Accoglienza:”dovere cristiano, a patto che sia proporzionata, regolamentata e razionale”

Papa Francesco : «Non siamo in grado di aprire le porte in modo irrazionale. La domanda fondamentale da porsi è perché ci sono così tanti migranti oggi e il problema sono le guerre in Medio Oriente e Africa e il sottosviluppo del continente africano. Se c’è la guerra è perché ci sono produttori di armi -produzione giustificata in caso di difesa-, in particolare i trafficanti di armi. Se c’è così tanta disoccupazione, è per mancanza di investimenti capaci di portare il lavoro di cui l’Africa ha così tanto bisogno». Queste le dichiarazioni di Papa Francesco, che ha rilasciato  in una intervista al giornale La Croix, pubblicata il 16 maggio 2016.

IMMIGRAZIONE E MAGISTERO DELLA CHIESA CATTOLICA: tenere presente “non solo l’interesse dell’immigrato, ma anche il BENESSERE DELLA NAZIONE”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che le autorità delle nazioni hanno il diritto e il dovere di limitare il numero delle nuove entrate in vista del bene comune  (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2241 ), ma lascia alle autorità civili il compito “loro proprio” di valutare le capacità concrete di accoglienza e di integrazione della nazione e, in base a ciò, di studiare i mezzi legislativi adeguati e proporzionati, a seconda delle situazioni concrete, per regolare i flussi migratori e tutelare la comunità anche da fenomeni di criminalità che possono approfittare dei flussi migratori stessi. Le nazioni sono le famiglie dei popoli e, come nelle famiglie degli individui, l’accoglienza e l’ospitalità può avvenire solo nella misura del possibile e nella salvaguardia dell’autonomia, dell’identità e dell’esistenza della famiglia stessa. 

1046254552687PAPA PIO XII molto ha fatto, negli anni del secondo conflitto mondiale in cui imperversava la furia delle persecuzioni razziali, politiche e religiose, per offrire ai perseguitati il caloroso soccorso paterno della Chiesa. «Vorremmo poter liberare tutti da ogni timore, per donare a tutti la pace, per riempire tutti di gaudio», recita l’Intenzione di preghiera composta in occasione della Pasqua del 1957 da Papa Pacelli.
Nel marzo del 1946 Pio XII trattava la questione dell’immigrazione rivolgendo un breve discorso al sign. Ugo Carusi, del Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti, Commissario per l’immigrazione, e al sign. Howard R. Travers, del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nel quale Sua Santità precisava che in un momento storico come quello che si viveva negli anni difficili del primo ‘900, in cui l’America aveva offerto un generoso ed ospitale asilo a genti di altre terre, oppresse dalla tirannia o forzata dalla povertà o persecuzione religiosa a cercare la salvezza nell’esilio, era necessario tenere presente “non solo l’interesse dell’immigrato, ma anche il BENESSERE DELLA NAZIONE”.

Pio XII è stato autore del primo documento pontificio sulla cura degli immigrati: si tratta del costituzione apostolica Exsul familia, del 1952, con cui si davano istruzioni in materia di assistenza spirituale dei migranti. Gran parte del documento riguarda l’emigrazione italiana che era un fenomeno piuttosto rilevante in quel tempo (secondo i dati statistici che si conservano nel 1952 c’erano circa 20 milioni di italiani emigrati all’estero).

Le parole di PAPA FRANCESCO oggi, rilasciate al quotidiano cattolico La Croix , riprendono quelle di PIO XII, ma i media più noti non le hanno riportate: arrivano in un altrettanto delicato momento storico, come quello attuale, in cui il problema dell’immigrazione è sentito da chiunque. E’ giusto opporsi ad una incontrollata apertura dei confini, temere per la sicurezza interna e la già scarsa mancanza di lavoro. L’accoglienza è un dovere cristiano, a patto che sia equilibrata, proporzionata e regolamentata, questo ha detto Francesco: «Non siamo in grado di aprire le porte in modo irrazionale». E ha proseguito:«L’ACCOGLIENZA PEGGIORE E’ GHETTIZZARE I MIGRANTI , invece di integrarli. A Bruxelles, i terroristi erano belgi, figli di migranti, ma erano in un ghetto. A Londra, il nuovo sindaco (musulmano, ndr) ha prestato giuramento in una cattedrale e probabilmente verrà ricevuto dalla regina. Questo dimostra l’importanza per l’Europa di ritrovare la sua capacità di integrare: PAPA GREGORIO MAGNO  ha trattato con i cosiddetti barbari, che poi sono stati integrati. Integrazione ancora più necessaria oggi che l’Europa sta vivendo un grave problema del basso tasso di natalità a causa della ricerca egoistica del benessere».

ISLAM E CONVIVENZA CON I CRISTIANI.
Francesco viene spesso accusato di non voler condannare l’Islam come causa del terrorismo, ed invece, come ha spiegato Vittorio Messori, è un giusto approccio di distinzione tra musulmani e terroristi islamisti.

arabia-300x194ISIS infatti perseguita anche i musulmani che non si adeguano alla DOTTRINA DEL WAHHABISMO che è l’interpretazione fondamentalista del Corano, seguita soprattutto in Arabia Saudita che, come il Qatar ed il Kuwait, hanno spesso rifornito e sostenuto i miliziani di ISIS.  L’apposita Commissione del Congresso Usa, nel rapporto di 28 pagine redatto a proposito dell’11 settembre, ha puntato sempre di più il dito contro l’Arabia Saudita, considerandola senza mezzi termini il «principale finanziatore» dei dirottatori. Tra gli autori di tale documento v’è l’ex-senatore della Florida, Bob Graham, che è stato estremamente esplicito: «L’Arabia Saudita non si è fermata nella propria opera di diffusione del wahhabismo. E l’Isis è un prodotto proprio degli ideali sauditi, del denaro saudita e del supporto organizzativo saudita, sebbene ora l’Arabia abbia la pretesa di presentarsi come anti-Isis per eccellenza».

VIDEO DOCUMENTARIO ARABIA SAUDITA SVELATA Saudi Arabia Uncovered  http://www.pbs.org/wgbh/frontline/film/saudi-arabia-uncovered/
Un video denuncia, filmato da attivisti contro il regime saudita, che per la prima volta rivela gli orrori che l’impero del petrolio, l’ Arabia Saudita, tiene da sempre nascosto,un regime islamista tra i più repressivi al mondo, il wahhabismo da cui deriva Isis o Califfato Islamico….

Il Wahhabismo è una versione ultraconservatrice dell’islam sunnita. Il regime, che gode di proventi immensi dalla vendita del petrolio, ha speso circa 70 miliardi di dollari nella promozione del wahhabismo. Non è un caso se 15 delle 19 persone coinvolte nell’attentato dell’11/9 erano saudite.

Il Pontefice sa benissimo che l’origine del terrorismo è sia politica che religiosa, lo ha dimostrato in questa intervista a La Croix, affermando: «Io non credo che vi sia una paura dell’Islam in quanto tale, ma paura di Daech (il Califfato islamico) e della sua guerra di conquista, guidata in parte dall’Islam. E’ vero, l’idea di conquista è inerente l’anima dell’Islam, ma potrebbe essere interpretato allo stesso modo anche il finale del Vangelo di Matteo, dove Gesù manda i suoi discepoli in tutte le nazioni». Il paragone del Papa è riferito alle frasi  in cui Gesù invoca la spada e la divisione nel Vangelo di Matteo (Mt 10,34) e nel Vangelo di Luca (Lc 12,51), frasi che vanno interpretate nel contesto in cui GESU’ stava tenendo il Suo discorso : GESU’ usa una metafora forte ma il suo obiettivo era di riportare la vita degli uomini all’obbedienza della volontà divina. Un fine che si poteva raggiungere solo con un cambiamento radicale di se stessi , creando anche un conflitto con la mentalità del mondo. Gesù non parlava di violenza gratuita e di conquista, ma se le Sue parole vengono estrapolate da tutto il contesto del Vangelo (il cui cuore sono le BEATITUDINI, la Magna Charta del Cristianesimo) potrebbero essere interpretate erroneamente, come  i diversi inni di conquista armata presenti nell’Antico Testamento. In ogni caso, Papa Francesco ha perfettamente ragione: il problema è l’interpretazione del Corano (del Nuovo e dell’Antico Testamento), che non è necessariamente fondamentalista.

«Di fronte all’attuale TERRORISMO ISLAMICO », ha proseguito Papa Francesco, «dovremmo mettere in discussione il modo in cui un modello di democrazia troppo occidentale è stato esportato nei paesi in cui vi era un potere forte, come in Iraq. O in Libia, dove la struttura è tribale. Non possiamo andare avanti senza considerare la cultura di quei luoghi. La convivenza tra cristiani e musulmani è possibile, i musulmani venerano la Vergine Maria e San Giorgio. Mi è stato segnalato che in un paese africano, in occasione del Giubileo della misericordia, c’è una lunga coda di musulmani che desiderano passare dalla porta santa della Cattedrale per pregare la Vergine Maria. Nella Repubblica Centrafricana, prima della guerra, cristiani e musulmani vivevano insieme e dobbiamo imparare a farlo nuovamente, anche l’esperienza del Libano mostra che è possibile».

Punjab, musulmani finanziano la costruzione di una chiesa cattolica:”Questo è il dialogo per la vita, ma il Pakistan diventa famoso solo per gli episodi di violenza”. Padre Paul, che per nove anni ha guidato la commissione della diocesi di Faisalabad per il dialogo interreligioso, afferma che non è la prima volta in cui i musulmani aiutano la costruzione di un luogo di culto cattolico.

http://www.asianews.it/notizie-it/Punjab,-musulmani-finanziano-la-costruzione-di-una-chiesa-cattolica-37381.html

RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA.
Ha fatto discutere il mancato riferimento del Papa alle radici cristiane durante il recente conferimento del Premio Carlo Magno, Francesco ha spiegato il motivo: «Dobbiamo parlare di radici al plurale perché ce ne sono diverse. In questo senso, quando sento parlare di radici cristiane dell’Europa, a volte temo il tono, che potrebbe essere trionfalistico o vendicativo, diventando “COLONIALISMO”. Giovanni Paolo II ne ha parlato, ma con un tono tranquillo. L’EUROPA, CERTO, HA RADICI CRISTIANE . Ma il Cristianesimo ha il dovere di irrigare in uno spirito di servizio, il dovere del Cristianesimo per l’Europa è il servizio. Erich Przywara, gran maestro di Romano Guardini, e Hans Urs von Balthasar, ci insegnano che il contributo del Cristianesimo alla cultura è quella di Cristo con la lavanda dei piedi, vale a dire il SERVIZIO E IL DONO DELLA VITA. Non un apporto coloniale».

LAICITA’ NON  LAICISMO
Francesco ha mostrato più volte di avere a cuore, come Benedetto XVI, una sana laicità,non laicismo, che «garantisca la libertà di religione. Tutti dovrebbero avere la libertà di esternare la propria fede, se una donna musulmana vuole indossare il velo, lei dovrebbe essere in grado di farlo. Allo stesso modo, se un cattolico vuole indossare una croce. La critica che rivolgo alla Francia è di aver esagerato con la laicità. Questo deriva da un modo di considerare le religioni come una subcultura e non una cultura intera, questo approccio, che deriva dal patrimonio dei Lumi, è ancora oggi presente. La Francia dovrebbe fare un passo avanti su questo tema ed accettare che l’apertura alla trascendenza sia un diritto di tutti». La Francia, ha aggiunto, è oggi «una periferia da evangelizzare».

OBIEZIONE DI COSCIENZA: DIRITTO UMANO 
Anche in Italia, a seguito della legge sulle unioni civili, è esploso il tema dell’obiezione di coscienza. «E’ il Parlamento che dobbiamo discutere, argomentare, spiegare, ragionare. Così cresce una società, una volta che la legge è passata lo Stato deve rispettare le coscienze. In ogni struttura giuridica, L’ OBIEZIONE DI COSCIENZA deve essere presente perché è un DIRITTO UMANO. Compresa quella di un funzionario del governo, che è una persona umana. Questa è vera laicità. Non possiamo spazzare via gli argomenti dei cattolici, dicendo: “Tu parli come un prete”. No, egli si basa sul pensiero cristiano che la Francia ha così notevolmente sviluppato».

Altre sono le tematiche toccate dal Papa nell’intervista a La Croix, come la necessità di evangelizzare i popoli, il cui compito non è soltanto affidato ai preti, ma anche ai laici.«E’ lo Spirito Santo il protagonista di ciò che fa la Chiesa, il suo motore. Troppi cristiani lo ignorano. E’ il Battesimo che dà la forza per evangelizzare!».

La crisi dei migranti,  la “peggiore emergenza umanitaria dalla II Guerra mondiale”: dichiarazione di Papa Francesco, del Patriarca Ecumenico Bartolomeo e dell’Arcivescovo di Atene e di Tutta la Grecia Ieronymos

vaticano_-_0416_-_papa_a_lesbo1“… Come capi delle nostre rispettive Chiese, siamo uniti nel desiderio della pace e nella sollecitudine per promuovere la risoluzione dei conflitti attraverso il dialogo e la riconciliazione. Mentre riconosciamo gli sforzi già compiuti per fornire aiuto e assistenza ai rifugiati, ai migranti e a quanti cercano asilo, ci appelliamo a tutti i responsabili politici affinché sia impiegato ogni mezzo per assicurare che gli individui e le comunità, compresi i cristiani, possano rimanere nelle loro terre natie e godano del diritto fondamentale di vivere in pace e sicurezza. Sono urgentemente necessari un più ampio consenso internazionale e un programma di assistenza per affermare lo stato di diritto, difendere i diritti umani fondamentali in questa situazione divenuta insostenibile, proteggere le minoranze, combattere il traffico e il contrabbando di esseri umani, eliminare le rotte di viaggio pericolose che attraversano l’Egeo e tutto il Mediterraneo, e provvedere procedure sicure di reinsediamento.”

Testo integrale della dichiarazione

http://www.asianews.it/notizie-it/La-crisi-dei-migranti,-la-%E2%80%9Cpeggiore-emergenza-umanitaria-dalla-II-Guerra-mondiale%E2%80%9D-37244.html

Fonti: Radio Vaticana, Zenit, UCCR, Asianews 

http://it.radiovaticana.va/news/2016/05/16/intervista_del_papa_al_quotidiano_cattolico_la_croix/1230301

Annunci