per il conflitto, mentre era vittima di un accurato progetto di sterminio di massa. Per questo vescovi, sacerdoti, fedeli scrissero al Papa chiedendo aiuto. Papa Benedetto XV disse quindi al sultano che l’urlo di dolore era giunto alle sue orecchie e gli chiese di arrestare le deportazioni in quella che definì una “misera nazione”. Alla terza missiva il Pontefice ottenne quanto aveva domandato.

http://www.30giorni.it/articoli_id_8992_l1.htm

Ieri papa Francesco ha parlato di nuovo di «genocidio». Perché si teme ancora oggi di parlare di questo episodio storico?
Le ragioni sono tante, ma quello che ci tengo a sottolineare ora è che questo popolo chiede giustizia da anni affinché sia riconosciuto quanto ha subìto. Io stessa sono una armena vittima della diaspora e quindi nata e cresciuta in Georgia. E mi sono sempre chiesta perché non avessi potuto vivere nella mia nazione di appartenenza, che per noi è come la terra promessa.

Impressiona che Hitler, quando gli dissero che la Shoah sarebbe stata ricordata, rispose che, al contrario, il genocidio armeno sarebbe caduto nell’oblio della storia. Hitler si ispirò al genocidio degli Armeni per perpetrare quello degli ebrei.

I documenti, anche di fonte turca, in particolare dei primi processi tenuti prima dell’instaurazione del regime nazionalista di Atatürk, e le testimonianze dell’epoca mostrano che non si è trattato affatto di una serie di incidenti e di maltrattamenti più o meno casuali, come sostengono ancora oggi i turchi, ma di un piano deliberato, ben organizzato, con un uso pianificato delle risorse, che aveva lo scopo della distruzione del popolo armeno dalle sue terre d’origine (il Caucaso meridionale, l’Anatolia orientale, il territorio fra la valle dell’Eufrate e la Siria settentrionale) e dal resto dell’impero ottomano. Furono prima eliminati intellettuali e leader politici, poi la popolazione fu rastrellata, in parte uccisa sul posto, in parte distrutta in “marce della morte” verso il deserto, che furono imitate dai nazisti nella fase finale della Shoah.

12111957_10207381396269412_529365528805995242_n
Hitler con il Grande Muftì turco 1941

Al genocidio degli armeni parteciparono anche ufficiali tedeschi che utilizzarono l’esperienza venticinque anni dopo contro il popolo ebraico. Fra loro vi era anche il futuro muftì di Gerusalemme, Haj Amin al-Husseini, collaboratore attivo dei nazisti e amico personale di Hitler.

Quello che occorre evidenziare è che il Papa ha parlato del genocidio durante le celebrazioni del suo centesimo anniversario, nel 2015, e che anche il Parlamento tedesco lo ha riconosciuto. Occorre continuare per questa via, affinché si comprenda l’origine di quanto è accaduto. Altrimenti la violenza potrebbe ripetersi.

Che speranza nutre per la visita di papa Francesco?
In questo momento quello che mi aspetto come persona e come armena è un incoraggiamento a non disperare, nonostante l’oblio storico, nonostante l’isolamento del nostro paese e nonostante il conflitto con l’Azerbaigian che si è riacceso lo scorso aprile nella zona di Nagorno-Karabakh, a maggioranza armena. Un conflitto che dura da oltre un quarto di secolo e con pochi tentativi di intervento. Ci ha comunque colpito che il Santo Padre abbia detto che verrà come pellegrino nella nostra terra, la prima nazione cristiana del mondo, perché questo è già parte dell’incoraggiamento e della consolazione che attendiamo. Penso che il Papa ci aiuterà a continuare a sperare e a mantenerci fedeli al nostro paese, nonostante tutto.

 Il momento più significativo del viaggio sarà la visita del Papa in un luogo storico religioso importantissimo per gli armeni, il monastero da cui San Gregorio l’illuminatore, liberato dal Re, convertì l’Armenia che nel 301 divenne la prima nazione cristiana. Da questo sito il Pontefice libererà due colombe bianche verso il monte Ararat (citato nella Bibbia e fino a cui arrivò l’Arca di Noè), un tempo nel territorio armeno ma ora parte della Turchia. Un gesto significativo, che vale più di tante parole.

Fonti Viaggio del papa in Armenia | Tempi.it

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/06/25/il-papa-in-armenia-per-lomaggio-alle-vittime-del-genocidio_3aa07b1e-4a68-4292-bf76-b957d0724227.html

Superstite della strage di Orlando: “Dio mi ha salvato per miracolo, voglio cambiare la mia vita, tornerò a frequentare la Chiesa”.

«Voglio cambiare la mia vita, tornerò a frequentare la chiesa». Così ha dichiarato Ángel Colón, omosessuale e uno dei superstiti della strage di Orlando (Florida), avvenuta qualche settimana fa nella discoteca Pulse. Angel Colon è tra i feriti della strage di Orlando.

In una conferenza stampa presso l’Orlando Regional Medical Center, circondato dalla famiglia, dagli amici e dal personale dell’ospedale, Angel Colon ha fornito una toccante testimonianza di quella notte maledetta. Dopo la prima raffica di mitra tutti hanno iniziato a correre e lui, che era stato colpito alla gamba da tre proiettili, è stato travolto dalla folla. In molti sono riusciti a scappare perché il killer è andato prima in un’altra sala, ma non lui, che è rimasto fermo a terra.

«Sono vivo per miracolo e voglio rendere gloria a Dio …Quando il killer è tornato indietro e ha sparato ai ragazzi già morti per assicurarsi che non fossero più vivi. Quando ha finito la ragazza accanto a me ho pensato ‘sono il prossimo, morirò’…».

A questo punto Omar Mateen, il terrorista islamista, gli ha sparato altre due volte, mirando alla testa ma colpendolo prima alla mano e poi all’anca: «Ho cercato di rimanere immobile, così che non sapesse che ero vivo. Ho continuato a stare fermo, mentre lui sparava a me e per tutto il locale», ha raccontato Angel.

«Ángel ha cantato nel coro della chiesa per molto tempo, prima di abbandonarla», ha detto il padre. «E’ convinto che Dio lo abbia salvato per dargli un’altra possibilità di vita».

La comunità cattolica di Orlando, si legge, è in prima linea nell’aiutare e sostenere le famiglie delle vittime.

Nel frattempo è emerso che l’attentatore, Omar Mateen, era lui stesso omosessuale, frequentava la discoteca da tre anni e un suo presunto amante, che lo avrebbe frequentato per due mesi, ha dichiarato che il motivo della strage è per vendicarsi del modo in cui «si sentiva usato» dagli omosessuali di quel locale. Se lo scopo di Mateen fosse stato quello di uccidere più persone possibile, ha proseguito l’uomo, sarebbe andato al Parliament, un altro locale gay di Orlando che contiene molte più persone del Pulse. L’uomo è stato ascoltato anche dall’FBI.

Comunque sia, il giovane Colón poteva essere una delle vittime, ma nonostante abbia subito sei colpi di pistola è vivo e ricoverato all’Orlando Regional Medical Center. Il padre, che lo assiste in ospedale, ha raccontato alla stampa: «sta abbastanza bene, ha recuperato in fretta e i medici stanno facendo un lavoro enorme. Mio figlio crede che l’essersi salvato abbia uno scopo, ha pregato Dio chiedendogli: “Signore, non lasciare che me ne vada in questa condizione”. Dice che tornerà alla sua vecchia vita, frequentando la chiesa dove era solito cantare».

Tratto da UCCR 

Russia: arrestati 10 membri della “chiesa di Scientology” per attività illegali

Dieci persone sono state tratte in arresto martedì 21 giugno 2016 dopo che la polizia ha perquisito l’ ufficio dell’organizzazione di Scientology a San Pietroburgo, ha riferito una fonte delle forze dell’ordine non identificata all’agenzia di stampa russa RIA Novosti.

Perquisizioni su larga scala erano state condotte martedì presso le chiese di Scientology a Mosca e San Pietroburgo, come raccontato da un’altra fonte di polizia all’agenzia di stampa russa non governativa Interfax.

Gli agenti hanno bloccato l’ingresso alla Chiesa di Mosca di Scientology, situata su Taganskaya Ulitsa nel centro urbano e a nessuno è stato permesso di entrare o uscire, secondo testimoni oculari.

Si ritiene che le perquisizioni siano collegate a un importante giro di vite contro Scientology in Russia e a un’azione penale avviata contro la Chiesa in relazione ad “attività commerciali illegali” come riferito da Interfax.

La Chiesa non è stata disponibile per un commento quando contattata da The Moscow Times.

Nel novembre dello scorso anno, il Tribunale di Mosca si era espresso in favore del Ministero di Giustizia russo che aveva voluto eliminare una associazione denominata “Chiesa di Scientology di Mosca”, in quanto il suo status religioso era in contrasto con il fatto che il termine “Scientology” risultava registrato come un marchio commerciale di proprietà della statunitense Religious Technology center.

A loro volta, rappresentanti della Chiesa di Scientology, sono ricorsi alla Corte Suprema della Russia, sostenendo che la loro chiusura avrebbe violato i diritti dei credenti.

Diversi microfoni e telecamere installate illegalmente sono state trovate e prelevate dalla chiesa di Scientology a Mosca durante una perquisizione dello scorso agosto.

Nel 2007 il Tribunale di San Pietroburgo aveva soppresso il “Centro per Scientology”che secondo le accuse, raccoglieva informazioni private sulla vita dei cittadini.

La giustizia russa considera “estremiste” numerose pubblicazioni della Chiesa di Scientology e l’organizzazione come una <<setta>>, analogamente a diversi paesi europei.

 

FONTE: THE MOSCOW TIMES

http://www.themoscowtimes.com/news/article/10-arrested-in-st-petersburg-as-police-search-scientology-churches/573113.html

In carcere un famoso pittore e professore di yoga, leader di una setta satanica in Francia

Christian Ruhaut non è soltanto un famoso pittore che gode di una certa stima dentro e fuori la sua regione d’adozione. E’ anche un esimio professore di yoga. Nel corso degli anni, intorno a questo 68enne amienese, si era riunito un piccolo gruppo di seguaci dediti a pratiche sessuali con animali ed a pratiche violente sadomasochiste, che la giustizia sospetta fortemente di costituire una setta satanica.

Christian Ruhaut e la sua compagna Catherine, 63enne, (anche’ella imputata e attualmente detenuta), si erano stabiliti in un’incantevole dimora a Lizant, a sud del comune francese di Vienne, mentre il gruppo dei fedeli, composto da dirigenti e membri liberi professionisti, si era installato nel comune di Aumagne, tra Saint-Jean-d’Angély e Matha.

E’ là, nel cuore della Saintonge , che il gruppo, lontano da sguardi indiscreti, ha continuato le sue pratiche: scambismo, sistema di punizioni a carattere sovente sessuale, scatologia, (ciò che ha che fare con escrementi) e zoofilia. Stiamo parlando di pratiche con cani, asini e persino con le anguille…

Come spesso accade in ambito settario, è apparentemente per il denaro che il guru è crollato. Nel settembre 2013 un’adepta, ben presto seguita da una seconda, hanno accusato la coppia di aver loro estorto del denaro. Nel 2000 la seguace, avrebbe firmato un impegno iniziatico che la assoggettava alla volontà del guru: i membri del gruppo venivano spinti a sottoporsi a violente punizioni come parte di un rituale, e venivano obbligati a filmarli: lo scopo dei filmati era anche quello di avere prove con cui ricattare i seguaci che volessero eventualmente abbandonare la setta e rivelare gli orrori che avvenivano all’interno.  La donna, un medico di una cinquantina d’anni, gli avrebbe consegnato 600mila euro permettendogli di acquistare le proprietà di Lizant e di Aumagne. L’altra querelante, una logopedista, sarebbe stata alleggerita, secondo le sue affermazioni, di 100mila euro.

Dopo una lunga inchiesta condotta dalla polizia, la coppia è stata fermata e il 15 marzo 2016, incriminata e imprigionata. Gli inquirenti dispongono di una notevole quantità di video con le sessioni amorose tra gli adepti, le sanzioni inflitte ai “puniti”…

CONFERMATO L’ARRESTO IN PRIGIONE

Se al momento, la compagna di Christian Ruhaut non ha chiesto il suo rilascio, lui ha iniziato una procedura in tal senso. Un’udienza  ha avuto luogo ieri mattina, in assenza del principale interessato, davanti alla camera d’istruzione della Corte d’Appello di Poitiers. Ruhaut ha fatto sapere che nega ogni pressione e ogni violenza sui membri del suo gruppo di yogin. Dice che  costoro avrebbero fatto liberamente trasferimenti di fondi e attuato liberamente le pratiche sessuali più perverse e violente…Ma è evidente la totale sudditanza mentale dei seguaci nei confronti del guru ed anche la reticenza ed il clima di paura e soggezione negli adepti. Per questi motivi, l’avvocato generale Jean-Paul Garraud  vuole ricercare una nuova prova dell’influenza psicologica esercitata da Christian Ruhaut sui suoi discepoli e ha richiesto il protrarsi della detenzione, seguito dalla corte nelle sue richieste.

Il famoso pittore yogi resta in prigione.

FONTE ORIGINALE: SUD OUEST

http://www.sudouest.fr/2016/06/22/gourou-zoophilie-secte-et-echangisme-2409386-1236.php