Perché maggio è il mese dedicato a MARIA SANTISSIMA ed al Santo Rosario

Dedicare il mese di maggio – chiamato anche mese delle rose,da cui nasce il termine Rosario,la preghiera mariana per eccellenza – a Maria è una devozione popolare radicata da secoli nel Cristianesimo,fin dalle prime comunità cristiane.

LA PIU’ ANTICA PREGHIERA CRISTIANA A MARIA,MADRE DI CRISTO , SUB TUUM PREASIDIUM,venne ritrovata in un antico papiro scritto in greco antico e risale al III secolo d.C. : “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,Santa Madre di Dio:non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,ma liberaci da ogni pericolo,o Vergine gloriosa e benedetta”.

«Ecco finalmente tornato il mese della bella Mammina»: così scrisse una volta san Pio da Pietrelcina all’inizio del mese di maggio.La Chiesa da sempre ha incoraggiato questa devozione, concedendo indulgenze plenarie speciali e con riferimenti ad alcuni documenti del Magistero, come l’enciclica Mense Maio di papa Paolo VI del 1965.

«Mese di maggio – così il papa Paolo VI – Il mese di maggio porta questo potente richiamo a più intensa e fiduciosa preghiera, e perché in esso le nostre suppliche trovano più facile accesso al Cuore misericordioso della Vergine, fu cara consuetudine dei Nostri Predecessori scegliere questo mese consacrato a Maria, per invitare il popolo cristiano a pubbliche preghiere, ogni qualvolta lo richiedessero i bisogni della Chiesa o qualche minaccioso pericolo incombesse sul mondo… Preghiamo perchè la nostra devozione a Maria sia quale deve essere :la Via verso Cristo ».

MADONNA E GESU' ROSARIORicorriamo alla Madonna ogni giorno di questo mese con la recita devota del SANTO ROSARIO , di questa preghiera mariana che il papa Paolo VI considerava e chiamava «compendio di tutto quanto il Vangelo».

“ Il mese di maggio ci incoraggia a pensare e a parlare in modo particolare di Lei”, constatava papa San Giovanni Paolo II in un’udienza generale all’inizio del mese di maggio del 1979. “Infatti questo è il Suo mese. Così, dunque, il periodo dell’anno liturgico e insieme il mese corrente chiamano e invitano i nostri cuori ad aprirsi in maniera singolare verso Maria”.La devozione a Maria è stato uno dei fili conduttori e caratteristici del pontificato di S.Giovanni Paolo II, che ha scelto come ‘motto’ del suo ministero l’espressione monfortana Totus tuus. Il Papa ha desiderato profondamente che ogni credente possa servirsi di Maria per arrivare più speditamente a Cristo. Maria è infatti, come recita un antico inno, la stella del mare, colei che nella navigazione della fede ci aiuta a non perdere mai la bussola, e a virare sempre verso Cristo. La Madonna è maestra di verità e segno della fede vera nel suo Figlio.

La scoperta di Maria nella contemplazione di quella Donna che si è data liberamente nella fede ai piani e disegni di Dio, e la scoperta della Madre che ci ha amato nel vedere il suo Figlio donarsi in sacrificio per noi. In queste direzioni s’inseriscono i documenti mariani degli ultimi Pontefici e singolarmente le Esortazioni Apostoliche Marialis Cultus di Paolo VI (1974), Redemptoris Mater (1987) e Rosarium Virginis Mariae (2002) di Giovanni Paolo II.

il-santo-rosario_testamento-di-maria-_
Maria Santissima con Gesù Bambino appare a San Domenico

Il Rosario è nato dall’amore dei cristiani per Maria, Madre di Cristo e Madre dei cristiani. L’oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. S. Beda il Venerabile aveva suggerito l’adozione di una collana di grani infilati a uno spago. Poi,la Madonna stessa, apparendo a S. Domenico di Guzmán nel 1214, gli indicò nella recita del Rosario un’arma efficace per l’aiuto dei cristiani contro le eresie.
Nacque così la devozione alla Corona del Rosario, che ha il significato di una ghirlanda di rose offerta alla Madonna. Promotori di questa devozione sono stati infatti i domenicani, ai quali va anche la paternità delle confraternita del Rosario.

Fu un papa domenicano, S. Pio V, il primo a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario:nel 1569 descrisse i grandi frutti che San Domenico raccolse con questa preghiera, che in breve tempo divenne la preghiera di tutti i cristiani per eccellenza, una specie di “breviario del popolo”, da recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un orientamento spirituale alla liturgia familiare. Papa Leone XIII con le sue dodici encicliche sul Rosario ,fu il secondo papa del Rosario. A Lourdes e a Fatima ,nelle Sue apparizioni riconosciute dalla Chiesa, la Madonna ha continuato ad indicare il Rosario come la preghiera più necessaria per il bene dell’umanità .

Papa Giovanni Paolo II: ‘Il Rosario pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto dl Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore’. [Rosarium Virginis Mariae]

San Giovanni Paolo II ci ricorda che il Rosario è preghiera della famiglia : “Riprendete con fiducia tra le mani la corona del Rosario, riscoprendola alla luce della Scrittura, in armonia con la Liturgia, nel contesto della vita quotidiana.La famiglia che prega unita, resta unita.

AVE MARIA« O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora dell’agonia. A te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo». (cfr. Rosarium Virginis Mariae)

 

 

Il cuore contemplativo del Rosario
All’origine del Rosario vi sono  i centocinquanta Salmi biblici che ancora oggi rappresentano la preghiera della Chiesa. Quindi, il Rosario ha invece un nesso molto profondo con la liturgia, con i misteri di Cristo e con la vita della Chiesa. Nella semplicità del Rosario c’è tutta la varietà delle situazioni che l’uomo vive, così come è possibile ritrovarla nei salmi del popolo di Israele, e c’è tutta la profondità dell’esperienza di Dio che possiamo trovare nella vita di Gesù. Questa connessione tra i misteri di Cristo e i salmi ci permette di entrare nel cuore contemplativo della corona mariana. La forma litanica della ripetizione non è un “mantra” che ci separa dalla nostra vita quotidiana, ma è lo spazio della contemplazione dei misteri della vita di Gesù nei quali troviamo la luce per leggere anche la nostra vita di ogni giorno. In questa contemplazione chiediamo di entrare nello sguardo di Maria, di essere da lei introdotti nel mistero che meditiamo, di essere accompagnati a scorgere il nesso tra quel mistero e ciò che noi stiamo vivendo. Il susseguirsi delle Ave Maria è come l’incedere dei passi lungo una strada: ci fa camminare insieme con Maria ed entrare sempre più nella sua stessa fede.

Così, progressivamente, cresce in noi la confidenza con il modo di operare di Dio e, al contempo, matura la certezza nella bontà del Suo disegno che si dipana nella storia e coinvolge anche noi. Come la goccia che cadendo ripetutamente sulla pietra scava un nuovo spazio, così il susseguirsi delle Ave Maria spacca la pietra del nostro cuore aprendola al dono della fede: la nostra esistenza è stata voluta e amata da un Padre che ha in mano le redini della storia e ci conduce verso il bene. Con Maria abbandoniamo le nostre false sicurezze, i nostri calcoli, per entrare nel punto di vista di Dio: assieme a Maria, che ha conosciuto il dolore più grande, diventiamo capaci di attraversarla, certi che il male e la morte non sono l’ultima parola.

Perché, però, proprio IL MESE DI MAGGIO, se altri contengono feste liturgiche più importanti dedicate a Maria?

La prima documentazione scritta della marianità di maggio compare in una composizione del re-poeta Alfonso di Castiglia (morto nel 1284) e in uno scritto del Beato Susone (morto nel 1336). Nel secolo XIV° a Parigi il primo maggio si celebrava una paraliturgia mariana . Possiamo però supporre che nell’animo popolare la marianità di maggio fosse già ben presente dalle prime comunità cristiane.

Il beato cardinale John Henry Newman offre varie ragioni di questo nel suo libro postumo Meditazioni e Devozioni.

“La prima ragione è perché Maggio è il tempo in cui la terra esplode in tenero fogliame fiori virgulti e verdi pascoli…Perché una gioia simile e un tripudio esteriore della natura è il miglior accompagnamento della nostra devozione a Colei che è la ROSA MISTICA e Casa di Dio”,Madre del nostro Salvatore Gesù e vera Madre dell’umanità.

E se il mese di maggio è piovoso? “Anche così, nessuno può negare che sia almeno il mese della promessa e della speranza”, rispondeva l’ecclesiastico inglese. “Anche se il tempo è brutto, è il mese che costituisce il preludio dell’estate”.

“MAGGIO E’ IL MESE DELLA PROMESSA. Non è questo il senso in cui ricordiamo più propriamente la SANTISSIMA VERGINE MARIA , alla quale dedichiamo questo mese?”, chiedeva nella sua opera, pubblicata nel 1893.

Alcuni autori come Vittorio Messori vedono in questa manifestazione di religiosità popolare la cristianizzazione di una celebrazione pagana: la dedicazione del mese di maggio alle “varie dee pagane della fecondità e della primavera” : in Grecia Artemisia, a Roma Flora… Tutte queste divinità prendono origine dall’antica “dea madre” babilonese Ishtar / Lilitu ,la demone che uccideva i bambini appena nati,dea della lussuria,che diventa “Lilith”, la prima moglie di Adamo che rifiuta di obbedire a Dio ,secondo i testi occultisti della Cabala…diventata poi Iside per gli antichi egiziani, Astarte per i Fenici ,Afrodite per i Greci,Venere per i Romani . Un culto pagano precristiano con risvolti orrendi,come la pratica della  “prostituzione rituale ” e dei sacrifici umani come hanno rivelato gli storici antichi (da Plutarco ad Erodoto a Giulio Cesare e tantissimi altri ) e la vastità  dei REPERTI ARCHEOLOGICI che conferma anche la pratica di sacrificare neonati alla dea fenicia Tanit /Astarte ,per propiziarsi la “fertilità” .

Il Libro della Sapienza (Antico Testamento,Sacra Bibbia) ci ricorda queste pratiche crudeli quando scrive: “Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa, perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi. Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di viscere in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti, genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati, perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra” (Sap 12, 3-7).

IL MESE DELLE GLORIE DI MARIA

Maggio È: chiamato anche il mese delle grazie e delle glorie di Maria, perché in questo mese si ricevono copiose grazie, celebrando le glorie di Maria Corredentrice e Mediatrice di ogni grazia. Sono grazie di ogni sorta che Ella dona amorosamente a chi celebra questo mese.Grazie di progresso spirituale, di rinnovamento di vita, di conversione; grazie temporali per la salute, per il lavoro, per gli studi, per la sistemazione, per la famiglia.Quante grazie in questo mese benedetto! Tanto più che esso si chiude con la festa dolcissima della Madonna delle Grazie.

San Massimiliano M. Kolbe, per aiutare il fratello travagliato da pericolose angustie spirituali e materiali, non trovò rimedio più efficace che raccomandargli con premura di fare il mese di maggio; e gli mandò libretti utili a fargli seguire il mese mariano giorno per giorno.

Ricordiamoci che Ella stessa, apparsa con le mani che proiettavano fasci di raggi luminosi, disse a santa Caterina Labouré: «Questi raggi sono il simbolo delle grazie che io spargo sopra le persone che me le domandano». E santa Caterina Labouré – sull’esempio di san Filippo Neri, san Camillo, sant’Alfonso de’ Liguori e di tanti altri santi – voleva che soprattutto nel mese di maggio si intensificasse la preghiera mariana, l’umile ricorso a Colei che siede sul «trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia nel bisogno» (Eb 4,16).

Un mese di maggio… per sbaglio.

Un giovane ebreo, Ermanno Coen, trovandosi a Parigi per studiare musica, si era dato al gioco e alla dissipazione. Bisognoso di denaro per soddisfare le sue brutte passioni, trovò un posto di suonatore d’organo  nella Chiesa di Santa Valeria, per tutto il mese di maggio.

Le prime sere egli suonava con totale indifferenza, da semplice mestierante. Ma senza volerlo, stando lì era costretto a sentire le prediche che ogni sera si tenevano sulla Madonna. Di sera in sera, ascoltando, il suo spirito cominciò a turbarsi e il suo cuore a commuoversi.Alla fine del mese di maggio pensò seriamente di prepararsi al Battesimo per diventare cattolico.E poco dopo si fece battezzare in quella stessa Chiesa. Insieme, ebbe il dono della vocazione religiosa; divenne religioso carmelitano e morì in concetto di santità. Quante grazie da quel mese di maggio fatto fortuitamente!

il-mese-di-maggio-con-le-glorie-di-mariaPREGHIERA AL SANTO NOME DI MARIA

– Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

 O potente Madre di Dio e Madre mia Maria,

è vero che non sono degno neppure di nominarti,
ma Tu mi ami e desideri la mia salvezza.

Concedimi, benché la mia lingua sia immonda,
di poter sempre chiamare in mia difesa
il tuo santissimo e potentissimo nome,
perché il tuo nome è l’aiuto di chi vive e la salvezza di chi muore.

Maria purissima, Maria dolcissima, concedimi la grazia
che il tuo nome sia da oggi in poi il respiro della mia vita.
Signora, non tardare a soccorrermi ogni volta che Ti chiamo,
poiché in tutte le tentazioni e in tutte le mie necessità
non voglio smettere di invocarti ripetendo sempre: Maria, Maria.

Così voglio fare durante la mia vita
e spero particolarmente nell’ora della morte,
per venire a lodare eternamente in Cielo il tuo amato nome:
“O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.

Maria, amabilissima Maria,
che conforto, che dolcezza, che fiducia, che tenerezza
sente l’anima mia anche solo nel pronunciare il tuo nome,
o soltanto pensando a Te!
Ringrazio il mio Dio e Signore che Ti ha dato per mio bene
questo nome così amabile e potente.

O Signora, non mi basta nominarti qualche volta,
voglio invocarti più spesso per amore;
voglio che l’amore mi ricordi di chiamarti ad ogni ora,
in modo tale da poter esclamare anch’io insieme a Sant’Anselmo:
“O nome della Madre di Dio, tu sei l’amore mio!”.

Mia cara Maria, mio amato Gesù,
i vostri dolcissimi Nomi vivano sempre nel mio ed in tutti i cuori.
La mia mente si dimentichi di tutti gli altri,
per ricordarsi solo e per sempre di invocare i vostri Nomi adorati.

Mio Redentore Gesù e Madre mia Maria,
quando sarà giunto il momento della mia morte,
in cui l’anima dovrà lasciare il corpo,
concedetemi allora, per i vostri meriti,
la grazia di pronunciare le ultime parole dicendo e ripetendo:
“Gesù e Maria vi amo, Gesù e Maria vi dono il cuore e l’anima mia”.

(Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)

http://www.preghiereperlafamiglia.it/santo-rosario-online.htm

Annunci