1 maggio San Giuseppe artigiano

 

san giuseppe lavoratoreIl 1^ maggio 1955, PAPA PIO XII, incontrando in Piazza San Pietro i lavoratori cattolici, annuncia – sono parole sue – la «determinazione d’istituire — come di fatto istituiamo — la festa liturgica di S. Giuseppe artigiano, assegnando ad essa precisamente il giorno 1° maggio». Aggiungeva in quella circostanza: «Gradite, diletti lavoratori e lavoratrici, questo Nostro dono? Siamo certi che sì, perchè l’umile artigiano di Nazareth non solo impersona presso Dio e la Santa Chiesa la dignità del lavoratore del braccio, ma è anche sempre il provvido custode vostro e delle vostre famiglie».

Al ricorrere di questa solennità, proponiamo ai nostri lettori la Preghiera che Papa Pacelli compose nel 1958, cui è annesso il dono dell’indulgenza parziale alle solite condizioni.

O glorioso Patriarca San Giuseppe, umile e giusto artigiano di Nazareth, che hai dato a tutti i cristiani, ma specialmente a noi, l’esempio di una vita perfetta nell’assiduo lavoro e nell’ammirabile unione con Maria e Gesù, assistici nella nostra fatica quotidiana, affinché anche noi, artigiani cattolici, possiamo trovare in essa il mezzo efficace di glorificare il Signore, di santificarci e di essere utili alla società in cui viviamo, ideali supremi di tutte le nostre azioni.

Ottienici dal Signore, o Protettore nostro amatissimo, umiltà e semplicità di cuore, affezione al lavoro e benevolenza per quelli che ci sono in esso compagni, conformità ai divini voleri nei travagli inevitabili di questa vita e letizia nel sopportarli, consapevolezza della nostra specifica missione sociale e senso della nostra responsabilità, spirito di disciplina e di orazione, docilità e rispetto verso i superiori, fraternità verso gli uguali, carità e, indulgenza coi dipendenti. Accompagnaci nei momenti prosperi, quando tutto c’invita a gustare onestamente i frutti delle nostre fatiche; ma sostienici nelle ore tristi, allorché il cielo sembra chiudersi per noi e perfino gli strumenti del lavoro paiono ribellarsi nelle nostre mani.

Fa’ che, a tua imitazione, teniamo, fissi gli occhi sulla Madre nostra Maria, tua sposa dolcissima, che in un angolo della tua modesta bottega silenziosa filava, lasciando scorrere sulle sue labbra il più soave sorriso; e non allontaniamo lo sguardo da Gesù, che si affannava teco al tuo banco di falegname; affinché in tal guisa possiamo condurre sulla terra una vita pacifica e santa, preludio di quella eternamente felice che ci attende nel cielo, per tutti i secoli dei secoli. Così sia!

Preghiera a San Giuseppe per trovare lavoro

 Caro San Giuseppe, come sei stato

una volta di fronte alla responsabilità
di fornire le necessità della vita a Gesù e Maria,
guarda con paterna compassione verso di me
nel mio attuale bisogno di mantenere la mia famiglia.

Ti prego, aiutami a trovare un lavoro retribuito molto presto,
in modo che questo pesante fardello di preoccupazione
verrà tolto dal mio cuore
e presto sarò in grado di provvedere
a coloro che Dio ha affidato alle mie cure.

Beato San Giuseppe, patrono di tutti i lavoratori,
ottienimi la grazia di lavoro.

Aiutami ad essere coscienzioso nel mio lavoro
così che io possa dare totalmente cio’ che ho ricevuto.
Fa che io possa lavorare in uno spirito di gratitudine e di gioia,
sempre consapevole di tutti i doni che ho ricevuto da Dio
che mi consentono di vivere serenamente.

Permettimi di lavorare in pace, pazienza e moderazione,
tenendo a mente il conto che devo presentare un giorno
di perdite di tempo e talenti inutilizzati, in modo fatale per l’opera di Dio.

Glorioso San Giuseppe,
il mio lavoro può essere
tutto per Gesù,
tutto per mezzo di Maria,
e tutto dopo il tuo esempio,
santo nella vita e nella morte.
Amen

La figura di San Giuseppe, l’umile e grande lavoratore di Nazaret, orienta verso Cristo, il Salvatore dell’uomo, il Figlio di Dio che ha condiviso in tutto la condizione umana (cf GS 22; 32). Così viene innanzitutto affermato che il lavoro dà all’uomo il meraviglioso potere di partecipare all’opera creatrice di Dio e di portarla a compimento; che possiede un autentico valore umano. L’uomo moderno ha preso coscienza di questo valore da quando rivendica, a volte con violenza, il rispetto dei suo diritti e della sua personalità. Troppo sovente alcuni cristiani, disturbati nelle loro abitudini e nel tranquillo possesso dei loro beni dalle lotte sociali, si sono opposti alle rivendicazioni sociali dei lavoratori; ciò spiega perché il primo maggio richiama alla mente di molti contemporanei la lotta del mondo del lavoro contro la Chiesa stessa….
La Chiesa «battezza» oggi la festa del lavoro per proclamare IL VALORE REALE DEL LAVORO , per approvare e benedire l’azione delle classi lavoratrici nella lotta che esse continuano, in alcuni paesi, per ottenere maggiore giustizia e libertà. La Chiesa fa questo anche per domandare a tutti i suoi fedeli di riflettere sugli insegnamenti dati dalla gerarchia ecclesiastica soprattutto con le Encicliche «Mater et Magistra» di papa Giovanni XXIII, «Populorum progressio» di Paolo VI e « Laborem exercens» di Giovanni Paolo II.
Dio, che ha lavorato nella creazione «per sei giorni » (Gen 1-2), aggiunge alla sua opera un «settimo giorno» per la creazione di un mondo nuovo (Gv 5,17), e perché questa nuova creazione, alla quale collaborano coloro che sono ormai i figli di Dio, si compie principalmente nella Santissima Eucaristia.

La S. Eucaristia trova il suo posto in una festa del lavoro, perché essa rivela al mondo tecnico il valore soprannaturale delle sue ricerche e delle sue iniziative.
Questo lavoro «nuovo», destinato a stabilire la nuova creazione, obbedisce alle leggi naturali di ogni lavoro, ma è compiuto «in Gesù Cristo», il quale ci rende figli di Dio senza distoglierci dalla nostra condizione di creature.  Il Nuovo Testamento domanda con insistenza che il lavoro umano rifletta già lo spirito del«mondo nuovo», mediante la carità e il senso sociale che lo deve animare (cf Atti 18,3; 20,33-35; Ef 4,28).
La nostra partecipazione all’Eucaristia, mentre ci permette di col­laborare di più e meglio al lavoro iniziato da Dio per creare il mondo nuovo, santifica pure il contributo che noi diamo al lavoro umano, insegnandoci che esso è collaborazione all’azione creatrice di Dio e che il vero obiettivo di ogni lavoro è la costruzione dei Regno nuovo (cf GS 33-39; 57-72). 

http://www.papapioxii.it/512/

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