San Michele Arcangelo e S.Giovanna D’Arco:le voci degli Angeli di Dio

L’eroina che, nel XV secolo, liberò la Francia dalla conquista inglese, era giustamente una di quelle anime che piacevano agli angeli ed ai santi.
(Purtroppo in molti libri di storia,di stampo anticlericale e anticristiano,Giovanna d’Arco viene presentata come una specie di pazza fanatica visionaria. Molti libri scolastici sembrano scritti da quei detrattori della Chiesa che affermano che la Sindone è un falso, senza averlo verificato,etc …tante calunnie,in nome di una “scientificità illuminata” ,che in realtà è solo propaganda laicista e contraria alla vera storia).
Nel suo villaggio di Domrémy,Jannette fu dapprima una bambina dolcissima, molto pia, migliore delle altre. Le accadde di custodire le greggi nelle praterie in cui la Mosa disegna anelli verdi scuri, sottolineati dai pioppi; ella li menava anche nei gigliati del Bosco Chenu, su di una leggera scoscesa a qualche distanza dal fiume. Giovanna, detta Jannette,aveva delle amiche. Le preferite si chiamavano Mengette, Hauviette e Guglielmina. Ella aveva anche dei fratelli ed una sorella, a casa, in chiesa o nei campi, mai ella dava oggetto del minimo rimprovero. Quando era sola al pascolo, pregava. Sentiva parlare costantemente delle disgrazie del regno. Vi era allora un re che era diventato pazzo, il povero Carlo VI, ed una regina, Isabella di Baviera, che tradiva il suo paese d’adozione ed avrebbe voluto dare la corona di Francia al re d’Inghilterra che aveva sposato sua figlia Caterina; vi era “grande desolazione nel regno di Francia”, e quelle disgrazie occupavano tutti i pensieri della fanciulla. Allorché le sue amiche facevano i girotondi intorno ad una quercia che si chiamava l’Albero delle Fate o credevano di vedere delle “signore” nella fontana dei Ribes che sgorga all’entrata del bosco, Giannina, più saggia e più pia, implorava per il suo paese il soccorso del cielo.

Nella contrada, vi era una grande venerazione per Nostra Signora che si pregava a Bermont ed a Vaucouleurs. San Michele era il patrono del Barrois (era allora il nome della regione che dipendeva da Bar). Infine, nella chiesa di Domrémy, si potevano vedere le statue di due sante martiri, Caterina e Margherita (quella di Margherita esiste ancora).

55af0f0aececdd447e0c9f8b5ea01ea5Ecco quello che ha raccontato Giovanna stessa: “Avevo tredici anni quando ebbi una voce da Dio per aiutare a governarmi. E la prima volta, ebbi una grande paura. Sentivo la voce dal lato destro, verso la chiesa, e raramente l’ho sentito senza chiarezza. Avendola sentita per tre volte, riconobbi allora che era la voce di un angelo”.

Giovanna scorge un essere meraviglioso, accompagnato da molti altri spiriti simili, sotto forma umana, ma come fatti di luce; ella comprese che era san Michele, il protettore del regno di Francia, con l’esercito degli angeli.

“San Michele, quando giunse a me, mi disse che le sante Caterina e Margherita sarebbero giunte a me, che io agisca secondo il loro consiglio, poiché esse erano ordinate per guidarmi e consigliarmi in quello che dovevo fare, che mi occorreva credere quello che mi avrebbero detto, e che questo era il comando di Nostro Signore.

Prima di ogni cosa, san Michele mi disse di essere una brava fanciulla, che Dio mi avrebbe aiutata, in particolare per giungere in soccorso al Re di Francia. Ed egli mi raccontava la pietà che vi era nel regno di Francia. Era sotto la forma d’un vero cavaliere in armi. Quanto agli angeli, io li ho visti coi miei occhi. Credo anche fermamente alle parole e i fatti di san Michele che mi è apparso, come credo che Nostro Signore Gesù Cristo soffrì morte e passione per noi; e quello che me lo fa credere, è il buon consiglio, il conforto e la dottrina che mi ha dato. Io li ho visti (san Michele e le altre due sante) cogli occhi del mio corpo così come ora vedo voi e quando se ne andarono, io piangevo, ed avrei ben voluto che mi portassero con loro”.

Così si esprimeva Giovanna a Rouen, davanti ai suoi giudici.

Per tre anni, Giannina custodì il silenzio su quelle visioni. Ella continuò a custodire le sue pecore, ad aiutare sua madre nel menage, a lavorare il piccolo giardino vicino alla chiesa; ma ella diventava sempre più pia e, ogni sabato, ella si recava nella cappella di Nostra Signora nei boschi di Bermont. Una sua madrina (a quell’epoca se ne potevano avere diverse e Giovanna non contava meno di quattro padrini e otto madrine!), una sua madrina dunque afferma che, da quel momento, Giannina “si comportava come una santa”.

Lo stato della Francia si faceva sempre più spaventoso. L’odioso trattato di Troyes, nel 1420, aveva riconosciuto al re d’Inghilterra Enrico V, marito di Caterina di Francia, la qualità di erede al trono a scapito del delfino Carlo. Essendo morto questo re d’Inghilterra prima di Carlo VI, fu suo figlio, Enrico VI, che fu proclamato re di Francia nel 1422. Tra i partigiani del re di Francia ed i partigiani del re d’Inghilterra, “Armagnacchi” e “Borghignoni”, la lotta non cessava ed agli orrori dell’invasione si univano quelle della guerra civile. Nelle campagne saccheggiate, nei villaggi incendiati, delle epidemie causate dalla putrefazione dei morti che non si seppellivano più, completavano l’atroce opera delle armi.

69000fa63c22246a2a0a58327481fca5Nel 1428, l’anno in cui gli Inglesi cominciarono ad accerchiare Orléans, Giovanna, che ha sedici anni, non può più resistere agli ordini del cielo. “Va, figlia di Dio!”, ripetono le voci. E, coraggiosamente, malgrado tutti gli ostacoli, ella va… La sua fiducia è ricompensata. Ed è lei che lo affermerà più tardi: quand’ella giunge, l’8 marzo 1429, al castello di Chinon per presentarsi davanti a Carlo VII, che gli Inglesi chiamavano “il re di Bourges”, Giovanna si sente realmente accompagnata da san Michele, da santa Caterina, da santa Margherita e da un corteo di angeli.

L’8 maggio, la Chiesa celebrava l’apparizione di San Michele sul Monte Gargano ed era allora giorno di festa per tutta la cristianità. E’ quel giorno ch’ebbe luogo la liberazione di Orléans.

Più tardi, nella sua prigione di Crotoy, vicino ad Amiens, prima di essere trasferita a Rouen, l’eroina ricevette per l’ultima volta la visita di san Michele. Egli apparve sotto la forma di un cavaliere dall’armatura scintillante e la riconfortò perché ella trovasse la forza di subire la crudele prigionia di Rouen, l’iniquo processo, lo spaventoso supplizio del fuoco.

Al momento della sua morte, Giovanna invocò l’Arcangelo ed anche Gabriele, il messaggero della Redenzione. Come il vecchio poeta della Canzone di Rolando l’aveva immaginato per il suo eroe, san Michele e san Gabriele si chinarono sulla santa della patria e la condussero verso Dio.

Quando san Michele fu proclamato, oltre quarant’anni fa, il patrono dei paracadutisti dell’esercito francese, un ufficiale compose una bella preghiera che insegna in quale spirito deve essere compiuto il dovere di soldato:

“San Michele ci insegni, come a Giovanna d’Arco, a resistere senza mai odiare, a compatire lealmente, da fratello, l’avversario di un giorno”.

Il nostro solo nemico è il demonio, padre degli odi e della guerra. Contro di lui, san Michele possiede una grandissima potenza, poiché la sua missione è precisamente quella di combattere i demoni e di far trionfare gli amici di Dio.

(Fonte: Don Marcello Stanzione,Milizia di San Michele Arcangelo).

“Una vita è tutto quello che abbiamo e la viviamo credendo in ciò per cui viviamo.Ma sacrificare ciò che sei e vivere senza fede, è un destino più terribile della morte.” 

Santa Giovanna D’Arco

joan_of_arc_wallpaper_by_saintfighterfire

S.Giovanna D’Arco:”BISOGNA COMBATTERE PERCHE’ DIO DONI LA VITTORIA”

“Non ho paura. Sono nata per fare questo “S.Giovanna d’Arco. Dalla catechesi di Benedetto XVI
“Oggi vorrei parlarvi di Giovanna d’Arco, una giovane santa della fine del Medioevo, morta a 19 anni, nel 1431. Questa santa francese, citata più volte nel Catechismo della Chiesa Cattolica, è particolarmente vicina a santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa. Giovanna d’Arco non sapeva né leggere né scrivere, ma può essere conosciuta nel più profondo della sua anima grazie a due fonti di eccezionale valore storico: i due Processi che la riguardano.
Il primo, il Processo di Condanna (PCon), contiene la trascrizione dei lunghi e numerosi interrogatori di Giovanna durante gli ultimi mesi della sua vita (febbraio-maggio 1431), e riporta le parole stesse della Santa.
Dalle sue stesse parole, sappiamo che la vita religiosa di Giovanna matura come esperienza mistica a partire dall’età di 13 anni (PCon, I, p. 47-48). Attraverso la “voce” dell’arcangelo san Michele, Giovanna si sente chiamata dal Signore ad intensificare la sua vita cristiana e anche ad impegnarsi in prima persona per la liberazione del suo popolo. La sua immediata risposta, il suo “sì”, è il voto di verginità, con un nuovo impegno nella vita sacramentale e nella preghiera: partecipazione quotidiana alla Messa, Confessione e Comunione frequenti, lunghi momenti di preghiera silenziosa davanti al Crocifisso o all’immagine della Madonna. La compassione e l’impegno della giovane contadina francese di fronte alla sofferenza del suo popolo sono resi più intensi dal suo rapporto mistico con Dio. Uno degli aspetti più originali della santità di questa giovane è proprio questo legame tra esperienza mistica e missione politica. Dopo gli anni di vita nascosta e di maturazione interiore segue il biennio breve, ma intenso, della sua vita pubblica: un anno di azione e un anno di passione….

L’INGIUSTA CONDANNA,FRUTTO DI RIVALITA’ POLITICHE
A differenza dei santi teologi che avevano illuminato l’Università di Parigi, come san Bonaventura, san Tommaso d’Aquino e il beato Duns Scoto, questi giudici,che avevano fatto una scelta politica,non di vera fede -che condannarono al rogo S.Giovanna -sono teologi ai quali mancano la carità e l’umiltà di vedere in questa giovane l’azione di Dio. Vengono alla mente le parole di Gesù secondo le quali i misteri di Dio sono rivelati a chi ha il cuore dei piccoli, mentre rimangono nascosti ai dotti e sapienti che non hanno l’umiltà (cfr Lc 10,21). Così, i giudici di Giovanna sono radicalmente incapaci di comprenderla, di vedere la bellezza della sua anima: non sapevano di condannare una Santa.
Circa 25 anni più tardi, il Processo di Nullità, aperto sotto l’autorità del Papa Callisto III, si conclude con una solenne sentenza che dichiara nulla la condanna (7 luglio 1456; PNul, II, p 604-610). Questo lungo processo, che raccolse le deposizioni dei testimoni e i giudizi di molti teologi, tutti favorevoli a Giovanna, mette in luce la sua innocenza e la perfetta fedeltà alla Chiesa. Giovanna d’Arco sarà poi canonizzata da Benedetto XV, nel 1920.
LO STENDARDO DI GIOVANNA : I SANTI NOMI DI GESU’ E DI MARIA
santa giovanna d'arco 1Cari fratelli e sorelle, il Nome di Gesù, invocato dalla nostra Santa fin negli ultimi istanti della sua vita terrena, era come il continuo respiro della sua anima, come il battito del suo cuore, il centro di tutta la sua vita. Il “Mistero della carità di Giovanna d’Arco”, che aveva tanto affascinato il poeta Charles Péguy, è questo totale amore di Gesù, e del prossimo in Gesù e per Gesù. Questa Santa aveva compreso che l’Amore abbraccia tutta la realtà di Dio e dell’uomo, del cielo e della terra, della Chiesa e del mondo. Gesù è sempre al primo posto nella sua vita, secondo la sua bella espressione: “Nostro Signore servito per primo” (PCon, I, p. 288; cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 223). Amarlo significa obbedire sempre alla sua volontà. Ella afferma con totale fiducia e abbandono: “Mi affido a Dio mio Creatore, lo amo con tutto il mio cuore” (ibid., p. 337). Con il voto di verginità, Giovanna consacra in modo esclusivo tutta la sua persona all’unico Amore di Gesù: è “la sua promessa fatta a Nostro Signore di custodire bene la sua verginità di corpo e di anima” (ibid., p. 149-150).

La verginità dell’anima è lo stato di grazia, valore supremo, per lei più prezioso della vita: è un dono di Dio che va ricevuto e custodito con umiltà e fiducia. Uno dei testi più conosciuti del primo Processo riguarda proprio questo: “Interrogata se sappia d’essere nella grazia di Dio, risponde: Se non vi sono, Dio mi voglia mettere; se vi sono, Dio mi voglia custodire in essa” (ibid., p. 62; cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 2005).

La nostra Santa vive la preghiera nella forma di un dialogo continuo con il Signore, che illumina anche il suo dialogo con i giudici e le dà pace e sicurezza. Ella chiede con fiducia: “Dolcissimo Dio, in onore della vostra santa Passione, vi chiedo, se voi mi amate, di rivelarmi come devo rispondere a questi uomini di Chiesa” (ibid., p. 252). Gesù è contemplato da Giovanna come il “Re del Cielo e della Terra”. Così, sul suo stendardo, Giovanna fece dipingere l’immagine di “Nostro Signore che tiene il mondo” (ibid., p. 172): icona della sua missione politica. La liberazione del suo popolo è un’opera di giustizia umana, che Giovanna compie nella carità, per amore di Gesù.

Il suo è un bell’esempio di santità per i laici impegnati nella vita politica, soprattutto nelle situazioni più difficili. La fede è la luce che guida ogni scelta, come testimonierà, un secolo più tardi, un altro grande santo, l’inglese Thomas More. In Gesù, Giovanna contempla anche tutta la realtà della Chiesa, la “Chiesa trionfante” del Cielo, come la “Chiesa militante” della terra. Secondo le sue parole, ”è un tutt’uno Nostro Signore e la Chiesa” (ibid., p. 166). Quest’affermazione, citata nel Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 795), ha un carattere veramente eroico nel contesto del Processo di Condanna, di fronte ai suoi giudici, teologi che la perseguitarono e la condannarono. Nell’Amore di Gesù, Giovanna trova la forza di amare la Chiesa fino alla fine, anche nel momento della condanna.

Mi piace ricordare come santa Giovanna d’Arco abbia avuto un profondo influsso su una giovane Santa dell’epoca moderna: SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO.

therese-and-joan
S.TERESA DI LISIEUX,conl’armatura e lo stendardo di S. Giovanna D’Arco

In una vita completamente diversa, trascorsa nella clausura, la carmelitana di Lisieux si sentiva molto vicina a Giovanna, vivendo nel cuore della Chiesa e partecipando alle sofferenze di Cristo per la salvezza del mondo. La Chiesa le ha riunite come Patrone della Francia, dopo la Vergine Maria. Santa Teresa aveva espresso il suo desiderio di morire come Giovanna, pronunciando il Nome di Gesù (Manoscritto B, 3r), ed era animata dallo stesso grande amore verso Gesù e il prossimo, vissuto nella verginità consacrata.

Cari fratelli e sorelle, con la sua luminosa testimonianza, santa Giovanna d’Arco ci invita ad una misura alta della vita cristiana: fare della preghiera il filo conduttore delle nostre giornate; avere piena fiducia nel compiere la volontà di Dio, qualunque essa sia; vivere la carità senza favoritismi, senza limiti e attingendo, come lei, nell’Amore di Gesù un profondo amore per la Chiesa. Grazie.

«SIGNORE, DIO DEGLI ESERCITI»

Preghiera di S.Teresa di Gesù Bambino ispirata da un’immagine rappresentante la Venerabile Giovanna d’Arco.

Signore, Dio degli eserciti, che ci avete detto nel vostro Van­gelo: «Non sono venuto a portare la pace ma la spada» armate­mi per la lotta, io ardo di combattere per la vostra gloria, ma vi supplico, fortificate il mio Scoraggio … Allora con il Santo re David io potrò gridare: «Voi solo siete il mio scudo, e voi, Signore, preparate le mie mani alla guerra … ».

O mio Diletto! Io comprendo a quale combattimento voi mi destinate, non è sui campi di battaglia che io lotterò …

Io sono prigioniera del vostro Amore, ho liberamente ribadi­to la catena che mi unisce a Voi e mi separa per sempre dal mondo che voi avete maledetto … La mia spada non è altro che l’Amo­re, con esso io scaccerò lo straniero dal regno. Vi farò procla­mare Re nelle anime che rifiutano di sottomettersi alla vostra Potenza Divina.

Senza dubbio, Signore, uno strumento debole come me stes­sa non vi è necessario, ma Giovanna vostra vergine e valorosa sposa ha detto: «Bisogna combattere perché Dio doni la vit­toria». O mio Gesù, io combatterò quindi per vostro Amore fino alla sera della mia vita. Poiché non avete voluto gustare riposo sulla terra, io voglio seguire il vostro esempio e spero così che questa promessa uscita dalle vostre labbra Divine si realizzerà per me: «se qualcuno mi segue, in qualsiasi luogo Io sia egli pure vi sarà, e il Padre mio l’onorerà».

Essere con voi, essere in voi, ecco il mio unico desiderio … la certezza che voi mi date della sua realizzazione mi fa sop­portare l’esilio in attesa del giorno radioso del Faccia a Faccia eterno! …

PREGHIERA A SANTA GIOVANNA D’ARCO

5999a02d4e4c6d305a1a85616ff1dda41 – O gloriosa Vergine Giovanna D’Arco che, in tante battaglie vittoriosa, foste sostegno ai vostri soldati e terrore agli avversari, accoglietemi, ve ne prego, sotto la vostra protezione ed ottenetemi conforto nel combattere le sante battaglie del Signore. Gloria..

2 – O gloriosa Vergine Giovanna D’Arco, che forte nella fede e nella pietà, viveste gli anni della vostra giovinezza in una purezza angelica, aiutatemi a mantenere sempre, in questi tempi così difficili, l’anima mia immune dalle sozzure del peccato e dal veleno dell’incredulità. Gloria..

3 – O gloriosa Vergine Giovanna D’Arco, che obbediste sempre, anche con il sacrificio degli affetti famigliari, alle voci celesti che vi facevano conoscere la divina volontà intorno alla missione affidata da Dio al vostro umile braccio, fate che io adempia fedelmente i divini voleri e accolga docilmente i buoni consigli e le ammonizioni dei miei genitori e superiori. Gloria..

4 – O gloriosa Vergine Giovanna D’Arco, che nel nome di Dio e dei vostri Santi Protettori, vinceste, in battaglie sanguinose ed ostinate, i nemici della vostra patria e del vostro re, sostenete la mia debolezza nella lotta aspra e quotidiana contro i miei nemici spirituali, il mondo, il demonio, la carne, affinché ne riporti vittoria per servire il Re del Cielo e raggiungere la vera patria del Paradiso. Gloria..

5 – O gloriosa Vergine Giovanna D’Arco, che, per la verità e la giustizia, affrontaste l’iniquità di giudici perversi, le sofferenze di un lungo carcere, il tradimento, l’abbandono e l’orribile strazio del rogo, dove foste bruciata viva, sorreggetemi, vi scongiuro, nella sincera e coraggiosa professione della fede, e assistetemi fino alla morte, perchè io ne custodisca immacolato e intatto il prezioso tesoro. Gloria..

Fonte : http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110126_it.html

santa teresa giovanna d'arco
S.Giovanna D’Arco:”Bisogna dare battaglia perchè Dio doni la vittoria “.Santa Teresa di Lisieux:” O mio Gesù,così io combatterò per il Tuo Amore fino alla sera della mia vita “.

CORPUS DOMINI

La Solennità del Corpus Domini nacque per onorare la Presenza di Gesù nell’Eucaristia,il Suo Corpo e Sangue,donato per la salvezza di tutti gli uomini, fatto cibo per sostenere la nostra “vita nello Spirito”. http://www.santiebeati.it/dettaglio/90912
Per i nostri mali,spirituali e fisici, Suor Faustina – che nella sua breve vita ha conosciuto ogni genere di infermità, del corpo e dell’anima,sopportandoli con fede eroica e ricevendo grandi grazie da Gesù  – ci ha lasciato questa bellissima preghiera di guarigione nell’adorazione a Gesù Eucaristia : 
“Gesù il Tuo Sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato, ed il Tuo Corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte.”
dal Diario di Santa Faustina Kowalska ,apostola della Divina MisericordiaCorpus Domini (1)

“Qui c’è il tesoro della Chiesa,
il cuore del mondo,
il pegno del traguardo a cui ogni uomo,
anche inconsapevolmente anela;
nell’umile segno del pane e del vino,
Cristo cammina con noi,
quale nostra forza e nostro viatico,
e ci rende per tutti testimoni di speranza.”
San Giovanni Paolo II

eucharist-8Preghiera in riparazione dei sacrilegi eucaristici

Mio Gesù Eucarestia Dio fatto uomo per riaprirci le porte del Paradiso con la tua santa Passione e Morte di croce. Hai colmato la misura del Tuo amore donandoci Te stesso nel Gran Sacramento.

Ma il tuo amore non è capito e tanti tuoi figli ingrati ti ricevono con il peccato mortale nell’anima; altri, insipienti, profanano il Tuo Corpo santissimo trattando le Ostie consacrate senza rispetto e senza devozione; altri ancora, con spirito diabolico, ti sottomettono a riti satanici. Allora si leva il tuo grido di condanna: “guai, tre volte guai ai profanatori del mio santo e immacolato Corpo. Tremenda è la pena”(Gesù ad un’anima consacrata.”)

Il mio cuore piange con Te, e mosso dalla carità che Tu ci hai insegnato, ti risponde con un grido di espiazione: Pietà, mio Dio; per il dolore del tuo Cuore Sacratissimo, ti offro in espiazione lo stesso tuo Corpo immolato e il tuo Sangue versato per la salvezza di tutti. Ti offro tutte le mie sofferenze fisiche e morali, assieme ai tuoi meriti infiniti, assieme ai meriti della Madre tua e ai dolori del suo Cuore Immacolato, in espiazione di tutti i sacrilegi, le profanazioni e gli oltraggi che ricevi nella Santissima Eucarestia.

PREGHIERA DAVANTI AL SS.SACRAMENTO4027962_2ba6a
di Santa Faustina Kowalska

Ti adoro Creatore e Signore nostro nel SS.Sacramento.
Ti adoro per tutte le opere delle tue mani,
nelle quali si rivela tanta sapienza, bontà e misericordia.
O Signore, hai seminato tanta bellezza sulla terra
ed essa mi parla della tua bellezza,
benchè sia soltanto un pallido riflesso di Te,
Bellezza inconcepibile.
E sebbene ti sia nascosto e ti tenga occultato
ed abbia nascosto la tua bellezza,
il mio occhio illuminato dalla fede ti raggiunge
e la mia anima riconosce il suo Creatore,
suo sommo bene,
ed il mio cuore si immerge totalmente
in una preghiera di adorazione.
O mio Creatore e Signore,
la tua bontà m’incoraggia a parlarti,
la tua misericordia fa scomparire fra di noi
l’abisso che separa il Creatore dalla creatura.
E’ una delizia per il mio cuore parlare con Te, o Signore.
In Te trovo tutto ciò che il mio cuore può desiderare.
Qui la tua luce illumina il mio intelletto
e lo rende a conoscerti sempre più profondamente.
Qui sul mio cuore scendono torrenti di grazie,
qui la mia anima attinge la vita eterna.
O mio Creatore e Signore,
Tu solo oltre a questi doni mi dai Te stesso
e ti unisci strettamente alla tua misera creatura.
Qui i nostri cuori si comprendono senza ricorrere alle parole,
qui nessuno è in grado di interrompere il nostro colloquio.
Quello di cui parlo con Te, o Gesù, è un nostro segreto,
di cui le creature non saranno messe al corrente…,
Si tratta di perdoni segreti,
che conosciamo solo Gesù e io;
è un segreto della sua misericordia
che abbraccia singolarmente ogni anima.
Per questa tua inconcepibile bontà,
ti adoro, o Creatore e Signore,
con tutto il cuore e con tutta l’anima.
E benchè questa mia adorazione sia tanto misera ed insignificante,
tuttavia sono tranquilla perchè so
che tu conosci che essa è sincera, sebbene così inadeguata.

portrait-of-our-lordPREGHIERA DAVANTI A GESU’ EUCARESTIA
Signor mio Gesù Cristo, che per l’amore che porti agli uomini, Te ne stai notte e giorno in questo Sacramento tutto pieno di pietà e di amore, aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti, io Ti credo presente nel Sacramento dell’Altare. Ti adoro nell’abisso del mio niente, e Ti ringrazio di quante grazie mi hai fatte; specialmente di avermi donato Te stesso in questo Sacramento, e di avermi data per Avvocata la tua Santissima Madre Maria e di avermi chiamato a visitarti in questa chiesa. Io saluto oggi il tuo amantissimo Cuore ed intendo salutarlo per tre fini: primo, in ringraziamento di questo gran dono; secondo, per compensarti di tutte le ingiurie, che hai ricevuto da tutti i tuoi nemici in questo Sacramento: terzo, intendo con questa visita adorarti in tutti i luoghi della terra, dove Tu sacramentato te ne stai meno riverito e più abbandonato.
Gesù mio, io ti amo con tutto il cuore. Mi pento di aver per il passato tante volte disgustata la tua Bontà infinita. Propongo con la tua grazia di non offenderti più per l’avvenire: ed al presente, miserabile qual sono, io mi consacro tutto a Te: ti dono e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e tutte le cose mie. Da oggi in avanti fai di me e delle mie cose tutto quello che ti piace. Solo ti chiedo e voglio il tuo santo amore, la perseveranza finale e l’adempimento perfetto della tua volontà. Ti raccomando le anime del Purgatorio, specialmente le più devote del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima. Ti raccomando ancora tutti i poveri peccatori. Unisco infine, Salvator mio caro, tutti gli affetti miei con gli affetti del tuo amorosissimo Cuore e così uniti li offro al tuo Eterno Padre, e lo prego in nome tuo, che per tuo amore li accetti e li esaudisca. Così sia.

Sant’Alfonso Maria de Liguori

“Chi è come Dio?Noi siamo della stirpe di Maria e le porte dell ‘inferno non prevarranno contro la Chiesa”Beata Maria Deluil-Martiny

556_001L’azione delle sette segrete è essenzialmente satanica –
Dagli scritti della Beata Maria Deluil-Martiny,fondatrice della Società delle Figlie del Cuore di Gesù ,Marsiglia,1841/1884

Ma, chi è come Dio, Sorelle? Le porte dell’ inferno non prevarranno contro la Chiesa da Lui fondata.

II trionfo finale non è per coloro che portano l’insegna del dragone, ma per noi che portiamo il Nome di Gesù Cristo sulle nostre fronti e il Suo amore nei nostri cuori!

La Provvidenza procede per vie incomprensibili allo spirito umano, ma appunto perciò altrettanto adorabili; solo lassù avremo la gioiosa sorpresa, l’ammirazione del grande disegno divino, di cui ora si scorge soltanto qualche linea, senza vederne l’insieme.

Bisognò che Gesù soffrisse ed entrasse così nella Sua gloria; bisogna che la Chiesa e le anime passino per la stessa via. La Chiesa non vive un giorno solamente: quando i Martiri cadevano come d’inverno la neve cade in falde, non si sarebbe potuto credere che tutto era perduto?

Al contrario, il loro sangue preparava i trionfi dell’avvenire.

Non è per noi che dobbiamo vivere, perciò bisogna vedere tutto attraverso i disegni di Dio; i nostri dolori attuali, dovessero raggiungere il colmo e dovessimo noi essere sacrificate nella catastrofe, acquistano e preparano i trionfi futuri della Chiesa; noi lavoriamo per quelli che verranno dopo di noi; essi raccoglieranno, ad maiorem Dei gloriam, il frutto delle nostre lacrime e forse del nostro sangue.

La Chiesa procede di lotta in lotta, di vittoria in vittoria, sino all’eternità che sarà il trionfo definitivo. Sbaglierebbe chi volesse, nel momento presente giudicare l’insieme delle cose.
Noi abbiamo la promessa e la sicurezza della vita eterna, nonché il conforto di sapere che Dio trionfa sempre, e che il Suo trionfo sarà tanto più grandioso, quanto più Gli sarà costato.
Torna più comodo vivere in un tempo di pace relativa; ma il vivere in tempi turbolenti è più stimolante, più nobile e meritorio.

Il nostro compito è di dissodare, lavorare e smuovere faticosamente il terreno; altri raccoglieranno la messe…, ma questa, feconda e copiosa, sarà certamente collocata nei granai del Padre celeste.

Gli sforzi di Satana si faranno perciò sempre più furibondi e disperati, e la santità dei giusti sempre più fulgida, sino a che il tempo non sarà più e Satana sarà ricacciato per sempre nell’abisso.

Modesti operai di questa grande opera, lavoriamo nel silenzio e nella speranza.

Preghiamo: è la condizione del successo: ripariamo, poiché il dolore supremo è di vedere Dio oltraggiato e bestemmiato; soffriamo, lottiamo, moriamo se occorre, sicure che lassù una Provvidenza veglia, l’Onnipotenza ci assiste e riuscirà vittoriosa; la Bontà tiene conto di tutto, l’Amore infinito si china verso di noi per condurci ai suoi fini divini.

Noi siamo della stirpe di Maria, della quale Dio stesso ha proclamato l’inimicizia perpetua con la razza di Satana; e alla quale Egli ha dato il trionfo per mezzo di Gesù Cristo, senza però dispensarci dalla fatica, nè privarci dell’onore e del merito della lotta”.

Beata Maria di Gesù Deluil-Martìny
Lettera dell’8 dicembre 1882

Testimonianza di Federica,ex testimone di Geova,ritornata nell’abbraccio di Gesù e Maria

BELLISSIMA TESTIMONIANZA EX TESTIMONE DI GEOVA , tornata alla Chiesa cattolica,guarita spiritualmente grazie a Gesù e Maria-
Oggi Federica è felicemente sposata con figli,ha una bella famiglia che vive nella benedizione della Sacra Famiglia,e ci ha donato la sua  testimonianza .

Oggi voglio ricordare quanto il Signore con la Sua misericordia mi ha amato, io che ero nelle tenebre sono stata abbracciata da Dio .

Tutto ha avuto inizio quando io avevo 2 anni ,ero stata battezzata cattolica cristiana dai miei genitori …col nome di Federica Rita ..nel giorno della Madonna di Loreto il 10 Dicembre 1978 nella Chiesa di San Venanzio martire a Camerino provincia di Macerata.

testimoni-di-geova
UNA DELLE ULTIME COPERTINE DELLA RIVISTA GEOVISTA “TORRE DI GUARDIA “ANNUNCIANTE LA IMMINENTE FINE DEL MONDO

Due anni dopo mia mamma ,soffrendo molto di depressione e sbalzi di umore repentini…cercava aiuto da tutti ..cercava speranza …e conobbe una testimone di geova che le promise che la loro religione poteva far vivere in un paradiso sulla terra e che presto ci sarebbe stata LA FINE DEL MONDO , l’ Armagheddon e ci si doveva preparare subito entrando a far parte della Congregazione dei testimoni di Geova, perchè solo così sarebbe entrata nel paradiso terrestre. ..Nella sua disperazione mia mamma si aggrappò a questa ..falsa speranza e divenne testimone di geova.
Mio padre dopo 3 anni si convinse anche lui che fosse la cosa giusta e divenne anche lui testimone di geova.
Io ero piccola avevo 5 anni quando mio padre divenne testimone di geova.
Ovviamente mi crebbero con le usanze dei testimoni di geova e con le loro regole ..cmq io sin da piccola avevo un grande amore per Dio e per tutto ciò che Lo riguardava.

Un giorno avevo 5 anni ,alcuni amici dei miei genitori erano stati a casa nostra e si erano fermati a dormire da noi.
La mattina presto cominciò a piovere molto forte con tuoni e fulmini; la mia mamma e il mio papà erano a lavorare e mi lasciarono con questa famiglia di amici ,i quali,vedendo questo temporale ,decisero di partire in fretta, visto che io dormivo e la mia mamma da lì a un’ ora sarebbe dovuta tornare.
Mi sveglio all’ improvviso a causa di un fortissimo tuono, io avevo molta paura dei tuoni …e mi ritrovai sola in casa …
Cominciai a piangere e in ginocchio con le mani giunte pregai Dio dicendo ‘ti prego tu sei un Papà, io ho tanta paura, fa che la mia mamma torni subito’: non feci in tempo a finire la mia preghiera che la mia mamma era lì. ..Tornò stranamente un’ ora prima senza sapere che ero a casa da sola!
Per la prima volta compresi che Dio mi amava e si interessava proprio a me e che qualunque cosa gli chiedevo Lui era sempre pronto ad ascoltarmi.

controllo_mentaleCrebbi e divenni una Testimone di geova e una missionaria dei TdG…Dedicavo 90 ore al mese ad andare di casa in casa a distribuire le riviste della Torre di Guardia,Svegliatevi…

Poi la malattia di mia mamma si aggravò, i miei si separarono e noi ci trasferimmo: io non vissi un’ infanzia felice, ma molto difficile ..questo portò un ‘adolescenza complicata. All’ età di 17 anni scappai da casa e cominciai a capire che la religione dei testimoni di geova era un insieme di regole, ma non c’ era l’ Amore di Dio.

Commisi molti errori :mi sposai in comune a 18 anni e dopo un anno mi separai ,iniziai ad andare in discoteca.
Facevo la ballerina in discoteca …conoscete i 10 comandamenti :ecco, non ce n’è uno che purtroppo io non abbia infranto….
Partecipai al concorso di Miss Italia, sfilai come modella e mi proposero di diventare famosa, diventando l ‘amante di un ricco personaggio…ringraziando Dio rifiutai….poi ,più tardi, conobbi il mio attuale sposo,Antonio, che all’epoca era ateo e che con sua mamma praticava cartomanzia,leggeva i Tarocchi ….
Dopo due anni di vita “spericolata”,mi ammalai di diabete e dopo un anno nel 2000 il 4 Gennaio mia mamma morì a causa della sua malattia.
Mi crollò il mondo addosso, io avevo solo lei…fui portata da alcuni parenti nelle Marche per un anno.
Nel frattempo io e Antonio ci eravamo lasciati ,proprio sei mesi prima della morte di mia mamma…ma Dio aveva un progetto per noi e più avanti lo riportò sul mio cammino…
Nel Giugno del 2001 decido di andare a vivere da sola, tornando in Umbria.Comincio a frequentare un gruppo di giovani , uscivo con un ragazzo ateo e nel frattempo frequentavo anche un gruppo dei Testimoni di geova ,ero nella confusione totale e conducevo una vita doppia: da un lato a volte andavo con i TdG ,dall’ altro frequentavo questo gruppo di amici, tra cui c’erano atei ma anche dei cattolici.

IL PRIMO VERO INCONTRO CON GESU’
4027962_2ba6aNel Maggio del 2002 una coppia di miei amici si sposarono in chiesa e io non volevo entrare in chiesa perché i testimoni di geova mi avevano insegnato che ‘dentro le chiese cattoliche c’è il diavolo’ e io avevo paura ad entrarci….
Poi il ragazzo ateo con cui uscivo mi disse ironicamente:
“io ci entro e non mi è mai successo niente , vieni con noi, dài vedrai che non ti succede niente! “.
Il 23 Maggio entrai per la prima volta in chiesa a Foligno ,per assistere alla celebrazione del matrimonio dei nostri amici.
Quando mi sedetti ,vidi il Crocifisso davanti a me :i miei occhi furono rapiti ,io non avevo mai visto un crocifisso,( a parte a scuola dove evitavo di guardarlo) , sentivo che Gesù era lì ed era Vivo e guardava proprio me !
Non era più un Dio giudice, lontano, ma sofferente come me, mi amava ed era li in quella chiesa ,Vivo per me.
Ne ebbi la certezza nel cuore…
I miei amici mi chiamavano, ma io non risposi :per mezz’ora fui come rapita fissando il Crocifisso …poi nel cuore pronunciai queste parole :
” Se Tu sei lì e finora non ho capito niente..Ti prego aiutami perché io sto morendo e ho sbagliato tutto fino ad oggi ! Aiutami !”
Finita la Messa, tutti mi chiedevano cosa fosse successo, io cercai di spiegarlo, ma non mi credevano.

Poco tempo dopo,dal congresso del Rinnovamento Carismatico di Rimini mi telefonò una zia delle Marche : sua la figlia le aveva detto, durante la preghiera .”Federica si è convertita ,chiamala e domani dille di venire con noi al Santuario di Collevalenza ”
( in provincia di Perugia, dove la Beata Madre Speranza trovò come a Lourdes delle fonti di acqua miracolosa,dove vennero costruite delle piscine,seguendo l’ispirazione di Gesù Misericordioso).
Mia zia le rispose che non se la sentiva di chiamarmi,perchè sapeva che io ero una Testimone di geova e non sopportavo le preghiere cattoliche e non ne volevo sapere di entrare in una chiesa cattolica. Ma la figlia continuò a dirle :”Credimi ,chiamala, nella preghiera ho sentito che lei ascolterà”.
Così mia zia mi telefonò, io ero uscita dalla Chiesa in quel momento e lei mi disse ,con un po’ di timore sulla mia reazione :”Federica volevo chiederti se domani vuoi venire a Collevalenza con noi…”
Io le risposi subito :”Zia guarda oggi sono entrata in chiesa e voglio diventare cattolica cristiana. ”
Lì per lì mia zia rimase senza parole e mi chiese se ero seria o se la stavo prendendo in giro! …Poi il giorno dopo mi portò a Collevalenza e mentre facevo il bagno nelle piscine del santuario,mi insegnarono a fare il Segno di Croce ,ripresi a pregare ..

DAL SANTUARIO DI LOURDES, IL CORAGGIO DI DIMETTERSI DALLA CONGREGAZIONE DEI TESTIMONI DI GEOVA
3499693_2d04eDopo un mese andammo a Lourdes e davanti alla grotta di Lourdes scrissi una lettera alla Congregazione dei Testimoni di geova in cui spiegavo le mie dimissioni e il 23 Settembre successivo,nella chiesa di San Francesco in Foligno ( dove il Santo vendette le stoffe del padre e dove si trova Santa Angela, mistica da Foligno morta il 4 Gennaio come la mia mamma) ricevetti la prima Santa comunione a 24 anni : quale gioia il mio Dio il mio Signore si univa a me ! Proprio a me ,che tanto avevo parlato male della sua Chiesa, dei suoi Sacerdoti ,della sua Mamma Ss.ma…

Sì Dio aveva avuto un’ infinita Misericordia con me, perdonandomi gratuitamente tutto ..io mi sentivo come il Figlio prodigo .
Andavo alla Messa tutti i giorni e facevo tantissime domande ,tutto dovevo imparare ..
Non sapevo il Padre Nostro e l’Ave Maria e una notte, dopo il bagno nel santuario di Collevalenza, nel sonno ripetei tutta la notte l’ Ave Maria, finalmente dormivo di un sonno sereno ,perciò fu un dono di Dio e la mattina ricordavo l’Ave Maria perfettamente a memoria!
Dopo un anno incontrai di nuovo Antonio, il ragazzo ateo che faceva i Tarocchi e che avevo lasciato tanto tempo prima…e che oggi è diventato il mio Sposo!
Antonio fu molto meravigliato ,quando gli raccontai della mia conversione alla fede cattolica, disse :”ma tu non eri testimone di geova. .?”.Cominciai a parlargli dell’ Amore che Dio aveva avuto per me….riprendemmo a frequentarci , ci fidanzammo e dopo un periodo di riflessioni e di prove decidemmo di sposarci in Chiesa .
Lui rinunciò ai Tarocchi ,alla cartomanzia imparata da sua madre, e cominciò un vero cammino di fede : ricevemmo il Sacramento della Cresima insieme ,una settimana prima di sposarci ,iniziammo a pregare insieme e vivere i Sacramenti della Santa Chiesa e quante grazie dopo il Sacramento del matrimonio Dio ci ha fatto!!!
Ecco come Dio e la Mamma Maria ci amano immensamente con infinita Misericordia e cercano noi,i Loro figli, con eterna passione e tenerezza ….hanno fatto di tutto anche per chi ,come me, era tanto lontana e si era persa …”
FEDERICA.

“Yoga cristiano”? ASSOLUTAMENTE NO. Lo Yoga non è “una pratica ginnica”

LO YOGA NON E’ solo una PRATICA GINNICA, è una tecnica occultista ed è incompatibile con la fede cristiana cattolica.

mb2b2b2bac
la medium H.P.Blavatsky e il mago nero Aleister Crowley

E’ una pratica di contattismo con gli spiriti indù Deva, lo scrisse anche il padre del satanismo moderno Aleister Crowley, che importò la moda dello yoga in Europa dall’India, a metà Ottocento:  lo yoga pervade un po’ tutta l’opera del mago nero Crowley, assumendo nei suoi scritti un’importanza almeno pari a quella della magia tradizionale…e lo ha diffuso in Occidente con l’aiuto della medium Helena Petrovna Blavatsky fondatrice della Società Teosofica e feroce anticristiana, esattamente come Crowley che si definiva l’anticristo. Ma i CENTRI YOGA,  con la loro propaganda, diffondono l’idea che lo yoga sia una sorta di “talismano” per il benessere fisico e la guarigione da ogni male, NON INFORMANO sulle vere origini e scopi dello yoga ed ancora oggi tanti sprovveduti, anche tra i cattolici, cadono nell’inganno. Immagine correlataALEISTER CROWLEY, considerato il padre del satanismo moderno, era un maestro di Yoga: questo libro, in foto, è un noto trattato di Crowley su come lo Yoga serva all’annullamento del sè per entrare in contatto con “gli spiriti”…altro che semplice ‘ginnastica’.

Facciamo notare che in più riprese la Chiesa ha espresso un giudizio negativo sullo Yoga,  che comunque rimanda all’Induismo.

Di Yoga, e qui verrebbe da chiedersi se tanti cattolici siano informati, parlò l’allora cardinal Ratzinger ancora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1999 nel corso di un’intervista: “Se lo Yoga è ridotto solo a ginnastica si può anche accettare, ma deve essere realmente ridotto a un puro esercizio di rilassamento fisico, liberato da ogni elemento ideologico”. Ma il confine tra le due concezioni è molto sottile ed il rischio di cadere nell’inganno è forte ed evidente: “Il rischio è che lo yoga diventi un metodo autonomo di ‘redenzione’, privo di un vero incontro tra Dio e la persona umana. E in quel caso, siamo già nel trascendente”.

“Nel momento in cui lo si chiama ‘yoga cristiano’ è già ideologizzato e appare come una religione, e questo non mi piace tanto” inoltre “ l’insegnamento della meditazione trascendentale e dello yoga nelle Chiese cattoliche e nelle comunità religiose da parte di sacerdoti mi sembra molto pericoloso perché in questo contesto queste pratiche sono già offerte come un qualcosa, appunto, di religioso”.

Di Yoga si era occupato anche il Pontificio Consiglio del Dialogo interreligioso nel 2003 che si espresse così: “Lo scopo ultimo dello Yoga è l’estinzione della coscienza. Scopo ultimo dell’orazione cristiana è invece l’incontro della persona umana con il Dio-persona”. E ancora: “In questa visione Dio non è trascendente e ciò porta inevitabilmente ad abbracciare una forma di panteismo, concezione incompatibile con il cristianesimo e con la rivelazione del Dio fatto uomo che parla a ogni anima”.  

Immagine correlataLa Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna con un Documento del 2013 si è espressa in modo inequivocabile sullo yoga che non è “ginnastica”: “E’ bene non sottacere la pericolosita’ per la salute delle persone- scrivono i vescovi- causata dalla frequentazione di corsi che prevedono l’uso di tecniche mutuate dalla psicoterapia, dallo yoga, dal training autogeno, applicate in modo spurio e disordinato da persone incompetenti, senza adeguati controlli. L’elemento egocentrico-narcisistico, introdotto dall’uso improprio di certe tecniche, puo’ incidere sull’equilibrio psico-affettivo e provocare particolari patologie e disturbi”. Documento CEI: “Religiosità alternativa, sette, spiritualismo”: 

http://www.grisrimini.org/documenti/magistero/Religiosita_alternativa_2013.pdf

pigeoninbasilica-600px_-600pxPapa Francesco: “mille corsi di yoga, zen e tutte queste cose…Ma tutto questo non sarà mai capace di darti la libertà di figlio di Dio. Soltanto è lo Spirito Santo che muove il tuo cuore per dire ‘Padre’. Soltanto lo Spirito Santo è capace di scacciare, di rompere questa durezza del cuore e fare un cuore ‘Docile’. Docile al Signore. Docile alla libertà dell’amore”.

http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/09/il_papa_chi_ama_dio_%C3%A8_libero,_solo_lo_spirito_apre_il_cuore/1117507

Infatti YOGA SIGNIFICA ‘GIOGO’,  SOTTOMISSIONE A SPIRITI DEVA, lo dicono gli stessi EX GURU YOGA, come Rabi Maharaj nel suo libro autobiografico: la morte di un guru yogi per rinascere in Cristo:

“quegli esseri che incontravo quando mi trovavo nella trance yogica in meditazione profonda, che si mascheravano in Shiva o in qualche altra deità indù non sono altro che demoni”.

Rabi ha scoperto che solo Gesù poteva donargli il perdono dal peccato, la pace e la figliolanza divina.

“il piano di satana è controllare il cervello dell’uomo occidentale con il misticismo orientale”.  Fonte: 

http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/RabiMaharajlamortediunguruyogaperrinascereinCristo.php

Lo Yoga non è compatibile con Cristo

screen_shot_2013-05-23_at_12-54-55_pm_t500x356
Il Baphomet o caprone di Mendes ideato dall’occultista Eliphas Levi, simbolo del satanismo e il Padmasana Yoga…notevoli analogie

Aleister Crowley, il padre del satanismo moderno, era un praticante di Yoga e maestro yogi…La cultura irenistica e relativistica della New Age vuole introdurre una tecnica estatica della fusione che identifica tout court“dio” con l’uomo, lo Yoga, talvolta anche all’interno della Chiesa, appiattendo la dimensione “spirituale” su un vago “benessere psicofisico”, facendo dell’esperienza “spirituale” una conquista dell’uomo (magia) e non un dono gratuito di Dio in Cristo (fede) e disponendo al ripiegamento narcisistico e disimpegnato del sè perchè incentrato su un determinismo spersonalizzante (reincarnazione, karma, ecc).

Anche nello Yoga, come nelle diffusissime pratiche olistiche nella New Age, si parla di inesistenti “energie sottili e naturali” (ki, kundalini, prana, ecc.), talmente sottili che la scienza non ha mai misurato, a cui sarebbero attribuibili fantasmagoriche qualità autoguaritrici e autoilluminative fino ad essere “dio”. Mai, prima di con-fondersi in occidente con la New Age, lo yoga è stato presentato come una “tecnica di rilassamento psicofisico”; se fosse così sarebbe una cosa buona. In realtà lo yoga non è una tecnica neutra poichè il cuore dello yoga è il ripiegamento su di sè filtrando tutto con le proprie sensazioni cancellando la dimensione esterna per arrivare al Sè. Il contrario del cristianesimo che è un esodo da sè.

Lo Yoga e le altre tecniche esoteriche orientali hanno lo scopo di aumentare la “sensibilità” o “sensitività” al preternaturale talvolta facendo emergere “poteri di caduta” (siddhi) o “medianità” o “energie sottili”. Lo slogan è“conoscenza sperimentale” (Mircea Eliade, Lo Yoga: immortalità e libertà, ed BUR, Milano 2005, p.50). Promettono, falsamente, di non avere più limiti: “il liberato in vita [yogi realizzato] può estendere quanto vuole la sua sfera di azione; non deve temere nulla perchè i suoi atti non hanno più conseguenze per lui e, pertanto, non hanno più limiti” (Mircea Eliade, Lo Yoga: immortalità e libertà, ed BUR, Milano 2005, p.46). Ovviamente siamo nella pericolosissima sfera del preternaturale, tanto più nello Yoga occidentale tantrizzato e in modo ingannevole presentato come “ginnastica”, in cui opera Satana che da sempre ha un’unica ricetta: allontanare l’uomo da Gesù, fargli credere che la sua vita sia in proprietà e non in amministrazione,  fargli credere che esiste un trucco o tecnica o magia o energia sottile capace di piegare chi sta sopra, Dio, ai capricci dell’ego, espandendolo e appropriandosi della gloria di Dio in modo smisurato fino all’egolatria e inventandosi tanti “corpi occulti o sottili o auree” autocostruite magicamente al posto del solo“corpo glorioso risorto” che ci sarà donato dalla unica resurrezione di Cristo. Questa tantrizzazione delle pratiche orientali che promettono la autoliberazione intramondana verso una irrealistica libertà assoluta, respingendo la salvezza personale in Cristo,”ad esse è affidato il compito di assicurare ad un tipo umano superiore una specie di invulnerabilità che gli permetta di aprirsi a qualsiasi esperienza del mondo, avendo persino il potere di trasformare i veleni in farmaci… al di là del bene e del male… cavalcando la tigre [del sè in autoespansione]” (Julius Evola, Lo Yoga della potenza, ed Mediterranee, Roma 2006, p.91).

Lo Yoga viene falsamente presentato in Occidente come una “ginnastica” capace di determinare strabilianti effetti fisici, psichici e spirituali. Con questo escamotage mentre nelle scuole non è più possibile pregare Dio è invece possibile evocare Shiva, “signore dello Yoga” e degli stati alterati di coscienza, mediante le posizioni rituali “asana” e l’inversione della respirazione per assorbire il “prana” detta “pranayama” per raggiungere la “samadhi” o stato di fusione con Shiva. Pratiche pericolose che possono provocare danni fisici, psichici e spirituali. Così, anche inconsapevolmente, gli insegnanti yogi occidentali sono missionari del movimento guru della New Age che con-fonde il Sè con il divino sottoforma di “energie” mai scientificamente riscontrate che svilupperebbero l’inesistente “aura” fino ad essere Dio… o forse un pallone autogonfiato??!?

http://www.gris-imola.it/new_age/yoga.php

PER UN SANO TRADIZIONALISMO

I lefebvriani confondono col modernismo, che pure è presente nel cattolicesimo di oggi, quel sano progressismo nella dottrina e nella vita cristiana, che è stato promosso dal Concilio, che può farci parlare di un sano progressismo. Un cattivo tradizionalismo ferma il cammino della storia, non comprende il valore del nuovo, mummifica il perenne, confonde l’immutabile con l’immobilismo, la saldezza con la rigidezza, il solido col pietrificato, il conservare col conservatorismo, la fedeltà con l’arretratezza, il progresso col sovvertimento e, per esser fermo nel passato, non è capace di cogliere i valori e i problemi del presente e le speranze del futuro. Autore Giovanni Cavalcoli OPAutore Padre Giovanni Cavalcoli

 

 

 

Pio X  1
il Santo Pontefice Pio X

È rimasta famosa la frase di San Pio X, il quale disse, seppur in un colloquio privato e non in un documento ufficiale, che il cattolico non può che essere un tradizionalista. Se la confrontiamo con l’attacco ai “tradizionalisti” fatto da Papa Bergoglio nel suo discorso al recente sinodo dei vescovi sulla famiglia, ci pare che molta acqua sia passata sotto i ponti nel Magistero pontificio. E invece, a parte le legittime o discutibili preferenze od opinioni personali dei due Papi, dobbiamo fare alcune precisazioni, al termine delle quali, spero, ci accorgeremo che la distanza per non dire opposizione non è così grande quanto a tutta prima potrebbe sembrare.

Chiediamoci infatti che cosa i due Papi hanno inteso qui per “amore alla tradizione”. Quale tradizione? Tradizione in che senso? “Amore” come e quanto? Dovrebbe subito apparire evidente, per il cattolico istruito ed attento ai fatti ecclesiali di oggi, che il termine “tradizione” è inteso in due sensi diversi, tanto che, chiarendo i rispettivi significati del medesimo termine, potremmo esser sicuri che i due Papi si sarebbero dati ragione a vicenda. Infatti, mentre Pio X si riferiva chiaramente alla Sacra Tradizione, la quale, insieme con la Scrittura, è fonte della divina Rivelazione custodita e interpretata infallibilmente dal Magistero della Chiesa, Papa Francesco ha evidentemente condannato un certo “tradizionalismo”, che, male interpretando la Sacra Tradizione o prendendola a pretesto, nega l’infallibilità o la verità, ovvero osa accusare di errore o di possibilità di errore il Magistero dottrinale del Concilio Vaticano II e, di conseguenza, il Magistero che ad esso si rifà, dei Papi successivi, fino al presente felicemente regnante.

Se pensiamo alla Sacra Tradizione, è ovvio che il cattolico non può essere che tradizionetradizionalista.Infatti, si può dire in certo modo che tutto il contenuto della dottrina della fede è oggetto della tradizione apostolica, secondo il Nuovo Testamento, intesa ad un tempo come atto del trasmettere o del predicare a voce, tradere [Rm 6,17; I Cor 11,23; 15, 3; II Tm 2,2; Gd 3], e contenuto della predicazione, traditum [I Cor 11,2; II Ts 2,15; I Tm 6,20]. Infatti Cristo non ha detto agli apostoli “scrivete” o, come farebbe un maestro di scuola: “prendete appunti”, ma: “predicate”, e per giunta a viva voce, fino alla fine dei secoli, giacchè allora non a esistevano i moderni mezzi tecnici di comunicazione orale. Tuttavia l’annuncio della Parola di Dio a viva voce, nonostante l’esistenza oggi di raffinati e potentissimi mezzi di comunicazione, resta sempre di primaria importanza, che vorremmo dire quasi sacramentale.

omelia
il Santo Padre durante un’omelia

Si pensi all’omelia del sacerdote nella Santa Messa o alle parola del confessore nel corso della confessione. Esse trasmettono una speciale grazia di luce legata al sacramento, si trattasse anche di un sacerdote senza titoli accademici, come un San Giovanni Maria Vianney o un San Pio da Pietrelcina. Per questo la Chiesa ci dice che la Messa ascoltata in TV, quasi fosse un semplice spettacolo, non ha lo stesso valore spirituale di quella ascoltata alla presenza fisica del celebrante e neppure è possibile confessarsi per telefono, così come telefoniamo al medico per chiedergli un parere o un aiuto.

apostoli
Gesù insegna agli Apostoli

È del tutto comprensibile peraltro che gli stessi apostoli, per conservare una migliore memoria, abbiano poi pensato di mettere o far mettere per iscritto le parole del Signore. E così è nato il Nuovo Testamento, ovvero la Scrittura, che si aggiunse a quella dell’Antico Testamento, nata allo stesso modo, benchè non manchino circostanze, nelle quali Dio stesso comanda di scrivere [per es. Dt 6,9; 11,20]. Anche nell’Apocalisse il Signore comanda di scrivere [19,9: 21,5].
Eppure l’ordine di Cristo di predicare e quindi di trasmettere a voce, resta sempre valido. Ed anzi è il Magistero divinamente assistito dallo Spirito Santo, Magistero che, per ordine di Cristo, ha il compito di conservare, di interpretare ed esplicitare infallibilmente i dati sia della Tradizione che della Scrittura: “Chi ascolta voi, ascolta me” [Lc 10,16]. Sbagliò dunque Lutero a voler interpretare la Scrittura senza tener conto della mediazione della Chiesa e sbaglio Monsignor Marcel Lefèbvre a voler interpretare la Tradizione senza tener conto di quegli sviluppi che furono apportati dal Concilio Vaticano II.

È certamente a questo tipo di tradizionalismo che il Papa si è riferito nel suo discorso al sinodo. Tuttavia, dobbiamo dire che non ogni tradizionalismo è sbagliato. Infatti nulla e nessuno impedisce di concepire un sano tradizionalismo, il quale, senza per nulla respingere le dottrine nuove del Concilio rettamente interpretate, provi uno speciale interesse per tradizioni preconciliari tuttora valide, soprattutto se legate all’immutabilità del dogma, le quali potrebbero essere riprese e rivalorizzate con utilità per la Chiesa del nostro tempo.

Tomas Tyn 3
il Servo di Dio domenicano Tomas Tyn

I lefevriani confondono col modernismo — che pure è presente nel cattolicesimo di oggi — quel sano progressismo nella dottrina e nella vita cristiana, che è stato promosso dal Concilio, che può farci parlare di un sano progressismo, come per esempio quello di un Maritain, di uno Spiazzi, di un Ratzinger e di un Congar, accanto a un sano tradizionalismo, come è stato quello del Servo di Dio Padre Tomas Tyn, al quale ho dedicato una biografia, pubblicata nel 2007 da Fede&Cultura: “Padre Tomas Tyn. Un tradizionalista postconciliare” [vedere qui], un titolo apparentemente strano, che non è stato compreso da tutti, che avevo studiato con la massima attenzione e del quale non mi sono affatto pentito.Esso significa che un sano tradizionalismo non si trova affatto a disagio nella Chiesa del postconcilio, ma, ricordando e conservando ciò che non può perire o mutare, dà un contributo valido ed indispensabile al bene della Chiesa, in reciprocità con un sano progressismo, che scaturisce da ciò che non passa; mentre viceversa un cattivo tradizionalismo ferma il cammino della storia, non comprende il valore del nuovo, mummifica il perenne, confonde l’immutabile con l’immobilismo, la saldezza con la rigidezza, il solido col pietrificato, il conservare col conservatorismo, la fedeltà con l’arretratezza, il progresso col sovvertimento e, per esser fermo nel passato, non è capace di cogliere i valori e i problemi del presente e le speranze del futuro.

fune
il tiro alla fune

Auguriamo al Santo Padre, che si trova in mezzo all’aspro conflitto di modernisti e lefevriani, di poter operare efficacemente, con l’intercessione di Maria Regina Pacis, per la conciliazione tra questi due partiti avversi, che stanno lacerando la Chiesa, affinchè la tradizione e il progresso possano doverosamente lavorare assieme per un sano rinnovamento e una sana modernità espandendo la Chiesa verso sempre più ampli orizzonti di giustizia e di pace.

La devozione al Sacro Cuore di Gesù

card-sacro-cuore-alacoque

Coroncina Novena al Sacro Cuore di Gesù, Cor Sacratissimusrecitata da Padre Pio

O mio Gesù, che hai detto:

“in verità vi dico, chiedete ed otterrete, cercate e troverete, picchiate e vi sarà aperto”

ecco che io picchio, io cerco, io chiedo la grazia….
– Pater, Ave, Gloria
– S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

O mio Gesù, che hai detto:

“in verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà”

ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia….
– Pater, Ave, Gloria
– S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

O mio Gesù, che hai detto:

“in verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole mai”

ecco che appoggiato all’infallibilità delle tue sante parole io chiedo la grazia….
– Pater, Ave, Gloria
– S. Cuore di Gesù, confido e spero in Te.

O S. Cuore di Gesù, cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori,

ed accordaci le grazie che Ti domandiamo per mezzo dell’Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre.
– S. Giuseppe, Padre Putativo del S. Cuore di Gesù prega per noi
– Salve, o Regina..

Preghiera al Sacro Cuore di Gesù 

Per le anime afflitte da mali, dispiaceri, contrarietà 
2009-02-10_055805_jesussacredheartGESU’ nel Tuo Cuore squarciato, depongo questa mia pena, 
la copro con la Tua Passione e Morte,
colle Tue Sacre Piaghe,
col Tuo Preziosissimo Sangue,
con i dolori e le lacrime di Maria SS.
coi meriti di S. Michele Arcangelo
e di tutta la Corte Celeste,
con i meriti di S. Giuseppe
e di tutti i Santi e Beati del Cielo e con i meriti di tutti i Santi e Giusti  della terra e delle Anime purganti.

 Gesù pensaci Tu, io non ci penso più
Pater, Ave, Gloria

La devozione al Sacro Cuore di Gesù

“Gli elementi essenziali della devozione al Cuore di Cristo appartengono in modo permanente alla spiritualità della Chiesa, lungo tutta la sua storia. Perché fin dall’inizio, la Chiesa alzò il suo sguardo al Cuore di Cristo trafitto sulla croce… Sulle rovine accumulate  dall’odio e dalla violenza potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderata,il Regno del Cuore di Cristo!”.[S. Giovanni Paolo II, 5 ottobre 1986]

Altare_maggiore Sacro Cuore
Dipinto sull’Altare Maggiore della Basilica del Sacro Cuore a Roma

Sul cuore misericordioso di Dio vi sono molti accenni nell’Antico Testamento. Di Gesù “mite e umile di cuore” e della sua misericordia si parla molto nel Nuovo Testamento. I Padri della Chiesa e i mistici medievali si soffermano sull’importanza dell’amore divino, di cui il cuore è la maggiore espressione.

I primi impulsi alla devozione del Sacro Cuore di Gesù provengono dalla mistica tedesca del tardo Medio Evo, rappresentata in modo particolare da Matilde di Magdeburgo e S. Gertrude di Hefta (seconda metà del XIII secolo).

La devozione al Sacro Cuore in senso moderno ha però inizio con San Francesco di Sales (1567-1622).  Il capolavoro del Santo della Savoia è “Il trattato dell’amor di Dio – Teotimo”, nel quale la storia del mondo appare come “storia d’amore” da scoprire nel cuore di Gesù:

“Stabilirò la mia dimora nella fornace di amore,nel cuore trafitto per me. Presso questo focolare ardente sentirò rianimarsi nelle mie viscere la fiamma d’amore finora così languente. Ah! Signore,il vostro cuore è la vera Gerusalemme; permettetemi di sceglierlo per sempre come luogo del mio riposo…”.

Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690),  è detta la “messaggera del Sacro Cuore.” Suora dell’ordine della Visitazione – ordine fondato da S. Francesco di Sales e dalla baronessa S. Giovanna di Chantal -, ha sin dal 1673 una serie di apparizioni del Cuore di Gesù: “Il Divino Cuore mi fu presentato come in un trono di fiamme, più sfolgorante di un sole e trasparente come un cristallo, con la piaga adorabile; esso era circondato da una corona di spine e sormontato da una Croce.”

cuore2Nella dodicesima delle Promesse raccolte da Margherita Alacoque dalla voce di Gesù (la“Grande Promessa”) è assicurata la grazia ai fedeli che si accostano il primo venerdì del mese, per 9 mesi consecutivi e con cuore sincero, alla S. Eucarestia: “Io prometto nell’eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell’ora estrema.”Nella terza apparizione, Gesù chiede a Margherita di comunicarsi ogni primo venerdì del mese e di prostrarsi faccia a terra per un’ora nella notte tra il giovedì e il venerdì. Da queste parole nascono le due principali manifestazioni della devozione al S. Cuore: la Comunione del 1° venerdì del mese e l’Ora Santa di riparazione ai torti subiti dal Cuore di Gesù.

Nella quarta e più importante apparizione, avvenuta l’ottavo giorno dopo la festa del Corpus Domini del 1675 (la stessa data in cui oggi il calendario liturgico celebra la solennità del Sacro Cuore), Gesù dice a suor Margherita “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini da non risparmiare nulla fino al sacrificio supremo senza limiti e senza riserve, per dimostrare il suo amore. La maggior parte di essi però mi ricambia con l’ingratitudine, che manifestano con irriverenze, sacrilegi e con l’apatia e il disprezzo verso di me in questo sacramento d’amore. Ma ciò che maggiormente mi affligge è il vedermi trattato così anche da cuori a me consacrati.”

In questa visione Gesù chiese alla santa che il primo venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini fosse consacrato dalla Chiesa a una speciale festa in onore del Suo Cuore.

La festa, celebrata per la prima volta a Paray-le-Monial, la città della Borgogna in cui sorgeva il monastero di suor Margherita, fu estesa a tutta la Chiesa da Pio IX nel 1856.

San Giovanni Bosco (1815-1888) fu particolarmente devoto al Sacro Cuore, e non esitò ad accettare, nonostante la stanchezza dell’età e la salute ormai irrimediabilmente compromessa, la richiesta di papa Leone XIII a edificare a Roma un tempio internazionale dedicato al Sacro Cuore di Gesù.

“Propagate questa devozione, che tutte le racchiude: la devozione al Sacro Cuore di Gesù. Abbiate sempre dinanzi alla vostra mente il pensiero dell’Amore di Dio nella Santa Eucarestia” [MB.XVI,195].

Papa Leone XIII  (al secolo Gioacchino Pecci, 1810-1903) dispose con l’enciclica “Annum Sacrum” (1899) che l’Anno Santo del 1900 fosse dedicato al Sacro Cuore. Il 21 luglio 1899 approvò le Litanie e la pratica del 1° venerdì, mentre il 31 dicembre 1899 consacrò l’umanità  e il mondo al Sacro Cuore.

Sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù meritano infine di essere ricordate le lettere encicliche“Miserentissimus Redentor” di Pio XI (1928), “Haurietis Aquas” di Pio XII (1956), “Investigabiles divitias Christi” di Paolo VI (1965) e “Dives in Misericordia” di Giovanni Paolo II (1980).

LE PROMESSE DI NOSTRO SIGNORE PER I DEVOTI DEL SUO SACRO CUORE

Gesù benedetto, apparendo a S. Margherita Maria Alacoque e mostrandole il suo Cuore, splendente come il sole di fulgidissima luce, fece le seguenti promesse per i suoi devoti:

1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato

2. Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie

3. Li consolerò in tutte le loro pene

4. Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte

5. Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa

6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l’oceano infinito della misericordia

7. Le anime tiepide si infervoreranno

8. Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione

9. La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l’immagine del mio Cuore

10. Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti

11. Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai.

12. A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

La dodicesima promessa è detta “grande”, perché rivela la divina misericordia del Sacro Cuore verso l’umanità.

Queste promesse fatte da Gesù sono state autenticate dall’autorità della Chiesa, in modo che ogni cristiano può credere con sicurezza alla fedeltà del Signore che vuole tutti salvi, anche i peccatori.

http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/g-i-primi-venerdi-del-mese.asp

 

“Preparate le scorte ,la fine è vicina”:i DELIRI delle sette contro il Papa

Lupo-anti-papista
I LUPI ANTIPAPISTI

I DELIRI DELLE SETTE CONTRO PAPA FRANCESCO NON HANNO MAI FINE : come vedete dal volantino qui sopra,molti cittadini si stanno attivando per informare le persone affinchè non cadano negli inganni di queste sètte ,il riferimento in particolare è alla setta “Chiesa della Nuova Gerusalemme” sorta a Gallinaro in provincia di Frosinone che diffonde in tutta Italia l’odio verso Papa Francesco ,che tanti sedicenti Illuminati definiscono ‘falso profeta,alleato dell’anticristo’ ,come diffondono anche tanti gruppi tradizionalisti sedevacantisti ,insieme  alla PARANOIA DELL’IMMINENTE FINE DEL MONDO ….

CHI SI RIFIUTA DI SEGUIRE LE DIRETTIVE DI QUESTI GRUPPI,viene escluso dalle amicizie e dai rapporti familiari, viene insultato minacciato ed emarginato come fosse un appestato….Stanno instillando nelle persone un VELENO LETALE di disinformazione e calunnia,che sfascia le famiglie,crea paranoie ed angosce,distrugge la speranza la fede e la carità fraterna.

Continuano a diffondere nei loro gruppi,sui social e sul web, L’AVVISO di “accumulare provviste e scorte alimentari,monete d’oro e d’argento da conservare per affrontare il periodo buio che sta per arrivare e cercare un luogo sicuro dove nascondersi”,si consiglia pure di non uscire di casa se non per lo stretto necessario ,di non frequentare le chiese cattoliche ma solo le Messe in latino o quelle dei loro gruppi (dicono infatti che Gesù se ne sarebbe andato dalla Chiesa…danno del bugiardo a Gesù stesso ,perchè proprio Lui ci ha garantito che la Chiesa è  Sua Sposa mistica! e lo è fin dal principio,nonostante i peccati dei primi apostoli e di quelli di oggi,che ci saranno sempre,come sempre ci sono stati e sempre ci saranno grandi Santi nella Chiesa!)

controllo_mentaleNON BASTAVANO i Testimoni di Geova ,che sono sempre all’ “avanguardia” nello scagliarsi contro il Papa e contro la Chiesa cattolica , seminando TERRORISMO APOCALITTICO che puntualmente si rivela una clamorosa bufala ( è da quando è stata fondata nell’Ottocento,che la setta dei TdG si scatena con profezie sulla imminente fine del mondo ed anche se non c’azzeccano mai ,ci riprovano sempre ..della serie “RITENTA e sarai più …SFORTUNATO!”…. secondo loro ormai ci siamo,nel 2017/ 2018 ,mi raccomando chiudetevi nei bunker e preparate le scorte…)

STAVOLTA ,oltre ai soliti TdG che da tempo suonano le trombe ,gli AVVISI A CORRERE AI RIPARI per la fine del mondo imminente (dando ovviamente sempre la “colpa” a papa Francesco …) arrivano sia dalla setta “Chiesa universale della Nuova Gerusalemme “di Gallinaro in provincia di Frosinone,che si è diffusa in vari gruppi in tutta Italia,sia dalla setta creata sul web dalla medium Mary Carberry (seguace della Società Teosofica e furba commerciante) che si spaccia per Maria Divina Misericordia e diffonde i “messaggi da Gesù all’umanità”,a cui tanti sprovveduti cattolici abboccano in tutto il mondo…sètte a cui si aggregano i gruppi tradizionalisti sedevacantisti contro Papa Francesco di cui vi abbiamo parlato dettagliatamente

1)QUI https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/25/i-falsi-messaggi-di-gesu-allumanita-di-mdmuna-setta-apocalittica-new-age/

2)QUI https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/22/sono-la-reincarnazione-di-cristola-setta-di-gallinaro-contro-papa-francesco/

3)QUI https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/05/17/i-siti-complottisti-contro-papa-francescoche-si-spacciamo-per-cattolici/

SI VEDE che si sono messi tutti d’accordo nel diffondere gli stessi deliri, e che il Burattinaio che tira i fili di questi gruppi è sempre lui ,il padre della menzogna,come lo chiama Gesù.

Tutto questo non viene da Dio,lo capirebbe anche un bambino…

CHI CI GUADAGNA DA QUESTE SETTE CHE SEMINANO ODIO CONTRO IL PAPA,SE NON LA MASSONERIA ,CHE MIRA PROPRIO A DIVIDERE, ad allontanare la gente dalla Chiesa e a far crollare il rispetto per l’Autorità del Papa,che è fondamento della Chiesa,istituita da Gesù   ? ..A Gallinaro coi soldi della povera gente ingannata,stanno pure creando un TEMPIO ARCA, per salvare gli “eletti” dall’apocalisse imminente:ecco questi sono i risultati di codesti  “profeti illuminati” che non ascoltano cosa ha detto GESU’ da sempre sulla fine dei tempi e gesu-domani-inquietudinecosa ci ha consigliato veramente Lui di fare  : Gesù NON dice di affannarsi per studiare “chi come quando e perchè” sarà l’anticristo e avverrà la fine ,per vivere nell’angoscia e nella paura .  TUTTO IL CONTRARIO ! Gesù ci dice “A CIASCUN GIORNO BASTA LA SUA PENA,non affannatevi per il domani “(Matteo 6,34).

“Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre. State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare. Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!” (VANGELO DI MARCO Mc 13,32-37)

Gesù ci dice di “VEGLIARE SEMPRE ” soprattutto SULLE NOSTRE COSCIENZE OGNI GIORNO ,affinchè siano sempre pronte ad accogliere Lui nella propria vita ed amare e seguire Lui .Il nostro atteggiamento deve essere solo di fiducia nel Suo infinito amore e di fedeltà alla Sua Chiesa contro la quale Egli ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno (cfr. Mt 16,18)

ECCO COSA DICE GESU’ in merito ai vari profeti di apocalisse imminente: “Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno” (Mt 24,4-5)

QUESTE SETTE STANNO SOLO FACENDO DEL MALE e lo si intuisce anche dall’arroganza che usano contro  chi ,come noi e tante altre persone di buona volontà,sta cercando di arginare i DANNI CHE PROVOCANO NELLE ANIME E NELLE VITE DELLE PERSONE. E non ci stancheremo di ripeterlo,che ci insultino pure nei loro gruppi :I FRUTTI MARCI sono il risultato di quello che questa gente predica,portando tante famiglie allo sfascio ed anche tanti alla depressione ,al nichilismo talvolta anche al suicidio,alla chiusura verso una progettualità di vita di amore e di speranza,che è quello che Nostro Signore GESU’ ci ha veramente insegnato.

RACCOMANDIAMO questi scritti da consultare :

1)in molti giornalettisti e giornalettai si prodigano per diffondere la BUFALA che Papa Francesco non sia stato canonicamemte eletto . In questo breve saggio GIANCARLO CERRELLI , avvocato specializzato in Diritto canonico,  confuta la tesi di Socci & company 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli–francescoparola-di-canonista-10544.htm

2)Karol Wojtyla il 9 novembre 1976, pochi mesi prima di essere eletto Papa,disse «Ci troviamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai visto. Non penso che la comunità cristiana l’abbia compreso totalmente. Siamo oggi davanti alla lotta finale tra la Chiesa e le Anti-Chiesa, tra il Vangelo e gli Anti-Vangelo».E’ VERO e mai abbiamo negato che da sempre esista questa lotta e che oggi è ancora più aspra,MA ripetiamo con GESU’ che solo Dio Padre conosce la fine dei tempi e PRECISIAMO :questa lotta tra la Chiesa e le varie Anti-Chiesa comprende la lotta contro tutte le eresie,sia quelle moderniste sia QUELLE DELLE SETTE APOCALITTICHE SEDEVACANTISTE.

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2224

3) http://isoladipatmos.com/gli-eretici-lefebvriani-e-le-vergini-vilipese/  ” Il lefebvrismo è una malattia,tanto quanto il modernismo …. Ai lefebvriani non è chiaro che il Pontefice Regnante è depositario di una autorità che gli perviene direttamente da Cristo Dio, mentre loro si sono auto-investiti di una autorità che gli perviene solo dalla loro superbia. Per questo è difficile il dialogo e la ricerca di punti comune con soggetti che vivono in modo così chiuso, fiero e deciso nel proprio errore.”

4) Rivelazione pubblica e rivelazioni private – il loro luogo teologico  Le rivelazioni private o “profezie visioni e rivelazioni” non possono essere accreditate o interpretate come ci pare,ma devono essere sempre sottomesse al discernimento prudente della Chiesa E NON AGGIUNGONO NULLA ALLA PAROLA DI DIO ,che è l’unica definitiva Rivelazione pubblica: parole di Benedetto XVI

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html

Ossessioni sataniche: come combatterle con l’abbandono confidente in GESU’

Testimonianza di una persona colpita dalle ossessioni diaboliche azione20del20maligno20copertina20w

“Ti voglio raccontare semplicemente la mia esperienza con le ossessioni sataniche o diaboliche e spero che questo possa esserti d’aiuto se anche tu hai dei pensieri ossessivi nella tua mente e non sai come combatterli.

Questo articolo non è un trattato sul disturbo ossessivo compulsivo, non tratto di psicologia, ossessioni e compulsioni e fenomeno patologico, ma parlo della mia esperienza personale con le ossessioni sataniche e quindi pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e persistenti. Sono stato combattuto, pieno di tentazioni, assalti, demoni, Satana non mi dava pace con la sua azione ordinaria e straordinaria e ora ti spiegherò quello che ho sentito e come sono stato salvato.

In questo articolo vedremo cosa sono le ossessioni, poi cercheremo di capire insieme perché ci colpiscono, in che modo, quando e soprattutto vedremo le armi a nostra disposizione per combatterle e vincere. Ora facciamo una piccola premessa.

Molte volte nella vita di una persona ci si trova a combattere con degli strani pensieri che nascono dentro la testa senza capire per quale motivo sono lì, perché sono arrivati e senza sapere neanche come eliminarli, ecco questo è quello che è successo a me dall’età di 20 anni. Puoi capire subito come sia diventato difficile poter vivere tranquillamente tutti i giorni, però è importante che capisci che è stato difficile, ma non impossibile vincerli !

Cosa è un pensiero ossessivo satanico?

Partiamo cercando di capire cosa è un pensiero ossessivo satanico e cioè un pensiero che si manifesta nella mente di una persona e che può sorgere sotto forma di idea, immagine, suono, musica o qualsiasi altra rappresentazione mentale e che ha la caratteristica di essere accompagnato con uno stato di ansia e agitazione …

Il termine ossessione deriva dal latino “obsessio”, ovvero assedio, parliamo quindi di un pensiero che si presenta in modo invasivo, contro la volontà di chi lo subisce e che assedia in continuazione la mente. Chi lo subisce è perfettamente cosciente che tale pensiero non gli appartiene ,ma nonostante tutti gli sforzi psicologici per combatterlo non sembra riuscirci, questo è ciò che è successo a me. L’ossessione di origine satanica arriva dal demonio e pertanto è inutile combatterlo con armi non adeguate quali la psicologia moderna. Le armi da usare devono assolutamente essere quelle di Cristo e le vedremo insieme dopo. Ora andiamo avanti nel capire bene di cosa stiamo parlando.

Chi è vittima di questo pensiero negativo è in continua lotta con la sua mente e cerca disperatamente di mitigare la sensazione di ansia che è prodotta. Le varietà dell’ossessione possono essere davvero tantissime, a qualcuno può capitare di avere pensieri negativi verso la persona amata e la tentazione di poter fare del male; altri possono avere pensieri sessuali perversi,fobie e paura del futuro, insomma sono moltissime le rappresentazioni mentali che paralizzano l’anima nell’ansia continua . E’ una  lotta continua tra il pensiero ossessivo ed il corpo che genera lo stato di ansia.

Un’ottima spiegazione ci è donata da Padre Gabriele Amorth noto esorcista che dice così:

“La persona afflitta da un male di questo tipo ha insensati pensieri d’ossessione, ma non riesce a liberarsene. Ha l’anima combattuta. La sua volontà è libera ma oppressa in gran parte da pensieri costringenti e ossessionanti. Si tratta di una serie d’inaspettati assalti che si ripetono in un lungo intervallo del tempo. L’individuo vive continuamente uno stato d’esaurimento, di disperazione, di depressione e di permanenti tentazioni di suicidio. Questi fatti ne condizionano regolarmente i sogni.

Solitamente la gente ritiene che questi fenomeni appartengono al settore della psichiatria. Assolutamente comprensibile! Dobbiamo dire, però, che in alcuni casi né l’adoperarsi di uno psichiatra e né l’aiuto di un medico possono fare qualcosa, il che deve far pensare ad un’azione del Diavolo e alla sua presenza. La scienza qui è impotente. Intendere e distinguere adeguatamente lo può solamente, con la misericordia di Dio, un sacerdote che nella sua attività collabori e preghi intensivamente.”

Perché alcuni di noi sono vittime di ossessioni sataniche?

Il perché lo sa solo Nostro Signore Gesù Cristo Figlio di Dio. Noi grazie alla Bibbia sappiamo che Satana vuole divorare e distruggere tutto ciò che Dio ha creato e se potesse avrebbe già ucciso ogni essere umano sulla terra. Satana è menzognero e assassino e come tale lotta in continuazione per compiere la sua opera. Egli è molto abile nel dividere le persone,inculcando ossessioni di odio…

Fa di tutto per nascondersi e per far finta di non esistere. Molte volte fa entrare un pensiero nella nostra testa del tipo “Ma si, tanto lo fanno tutti” ma ecco la bugia e la menzogna. Tenta di portarci sollievo presentandosi in modo sapiente e accattivante, come fece con Gesù che digiunava nel deserto e Satana lo provocò offrendogli del cibo e dicendogli: “Se sei figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane” (Mt 4,3): ecco la tentazione di Satana che vuole portare tutto sul materiale, tralasciando completamente lo spirito, ma Gesù infatti risponde con la Parola di Dio: “Non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4). Per raggiungere lo scopo di dividerci da Dio, Satana usa bugie in continuazione, fa credere cose non vere alle persone, dice menzogne, falsità e vuole portare a confonderci.

Perché Dio permette che le ossessioni di Satana ci colpiscono?

Questa è la casistica formulata da sacerdoti esorcisti di notevole esperienza:

  1. Per aumentare considerevolmente la nostra fede. In questo caso il Signore permette l’azione demoniaca perché noi possiamo, attraverso il dolore ed il sacrificio, trasformarlo in bene. In questo esercizio Dio ci insegna a lavorare su noi stessi, ci dona un’immensa grazia e ci insegna ad aumentare la nostra pazienza, i nostri esercizi spirituali e la nostra umiltà. Diciamo che questa situazione vale praticamente sempre, in ogni presenza di un’ossessione satanica, Dio vuole accrescere la nostra fede e migliorare il nostro percorso spirituale
  2. Continua esposizione al peccato senza confessione e sincero pentimento. Quando siamo presi da un peccato e non riusciamo ad uscirne, allora è possibile che ci si trovi in presenza di ossessione satanica. Il peccato può essere differente, magari il perdurare di un tradimento coniugale, dipendenza da pornografia e pratiche sessuali , oppure l’aver praticato magia  e spiritismo,oppure il non riuscire a perdonare qualcuno, orgoglio,egoismo,superbia, ira , violenza, dipendenze da droga e/o alcool, il peccato di aborto ,in tutti questi casi l’azione satanica è sempre presente.
  3. L’ossessione potrebbe essere causata da un maleficio, ovvero una fattura, un’opera di qualcuno che tramite un rito demoniaco invoca il male su un’altra persona. Se questa seconda non ha una difesa personale (vedremo dopo come), allora finisce vittima del maleficio. Questa pratica può attaccare una persona lontana da Dio perché chi segue i Sacramenti, è in grazia di Dio ed ha fede totale in Gesù Cristo nostro Signore, in questo caso allora non deve temere nulla.
  4. Le ossessioni possono colpire chi ha praticato qualsiasi tipo di magia, riti  blasfemi, messe nere ,chi si è affidato a maghi e cartomanti per risolvere i propri problemi personali. In questo caso la persona ha lasciato la strada del Signore per seguirne una molto pericolosa e i risultati negativi non tardano ad arrivare.

Perché Dio lo permette?

gesubambinaDio ci dà la libertà di scelta tra bene e male e quindi spesso l’ossessione è conseguenza del nostro peccato . Ma possiamo azzardare l’ipotesi che l’ossessione accada talvolta per far progredire un’anima nel proprio percorso spirituale. Questo sicuramente è quello che è successo a me. L’ossessione è stato per me un modo per avvicinarmi ad adorare il preziosissimo Sangue di Gesù Cristo e affidarmi all’ Amore di Maria Sua Madre. Mi ha permesso di vedere il mondo sotto un altro aspetto e ha rafforzato in me la convinzione che il dolore, in questo caso la mia croce, può diventare il modo per offrire il mio sacrificio a chi è in difficoltà ed ha bisogno delle mie preghiere.

Perché era proprio questo che io ho capito quando stavo molto male. Ho imparato a pregare per gli altri e non per richiedere la mia guarigione, questo è uno degli insegnamenti che ho ricevuto. Io più pregavo per il bene degli altri e più ne avevo benefici io. E’ incredibile questa cosa e ci fa capire come siamo tutti legati tra di noi con un unico filo conduttore: AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO. Questo è il comandamento che personalmente ho sperimentato.

Satana ci attacca perché è un leone ruggente pronto in qualunque momento a divorarci ma noi se siamo con Dio non dobbiamo temere NIENTE! Vediamo ora insieme come è possibile difendersi e stare meglio.

Esiste un unico modo per combattere e vincere le ossessioni sataniche: seguire Dio.
Ecco cosa fare:

1) Armatura di Dio. Nella Bibbia esiste un passo Efesini 6, 10-20 che spiega bene come affrontare il combattimento spirituale: ” Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo”:.Consacrato nella verità, il cristiano sarà in grado di continuare quella testimonianza alla Verità di fronte a un mondo incredulo, che Gesù ha inaugurato nei giorni della Sua vita mortale

http://christusveritas.altervista.org/lottaspirituale.htm

art72_big_sanmichele_satana_raffaello· cingiti i fianchi con la Verità (amore per Gesù e confidare nelle Sue promesse eterne )

· rivestiti con la corazza della Giustizia (Non è la ‘giustizia sommaria’,ma il continuo ESAME della nostra coscienza ed in questo abbiamo sempre bisogno di Confessione e di un direttore spirituale ,il sacerdote che ci aiuta a costruire questa corazza spirituale)

· ai piedi lo zelo per propagare il Vangelo della pace

· in mano lo scudo della Fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno

· l’elmo della salvezza(essere radicati nella fiducia in Dio che salva,Gesù  )

· la spada dello Spirito, cioè la Parola di Dio

· Pregare incessantemente con ogni sorta di lode a Dio e di suppliche nello Spirito Santo

Ora che abbiamo capito come è fatta l’armatura di Dio seguiamo incessantemente la Parola, il Verbo incarnato e quindi le parole di Gesù e non avremo più paura.

2) Seguire i Sacramenti. E’ importante a riguardo seguire i Sacramenti per rimanere saldi nella fede con indosso la nostra armatura. I Sacramenti sono istituiti da Gesù Cristo e toccano tutte le tappe della vita di un cristiano. Grazie ai Sacramenti il cristiano nasce e cresce, riceve la guarigione e il dono della missione. I Sacramenti sono sette e sono i seguenti:· Battesimo· Cresima· Confessione· Eucaristia· Matrimonio· Ordine Sacro· Unzione dei malati

gesc3b920gifI Sacramenti cristiani sono il frutto del Sacrificio di Gesù, essi ci avvicinano a Lui e ci permettono di vivere la nostra vita in serenità testimoniando la Parola del Signore. Se quindi ti trovi a non seguire uno di questi Sacramenti, allora per il tuo bene potresti iniziare a regolarizzare la tua posizione, quindi, se non sei battezzato procedi con il battesimo, se non sei cresimato procedi con la cresima, se sei nel peccato e vuoi essere perdonato allora confessati e dopo la confessione segui la Messa per ricevere Gesù Eucaristia. Se vivi nella convivenza o nel peccato allora pensa con serietà al matrimonio per essere un testimone cristiano con la tua famiglia. Se conosci qualcuno che è in una grave situazione fisica e psichica al punto che potrebbe perdere la vita, allora prega per lui e fai in modo che gli venga fatta l’unzione dei malati, in questo modo il malato riceverà grazia, conforto e pace nel dolore. Infine, ma non per importanza, l’Ordine Sacro si riferisce ad un corpo ecclesiale in cui si entra a far parte con una particolare consacrazione, in questo caso il Sacramento riguarda chi desidera di essere portatore in prima persona della Parola ed entrare a far parte dell’Ordine della Chiesa, se senti questo desiderio non aspettare oltre.

3) Smettere subito di compiere il peccato. Come già ribadito nel punto precedente, se sei nel peccato allora è il caso di cambiare subito atteggiamento, chiedere perdono al Signore, confessarsi e fare penitenza.

4) Pregare per gli altri. Questo è un punto importante. Gesù ci ha insegnato ad amare il prossimo come noi stessi e questo è esattamente quello che dobbiamo fare. Questo significa che se vediamo o sentiamo o conosciamo qualcuno che è in uno stato di sofferenza allora è necessario pregare per lui con vero amore come se pregassimo per noi per chiedere una grazia. La preghiera per gli altri avrà ripercussioni fortissime positive su di noi. Più preghi per gli altri e più starai meglio tu.

5) Seguire i 10 comandamenti,SEGUIRE LE BEATITUDINI INSEGNATECI DA GESU’ http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c1a2_it.htm. Vivere realmente e con amore le Beatitudini ,ogni giorno della nostra vita. Questo ci rende  in grazia di Dio.

1411111111111111111111116) Avere fiducia nel futuro e pregare. Non disperare mai. Affidarsi completamente a Gesù e continuare a ripetere “Gesù confido in Te”. A riguardo ti consiglio di leggere tante volte al giorno L’ATTO DI ABBANDONO di Don Dolindo Ruotolo :GESU’ PENSACI TU . A me è servita per capire bene come agisce Dio.

http://www.festadelladivinamisericordia.com/don-dolindo-ruotolo.asp

7) Accettare la prova e portarla con Gesù . Il dolore è una prova a cui tutti noi siamo sottoposti nella nostra vita. La vita dei Santi è piena di momenti dolorosi che sono serviti a loro per comprendere il mistero del dolore e la salvezza insita nell’ accettazione dello stesso. Io personalmente posso dire che un giorno ho iniziato ad accettare il dolore che stavo passando per via delle ossessioni ed ho compreso che potevo offrire il mio dolore come sacrificio per Gesù, offrendolo come preghiera per aiutare le persone che conosco che sono malate. Offrire quindi il mio dolore come guarigione per qualcun altro. Il dolore poi è cambiamento è mutamento è la crisi che dentro di noi ci porta ad una visione nuova della croce di Cristo. Ognuno di noi deve portare una croce ogni giorno e nel momento in cui si accetta, è il momento in cui si inizia a stare meglio.

San Paolo parla di una spina nel fianco che gli provocava quotidianamente un dolore immenso. Non sappiamo esattamente di che dolore si tratta, San Paolo parla solo di un angelo di Satana che lo perseguita e così chiede per ben 3 volte al Signore di liberarlo ma Dio gli risponde “Ti basta la mia Grazia”. Questo ci insegna che attraverso il dolore e la sofferenza impariamo a conoscere Dio nel suo intimo. Poi se la sofferenza è offerta per la salvezza delle anime e per la conversione dei peccatori allora si diventa uno strumento di collaborazione con l’azione di Dio per la salvezza di tutte le anime.

8) Partecipare a preghiere di liberazione. Le preghiere di liberazione, per esempio quelle dei gruppi carismatici, possono portare dei grossi benefici a chi vi partecipa. Personalmente mi è capitato di partecipare e devo dire che ho ricevuto dei benefici in termini di serenità interiore. Non bisogna però andare alle preghiere di liberazione pensando che si va dal medico a prendere un antibiotico e poi finita la preghiera si torna a compiere gli stessi errori di prima. No, così non va bene. E’ importante quindi seguire sempre tutti questi dieci punti.

rosario-di-pompei9) Rosario giornaliero. Il Rosario è una delle preghiere più forti che esistono, se non la preghiera più potente che esiste. Quando il Rosario scorre nelle nostre mani, gli Angeli ed i Santi si uniscono a noi nella preghiera. Maria, Madre di Gesù ci ha detto che non esiste problema spirituale e materiale che non si possa risolvere con la preghiera del Rosario ed i nostri sacrifici come per esempio il digiuno (o l’astinenza dai nostri vizi  e dipendenze). Il Rosario è il più potente antibiotico che esiste al mondo, è naturale, è gratis e non ha controindicazioni. Il Rosario ha in sé una meravigliosa potenza. Se non sai come recitarlo oppure vuoi recitarlo in comunione con altre persone ,lo puoi recitare in chiesa ,lo puoi trovare in rete il Rosario online  o su Radio e Tv cattoliche.

http://www.reginamundi.info/Santo-Rosario-on-line/

Al termine della recita del Rosario io di solito faccio anche un’altra preghiera che per me è molto importante. E’ LA PREGHIERA PER VINCERE QUALUNQUE PAURA della Milizia di San Michele Arcangelo:IO-SONO-CON-VOI

“Signore Gesù, io credo alle tue parole: “Non abbiate paura, sono Io!…Ricevete lo Spirito Santo”. Ti ringrazio perché lo so che non mi hai dato uno Spirito di paura, ma uno Spirito di pace e di gioia, uno Spirito d’ amore e di unità. Grazie perché Tu ripeti al mio cuore: “Io dico che se tu credi, vedrai la gloria di Dio!”. È il Tuo Volto, Signore, che io cerco; mostrami il Tuo Volto. Io credo che niente è impossibile a Dio ed ogni potere è stato dato a suo Figlio, Gesù. Io credo, Signore, ma aumenta la mia fede e perché questa mia fede sia rafforzata, dammi i segni che hai promesso a coloro che crederanno in Te. Con Te, Signore, non ho più paura di alcun male e mi sento sicuro ( Recitare il Salmo 90)

Mi metto sotto la protezione del Sangue di Gesù e non ho più paura dei trabocchetti dei malvagi, degli spiriti del male, di qualunque maledizione o infestazione. Nel nome di Gesù, aggrappato alla sua santa Croce, niente mi può turbare. Se Gesù stesso è con me, chi sarà contro di me?

Con Lui nulla mi fa paura: la malattia, la morte, la povertà, l’ abbandono, non possono nulla contro di me. In nome di Gesù Cristo, per la forza del suo Sangue, per la potenza dello Spirito Santo, scaccia dal mio cuore, dalla mia mente e dal mio corpo ogni spirito di paura e di turbamento.

Prendo autorità su tutto questo. Sono sicuro che con Gesù, Signore della mia vita, vivrò nella fiducia, lodandolo senza fine. Mia luce e mia salvezza è il Signore. Alleluia (Recitare il Salmo 114).

1 Padre Nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria. Amen.”

10) Perdonare e pregare per i nemici. Un altro elemento importante è il fatto di preservare ancora dentro di noi del rancore oppure odio nei confronti di chi ci ha fatto del male. Questo è un punto davvero spinoso, dobbiamo comprendere che Gesù vuole che noi amiamo con la A maiuscola. Dobbiamo quindi capire che non esistono più nemici o persone che dobbiamo odiare perché questa pratica, l’odio, ci allontana da Dio. Prendiamo per esempio proprio Gesù quando in croce dice “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”. Ecco questo, Gesù, lo vuole anche da noi. Questo è il gesto massimo di amore verso il genere umano. Non basta quindi pregare solo per gli altri che sono in difficoltà ma dobbiamo fare un passo in più ed iniziare anche a pregare per i nostri nemici e chi ci fa del male. Se lo faremo le nostre grazie saranno aumentate sensibilmente.

Sono consapevole che il dolore che provi è grande e tu vorresti continuare a piangere e chiedere aiuto e pregare solo per te. Io questo lo so, ma se tu riesci a pregare prima per gli altri e poi anche per i tuoi persecutori allora il tuo dolore diminuirà e starai bene. Lode e Gloria a Dio.

I punti che ho appena scritto non sono una classifica. Non esiste una scaletta e non sono messi in ordine di importanza, io ho iniziato a seguire questi 10 punti e quindi porto la mia esperienza e posso testimoniare che da quando ho iniziato a seguirli le mie ossessioni hanno perso la loro forza ed ho iniziato a star bene.

le contrarietàE’ importante offrire tutti i nostri dolori a GESU’ , Lui è l’Uomo dei dolori, Lui ha dato un valore infinito ad ogni nostro dolore, Lui ci ha salvati e liberati dal dolore trasformandolo in Grazia eterna. Immergiamoci nella Sua grazia e qualsiasi dolore diventerà gioia. Te lo garantisco. Io l’ho sperimentato su di me in passato ed anche oggi, tutti i giorni.

Oltre che pregare è importante anche che facciamo del bene, è importante continuare a ripeterci che queste ossessioni sono passeggere, non durano per sempre. Poi più passerà il tempo e più ti renderai conto che le ossessioni non diventano realtà e questo rafforzerà in te sempre più il concetto che essi sono solo pensieri e non ti possono far nulla.

A volte hai la sensazione che cedi agli atti delle ossessioni ma non è assolutamente così! Questa è una sensazione di confusione che Satana ti sta dando, la realtà è diversa. Tu sei sempre padrone della tua volontà. Satana con questa sensazione ci vuole distruggere, ma non può farlo perché Gesù ci ama e non lo permette!

Se seguirai tutti i passi che Gesù ci ha suggerito e se vivrai la parola di Gesù Cristo nostro Signore, la sensazione di cedere andrà via e poi anche se i pensieri negativi arriveranno, saranno vuoti della loro negatività.

Non dare eccessiva importanza ai pensieri ossessivi. Continua a confidare in Gesù che è Dio e tutto passerà ,sarai libero e diventerai testimone della fede.”

 

L’ingratitudine, artiglio di Satana: la Lode a Dio è il linguaggio degli Angeli

IMPARIAMO A RINGRAZIARE DIO OGNI GIORNO E VEDREMO SEMPRE CONTINUI PICCOLI GRANDI MIRACOLI REALIZZARSI NELLA NOSTRA VITA!

L’apostolo Paolo scrive nella sua prima lettera ai cristiani di Tessalonica: «In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi» (1° Tess. 5:18).

Il grande scrittore Cervantes scrisse: “L’INGRATITUDINE E’ FIGLIA DELLA SUPERBIA”. E chi è il padre della superbia, se non Satana? Goethe  sostiene:  “L’ingratitudine   è  sempre  una  forma  di  debolezza;  di  voragine interiore.  Non  ho  mai   visto  persone  virtuose  essere  ingrate”.

paradise_lost_12Lucifero/Satana è stato ed è il primo ed il più grande INGRATO della storia: in Isaia (14, 12-15) vediamo che era l’angelo più bello creato da Dio Padre, Lucifero (dal latino ‘portatore di luce’), aveva ricevuto da Dio tutto in grazia e bellezza, ma il suo orgoglio lo portò alla rovina, lo precipitò dall’apice del Paradiso in cui stava all’abisso eterno, poichè  voleva essere come Dio ed invece di essere grato a Dio per tutti i doni ricevuti, COMINCIO ‘ AD ODIARE DIO PER INVIDIA e divenne per propria volontà Satana (il Nemico): le persone ingrate sono cadute sotto l’artiglio di Satana, seguendolo nell’abisso dell’ingratitudine e sono soprattutto nemiche di se stesse, perchè distruggono i doni che Dio fa loro.

Le persone ingrate sono sempre in rivalità con il prossimo,sono fondamentalmente cupe, inaffidabili, invidiose, sospettose, distruggono l’amore ed i doni di Dio, perchè in fondo sanno che le persone che li hanno ricolmati di tutto il loro amore sono migliori di loro: Satana è cupo, rabbioso, perchè sa che non potrà mai essere come Dio e la sua ingratitudine verso Dio lo ha talmente deformato che da angelo splendente è diventato l’essere più orrendo; anche se tenta sempre con i suoi inganni di apparire agli uomini come ‘angelo di luce’ per allontanare l’umanità da Dio, dietro la maschera di Satana c’è sempre la morte.

La  GRATITUDINE costituisce  l’uomo, creato a somiglianza di Dio,  perchè  nell’atteggiamento  della  nostra  relazione  esistenziale  percepiamo  il  legame  con Dio Padre e con  gli  altri  e  riconosciamo  che  non  viviamo  soli. 

Per  il  monaco  benedettino  David  Steindl-Rast, LA GRATITUDINE E’ LA PREGHIERA PIU’ PROFONDA,  perchè   oltre  ad  allacciarci  con  gli  altri  ci  relaziona  a  Dio  mostrandoGLI   la  nostra  gratitudine  per  tutto  ciò  che  ci  dona  ogni  giorno,  in  forma  gratuita. LA GRATITUDINE, LA LODE E’ IL LINGUAGGIO DEGLI ANGELI !bethlehem1-4c

Ma  allora  l’INGRATO come  lo  si  può  definire? luciferoNon è più  neppure  un  uomo-persona, proprio  perchè  non  è  in  grado  di  percepire  e  di  vivere  occasioni  positive.  Gli  ingrati  sono  persone  sgradevoli. Lo   stare  accanto  ad  una  persona  ingrata  procura  un  grande  disagio  e  malessere  interiore.  Egli distrugge  l’armonia  dei  cuori.  Non  è  capace  di  gioire e di amare.    

Per  l’ingrato  è  tutto  dovuto.  E’  insaziabile   e  mai  soddisfatto.  Queste  persone,  nella  loro  smemoratezza  innaturale,   non  riescono  neppure  a  vivere, sempre paralizzate in una lamentela cronica, sempre ad accusare gli altri (in primis  Dio!) di essere la causa dei loro problemi, che invece si causano da soli con la loro ingratitudine, egocentrismo e cecità… Gli ingrati, se fanno un favore a qualcuno, lo fanno per calcolo, per rinfacciarlo continuamente, per sentirsi importanti agli occhi del mondo e per umiliare ed accusare la persona che aveva creduto e sperato in loro… Carnefici travestiti da ‘vittime’, proprio come Satana.  

La Sacra Bibbia ci dice che NULLA CONTRISTA PIU’ DIO DELL’INGRATITUDINE: ” L’ingrato di proposito abbandonerà chi l’ha salvato”, Siracide 29,17

Più ingrato di tutti è l’uomo che ha dimenticato un beneficio (Sal. 103; Deut. 6:10,12)

In (Luca 17:17) leggiamo «Gesù, rispondendo, disse: «I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove?». Gesù ha denunciato l’uomo che non ringrazia e non ricorda i benefici ricevuti da Dio. Quando vide che dei dieci lebbrosi guariti, ne era tornato uno solo a dire grazie, esclamò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono?»

Questa denuncia di Cristo è pesante e ci fa capire che l’ingratitudine è una forma di arroganza, di chi pensa di essersi fatto da solo, di chi dimentica Colui che lo ha beneficato; un tale atteggiamento, oltre che concettualmente stupido perché lontano dalla verità, non può che distruggere la qualità necessaria che una persona ha accumulato, portandolo inesorabilmente alla sconfitta. La mancanza di riconoscenza a Dio per tutta la Sua bontà e per la Sua tenera misericordia non può non contristare lo Spirito Santo (Deuteronomio 8:11-20).

girl_worships

Di  contro,  si  guardi  la  PERSONA GRATA.  Sprigiona  radiosità  e  gusto  di  vivere,  perchè  è certa  di  essere amata da Dio, non se la prende per il male ricevuto, per le nuvole nel cielo, perchè sa che Dio protegge sempre i Suoi piccoli e allora continua a donare amore e a lodare Dio ogni giorno, perchè è fiduciosa nell’Amore di Dio: LA PERSONA GRATA ATTIRA SU DI SE’ LA BENEDIZIONE DI DIO E LA SUA MISERICORDIA; la persona ingrata vive chiusa nel suo calcolo, nel risentimento e nella sfiducia, rovina e perde ogni grazia che Dio gli dona, incapace com’è di riconoscere i doni di Dio ed esserGLI eternamente grato.

Così la vita degli ingrati assomiglia sempre di più ad un abisso infinito di rabbia e angoscia, da cui gli ingrati non riescono più a risalire, trascinando nella loro trappola tante persone incaute…perchè l ‘ingrato è contagioso e succhia tutte le energie delle sue vittime, come un vampiro dell’anima.

E noi, come ci relazioniamo con Dio ? Se ci dimentichiamo di ringraziare Dio ogni giorno, se non ricordiamo ogni giorno tutti i doni che ci ha fatto e Lo cerchiamo solo per chiedere, siamo come i pagani  e siamo ingrati verso Colui che si è fatto Uomo per donarci tutto Se stesso gratuitamente, allora poi non dobbiamo lamentarci se  le nostre preghiere non arrivano al Cielo.

Non importa quanto negativa sia la situazione: io posso sempre trovare qualcosa per cui essere riconoscente a Dio !

Vi sono invalidi costretti a stare su una carrozzella che pure dicono: “Nonostante la mia situazione, io ho molto per cui ringraziare il Signore”.

Questo è sempre occasione di grande stupore per chi li sente dire così.

Ecco così che, se io debbo smetterla di lamentarmi, allora devo lavorare su me stesso per sviluppare la gratitudine (Filippesi 4:4 ,7)

LA LODE A DIO E L’ADORAZIONE GUARISCONO IL CUORE E SONO IL LINGUAGGIO DELLA VERA FEDE !

il-sacrificio-gradito-a-dioLa fede è la vittoria di Dio e dell’uomo e ci dona  speranza, gioia e vita.

Lodare significa sperimentare nella propria vita le sorprese e la potenza dello Spirito Santo, dei Suoi doni e carismi. La lode e l’adorazione sono le due ali della Potenza Spirituale che Dio ha posto in noi. Unite alla potenza della fede, spezzano ogni catena, portando abbondanza di benedizioni nella nostra vita.

La Bibbia riporta numerosi  episodi dove, attraverso l’espressione della lode, Dio operò grandi meravigli : i tre giovani, perseguitati dal sovrano babilonese Nabucodonosor perchè si rifiutavano di adorare le divinità pagane, vennero condannati a morire nella fornace ardente,ma continuarono a lodare Dio e vennero liberati dal fuoco (Libro di Daniele, cap 3,19)…..Lo vediamo anche nella lode di Mosè al passaggio del Mar Rosso, del Re Davide, di Salomone, di Paolo e Sila, quando, in carcere incatenati, lodarono il Signore,  le catene si sciolsero….Con la preghiera di lode e di ringraziamento, Gesù  risuscitò Lazzaro…Con la potenza della lode crollarono le mura di Gerico.

La Lode, quindi,  è il segreto della nostra fede, può trasformare la nostra vita,  ci rinnova  attraverso l’unzione dello  Spirito Santo, unendoci  più profondamente a Gesù.

Nel libro dell’ Apocalisse  ci viene ribadito che la lode  ci  mette  in armonia con il cielo, perché usiamo un linguaggio celeste.

Nella Lettera ai Corinzi, l’apostolo Paolo ci assicura inoltre che tutti riceveremo doni  e carismi se si lanceremo nella dimensione della lode.

canticleLa Lode a Dio  ci fa uscire da noi stessi e ci colloca nel cuore di Cristo- Gesù, ci conduce al Padre e  per mezzo dello Spirito Santo, ci mette in comunione con  tutta la Chiesa.

“Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri; degno di lode, glorioso è il tuo nome per sempre” (Dan. 3,26).

“Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode” ( Sal 34,2).

“Grande è il Signore e degno di ogni lode, la sua grandezza non si può misurare” (Sal 154,3).

«Lodate il mio Dio con i timpani, cantate al Signore con cembali, elevate a lui l’accordo del salmo e della lode; esaltate e invocate il suo nome”. Gdt 16:1

“Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio. Molti vedranno e avranno timore e confideranno nel Signore” Sal 40:4.

MARIA NOSTRA MADRE LODAVA DIO IN OGNI ISTANTE, anche sotto la Croce, fiduciosa nella Vittoria di Cristo sulla morte e sul male; ringraziamo Dio ogni giorno insieme a Lei e facciamo nostre queste Sue Lodi a Dio, insieme agli Angeli ed ai Santi ed il nostro cuore guarirà da ogni paura in ogni circostanza: Lc 1,46-56 Il MAGNIFICAT virgin-mary-wallpapers-1401

L’anima mia magnifica il Signore

e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la Sua misericordia

si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, 

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni,

ha innalzato gli umili;

ha ricolmato di beni gli affamati,

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo,

ricordandosi della Sua misericordia,

come aveva promesso ai nostri padri, 

ad Abramo e alla sua discendenza, PER SEMPRE”.

Supplica a Santa Rita per il 22 Maggio

Se desideri unirti alla preghiera comunitaria che i devoti di tutto il mondo rivolgono a Santa Rita nel giorno della sua festa solenne, il 22 maggio a mezzogiorno recita con noi la Supplica e il Rosario rivolti alla patrona dei casi impossibili.

SUPPLICA A SANTA RITA DA CASCIA

Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo. Amen.

O’ eccelsa Taumaturga del mondo cattolico, o gloriosa S. Rita da Cascia,
come sale bella a te dal nostro cuore, la preghiera in questo giorno,
dedicato dalla Chiesa, alla tua solennità.

In quest’ora solenne in cui, mille e mille cuori,
a te si rivolgono fidenti e pieni di santa speranza
nella tua celeste protezione, anch’io unisco la
mia umile preghiera perché dal Cuore Sacratissimo
di Gesù, per i meriti della sua Madre
Immacolata, mi ottenga le grazie di cui ho bisogno.

O’ gran Santa della Chiesa di Dio, non sarà
possibile che la mia fiducia, nel tuo patrocinio,
resti delusa! Non sei tu che i popoli chiamano
la Santa degli impossibili, l’Avvocata dei casi
disperati? Ed io appunto mi trovo in tante
infelici condizioni per le mie colpe! Tu non
vorrai allontanare da me il tuo sguardo: non
sarà per me chiuso il tuo cuore; che anzi sono
certo che sperimenterò la tua potente intercessione.

Capisco, che ne sono indegno per i
miei peccati; ebbene si rifulgerà la tua celeste
carità, il tuo grande amore, ottienimi la salvezza
dell’anima mia.

È questa la grazia che principalmente domando
a Dio, per la tua intercessione in questo giorno
sacro al tuo Natale in Paradiso; e con questa le
altre grazie necessarie al mio stato.

O’ buona Santa Rita, appaga i miei voti, ascolta i miei gemiti,
asciuga le mie lacrime, ed anche io proclamerò al mondo, che chi vuol grazia e
la domanda a Dio, per mezzo di Santa Rita da Cascia, sicuramente sarà esaudito.

In questo giorno di gloria, in cui maggiore e
più viva si ridesta la comune fiducia nel tuo
patrocinio, ti prego di ottenere da Dio la benedizione,
che imploro su me, sui presenti, sul
Vicario di Gesù Cristo, sul cattolico Episcopato
e Sacerdozio, sui tuoi Religiosi Confratelli e
Consorelle, che formano l’eletta figliolanza del
grande Sant’Agostino, sui benefattori del tuo
Monastero di Cascia, sui promotori del tuo culto,
sugli infermi, sui poveri, sui derelitti, sui peccatori,
su tutti ed anche sulle Anime sante del
Purgatorio.

O’ Santa Rita, Sposa amabilissima di Gesù Crocifisso,
dal quale avesti in dono una delle spine della
sua sacratissima corona, in questo giorno del
tuo trionfo, aiutami e la tua protezione non mi
venga mai meno nella vita e nel punto della
mia morte. Amen.

Tre Padre nostro, Ave e Gloria.

D) Segnasti o Signore, la Tua serva Rita.

R) Col suggello della tua carità e della tua passione.
Orazione

O’ Dio, che Ti degnasti elargire a Santa Rita tanta
grazia da amare i nemici, e da portare in
cuore e in fronte i segni della Tua carità e
passione, per l’intercessione ed i meriti di lei,
Ti preghiamo concedici di perdonare i nostri
nemici, e di meditare i dolori della Tua passione
così che noi otteniamo il premio promesso ai
miti e piangenti. Amen.

Il S. Rosario e le Litanie a Santa Rita

http://www.santaritadacascia.org/preghiere/preghiere-ritiane-rosario-santa-rita.php

Preghiere alla Santissima Trinità

Mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi interamente per fissarmi in Te, immobile e tranquilla come se la mia anima fosse già nell’eternità. Niente possa turbare la mia pace nè trarmi fuori di te, o mio immutabile; ma che ogni istante mi immerga sempre più nella profondità del tuo mistero.

Pacifica l’anima mia, rendila tuo cielo, tua dimora prediletta e luogo del tuo riposo. Che io non ti lasci mai solo, ma ti sia presente, con fede viva, immersa nell’adorazione, piamente abbandonata alla tua azione creatrice.

Gesù, mio diletto, crocifisso per amore, vorrei coprirti di gloria, vorrei amarti fino a morire, ma sento la mia impotenza e ti chiedo di rivestirmi di Te, di identificare la mia anima a tutti i movimenti della tua anima, di sommergermi, di invadermi, di sostituirti a me, affinché la mia vita sia un riflesso della Tua vita. Vieni in me come Adoratore, come Riparatore, come Salvatore.

Verbo eterno, Parola del mio Dio, Cristo Signore, voglio passare la mia vita ad ascoltarti e nelle notti dello spirito e nel vuoto voglio fissarti sempre e starmene sotto la tua grande luce.

O mio astro diletto, affascinami cosi che io non mi possa sottrarre mai più al Tuo irraggiamento.

Fuoco ardente, Spirito di amore, vieni in me e fa’ della mia anima un’incarnazione del Verbo.

E Tu, o Padre, chinati sulla tua povera, piccola creatura, coprila con la tua ombra!

O miei “Tre”, mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo, io mi abbandono a Te.

Seppellisciti in me perché io mi seppellisca in Te, nell’attesa di poter contemplare nella Tua luce l’abisso della tua grandezza.

(Beata Suor Elisabetta della SS. Trinità)

Sii adorata, o Santissima Trinità, ora e in ogni tempo.
Sii adorata in tutte le Tue opere e in tutte le Tue creature.
Ammirata ed esaltata la grandezza della Tua Misericordia, o Dio.

(dal diario di S.Faustina Kowalska)

litanies1aCONSACRAZIONE ALLA SS. TRINITÀ

O Trinità divina, Padre, Figlio e Spirito Santo, presente e operante nella Chiesa e nella profondità della mia anima,

io ti adoro, ti ringrazio, ti amo!

E per le mani di Maria santissima Madre mia,

a te offro, dono, consacro tutto me stesso, per la vita e per l’eternità.

A te, Padre celeste, mi offro, dono e consacro come figlio.

A te, Gesù Maestro, mi offro, dono e consacro come fratello e discepolo.

A te, Spirito Santo, mi offro, dono e consacro come “tempio vivo” per essere consacrato e santificato.

O Maria, Madre della Chiesa e Madre mia, tu che sei nella Trinità divina, insegnami a vivere, per mezzo della liturgia e dei sacramenti, in comunione sempre più intima con le tre divine Persone, affinché tutta la mia vita sia un «gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo».

Amen.

Beato Giacomo Alberione

TRINITA’: Dio è uno, ma in tre Persone

3593cdc865db7cfbdd74b5f6c70eca13La Trinità è il vertice della rivelazione, è la sintesi di tutta la storia della salvezza. Consiste nel credere che esiste un solo Dio; ma questo unico Dio, essendo amore infinito, non vive nella solitudine poiché l’amore tende a diffondere se stesso (amor diffusivus sui), e perciò, fin dall’eternità, si è diffuso in tre Persone uguali e distinte: Padre, Figlio e Spirito. Dal Padre procede, fin dall’eternità, mediante la generazione intellettiva, il Figlio; dal Padre e dal Figlio procede, mediante spirazione o amore scambievole, lo Spirito.

Oh! mistero di amore! Come dice S. Agostino, il Padre è l’Amante, il Figlio è l’Amato, lo Spirito S. è l’Amore del Padre e del Figlio, Amore effuso nei nostri cuori per accendere in noi il fuoco dell’amore al Signore che deve riversarsi nell’amore al prossimo.

1. È il mistero dei misteri. Tutti gli altri misteri della nostra fede, come altrettanti ruscelli, derivano dall’oceano luminoso e infinito della Trinità. Mistero non vuol dire menzogna, ma significa una verità altissima e tanto sfolgorante di luce da abbagliare la povera ragione umana.

Il mistero ci avvolge e ci circonda; tutto è mistero: la mente, il cuore, l’esistenza, le scienze, la natura e le sue leggi, ecc. Che meraviglia che ci siano dei misteri nella vita intima di Dio e nella religione? Una religione senza misteri è certamente una religione errata.

S. Agostino in riva al mare scorge un bambino che con un secchiello mette l’acqua marina in una fossetta. Gli chiede: “Che fai?” Lui risponde: “Tutta l’acqua del mare la voglio versare quì”. Il santo Dottore commenta: “Come non si riesce a rinserrare tutta l’acqua del mare in una fossetta, così Dio, infinitamente grande, non può essere pienamente compreso dalla nostra piccolissima mente. Se tu potessi conoscere totalmente Dio, o tu saresti Dio o Dio non sarebbe più Dio”.

Dante Alighieri afferma: “Matto è chi spera che nostra ragione / possa trascorrer l’infinita via / che tiene una Sustanza in tre Persone” (Purg. 3,34ss.).

2. È un mistero rivelato da Dio con parole chiarissime.

Annunciazione 11Nell’Annunciazione l’Angelo disse a Maria che lo Spirito S. sarebbe disceso su di lei e Colui che sarebbe nato era il Figlio di Dio (Padre) (Lc. 1,26–38).

Dopo il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano, lo Spirito S. discese sul Salvatore in forma di colomba e il Padre dal Cielo fece udire queste parole: “Tu sei il Figlio mio prediletto” ( Mc. 1,9–11).

Gesù inviando gli Apostoli nel mondo disse: “Andate e ammaestrate tutte le genti battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito S.” (Mt. 28,19).

Molte altre volte Gesù parla del Padre e dello Spirito.

Inoltre Gesù dichiara che Lui e il Padre (insieme allo Spirito S.) sono un solo Dio. Infatti pur riconoscendo che come uomo è inferiore al Padre, ci assicura che come Dio è uguale al Padre: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv. 10,30). “Se conoscete me conoscete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto. Gli disse Filippo: Signore, mostraci il Padre e ci basta. Gli rispose Gesù: Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?..Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me” .(Gv. 14,7–11)

S. Giovanni scrive: “Sono tre che rendono testimonianza in Cielo, il Padre, il Verbo e lo Spirito Santo e questi tre sono una cosa sola” (1Gv. 5,7 ).

S. Paolo saluta così: “La grazia del Signor nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito S. siano con tutti voi” (2 Cor. 13,13). Lo stesso Paolo scrive: “Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà! Padre (Gal. 4,6). E ci ricorda che Dio Padre è il Salvatore, lo Spirito S. è il Rigeneratore e Gesù è il Giustificatore (Tito 3,4–7).

 3. È un mistero che ha simboli e analogie in tutto il creato.

La famiglia è una, ma si compone di padre, madre e figliolanza.

L’albero è uno solo, ma risulta di radici, tronco e rami.

Il fiume è uno solo, ma risulta di sorgente, corso e foce.

Nell’unica terra vi sono tre regni: minerale, vegetale, animale.

Il tempo si distingue in passato, presente e futuro.

Un solo triangolo equilàtero si compone di tre lati uguali e distinti. Così Dio è uno solo, ma in tre Persone uguali e distinte.

san_patrizioÈ classico il simbolo del trifoglio. S. Patrizio insegnando il cristianesimo agl’Irlandesi si accorse che stentavano ad ammettere il dogma trinitario e pensavano che vi fossero tre dèi. Perciò prima di procedere al Battesimo di quel popolo volle dare una idea più comprensibile di questa verità. Prese, quindi, una foglietta di trifoglio, e, mostrandola, fece notare che, pur trattandosi di una sola foglia, questa era composta di tre lobi ben distinti. Così, concluse, Dio è uno solo, ma in tre persone. L’esempio ebbe un effetto meraviglioso. L’Irlanda abbracciò la vera fede che conservò e diffuse in tutto il mondo anche a costo di eroici sacrifici e di sanguinose persecuzioni. Il “trifoglio” rimase l’emblema della nazione, e, nella festa di S. Patrizio, ogni buon Irlandese, ancor oggi, porta all’occhiello della giacca un mazzolino di trifoglio.

4. Questo mistero avvolge di luce, di amore e di dolcezza la Vergine Maria.

MADONNA E SS TRINITA'.jpg

Ella sta nel cuore della Trinità poiché è figlia prediletta del Padre, Madre immacolata del Figlio e Sposa castissima dello Spirito.

A lei per la prima volta, nella Nuova Alleanza, fu rivelato il mistero trinitario; ciò avvenne nel sublime istante dell’Annunciazione, quando, con il suo “si” (fiat), diventò madre (per opera dello Spirito) del Figlio dell’Altissimo.

Tutta la sua vita è immersa nel mistero della Trinità con un crescendo che dal Concepimento immacolato sfocia nel fulgore della Pentecoste e raggiunge il culmine nella sua Assunzione alla gloria celeste.

La missione di Maria, nostra Madre spirituale, consiste nel radunare tutti noi, figli di Dio, intorno al Figlio suo, nel grembo della Trinità quì sulla terra per riunirci nella gioia infinita della Trinità in Cielo.

5. Il mistero trinitario, realizzando l’abitazione di Dio nell’anima nostra, ci immerge in un oceano di grazia e di pace.

La Trinità sembra lontana da noi, invece ci è vicinissima. È come l’armatura che sostiene tutta la nostra vita cristiana. Sta al centro del Credo, del segno di Croce, di ogni benedizione, delle preghiere liturgiche (che sono rivolte al Padre mediante il Figlio nell’unità dello Spirito S.); sta al centro degli esorcismi, dei conforti religiosi, della raccomandazione dell’anima e specialmente al centro di quei gesti di amore infinito di Gesù che sono i Sacramenti, infatti il Battesimo si riceve nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito S., così la Cresima, così il perdono dei peccati nella Confessione, così l’Ordine sacro, il Matrimonio, l’Eucaristia e l’Unzione degli ammalati.

La Trinità realizza in noi, povere creature, la più straordinaria meraviglia di amore: Dio, uno e trino, l’Infinito, l’Eterno, il Sommo Bene, viene ad abitare nell’anima nostra. Infatti Gesù afferma: “Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv. 14,23). S. Paolo esclama: “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito S. abita in voi?” (1 Cor. 3,16). S. Giovanni scrive: “Dio è amore e chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio in lui” (1 Gv. 4,9). La Inabitazione della Trinità in noi è la sorgente di ogni vita interiore; ci indica subito dove trovare il Signore e ove attingere fiumi di acqua viva e come darci del tutto a chi ci ha donato tutto. Insomma la Trinità, abitando in noi porta alla nostra estrema piccolezza l’infinita ricchezza di Dio, ci dona certezze assolute, speranze dolcissime e immortali mentre ci ricolma di stupore e ci spinge alla più alta santità.

6. Il mistero della Trinità, vissuto con fervore sulla terra, sarà sorgente inesauribile di gioia nella vita eterna.

S. Chiara di Assisi, esorta: “Vi siete fatte figlie e ancelle dell’Altissimo sommo Re, il Padre celeste, e vi siete sposate allo Spirito Santo… Gesù, è lo splendore dell’eterna gloria, chiarore della luce perenne e specchio senza macchia; ogni giorno porta l’anima tua in questo specchio. Làsciati bruciare sempre più fortemente da questo ardore di carità. Possederai le celesti dimore nello splendore dei Santi” (“Regole” e “Lettere” a S. Agnese di Praga).

ESEMPIO. La serva di Dio Ìtala Mela di La Spezia (1904–1957): una vita nella luce della Trinità.

Paolo VI ebbe per lei una grande stima. Ancora ragazzina si allontana da Dio; a 19 anni si converte e ben presto raggiunge i più alti vertici della perfezione. Non è suora, vive nel mondo, eppure sente il bisogno di emettere i tre voti di povertà, castità e obbedienza, ai quali aggiunge altri due voti: fare sempre l’azione più perfetta; soprattutto vivere e diffondere la verità dell’inabitazione della Trinità nell’anima nostra.

Il suo pensiero e il suo affetto, di giorno e di notte, nel lavoro, nel riposo e nelle lunghe ore di preghiera è sempre rivolto a Dio Padre e Figlio e Spirito S. che abita nella cella del suo cuore. Tutto in lei è dominato da questa idea-forza, anche le ore di scuola, di impegni familiari, di apostolato, di autrice di ben 43 libri religiosi. È degna di stare accanto alle anime più innamorate della “Inabitazione della Trinità in noi”: la B. Angela da Foligno, S. Caterina da Siena, S. Teresina, la B. Elisabetta della Trinità (morta nel 1906 a 26 anni), la serva di Dio Maria Maddalena della Trinità (la stigmatizzata, la “Santa di Rimini”). Devotissima della Madonna, Itala si firma e desidera che la si chiami “Maria della Trinità”. Nelle prove più ardue e nelle continue sofferenze è sempre contenta perché si sente immersa nella Trinità, e ripete, al ritmo del respiro: “O Trinità, mio sommo Bene! Tu sei nel mio Tabernacolo, nel mio cuore!”

 PROPOSITO. Glorifichiamo la SS. Trinità con parole, cuore e opere!

a) Con le parole e con il cuore, immergendoci sovente nell’adorazione, nella lode, nel ringraziamento, nell’amore al Dio uno e trino che abita nel cielo dell’anima nostra. E sull’esempio di S. Francesco d’Assisi e del giovanotto B. Pier Giorgio Frassati ripetiamo frequentemente e con ardore la preghiera biblica: “Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo!”

b) Con le opere, impegnandoci al massimo per mantenere e aumentare in noi la grazia santificante che ci rende tabernacoli viventi della SS. Trinità.

dal sito Christus Veritas

http://christusveritas.altervista.org/trinita_dio_uno_tre_persone.htm

“Comprensione per i peccatori,ma mai negoziare la Verità”

Nell’Omelia a santa Marta del 20 maggio 2016, il santo Padre Francesco ha espresso parole forti che riteniamo doverose riportare e meditare, dal momento che si sono sollevati alcuni scudi, come una sorta di difesa a ciò che si pensa di questo pontefice, mentre invece ciò che ha espresso, è pienamente corretto e silenziato dai Media.

La scena che domina spesso molte pagine dei Vangeli è quella in cui, farisei e dottori della legge, cercano di far cadere Gesù per prenderlo in contropiede, minarne l’autorità e il credito di cui gode fra la gente. Una delle tante, riportata dal Vangelo del giorno, è quella che i farisei gli tendono domandandogli se sia lecito ripudiare la propria moglie.

Gesù esprime la Sua “compassione”: “vide una grande folla, ebbe compassione di loro… e si mise ad insegnare loro molte cose” (Mc 6,34). Discendendo dal seno del Padre, e incarnatosi nel grembo della Vergine Maria, Gesù non si fa semplicemente Uomo, ma incontra l’umanità, un’umanità fortemente sofferente a causa del Peccato Originale, e la vede: come pecore che non hanno pastore, gregge non più gregge, sbandato, destinato a passanti affamati e a lupi rapaci. “Ebbe compassione di loro”, scrive l’evangelista S.Marco.

La com-passione non significa sentimentalismo, è un termine composto che significa com-patire che a sua volta significa “partecipare dell’altrui patimento”. Gesù è Colui che, vero uomo e vero Dio, entra nel tempo per portare fuori gli uomini da questo patimento, viene a portarci fuori dalle logiche del mondo e dal mondo stesso. Ricordiamo: «Il mio regno non è di questo mondo… il mio regno non è di quaggiù» (Gv.18,36).

Infine va compreso che all’epoca dei fatti l’insegnamento non era certo come quello che intendeva il Cristo, ossia arrivare a toccare il cuore dell’uomo, entrare dentro i nostri cuori per commuoverli e dunque istruirli e dimorarvi dentro. L’insegnamento era imposizione della Legge e non c’era contraddittorio tra il popolo e i “maestri”, le discussioni le facevano i maestri fra di loro, mentre il popolo subiva in silenzio. Con l’avvento del Messia Gesù lo scenario cambia. La rivoluzione che Gesù porta non è a livello terreno, ma nelle anime, nelle coscienze, in questo rapporto con Dio che diventa un “Tu per tu”.

E per portarci fuori da questo mondo e dalla sua logica, Gesù si espone in prima Persona, offre Se stesso fino allo scandalo della morte di Croce, ma non solo, nel vedere queste folle, non si limita a consolarle, ma comprende bene, sa bene, che non conoscendo ancora il Messia, non sanno la Verità, non conoscono la Via da prendere, non sanno nulla della Vita vera, non lo hanno ancora incontrato. Ecco perché Gesù “si mise ad insegnare molte cose”. Prima ancora di compiere i miracoli, Gesù insegna.

Ma perchè questa insistenza? Ecco che ritorniamo alle parole del Papa nell’omelia.

La Legge di Mosè, a causa della “durezza dei cuori”, aveva modificato la Legge originale di Dio e Dio lo aveva permesso perchè eravamo ancora immaturi di comprendere, e perchè nessuno avrebbe potuto insegnare con l’autorità di Dio come dimostrò Gesù quando scandalizzò perché arrivò a rimettere i peccati: «Ti sono rimessi i tuoi peccati!» (Mc 2,5).

Combattere la fame, la miseria, le malattie è molto importante, è bello ed è cristiano, anche i non cristiani possono riuscirci con la buona ed onestà volontà, ma significa combattere soltanto le conseguenze e non ancora la causa del male. Lottare contro le conseguenze del peccato, che è il male, è come amministrare un anestetico che toglie un poco il dolore, ma non cancella la malattia, la quale, presto o tardi, riapparirà più devastante, come sta accadendo in questo nostro tempo. Il cancro di tutte le società, l’origine di ogni male è il peccato. Gesù viene a sradicarlo e, nel farlo offrendo Se stesso, non vuole che rimaniamo nell’ignoranza la quale è anche una delle cause delle bruttezze che avvengono nelle società.

La Legge di Mosè, dunque, prevedeva la pena di morte a coloro che non osservavano i Comandamenti divini e il ripudio alla donna (non al marito) che commetteva adulterio, spesso anche con la lapidazione. La Vergine Santissima, Maria, rischiò anch’Essa di essere ripudiata: Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.  Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.  Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt.1,18-21)

Giuseppe, uomo giusto, corretto nella coscienza, sapeva che Maria le era stata fedele, ma il dubbio lo mosse non verso la Sposa, ma a cosa avrebbe detto la gente, come avrebbero reagito i dottori della Legge di Mosè. Ripudiarla “in segreto” significava appunto di non farlo sapere a nessuno proprio per evitare che Maria potesse correre il rischio di venire ripudiata e  pure lapidata. Questo è lo scenario in cui si muovono i farisei, anzi, la tensione e la paura che essi avevano seminato usando, a torto o a ragione, la Legge. In questo scenario e sull’insegnamento di Gesù, Papa Francesco non sta ribaltando la priorità fra conversione, peccato e misericordia, ma sta sottolineando le mosse di Gesù.

Alla base del suo discorso c’è, appunto, la Legge di Mosè che puniva con la morte chi non osservava i Comandamenti. I Farisei volevano mantenere la Legge di Mosè perchè gli faceva comodo e potevano spadroneggiare, e l’uso di questa legge così interpretata alla lettera dai dottori della legge, penalizzava soprattutto le donne e i più poveri; non puniva, quasi mai, gli uomini, ossia non li puniva per questione di sesso o tradimenti, gli uomini venivano lapidati se bestemmiavano Dio, le donne solitamente per questioni di adulterio.

Gesù non s’immischia nelle diatribe umane, e quando cercano di incastrarlo, ha sempre una risposta che urta certi ascoltatori. Lo accusano di voler cambiare la Legge di Mosè, ma Egli risponde: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento..“(Mt.7,17-20). E il compimento era Lui, l’avvento del Messia.

Cercano di incastrarlo sulla questione del matrimonio, la Legge prevedeva il ripudio, ma Gesù dà loro una risposta che non si aspettavano, non pone la questione “uomo sì, e donna no” ma davanti a Dio li mette sulla stessa dignità, la donna ha lo stesso diritto del marito non per ripudiare, ma per amare e conservare l’indissolubilità del matrimonio (Mt.19,1-30), la sua carne è una carne sola con il marito legittimo e perciò, il marito non ha più alcun diritto di ripudiare la moglie, subentra la logica del perdono e del perdonare. Il Matrimonio esce così  fuori da ogni discussione arbitraria, da quel contesto della “legge” del ripudio, per ritornare a quella unione indissolubile  creata da Dio all’origine, ecc.. ecc…

Ecco l’indissolubilità, non più oggetto di ricatto o discussioni, o lapidazioni, ma un fatto concreto che insito nelle coscienze rette degli uomini è portato a compimento da Gesù e lo fa lui stesso “sposando la Chiesa”, l’unione indissolubile è portata allo scoperto ma non come un peso, bensì come sviluppo naturale coniugale dell’uomo e della donna: la vera felicità è la stabilità dell’unica unione originale  benedetta da Dio. Per questo Gesù la insegna e invia la Chiesa, Sua Sposa, ad istruire sul compimento della Legge.

Infine, nelle parole del Papa, sulla questione dell’adultera, si sottolinea che Gesù non ha mai condannato nessuno, e Lui stesso dice che non è venuto a condannare, ma per salvare…. «Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno…..» (Gv.12,47-48), la strategia di Gesù è semplice: la compassione, l’accogliere i peccatori, il perdonare, il coinvolgere – dopo – il perdonato alla comprensione della grazia ricevuta.

In questo senso e non altro il Papa sta sottolineando come, invece, i farisei tentavano di patteggiare la verità con Cristo: comprensione per i peccatori sì, Gesù conosce le nostre debolezze, per questo è venuto nel mondo, ma non per negoziare la verità o per giustificare il peccato. La stessa conclusione di quella parte del discorso riporta integrale la scena dell’adultera con le parole: va e non peccare più

Ora, se io peccatore, comprendo la misericordia Dio, quanto maggiormente comprenderò che non devo peccare più? Questa è la lezione dell’adultera convertita…. ciò che la muove è quella compassione e misericordia che Gesù le dimostra, quella parola che invece di condannarla come diceva la Legge di Mosè, la fa sentire perdonata. Questi sono i soggetti degni della compassione di Gesù, coloro che come l’adultera che ha compreso il suo stato di peccatrice, attende la sua fine, non ha più speranza perché sa di aver sbagliato. Ed ecco allora l’incontro con la Speranza incarnata che perdona, risana.

Gesù non solo non la giudica, ma vedendola e sapendola pentita e pure umiliata e mortificata, la tira fuori da quella situazione senza farle alcun processo, una novità unica per quel tempo, ma il discorso si chiude con un quel monito chiaro ed incisivo: “va e non peccare più” (Gv.8,11), e sappiamo poi dalla Tradizione che quella Donna entrò nel gruppo delle Donne alla sequela di Gesù, con Maria, la Madre. Il vero pentito che sa e sente di essere stato perdonato, si incammina nel discepolato del suo Salvatore Gesù Cristo.

Così come accade lo stesso per un paralitico guarito, un episodio un poco trascurato, al quale Gesù dice: «Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio» (Gv.5,14)

E’ questa la barriera più grande che Gesù è venuto ad abbattere, il muro dell’omertà verso il peccato, dal quale dipende tutto il resto, dipendono i nostri rapporti sia familiari quanto sociali e culturali.

“Ma Gesù è tanto misericordioso, è tanto grande, che mai, mai, mai chiude la porta ai peccatori”. Dunque, sottolinea il santo Padre Francesco, queste sono le “due cose che Gesù ci insegna: la verità e la comprensione”, ciò che i “teologi illuminati” non riescono a fare, perché chiusi nella trappola “dell’equazione matematica” del “Si può? Non si può?” e quindi “incapaci sia di orizzonti grandi sia di amore” per la debolezza umana. Basti guardare, conclude il Papa, la “delicatezza” con cui Gesù tratta l’adultera sul punto di essere lapidata:“Neanch’io ti condanno; va e d’ora in poi non peccare più”.

Perché… se pecchi ancora e non ti penti, o arrivi a giustificare il tuo peccare, non sarò io a condannarti, ci ricorda Gesù nelle parole che abbiamo riportato nelle nostre riflessioni, ma sarai tu stesso ad escluderti dalla salvezza. Anche per questo ha istituito il Sacramento della Riconciliazione, o Penitenza: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv.20,23).

Ma in quel rimettere non c’è, appunto, la gestione arbitraria del Sacramento, la rimessione non è lasciata al libero arbitrio del sacerdote, ma tutto rientra in quella scala di valori portata dal Cristo di cui parla il Papa: Gesù distingue sempre tra la verità e la “debolezza umana”, “senza giri di parole”… qualcosa si può fare: il perdono, la comprensione (della debolezza del peccatore, non del peccato), l’accompagnamento, l’integrazione, il discernimento di questi casi… (chi è recidivo nel peccare e vuole giustificare il proprio peccato, da chi non comprende e non sa di vivere in peccato) sempre… ma la verità non si vende mai!

Sia lodato Gesù Cristo

Fonte : tratto da articolo sul  sito Cooperatores Veritatis

http://www.cooperatoresveritatis.net/it/il-perdono-di-cristo-i-farisei-e-le-parole-del-papa

Le Piccole Suore vincono in difesa dell’obiezione di coscienza contro il dittatore Obama

Un esempio di fedeltà al Vangelo nonostante i tentativi di imposizione del mondo. Le Piccole Sorelle dei Poveri ottengono un’altra vittoria nella battaglia legale (in corso da quattro anni) contro l’amministrazione Obama e il “mandato contraccettivo” contenuto nella riforma sanitaria (Obamacare) , che impone ai datori di lavoro di garantire ai dipendenti una copertura assicurativa delle spese per contraccettivi, sterilizzazione e farmaci abortivi, pena l’irrogazione di multe salatissime.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha, infatti, deciso all’unanimità di rinviare il caso alle rispettive Corti d’appello, raccomandando a entrambe le parti di trovare un accordo che non contrasti con la libertà religiosa, come richiesto dalle suore e da altri gruppi cristiani (tra cui Ewtn, il network televisivo fondato da suor Angelica) che rifiutano qualsiasi tipo di collaborazione al piano governativo per il controllo delle nascite.

Le Piccole Sorelle, una congregazione fondata da santa Jeanne Jugan e che si dedica principalmente ad assistere gli anziani bisognosi, hanno infatti preferito rischiare multe per 70 milioni di dollari piuttosto che venir meno ai loro principi, rifiutando il compromesso offerto a un certo punto dal governo Obama che avrebbe consentito alle religiose di adempiere gratuitamente il mandato contraccettivo: «Si tratterebbe comunque di collaborare a un atto immorale, e noi non possiamo violare i nostri voti perché abbiamo giurato davanti a Dio di trattare la vita umana come un valore», era stata la loro risposta.

Per quanto deciso dalla Corte Suprema, il governo continuerà sì ad «assicurare che le donne ricevano una copertura contraccettiva gratuita», ma senza coinvolgere gli istituti che obiettano sulla base delle loro più profonde convinzioni di fede. «Agli anziani più bisognosi di ogni razza e religione», ha detto suor Loraine Marie Maguire, Madre provinciale dell’istituto, «offriamo una casa dove sono accolti come Cristo. Svolgiamo questo ministero d’amore proprio per la nostra fede e non possiamo scegliere tra l’uno e l’altra: vogliamo soltanto continuare a servire gli anziani poveri come la congregazione fa da 175 anni e preghiamo Dio che protegga il nostro ministero». Il Becket Fund, un istituto a difesa della libertà religiosa che sta assistendo le suore, ha accolto la decisione della Corte come «un’importante vittoria. C’è ancora lavoro da fare, ma quanto stabilito dai giudici indica che alla fine vinceremo in tribunale».

Di certo, l’interesse sulla vicenda è elevato perché da tempo è in atto uno scontro tra la Chiesa cattolica statunitense e Washington proprio sulla libertà religiosa, gravemente limitata negli otto anni di Obama, tra le pressioni della lobby abortista (in primis Planned Parenthood, finanziatrice della campagna elettorale dell’attuale presidente) e del mondo Lgbt. Non a caso, nella visita di settembre 2015 agli Stati Uniti, PAPA FRANCESCO AVEVA INCONTRATO IN UN FUORI PROGRAMMA sia Kim Davis (la funzionaria governativa finita in prigione per essersi rifiutata di rilasciare una licenza di matrimonio a una coppia omosessuale) sia LE PICCOLE SUORE PER INCORAGGIARLE AD ANDARE AVANTI .

E, nel discorso alla Casa Bianca, aveva esortato al rispetto dei «diritti inerenti alla libertà religiosa»

La vittoria delle Piccole Sorelle costituisce quindi un argine rispetto alla deriva laicista degli ultimi anni, un punto da cui ripartire, come ha sottolineato il cardinale Donald Wuerl, tra i più coraggiosi oppositori dei tentativi di limitare la libertà religiosa: «Siamo lieti che la Corte confermi l’esistenza di una strada del progresso che riconosce la libertà religiosa, ma», ha aggiunto Wuerl, «sappiamo anche che questa battaglia continuerà. Continueremo la nostra missione evangelica perché siamo certi che è proprio rimanendo fedeli alla nostra identità cattolica, a ciò che annunciamo e facciamo, che possiamo aiutare a realizzare una società veramente buona e giusta, dove tutti godano dei benefici della pace, della prosperità e della libertà».

Fonti:

http://www.lifenews.com/2016/05/16/little-sisters-win-supreme-court-tells-lower-courts-to-protect-them-from-hhs-mandate/

Un esorcista racconta: la Santa dell’impossibile fa tremare i demoni

Testimonianza di un sacerdote esorcista, collaboratore per anni del compianto Padre Amorth

L’anno scorso intorno alle 11. 15, come tutti i venerdì si era all’ ultimo esorcismo degli Esorcismi “forti” celebrati da P. Gabriele Amorth in una Chiesa del centro di Roma, S. una ragazza sulla trentina della Sardegna che veniva regolarmente a Roma per farsi esorcizzare, visto che dove risiede non ci sono esorcisti.
Già dai primi esorcismi della giornata abbiamo notato una certa inquietudine degli ammalati e poi l’esplosione quando si arrivava ad invocare l’intercessione di Santa Rita di cui il 22 maggio ricorre la Festa: affinchè presa a compassione delle afflizioni delle persone intercedesse per loro presso il Signore.
Eravamo alla fine della Preghiera e P. Gabriele stava dicendo il “Praecipio”: la parte dell’esorcismo più forte che comprende l’interrogatorio al Demonio e secondo l’insegnamento di Padre Candido Amantini da recitare alla fine dell’Esorcismo e non all’inizio come prescrive il Rituale Romanum perchè il Demonio più indebolito dall’Esorcismo fa meno resistenza all’imposizione fatta in nome della Chiesa dal solo Sacerdote Esorcista a rivelare le cose che serviranno alla liberazione, (nome, causa del disturbo, data d’entrata e d’uscita etc.. mai domande curiose o personali che il Rituale, l’esperienza, la prudenza e la Chiesa vietano espressamente).
Ecco, arrivati alle parole “diem et horam exitus tui”, non avendo voluto parlare per tutto l’interrogatorio, l’Esorcista come al solito comincia le imposizioni che insieme a lui tutti ripetiamo: “Nel nome di Cristo vattene! Per Intercessione dell’Immacolata vattene! Per intercessione di P. Pio vattene! Per intercessione di P. Candido vattene! Per Intercessione di Giovanni Paolo II vattene! (e qui di solito aggiungiamo una invocazione al Santo a cui la persona è particolarmente devota o di cui ricorre la festa).
Per Intercessione di Santa Rita vattene! “.
Non arriviamo a dirlo tre volte come le altre che il Demonio, fino ad allora abbastanza tranquillo apparte un po’ di urla e sputi, esplode con tutta la sua violenza. La avevamo in poltrona, ritenuta come caso leggero, infatti quelli pesanti li si facevano in lettino; comincia ad urlare e a picchiare e se non la reggevamo in 7 avrebbe stritolato Padre Gabriele e noi, se il Signore non glielo avesse impedito, poi sbraitando dice:
“è Lei che ha ottenuto la data della liberazione, è Lei che intercede, mi tormenta basta!”.
Poi ha risposto a tutte le domande che il Padre gli poneva.
La cosa più bella è che la persona, al risveglio ha detto che ha visto Santa Rita, durante l’Esorcismo, che la confortava aiutandola a pregare ed assicurandole la Sua Protezione ed Intercessione dicendole che il Signore presto verrà a liberarla!

Preghiamo dunque Santa Rita ed invochiamo la Sua potente intercessione!

PREGHIERA A SANTA RITA PER UNA CAUSA IMPOSSIBILErita-6b

Sotto il peso del dolore, a te, cara Santa Rita, io ricorro fiducioso di essere esaudito. Libera, ti prego, il mio povero cuore dalle angustie che l’opprimono e ridona la calma al mio spirito, ricolmo di affanni.

Tu che fosti prescelta da Dio per avvocata dei casi più disperati, impetrami la grazia che ardentemente ti chiedo [chiedere la grazia che si desidera].

Se sono di ostacolo, al compimento dei miei desideri, le mie colpe, ottienimi da Dio la grazia del ravvedimento e del perdono mediante una sincera confessione.

Non permettere che più a lungo io sparga lacrime di amarezza.

O santa della spina e della rosa, premia la mia grande speranza in te, e dovunque farò conoscere le grandi tue misericordie verso gli animi afflitti.

O Sposa di Gesù Crocifisso, aiutami a ben vivere e a ben morire. Amen.

Santa Rita da Cascia e la forza miracolosa del perdono

Supplica a Santa Rita da recitare il 22 maggio

Subito dopo la morte, Santa Rita da Cascia era già venerata come protettrice dalla peste, probabilmente per il fatto di essersi dedicata in vita alla cura degli appestati, senza contrarre mai la malattia. Fu questo uno dei motivi, forse il primo, a farle ottenere popolarmente l’epiteto di Santa degli impossibili. La vita di Santa Rita è un meraviglioso esempio dell’amore misericordioso di Dio operante per guarire le ferite all’interno del matrimonio e per le famiglie in difficoltà.

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O eccelsa Taumaturga del mondo cattolico, o gloriosa S. Rita, come sale bella a voi dal nostro cuore la preghiera in questo giorno, dedicato dalla Chiesa alla vostra festività!

In quest’ora solenne, in cui mille e mille cuori a voi si rivolgono, fidenti e pieni di santa speranza, per esperimentare sempre la celebre protezione, anch’io unisco la umile preghiera per impetrare le grazie di cui ho tanto bisogno.

O gran Santa della Chiesa di Dio, non sarà possibile che la mia fiducia nel vostro patrocinio resti delusa. E non siete voi colei, che i popoli chiamano la Santa degli Impossibili, l’Avvocata dei casi disperati? Ed io appunto mi trovo in tali infelici condizioni per le mie colpe!

Voi non vorrete allontanare da me il vostro sguardo; non sarà per me chiuso il vostro cuore, perché anzi sono certo della vostra potente intercessione. Conosco che ne sono indegno per i miei gravissimi peccati; ebbene si vedrà la vostra celeste carità, il vostro grande amore, ottenendomi la salvezza dell’anima.

E’ questa la grazia che principalmente chiedo a Dio, mercè vostra, in questo giorno, sacro al vostro natale in Paradiso (ognuno esponga la grazia) e con questa le altre grazie necessarie al mio stato.

O buona S. Rita, esaudite i miei voti, ascoltate i miei gemiti, asciugate le mie lacrime. Anch’io proclamerò al mondo che chi vuol grazie le domandi a Dio per mezzo di S. Rita e sicuramente sarà esaudito.

In questo giorno di gloria, in cui maggiore e più viva si ridesta la comune fiducia nel vostro patrocinio, vi prego di ottenere da Dio la benedizione, che imploro su me, sui presenti, sul Vicario di Gesù Cristo, sul cattolico Episcopato e Sacerdozio, sugli Ordini Religiosi, sui promotori del vostro culto, sugli infermi, i poveri, i derelitti, sui peccatori, su tutti … e sulle anime sante del Purgatorio.

O S. Rita, Sposa amabilissima di Gesù Crocifisso, da cui aveste in dono una delle spine della Sua sacratissima corona, in questo giorno del vostro trionfo, aiutatemi! La vostra protezione mi accompagni sino al punto della morte. Amen! Tre Pater, Ave e Gloria.

Prega per noi, o Santa Rita. Acciocché siamo degni delle promesse di Cristo.

ORAZIONE – O Dio, che a S. Rita vi degnaste infondere tanta grazia da amare gli stessi nemici e portare nel cuore e sulla fronte i segni della vostra carità e Passione, concedeteci, vi preghiamo, per suo merito ed intercessione, di perdonare i nemici nostri e contemplare le sofferenze della vostra Passione. Per Cristo nostro Signore. Amen!  

Tratto da: “Santa Rita” di don Giuseppe Tomaselli – Opera Caritativa Salesiana ‘Don Giuseppe Tomaselli’

15ohri0

LA SUA VITA

54de803d7fcf3a385219e775667ce021Passio Christi, conforta me: «Passione di Cristo, confortami». Non sappiamo se Rita da Cascia conoscesse le parole dell’Anima Christi, questa bellissima preghiera composta da un anonimo del XIV secolo, cento anni prima della sua morte. Ma a leggerla oggi sembra che esprima perfettamente il cuore stesso della sua vita. Una vita che potrebbe essere sintetizzata attraverso momenti della Passione di Gesù: in particolare il bacio e la coronazione di spine. 
Con un bacio Giuda aveva tradito il Figlio dell’uomo: con un bacio Rita perdonò, sulla pubblica piazza di Cascia, prima di entrare in monastero, nel 1407, colui che aveva ucciso a tradimento Paolo di Ferdinando di Mancino, il marito. Con una spina della corona di Gesù, Rita fu stigmatizzata il Venerdì Santo del 1432 quale segno di particolare predilezione, 
che Rita portò sulla fronte per quindici anni. «Spina spes gloriae», sta scritto in calce a un antico ritratto della santa: un anticipo della felicità del Paradiso.

L’oratorio del Crocifisso nel monastero di Santa Rita a Cascia: qui Gesù donò a Rita sulla fronte una spina della Sua corona
L’oratorio del Crocifisso nel monastero di S.Rita da Cascia:qui Gesù donò a Rita sulla fronte una spina della Sua Corona.

La irrequieta Repubblica di Cascia, stretta fra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, è l’ambiente in cui Rita nasce, forse nel 1381. Le faide familiari, le vendette politiche e private erano allora all’ordine del giorno, tanto che, secondo la tradizione, i genitori di Rita si dedicavano al compito di “pacieri”, uomini che «per amor di Dio e remissione dei peccati» cercavano di spegnere liti e contese, sostenuti dalla predicazione itinerante degli “oratori sacri” che giravano città e paesi esortando le famiglie a deporre i propositi di sangue e gli odi inveterati da antiche discordie: «In forza della Passione di Cristo tutti voi gridate insieme a Dio: pace, pace! Misericordia, misericordia! E tutti, in segno di pace, amore e concordia, baciatevi, abbracciatevi, chiedetevi perdono a vicenda! ».

È possibile che Rita, nella sua giovinezza, abbia udito questo sermone – trascritto proprio a Cascia in quegli anni –, pronunciato forse in quel “bel Sant’Agostino”, la chiesa, a lei tanto cara, che incontrava sulla strada fra Roccaporena, il suo paese natale, e la cittadina dove fu monaca per quarant’anni.

Quel che è certo è che ebbe modo, quando fu data in sposa a sedici anni a Paolo di Ferdinando Di Mancino, di conoscere da vicino gli effetti devastanti degli odi familiari e di addolcire, con le preghiere e con l’esempio, il carattere indocile e violento del marito. Suo marito fu assassinato a causa della infame rivalità tra le famiglie aristocratiche dei Guelfi e dei Ghibellini. Santa Rita ha pianto la morte del marito e ha interceduto per la salvezza della sua anima con grande serietà.
Sappiamo che Rita perse anche i suoi due giovani figli ma fino all’ultimo istante, lei indicò loro la via della riconciliazione e del perdono. Negli atti del processo di beatificazione, svoltosi nel 1628 sotto Urbano VIII a quasi due secoli dai fatti, è riportata la deposizione di Antonio Cittadoni, console di Cascia, di 74 anni, che ricordava i racconti uditi da bambino dal vecchissimo nonno Cesare: «Io, dopo che conosco bene e male, ho inteso dal detto Cesare mio avo, come da tutti gli antichi di questa terra, che la beata Rita era vissuta santamente… in particolare che aveva pregato sempre Dio per quello che gli aveva ammazzato il marito e che essa nascose la camicia insanguinata del marito… acciò i figli vedendola non si movessero alla vendetta» (Documentazione antica ritiana II, p. 37).

Si tramanda che Rita abbia pregato ardentemente perché la spirale di sangue seguita alla morte di Paolo si spezzasse e i suoi due figli non ne fossero coinvolti. Che Dio li prendesse con sé, piuttosto che permettere il compiersi dei loro propositi di vendetta. Anche qui, ci soccorrono le parole dell’Anima Christi: «Ne permittas me separari a Te», «Non permettere che io sia separato da Te» a causa del peccato.

Il pubblico perdono che seguì a quel gesto, disapprovato dai parenti del marito  ammazzato dalle faide, costrinse Rita a tornare in seno alla sua famiglia e causò forti resistenze anche al suo ingresso nel monastero delle agostiniane di Cascia, intitolato a santa Maria Maddalena: resistenze motivate, a quanto risulta dagli ultimi studi, dalla presenza tra le monache di una Di Mancino, parente del marito. Rita, per vincere queste ostilità, si affidò all’intercessione dei tre santi che, sempre secondo la tradizione, le avevano ispirato, dopo la vita matrimoniale, la scelta del chiostro: san Giovanni Battista, san Nicola da Tolentino e sant’Agostino, il Doctor gratiae, venerati nel “bel Sant’Agostino” già citato. La devozione a sant’Agostino era stata fortemente ravvivata a Cascia, nel Trecento, dal beato Simone Fidati, di cui Rita forse conobbe il De gestis Domini Salvatoris, un testo ricco di meditazioni sulla Passione. Di san Nicola da Tolentino, altro santo agostiniano, Rita fu senza dubbio devota: è certo che il pellegrinaggio da lei compiuto a Roma nel 1446, un anno prima della morte, si svolse in occasione della canonizzazione del santo. E del resto, la scelta di farsi agostiniana non era obbligata: a Cascia esistevano altri monasteri femminili, quello delle Celestine e quello delle Benedettine.

L’immagine di santa Rita con la spina donatale da Gesù, particolare del dipinto del sarcofago, conservato nella sua cella, contenente la “cassa solenne” in cui fu deposto il corpo della santa
L’immagine di S.Rita con la spina donatale da Gesù -particolare del dipinto del sarcofago, conservato nella sua cella, contente la “cassa solenne” in cui fu deposto il corpo della Santa.

Rita visse così, dal 1407 alla sua morte avvenuta il 22 maggio 1447, nell’obbedienza alla Regola agostiniana e nell’amore a Cristo crocifisso: un amore così intenso che, negli ultimi quindici anni di vita, ella portò sulla carne, come stimmate, una spina della Sua corona. Fu la risposta al desiderio della santa, espresso il Venerdì Santo del 1432, di essere unita più profondamente all’amore di Gesù sulla croce: «Intra tua vulnera, absconde me», «Nelle tue ferite, nascondimi», recita ancora l’Anima Christi. Una ferita – «spina spes gloriae», «spina speranza di gloria», si legge sotto uno dei più antichi ritratti di Rita – che scomparve temporaneamente solo in occasione del pellegrinaggio a Roma, ma rimase impressa su di lei anche dopo la morte. 

Così, con questa ferita aperta, è rappresentata Rita dall’anonimo artista che dipinse la “cassa solenne” costruita per lei nel 1457, dieci anni dopo la morte, quando, alla riesumazione del corpo, trovato incorrotto, cominciò a scorrere quel fiume ininterrotto di miracoli che ancora oggi si riversa sui suoi devoti.

Accanto all’immagine, un anonimo poeta popolare, tentando di imitare Dante, esprime così, nei bei versi finali, la santità di Rita: «Non per prezzo mondano o per mercede / ch’ella credesse aver altro tesoro / se non Colui che tutta a Lui si diede. / Et non te parve ancor esser ben monda / che quindici anni la spina patisti / per andare alla vita più gioconda».
È una testimonianza preziosa, anche storicamente, perché, quanto a Rita, le sue consorelle non pensarono mai di affidare alla penna di un biografo il racconto della sua vita. Né esiste una sola parola di lei che sia stata trascritta. Oltre alla poesia citata, l’unica testimonianza scritta vicina all’epoca in cui Rita visse è l’atto notarile con cui si apre, nel 1457, il Codex miraculorum, la lunga lista delle grazie straordinarie – undici solo in quel primo anno – registrate da allora in poi su questo documento ufficiale: «Una onorevolissima suora donna signora Rita», scrive il notaio Domenico Angeli, «avendo passati quaranta anni da monaca nel chiostro della predetta chiesa di Santa Maria Maddalena di Cascia vivendo con carità nel servizio di Dio, seguì alla fine la sorte di ogni essere umano. E Dio, nel cui servizio con digiuni e preghiere perseverò per il tempo predetto, volendo mostrare agli altri fedeli un modello di vita, affinché, come lei era vissuta servendo Dio con digiuni e preghiere, così anch’essi, i fedeli cristiani, vivessero, operò mirabilmente molti miracoli e prodigi con la sua potenza e per i meriti della beata Rita».
rita-7Forse davvero è tutta qui la bellezza della santità di Rita, dono di Gesù che con la Sua spina la fece nascere bella come una rosa: «Tu de spinis Salvatoris pulchra nasceris ut rosa», si legge nell’architrave della porta del santuario. Bellezza della grazia evidente in quello spirito di obbedienza per cui, ancora novizia, annaffiava ogni giorno una vite secca che rifiorì e ancora oggi si ammira nel giardino del monastero di Cascia che porta il suo nome. Commentando l’episodio, il padre Agostino Trapè cita l’Epistola 118 di sant’Agostino: «Vorrei che nel tendere alla sapienza e nel raggiungerla, non ti aprissi altra via che quella apertaci da Colui il quale, essendo Dio, ha veduto la debolezza dei nostri passi. La prima via è l’umiltà, la seconda è l’umiltà, la terza è l’umiltà: e ogniqualvolta tornassi a interrogarmi, ti risponderei sempre così». 
Per il resto, la storia di Rita passò di bocca in bocca, per quella tradizione orale e popolare che chiama Rita da Cascia la “santa degli impossibili e avvocata dei casi disperati”. Una santa cara al cuore della gente semplice, una santa di quella “religiosità popolare” di cui Paolo VI parlava in questi termini: «La religiosità popolare […] manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere; rende capaci di generosità e di sacrificio fino all’eroismo, quando si tratta di manifestare la fede…» (esortazione apostolica
Evangelii nuntiandi, 48).
È a questa tradizione orale che appartengono gli episodi più famosi della vita di santa Rita, come il prodigio delle api, che entravano e uscivano dalla sua piccola bocca di bambina senza pungerla. In ricordo di questo “miracolo dell’infanzia” ancora oggi nel monastero che la ospitò sono presenti le “api murarie”, che non fanno miele e non pungono. Ma nel monastero si può ammirare anche un bel roseto, a ricordo dell’ultimo miracolo che Rita fece durante la sua vita terrena. Pochi mesi prima di morire, espresse a una parente il desiderio di vedere una rosa del suo roseto e di mangiare due fichi dell’albero della sua casa, un po’ come Francesco d’Assisi, che chiese prima di morire a donna Jacopa de’ Settesoli di mangiare ancora una volta i mostaccioli, il suo dolce preferito. In pieno inverno, la donna andò, scettica, più per compiacere Rita che per la speranza di esaudire la sua richiesta, e trovò, con sua meraviglia, due fichi maturi sull’albero coperto di neve e una bellissima rosa sbocciata fuori stagione.                                                                                                                            

1242898257140
Santuario di Santa Rita, Cascia, Perugia

È ancora così, santa Rita, una bellissima rosa che sboccia in pieno inverno nel cuore di tanti pellegrini: «Chi arriva a Cascia», racconta padre Gianfranco Casagrande, agostiniano, che per anni è stato rettore del santuario di Cascia, «porta nel cuore il senso profondo della fede,espressa con semplicità, senza troppe catechesi. Ma una briciola di fede, ognuno la porta con sé». Gli chiediamo se ancora oggi santa Rita compia gli stessi miracoli di tanti secoli fa: «Qui il miracolo più grande è quello della conversione dei cuori: in particolare persone che si confessano dopo tanti anni. Ci sono anche persone che, oppresse da mali incurabili o allo stadio terminale, attestano di aver sognato santa Rita che li toccava sulla parte malata e improvvisamente sono guariti».

Per singolare privilegio il corpo di S.Rita non fu mai sepolto, in qualche modo trattato secondo le tecniche di allora, fu deposto in una cassa di cipresso, poi andata persa in un successivo incendio, mentre il corpo miracolosamente ne uscì indenne e riposto in un artistico sarcofago ligneo, opera di Cesco Barbari, un falegname di Cascia, devoto risanato per intercessione della santa. Il sarcofago è oggi conservato nella nuova basilica costruita nel 1937-1947; anche il corpo riposa incorrotto in un’urna trasparente, esposto alla venerazione degli innumerevoli fedeli, nella cappella della santa nella Basilica-Santuario di S. Rita a Cascia.
Accanto al cuscino è dipinta una lunga iscrizione metrica che accenna alla vita della “Gemma dell’Umbria”, al suo amore per la Croce e agli altri episodi della sua vita di monaca santa; l’epitaffio è in antico umbro ed è di grande interesse quindi per conoscere il profilo spirituale di S. Rita.tomba Santa Rita da Cascia

Preghiera a Santa Rita per i casi impossibili e disperati :

O cara Santa Rita, nostra Patrona anche nei casi impossibili e Avvocata nei casi disperati, fate che Dio mi liberi dalla mia presente afflizione [esprimere l’afflizione che ci fa soffrire ], e allontani l’ansietà, che preme così forte sopra il mio cuore.

Per l’angoscia, che voi sperimentaste in tante simili occasioni, abbiate compassione della mia persona a voi devota, che confidentemente domanda il vostro intervento presso il Divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso.

O cara Santa Rita, guidate le mie intenzioni in queste mie umili preghiere e ferventi desideri.

Emendando la mia passata vita peccatrice e ottenendo il perdono di tutti i miei peccati, ho la dolce speranza di godere un giorno Dio in paradiso insieme con voi per tutta l’eternità. Così sia.

Santa Rita, Patrona dei casi disperati, pregate per noi.

Santa Rita, Avvocata dei casi impossibili, intercedete per noi.

Si recitano 3 Padre Nostro, 3 Ave Maria e 3 Gloria.

Fonti: Santi e Beati, 30giorni

Accoglienza:”dovere cristiano, a patto che sia proporzionata, regolamentata e razionale”

Papa Francesco : «Non siamo in grado di aprire le porte in modo irrazionale. La domanda fondamentale da porsi è perché ci sono così tanti migranti oggi e il problema sono le guerre in Medio Oriente e Africa e il sottosviluppo del continente africano. Se c’è la guerra è perché ci sono produttori di armi -produzione giustificata in caso di difesa-, in particolare i trafficanti di armi. Se c’è così tanta disoccupazione, è per mancanza di investimenti capaci di portare il lavoro di cui l’Africa ha così tanto bisogno». Queste le dichiarazioni di Papa Francesco, che ha rilasciato  in una intervista al giornale La Croix, pubblicata il 16 maggio 2016.

IMMIGRAZIONE E MAGISTERO DELLA CHIESA CATTOLICA: tenere presente “non solo l’interesse dell’immigrato, ma anche il BENESSERE DELLA NAZIONE”.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che le autorità delle nazioni hanno il diritto e il dovere di limitare il numero delle nuove entrate in vista del bene comune  (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2241 ), ma lascia alle autorità civili il compito “loro proprio” di valutare le capacità concrete di accoglienza e di integrazione della nazione e, in base a ciò, di studiare i mezzi legislativi adeguati e proporzionati, a seconda delle situazioni concrete, per regolare i flussi migratori e tutelare la comunità anche da fenomeni di criminalità che possono approfittare dei flussi migratori stessi. Le nazioni sono le famiglie dei popoli e, come nelle famiglie degli individui, l’accoglienza e l’ospitalità può avvenire solo nella misura del possibile e nella salvaguardia dell’autonomia, dell’identità e dell’esistenza della famiglia stessa. 

1046254552687PAPA PIO XII molto ha fatto, negli anni del secondo conflitto mondiale in cui imperversava la furia delle persecuzioni razziali, politiche e religiose, per offrire ai perseguitati il caloroso soccorso paterno della Chiesa. «Vorremmo poter liberare tutti da ogni timore, per donare a tutti la pace, per riempire tutti di gaudio», recita l’Intenzione di preghiera composta in occasione della Pasqua del 1957 da Papa Pacelli.
Nel marzo del 1946 Pio XII trattava la questione dell’immigrazione rivolgendo un breve discorso al sign. Ugo Carusi, del Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti, Commissario per l’immigrazione, e al sign. Howard R. Travers, del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nel quale Sua Santità precisava che in un momento storico come quello che si viveva negli anni difficili del primo ‘900, in cui l’America aveva offerto un generoso ed ospitale asilo a genti di altre terre, oppresse dalla tirannia o forzata dalla povertà o persecuzione religiosa a cercare la salvezza nell’esilio, era necessario tenere presente “non solo l’interesse dell’immigrato, ma anche il BENESSERE DELLA NAZIONE”.

Pio XII è stato autore del primo documento pontificio sulla cura degli immigrati: si tratta del costituzione apostolica Exsul familia, del 1952, con cui si davano istruzioni in materia di assistenza spirituale dei migranti. Gran parte del documento riguarda l’emigrazione italiana che era un fenomeno piuttosto rilevante in quel tempo (secondo i dati statistici che si conservano nel 1952 c’erano circa 20 milioni di italiani emigrati all’estero).

Le parole di PAPA FRANCESCO oggi, rilasciate al quotidiano cattolico La Croix , riprendono quelle di PIO XII, ma i media più noti non le hanno riportate: arrivano in un altrettanto delicato momento storico, come quello attuale, in cui il problema dell’immigrazione è sentito da chiunque. E’ giusto opporsi ad una incontrollata apertura dei confini, temere per la sicurezza interna e la già scarsa mancanza di lavoro. L’accoglienza è un dovere cristiano, a patto che sia equilibrata, proporzionata e regolamentata, questo ha detto Francesco: «Non siamo in grado di aprire le porte in modo irrazionale». E ha proseguito:«L’ACCOGLIENZA PEGGIORE E’ GHETTIZZARE I MIGRANTI , invece di integrarli. A Bruxelles, i terroristi erano belgi, figli di migranti, ma erano in un ghetto. A Londra, il nuovo sindaco (musulmano, ndr) ha prestato giuramento in una cattedrale e probabilmente verrà ricevuto dalla regina. Questo dimostra l’importanza per l’Europa di ritrovare la sua capacità di integrare: PAPA GREGORIO MAGNO  ha trattato con i cosiddetti barbari, che poi sono stati integrati. Integrazione ancora più necessaria oggi che l’Europa sta vivendo un grave problema del basso tasso di natalità a causa della ricerca egoistica del benessere».

ISLAM E CONVIVENZA CON I CRISTIANI.
Francesco viene spesso accusato di non voler condannare l’Islam come causa del terrorismo, ed invece, come ha spiegato Vittorio Messori, è un giusto approccio di distinzione tra musulmani e terroristi islamisti.

arabia-300x194ISIS infatti perseguita anche i musulmani che non si adeguano alla DOTTRINA DEL WAHHABISMO che è l’interpretazione fondamentalista del Corano, seguita soprattutto in Arabia Saudita che, come il Qatar ed il Kuwait, hanno spesso rifornito e sostenuto i miliziani di ISIS.  L’apposita Commissione del Congresso Usa, nel rapporto di 28 pagine redatto a proposito dell’11 settembre, ha puntato sempre di più il dito contro l’Arabia Saudita, considerandola senza mezzi termini il «principale finanziatore» dei dirottatori. Tra gli autori di tale documento v’è l’ex-senatore della Florida, Bob Graham, che è stato estremamente esplicito: «L’Arabia Saudita non si è fermata nella propria opera di diffusione del wahhabismo. E l’Isis è un prodotto proprio degli ideali sauditi, del denaro saudita e del supporto organizzativo saudita, sebbene ora l’Arabia abbia la pretesa di presentarsi come anti-Isis per eccellenza».

VIDEO DOCUMENTARIO ARABIA SAUDITA SVELATA Saudi Arabia Uncovered  http://www.pbs.org/wgbh/frontline/film/saudi-arabia-uncovered/
Un video denuncia, filmato da attivisti contro il regime saudita, che per la prima volta rivela gli orrori che l’impero del petrolio, l’ Arabia Saudita, tiene da sempre nascosto,un regime islamista tra i più repressivi al mondo, il wahhabismo da cui deriva Isis o Califfato Islamico….

Il Wahhabismo è una versione ultraconservatrice dell’islam sunnita. Il regime, che gode di proventi immensi dalla vendita del petrolio, ha speso circa 70 miliardi di dollari nella promozione del wahhabismo. Non è un caso se 15 delle 19 persone coinvolte nell’attentato dell’11/9 erano saudite.

Il Pontefice sa benissimo che l’origine del terrorismo è sia politica che religiosa, lo ha dimostrato in questa intervista a La Croix, affermando: «Io non credo che vi sia una paura dell’Islam in quanto tale, ma paura di Daech (il Califfato islamico) e della sua guerra di conquista, guidata in parte dall’Islam. E’ vero, l’idea di conquista è inerente l’anima dell’Islam, ma potrebbe essere interpretato allo stesso modo anche il finale del Vangelo di Matteo, dove Gesù manda i suoi discepoli in tutte le nazioni». Il paragone del Papa è riferito alle frasi  in cui Gesù invoca la spada e la divisione nel Vangelo di Matteo (Mt 10,34) e nel Vangelo di Luca (Lc 12,51), frasi che vanno interpretate nel contesto in cui GESU’ stava tenendo il Suo discorso : GESU’ usa una metafora forte ma il suo obiettivo era di riportare la vita degli uomini all’obbedienza della volontà divina. Un fine che si poteva raggiungere solo con un cambiamento radicale di se stessi , creando anche un conflitto con la mentalità del mondo. Gesù non parlava di violenza gratuita e di conquista, ma se le Sue parole vengono estrapolate da tutto il contesto del Vangelo (il cui cuore sono le BEATITUDINI, la Magna Charta del Cristianesimo) potrebbero essere interpretate erroneamente, come  i diversi inni di conquista armata presenti nell’Antico Testamento. In ogni caso, Papa Francesco ha perfettamente ragione: il problema è l’interpretazione del Corano (del Nuovo e dell’Antico Testamento), che non è necessariamente fondamentalista.

«Di fronte all’attuale TERRORISMO ISLAMICO », ha proseguito Papa Francesco, «dovremmo mettere in discussione il modo in cui un modello di democrazia troppo occidentale è stato esportato nei paesi in cui vi era un potere forte, come in Iraq. O in Libia, dove la struttura è tribale. Non possiamo andare avanti senza considerare la cultura di quei luoghi. La convivenza tra cristiani e musulmani è possibile, i musulmani venerano la Vergine Maria e San Giorgio. Mi è stato segnalato che in un paese africano, in occasione del Giubileo della misericordia, c’è una lunga coda di musulmani che desiderano passare dalla porta santa della Cattedrale per pregare la Vergine Maria. Nella Repubblica Centrafricana, prima della guerra, cristiani e musulmani vivevano insieme e dobbiamo imparare a farlo nuovamente, anche l’esperienza del Libano mostra che è possibile».

Punjab, musulmani finanziano la costruzione di una chiesa cattolica:”Questo è il dialogo per la vita, ma il Pakistan diventa famoso solo per gli episodi di violenza”. Padre Paul, che per nove anni ha guidato la commissione della diocesi di Faisalabad per il dialogo interreligioso, afferma che non è la prima volta in cui i musulmani aiutano la costruzione di un luogo di culto cattolico.

http://www.asianews.it/notizie-it/Punjab,-musulmani-finanziano-la-costruzione-di-una-chiesa-cattolica-37381.html

RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA.
Ha fatto discutere il mancato riferimento del Papa alle radici cristiane durante il recente conferimento del Premio Carlo Magno, Francesco ha spiegato il motivo: «Dobbiamo parlare di radici al plurale perché ce ne sono diverse. In questo senso, quando sento parlare di radici cristiane dell’Europa, a volte temo il tono, che potrebbe essere trionfalistico o vendicativo, diventando “COLONIALISMO”. Giovanni Paolo II ne ha parlato, ma con un tono tranquillo. L’EUROPA, CERTO, HA RADICI CRISTIANE . Ma il Cristianesimo ha il dovere di irrigare in uno spirito di servizio, il dovere del Cristianesimo per l’Europa è il servizio. Erich Przywara, gran maestro di Romano Guardini, e Hans Urs von Balthasar, ci insegnano che il contributo del Cristianesimo alla cultura è quella di Cristo con la lavanda dei piedi, vale a dire il SERVIZIO E IL DONO DELLA VITA. Non un apporto coloniale».

LAICITA’ NON  LAICISMO
Francesco ha mostrato più volte di avere a cuore, come Benedetto XVI, una sana laicità,non laicismo, che «garantisca la libertà di religione. Tutti dovrebbero avere la libertà di esternare la propria fede, se una donna musulmana vuole indossare il velo, lei dovrebbe essere in grado di farlo. Allo stesso modo, se un cattolico vuole indossare una croce. La critica che rivolgo alla Francia è di aver esagerato con la laicità. Questo deriva da un modo di considerare le religioni come una subcultura e non una cultura intera, questo approccio, che deriva dal patrimonio dei Lumi, è ancora oggi presente. La Francia dovrebbe fare un passo avanti su questo tema ed accettare che l’apertura alla trascendenza sia un diritto di tutti». La Francia, ha aggiunto, è oggi «una periferia da evangelizzare».

OBIEZIONE DI COSCIENZA: DIRITTO UMANO 
Anche in Italia, a seguito della legge sulle unioni civili, è esploso il tema dell’obiezione di coscienza. «E’ il Parlamento che dobbiamo discutere, argomentare, spiegare, ragionare. Così cresce una società, una volta che la legge è passata lo Stato deve rispettare le coscienze. In ogni struttura giuridica, L’ OBIEZIONE DI COSCIENZA deve essere presente perché è un DIRITTO UMANO. Compresa quella di un funzionario del governo, che è una persona umana. Questa è vera laicità. Non possiamo spazzare via gli argomenti dei cattolici, dicendo: “Tu parli come un prete”. No, egli si basa sul pensiero cristiano che la Francia ha così notevolmente sviluppato».

Altre sono le tematiche toccate dal Papa nell’intervista a La Croix, come la necessità di evangelizzare i popoli, il cui compito non è soltanto affidato ai preti, ma anche ai laici.«E’ lo Spirito Santo il protagonista di ciò che fa la Chiesa, il suo motore. Troppi cristiani lo ignorano. E’ il Battesimo che dà la forza per evangelizzare!».

La crisi dei migranti,  la “peggiore emergenza umanitaria dalla II Guerra mondiale”: dichiarazione di Papa Francesco, del Patriarca Ecumenico Bartolomeo e dell’Arcivescovo di Atene e di Tutta la Grecia Ieronymos

vaticano_-_0416_-_papa_a_lesbo1“… Come capi delle nostre rispettive Chiese, siamo uniti nel desiderio della pace e nella sollecitudine per promuovere la risoluzione dei conflitti attraverso il dialogo e la riconciliazione. Mentre riconosciamo gli sforzi già compiuti per fornire aiuto e assistenza ai rifugiati, ai migranti e a quanti cercano asilo, ci appelliamo a tutti i responsabili politici affinché sia impiegato ogni mezzo per assicurare che gli individui e le comunità, compresi i cristiani, possano rimanere nelle loro terre natie e godano del diritto fondamentale di vivere in pace e sicurezza. Sono urgentemente necessari un più ampio consenso internazionale e un programma di assistenza per affermare lo stato di diritto, difendere i diritti umani fondamentali in questa situazione divenuta insostenibile, proteggere le minoranze, combattere il traffico e il contrabbando di esseri umani, eliminare le rotte di viaggio pericolose che attraversano l’Egeo e tutto il Mediterraneo, e provvedere procedure sicure di reinsediamento.”

Testo integrale della dichiarazione

http://www.asianews.it/notizie-it/La-crisi-dei-migranti,-la-%E2%80%9Cpeggiore-emergenza-umanitaria-dalla-II-Guerra-mondiale%E2%80%9D-37244.html

Fonti: Radio Vaticana, Zenit, UCCR, Asianews 

http://it.radiovaticana.va/news/2016/05/16/intervista_del_papa_al_quotidiano_cattolico_la_croix/1230301

Quando l’amore per gli animali diventa idolatrìa:IL DISTINGUO DEL PAPA E’ UN RICHIAMO ALLA COERENZA EVANGELICA

Lettera del giornalista Vittorio Feltri al collega direttore del giornale “L’Eco di Bergamo”: LE PAROLE DEL PAPA IN UN MONDO EGOISTA.

Queste parole di Papa Francesco,giorni fa hanno scatenato le critiche di animalisti e vegani sui media:

«No a chi ama cani e gatti e lascia senza aiuto il vicino che ha fame»

«Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani, e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino e della vicina, no per favore no, d’accordo eh?». Lo ha rimarcato il Papa nella udienza giubilare in piazza San Pietro, nella quale ha invitato a «stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo piuttosto diffuso – ha detto – che è solo una emozione superficiale che offende l’ altro».«La pietà – ha aggiunto il Papa- non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi, accade infatti che a volte si provi verso animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli».
Spirito Santo Papa Francesco LA PIETA’, ha spiegato papa Francesco, «è uno dei sette doni dello Spirito Santo che il Signore offre ai discepoli per renderli docili alle ispirazioni divine…Oggi, invece, dobbiamo stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo, piuttosto diffuso, che è solo un’emozione superficiale e offende la dignità dell’altro». Papa Francesco torna su un tema già affrontato in passato. L’anno scorso aveva ammonito le giovani coppie sposate esortandole ad evitare di scegliere di avere un cane o un gatto invece di un figlio. Nel quotidiano argentino La Voz del Pueblo, il Papa in un’ intervista aveva risposto così su una domanda sui principali mali del mondo : «Povertà, corruzione, traffico di esseri umani. Posso sbagliare nella statistica, ma ditemi: quali sono i settori che vengono dopo alimenti, vestiti e medicina tra le spese del mondo? Al quarto posto ci sono i cosmetici, al quinto le mascotte ,gli animali da compagnia. Questo è grave, eh. La cura degli animali domestici è come l’amore un po’ programmato, come dire, posso programmare la risposta d’amore di un cane o di un gatto, e non ho più bisogno di sperimentare l’esperienza dell’amore reciproco come avviene tra gli uomini».

IL COMMENTO DI VITTORIO FELTRI: “Caro direttore, ti importuno perché ho bisogno di sfogarmi. Sono stanco di leggere sui giornali e di ascoltare in tivù aspre critiche al Papa per esternazioni su vari temi di sua pertinenza. Le ultime riguardano gli animali.

Francesco ha detto che molta gente ama gli animali e trascura gli uomini, ed è vero. Il significato della sua frase è trasparente: egli non ha dichiarato che bisogna sfrattare dalle nostre case cani e gatti, maltrattarli e magari abbandonarli. Nulla di tutto ciò. Si è limitato a ricordarci che oltre alle bestie conviene amare anche il prossimo, cioè i nostri simili. Il che mi sembra in perfetta sintonia con gli insegnamenti evangelici. Dove è lo scandalo? Ci mancherebbe che il Pontefice predicasse in contraddizione con il pensiero di Gesù.

Egli evidentemente è stato frainteso da molti media che, in malafede, hanno ravvisato nelle sue parole un tentativo di indurre l’umanità a privare gli animali di sostentamento per soccorrere le persone in difficoltà di sopravvivenza. E questo è intollerabile.
Giustamente il Papa ha fatto viceversa notare a tutti noi che è assurdo coccolare un cucciolo, pur meritevole di tenerezze, e poi trascurare le persone indigenti la cui miseria è sotto i nostri occhi, negando loro soccorso, un piccolo aiuto. Difficile dargli torto. Proprio ieri il tuo quotidiano ha pubblicato i risultati di una inchiesta sconvolgente: sei bergamaschi su dieci sono indifferenti all’esistenza dei loro vicini. Il dato è allarmante, dimostra che trionfa l’egoismo e supera la generosità e la fratellanza ossia sentimenti che dovrebbero improntare il comportamento di ogni cristiano.
Ognuno è padrone di agire secondo le proprie idee, ma non può pretendere che il capo della Chiesa non richiami i fedeli affinché rammentino i principi del cattolicesimo. Assurdo pensare che Francesco non si attenga al Verbo che recita: ama il prossimo tuo come te stesso. E il prossimo non è solo un animale domestico, rispettabile che sia, ma lo è anche l’extracomunitario privo di mezzi indispensabili per campare decentemente. Ce lo vogliamo mettere in testa che il Pontefice è cattolico e che da lui ci si devono aspettare solo esortazioni coerenti con la fede?

CHI NON CREDE IN DIO E’ LIBERO DI AVERE OPINIONI CONTRASTANTI CON QUELLE DELLA CHIESA,MA CHI INVECE E’ CRISTIANO DIVENTA RIDICOLO SE CONTESTA LE RACCOMANDAZIONI DEL SUCCESSORE DI PIETRO. Il quale per altro se sostiene la necessità di dare una mano a chi sta male, di non respingerlo ma di accoglierlo, non è un “comunista”: semplicemente è cattolico sul serio e agisce ispirandosi alle Sacre Scritture.

Polemizzare col Papa perché fa il Papa è un esercizio illogico e stupido. Non è obbligatorio per un ateo condividerne le tesi, ovvio. Però attenzione: chi fa parte della Chiesa sappia che Bergoglio non apre la bocca per dare aria ai denti, bensì ricorda al gregge che il cristianesimo ha una dottrina sulla quale non è lecito sorvolare. In ultima analisi, criticare Francesco perché ribadisce con forza certi principi è una operazione scorretta se compiuta dai credenti. Chi credente non è, si arrangi. Fatti suoi. Ma almeno rifletta.

(Vittorio Feltri, L’Eco di Bergamo, 16 maggio 2016).

http://www.ecodibergamo.it/stories/Editoriale/le-parole-del-papain-un-mondo-egoista_1182949_11/

ANIMALI PARADISO 1CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA:la visione cristiana a proposito del rapporto tra l’uomo e gli animali.

La Scrittura, nel libro della Genesi, ci rivela che Dio è il Creatore di tutto ciò che esiste, ma, ripetendo per ognuna delle opere dei sei giorni «e Dio vide che era cosa buona», ci dice anche che «le varie creature riflettono, ognuna a suo modo, un raggio dell’infinita sapienza e bontà di Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica 339). Dio ama tutte le sue creature e si prende cura di ciascuna di esse (guardate i corvi: non seminano e non mietono… e Dio li nutre Lc 12,24) e, a loro volta, le creature, con la loro semplice esistenza, rendono lode e gloria al suo Nome.
Non bisogna, però, dimenticare che l’uomo è il vertice dell’opera della creazione perché egli è a immagine di Dio e tra tutte le creature visibili è il solo capace di conoscere e amare il proprio Creatore. Il racconto della Genesi esprime questo distinguendo nettamente la creazione dell’uomo da quella delle altre creature; e Gesù stesso dirà: quanto più degli uccelli voi valete! (Lc 12,24).

Giustamente allora il Catechismo : «Dio ha consegnato gli animali a colui che Egli ha creato a Sua immagine… la signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore all’uomo non è assoluta; esige un religioso rispetto dell’integrità della creazione.… Gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come San Francesco d’Assisi o San Filippo Neri, trattassero gli animali». Dunque, se da una parte «è contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita», dall’altra con chiarezza il Catechismo dichiara che «è pure indegno dell’uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini». E così conclude: «si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell’affetto che è dovuto soltanto alle persone» (CCC 2415-2418).

ANIMALI E PARADISO:gli animali esistono eternamente nella Mente di Dio

Benedetto XVI, che ha una predilezione per i gatti,aveva ribadito che per gli animali la morte significa la fine dell’esistenza.«Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo»: alcuni attribuiscono questa frase a Papa Francesco MA NON ESISTONO FONTI UFFICIALI CHE CONFERMINO ,infatti la notizia sarebbe riferita all’Udienza del 26 novembre 2014 – vedi qui il testo integrale ed ufficiale – e, leggendo il testo,  Papa Francesco non solo non ha mai pronunciato quelle parole, ma neppure “l’apostolo Paolo” ha mai discusso con un bambino a cui era morto un cane, che è frase attribuita invece a Paolo VI ma anche qui non esiste alcuna fonte ufficiale.

Non ci sarà un’altra vita per gli animali perché non hanno un’anima spirituale e immortale. Essi hanno un’anima (sono detti animali proprio per questo!), ma solo vegetativa e sensitiva.

ANIMALI PARADISO 2Tuttavia l’affermazione di San Giovanni Paolo II che anche gli animali hanno un “soffio divino”, ha un significato ben preciso perché nulla esiste se prima non sia stato pensato da Dio. Così il Salmo 104 non pone distinzione tra gli uomini e gli animali quando dice, rivolgendosi a Dio creatore ed alle Sue creature :“Se togli loro il soffio, muoiono e ritornano nella polvere. Mandi il tuo soffio, sono creati e rinnovati sulla faccia della terra” (Sal 104, 29-30). L’esistenza delle creature dipende dunque dall’azione del soffio-spirito di Dio, che non solo crea, ma anche conserva e rinnova continuamente la faccia della terra..Pertanto l’intera vicenda di ogni singolo animale si trova fissa nella mente di Dio.

Gli animali non sono attesi da Dio e non hanno coscienza di esistere. Tuttavia esistono nella mente di Dio. E tale esistenza, al dire di San Tommaso d’ Aquino, è migliore di quella che hanno in se stessi nel tempo presente. Infatti in questo mondo la loro esistenza è temporanea, mentre nella mente di Dio è eterna.

Chi va in Paradiso vede direttamente nella mente di Dio. E nella mente di Dio si vede tutto ciò che Dio ha creato, tutto ciò che Dio conserva nell’esistenza istante per istante e anche tutto ciò che Dio che avrebbe potuto creare. Per questo in Dio vedremo tutti gli animali che sono esistiti sulla faccia della terra. Li vedremo in tutto il corso della loro esistenza, anche nelle relazioni che hanno avuto con noi. Li vedremo soprattutto in rapporto a Dio e al suo piano salvifico perché anche per mezzo loro si è manifestata la Provvidenza di Dio nei nostri confronti.

TEORIA VEGETARIANISTA : NON SOSTENIBILE ALLA LUCE DELLA SCRITTURA

Gli animali, in quanto creature di Dio, sono pieni della sua gloria. Dio li ha dati all’uomo perché se ne serva. Dio stesso ha consegnato delle pelli ad Adamo ed Eva come vestito (si suppone di animali!) al posto delle foglie di fico. Ma nell’epoca di pace che regnava prima del peccato originale gli uomini non mangiavano le carni degli animali. Secondo il testo sacro Dio concede questo potere solo dopo il diluvio: “Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe” (Gn 9,3). Gesù, come ogni ebreo, a Pasqua ha mangiato l’agnello. Di certo ha mangiato pesci, anche dopo la risurrezione. Per questo non è sostenibile alla luce della Sacra Scrittura la teoria vegetariana.

GLI ECCESSI DELL’ANIMALISMO

Gli animali sono un bene da custodire e da consegnare ai nostri posteri. Sono diversi i passi delle Scritture che lo sottolineano. Prendiamo il Cantico di Daniele: “Benedite opere tutte del Signore il Signore” dove si invitano tutte le creature ad unirsi con noi nel lodare il Signore: “Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli” (Dn 3,81). E il rispetto per l’ambiente, animali compresi, è senza dubbio una bella conquista del nostro tempo. Purtroppo questo rispetto talvolta viene a mancare nei confronti dei bambini nella fase della vita nascente, come avviene per l’aborto e per i tanti che in molte parti del mondo vivono in condizioni di miseria e fame. Sotto il profilo etico i bambini sono un valore assoluto e intangibile, mentre gli animali hanno un valore relativo: sono in funzione dell’uomo.

Dal momento che la vita di un animale è in funzione di qualcosa d’altro, può essere soppressa. La si sopprime lecitamente quando se ne ha bisogno per nutrirsene, per qualunque altro scopo legittimo e anche evitare il prolungarsi di sofferenze che in un animale sono del tutto prive di valore. Ma ripeto, quando in Paradiso vedremo direttamente la gloria di Dio, continueremo a contemplarla anche nelle Sue creature, che rimangono eternamente nella Sua mente.

PADRE ANGELO BELLON, in un’intervista per  La Nuova Bussola Quotidiana

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2209

 

Le BENEDIZIONI annullano le maledizioni

di Padre Gabriele Amorth, sacerdote esorcista

Ci dice GESU’: “ Benedite coloro che vi maledicono ” (Luca 6,28). “Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”;
ma io vi dico:
amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. »

Chi si chiude al dono di Cristo si maledice da solo, perchè si autoesclude dalla benedizione:  “Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno” (Giovanni 12,47-48).

“Forse ve l’ho già detto un’altra volta che a Roma c’era una donna che abitava al secondo piano e al di là della strada, una strada stretta, al secondo piano, quindi allo stesso piano ci abitava una maga con tanto di cartello alla porta: MAGA.

Ogni tanto lei si accorgeva che se si affacciava alla finestra, questa maga faceva degli strani segni verso di lei e dopo questi segni le capitavano sempre delle sfortune, delle sventure.

Come poteva fare per liberarsi? E io gli ho insegnato: “sai cosa devi fare? Appena ti accorgi che la maga fa dei segni verso di te, tu con i vetri chiusi in maniera che lei non veda quello che fai, mandale delle benedizioni chiedendo con fede al Signore di benedirla”.
Così dopo di allora, non ha più avuto alcun incidente.

Le Benedizioni annullano le maledizioni.
Perciò benediciamo in cuor nostro se qualcuno ci ha maledetto.
I genitori possono benedire i loro figli. Penso che ognuno di noi possa benedire una persona dicendo: ti benedica il Signore nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Questo lo si può sempre fare” (Padre Gabriele Amorth).

4027962_2ba6aPreghiera per le persone avverse

Lava o Signore Gesù nel Tuo Preziosissimo Sangue i miei nemici e invia su di essi continuamente la Tua Santa Benedizione e la benedizione di Maria Immacolata unite a quelle di tutti gli angeli e di tutti i Santi. Anche io mi unisco a queste benedizioni e benedico me e loro nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Ripetere spesso nelle persecuzioni che vengono dalla malizia del prossimo. E’ una preghiera efficace e liberatoria più di quanto si pensi.

LE SETTE SANTE BENEDIZIONI

Invocare la benedizione di Dio è il compito di ogni cristiano perché Gesù ha raccomandato536909090.gif molto di benedire anche i propri nemici. Ricordiamoci il precetto “benedite e non maledite coloro che vi perseguitano affinché siate figli, veri figli del vostro Padre Celeste”.

Noi non solo possiamo, ma dobbiamo benedire ogni creatura con rendimento di grazie e in ogni situazione della vita anche se avversa. Non possiamo però benedire con consacrazione le cose o le persone che servono o serviranno in modo permanente al culto divino o alla liturgia. Solo i presbiteri e diaconi possono farlo.

Le benedizioni possono essere fatte sia su di sé che su altri, anzi per sofferenze dovute ad azioni esterne è bellissimo e porta tanto giovamento a se stessi il benedire chi ci è stato causa di sofferenze fisiche o morali. Vi invitiamo a chiedere queste benedizioni su di voi o mandarle sugli altri assieme ad una grande gratitudine a Dio. Egli infatti per la passione terribile di Suo Figlio Gesù, totalmente innocente, condannato ingiustamente a morte per noi e che ha versato tutto il Suo sangue ora ci permette, come figli e come redenti di essere benedetti e di benedire.

Mettersi alla presenza di Dio, chiedere a GESU’ che ci conceda di pregare attraverso il Suo Cuore perché la nostra preghiera venga pienamente accettata presso la Divina Misericordia.

Sgomberare il cuore da rancori, odi e qualsiasi sentimento che è in contrasto con il precetto divino dell’ amore e se non riusciamo appieno, umiliarsi profondamente chiedendo che Gesù abbia misericordia anche di questo. Egli sa che fummo tratti dal fango e non siamo ancora come Lui merita.

Queste bellissime benedizioni possono essere invocate sia su di sè che sugli altri sostituendo il “discenda su di me” con “discenda su di te o su di voi” e si consiglia molto ai genitori sui propri figli e familiari malati e non.

Nota: (nelle benedizioni che seguono il segno di croce si fa una sola volta).

1. Mi benedica la potenza del Padre Celeste + la sapienza del Figlio divino + l’amore dello Spirito + Santo. Amen.

2. Mi benedica Gesù crocifisso, per mezzo del suo preziosissimo Sangue. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.

3. Mi benedica Gesù dal tabernacolo, per mezzo dell’amore del suo Cuore divino, Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.

4. Mi benedica Maria dal Cielo, Madre celeste e Regina e riempia la mia anima di un più grande amore a Gesù. Nel nome de Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.

5. Mi benedica il mio angelo custode, e tutti i santi Angeli vengano in mio aiuto per respingere gli attacchi degli spiriti maligni. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.

6. Mi benedicano i miei Santi patroni, il mio santo patrono di battesimo e tutti i Santi del Cielo. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.

7. Mi benedicano le anime del Purgatorio e quelle dei miei defunti. Che siano i miei intercessori presso il trono di Dio affinché io possa raggiungere la patria eterna. Nel nome del Padre + e del Figlio + e dello Spirito + Santo. Amen.

Discenda su di me la benedizione della santa Madre Chiesa, del nostro Santo Padre , la benedizione del nostro vescovo……….,

la benedizione di tutti i vescovi e sacerdoti del Signore, e questa benedizione, così come viene diffusa da ogni Santo Sacrificio dell’altare, discenda su di me tutti i giorni, mi preservi da ogni male e mi dia la grazia della perseveranza e di una santa morte. Amen.

Preghiera di liberazione personale contro ogni male

Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, SS.Trinità, Vergine Immacolata, Angeli, Arcangeli e Santi del Paradiso, scendete su di me:

Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami.

Caccia via da me le forze del male, annientale, distruggile, perché io possa stare bene e operare il bene.

Caccia via da me i malefici, le stregonerie, la Magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio; l’infestazione diabolica, la possessione diabolica, l’ossessione diabolica; tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica, psichica, spirituale, diabolica.

Brucia tutti questi mali nell’Inferno, perché non abbiano mai più a toccare me e nessun’altra creatura al mondo.

Ordino e comando con la forza di Dio onnipotente, nel nome di Gesù Cristo Salvatore, per intercessione della Vergine Immacolata, a tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell’Inferno eterno, incatenati da S.Michele arcangelo, da S.Gabriele, da S.Raffaele, dai nostri angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine Santissima. Amen.

“Amoris Laetitia”senza le caricature dei giornalisti, NESSUNA ROTTURA CON IL MAGISTERO

Leggendo l’Esortazione Apostolica AMORIS LAETITIA di Papa Francesco, dall’inizio alla fine, senza preconcetti e senza le caricature dei giornalisti o delle persone intervistate, NON VI SI TROVA NESSUNA ROTTURA CON IL MAGISTERO PRECEDENTE, ma una continuità e uno sviluppo, soprattutto nell’atteggiamento di ricerca, di accoglienza, di accompagnamento e di integrazione di coloro che si trovano in difficoltà nell’essere conformi alla logica evangelica. LO HA RIBADITO ANCHE MONSIGNOR LUIGI NEGRI che smentisce gli antibergogliani che parlano di “apertura” dell’Eucarestia ai divorziati risposati da parte del Papa. Nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, ha commentato Monsignor Negri  (VIDEO https://youtu.be/j9BmJMJ8SI4),

«la chiarezza c’è, non c’è obiezione alla tradizione magisteriale precedente. Bisogna stare alle cose che sono scritte non all’enorme fenomeno di manipolazione nel quale siamo incorsi. L’ottavo capitolo della Amoris laetitia è una sfida ad essere realmente pastori».

Non bisogna prendere ogni parola di Amoris Laetitia come una sentenza dogmatica. Il testo offerto da Papa Francesco sulla famiglia è avvincente nella sua esposizione ed è pieno di carità pastorale nei confronti di coloro che si trovano in stato di sofferenza, di disagio o di non conformità nei confronti dell’insegnamento di Gesù sul matrimonio e sull’amore umano.

La questione più controversa è quella relativa alla Santa Comunione ai divorziati risposati, che tuttavia non viene mai espressamente menzionata nell’Esortazione.

PADRE ANGELO BELLON

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4675

1.Criteri di lettura

1. Il primo criterio di lettura è quello dell’orizzonte nel quale va letta l’Esortazione, pena deformarla.
Quest’orizzonte l’ha fornito Giovanni Paolo II nell’enciclica Veritatis splendor.
Nella nota 100 Giovanni Paolo II afferma: “Lo sviluppo della dottrina morale della chiesa è simile a quello della dottrina della fede.
Anche alla dottrina morale si applicano le parole pronunciate da Giovanni XXIII in occasione dell’apertura del Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962): “Occorre che questa dottrina (= la dottrina cristiana nella sua integralità) certa e immutabile, che dev’essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo.
Altra cosa è infatti il deposito stesso della fede, vale a dire le verità contenute nella nostra venerabile dottrina, e altra cosa è la forma con cui quelle vengono enunciate, conservando ad esse tuttavia lo stesso senso e la stessa portata” (VS, nota 100).
Qui dunque si trova il principio ermeneutico o di interpretazione: i documenti del Magistero anche in temi morali vanno interpretati secondo l’ermeneutica della continuità e dell’approfondimento. E non già secondo l’ermeneutica della discontinuità, della rottura o della svolta rispetto al Magistero di sempre.
Il progresso della dottrina morale della Chiesa avviene sotto l’azione dello Spirito Santo che gradualmente porta alla conoscenza della verità tutta intera, senza mai contraddire o rinnegare il Magistero precedente.
Si tratta dunque di un progresso omogeneo e non dialettico.

2. Fatta questa premessa fondamentale, occorre leggere l’Amoris Laetitia alla luce del Magistero precedente perché lo continua e lo approfondisce, come del resto a più riprese viene affermato dall’Esortazione stessa, come ad esempio quando dice: “Perciò, mentre va espressa con chiarezza la dottrina, sono da evitare giudizi che non tengono conto della complessità delle diverse situazioni, ed è necessario essere attenti al modo in cui le persone vivono e soffrono a motivo della loro condizione» (AL 79).
Poiché soprattutto il capitolo ottavo dell’Esortazione è stato letto nelle maniere più disparate e contraddittorie, è necessario dire che l’interpretazione esatta, quella indicata dal Magistero, è quella data in meliorem partem, se ci si può esprimere così, e cioè nella linea della continuità.
Anzi, solo questa lettura fa comprendere il testo senza ambiguità e senza contraddizioni.

2. L’interpretazione in meliorem partem di alcune affermazioni

1. Il n. 302 dell’Esortazione ricorda una grande varietà di motivi da tenere presenti nella valutazione dei singoli casi:
“Riguardo a questi condizionamenti il Catechismo della Chiesa Cattolica si esprime in maniera decisiva: «L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere diminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali» (n. 1735). In un altro paragrafo fa riferimento nuovamente a circostanze che attenuano la responsabilità morale, e menziona, con grande ampiezza, l’immaturità affettiva, la forza delle abitudini contratte, lo stato di angoscia o altri fattori psichici o sociali (n. 2352). Per questa ragione, un giudizio negativo su una situazione oggettiva non implica un giudizio sull’imputabilità o sulla colpevolezza della persona coinvolta (Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Dichiarazione sull’ammissibilità alla Comunione dei divorziati risposati(24 giugno 2000), 2)” (AL 302).
Ebbene, quelli elencati sono tutti motivi per cui un tribunale ecclesiastico può dare e anzi già dà una sentenza di nullità del matrimonio contratto.
Per evitare che all’interno delle comunità cristiane si dica che ad un divorziato risposato è stata data l’assoluzione e ad un altro no, la cosa migliore è quella di procedere ordinatamente che è quella ottenere una sentenza di nullità del matrimonio ed eventualmente di sanare in radice l’unione contratta civilmente.
È questa la prima via suggerita da Papa Francesco con la riforma della procedura nelle cause matrimoniali.
Tanto più che egli stesso ha chiesto che la sentenza venga data entro un anno, senza lungaggini.
Questo è il metodo più ordinato e sicuro.
Al contrario, lasciare tutto alla valutazione non sempre illuminata del parroco o del confessore può rendere insicuri e può causare confusione e malumore nelle comunità. Facilmente si potrebbe argomentare: perché ad uno sì e ad un altro no?

2. Al n. 299 si legge: “i battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni forma di scandalo”.
Anche questo va sempre tenuto presente.
Qualora il sacerdote desse l’assoluzione ad un divorziato risposato o ad una persona convivente, è necessario ricordare che si può fare la Santa Comunione solo là dove non si è conosciuti come divorziati risposati o conviventi. Diversamente si genera scandalo tra i fedeli.
La Dichiarazione del Pontificio Consiglio per i testi legislativi “circa l’ammissibilità alla santa comunione dei divorziati risposati” del 7 luglio 2000 dice: “Non si trovano invece in situazione di peccato grave abituale i fedeli divorziati risposati che, non potendo per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – «soddisfare l’obbligo della separazione, assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Familiaris consortio, 84), e che sulla base di tale proposito hanno ricevuto il sacramento della Penitenza.
Poiché il fatto che tali fedeli non vivono more uxorio è di per sé occulto, mentre la loro condizione di divorziati risposati è di per sé manifesta, essi potranno accedere alla Comunione eucaristica solo remoto scandalo” (2 c).
Remoto scandalo significa che si può fare privatamente o là dove non si è conosciuti come divorziati risposati o conviventi, evitando così di causare giudizi, confusione, sconcerto e scandalo tra i fedeli.

3. In quest’ottica va letto anche quanto si legge al n. 305: “A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa. Il discernimento deve aiutare a trovare le strade possibili di risposta a Dio e di crescita attraverso i limiti”.
Qui implicitamente l’Esortazione ribadisce che per accostarsi alla Santa Comunione è necessario essere in grazia di Dio.
Questa non è una norma umana ma divina, come ricorda la Sacra Scrittura: “Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno pertanto esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e un buon numero sono morti” (1 Cor 11,27-30).

4. Circa quanto è scritto nella nota 351: “In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, «ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore» (EG 44). Ugualmente segnalo che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» (EG 47)”.
Qui il Papa non dice tout court di dare la Santa Comunione ai divorziati risposati.
Prevede che coloro che sono pentiti e vivono in grazia, e cioè senza rapporti adulterini o di fornicazione, possano ricevere l’assoluzione e possano partecipare all’Eucaristia, anche facendo la Santa Comunione, sempre remoto scandalo.

5. Inoltre quando il Papa dice che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» afferma una cosa profondamente vera.
Proprio perché siamo tutti deboli, anche se viviamo in grazia di Dio, abbiamo bisogno di fortificarci di questo Pane per sostenerci nel cammino verso il Cielo.
Ma rimane sempre vero che chi è spiritualmente morto, perché si trova in peccato mortale, prima di nutrirsi in maniera salutare di questo cibo, ha bisogno di risuscitare e di ritrovare la vita soprannaturale attraverso la Confessione, che dai santi Padri viene definita come un secondo Battesimo.
Pertanto il sacramento proprio di chi è spiritualmente morto è la CONFESSIONE.
Diversamente si realizza quanto ha detto la Sacra Scrittura: “Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore” (1 Cor 11,27).

6. Qualcuno ha detto giustamente che dar da mangiare ad un morto serve a farlo puzzare ancora di più.
Ed è per questo che Giovanni Paolo II ha detto: “A questo dovere lo richiama lo stesso Apostolo con l’ammonizione: «Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice» (1 Cor 11,28). San Giovanni Crisostomo, con la forza della sua eloquenza, esortava i fedeli: «Anch’io alzo la voce, supplico, prego e scongiuro di non accostarci a questa sacra Mensa con una coscienza macchiata e corrotta.
Un tale accostamento, infatti, non potrà mai chiamarsi comunione, anche se tocchiamo mille volte il corpo del Signore, ma condanna, tormento e aumento di castighi» (Omelie su Isaia 6, 3).
In questa linea giustamente il Catechismo della Chiesa Cattolica stabilisce: «Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla comunione» (CCC 1385).
Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell’apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell’Eucaristia,si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale” (Ecclesia de Eucaristia, 36).

7. Al n. 298 il Papa riconosce che vi sono “divorziati che vivono una nuova unione… consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell’irregolarità della propria situazione e grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe” e che “seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l’obbligo della separazione”.
In nota (n. 329) aggiunge: “In queste situazioni, molti, conoscendo e accettando la possibilità di convivere “come fratello e sorella” che la Chiesa offre loro, rilevano che, se mancano alcune espressioni di intimità, «non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli» (Gaudium et spes, 51).

In merito a questa nota che ha attirato l’attenzione di molti va detto:

– primo: il Papa ricorda l’insegnamento di Familiaris consortio che chiede di non vivere more uxorio e cioè in castità, come amici e fratelli e sorelle;
-secondo: il Papa, pur facendo riferimento al Concilio che parla di intimità coniugale, parla solo di intimità. È chiaro che in ogni caso non sarebbe coniugale perché i due non sono marito e moglie.
– terzo: vuol dire che pur “accettando di vivere come fratello e sorella”, se succede che talvolta vadano oltre, si deve usare pazienza ed esortarli a fare quanto dice Paolo VI nell’Humanae vitae: “E se il peccato facesse ancora presa su di loro, non si scoraggino, ma ricorrano con umile perseveranza alla misericordia di Dio, che viene elargita nel sacramento della Penitenza” (HV 25).
Questo significa comprendere in meliorem partem.
Dare un’altra interpretazione significa che il 6° comandamento che vieta i rapporti sessuali tra persone che fra di loro non sono sposate subisca delle eccezioni.
Ma “i precetti negativi della legge naturale sono universalmente validi: ESSI OBBLIGANO TUTTI E CIASCUNO , sempre e in ogni circostanza. Si tratta infatti di proibizioni che vietano una determinata azione semper et pro semper, senza eccezioni, perché la scelta di un tale comportamento non è in nessun caso compatibile con la bontà della volontà della persona che agisce, con la sua vocazione alla vita con Dio e alla comunione col prossimo. È proibito ad ognuno e sempre di infrangere precetti che vincolano, tutti e a qualunque costo, a non offendere in alcuno e, prima di tutto, in se stessi la dignità personale e comune a tutti” (Veritatis Splendor, 52)

8. In merito al n. 301 si legge: “La Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti. Per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta “irregolare” vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.
A dire il vero questo non è mai stato detto né nel Magistero né nei manuali di Teologia.
Basterebbe ricordare la Dichiarazione della Congregazione del Clero in riferimento al cosiddetto ‘caso Washington’: “Le particolari circostanze che accompagnano un atto umano oggettivamente cattivo, mentre non possono trasformarlo in un atto oggettivamente virtuoso, possono renderlo incolpevole o meno colpevole o soggettivamente giustificabile” (26.4.1971).
Il Papa allora si riferisce a quello che può essere stato detto da prete Tizio o Caio. Qui troviamo, come si diceva all’inizio, il carattere parenetico e proprio di Papa Francesco.
Presa la frase in se stessa, bisognerebbe dire che non corrisponde alla realtà perché questo non è mai stato detto.

9. Analogamente al n. 304 si legge: “È meschino soffermarsi a considerare solo se l’agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell’esistenza concreta di un essere umano”.
Letta superficialmente quest’affermazione sembra una critica alla morale finora insegnata.
Ma questo non corrisponde alla verità perché si è sempre detto che I CRITERI PER DISCERNERE LA MORALITA’ DI UN ATTO SONO TRE : oggetto (finis operis), intenzione (finis operantis) e circostanze.
Anche qui il Papa si riferisce al comportamento di qualcuno che senza guardare al soggetto e alle circostanze può aver giudicato solo in base alla legge morale. Allora questo, sì, è meschino, anzi è sbagliato.

10. Sempre al n. 301 il Papa scrive: “Già san Tommaso d’Aquino riconosceva che qualcuno può avere la grazia e la carità, ma senza poter esercitare bene qualcuna delle virtù (Somma Teologica I-II, 65, 3, ad 2), in modo che anche possedendo tutte le virtù morali infuse, non manifesta con chiarezza l’esistenza di qualcuna di esse, perché l’agire esterno di questa virtù trova difficoltà: «Si dice che alcuni santi non hanno certe virtù, date le difficoltà che provano negli atti di esse, […] sebbene essi abbiano l’abito di tutte le virtù» (Ib., ad 3)”.
San Tommaso, dopo aver detto che insieme alla grazia vengono infuse anche le virtù morali, dice: “Talora capita, per una difficoltà nata dall’esterno, che chi possiede un abito provi difficoltà nell’operare, e quindi non senta piacere e compiacimento nell’atto: è il caso di chi avendo l’abito della scienza, per la sonnolenza o per un’infermità, prova difficoltà nell’intendere. Allo stesso modo talora provano difficoltà nell’operare gli abiti delle virtù morali infuse, a causa delle disposizioni contrarie lasciate dagli atti precedenti. La quale difficoltà non capita ugualmente nelle virtù morali acquisite: poiché mediante l’esercizio degli atti, col quale vennero acquistate, furono tolte anche le disposizioni contrarie” (ad 2).
E nell’ad 3: “Si dice che alcuni santi non hanno certe virtù, date le difficoltà che provano negli atti di esse, per il motivo indicato sopra; sebbene essi abbiano l’abito di tutte le virtù”.
Ebbene, qui San Tommaso vuol dire che alcuni esercitano malamente una determinata virtù o non la esercitino affatto (ad esempio: la devozione o il raccoglimento nella preghiera) a motivo delle disposizioni lasciate dalle azioni precedenti (ad esempio: l’essere afflitti o contrariati per una brutta notizia o per una grossa discussione. Allora, come emerge dall’esperienza, si prega male, con poco raccoglimento e con molte distrazioni).
Ma un conto è esercitare male una virtù o non esercitarla affatto, per cui si ha poco merito o non si merita niente.
Un altro conto invece è compiere un peccato grave contrario a quella virtù. Col peccato si demerita sempre e si offende il Signore.
Tra l’altro per San Tommaso se un singolo atto contrario ad una virtù acquisita non fa perdere tale virtù perché l’atto contraria l’atto ma non l’abito (sicché se uno si ubriaca una volta non si può dire che ha perso la virtù della sobrietà), tuttavia vi farebbe eccezione la lussuria: “Ma con un atto di lussuria la castità viene meno di per se stessa” (Sed actu luxuriae castitas per se privatur”, s. tommaso, In II Sent., d. 42, q. 1, a. 2, ad 4).
Per cui interpretando in meliorem partem questo n. 301 dell’Esortazione si può dire che i divorziati risposati, anche se vivono come fratello e sorella, dovendo stare insieme a motivo della presenza dei figli, non esercitano nel migliore modo la castità.
Ma se con questo testo si volesse dire che vivono in grazia anche se hanno rapporti sessuali sarebbe completamente sbagliato, perché è contrario non solo all’insegnamento di San Tommaso, ma a quello di Dio e della Chiesa.

Padre Angelo Bellon, Amici Domenicani

I siti complottisti contro Papa Francesco, che si spacciano per ‘cattolici’

Stanno circolando sul web molti siti, che hanno come unico obiettivo LA CALUNNIA CONTRO PAPA FRANCESCO, mascherandosi da “siti in difesa della vera fede e della ortodossia della Chiesa”. STATE ATTENTI!

Ci riferiamo a vari blog, ce n’è una foresta sommersa: “Antimassoneria “(che, alla fine, fa proprio il doppio gioco della Massoneria!), “Sedevacantismo totale”,”Bergoglionate”, “Ultimo Papa” ma ce ne sono molti altri, che appaiono come siti ‘cattolici integerrimi’, poi tra alcuni articoli validi, ti RIFILANO astutamente interi articoli di diffamazione contro il Papa; ci sono i siti delle sètte di origine massonica della falsa veggente “maria divina misericordia” abbreviata in MDM, la setta della Chiesa della Nuova Gerusalemme di Gallinaro, la sètta della falsa veggente Conchiglia, il sito delle false profezie di Anguera, la falsa mistica Allison Misti, che si uniscono al coro calunnioso dei vari giornalisti che si ergono a teologi, caricaturisti sbruffoni & siti tradizionalisti sedevacantisti di estrema destra (tutte le ideologie estremiste, di destra o di sinistra, si equivalgono, la storia insegna coi totalitarismi assassini del XX secolo). Tutti questi gruppi e blog sono accomunati da un unico preciso obiettivo: LA CALUNNIA CONTRO IL PAPA, come nei siti satanisti o nelle sette fondamentaliste tipo Testimoni di Geova …almeno avessero L’ONESTA’ DI DIRE CHE NON SONO CATTOLICI!

massoni-trapani
Loggia massonica

Chi ci guadagna da questa campagna diffamatoria contro il Papa, se non la Massoneria? E la Massoneria, come il Maligno, ha molte maschere: non solo quella di sinistra (massoni illuministi atei liberalcomunisti), ma anche quella dei neo nazifascisti ultra tradizionalisti, spesso appoggiati da ecclesiastici corrotti, che non tollerano il grande lavoro di pulizia che Papa Francesco con la Commissione antipedofilia da lui istituita, sta facendo anche all’interno della Chiesa…Abbiamo notato infatti, che “professori seguiti come guru” che scrivono per screditare Papa Francesco, calunniando come “PAPOLATRI” tutti i cattolici che seguono il Papa con rispetto filiale(non con idolatrìa, come invece fanno loro che seguono idolatricamente presunti “maestri di pensiero”), su certi noti blog “cattolici tradizionalisti”, hanno contatti con noti editori di testi di occultismo ed esoterismo nazista, che presentano SIMBOLI MASSONICI DI QUESTO TIPO, il dio Giano (dio delle iniziazioni alle Logge Massoniche!). Lo SCOPO PRIMARIO DELLA MASSONERIA è colpire l’Autorità divina del Papa,  affinchè venga distrutto nei fedeli il dovuto rispetto filiale verso il Pastore della Chiesa, sostituendolo con l’obbedienza al Nemico: Risultati immagini per dio giano massoneria consultare sito Loggia Massonica italiana, il “dio Giano”:

http://www.ritosimbolico.net/studi1/studi1_20.html

DA NOTARE: il simbolo massonico del dio Giano, presente in testi diffusi da librerie di editori tradizionalisti nazifascisti, è uno dei tanti simboli occulti che rappresenta UNA SORTA DI “CRISTIANESIMO ESOTERICO” CHE E’ L’OPPOSTO DEL VERO CRISTIANESIMO: Giano tiene in mano la chiave dell’iniziazione ai riti occultisti massonici ed è l’opposto delle CHIAVI DEL REGNO DI DIO, che Nostro Signore Gesù Cristo ha consegnato SOLO A PIETRO ED AI SUOI SUCCESSORI nella Santa Chiesa cattolica.

mt-16-13-19-300x266
“Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la Mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di Essa. A te darò LE CHIAVI DEL REGNO DEI CIELI e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei Cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra, sarà sciolto nei Cieli”. VANGELO MATTEO 16, 19.

QUAL’E’ LA MANOVRA DELLA MASSONERIA CONTRO LA CHIESA? IL FALSO SCOOP SUL PAPA, attraverso una propaganda mediatica a tappeto,  come avviene per le pubblicità, che usa messaggi subliminali: i titoloni dei giornali, che ci dicono che “Papa Francesco avrebbe aperto di qua e di là”, manipolando una sola frase e togliendola da tutto il contesto del discorso del Papa, strumentalizzando in senso negativo ogni singolo gesto e respiro del Papa…   Ovviamente per chi cerca il SENSAZIONALISMO e non è seriamente meticoloso e non va ad approfondire tutti i discorsi ed Esortazioni apostoliche  ed Encicliche integrali del Papa, sui SITI DELLA SANTA SEDE, è facile cadere in questi diabolici inganni  architettati dai mass media e da chi li gestiscechi manovra questo teatrino beffardo e calunnioso, se non la Massoneria che vuole far apparire ciò che non è, PER INDURRE l’opinione pubblica a CREDERE QUELLO CHE LA MASSONERIA VUOLE FAR CREDERE SUL PAPA?

E’ stato reso noto da molti sacerdoti e laici cattolici seri, che molti dei blog “cattolici” succitati usano fare una serie di copia/incolla da siti complottisti (spesso protestanti ed anticlericali come quello di un certo  MARCO VUYET et similia ) che

1) spesso diffondono odio antisemita, mascherato da ‘lotta antimassoneria ‘, tipico dei neonazisti SATANISTI (se andate a dare un’ occhiata al SITO E FORUM DEI SATANISTI SPIRITUALI, CI SONO GLI STESSI ARTICOLI sul ‘Complottismo massonico ebraico’, riportati in questi blog “cattolici” che fanno di tutta un’erba un fascio: sarebbe come dire che tutti gli italiani sono mafiosi! Lo siete anche voi che state leggendo? )TRATTO DAL FORUM SATANISTA http://josministries.prophpbb.com/topic9799.html

“Lotta al comunismo, esponendo il complotto ebraico: Il Nazismo è l’essenza del Vero Satanismo Spirituale.
Hitler era Satanista ed egli era un buon uomo. Il Nazismo è la politica di Satana.
Se non ci arrivi, sappi che ci sono molti collegamenti e la storiella della propaganda Nazista è soltanto una Bufala esposta dagli infiltrati ebrei! “).

2) istigano all’ odio contro il Papa, presentandolo come “l’antipapa eretico alleato dell’anticristo” (praticamente fanno quello che stanno facendo sètte occultiste apocalittiche, che seguono la falsa profezia del “papa nero” del mago  Nostradamus, del falso Malachia e si considerano pure ‘cattolici’) ed attribuendo al Papa affermazioni totalmente distorte e false, come nel blog il cui nome è già un programma di “cattolicità”, visto che in ossequio alla augusta persona del Pontefice Regnante è stato chiamato “Bergoglionate”, gestito da ‘catechiste’ che si improvvisano teologhe ed ecclesiologhe, che è stato ampiamente SBUGIARDATO da sacerdoti che diffondono articoli e materiale d’indubbia dignità teologica:

http://isoladipatmos.com/amoris-laetitia-la-castita-degli-eretici-e-piu-impura-delladulterio-quel-grande-pifferaio-magico-del-santo-padre-francesco-ha-portato-allo-scoperto-i-topi-e-la-loro-teologia-della-mutanda/

DICHIARAZIONI FALSE ATTRIBUITE A PAPA FRANCESCO: NON CEDIAMO ALLE CALUNNIE e al pessimismo che il Maligno ci offre ogni giorno!

non cediamo mai al pessimismo PapaAlcuni dei nostri lettori ci hanno segnalato alcune storie che circolano in internet, anche in diverse lingue, riguardo a delle dichiarazioni che Papa Francesco avrebbe rilasciato con riferimento a tematiche di diverso genere, sulla Bibbia, le relazioni tra le religioni, sul rinnovamento della dottrina della Chiesa, fino alla presunta convocazione di un “Terzo Concilio Vaticano”. Cogliamo pertanto l’occasione per ricordare che su internet possono circolare molte storie false, di cui non si conoscono gli autori: molti approfittano del fatto che è facile “lanciare la pietra e nascondere la mano”.

Incoraggiamo quindi tutti i lettori a consultare le fonti ufficiali del Vaticano per avere ulteriori conferme circa le dichiarazioni di Papa Francesco. Se le parole attribuite al Papa non appaiono nei media ufficiali del Vaticano, significa che le fonti informative riportano notizie non vere. Di seguito riportiamo un elenco dei siti web dei media vaticani ufficiali, che potrete consultare per verificare la veridicità delle notizie che vengono pubblicate riguardo al Papa:

– News.va: raccoglie in un solo sito le notizie degli altri media vaticani. L’indirizzo web è: www.news.va/it – esiste anche la relativa pagina facebook:www.facebook.com/news.va.it

– L’Osservatore Romano:www.osservatoreromano.va

– Radio Vaticana: www.radiovaticana.va

– VIS (Vatican Information Service):www.vis.va

– Sala Stampa della Santa Sede:www.vaticanstate.va/…/altre-ist…/sala-stampa-santa-sede.html

– Centro Televisivo Vaticano:www.ctv.va/content/ctv/it.html

– Vatican.va: Sito web ufficiale della Santa Sede, dove potrete trovare il testo integrale ufficiale di tutti i discorsi, le omelie, i messaggi, ecc di Papa Francesco: www.vatican.va

– PopeApp: app per smartphones dedicata alla figura del Santo Padre (Copyright News.va)

– @Pontifex: Profilo Twitter del Santo Padre (in italiano: Pontifex_it).

Lo SCOPO PRIMARIO DELLA MASSONERIA è colpire l’Autorità divina del Papa  affinchè venga distrutto il dovuto rispetto filiale (L’ autorità del Papa nella Chiesa viene da Cristo, se crediamo veramente alle Sue Promesse nel Vangelo: altrimenti, si dà del bugiardo a Cristo stesso, come fecero i Farisei), con lo scopo di allontanare i fedeli dalla Chiesa, che così vanno ad ingrossare le file delle ingannevoli e pericolose sètte anti papa Francesco (queste sì, SONO VERAMENTE DI ORIGINE MASSONICA!).

COME MAI QUEI SITI SUCCITATI, che si spacciano per ‘autorevoli siti cattolici’ e sono tutti schierati contro il Papa, NON DENUNCIANO MAI LE SETTE MASSONICHE MILITANTI CONTRO PAPA FRANCESCO?

Ovviamente queste sètte di origine massonica come MDM (Maria Divina Misericordia e i suoi falsi “messaggi da Gesù all’umanità, The Book of Truth” e altre, come la setta anti papa Francesco della Chiesa Nuova Gerusalemme  sorta a Gallinaro, provincia di Frosinone e la setta della falsa veggente Conchiglia etc…) fanno comodo anche a loro, perchè affermano le stesse CALUNNIE dall’alto della loro “onniscienza” e cioè  “papa Francesco sarebbe l’antipapa eretico massone alleato dell’anticristo” e chi più ne ha più ne metta! …e anche loro minacciano ed insultano i cattolici che seguono il Papa, come hanno fatto contro di noi che gestiamo questo blog…un vero LAVAGGIO DEL CERVELLO.

11880420_873525269369299_731725366236990206_nCome la storia che, secondo loro, VALE SOLO LA MESSA IN LATINO: anche questo significa screditare la promessa di GESU’, che ci ha garantito che Lui è SEMPRE PRESENTE NEL SACRAMENTO EUCARISTICO, ISTITUITO NELLA CHIESA DA LUI STESSO,  nell’Ultima Cena con i Suoi primi Apostoli! Bisognerebbe chiedere a questi signori, come lo spiegate che LA PRIMA MESSA DELLA STORIA, istituita da Nostro Signore Gesù , fu celebrata IN ARAMAICO?  senza merletti e pomposità,  ma in semplicità? GESU’ GUARDA AL CUORE e alle vere intenzioni delle anime. Il Sacramento Eucaristico deve avere sempre il massimo rispetto ed onore e riverenza ed è sacrosanto che Lo si adori anche con celebrazioni maestose, anche in latino, MA LA MESSA IN LATINO NON DEVE DIVENTARE UNA BANDIERA IDEOLOGICA: ricordiamoci che Gesù parlava la lingua del popolo di allora, l’aramaico, per farsi capire da tutti, pescatori, gente umile, non l’ èlite farisaica alleata coi Romani…

satanista Dimitri
il satanista Marco Dimitri con cappuccio massonico….

In particolare, nel blog Antimassoneria, c’è UNA SERIE DI ARTICOLONI (TALI E QUALI AL SITO anticlericale protestante di MARCO VUYET) che danno per assodato che “Papa Francesco sarebbe MASSONE e antipapa” …I fondatori di questo  blog, si sentono forse LEADER  INDISCUSSI di una “Mission impossible”, dei novelli Tom Cruise  ….beh, in effetti tra un articolo e l’altro, appaiono deliri di esaltazione di loro stessi e della loro ‘attendibilità’, che ricordano il  settarismo di SCIENTOLOGY!

Personaggi che vengono a insultarti e minacciarti in posta privata, se qualcuno ha l’ardire di esprimere parere negativo sulla propaganda di diffamazione che stanno facendo contro il Santo Padre Papa Francesco: loro, come da copione, fanno le “vittime” dicendo che “non hanno parlato male del papa, ma hanno solo esposto un loro punto di vista sulla dottrina”….figuriamoci, hanno dedicato una intera sezione e pagina Fb al tema”Bergoglio eretico” ma SECONDO LORO, loro sono nella verità e possono dire ciò che vogliono: gli altri che la pensano diversamente, DEVONO TACERE! Quegli articoli che hanno scritto contro il Papa SONO PUBBLICHE CALUNNIE E DIFFAMAZIONI, è istigazione all’odio, NON “OPINIONI”. Potrebbero allearsi coi satanisti, che fanno il loro stesso lavoro sporco contro il Papa.

Tale delirio calunnioso nascerebbe dal fatto che quando Papa Francesco nel 2013 venne eletto, subito dopo, sul giornale della Gran Loggia d’Italia, la Massoneria pubblicò un’esortazione al Papa affinchè “porti cambiamenti ed aperture nella Chiesa”: è evidente che quella massonica è  UNA MANOVRA MEDIATICA! quando il diavolo elogia platealmente, lo fa per ingannare e per tirare dalla sua parte chi legge o chi ascolta! Il diavolo non rivela MAI i suoi veri piani, ma è molto abile nell’insinuare dubbi e paure su tutto ciò che riguarda GESU’ CRISTO e il Suo Vicario in terra.

PAPA FRANCESCO, subito dopo la sua elezione, HA RICEVUTO GLI ELOGI ANCHE DALLE LOBBY LGBT, che gli fecero pure una caricatura su un noto giornale delle comunità gay americane, sperando che lui approvasse  quello che invece lui ha sempre condannato sia quando era cardinale sia quando è stato eletto Papa, in perfetta linea con la Dottrina: ha denunciato il gender ed i matrimoni gay come colonizzazione ideologica ed invidia del Maligno che vuole distruggere la famiglia! Ma GUAI dire la verità tutta intera,  i nostri amiconi blogger “antipapisti” di Antimassoneria , “agenti segreti della CIA”, si tengono ben alla larga dal dire la verità e vanno così a dar man forte alle sètte  e psicosette occultiste!

18608966525_71242f594a_bIl problema grave è che questi siti seminano confusione tra i cattolici di buona volontà, stanno facendo proprio il gioco del Maligno: infatti NEI SITI SATANISTI, l’odio contro questo Papa è dilagante,(con le stesse caricature del sito ‘cattolico’ Bergoglionate e della pagina “Bergoglio eretico” gestita dal blog Antimassoneria) e lo è molto di più rispetto  ai precedenti Papi, proprio perchè Papa Francesco svela continuamente gli inganni del Maligno presentandolo per quello che è, come entità personale pervertita e pervertitrice; sta riportando i fedeli ad apprezzare e vivere in pienezza il Sacramento della Confessione; sta incrementando il Ministero dell’esorcistato, incentivando la maggior preparazione di sacerdoti esorcisti  come mai era accaduto prima; si scaglia quasi quotidianamente contro maghi cartomanti e falsi veggenti,  appoggia e incoraggia il Family Day in difesa della sacralità del matrimonio uomo donna; attraverso l’Associazione di Diritto Pontificio Aiuto alla Chiesa che soffre ACS, sta inviando continui aiuti economici ai cristiani perseguitati affinchè rimangano nelle loro terre, anche con atti diplomatici ,tenuti sotto basso profilo, per non suscitare ulteriori persecuzioni contro i cristiani

http://it.radiovaticana.va/news/2016/03/23/il_papa_non_dimenticare_i_cristiani_perseguitati_in_iraq/1217477.

MA DI TUTTO IL BENE CHE QUESTO PAPA STA FACENDO ALLA CHIESA,(oltre alla gran pulizia da sacerdoti indegni e da privilegi di ecclesiastici che si sono macchiati di gravi crimini), questi siti ovviamente non parlano, come non parlano dello squallore di alcuni dei cosiddetti gruppi “tradizionalisti estremisti sedevacantisti” che dilagano nell’eresia , nel totalitarismo e talvolta nei legami  con la criminalità: molti casi del genere sono balzati all’ordine del giorno nella cronaca nera e sono sotto indagine: Gli orrori e i patti di sangue nel convento lager di Padre Manelli, dove “ci dicevano che la Messa non in latino era meno valida” ….eresie settarie tanto quanto quelle dei modernisti!

https://veritacommissariamentoffi.wordpress.com/2016/04/13/lettera-dolorosa/

ycdtxUN SITO MOLTO VALIDO E’ QUELLO DI AMICI DOMENICANI, dove risponde il bravissimo Padre Angelo Bellon , di cui riportiamo una risposta sulla posizione della Chiesa verso l’omosessualità:

LE PAROLE DEL PAPA SONO STATE VISTOSAMENTE MANIPOLATE

1.Gesù Cristo ha fissato la sua Chiesa su salda roccia (è Lui stesso questa salda roccia).
Per questo devi essere certo che la Chiesa non sbaglierà nel suo insegnamento né dichiarerà sbagliato o sorpassato quello che finora ha insegnato in materia di fede o di morale con l’assistenza stessa di Cristo. Il favore popolare che papa Francesco riscuote è certamente una buona cosa, è un dono di Dio.
Ma se questo diventa un pretesto per esprimere tutto il proprio veleno contro la Chiesa siamo ancora al punto da capo.

2. “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”
Queste parole pronunciate dal Papa , sono non solo corrette, ma correttissime.
Il giudizio sulla persona lo dà solo il Signore.
Inoltre se uno cerca Dio e cerca di camminare secondo le Sue vie non abbiamo che da compiacerci.
Conosco persone gay e che purtroppo hanno una condotta che non è secondo Dio. Ne sono consapevoli, ne soffrono, pregano, fanno del bene, si dedicano, cercano di non dare scandalo: ebbene, ripeto anch’io con Papa Francesco: chi sono io per dire male di loro?
La Sacra Scrittura dice che il cuore dell’uomo è un abisso e che solo Dio lo può conoscere.
Quando andremo davanti a Lui chissà quanti giudizi umani vedremo ribaltati!
rosario-di-pompeiSolo Dio conosce i condizionamenti delle persone, le loro lotte interiori, la loro generosità, i sentimenti di dispiacere dei propri peccati…
Tutti abbiamo dei difetti. Ma se siamo di buona volontà, se cerchiamo Dio chi ha il diritto di escluderci dalla Chiesa?
Se l’avere dei difetti fosse la condizione per stare nella Chiesa, dovranno essere messi tutti fuori.
Pertanto le parole di Papa Francesco sono esatte.
E sono esatte non solo per i gay, ma anche per qualsiasi altri caso: se uno è così o cosà, se cerca Dio e se è di buona volontà, chi sono io per escluderlo?

3. Tuttavia le parole del Papa sono state vistosamente manipolate.
Prendo ad esempio il giornale la Repubblica. Il titolo messo all’intervista è il seguente: “Chi sono io per giudicare gay o divorziati? E’ il momento della misericordia”.
Nel titolo mancano le parole fondamentali pronunciate da Papa Francesco: “se cerca il Signore e se è di buona volontà”.
Se leggi poi l’intervista trovi qualcosa di più ma ugualmente mutilato: “Se una persona è di buona volontà, chi sono io per giudicare?”. Manca ancora la prima condizione presentata da Papa Francesco: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”
Bisogna dire che non solo la Repubblica, ma molti quando ripetono le parole di papa Francesco saltano le due condizioni.

4. A motivo di questo, alcuni trovano pretesto per condannare la Chiesa del passato, come se la dottrina oggi fosse cambiata, come se il giudizio sui peccati di omosessualità fosse un giudizio arbitrario della Chiesa, come se non derivasse direttamente dalla parola di Dio: “Non illudetevi: né effeminati, né sodomiti… erediteranno il Regno di Dio” (1 Cor 6,10).
Papa Francesco non ha cambiato quello che si legge nella Sacra Scrittura a proposito della pratica omosessuale: “Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi… Li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento… E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm 1,24.26-27.32).

5. Come ho già detto, sono contento del favore popolare di Papa Francesco. Lo considero un dono di Dio. È già un primo passo per far riavvicinare tante persone lontane dalla Chiesa.
Ma gli uomini tornano realmente a Dio solo quando cominciano a cambiare vita, quando si allontanano dal peccato, quando cominciano a praticare le virtù, a vivere secondo il Vangelo, a vivere in grazia e accostarsi ai Sacramenti, a prepararsi per la vita eterna.
Per usare le parole di Papa Francesco, tornano a Dio solo se “cercano il Signore e hanno buona volontà”.

Padre Angelo, Amici Domenicani

Lo Spirito Santo ,Dono di Gesù per la Sua Chiesa

ATTO DI CONSACRAZIONE ALLO SPIRITO SANTO

O Spirito Santo,
Amore che procede dal Padre e dal Figlio,
Fonte Inesauribile di Grazia e di Vita
a Te desidero consacrare la mia persona,
il mio passato, il mio presente, il mio futuro,
i miei desideri, le mie scelte, le mie decisioni, i miei pensieri, i miei affetti,
tutto quanto mi appartiene e tutto ciò che sono.
Tutti coloro che incontro,
che penso,
che conosco,
che amo
e tutto ciò con cui la mia vita verrà a contatto:
tutto sia beneficato dalla Potenza della Tua Luce, del Tuo Calore, della Tua Pace.
Tu sei Signore e dai la vita
e senza la Tua Forza nulla è senza colpa.
O Spirito dell’ Eterno Amore
vieni nel mio cuore, rinnovalo e rendilo sempre più come il Cuore di Maria,
affinché io possa diventare, ora e per sempre,
Tempio e Tabernacolo della Tua Divina Presenza
Amen!

https://youtu.be/33XotuYs-io  Veni Creator Spiritus, in italiano Vieni Spirito Creatore è un inno liturgico dedicato allo Spirito Santo ed attribuito a Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza, del IX secolo.

Pentecoste ,50 giorni dopo la Pasqua: cosa accadde?

PentecosteGià nel nome è indicato il tempo: dal greco antico ‘penta’, cioè cinquantesimo giorno. La festa di Pentecoste ,che ha il grado liturgico nella Chiesa cattolica di solennità, cade cinquanta giorni dopo la Pasqua. Nel mondo ebraico è una festa di ringraziamento, in quello cristiano una festa che ricorda l’effusione dello Spirito Santo (terza Persona della Santissima Trinità) su Maria Santissima e sugli Apostoli e la nascita della Chiesa.(Atti 2, 1-13).

La Pentecoste nel Catechismo

Nella Pentecoste, lo Spirito Santo, promesso da Cristo, scendeva visibilmente sugli Apostoli e sulla Chiesa nascente, dalla quale non doveva dipartirsi, mai più.” [Catechismo san Pio X]

In questo giorno è pienamente rivelata la Santissima Trinità. Da questo giorno, il Regno annunziato da Cristo è aperto a coloro che credono in Lui: nell’umiltà della carne e nella fede, essi partecipano già alla comunione della Santissima Trinità. Con la sua venuta, che non ha fine, lo Spirito Santo introduce il mondo negli «ultimi tempi», il tempo della Chiesa, il Regno già ereditato, ma non ancora compiuto.” [Catechismo della Chiesa Cattolica, §732]

CHI E’ LO SPIRITO SANTO ?

Lo Spirito Santo è l’Amore di Dio. È la terza Persona della SS. Trinità.
Come il Figlio è il Pensiero e la Parola di Dio, così lo Spirito Santo è l’Amore di Dio.
Come il Pensiero di Dio è grande quanto è grande Dio, così anche il suo Amore.

Sant’Agostino dice che lo Spirito Santo è “l’amore che è di Dio ed è Dio, è lo stesso Spirito Santo da cui è gettata nei nostri cuori la carità di Dio, e che ci fa albergatori e templi della Trinità. Ed è per questo che lo Spirito Santo è chiamato Dono di Dio, senza il quale non potremmo arrivare a Dio” (Sant’Agostino, De Trinitate, l. 15, c. 32).

Questo amore che lega le Persone divine in perfetta unità, Gesù ha voluto comunicarlo anche a noi perché diventassimo partecipi della natura divina e dei beni del Paradiso.
San Bernardo dice che “il Salvatore lo comunicò ai suoi discepoli, in forma di un soffio che era come un bacio suo procedente dal Padre e dal Figlio” (S. Bernardo, In Cant., serm. 8, n. 2).Il bacio di cui parla San Bernardo è una manifestazione permanente di amore espresso nelle opere.

Proprio perché è il dono primordiale, che include tutti gli altri, la Chiesa primitiva soleva designarlo solo col nome di Dono: “Nella sua bontà Iddio ci ha fatto un Dono, e questo Dono, superiore a tutti i doni perchè li comprende tutti, è lo Spirito Santo” (Sant’Ireneo, Haer., 4, 33).

pigeoninbasilica-600px_-600pxGesù Cristo ha parlato espressamente dello Spirito Santo e ripetutamente lo ha promesso:

“Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Paràclito(Consolatore) perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi” (Gv 14,16-17);
“Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me” (Gv 15,26);
“Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà” (Gv 16,12-14).

Gesù, sia morendo sulla croce sia dopo la Sua risurrezione, ha donato alla Chiesa il Suo Spirito.
Un uomo quando muore, per quanto grande sia stato il suo spirito e per quanto profonda rimanga la sua influenza, è condannato ad entrare nel passato. La sua azione gli può sopravvivere, ma non gli appartiene più. Egli non può più nulla su di essa e la lascia nelle mani degli uomini.
Gesù, invece, quando muore e «rende il Suo Spirito» a Dio, lo trasmette nello stesso tempo alla Chiesa (Gv 19,30).

Dopo la Sua risurrezione, Gesù è esaltato alla destra del Padre e raduna l’umanità salvata: “E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a Me» (Gv12, 32) ed effonde su di essa lo Spirito, secondo quanto aveva promesso: “Questo Egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in Lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato”  (Gv 7,39).

Lo Spirito Santo è lo Spirito di Gesù: fa ripetere gli atti di Gesù, fa annunziare la parola di Gesù, fa ridire la preghiera di Gesù, fa perpetuare nella frazione del Pane Eucaristico il ringraziamento di Gesù; conserva tra i fratelli l’unione che raggruppava i discepoli attorno a Gesù.

Lo Spirito Santo è la forza che spinge la Chiesa nascente fino alle estremità della terra.
Scende direttamente sui pagani: “Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo  (At 10,44-45).
Così si attua la profezia di Gioele: “Effonderò il mio Spirito su ogni carne” (cf. At 2,17).

È lo Spirito Santo che manda in missione, come avviene per Pietro: “Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano; àlzati, scendi e va’ con loro senza esitare, perché sono Io che li ho mandati»” (At 10,19-20).
Non solo, ma è ancora lo Spirito che accompagna e guida l’azione degli apostoli: “Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galazia, poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Triade” (At 16.6-8).,

Che lo Spirito Santo sia una Persona è attestato dalle parole di Gesù, che ne parla come di una Persona e nei suoi riguardi usa il pronome personale: “Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel Mio Nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.” (Gv 14,2); “Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di Me” (Gv 15,26); “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la Verità” (Gv 16,13).

3994849_24424I 7 DONI DELLO SPIRITO SANTO

1)Dei doni dello Spirito Santo parla il profeta Isaia 11,2 quando dice: “Su di Lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore”.
Sono promessi direttamente per il Messia,PER GESU’: le parole di Isaia sono profetiche e riguardano l’avvento di Cristo .Va osservato che Isaia 11,1-3 menziona sei doni dello Spirito Santo, duplicando però il dono del timor di Dio. Manca la pietà.
Nella traduzione della Volgata e dei Settanta sono menzionati tutti e sette. Dopo il dono della scienza compaiono la pietà e il timore. La traduzione è corretta perché i due termini sono sinonimi, indicando ambedue l’obbedienza riverenziale alla volontà divina.

Poiché tutto quello che Cristo è per natura noi siamo chiamati a diventarlo per grazia, la Chiesa insegna che questi doni vengono conferiti anche ai singoli credenti.
Nella Scrittura si legge infatti che “dalla Sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia” (Gv 1,16), e che siamo “predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito di una moltitudine di fratelli” (Rm 8,29).

2. Come dice il nome stesso, sono dei benefici gratuiti che Dio comunica gratuitamente a chi è in grazia al fine di renderlo pieghevole e docile alle sue ispirazioni.
La S. Scrittura parla di spiriti (Is 11,2-3). E questo termine è senz’altro più appropriato perché mette in evidenza l’aspetto dinamico dei doni, anzi la mozione derivante dall’esterno. Il corrispettivo ebraico indica VENTO IMPETUOSO O LEGGERO , e cioè un impulso. San Pietro dice che i profeti hanno parlato perché ispirati dallo Spirito Santo (2 Pt 1,21). San Tommaso d’ Aquino dirà che sono abiti operativi e che sarebbe meglio chiamarli spiriti. Ma ,per motivi linguistici,è rimasto l’uso di chiamarli doni dello Spirito Santo.

3. Ma oltre a renderci pronti e docili a captare le divine ispirazioni, i doni hanno un secondo scopo ed è precisamente quello di conferire un modo divino di agire. San Tommaso dice che “lo specifico proprio dei doni è questo, che per loro mezzo uno può agire in modo sovraumano”. Su questo motivo si fonda la loro superiorità sulle virtù.
Per spiegare la differenza tra il modo umano e quello ultraumano di agire, S. Tommaso mette a confronto la virtù della fede e il dono dell’intelletto, che è il suo corrispondente, e mostra la divergenza del loro procedimento.
“La fede, dunque, è sguardo sulle realtà divine come attraverso uno specchio o per enigma. Compito dell’intelletto invece è apprendere le cose spirituali quasi nella loro pura verità, ed è cosa che va oltre il modo umano” (Ib.).
Di qui la perspicacia che possiedono alcune persone, magari anche illetterate e senza cultura umana, e perfino bambini, nello scorgere la profondità di una verità o la presenza di un errore. Incapaci forse di confutare, sanno ciò che si deve credere e ciò che si deve rifiutare.

4. Sono necessari perché per mezzo di essi il giusto viene reso in grado di raggiungere con certezza il suo obiettivo. “Lo Spirito Santo con la sua mozione ci rende immuni da ogni stoltezza, ottusità, durezza e da tanti altri difetti” (Somma teologica, I-II, 68, 2, ad 3).
“Nessuno, infatti, può conseguire l’eredità della terra dei beati senza la mozione e la guida dello Spirito Santo. Del resto S. Paolo afferma che ‘quanti sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio… e se figli anche eredi’ (Rm 8,14.17) e il Salmista dice: ‘Il tuo spirito buono mi guiderà verso la terra dei giusti’ (Sal 142,10). Perciò per conseguire quel fine è necessario che l’uomo abbia i doni dello Spirito Santo” (Ib.).

5. Sulla loro natura ed eccellenza papa Leone XIII, nella Divinum illud munus (9.5.1897) ha scritto una pagina molto bella: “Il giusto che vive già la vita di grazia e opera con l’aiuto delle virtù, come l’anima con le sue potenze, ha bisogno di questi sette doni, che si dicono propri dello Spirito Santo. Per mezzo di questi, l’uomo si rende più pieghevole e forte a seguire con maggiore facilità e prontezza il divino istinto; essi sono di tanta efficacia da spingerlo alle più alte cime della santità; sono di tanta eccellenza da rimanere intatti, benché più perfetti nel modo, anche in cielo. Con questi doni lo Spirito Santo ci eccita e ci solleva all’acquisto delle beatitudini evangeliche che sono quasi fiori sbocciati in primavera, preannunzianti la beatitudine sempiterna. Infine sono soavissimi quei frutti elencati dall’Apostolo (Gal 5,22) che lo Spirito Santo produce e dona ai giusti anche in questa vita mortale, frutti pieni di dolcezza e di gusto, quali s’addicono allo Spirito Santo “che nella Trinità è la soavità del Padre e del Figlio e riempie d’infinita dolcezza tutte le creature” (EE 3, 1318.1325).

6. I doni sono infusi con la grazia e crescono con la grazia.
Il loro dinamismo si manifesta soprattutto man mano che le virtù crescono.
J. Arintero, mutuando l’immagine da S. Teresa d’Avila, scrive sulla metamorfosi prodotta in un’anima per l’utilizzo dei doni dello Spirito Santo: “Questa mistica metamorfosi è una trasformazione tanto prodigiosa che tutto rinnova, avanzando fino nell’intimo” e dice che è simile a quella del bruco strisciante, che prima avanzava tanto lentamente e penosamente e che si nutriva di cose terrene, ma poi si converte in agile farfalla splendida e aerea, la quale subito si trova animata da altri istinti del tutto celestiali” (J. Arintero, Evoluciòn mìstica, pp. 143-144).

7. Sono accompagnati da dolcezza e proprio questa esperienza di dolcezza costituisce uno dei segni attraverso i quali si può congetturare il proprio stato di grazia. È vero che il concilio di Trento ha affermato che “nessuno sa con certezza di fede, incompatibile con ogni errore, se sia in stato di grazia” (DS 1534). Tuttavia, come ricorda S. Paolo, “lo Spirito attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rm 8,16). Non lo si percepisce dall’esterno, ma “mediante l’EFFETTO DELL’AMORE FILIALE CHE PRODUCE IN NOI ” (S. Tommaso, Commento alla lettera ai Romani, VIII, 8).
Il Catechismo Romano scrive: “Questi doni dello Spirito Santo sono per noi come una sorgente divina da cui attingiamo la cognizione viva dei precetti della vita cristiana, e per mezzo di essi possiamo conoscere se lo Spirito Santo abita in noi” (I, IX, 3).

41cs1afld4l-_ac_ul320_sr240320_8. Ecco i singoli contenuti dei doni dello Spirito Santo.

La Sapienza è un dono permanente, inseparabile dalla carità, per la quale giudichiamo e gustiamo rettamente di Dio e delle cose divine come le giudica e le gusta Dio stesso.
In altre parole è la mozione che ci dà la possibilità di conoscere Dio sperimentalmente e non solo intellettualmente, permettendoci di possederlo così come Egli è e di godere di lui. Questo dono realizza l’unione mistica dell’anima con Dio e fa sentire il gusto della sua dolcezza ineffabile. Porta al grado eroico la carità.

L’Intelletto ci fa penetrare in modo profondo e intuitivo le verità divine, mentre la fede le fa conoscere secondo i ragionamenti. Il dono dell’Intelletto rende partecipi del modo stesso di conoscere di Dio. Fa conoscere nel tempo, sebbene fugacemente e in un istante, secondo il modo proprio di conoscere dell’eternità. Perfeziona la fede.

Il Consiglio è un istinto soprannaturale per cui l’anima in grazia, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, giudica rettamente, nei casi particolari, quello che conviene fare in ordine a Dio. Sotto la guida del Consiglio l’anima comanda come mossa da Dio stesso, e per motivi a volte da lei stessa ignorati. Porta al grado eroico la virtù cardinale della prudenza.

La Fortezza è un abito soprannaturale che irrobustisce l’anima affinché pratichi, per istinto dello Spirito Santo, ogni specie di virtù eroiche con l’invincibile fiducia di superare i maggiori pericoli o le maggiori difficoltà che possono sorgere. Sotto l’azione di questo dono l’anima non discorre né ragiona, ma opera istintivamente per un impulso interno che procede dallo Spirito Santo.
Questo dono viene effuso in modo particolare nel Sacramento della Confermazione (Cresima). Suo compito principale è di sostenere in tutte le difficoltà provenienti dalle passioni, dai vizi, dal maligno e dai nemici di Dio. Gesù Cristo, quando promise agli apostoli lo Spirito Santo, disse che da lui avrebbero ricevuto forza e gli sarebbero stati testimoni fino agli estremi confini della terra (At 1,8). Ed essi, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, “con grande forza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore” (At 4,33). Porta alla massima espansione la virtù cardinale omonima.

La Scienza è un abito soprannaturale infuso con la grazia mediante il quale l’intelligenza dell’uomo, sotto l’azione illuminatrice dello Spirito Santo, giudica rettamente delle cose create in ordine a Dio, creando così una mentalità di fede. Porta a perfezione la virtù della fede.

La Pietà è un abito soprannaturale infuso con la grazia santificante per suscitare nella volontà, sotto la mozione dello Spirito Santo, un affetto filiale verso Dio considerato come Padre e un sentimento di fraternità universale verso tutti gli uomini in quanto nostri fratelli in Cristo e figli dello stesso Padre. Porta a perfezione la virtù cardinale della giustizia.

Il Timore di Dio è quell’abito soprannaturale per cui il giusto, sotto l’influsso dello Spirito Santo, acquista una speciale docilità per sottomettersi totalmente alla volontà divina a motivo della riverenza dovuta alla Maestà di Dio. Come amore riverenziale rimane anche in Paradiso. Porta alla massima espansione la speranza teologale e la virtù cardinale della temperanza.

Invochiamo incessantemente questi doni dallo Spirito Santo perché li effonda con sempre maggiore abbondanza nelle nostre anime.

dal sito Amici Domenicani ,Padre Angelo

TOTUS TUUS EGO SUM, MARIA

Colpi di arma da fuoco riecheggiano tra le colonne del Bernini. È il 13 maggio 1981. Giovanni Paolo II è raggiunto da due proiettili, uno dei quali lo ferisce gravemente al ventre. A sparare contro il Papa è un terrorista turco, Mehmet Ali Agca,un killer professionista, che si vantava di non avere mai fallito nell’esecuzione degli assassinii a lui affidati, che viene arrestato mentre tenta di fuggire… il 13 maggio è lo stesso della prima apparizione della Madonna di Fatima,Portogallo nel 1917. Diventa ancora più significativo se si pensa che a bloccare il terrorista, a due passi da San Pietro, è una suora che si chiama Lucia. Come l’ultima pastorella a cui apparve la Vergine a Cova de Iria !

Questi due avvenimenti sono stati tra loro connessi dallo stesso S.Giovanni Paolo II, che attribuì la sua salvezza ad un intervento della Madonna di Fatima, alla quale offrì la pallottola ,miracolosamente deviata, in segno di gratitudine.

Attentato al Papa Video http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/terrore-a-san-pietro/57/default.aspx
papa_attentato-456x308

Due spari in rapida successione in Piazza S. Pietro. Sono le 17,17 del 13 maggio 1981. Il Papa ha appena abbracciato una bambina dai boccoli d’oro e si chiama Sara Bartoli. Fa ancora pochi metri sulla jeep bianca scoperta e si accascia colpito all’addome. A poca distanza un turco, che ha preso la mira: Mehmet Ali Agca, 23 anni, è convinto di averlo ucciso.
Agca è un terrorista professionista, noto alle polizie di mezzo mondo. È lì per assassinare il primo Papa in epoca moderna, vuole passare alla storia anche se, dietro di lui, c’è una trama di connivenze, aiuti dei servizi segreti dell’Est fiancheggiatori della peggior specie, pronti a vendersi l’anima a chi paga di più. Agca impugna una “Browning” calibro 9. Spara con precisione. Ma avviene il miracolo. Le pallottole trapassano il corpo del Papa ma non ledono gli organi vitali. Più tardi dirà: “Una mano ha premuto il grilletto, un’altra mano materna ha deviato lo traiettoria del proiettile. E il Papa agonizzante si è fermato sulla soglia della morte”. Giovanni Paolo Il è convinto che sia stata la Madonna a salvarlo: il 13 maggio è il giorno della prima apparizione della Vergine di Fatima nel 1917 ai pastorelli. Sabato 16 maggio registra, in sala di rianimazione al Policlinico Gemelli, la preghiera domenicale. La voce affaticata del Papa ferito viene diffusa domenica 17 maggio: “Prego per il fratello che mi ha colpito, al quale ho sinceramente perdonato. Unito a Cristo, sacerdote e vittima, offro le mie sofferenze per lo Chiesa e il mondo”. Il segno del sangue modifica anche la popolarità già immensa di questo Papa e lo fa come lievitare, immettendovi un elemento di maggiore profondità. Nella sofferenza si innesta la grazia della redenzione. Il dolore che salva. Il 13 maggio 2000 il Papa permette che si tolga il velo al segreto del secolo, alla “Terza parte del Segreto di Fatima”.

Quel “vescovo vestito di bianco che cammina fra i cadaveri dei carbonizzati e giunge ai piedi di una grande croce e cade a terra morto colpito da frecce e armi da da fuoco” SECONDO SUOR LUCIA E’ PROPRIO GIOVANNI PAOLO II!

lucia-di-fatima-papa-giovanni-paolo-ii
S.Giovanni Paolo II e Suor Lucia

Una profezia che accompagna le inchieste giudiziarie. Seguendo la “pista bulgara” si trovano i complici come Oral Celik, Omer Ay, Sedat Kadem. Un intrigo internazionale dai contorni ambigui e velenosi.

0502md6b
ATTO DI AFFIDAMENTO DELL’UMANITA’ ALLA MADONNA DI FATIMA,S. Giovanni Paolo II,San Pietro 1984

 

 

 

 

 

“TOTUS TUUS ” era il motto di S.Giovanni Paolo II. Secondo quanto scrisse nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, egli trasse il motto dalla preghiera di consacrazione a Maria,presente nel Trattato della vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion de Montfort. Il testo completo della preghiera in latino è: “Totus tuus ego sum, et omnia mea tua sunt. […] Accipio te in mea omnia, praebe mihi cor tuum, o Maria” (“Sono tutto tuo, e tutto ciò che è mio è tuo. […] Ti accolgo in tutto me stesso, offrimi il cuore tuo, Maria). Riferì di aver conosciuto questo trattato quando era un giovane seminarista, e che “lo leggeva e rileggeva con grande profitto spirituale”.

Wojtyla, da sempre, ha vissuto con fede e stupore il suo essere figlio di Maria. “Mentre pregava – raccontò don Jarek Cielecki, sacerdote polacco nato nella parrocchia di Niegowic, dove Giovanni Paolo II fu viceparroco dopo l’ordinazione – i suoi occhi sembravano guardare qualcosa, non erano vagamente persi nel vuoto com’è il nostro sguardo mentre preghiamo. E poi mi hanno riferito che quando succedeva qualcosa, lui andava davanti all’altare o davanti al quadro dell’Assunta e parlava… Proprio come se stesse parlando con una persona presente che aveva di fronte”.

Un prelato della Curia, in un colloquio con alcuni giornalisti, disse: “Sappiamo bene che la Madonna parla al Papa anche se lui non va a dirlo in giro… Lui obbedisce solo alla Madonna, fa solo quello che gli dice lei”. Il cardinal Deskur, amico e compagno di seminario del Pontefice polacco, andò in Portogallo e visitò suor Lucia di Fatima. Alla fine dell’incontro le chiese se doveva portare un messaggio al Santo Padre da parte della Madonna. Lucia rispose: “No, no, ci penserà la Madonna stessa”.0026fc37

 

Il segretario di Giovanni Paolo II, Stanislaw Dziwisz, scrisse che quando pregava, il Papa “dava l’impressione che stesse parlando con l’Invisibile”. “Parlava” con Gesù e la Vergine. La stretta relazione con la Vergine Maria segnò tutto il pontificato di San Giovanni Paolo II, tanto da far incastonare la pallottola che lo colpì al ventre nella corona della statua della Madonna conservata a Fatima. Un invisibile filo rosso sembra legare Wojtyla a Bergoglio. Con queste parole Papa Francesco concluse la sua meditazione su Maria, tenuta in piazza San Pietro al cospetto della statua della Madonna di Fatima: “Il cammino della fede passa attraverso la Croce e Maria l’ha capito fin dall’inizio, quando Erode voleva uccidere Gesù appena nato. Questa Croce è diventata più profonda quando Gesù è stato rifiutato: allora la fede di Maria ha affrontato l’incomprensione e il disprezzo; quando è arrivata l’ora di Gesù, l’ora della passione: allora la fede di Maria è stata la fiammella nella notte”.

Come Wojtyla, anche l’attuale Papa, nel suo stemma vescovile e cardinalizio, ha unriferimento alla Madre di Dio: una stella, simbolo della madre di Cristo e della Chiesa. Anche se devotissimo alle icone “sudamericane” della Vergine è ad Augusta, in Germania, che Bergoglio scopre l’immagine che caratterizzerà il suo culto mariano: LA MADONNA CHE SCIOGLIE I NODI . La tela raffigura Maria che schiaccia la testa al serpente mentre con le mani scioglie i nodi in un nastro (simbolo di unione coniugale) sorretto da due angeli.Decide di introdurre questa immagine in Argentina e nel 1996 ne incorona una riproduzione nella chiesa di San José del Talar a Buenos Aires.

Eletto Papa, Francesco affida subito il pontificato alla protezione della Madonna, al suo “sguardo materno”.All’indomani della sua elezione, si reca nella basilica di Santa Maria Maggiore per offrire alla Salus Populi Romani, protettrice di Roma, un omaggio floreale. Da quel giorno, non c’è viaggio o evento senza il saluto e la preghiera di Francesco al quadro della Madonna (attribuito dalla tradizione a san Luca) nella cappella Paolina della basilica.

p_francesco_fatima

Come Giovanni Paolo II, anche Papa Francesco sente un profondo legame con la Vergine di Fatima, tanto da consacrare il mondo al Cuore Immacolato della Madonna di Fatima. Nell’aprile del 2015, ai microfoni della Radio Vaticana disse: “Se Dio mi darà vita e salute, voglio andare alla Cova da Iria tra due anni”, quando tutto il Portogallo celebrerà il centenario delle apparizioni. Papa Francesco sarebbe il quarto pontefice a visitare il santuario dopo Paolo VI (1967), Giovanni Paolo II (1982, 1991 e 2000) e Benedetto XVI (2010).

cristianomadre

Francesco, nelle sue omelie e nei suoi discorsi, ha più volte ricordato che Maria è la Madre di tutti i cristiani e questi non possono fare a meno di lei. Ascoltando chi dice di non aver bisogno della Madonna, ha commentato: “Poveri orfani…”. In un’altra omelia, disse: “Per fare il test di una vocazione cristiana giusta bisogna domandarsi: come va il mio rapporto con le due madri che ho, la Madre Chiesa e la Madre Maria? Questo non è un pensiero di pietà. No: è teologia pura”.

PREGHIERA DI AFFIDAMENTO E DI CONSACRAZIONE DELL’ UMANITA’ ALLA MADONNA DI FATIMA

(Fatima, S.Giovanni Paolo II accanto alla statua della Madonna, collocata davanti al Santuario, 13 maggio 1982)

1005m25a

Affidandoti, o Madre,il mondo, tutti gli uomini e tutti i popoli, ti affidiamo anche la stessa consacrazione per il mondo,mettendola nel tuo Cuore materno.

Oh, Cuore Immacolato!
Aiutaci a vincere la minaccia del male,FATIMA MARIA PICMIX
che così facilmente si radica
nei cuori degli stessi uomini d’oggi
e che nei suoi effetti incommensurabili
già grava sulla nostra contemporaneità
e sembra chiudere le vie verso il futuro!

Dalla fame e dalla guerra, liberaci!

Dalla guerra nucleare,
da una autodistruzione incalcolabile,
da ogni genere di guerra, liberaci!

Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci!

Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci! Da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale,liberaci!

Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci! Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! liberaci!

Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini! Carico della sofferenza di intere società!

Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l’infinita potenza dell’Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Trasformi le coscienze! Nel tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!

 

 Fonte https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/prayers/documents/hf_jp-ii_19820513_fatima.html

 

 

La preghiera insegnata dall’Angelo della Pace a Fatima

-“Non abbiate paura. Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me”

-“Pregate! Pregate molto! I Cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici”.

Prima delle apparizioni della Madonna  a Fatima , i tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta (Lúcia de Jesus dos Santos, e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto), tutti residenti nel villaggio di Aljustrel, parrocchia di Fátima ebbero tre visioni dell’ Angelo del Portogallo, o Angelo della Pace, nella Loca do Cabeço. In queste tre apparizioni, succedutesi tra la primavera e l’estate del 1916, l’Angelo insegnò ai tre pastorelli di Fatima una PREGHIERA di adorazione e di intercessione:

“Mio Dio io credo, adoro, spero e Ti amo, ti chiedo perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano. Santissima Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo, Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo Sangue Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze con cui è offeso. E per i meriti infiniti del Sacratissimo Cuore di Gesù e per l’intercessione del Cuore Immacolato di Maria, Vi chiedo la conversione dei poveri peccatori “.

Possiamo apprezzare l’efficacia di questa preghiera in maniera corretta quando concepiamo questa preghiera come il compimento dei due comandamenti più grandi, dell’amore a Dio e al prossimo, dalle quali “deriva tutta la Legge e i profeti” (Mt 22, 39). Allo stesso modo insegna San Paolo: ” Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso” (Gal 5, 14; cf Rm 13, 8. 10). Se comprendiamo qualcosa di questa verità, allora non ci meraviglieremo più che dei ragazzini quasi analfabeti, per mezzo di questa orazione che recitavano per ore intere, fecero in pochissimo tempo tanto bene in virtù e santità.

fatima53-angelPerò l’Angelo non ci dà soltanto una formula semplice di preghiera per il compimento di questo comandamento, in modo che possiamo realizzarlo per noi stessi. Quello che l’Angelo desidera ardentemente è che crediamo con lui, che ADORIAMO GESU’ EUCARISTIA CON LUI. Così come lo desidera anche il nostro Angelo custode, che noi ci inginocchiamo e preghiamo insieme a lui. Se facciamo questo, il Signore potrà realizzare una delle promesse più belle, “dove sono due o tre riuniti nel Mio Nome, ci sono Io in mezzo a loro” (Mt 20).

La preghiera indicata dall’Angelo di Fatima la possiamo recitare molte volte durante il giorno come una giaculatoria insieme al nostro Angelo e camminare così alla presenza di Dio.

Nella sua ultima apparizione, così come la descrive Lucia nei suoi manoscritti, l’Angelo della Pace apparve “con un calice nella mano sinistra e sospesa su di esso un’Ostia, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di Sangue. Lasciando il calice e l’Ostia sospesi in aria, si prostrò a terra vicino a noi e ripeté tre volte la preghiera che ci aveva insegnato…

Poi, sollevandosi, prese di nuovo in mano il calice e l’Ostia, e diede l’Ostia a me e ciò che conteneva il calice lo diede da bere a Giacinta e a Francesco, dicendo nello stesso tempo:
‘Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro delitti e consolate il vostro Dio’.

Di nuovo si prostrò a terra e ripeté con noi altre tre volte la stessa preghiera e scomparve.
Portati dalla forza del soprannaturale, che ci avvolgeva, imitavamo l’Angelo in tutto, cioè prostrandoci come lui e ripetendo le preghiere che lui diceva. La forza della presenza di Dio era così intensa, che ci assorbiva e ci annientava quasi completamente. Sembrava che per un grande lasso di tempo ci privasse perfino dell’uso dei sensi corporali. In quei giorni facevamo le azioni materiali come portati da questo essere soprannaturale che a ciò ci spingeva. La pace e la felicità che sentivamo era grande, ma soltanto interiore, con l’anima completamente concentrata in Dio.”

La maniera in cui l’Angelo di Fatima, non solamente si inginocchiò, ma toccava anche il suolo con la sua fronte, sarà per noi un’indicazione di come dobbiamo pregare, con tutta la devozione, affinché la nostra preghiera non sia solamente un’orazione delle labbra. Nella chiesa Ortodossa si sono conservati dei gesti che, un tempo, erano diffusi anche in Occidente. Uno di questi è la metania nella sua forma piccola e grande. La grande metania può essere compresa con il termine di “ prostrazione”. Questi gesti sono particolarmente frequenti durante il periodo quaresimale ma possono trovarsi anche al di fuori di tale tempo liturgico come, ad esempio, nei giorni precedenti il 15 agosto durante il canto del Canone Paracletico alla Madonna Theotokos. Ad essi deve essere associato un senso di compunzione e di serena penitenza. Attraverso questi gesti il corpo viene particolarmente coinvolto nella preghiera dei cristiani ortodossi. Durante il periodo quaresimale  L’Angelo diceva ai ragazzini: “Pregate così! I cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce della vostra supplica”. Queste parole “recitate così” ripetono letteralmente le parole di Gesù ai suoi apostoli quando insegnò loro a recitare il Padre Nostro (Mt 6, 9). Come scrive Sant’Agostino, il Padre Nostro non solo è la migliore di tutte le preghiere, ma anche esempio di tutte le preghiere. Per questo neanche l’Angelo del Portogallo ha voluto imporre ai ragazzini una formula determinata, ma ancora meglio volle insegnare che l’amore a Dio e al prossimo sarà il cuore di tutte le orazioni.

Alcune persone si lasciano facilmente scoraggiare nella preghiera, si sentono sole e abbandonate, è meglio che ascoltino queste verità di fede e sappiano che tutto il bene ci viene attraverso la preghiera. Sant’Alfonso, grande devoto di san Michele Arcangelo,  ci assicura che sempre e in tutti i luoghi ci viene offerta una grazia, cioè la grazia della preghiera; per mezzo della preghiera possiamo ricevere tutto il bene di Dio.

iamtheangelofpeaceDopo l’Angelo scomparve e lasciò i ragazzini soli per un mese per vedere se rimanevano fedeli alla grazia ricevuta e al loro proposito. Senza parlare con nessuno, eccetto che tra di loro, senza altre visite consolatrici dell’Angelo, i ragazzini si mostrarono fedeli al loro intento. Lucia notò: “Le parole dell’Angelo segnarono così profondamente i nostri cuori, che mai abbiamo dimenticato. A partire da questo momento molte volte recitiamo la preghiera, prostrati a terra, come l’abbiamo visto fare all’Angelo e ripetiamo le sue parole fino a quando non ci sentiamo esausti”. Con questo esercitavano una generosità eroica a favore della conversione dei peccatori.

Don Marcello Stanzione

SUPPLICA ALLA MADONNA DI FATIMA

SI RECITA IL 13 MAGGIO E IL 13 OTTOBRE 

O Vergine Immacolata, in questo giorno solen­nissimo, e in quest’ora memoranda, in cui appa­rendo per l’ultima volta nelle vicinanze di Fati­ma a tre innocenti pastorelli, vi dichiaraste per la Madonna del Rosario e diceste d’essere venuta ap­positamente dal cielo per esortare i cristiani a cambiar vita, a far penitenza dei peccati e a recita­re ogni giorno il S. Rosario, noi animati dalla vo­stra bontà veniamo a rinnovarVi le nostre promes­se, a protestarVi la nostra fedeltà e ad umiliarVi le nostre suppliche. Volgete, o Madre amatissima, su di noi il vostro sguardo materno ed esauditeci.

Ave Maria

1 – O Madre nostra, nel vostro Messaggio ci avete prevenuti: «Una propaganda empia diffon­derà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzione alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati. Il S. Padre avrà molto da soffrire, va­rie nazioni saranno annientate». Tutto purtroppo si va tristamente verificando. La S. Chiesa, nono­stante le immense effusioni di carità sulle miserie accumulate dalle guerre e dall’odio, viene combat­tuta, oltraggiata, coperta di scherno, impedita nel­la sua divina missione. I fedeli con parole mendaci, ingannati e travolti nell’errore dai senza Dio. O Madre tenerissima, pietà di tanti mali, date forza alla S. Sposa del vostro Divin Figliolo, che prega, combatte e spera. Confortate il S. Padre; sostenete i perseguitati per la giustizia, date coraggio ai tri­bolati, aiutate i Sacerdoti nel loro ministero, susci­tate anime d’Apostoli; rendete fedeli e costanti tut­ti i battezzati; richiamate gli erranti; umiliate i ne­mici della Chiesa; conservate i fervorosi, rianimate i tiepidi, convertite gli infedeli.

Salve Regina

2 – O Madre benigna, se l’umanità si è allonta­nata da Dio, se errori colpevoli e perversioni mora­li col disprezzo dei divini diritti e l’empia lotta con­tro il S. Nome, hanno provocato la Divina Giusti­zia, noi non siamo senza colpa. La nostra vita cri­stiana non è ordinata secondo gl’insegnamenti del­la Fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, trop­pi peccati, hanno giustamente fatto gravare su di noi il pesante flagello di Dio. Diradate, o Madre, le tenebre del nostro intelletto, corroborate le nostre fiacche volontà, illuminateci, convertiteci e salvate­ci.

E pietà vi prenda anche delle nostre miserie, dei nostri dolori e dei nostri disagi per la vita quotidia­na. O Madre buona, non guardate i nostri demeri­ti, ma la materna vostra bontà e venite in nostro soccorso. Otteneteci il perdono dei nostri peccati e dateci il pane per noi e le nostre famiglie: pane e lavoro, pane e tranquillità per i nostri focolari, pa­ne e pace imploriamo dal vostro Cuore materno.

Salve Regina

3 – Si ripercuote nell’anima nostra il gemito del Vostro Cuore Materno: «Bisogna che si emen­dino, che domandino perdono dei peccati, che non offendano più Nostro Signore, che è già tanto offe­so. Sì, è il peccato, causa di tante rovine. È il pec­cato che rende infelici i popoli e le famiglie, che se­mina di spine e di lacrime il sentiero della vita. O Madre buona, noi qui ai vostri piedi ne facciamo una promessa solenne e fervorosa. Ci pentiamo delle nostre colpe e siamo confusi nel terrore dei mali meritati in vita e nell’eternità. E invochiamo la grazia della S. Perseveranza nel buon proposito. Custoditeci nel vostro Cuore Immacolato per non cadere in tentazione. È questo il rimedio di salvez­za che ci avete indicato.Immagine correlata

«Il Signore per salvare i peccatori, vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato».

Dunque al Vostro Cuore Immacolato Dio ha affidato la salvezza del nostro secolo. E noi in que­sto Cuore Immacolato ci rifugiamo; e vogliamo che tutti i nostri fratelli erranti e tutti gli uomini vi trovino asilo e salvezza. Sì, o Vergine Santa, trion­fate nei nostri cuori e fateci degni di cooperare ai trionfi del vostro Cuore Immacolato nel mondo.

Salve Regina

4 – Permetteteci, o Vergine Madre di Dio, che noi rinnoviamo in questo momento la nostra Con­sacrazione e quella delle nostre famiglie. Sebbene tanto deboli noi promettiamo che lavoreremo, con l’aiuto Vostro, affinché tutti si consacrino al vostro Cuore Immacolato, che specialmente… (Trani) no­stra diventi tutta un trionfo con la Comunione ri­paratrice nei primi sabati, con la consacrazione delle famiglie dei cittadini, con il Santuario, che dovrà sempre ricordarci le materne tenerezze della vostra Apparizione a Fatima.

E rinnovate su di noi e su questi nostri deside­ri e voti, quella materna Benedizione che ascen­dendo verso il Cielo, donaste al mondo.

Benedite il S. Padre, la Chiesa, il nostro Arci­vescovo, i sacerdoti tutti, le anime che soffrono. Benedite tutte le nazioni, le città, le famiglie e gli individui che si sono consacrati al Vostro Cuore Immacolato, perché in esso trovino asilo e salvez­za. In modo particolare benedite tutti coloro che hanno cooperato all’erezione del Vostro Santuario in Trani, e tutti i suoi associati sparsi in Italia e nel mondo, benedite poi con materno amore tutti coloro che disinteressatamente lavorano per la dif­fusione del Vostro culto e il trionfo al Vostro Cuo­re Immacolato nel mondo. Amen.

Ave Mariaquadretto-della-madonna-di-fatima

Consacrazione al Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria di Fatima

O Vergine santa, Madre di Gesù e Madre nostra, che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli per recare al mondo un messaggio di pace e di salvezza, io mi impegno ad accogliere questo tuo messaggio. Mi consacro oggi al tuo Cuore Immacolato, per appartenere così più perfettamente a Gesù. Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione, con una vita tutta spesa nell’amore di Dio e dei fratelli, sull’esempio della tua vita. In particolare Ti offro le preghiere, le azioni, i sacrifici della giornata, in riparazione dei peccati miei e degli altri, con l’impegno di compiere il mio dovere quotidiano secondo la volontà del Signore. Ti prometto di recitare ogni giorno il Santo Rosario, contemplando i misteri della vita di Gesù, intrecciati ai misteri della tua vita. Voglio vivere sempre da vero figlio tuo e cooperare perché tutti Ti riconoscano e amino come Madre di Gesù, vero Dio e unico nostro Salvatore. Così sia.

7 Ave Maria
– Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.

11166038_1617522571867858_241109549_n

“Solo Io vi posso aiutare.

 Il Mio Cuore Immacolato sarà il vostro rifugio

e la strada che vi condurrà a Dio”.

“Recitate il Rosario tutti i giorni…

Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori…

Sono la Madonna del Rosario.

Solo Io vi potrò soccorrere.

…Alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà “.

La Madonna a Fatima

Austria: in crescita il numero di rifugiati musulmani che si convertono

IL RACCONTO DI UN PROFUGO AFGANO:”La mia conversione potrebbe essere la mia condanna a morte” .

Il CATHOLIC HERALD  ha recentemente riportato la notizia del numero sempre più alto di nuovi convertiti alla Chiesa cattolica tra i rifugiati in Austria. Riportiamo la traduzione di uno stralcio molto interessante:

Secondo il sito austriaco KURIER , è stato approvato a Vienna il battesimo di 83 adulti nel solo 2016. Friederike Dostal della Conferenza Episcopale Austriaca ha stimato che circa la metà di queste persone erano musulmane, principalmente da Siria, Afghanistan e Iran. Questa realtà è cresciuta di un terzo dal 2015.

L’Arcidiocesi di Vienna sta gestendo circa 10 richieste alla settimana di battesimi per gli adulti .

CONVERSIONE MUSULMANI

La notizia riportata dal Kurier racconta la storia di un profugo afgano in particolare,che si è lasciato intervistare in una chiesa di Vienna,mentre stringeva tra le mani la sua Bibbia :

I suoi occhi erano coperti dagli occhiali da sole, e non ha voluto rivelare il suo nome per paura di ripercussioni sulla sua famiglia : “Puoi chiamarmi Christoph, è il mio nome da cristiano.Il Cristianesimo è la vera religione,io non ritornerò mai indietro sui miei passi ,anche se questa potrebbe essere la mia condanna a morte ”. Christoph è un attempato rifugiato dall’Afghanistan; ha vissuto in Austria dal 2012.

Christoph, che parla correntemente l’inglese, alla fine si toglie gli occhiali e racconta che il suo viaggio verso la fede cristiana era cominciato da giovane quando era in Afghanistan, suo paese d’origine. Quando un amico gli regalò una Bibbia portata dal Pakistan, lui la lesse in segreto. I talebani lo arrestarono e lo torturarono. Lui riuscì a fuggire. Alla fine dopo due anni vissuti nascosto, riuscì a ritornare al suo villaggio ed alla sua famiglia .

Abbracciata la fede cattolica, alla fine dell’anno Cristoph sarà battezzato in una chiesa di Vienna.

Il periodo di catechesi per gli immigrati, noto come il Rito dell’Iniziazione Cristiana degli adulti, richiede almeno un anno di preparazione . A differenza dei battesimi di massa di profughi di “chiese libere”, cioè, le comunità protestanti, in cui si sospetta un abuso di procedura, i catecumeni cattolici sono affiancati singolarmente per offrire maggiore cura pastorale e preparazione, che può incontrare maggiormente l’approvazione della richiesta da parte della Corte per l’Asilo . La risposta cattolica offre anche uno standard di supporto che protegge la sicurezza e il benessere delle persone, soprattutto alla luce del fatto che i convertiti sono spesso oggetto di gravi persecuzioni da parte dei  loro ex fratelli nei quartieri dei rifugiati.

La Chiesa cattolica è molto preoccupata per la sicurezza dei candidati al battesimo a causa di ripetute minacce in Austria. E in molti sono preoccupati per i membri della propria famiglia ancora nei paesi d’origine. Dopo quasi due mesi un catecumeno come Cristoph ha finalmente deciso di parlare a un giornalista.

In Afghanistan c’è libertà religiosa dal 2004. Sulla carta. Ma ci sono report di cristiani imprigionati, condannati o linciati. “Chiunque si converte, è un uomo morto”, dice Christoph.

Grazie a Dio ,molti immigrati stanno trovando la vera fede. Che i nuovi cristiani come Christoph- possano essere di ispirazione a tutti quei musulmani che vorrebbero abbracciare la fede cristiana,ma nei loro paesi d’origine non hanno potuto farlo; che ispirino  anche tutti quei ‘cristiani tiepidi’ a riscoprire la bellezza, la verità e la bontà della fede cattolica.

Fonte http://kurier.at/chronik/weltchronik/fluechtling-konvertiert-zum-christentum-in-wien-das-koennte-mein-todesurteil-sein/192.890.634

“MATRIMONI GAY “:cominciò Nerone e il mondo greco e romano lo condannò.

Il feroce imperatore romano ,che nel 64 d. C. fece incendiare Roma per divertimento e poi accusò i cristiani del suo immane delitto compiuto contro i cittadini romani ,orchestrato per poi perseguitare e sterminare i cristiani,convolò a “nozze” omosessuali due volte. Ma il mondo greco e romano, pur tollerante, lo condannò. In nome della legge naturale. Che oggi l’Europa non riconosce più.

Lo storico Svetonio narra come lo sciagurato Nerone si dilettasse a canticchiare, accompagnandosi con lo strumento, mentre contemplava l’incendio di Roma… fatto appiccare da lui stesso. Una brutta storia,come la pretesa di far riconoscere ufficialmente le nozze fra omosessuali, le cosiddette nozze-gay : la introdusse Nerone con due casi clamorosi, che scandalizzarono i pagani, che pure erano certamente più indulgenti degli ebrei e dei cristiani nei riguardi dei rapporti fra omosessuali. II primo di questi casi riguardò il liberto (forse guardia del corpo) Pitagora, del quale l’imperatore si presentò come moglie, il secondo riguardò un fanciullo (Dione dice paida), Sporo, che egli fece castrare e del quale si proclamò marito.

Fonti per questi episodi sono Tacito, Svetonio e Dione: Tacito (Ann. XV 37,8-9) sotto il 64 d.C., immediatamente prima dell’incendio di Roma, parla del caso di Pitagora, «uno di quel branco di debosciati» (ex illo contaminatorum grege). L’imperatore – dice Tacito – macchiato ormai da ogni piacere illecito, non rinunciò a toccare l’ultimo grado della corruzione e sposò in modo solenne (in modum sollemnium coniugiorum) Pitagora; si mise in testa il velo nuziale (il flammeum), fece venire i testimoni; dote, talamo, fiaccole nuziali furono come per una donna. Svetonio (Nero 28,1-2 e 29,1) ricorda le nozze solenni di Nerone con Sporo «ornato con i vestiti delle Auguste», cum dote et flammeo, e riferisce anche la battuta scherzosa e non stupida di un tale (non inscitus iocus), secondo il quale sarebbe stata una fortuna, per l’umanità, se anche il padre di Nerone, Domizio, avesse avuto una tale moglie. Oltre a Sporo, egli ricorda anche il liberto Doriforo (il termine, in greco, significa “guardia del corpo” e questo rende possibile che Doriforo e Pitagora fossero la stessa persona) col quale egli si maritò, gettando grida come una vergine che subisce violenza. Svetonio riferisce poi la testimonianza di contemporanei, secondo i quali Nerone affermava che nessuno era pudico fra gli uomini, ma la maggior parte di essi dissimulava il vizio (dissimulare vitium) e lo nascondeva astutamente; egli prometteva pertanto il perdono da ogni colpa a chi avesse apertamente confessato davanti a lui la propria oscenità.

Dione (LXII 27, e poi ancora LXIII 12; 13; 22; 27; 28), che scrive nell’età dei Severi, ma attinge probabilmente, per questa parte delle sue storie, al contemporaneo di Nerone Plinio il Vecchio, parla sia di Pitagora che di Sporo ed è il più ricco di particolari. Dopo aver parlato della morte di Poppea Sabina, la moglie di Nerone, dice che l’imperatore fece castrare Sporo perché assomigliava a Sabina e lo sposò, sebbene si fosse già maritato con Pitagora, e che le nozze furono festeggiate pubblicamente a Roma e in altre comunità. Egli aggiunge anche che uno di quelli che si trovavano con lui e che era preparato in filosofia, interrogato se approvasse quelle nozze, rispose:

«Fai bene Cesare Nerone a convivere con mogli come queste; volesse il cielo che anche tuo padre avesse convissuto con questo tipo di moglie» (LXII 28, 2-3).

Più tardi, sotto il 67, parlando del viaggio di Nerone in Grecia, nel quale Sporo lo aveva accompagnato, assistito da Calvia Crispinilla che, per provvedere al suo vestiario, spogliava gli altri dei loro beni, riferisce che Nerone teneva con sé contemporaneamente Sporo e Pitagora e che i Greci, adulandolo, arrivarono ad augurargli figli legittimi (LXIII 12 e 13). Di Sporo parlava anche Vindice, nel suo proclama ufficiale contro Nerone dalla Gallia (ib. 22,4) nel 68, e di Sporo torna a parlare Dione subito dopo, al momento della fuga di Nerone e del suo suicidio (ib. 27,3 e 28,3), quando il Senato lo aveva ormai dichiarato nemico pubblico ed aveva proclamato Galba imperatore.

Mi sono soffermata sul racconto che le nostre fonti, tutte dipendenti da autori contemporanei e da discorsi ufficiali (il proclama di Vindice con cui ebbe inizio la ribellione contro Nerone), danno delle sue “nozze-gay” perché esso rivela, senza possibilità di equivoci, la condanna decisa e inappellabile che il paganesimo classico, pur tollerante dei rapporti omosessuali, dava della pretesa di teorizzarne con gesti pubblici la legittimità: certi rapporti restavano per i Romani, come per lo stesso Nerone, secondo la frase che Svetonio dice risalente alla testimonianza di gente che l’aveva ascoltata con le proprie orecchie, un vitium da dissimulare, non un diritto da esercitare apertamente.

Alla radice di questo atteggiamento c’è il riconoscimento, comune al mondo greco e romano, della legge naturale, per la quale solo da un matrimonio fra un uomo e una donna possono nascere dei figli, funzione principale, secondo natura, delle nozze: di qui lo scherno per l’adulazione dei Greci e la scherzosa battuta del filosofo, che insidiosamente interrogato dall’imperatore, rispose che Nerone aveva fatto bene e che sarebbe stato un bene anche per l’umanità se suo padre avesse fatto lo stesso: in questo modo, infatti, egli non sarebbe nato.

Peccato che l’Europa, che ha rinnegato le sue radici cristiane, abbia rinnegato anche le sue radici greche e romane, sulle quali, come sul Cristianesimo, la nostra civiltà è fondata.

Il rinnegamento della storia gioca dei brutti scherzi e fa sì che si accusi come una scelta “confessionale” quello che la natura umana non permette di mutare e che la coscienza civile, anche prima e al di fuori del Cristianesimo, ha ritenuto sempre una colpa contro natura, o, se vogliamo usare un linguaggio “politicamente scorretto”, ma usato anch’esso, prima che dai Cristiani dai pagani di Roma, un peccato. Proprio per una colpa di natura sessuale, lo stupro inflitto da Sesto Tarquinio a Lucrezia, il termine è usato da Livio a proposito della risposta che il marito e il padre danno alla donna offesa da una macchia a cui era stata costretta (Liv. I 58, 9): mentem peccare non corpus et unde consilium afuerit, culpam non esse (È la volontà che pecca, non il corpo, e dove non c’è intenzione non c’è colpa). Oh gran bontà dei pagani antichi e dei nostri maiores, assurdamente rinnegati!

Ricorda:Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2357,2358,2359 .

2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

Bibliografia

Miriam T. Griffin, Nerone. La fine di una dinastia, trad. it. SEI, 1994, pp. 192, 198, 212, 339 n. 6.

Fonte: http://www.kattoliko.it/Leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=115

Fonte :Catechismo della Chiesa cattolica

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm

Satana odia Papa Francesco: ecco come e perchè.

Il diavolo odia molte cose. Dopo tutto, è il Bugiardo numero Uno, Gesù lo definisce il padre della menzogna. E i bugiardi odiano e dividono: il termine “diavolo” deriva dal verbo greco antico”diàballein”: cioè DIVIDERE. L’obiettivo del diavolo è quello di dividere i cristiani. Visto che uno dei ruoli centrali del Papa è l’unificazione, il Papa è un ottimo bersaglio dell’odio del diavolo. È naturale, allora, che il diavolo voglia abbattere il Papato in qualsiasi modo sia possibile, dall’interno, dall’esterno, mediante la violenza o le bugie, i fraintendimenti e la confusione. Papa Francesco apparentemente è osannato dal popolo e dai mass media che rigirano le sue parole come più conviene alla dittatura del pensiero unico, gli fanno dire ciò che fa comodo alle masse, che non si documentano mai sui suoi veri scritti e discorsi per intero, proprio come fecero con Gesù: c’è chi trama alle sue spalle e si nasconde dietro tante calunnie, come fecero gli accusatori di Gesù , che Lo condannarono a morte dopo una lunga e subdola propaganda denigratoria di piazza.

come_satana_corrompeA questo proposito; vorrei portare a vostra conoscenza le riflessioni della scrittrice ed evangelizzatrice ANNALISA COLZI, autrice dell’ottimo libro “Come Satana corrompe la società” e quelle di SUOR THERESA ALETHEIA NOBLE , dato che stiamo ricevendo anche noi minacce ed insulti e provocazioni, proprio da coloro che si ritengono “i cattolici di serie A, gli eletti”, che dedicano il loro tempo a denigrare il Santo Padre, additandolo come ‘ il falso profeta, alleato dell’anticristo’, spargendo quotidianamente calunnie su di lui (proprio come fanno i satanisti !) …Molti di voi conoscono già l’analisi dettagliata che in questo blog abbiamo fatto delle eresie contro Papa Francesco, diffuse sul web dai cosiddetti “Messaggi da Gesù all’umanità, L’Avvertimento ” della falsissima veggente Maria Divina Misericordia, alias la commerciante irlandese  Mary Carberry. https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/25/i-falsi-messaggi-di-gesu-allumanita-di-mdmuna-setta-apocalittica-new-age/

E sapete già che oggi proliferano sette di ogni genere come la setta ‘chiesa della Nuova Gerusalemme’ di Gallinaro, in provincia di Frosinone (e tantissime altre analoghe, sempre di origine massonica, anche se apparentemente si ergono a ‘paladini in difesa della vera fede’ ) che diffondono ODIO CONTRO IL PAPA sui loro gruppi e blog, sette che si spacciano per ‘cattoliche antimassoneria’ ed invece fanno proprio il gioco della Massoneria:  che hanno fatto degli attacchi quotidiani contro il Papa il loro business, dando così man forte ai SATANISTI di ogni genere , specialmente i cosiddetti “satanisti spirituali” che sui loro blog e forum  lanciano maledizioni contro Papa Francesco, proprio come fanno tutti i seguaci delle altre sètte “pseudocristiane”! Satana usa sempre le solite strategie menzognere…

siti complottisti contro Papa Francesco, che si spacciano per “cattolici”: 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/05/17/i-siti-complottisti-contro-papa-francescoche-si-spacciamo-per-cattolici/

1)TRATTO DAL BLOG DI ANNALISA COLZI 8 aprile 2013 “Dopo la pubblicazione di alcuni articoli in cui mettevo in guardia le persone dal credere ai “Messaggi da Gesù Cristo”, mi sono arrivati attacchi poco caritatevoli. Devo confessare di esserne rimasta soddisfatta, non perchè io sia una masochista, ma perchè questi attacchi sono la conferma che questi messaggi provengono non dal cielo ma da sottoterra.

Vorrei sottolineare a tutti coloro che prendono questi messaggi come la verità assoluta e puntano il dito contro coloro che non vi credono, che la Chiesa Cattolica lascia liberi di credere o meno a qualsiasi apparizione, anche a quelle riconosciute come Lourdes o Fatima. Non si commette nessun peccato nel non credere alle apparizioni. Detto questo, vorrei continuare a sottolineare le eresie che questi messaggi promulgano.

Su_questa_pietra_b2Il succo di questi messaggi sono un attacco diretto al Santo Padre Francesco additandolo come falso profeta su delle basi inconsistenti (e soprattutto antievangeliche ! aggiungo io nota di Chris ). Si vede che il maligno lo teme in modo particolare.

Chiedo a tutti coloro che vi credono: Cosa farete e direte nel momento in cui scoprirete che questi messaggi sono diabolici? Avete rifiutato Pietro additandolo come anticristo – fidandovi di messaggi messi da non si sa chi su internet – e di questo ne dovrete rispondere a Colui che un giorno disse al primo pontefice: “Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la Mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di Essa”.Mt 16,18

Questi messaggi non prevarranno mai, ma – come ci ricorda Gesù – guai a colui che scandalizza. E i divulgatori di questi messaggi sono di scandalo ai deboli.

2) TRATTO DA UN ARTICOLO DI SUOR THERESA ALETHEIA NOBLE NEL SUO BLOG Pursued by Truth:”Ecco perché il diavolo odia il Papa” 3 maggio 2016

dsc0469-680x1024Suor Theresa Aletheia Noble, fsp, è autrice di The Prodigal You Love: Inviting Loved Ones Back to the Church. Di recente ha pronunciato i voti con le Figlie di San Paolo.

Il diavolo odia Gesù e Maria Sua Madre, odia la Chiesa da sempre e quindi naturalmente odia in particolare gli uomini e le donne scelti da Dio per essere configurati a Cristo in modo speciale. Tutti i sacerdoti hanno un segno indelebile di configurazione a Cristo nella propria anima, e il diavolo odia questo segno di Dio nel mondo, come odia il segno del Battesimo in tutte le nostre anime.

Ma c’è un sacerdote che il diavolo odia più di tutti gli altri. È l’uomo che guida la Chiesa, il Vicario di Cristo sulla terra. Il diavolo odia il Papa.

Sant’Ambrogio di Milano ha scritto che “dov’è Pietro, là c’è la Chiesa”. È il MINISTERO PETRINO, che continua a rendere possibile l’esistenza della Chiesa nel corso della storia, e il Papa lo offre principalmente essendo un punto di unione nella Chiesa, fondata da Cristo stesso.

Pietro non era perfetto , rinnegò Cristo tre volte, ma Gesù scelse lui come primo pontefice, perchè aveva letto nel suo cuore ed aveva capito che Pietro Lo amava davvero! Lo perdonò e Gesù garantì che la fede di Pietro non sarebbe MAI venuta meno, Gesù ha effuso lo Spirito Santo su Pietro e sui successori a cui ha affidato il mandato di guidare la Chiesa,(San Pietro diede la Sua Vita per Cristo e per la Chiesa) , affinchè  lui e tutti i suoi successori mantenessero salda la Chiesa e le fede di tutti i cristiani, anche nelle tempeste.  

Il Papa  ci chiede sempre di pregare per lui: sostenere sempre il Papa e pregare per il Papa è un dovere di ogni vero cristiano !

Tanti Papi furono tentati. Prendete il pontificato di Benedetto IX nell’XI secolo: un papa che ha cercato di vendere il pontificato… O pensate ad Alessandro VI, padre di molteplici figli e che venne accusato di incesto. È miracoloso che la nostra Chiesa sia sopravvissuta nonostante questi uomini, ma anche proprio perchè il loro OFFICIO E’ SACRO, CUSTODITO DA CRISTO E DALLA MADRE DELLA CHIESA, MARIA SANTISSIMA.

E malgrado le debolezze umane, IL PAPATO CONTINUA AD ESSERE IL GUARDIANO DELLA VERITA’  e il simbolo dell’unità nella nostra Chiesa:  il ruolo unificatore del Papa rimane e perdurerà fino alla fine dei tempi.

Dio in Gesù Cristo difende per sempre la Sua Chiesa, e continua a proteggere il pontificato dagli attacchi del demonio.

Preghiamo per il Papa.

Preghiera per il Papa:

Trinità divina, Unione di tre persone, proteggi Papa Francesco. Preservalo dal male e rafforzalo con la luce del Tuo Amore e della Tua Verità. Difendilo dagli attacchi malvagi, violenti e maliziosi. Donagli la grazia, come Pietro, di nutrire il suo gregge con il latte fecondo della Verità. Possa aiutare la Chiesa a portare la luce del Vangelo a tutti e continuare ad essere un potente simbolo di unità in un mondo in cui dilaga la divisione.

PAPA FRANCESCO LA GIOIA CONTRO SATANA 

La tristezza,arma di Satana: i consigli dei Santi su come conservare la Gioia.

ALLEGRIA DON BOSCO
San Giovanni Bosco

S.Giovanni Bosco: IL DEMONIO HA PAURA DELLA GENTE ALLEGRA. Il Signore ama che quello che si fa per Lui, si faccia con allegria…Sta allegro!

I santi, mentre vivevano in questo mondo, erano sempre allegri, come se stessero sempre celebrando la Pasqua (Sant’Atanasio, Lettera, 14, 1-2)

San Basilio scrisse un’intera Omelia sulla Gioia : “Sarai sempre allegro e contento, se in tutti i momenti rivolgi a Dio la tua vita, e se la speranza del premio addolcisce e allevia le pene di questo mondo” (San Basilio Magno, Omelia sulla gioia, 25)

La Gioia facilita tutte le virtù, perchè è un atto di fiducia in Dio e tiene il demonio a distanza.Chi mantiene lo sguardo dell’anima rivolto alla Gioia di Gesù Risorto e si mantiene fedele ai Suoi insegnamenti ,vince i propri difetti, permette a Gesù di guarire le ferite del suo cuore e vede entrare miracoli nella propria vita. L’unica condizione per camminare verso la santità che San Domenico Savio chiedeva ai suoi coetanei era:mantenersi nella Gioia. Fidarsi di Dio in ogni momento e circostanza: perchè Gesù ci ha promesso che è sempre con noi e Lui sa volgere ogni situazione a nostro favore, specialmente quelle che non comprendiamo, che ci feriscono o che temiamo di più. Dunque : “La tristezza, è il ricordo di me stesso; la Gioia è il ricordo di Te Signore”(S.Agostino).

La tristezza è l’arma di Satana ! Ecco ciò che scrive San Francesco di Sales nella Filotea:

filotea_sfrancescosales_1“Il maligno gode nella tristezza e nella malinconia, perché lui stesso è, e lo sarà per l’eternità, triste e malinconico, separato da Dio per sempre; per cui vorrebbe che tutti fossero così. La cattiva tristezza turba l’anima, la mette in agitazione, le dà paure immotivate, genera disgusto per l’orazione, assopisce e opprime il cervello, priva l’anima di consiglio, di proposito, di senno, di coraggio e fiacca le forze. In conclusione,è come un duro inverno che cancella tutta la bellezza della terra e manda in letargo gli animali; infatti la tristezza toglie ogni bellezza all’anima e la rende quasi paralizzata e impotente in tutte le sue facoltà. Il nemico si serve della tristezza per portare le sue tentazioni contro i buoni; da un lato cerca di rendere allegri i peccatori nei loro peccati, e dall’altro cerca di rendere tristi i buoni nelle loro opere buone; e come non gli riuscirebbe di attrarre al male se non presentandolo in modo piacevole,cosi non potrebbe distogliere dal bene se non facendolo trovare sgradevole…..

S.Francesco di Sales ci indica i RIMEDI
1)Dice S.Giacomo: se qualcuno è triste, PREGHI: la preghiera è il rimedio più efficace perché innalza lo spirito a Dio, nostra unica gioia e consolazione; nella preghiera poi, serviti di affetti e parole interiori ed esteriori,che portano alla fiducia e all’amore di Dio.
2)COMBATTI con forza la tendenza alla tristezza; e anche se hai l’impressione che tutto quello che stai facendo in quel frangente rimanga distante e freddo,triste e fiacco, non rinunciare a farlo; il nemico vuole per mezzo della tristezza far morire le nostre buone opere, ma vedendo che non sospendiamo di farle, e che compiute con sforzo valgono di più, cesserà di tormentarci.
3)CANTA dei canti spirituali; spesso il maligno abbandona il campo di fronte a questa arma. Un esempio ci viene dallo spirito maligno che assediava e possedeva Saul,la cui violenza era dominata dalla recita dei SALMI della Bibbia.
4)E’ cosa buona occuparsi in atti esteriori e variarli più che possiamo,per distrarre l’anima dall’oggetto della tristezza,purificare e riscaldare gli spiriti;questo perché la tristezza è una passione fredda e arida.
5)Compi atti esteriori di fervore,anche se non ci trovi alcuna attrattiva; abbraccia il Crocifisso stringendolo al cuore, baciagli le mani e i piedi, alza gli occhi e le mani al cielo, indirizza tutta la tua voce a Dio con parole di amore e fiducia.
6)La frequenza alla S.COMUNIONE  è ottimo rimedio; perché questo Pane celeste darà forza al cuore e gioia allo spirito.
7)Manifesta tutti i tuoi sentimenti, affetti, i pensieri al SACERDOTE CONFESSORE, con umiltà e sincerità. Rimettiti tra le mani di Dio, e preparati a sopportare con pazienza questa fastidiosa tristezza,come giusta punizione per le tue stupide gioie; e sii certa che Dio,dopo averti messa alla prova, ti libererà da questo male e ti ricompenserà CON LA VERA GIOIA!

LA GIOIA DEI CRISTIANI
Tutti i cristiani fin dalle prime comunità ,vivevano nella Gioia di GESU’e nella certezza del Suo Amore vivo e presente nelle pagine della storia di ogni giorno,  specialmente quelle più difficili.  E i primi cristiani, come oggi, erano molto perseguitati, eppure non vivevano nel timore di ciò che poteva o non poteva accadere, perchè SI FIDAVANO DELLE PROMESSE DI CRISTO. Nel suo libro “Il Pastore”, Erma – fratello di papa Pio I –, a metà del II secolo, offre ai cristiani una serie di raccomandazioni sull’importanza di evitare la tristezza e di essere allegri.

Lungi da te la tristezza e non angustiare lo Spirito Santo che abita in te, perché non si rivolga a Dio contro di te e si allontani da te. Lo Spirito di Dio dato a questa carne non tollera né tristezza né angustia “(Erma, Il Pastore, Comandamenti, 10, 2-4)

“Rivestiti, dunque, di gioia che è sempre gradita a Dio e Gli è accetta. In essa si diletta. Ogni uomo allegro opera bene, pensa bene e disprezza la mestizia.Invece l’uomo triste si comporta sempre male. Prima agisce male perché contrista lo Spirito Santo che fu dato gioioso all’uomo, poi, contristando lo Spirito Santo, compie l’ingiustizia di non supplicare Dio e di non confessarsi a Lui.”  (Erma, Il Pastore, Comandamenti, 10, 2-4)

Chi pratica la misericordia – dice l’Apostolo Paolo– lo faccia con gioia”: questa prontezza e questa diligenza raddoppieranno il premio della tua elargizione. Perché ciò che si offre malvolentieri e per forza non risulta in alcun modo gradevole o bello (San Gregorio Nazianzeno, Dissertazione sull’amore per i poveri, 14).

PADRE PIO GIOIAL’Apostolo Paolo diceva: “RALLEGRATEVI NEL SIGNORE SEMPRE ” (Fil 4, 4), la carità di Dio, o fratelli carissimi, ci chiama, per la salvezza delle nostre anime, alle gioie della beatitudine eterna. Le gioie del mondo vanno verso la tristezza senza fine. Invece le gioie rispondenti alla volontà del Signore portano alle gioie durature ed intramontabili coloro che le coltivano assiduamente. (Sant’Ambrogio, Trattato sulla Lettera ai Filippesi, 1).

Le parole dei primi cristiani fanno eco all’esempio dei Santi di ieri e di oggi ,come Padre Pio ,che riguardo alla tristezza diceva: Sii sempre allegramente in pace con la tua coscienza, riflettendo che ti trovi al servizio di un Padre infinitamente buono, che per sola tenerezza scende fino alla sua creatura, per elevarla e trasformarla in Lui Suo Creatore.E fuggi la tristezza, perché questa entra nei cuori che sono attaccati alle cose del mondo.  Guardati dalle ansietà ed inquietudini, perché non vi è cosa che maggiormente impedisca il camminare nella perfezione. Poni, figliuola mia, dolcemente il tuo cuore nelle piaghe di nostro Signore…Abbi una gran confidenza nella Sua misericordia e bontà, ch’Egli non ti abbandonerà mai, ma non lasciare per questo di abbracciare bene la Sua Santa Croce.”

Questo dobbiamo essere noi cristiani di oggi: seminatori di pace e di gioia, della pace e della Gioia che ci ha donato Gesù (San Josemaría Escrivá, Es Cristo que pasa, 30).

”La Gioia è il segno distintivo del cristiano”(S.Giovanni Paolo II 1980).”Non cedere mai alla sfiducia e allo scoraggiamento che il diavolo ci offre ogni giorno”(Papa Francesco) .

IO HO VINTO IL MONDOGESU’ CI HA DONATO LA SUA GIOIA, CE LA DONA CONTINUAMENTE PERCHE’ LA SUA GIOIA DURA PER SEMPRE. NON FACCIAMOCELA RUBARE, richiudendoci in noi stessi ,nei rimuginamenti, nel rancore verso chi ci ha fatto o ci fa soffrire, nella paura del futuro, tutto ciò diventa come un cancro dell’anima: UN VERO CRISTIANO VIVE NELLA GIOIA DI GESU’ RISORTO,nella fedeltà e nella fiducia in Lui, si pente sinceramente dei propri errori, li confessa e va avanti rinnovato nella pace di Gesù, vivendo UN GIORNO ALLA VOLTA.

La vera Gioia, quella che solo Gesù ci dona, non dipende dallo stato d’animo, né dalla salute o da qualsiasi altra causa umana, ma dalla fiducia nelle promesse dell’Amore di Cristo, che è il motivo della nostra dignità di figli di Dio e della vera felicità profonda e senza paragoni, che alimenta in noi la speranza e l’amore. E quindi ci dona la pienezza della vita,nella condivisione della gioia e dell’amore con il prossimo. La gioia è contagiosa: trasmetterla è il tesoro più prezioso che possiamo offrire a quanti ci circondano e che, a sua volta, ci torna a riempire della eterna Gioia di Cristo. Quando il demonio ti insinua il triste pensiero: “Non ce la faccio più…è tutto perduto”, tu rispondigli con la Parola di Dio :”Tutto posso in Colui che mi dà forza”! slide_4

«Satana vuol demolire la famiglia». Il messaggio della Madonna di Civitavecchia

La Madonnina di Civitavecchia,che lacrimava sangue, avrebbe detto il 16 luglio 1995: «Amatevi, figli miei, educate e crescete i miei e vostri figli. Da voi, cari figli, dovrà partire un cammino di evangelizzazione della Parola di Dio, nostro Padre, non solo nella preghiera, ma anche nell’unione massima di amore della famiglia di Dio…..

Satana vuole distruggere le famiglie,perchè la famiglia nel sacramento del matrimonio diviene piccola Chiesa domestica. Così facendo Satana semina zizzania creando una società sempre più immorale, buia, fredda; creando soprattutto nei giovani squilibrio di crescita umana e spirituale….Ma non dovete aver paura perché Noi tutti vi siamo vicini. Come posso io vostra Madre Celeste permettere che vi faccia del male?».

Anche a Suor Lucia Dos Santos, a cui apparve la Vergine a Fatima sin da bambina, la Madonna aveva parlato di questa ‘guerra contro la famiglia’ : Suor Lucia confessò al Cardinale Carlo Caffarra che la Madonna le parlò di una lotta tra Dio e il Diavolo su «VITA E FAMIGLIA».

Né i miracoli, né le apparizioni, né i messaggi della Madonna, come questi, possono aggiungere una parola all’unica essenziale Rivelazione cristiana, quella di Gesù Cristo nel Vangelo. Non impegnano la fede del credente né obbligano il credente a ritenerle vere, ma le parole della Madonnina di Civitavecchia che lacrimava sangue non sono mai apparse così attuali:  proprio il  9 maggio 2016 ,infatti,è arrivata nell’aula della Camera il ddl Cirinnà sulle unioni civili per la sua approvazione che avrà ripercussioni ben al di là dell’unione tra persone dello stesso sesso, perché è proprio la famiglia, e quindi il futuro della società, l’oggetto di questa legge…Si vuole scardinare il VALORE SACRO della famiglia nel Disegno creativo di Dio,quello dell’unione feconda e fedele nel matrimonio uomo donna ,nella complementarietà maschio femmina, il valore sacro della paternità e della maternità ,e dei figli,che non sono oggetto di compravendita e di sperimentazione : attorno alla famiglia e alla vita si svolge la battaglia contro la dignità divina dell’uomo.

Ma la Madonna anche a Fatima ci invita a testimoniare questo Amore di Dio nel matrimonio e a NON AVERE PAURA ,a continuare a difendere la famiglia naturale e ad educare i figli come Dono di Dio :ogni figlio è infatti UN PROGETTO UNICO E SPECIALE DI DIO ! non un prodotto da laboratorio e dal sesso interscambiabile….

Tutti sicuramente ricordano la Madonnina a Pantano di Civitavecchia: custodita in una nicchia nel giardino di casa Gregori, dal 2 febbraio al 15 marzo 1995 per quattordici volte ha pianto lacrime di sangue davanti a molti testimoni. L’ultima delle quali mentre il vescovo, monsignor Grillo, molto scettico, la teneva tra le mani durante la preghiera. La Chiesa cattolica non si è ancora espressa ufficialmente sui messaggi e sulle apparizioni , ma basta dire che papa san Giovanni Paolo II si è recato privatamente in pellegrinaggio a Pantano. Le Madonnine sono due, identiche, ed entrambe raffigurano la Regina della Pace di Medjugorje: la seconda fu regalata ai Gregori dal cardinale Deskur quando l’originale fu messo sotto custodia nella parrocchia di Sant’Agostino. La seconda Madonnina oggi essuda olio profumato e queste trasudazioni sono state viste da migliaia di persone in preghiera,durante particolari feste liturgiche e documentate con telecamere.

La Congregazione per la Dottrina della Fede sta continuando la propria indagine, dopo che a livello diocesano i lavori si sono conclusi definendo non umanamente spiegabili questi fenomeni.

La Madonna a Civitavecchia piange il Sangue di suo Figlio (le analisi e controanalisi riveleranno che il liquido rossastro asportato dalla Madonnina era sangue umano con caratteristiche maschili e femminili, con prevalenza delle prime), così dicono i messaggi per quanto è trapelato. La Madonna è preoccupata per la famiglia, la Chiesa e il mondo, in definitiva per ogni uomo a cui guarda come a un figlio.

In base all’iter tradizionale della Chiesa, il caso venne da subito studiato dalla Commissione teologica diocesana, formata da 11 membri tra cui esperti di grande rilievo (come padre Stefano Fiores del Marianum e in un primo momento anche padre René Laurentin), che alla fine si pronunciò a maggioranza favore della soprannaturalità dell’evento. Dieci anni dopo, il 15 marzo del 2005, con un decreto di mons. Grillo, la parrocchia che custodisce la statua delle lacrime di sangue è stata eretta a santuario.  Un atto formale ed esplicito da parte della diocesi, mentre la Chiesa non si è ancora pronunciata formalmente sulle apparizioni.

Madonna di Civitavecchia ed ares«Per quanto riguarda le apparizioni ci addentriamo in un campo più difficile da valutare; infatti le lacrimazioni e le trasudazioni possono essere costatate da tutti e analizzate scientificamente, mentre le apparizioni rimangono nell’ambito soggettivo e, di conseguenza, è più difficile verificarne la veridicità», come scrive padre Flavio Ubodi, docente di Teologia dogmatica, già Provinciale della provincia romana dei Frati Cappuccini, nella nuova edizione del suo libro “La Madonna di Civitavecchia”, appena pubblicata dalle Edizioni Ares.

http://ares.mi.it/products-la-madonna-di-civitavecchia-646.html

Scrive Flavio Uboldi nel libro: Satana «semina la zizzania» perché oggi «tutto è in funzione del soddisfacimento dei propri piaceri; ma se la sessualità è sganciata dal matrimonio e dalla procreazione ed è vista solo in funzione del piacere (…) il primo istituto a crollare è la famiglia. Oggi assistiamo a una disgregazione dilagante di tante famiglie, a unioni illegali, divorzi, aborti, unioni omosessuali». Serve un impegno per costruire la famiglia secondo i valori cristiani e in sintonia con il sacramento del matrimonio.

Intanto, dopo il “sì” del Senato, il ddl Cirinnà sulle unioni civili approderà alla Camera, con prevista conclusione e votazione finale il 12 maggio. Il ddl Cirinnà sulle unioni civili arriva al traguardo finale senza mai essere stato dibattuto : partito come testo di iniziativa parlamentare è stato prima scippato alla Commissione Giustizia al Senato per essere approvato a Palazzo Madama attraverso la fiducia su un maxi-emendamento blindato, poi il Pd ha chiuso ad ogni confronto anche alla Commissione della Camera per farlo approdare a Montecitorio dove sarà posta un’altra questione di fiducia.

Massimo Gandolfini ,presidente del Comitato promotore del Family Day, avverte: la Cirinnà è solo un primo passo di una più ampia strategia del governo che finirà per distruggere la famiglia. E si prepara a dar battaglia contro le riforme costituzionali, con il nuovo comitato “Famiglie per il no al referendum”: si terrà il 28 maggio 2016 a Roma presso l’Auditorium Antonianum. Anche da lì passerà l’opposizione ad un premier che “dicevano essere espressione del mondo cattolico”, ma non lo è affatto. #Renziciricorderemosiamo-in-2-milioni-al-family-daye-ci-ricorderemo-dei-politici_b94500a2-c769-11e5-8612-9d9841d3d9ea_700_455_big_story_linked_ima

VERI E FALSI ESORCISTI: Una famiglia distrutta da una maga “esorcista”

Documentario su un caso di cronaca nera: la piccola Maria Ilenia viene uccisa in un “esorcismo”, per ordine della maga medium Francesca Giananti di Roma, in arte Yvette Duval. La maga aveva praticato spiritismo nella casa ,usando la tavola Ouija “per scacciare le negatività”, ma da quel momento tutti i membri della famiglia vengono ossessionati da stati allucinatori, posseduti da spiriti di menzogna, che si travestono da “angeli di luce”…

Un caso datato 1994, ma di cocente attualità quello della piccola Maria Ilenia, uccisa ad appena 50 giorni di vita, da uno zio, durante un rituale di “esorcismo” casalingo alla presenza di altri sette familiari, in seguito alla manipolazione della maga romana Yvette Duval che, dietro pagamento, aveva convinto l’intera famiglia che una fattura a morte incombeva su tutti loro e che il pianto inconsolabile della bambina fosse un sintomo di possessione diabolica e di maledizione su tutta la famiglia…Così la maga li convinse a praticare quel rituale “di esorcismo” sulla bambina, dopo aver evocato spiriti di defunti con la tavola Ouija…La maga portò il vero male in quella famiglia, ma alla fine del processo,venne condannata solo per truffa….

I genitori della piccola avrebbero dovuto continuare a rivolgersi ai sacerdoti cattolici, far celebrare S.Messe nella loro casa,(in cui sentivano voci ed infestazioni notturne), rivolgersi a specialisti pediatri e psicologi,(i sacerdoti esorcisti lavorano sempre in equipe con psicologi) ..invece, mescolando fede a superstizione, si rivolsero alla maga medium..e la loro situazione degenerò nella tragedia….MAI RIVOLGERSI AI MAGHI! MAI RIVOLGERSI A “SEDICENTI ESORCISTI”, CHE NON SONO SACERDOTI DELLA CHIESA CATTOLICA CHE HANNO OTTENUTO IL MANDATO DAL PROPRIO VESCOVO! 

Documentario sulla vicenda, dalla trasmissione A SANGUE FREDDO Stagione I, 2 Episodio, Sabato 9 Aprile 2016: intervista con il sacerdote esorcista don Tonino Vattiata e la psichiatra Giuseppina Tufo

VERI E FALSI ESORCISTI:

http://www.dannioccultismo.it/index.php?pagina=capquattro

La Chiesa cattolica ha ricevuto da Cristo Signore, il compito di contrastare con il ministero degli esorcismi  l’azione straordinaria del demonio, continuando così nel tempo la missione del suo Maestro,Gesù Cristo : Ecco perché l’apostolo Giovanni scrive che Gesù «il Figlio di Dio, è apparso per distruggere le opere del diavolo» (1Giovanni 3,8). Nella Chiesa Cattolica, il ministero di esorcizzare le persone possedute dal demonio, secondo il Codice di Diritto Canonico, può essere esercitato da un Vescovo nella sua Diocesi o da un Sacerdote, con speciale ed espressa licenza dell’Ordinario del luogo che di norma è il Vescovo nella sua Diocesi. Per esorcisti dunque non s’intendono tutti quei personaggi che compaiono nelle pubblicità offerte dal mondo della magia, magari con la qualifica aggiuntiva di cartomanti o guaritori: in questi casi l’ “esorcismo” è semplicemente una pratica di lucro, del tutto inefficace o molto dannosa!

scaccia3«Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del Maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l’ha praticato; è da Lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare. L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla Sua Chiesa» (Catechismo della Chiesa Cattolica n°1673).

 

 

DI SEGUITO DUE ARTICOLI DI ARCHIVIO SULLA VICENDA :

Bimba uccisa durante esorcismo ordinato dalla maga :genitori rievocano tragedia

Maggio 1994

Hanno deposto nell’aula bunker di Palmi Michele Politano’ e Laura Lumicisi, i genitori di Maria Ilenia, la bimba di due mesi uccisa a Polistena, in Calabria, nel settembre scorso, durante un “esorcismo”. I due giovani, visibilmente turbati, hanno raccontato come giunsero in contatto con la maga Francesca Giananti di Roma, in arte Yvette Duval, passando in precedenza per una serie di santoni con cui ebbero incontri. I coniugi hanno parlato di un tale Domenico, un santone di Sant’Onofrio (Vibo Valentia), di un uomo di San Giorgio Morgeto che veniva chiamato per verificare l’eventuale presenza di spiriti nelle abitazioni ed infine hanno spiegato pure di essersi rivolti a sacerdoti per avere la benedizione della casa. Poi il rapporto con la maga Yvette: “Ci aveva detto – hanno raccontato i coniugi – che la bambina sarebbe morta entro sei mesi, che io – ha detto Laura Lumicisi – sarei morta di parto, mio marito in un incidente stradale e mia madre tra un anno se non avessimo chiesto il suo intervento”. Michele Politano’ ha dichiarato che “la bambina era la regina della casa e le volevano bene tutti”.

aggiornamento delle 18:31 “Io – ha detto l’uomo – non mi sono reso conto, quel giorno, che la bambina non respirava ed ero convinto, fino all’arrivo della polizia, che fosse ancora viva. Fortini (uno dei carnefici, n.d.r.) soffiò dentro la bambina aprendole le gambine e alla fine la mise su un cuscino nuda e ci disse di soffiare tutti sul suo corpo. Durante queste pratiche la piccola aveva lo sguardo fisso e non piangeva”. Fortini, ha poi detto Laura Lumicisi, rievocando la tragica sequenza degli avvenimenti di quella notte, “dopo la partenza della maga si era convinto di essere l’incarnazione di Padre Pio. Maria Bernabe’ credeva di essere la Madonna e mio fratello, Domenico Lumicisi, credeva di essere San Francesco”. L’interrogatorio dei due imputati è stato condotto dal procuratore di Palmi, Elio Costa, ed è durato complessivamente oltre cinque ore. Il processo si è concluso a tarda sera e riprenderà lunedi prossimo

FONTE: AGI

http://archivio.agi.it/articolo/6af9daa6400672e7d3c0cb2397fb40e0_19950522_bimba-uccisa-durante-esorcismo-genitori-rievocano-tragedia/

CALABRIA: IN LIBERTA’ GENITORI BIMBA UCCISA IN ESORCISMO PER ORDINE DELLA MAGA

Palmi, 30 mag 1995 (Adnkronos) – Sono stati rimessi in liberta’ i genitori, gli zii e la nonna della piccola Maria Ilenia, la bambina uccisa a Polistena, il 12 settembre scorso nel corso di un “rito esorcistico”, durante il quale le erano state inflitte indicibili torture e sevizie. Si tratta di Michele Politano’ e Laura Lumicisi, genitori della piccola; di Rosina Lumicisi, nonna della bambina e degli zii Vincenzo, Domenico e Mirella Lumicisi e Maria Barnaba’ e Marisa Pette’. La decisione e’ stata assunta dalla Corte di Assise di Palmi, presieduta da Antonella Mazzei, dal momento che ”il delitto fu commesso in un contesto psico-emotivo di profonda alterazione -si legge nella motivazione- dovuta all’effetto congiunto del contatto prolungato con una maga, Francesca Giananti, ospite della famiglia Lumicisi per due settimane immediatamente antecedente il delitto, e della conseguente esaltazione psichica di Vincenzo Fortini, parente acquisito dei Lumicisi, convinto di essere posseduto dallo spirito di Padre Pio e autore pressocche’ esclusivo, come emerso dagli esami degli imputati e dall’esame stesso di Fortini, di tutte le gravissime pratiche che hanno cagionato la morte della povera Maria Ilenia Politano”.

Vincenzo Fortini e’ l’unico a rimanere in carcere.

FONTE: Adnkronos

http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1995/05/30/Cronaca/CALABRIA-IN-LIBERTA-GENITORI-BIMBA-UCCISA-IN-ESORCISMO_134700.php

La conversione di Abby Johnson, ex manager dell’aborto: oggi è attivista in difesa della vita nascente contro le cliniche della morte

Talvolta c’è bisogno di penetrare gli abissi del male per maturare quella spinta propulsiva verso la redenzione. Non ultima a testimoniarlo è l’americana Abby Johnson, che oggi è strenua militante pro-vita dopo esser stata per dieci anni direttrice di una clinica abortista dell’ente abortista più grande del mondo  PLANNED PARENTHOOD.

Nell’ottobre 2009 Abby Johnson si è licenziata, ha abbandonato la direzione dell’impero abortista dopo aver assistito ad un aborto in diretta, per andare a lavorare in un centro a favore dei diritti del nascituro,combattendo per l’abolizione dell’aborto,  operando fianco a fianco con quanti pregavano per la sua conversione: la sua conversione è avvenuta dopo aver assistito nel settembre 2009, attraverso una trasmissione per ultrasuoni, alle atroci sofferenze di un feto “strizzato” mentre veniva aspirato via dal ventre materno. E’ più o meno ciò che è accaduto a Bernard Nathanson, uno dei medici abortisti più noti degli USA miracolosamente convertitosi e passato con i pro-life proprio dopo l’introduzione degli “ultrasuoni” (cfr. Ultimissima 24/2/11).

È da poco uscito negli Stati Uniti il libro edito da Ignatius The Walls are Talking – Former Abortion Clinic Workers Tell Their Stories (I muri stanno parlando – Ex lavoratori di una clinica abortista raccontano le loro storie), che ripercorre in modo nudo e crudo il percorso umano prima ancora che professionale di questa donna.

La Johnson ha iniziato la sua carriera all’interno della clinica di Bryan, nel Texas, della Planned Parenthood, l’azienda balzata ai disonori delle cronache internazionali a seguito della pubblicazione di alcuni video che svelano la vendita di parti del corpo di feti abortiti.

http://www.tempi.it/video-undercover-accuse-aborto-usa-vendono-organi-bambini#.V_55e9SLSt8vendita_bambini_abortiti2015-07-15-cbs-en-plannedparenthoodvideo1

Quella della Jonhnson alla Planned Parenthood è stata una veloce ascesa. Fattasi apprezzare per la sua diligenza, ha raggiunto in sei anni la promozione come direttrice dopo aver ottenuto diversi riconoscimenti come “impiegata dell’anno” all’interno dell’azienda.

Riconoscimento dovuto al suo zelo nel far trionfare il “diritto” delle donne ad essere “padrone del proprio corpo”. “La clinica in cui ho lavorato – spiega lei stessa – è stata una delle più grandi dell’emisfero occidentale”.

La donna spiega che in questa struttura avvenivano anche “75 aborti, sei giorni alla settimana”. Non un tarlo nella sua coscienza si era mai impiantato, almeno fin quando nel 2009 non le venne chiesto di assistere ad un aborto guidato dagli ultrasuoni, al fine di aiutare il medico reggendogli la sonda.

abby-johnson-scartati-rubbettinoIl suo racconto – trascritto in un volume uscito in italiano, dal titolo Scartati. La mia vita con l’aborto (ed. Rubettino) – fa rabbrividire: “Mi sembrava chiaro che il feto sentisse la cannula, e che non avesse piacere per quello che stava provando. Poi la voce del medico ruppe il silenzio, facendomi trasalire. ‘Accendi, Scotty’, disse spensieratamente all’infermiera. Le stava dicendo di accendere l’aspiratore”. Era la 13esima settimana di gravidanza. La Johnson ricorda nitidamente la “lotta” che il bambino ingaggiò per non essere soppresso. Il modo che lei definisce “disumano” con cui il piccolo fu estratto dal grembo di sua madre le ha lasciato un ricordo indelebile. Fin da subito è rimasta sconcertata notando che quel bambino non nato, dopo 13 settimane, era identico all’immagine che aveva visto di sua figlia durante la gravidanza. Questo bambino si dimenava e si torceva su se stesso per evitare di essere aspirato dagli strumenti. «Quel bambino si strizzava come un canovaccio, si arricciava su se stesso. Poi cominciò a scomparire nella cannula davanti ai miei occhi. L’ultima cosa che vidi fu la sua spina dorsale perfettamente formata venire risucchiata dal tubo, e poi era sparito. L’utero era vuoto, totalmente vuoto».

Bastarono quei dieci minuti passati in sala operatoria di vero e proprio terrore, per dissuadere la Johnson da tutto ciò in cui le avevano fatto credere fino a quel momento. Riteneva di lavorare per un’azienda che aveva come prioritario obiettivo non praticare aborti, bensì prevenire le interruzioni di gravidanza attraverso un’offerta di “educazione riproduttiva”.Il tessuto fetale non sente niente quando è rimosso: quante volte e quante donne aveva rassicurato su questo punto come le era stato insegnato alla Planned Parenthood. Ma solo dopo otto anni, e dieci minuti davanti a quello schermo, Abby aveva capito.

fetoQuel palpitante esserino rannicchiato nel ventre della donna – di tutte le donne come lei – presente quel sabato in sala operatoria, solo “un momento fa” era vivo. «Non erano tessuti, non erano cellule. Era un bambino umano, che lottava per vivere! Una lotta perduta in un batter d’occhio».

“Penso che il più grande equivoco di Planned Parenthood – prosegue – è dovuto al fatto che i conti sugli aborti effettuati sono una piccola percentuale di quelli che realmente avvengono. Dicono che sono il 3% del totale, ma sappiamo che Planned Parenthood esegue 335mila aborti l’anno. Questa cifra non corrisponde soltanto al 3%”.

Mere illusioni da far sciroppare ai dipendenti e all’opinione pubblica. La terribile esperienza vissuta portò la Johnson a rivedere l’opinione nei confronti di quei drappelli di temerari che periodicamente si radunavano oltre il cancello della clinica per cui lavorava. Instancabili attivisti a favore della vita nascente, che si radunavano per denunciare le atrocità di Planned Parenthood.

Il 6 ottobre Abby ha lasciato il suo lavoro di direttrice del centro di Bryan (Texas) e si è recata alla Coalition for Life (Coalizione per la Vita), un gruppo pro-vita che in quel momento stava partecipando in varie città statunitensi alla campagna “40 Giorni per la Vita”, seguita da 7 ex-collaboratori di cliniche abortiste. La Johnson ha rivelato ciò che accade in tutto il mondo, cioè che il denaro non era speso per la prevenzione ma per gli aborti.  A FoxNews.com ha dichiarato che riceveva istruzioni dai suoi capi regionali per incrementare il numero di aborti realizzati, per aumentare i profitti. Anche lei -leggiamo su Zenit.it, ha raccontato, ha iniziato a pregare per coloro che erano i suoi colleghi.

Quando la informarono che Planned Parenthood stava progettando di aprire a Houston un’imponente clinica di sette piani su 26 mila metri quadrati con un intero piano destinato presumibilmente ai servizi medici e abortivi, Abby aveva già capito molte cose: «Mi resi conto che si sarebbe trattata della clinica più grande a livello nazionale, per la quale si era anche fatta richiesta di una speciale licenza chirurgica ambulatoriale che avrebbe permesso di praticare aborti tardivi fino a 24 settimane». Più l’aborto veniva ritardato più costava: dai 3 mila ai 4 mila dollari circa. I manager di Planned Parenthood chiesero esplicitamente ad Abby di aumentare le entrate provenienti dagli aborti, e quindi il numero degli “interventi”. «Allineandomi a un’organizzazione che praticava gli aborti, mi ero condannata a fare proprio ciò che dicevo di voler ridurre».

Quello che accadde dopo è una lunga storia di conversione e passione: la storia di una donna che finì in tribunale per difendere davanti a una corte il proprio cambiamento, la verità a cui era approdata spogliandosi di tutto quello che aveva guadagnato, costruito, professato. E vale davvero la pena di leggere fino alla fine questa storia, leggere cosa accadde dopo quel giorno – quell’orribile, devastante e illuminante giorno in cui un bambino non ancora nato venne violentemente sacrificato sotto i suoi occhi – in cui Abby passò per sempre al lato giusto della barricata.

Nel gennaio 2011 Abby Jonshon (qui il suo sito web), nonostante i continui attacchi personali, ha pubblicato un suo libro di memorie nel quale spiega i motivi per cui ha lasciato l’industria dell’aborto per entrare nelle file del Movimento per la Vita. Il sito LifeNews pubblica il primo capitolo. Nel volume racconta del perché respinge la contraccezione e ha deciso di entrare nella Chiesa cattolica.  Rivela anche, per la prima volta, di aver abortito due volte durante la sua vita passata. A causa della battaglia legale con la Planned Parenthood che ne seguì, non potè parlare dei molti aspetti su cui si basa il business del Planned Parenthood e del suo trattamento delle donne. La causa però è fallita e ora finalmente questo libro è stato pubblicato.

abby-johnson-abbyjohnson-org“Non importa quanto profondamente qualcuno sia stato radicato nella cultura della morte, come lo ero io: nessuno potrà mai essere al di là della portata della potenza dell’amore di Cristo”, ha detto l’ex direttore della clinica Planned Parenthood Abby Johnson ad un gruppo di studenti dell’università di Georgetown. “Il mio obiettivo è non solo  di rendere l’aborto illegale, il mio obiettivo è quello di rendere l’aborto impensabile, in modo che la vita di una donna e del suo bambino non vengano oscurate dall’ ingranaggio dell’aborto, ma che la donna arrivi a capire che togliere la vita ad un essere umano innocente è inaccettabile…dobbiamo ricordare la bontà di Dio e la sacralità della vita umana.”

Fonte

http://www.ewtnnews.com/catholic-news/US.php?id=13575

Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei: scudo contro il male

La Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei è una preghiera composta nel 1883 dal Beato Bartolo Longo, fondatore della città di Pompei, del Santuario e delle Opere di Carità ad esso annesse. La Supplica viene recitata solennemente due volte l’anno, alle ore 12, l’8 Maggio e la prima domenica di Ottobre, ( il mese dedicato al Rosario e in cui ricorre la festa della Madonna del Rosario, il 7 Ottobre), nel Santuario di Pompei e in tutto il mondo. Bartolo Longo scrisse la Supplica perchè ispirato da Papa Leone XIII che aveva appena indicato nell’Enciclica Supremi Apostolatus Officio la recita del Rosario come rimedio ai mali del mondo. Una Supplica che ha molto, nei toni, del figlio che si rivolge con amore a una Mamma dal “sensibilissimo cuore”, capace di offrire – come si legge nel testo – “compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita”. 

L’8 maggio fu scelta come data perché si tratta della festa dell’apparizione dell’Arcangelo San Michele al Monte Gargano nelle Puglie, regione di cui il beato Longo era originario ed era anche molto devoto a San Michele, che elesse a Protettore del Santuario della Madonna di Pompei.

L’8 maggio è anche l’anniversario della posa della prima pietra del Santuario di Pompei (era l’anno 1876), che venne costruito sul luogo dove Bartolo Longo udì per la prima volta la voce della Madonna. Era mezzogiorno e al suono delle campane si accompagnò una voce “Se propaghi il Rosario sarai salvo”. Bartolo Longo, da quel giorno, capì la sua vocazione e decise che non avrebbe lasciato Pompei senza aver diffuso il culto alla Vergine. Bartolo Longo si convertì dall’anticlericalismo e dallo spiritismo, guarì da una grave malattia e divenne Apostolo del Santo Rosario.

L’otto maggio del 1915, la Supplica fa il suo ingresso in Vaticano: alle 12.00 di quel giorno, Benedetto XV e i dignitari vaticani la recitarono nella cappella Paolina. Da allora la tradizione è continuata con i Pontefici successivi. Il Santuario di Pompei è elevato al grado di Santuario e di Basilica Pontificia.

Il Beato definì la Supplica “Ora del Mondo” in ragione del fatto che, contemporaneamente, in diverse parti della terra, milioni di fedeli si ritrovano per recitarla. E’ una Supplica che racchiude tutti i dolori e le speranze della famiglia umana, una potente preghiera per la salvezza dell’Italia, dell’Europa e del mondo intero.  La Supplica, negli anni, è stata, infatti, tradotta in decine di lingue, dall’inglese al russo, dall’armeno all’urdu, dal maltese al tamil, ecc. e moltissime sono in tutto il mondo le associazione religiose devote alla Madonna di Pompei e che diffondono la devozione alla Beata Vergine Regina del Rosario di Pompei. Immagine correlataNel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.

Ave Maria

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.

Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.

Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!

Ave Maria

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.

Ave Maria

Chiediamo la benedizione a Maria

Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen.

Salve Regina


STORIA DELLA MIRACOLOSA IMMAGINE DELLA MADONNA DI POMPEI

La Immagine miracolosa della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei (alta cm 120 e larga cm 100) presenta l’immagine della Madonna in trono con Gesù in braccio; ai suoi piedi, san Domenico e santa Caterina da Siena. La Vergine reca nella mano sinistra la corona del Rosario che porge a santa Caterina, mentre Gesù, poggiato sulla sua gamba destra, la porge a san Domenico.

Questa immagine fu data a Bartolo Longo, da Suor Maria Concetta De Litala, del Convento del Rosariello a Porta Medina di Napoli; la religiosa l’aveva avuta in custodia da padre Alberto Radente, confessore del Beato, che l’aveva comprata da un rigattiere.  Per trasportarla a Pompei, il Longo l’affidò al carrettiere Angelo Tortora che, avvoltala in un lenzuolo, l’appoggiò su di un carro di letame: era il 13 novembre 1875. Il quadro, però, necessitava di un restauro e fu posto alla venerazione dei fedeli soltanto il 13 febbraio 1876. Nello stesso giorno, a Napoli, avvenne il primo miracolo per intercessione della Madonna di Pompei: la dodicenne Clorinda Lucarelli, giudicata inguaribile dall’illustre prof. Antonio Cardarelli, guarì perfettamente da terribili convulsioni epilettiche.

Nel 1965, fu effettuato, al Pontificio Istituto dei Padri Benedettini Olivetani di Roma, un restauro altamente scientifico, durante il quale, sotto i colori sovrapposti nei precedenti interventi, furono scoperti i colori originali che svelarono la mano di un valente artista della scuola di Luca Giordano (XVII secolo). Nello stesso anno, il 23 aprile, il Quadro fu incoronato dal Servo di Dio Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) nella Basilica di San Pietro. 

Il quadro della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei, sempre più oggetto di profonda venerazione in tutto il mondo, è custodito sull’altare maggiore del Santuario di Pompei. La costruzione del Santuario ebbe inizio, per opera di Bartolo Longo, il 9 maggio 1876 e terminò nel 1887. Nel 1893 il Longo offrì a Pp Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) la proprietà del Santuario con tutte le opere pompeiane; qualche anno più tardi rinunziò anche all’amministrazione che il Papa gli aveva lasciato. In breve divenne un centro di grande spiritualità, elevato al grado di Santuario e di Basilica Pontificia.

Bartolo Longo, avvocato, originario di Latiano (BR), giunse a Pompei nel 1872, come amministratore delle proprietà della Contessa Marianna Farnararo, vedova del Conte Albenzio De Fusco. Qui, dopo un periodo dedito allo spiritismo, cui fu iniziato in ambiente accademico, a Napoli, il giovane avvocato si convertì. Girando per le campagne del luogo, sentì salirgli dal cuore un dubbio: come avrebbe fatto a salvarsi dopo le esperienze poco edificanti del passato? Era mezzogiorno e al suono delle campane si accompagnò una voce “Se propaghi il Rosario sarai salvo”. Capì, dunque, la sua vocazione e decise che non avrebbe lasciato Pompei senza aver diffuso il culto alla Vergine. Da anticlericale convinto a convinto uomo di fede, che nel napoletano povero e arretrato, soprattutto nella Valle di Pompei, si rimbocca le maniche e si impegna in opere di carità in serie. Finché quella richiesta misteriosa, diffondere il Rosario, che lo coinvolge nella missione per cui è ancora oggi ricordato.

Così cominciò la sua straordinaria opera di catechizzazione dei contadini, insegnando loro a leggere e scrivere con le preghiere, ristrutturò la chiesetta parrocchiale del Santissimo Salvatore e cominciò a costruire, su consiglio del Vescovo di Nola, una nuova Chiesa dedicata alla Madonna del Rosario. Intorno al nascente Santuario, Longo fondò numerose opere sociali che avrebbero dato accoglienza agli ultimi della società, soprattutto bambini e adolescenti orfani o abbandonati, o figli di carcerati.

Il 13 novembre del 1875 giunse a Pompei la prodigiosa immagine della Vergine del Rosario. Da Napoli e, poi, via via da tutto il mondo, cominciarono a giungere offerte per la costruzione del nascente Santuario. Nel frattempo Bartolo Longo cominciò a diffondere preghiere e pie devozioni, componendo, poi, nel 1883, anche la Supplica.

Inizialmente la preghiera fu intitolata “Atto d’amore alla Vergine” poi cambiato in “Supplica alla potente Regina del SS.mo Rosario di Pompei”.

La devozione alla Beata Vergine Maria mediante il Rosario risale al secolo XIII, quando venne fondato l’ordine dei Domenicani. Furono infatti i discepoli di san Domenico a diffondere la pratica del Rosario, ossia la recita di 150 Ave Maria raggruppate in tre serie di episodi della vita di Gesù e di Maria, dette “misteri”, con l’ausilio di uno strumento, la corona, formata da alcuni grani tenuti insieme da una corda o da una catenella. Risultati immagini per o rosario benedetto di maria catena dolce Risultati immagini per o rosario benedetto di maria catena dolce

 

 

A Maria Madre nostra e Madre di tutte le mamme- Preghiera di San Pio alla “Mammina Celeste”

In questo giorno, Festa della mamma, il pensiero e la preghiera va a Maria di Nazareth, la Vergine Madre, la Madre di tutte le madri, perché attraverso di Lei abbiamo avuto Gesù, che è la nostra vita. – Auguri a tutte le MAMME che offrono la vita per i loro figli.

La Preghiera di Padre Pio alla “Mammina Celeste”

Esiste una scorciatoia per il Paradiso? Sì è la Madonna. Questa fu la risposta di Padre Pio, che poi continuò: ” Essa è il mare attraverso cui si raggiungono i lidi degli splendori eterni. Vorrei avere una voce così forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario. Questa preghiera è la nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità. Maria è tutta la ragione della mia speranza”.Risultati immagini per rosario gif

La mia mente nel pensare
agl’innumerevoli benefici,
che ha fatto a me questa cara Mammina,
mi vergogno di me stesso,
non avendo guardato
mai abbastanza con amore
il di lei cuore e la di lei mano,
che con tanta bontà me li compartiva.

Quante volte ho confidato a questa Madre
le penose ansie del mio cuore agitato!
E quante volte mi ha consolato!
Ma la mia riconoscenza quale fu?…

Nelle maggiori afflizioni
mi sembra di non aver più madre sulla terra,
ma di averne una molto pietosa in cielo.

Ma quante volte il mio cuore fu calmo,
tutto quasi dimenticai;
dimenticai perfino il dovere di gratitudine
verso questa benedetta Mammina Celeste!

Vorrei avere una voce sì forte
per invitare i peccatori di tutto il mondo
ad amare la Madonna (EI,276s).

San Padre Pio

SANT’ALFONSO MARIA DE LIGUORI : dall’opera LE GLORIE DI MARIA

Quanto grande è l’amore che ha per noi la nostra Madre Maria

Gesù disse ai suoi discepoli: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”. Egli ha offerto la Sua vita per noi; ma ricordiamo che la Sua vita venne a noi attraverso una Donna: nacque dalla Vergine Maria.

Maria è nostra Madre non di carne, ma di amore:”Io sono la madre del bello amore”  (Eccli [= Sir] 24,24 Volg.). Quindi unicamente l’amore che ha per noi la fa diventare nostra Madre e perciò, dice un autore, ” Ella si gloria di essere Madre d’amore poiché, avendoci presi per figli, è tutta amore verso di noi “. Chi mai potrebbe spiegare l’amore che Maria nutre per noi povere creature?

Se si mettessero insieme l’amore di tutte le madri per i loro figli, di tutti gli sposi per le loro spose, di tutti i santi e gli angeli per i loro devoti, non si raggiungerebbe l’amore che Maria ha per una sola anima. Dice il padre Nieremberg che l’amore che tutte le madri hanno avuto per i loro figli non è che un’ombra a paragone dell’amore che Maria ha verso uno qualsiasi di noi; Ella ci ama da sola molto più di quanto ci amano insieme tutti gli angeli e i santi. Inoltre la nostra Madre ci ama molto perché le siamo stati raccomandati come figli dal suo amato Gesù, quando prima di spirare le disse: ” Donna, ecco tuo figlio ” (Gv 19,26), indicando nella persona di Giovanni tutti noi uomini, come abbiamo visto. Furono queste le ultime parole che il Figlio le disse. Gli ultimi ricordi che le persone amate lasciano in punto di morte sono troppo preziosi perché si possa dimenticarsene. Per di più, noi siamo figli molto cari a Maria, perché le costiamo molto dolore. Le madri amano maggiormente quei figli per conservare la vita dei quali hanno sofferto maggiori stenti e dolori. Noi siamo quei figli per cui Maria, al fine di ottenere la vita e la grazia, ha dovuto sopportare la pena di offrire Ella stessa alla morte la preziosa vita del suo Gesù, accettando per noi di vederlo morire sotto i suoi occhi a forza di tormenti. Da questa grande offerta di Maria noi siamo nati alla vita della grazia divina e siamo quindi figli assai cari, perché le costiamo tanti affanni. Perciò, come sta scritto dell’amore per gli uomini che l’Eterno Padre ha mostrato nell’abbandonare alla morte suo Figlio: ” Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Figlio suo unigenito ” (Gv 3,16), così, afferma san Bonaventura, può dirsi di Maria: ” Maria ci amò talmente, da darci il suo Figlio unigenito…Beati quelli che hanno donato il loro cuore a Maria! Beati quelli che sono suoi servi fedeli!”.

Sì, perché la grata Regina ” non si fa mai vincere in amore dai suoi devoti “. Seguendo l’esempio del nostro Redentore Gesù Cristo, ” con i suoi benefici e favori, a chi la ama contraccambia duplicato il suo amore”.

Esclamerò dunque anch’io con sant’Anselmo: ” Arda per te sempre il mio cuore e tutta si consumi d’amore l’anima mia “, o mio amato Salvatore Gesù, o mia cara Madre Maria. Poiché senza la vostra grazia non posso amarvi, ” concedete all’anima mia supplicante, concedetele non per i miei meriti, ma per i meriti vostri, che io vi ami quanto voi meritate. O Dio che ami gli uomini, Tu hai potuto amarli fino a morire per loro, che erano colpevoli; come potresti negare, a chi te la domanda, la grazia di amare Te e la Madre tua? ”

Preghiera di benedizione e protezione per tutte le madrimadonna_bambino

Padre amato:

ti rendiamo grazie per le nostre madri,

alle quali hai affidato la cura preziosa della vita umana

dal suo inizio nel grembo.

Tu hai dato alla donna la capacità di

partecipare con te alla creazione di nuova vita.

Fa’ che ogni donna possa arrivare a

comprendere il pieno significato di questa benedizione,

che le dà una capacità illimitata di amore disinteressato

per tutti i bambini.

Guarda ogni madre che sta aspettando un figlio,

rafforza la sua fede nella tua cura paterna

e l’amore per lei e per il suo feto.

Dalle coraggio nei momenti di paura o dolore,

comprensione nei momenti di incertezza e di dubbio

e speranza quando ci sono dei problemi.

Concedile allegria alla nascita di suo figlio.

Benedici le madri alle quali

hai dato il grande privilegio e la responsabilità

di essere il primo maestro e la prima guida spirituale

di un bambino.

Fa’ che tutte loro possano promuovere degnamente la fede dei figli,

seguendo l’esempio di Maria, Elisabetta e altre sante donne che seguono Cristo.

Aiuta le madri a crescere quotidianamente

nella conoscenza e nella comprensione di tuo Figlio,

Nostro Signore Gesù Cristo,

e concedi loro la saggezza per diffondere questa conoscenza in modo fedele

ai propri figli,

e a tutti coloro che dipendono da loro.

Aiuta tutte le “madri spirituali”,
che pur non potendo avere figli propri, in modo disinteressato,

curano i figli altrui di qualsiasi età e stato di vita.

Che possano conoscere la gioia di rispondere

a questa chiamata materna della donna,

nell’insegnamento, nell’infermeria, nella vita religiosa

o in un altro tipo di lavoro che riconosce e promuove la vera dignità di ogni essere umano

creato a sua immagine e somiglianza.

Ti chiediamo di inviare lo Spirito Santo, il Consolatore,

alle madri dei bambini che sono morti, sono malati

o separati dalle loro famiglie,

o che sono in pericolo o hanno problemi di qualsiasi tipo.

Aiuta nel lutto le madri a confidare

nella tua misericordia e nell’offerta paterna

d’amore per tutti i tuoi figli.

Chiediamo la tua benedizione su tutte coloro

alle quali hai affidato la maternità.

Il tuo Spirito Santo le ispiri e le rafforzi costantemente.

Non smettano mai di seguire l’esempio di Maria,

madre di Nostro Signore,

e di imitare la sua fedeltà, la sua umiltà e il suo amore oblativo.

Le madri possano ricevere la sua grazia

abbondantemente in questa vita terrena,

e sperino di partecipare della gioia eterna

alla tua presenza nella vita che verrà.

Te lo chiediamo per Nostro Signore Gesù Cristo,

che vive e regna con te e con lo Spirito Santo,

un unico Dio, mondo senza fine.

Amen!Risultati immagini per preghiera di san bernardo alla madonna ricordati

(fonte: Aleteia.org)

“Le parole di Augias sulla piccola Fortuna? Ennesimo attacco alla famiglia”

La XX Giornata Bambini vittime ,celebrata il 1 maggio 2016 in Piazza San Pietro,intitolata «Fanciulli, alzatevi!», è opera di don Fortunato Di Noto – parroco di Avola (SR), fondatore di Associazione Meter che da 25 anni lotta con il suo staff per stanare i siti pedopornografici e denunciare gli orchi sul web :secondo il Report 2015 di Meter,sono 700.000 i bambini ridotti in schiavitù sessuale in tutto il mondo.

Tre bambini di Parco Caivano (NA) hanno risposto all’appello, hanno alzato la testa ,hanno denunciato e hanno permesso agli investigatori di catturare Raimondo Caputo, l’uomo che due anni fa, dopo averla abusata, ha ucciso la piccola Fortuna Loffredo gettandola dal balcone del palazzo-muto. L’omertà degli adulti: «Gli adulti ostacolavano le indagini, i piccoli hanno permesso una svolta» ha detto il procuratore aggiunto di Napoli Nord, Domenico Airoma.

Martedì 3 maggio 2016, nella trasmissione su La7diMartedì” a cura di Giovanni Floris, Corrado Augias è stato chiamato a commentare il tragico omicidio della piccola Fortuna Loffredo, di sei anni, ad opera di un orco che prima di ucciderla le ha anche usato violenza, compagno di una donna il cui figlio è morto l’anno scorso nelle medesime circostanze. Di seguito un breve passaggio della lunga intervista al noto giornalista e saggista che tanto scandalo ha provocato sui social network:

 Ma è una lettura accettabile quella di Augias? Lo abbiamo chiesto a Mario Adinolfi, blogger e direttore de “La Croce” che sull’argomento aveva usato parole dure.

E’ il mondo al contrario: il giornalismo di sinistra à la page che descrive una bimba uccisa come una adescatrice è qualcosa di folle” ci spiega, “Mia moglie ha pubblicato la foto della piccola Fortuna proprio sottolineando come non ci sia nulla di perverso in quella bimba che si fa ritrarre sorridente, per nulla ammiccante, con i colori sgargianti dell’infanzia, non certo della femme fatale”.

“Mia figlia ha 6 anni – riprende il giornalista Adinolfi– e ha il gusto della femminilità, non vorrei che Augias la pensasse come una adescatrice. Siamo in un mondo dove i bambini sono oggetti che vengono usati e messi in posa per le fantasie e le ideologie degli adulti. Dai bambini transgender messi in posa per fare propaganda, fino al lolitismo: la vera battaglia che facciamo è quella contro la violenza degli adulti sull’infanzia che ormai è quotidiana”.

Paola Tavella, invece, sull’Huffington Post usa argomenti simili proprio per difendere Augias:

Noi femministe abbiamo combattuto le inserzioni pubblicitarie in cui le bambine sono costrette a atteggiarsi come donne sexy, emaciate, imbronciate, truccate. Abbiamo denunciato l’orrore dei concorsi di bellezza per bambine, che sembrano sfilate per pedofili, cataloghi di Barbie in miniatura. E vi ricordate che gli italiani sono i primi nel mondo per turismo sessuale, che vanno in Thailandia, in Brasile, in Vietnam a farsi una minorenne dopo l’altra per pochi soldi? Allora riconosciamo che Augias ha ragione. Anzi, ha detto qualcosa che viene subito in mente guardando la foto di Fortuna, perché Fortuna, povero amore, in quella foto ha l’atteggiamento di una soubrette.

Ma Adinolfi non ci sta e spiega: “io non ho visto altro che una bambina normalissima in un contesto di degrado, di omertà mafiosa. È una bimba di 6 anni che sperimenta la sua identità, quella che Augias e altri danno è una lettura sbagliata che tende a costruire una giustificazione di quella violenza, quasi un ‘se l’è cercata’ che diventa naturalmente un ‘è colpa della madre’. Il sottotesto di questa argomentazione è che la colpa sia dell’istituzione familiare in se stessa. Contro la famiglia c’è sempre una occasione per sparare a zero, mentre per i casi come il ricco PR romano omosessuale che ricattava una trentina di 14enni con foto delle loro performance sessuali, sappiamo tutto dopo due mesi dall’arresto ed è ancora tutto un fiorire di condizionali sui giornali. Solo sulla colpevolezza della famiglia c’è sempre accordo immediato...”

tratto da Aleteia

IL PRETE DELLE PERIFERIE DIGITALI :LA MISSIONE DI DON FORTUNATO DI NOTO

Il 5 maggio 2016 si è celebrata l’ottava Giornata mondiale per i bambini vittima della violenza, dello sfruttamento e della pedofilia. In Italia era stata istituita nel 2009, con la legge n. 41. Tra i promotori dell’iniziativa legislativa, anche don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione Meter – nata in Sicilia, a Siracusa –, da oltre vent’anni  impegnato nella difesa dei bambini dalla violenza in ogni sua forma e, in particolare, quella devastante della pedofilia. Tra l’altro fondatore del “Telefono Arcobaleno”, si è specializzato nella “caccia” agli “orchi” del web. Sono oltre 10milioni le vittime della pedo-pornografia online.

Don Fortunato :”Noi di Meter denunciamo da oltre 25 anni abusi tremendi sui bambini e nessuno dei media che dica una parola! Io da anni denuncio l’esistenza delle lobby propedofilia, ma mi hanno preso ‘a pesci in faccia’ ! Da anni ricevo delle minacce e per questo motivo vivo sotto scorta. Mi sembra un po’ anacronistico fare l’appello al Papa perché faccia la pulizia dentro la Chiesa: la Chiesa lo fa già da anni, con Benedetto XVI e adesso con Papa Francesco. La Chiesa, pur con fatica, ha dato risposte chiare, certe ed efficaci .INVECE il silenzio mediatico su milioni di bambini ripetutamente violati per l’industria pedopornografica è una cosa vergognosa!
I media sono chiamati a fare la loro parte, l’informazione è anche un forte potere, ma dovrebbero non soltanto informare sui fatti legati alla pedofilia del clero – fatti gravi e ingiustificabili – ma mobilitare tutti nella lotta alla pedofilia,un crimine contro l’umanità.
Sul fenomeno della pedofilia, sulla pedopornografia è la società tutta che deve dare una risposta chiara, forte ed efficace: che di fatto è debole e in tanti casi inefficace.
Restare in silenzio favorisce un crimine su bambini neonati, piccolissimi di età, su un vasto sistema di produzione e sfruttamento dei bambini che ogni anno il Report Meter denuncia e rende pubblico: ma non ha la valenza della denuncia globale.E questo è intollerabile.
Si avrà il coraggio di denunciare l’esistenza delle lobby pedofile, quei movimenti pro-pedofilia che vorrebbero far diventare normale il rapporto tra adulti e bambini anche nella relazione affettiva e sessuale, lobby che stanno proliferando sempre di più?!?  Raccolgono fondi e impunemente agiscono.Il mondo tace perché in fin dei conti giustifica la pedofilia.”

Il mondo in silenzio davanti al dramma della pedofilia. “Spotlight”? La foglia di fico…

libronuovoInternet, l’universo digitale, lo spazio senza spazio, il luogo senza tempo, onnipresente, circolare e diffuso, è in realtà una periferia esistenziale e pastorale, che necessita di un’attenzione educativa, civile, morale e religiosa tutta propria, ed è un buco nero della criminalità. Lo spiega bene, il sacerdote missionario, nel libro appena pubblicato: “WEB MISSION TRA LE PERIFERIE DIGITALI ”, edito da Passione Educativa.

http://agensir.it/quotidiano/2016/4/26/editoria-in-uscita-il-nuovo-libro-di-don-fortunato-di-noto-meter-web-mission-tra-le-periferie-digitali/

C’è “la necessità di una missione nel web, a protezione di bambini e adolescenti”, per “evitare che le attuali generazioni restino intrappolate dalla Rete”. C’è bisogno – dice il sacerdote – di “abitare le periferie digitali”, per favorire “l’acquisizione di uno stile di vita rinnovato, simile al modo di essere e di porsi di Gesù”, cogliendone tutte le opportunità, senza ignorare i pericoli di una reale vita virtuale”.

“La misericordia è capace di attivare un nuovo modo di parlare e di dialogare”, scrive Papa Francesco nel suo Messaggio per la 50ma Giornata mondiale per le Comunicazioni sociali (il prossimo 8 maggio 2016), sul tema “Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo”. Questo libro, allora, è un’opera di misericordia nell’era della globalizzazione informatica. “La rivoluzione digitale ha segnato un profondo cambiamento, che pone alcune domande: l’evoluzione tecnologica può incidere sullo sviluppo cognitivo, emotivo, relazionale dei bambini? Sui social network è possibile incontrare Gesù? Davanti ai peccati e ai reati che popolano le periferie digitali, Gesù cosa avrebbe fatto?”, leggiamo in Prefazione.

Questa domanda è il fil rouge, del libro e della nostra intervista a don Fortunato Di Noto, il coraggioso sacerdote a cavallo tra il secondo e il terzo millennio.

Don Di Noto, quali sono i dati della pedofilia online, quanti sono i casi di cui si è occupata Meter?
“I dati sono inquietanti. Oltre 10milioni di minori adescati sul web nel mondo, e l’Europa è al primo posto. Ogni giorno segnaliamo nuovi casi alle forze dell’ordine, come associazione Meter. Attraverso il nostro Centro di ascolto e di accoglienza, abbiamo accompagnato una settantina di minori, l’anno scorso, e già una ventina dall’inizio di quest’anno. La nostra associazione ha segnalato alle forze dell’ordine circa 100mila siti in dieci anni, e oltre un milione tra foto e video. Una media di poco meno di 10mila l’anno. Aumentano gli adescamenti sui Social. C’è poi il ‘buco nero’ del deep web, dei siti non visibili sui motori di ricerca. Molte denunce hanno portato alla chiusura di siti e ad arresti. Ma sono una piccola goccia nel mare. Questa Giornata non è per un ricordo, ma un’occasione di vera sensibilizzazione e anche di formazione alla presa di coscienza, nei bambini stessi, dei loro diritti e dei pericoli ai quali vanno incontro. L’attenzione a questi problemi cresce, ma c’è ancora troppa indifferenza, a quella che anche il presidente del Senato Pietro Grasso, nel suo Messaggio alla nostra associazione, ha chiamato una vera emergenza sociale, una piaga”.

Internet ha aperto nuovi scenari di violenza e perversione sui bambini, dunque. Come ci si difende?
“Il pedofilo è un criminale estremamente raffinato, dal punto di vista tecnologico e pericoloso, che vive ormai ‘in comunità’. Cerca, compra e scambia su Internet materiale pedo-pornografico perfino ai primi istanti di vita e allo stadio prenatale. E i bambini sono lasciati soli a maneggiare la ‘bomba atomica’ del web. Sono orfani, anche se hanno entrambi i genitori, con il mouse in mano e davanti al touchscreen. GLI ADULTI HANNO UNA GRAVE RESPONSABILITA’ . L’uso delle nuove tecnologie va accompagnato, secondo l’età. Molti minori cambiano la loro età e così aumentano i rischi di adescamento, attraverso falsi profili di coetanei, per esempio. E sfruttando la loro curiosità possono anche essere irretiti in conversazioni a tema sessuale. I pericoli devono essere conosciuti e affrontati. È un pericolo globale, che richiede un’azione globale, coordinata, delle forze dell’ordine e degli operatori sociali, e anche della Chiesa e delle altre istituzioni religiose”.

Qual è lo stato delle leggi?
“L’allarme è rosso. Le leggi nazionali ci sono, anche se molte restano inapplicate. Servono, invece, azioni internazionali globali, protocolli che diventino iniziative concrete. I pericoli sono globali e seri, e dunque, servono azioni globali e coordinate. La criminalità informatica è un fenomeno ad altissimo rischio, soprattutto quando sono coinvolti i bambini”.

Il suo libro, “Web Mission tra le periferie digitali”, è una pastorale del web “all’insegna della misericordia”. In cosa consiste?
“Sono un internauta esperto. Ho imparato a navigare nel web fin dalla sua nascita, nel 1989. Il web è terra di missione, la periferia digitale, dove ci sono tanti naufraghi della vita, naviganti senza rotta, in cerca di se stessi, persi nel flusso di informazioni e di interlocutori senza volto o con la maschera. Agli inizi fui identificato come ‘l’uomo con la croce’. Nel web c’è l’uomo cercatore di Dio, bisognoso d’amore. E Dio vive nel web prima ancora che esistesse materialmente. È un dono all’uomo che per natura è un cercatore di conoscenza e di amore. I testimoni nella Rete possono far scoprire ai naviganti l’amore misericordioso di Dio”.

Il web è la nuova terra di missione, dunque, il “nuovo mondo” da civilizzare, vero, concreto, per nulla “virtuale”?
“Nell’etimologia, virtuale significa crescere nella virtù. Nel virtuale, c’è il bene e c’è il male. E sul web il male è reale, ed è esponenziale. Si manifestano le cose più atroci, come pornografia degradante, PEDOPORNOGRAFIA,SATANISMO e violenze, truffe, inganni, spesso dietro false e oscure identità. Il web ha amplificato il male del mondo. Nel libro racconto come bisogna ‘abitare’ questo luogo, rispondendo alla domanda principale: Gesù, nell’era digitale, come avrebbe fatto? Ma vivere nel mondo reale, quotidiano, ‘faccia a faccia’ con le persone e con le proprie responsabilità, con le proprie scelte di vita, è importante”.

Gesù, nell’era digitale, come avrebbe fatto?
“Sarebbe stato Colui che era e che è, anche sul web. Avrebbe comunicato l’Amore. Come avrebbe utilizzato Internet o uno Smartphone? Non per tradire, per ingannare, per usare l’altro, ma per servire il bene, essendo pienamente Parola, mostrandosi per Colui che è. Questo è il messaggio fondamentale del cristianesimo per l’umanesimo digitale: essere pienamente e autenticamente se stessi. Testimoniare il kerigma, il mistero della morte e resurrezione di Gesù Cristo. Questa è la missione pastorale. Eppure, ci sono sacerdoti che si muovono sul web non in questa direzione, alcuni si perdono in inutili speculazioni. Bisogna dialogare con tutti, ma testimoniando la ‘bella notizia’ del figlio di Dio. Le racconto un mio aneddoto personale. All’età di sette anni, quando imparai a leggere, ricevetti un Vangelo con la copertina in rosso, che tenevo sempre con me. Il mio padre spirituale mi diceva: ‘Se vuoi essere un buon cristiano, leggi il Vangelo ogni giorno’. Per crescere in virtù a abitare bene il web bisogna leggere il Vangelo ogni giorno”.

Come si può trasmettere la passione per il Vangelo sul web, dove si usa un linguaggio essenziale e veloce, che rimane perlopiù in superficie?
“Il ‘cinguettare’ del web, l’uso di un linguaggio stringato e veloce può essere utile, soprattutto per arrivare presto al cuore e dare un aiuto a chi ha bisogno di curare le sue ferite. Ma la Parola di Dio è sapienza. La fede non è uno slogan, anche se in qualche caso ricorrere al linguaggio dello slogan può essere utile. Si può usare il web anche per diffondere il commento al Vangelo, studi e ricerche di teologia. La lectio divina si svolge nella sapienza e vive ‘gomito a gomito’, ‘faccia a faccia’, ‘mano nella mano’”.

“L’amore, per sua natura, è comunicazione, conduce ad aprirsi e a non isolarsi”, scrive il Papa nel Messaggio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali 2016. Ma la comunicazione, lo scambio di idee, sentimenti, emozioni, immagini può essere invece nemica dell’amore, per se stessi, per gli altri e per Dio?
“La vera comunicazione è verità e amore. Tutto dipende da come ci si pone nei confronti della verità, come si vive l’amore. Se è un servire l’altro, il bene dell’altro, fino a morire per farlo vivere per sempre, come ha fatto Gesù Cristo, allora, fa crescere e aiuta a sanare dalle ferite del peccato. L’amore deve essere comunicato e vissuto con gli altri, in una vera comunità e in comunione. Altrimenti, la comunicazione è svuotata dall’anti-amore”.

Intervista a don Fortunato a cura di InTerris

Aborto:”rito sacro” per i satanisti che difendono Planned Parenthood,le cliniche dell’infanticidio

Torniamo a parlare di aborto e satanismo che,come dichiarato dagli stessi leader satanisti ,come Lucien Greaves, è ‘sacramento satanista’….A Detroit, nel Michigan, la setta Tempio Satanico continua a dare  macabri spettacoli proaborto e contro i cristiani (si veda ad esempio qui, qui e qui) .

Come riporta LifeSiteNews, lo scorso fine settimana migliaia di aderenti e simpatizzanti al gruppo Citizens for a Pro-life Society si sono riuniti all’esterno della struttura delle cliniche abortiste Planned Parenthood per pregare e manifestare pacificamente contro gli orrori delle cliniche abortiste. Si trattava di una delle centinaia di manifestazioni (partite sui social sotto l’hashtag #ProtestPP) contro la criminale multinazionale dell’aborto e che si sono tenute in concomitanza il 23 aprile 2016. Ebbene, i dimostranti hanno avuto modo di vivere un incontro ravvicinato con gli schiavi del demonio.

I membri della setta Satanic Temple di Detroit, infatti, hanno inscenato un orripilante teatro di strada. Indossando maschere raffiguranti volti di neonati e portando con sé fruste con le quali si flagellavano gli uni gli altri, i satanisti hanno voluto denunciare il feticismo che i pro-life nutrirebbero verso i nascituri…

Qui sotto ripubblichiamo il video di LifeSiteNews: chi ha lo stomaco forte per resistere lo guardi pure, per rendersi conto della guerra che si sta conducendo nel mondo tra la ‘cultura della vita’ e la ‘cultura della morte’. Non vi sono dubbi dove stiano il bene e la ragione.

In pratica, l’accusa dei cosiddetti pro-choice è sempre la stessa: considerando erroneamente il feto una persona umana e promuovendo campagne volte a sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’omicidio dell’aborto, il mondo pro-life negherebbe la verità scientifica (sic!) e violerebbe il diritto fondamentale (sic!) della donna alla ‘salute riproduttiva’. Non c’è bisogno ovviamente di rispondere a questi attacchi, tanto sono fondati sulla menzogna. D’altra parte, Satana è il padre della menzogna…

Ad ogni modo, anche dal male si può trarre il bene. Se mai ce ne fosse ancora bisogno, è evidente a tutti che tipo di sostenitori ha Planned Parenthood. Difensori degni dell’attività che svolge.

Negli Stati Uniti, lo sappiamo, si trova di tutto. I satanisti, in particolare, usano il Primo Emendamento della Costituzione(ovvero la protezione della libertà religiosa) per lottare contro i cristiani. In nome della libertà, vogliono discriminare i loro principali avversari.

Non è allora un caso se, nel luglio 2013, mentre il Texas approvava il divieto di aborto dei bimbi capaci di sentire dolore, un gruppo di manifestanti pro-choice – sebbene non affiliati ai satanisti – gridassero a squarciagola “Heil Satan!“.

Attenzione, non stiamo parlando solo di pochi squinternati. Questi episodi dimostrano in piccola scala il livello dello scontro in atto. L’importante è sapere da che parte della barricata stare, ben consci che “Tertium non datur“.

Triduo a San Michele Arcangelo

Da recitare per intero per tre giorni consecutivi
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
 
Gloria al Padre
Invocazione allo Spirito Santo
Credo

-Inno della Chiesa a San Michele Arcangelo

O Gesù, splendore e potenza del Padre, o Gesù, vita dei nostri cuori, noi ti lodiamo in unione con gli angeli, i quali, attenti agli ordini delle tue labbra, si velano con le loro ali. Migliaia e migliaia di principi celesti circondano il tuo Trono, combattono per te; ma san Michele inalberato il Vessillo della Salvezza, spiega vincitore lo stendardo della Croce. E’ lui che precipita nel fondo dell’inferno l’orgogliosa testa del dragone e fulmina, cacciandoli dal cielo, i ribelli e i loro capi. Seguiamo questo Principe invicibile contro il capo dell’orgoglio, affinchè l’Agnello ricompensi la vittoria del popolo fedele con la corona della gloria eterna.

Al Padre, al Figlio che ci ha redenti e a Te, O Spirito Santo, come era in principio, sia una stessa gloria ed una stessa lode per tutti i secoli dei secoli. Amen.

1.Io credo fermamente, o glorioso Arcangelo Michele, che siete sempre davanti a Dio, pronto a difendere i Suoi divini diritti e a tutelare, col vostro potente aiuto, i vostri devoti allorché sono assaliti dalle suggestioni di Satana e del mondo. Animato da questa fede, a Voi ricorro, o mio celeste Difensore, e ardente vi supplico di difendermi da ogni insidia malefica, soprattutto quando sarò assalito dal nemico infernale che cerca di allonta­narmi da Dio e da ogni perversità del mondo che cerca la mia perdizione nel tempo e nell’eternità. Tre Gloria al Padre….

O Arcangelo Michele, Nostro invitto Difensore, Prega sempre con fervore per noi tutti il buon Gesù.

  1. Umilmente in terra prostrato, o glorioso Arcangelo Michele, vi prego di liberarmi dalle mani dei miei nemici sia occulti sia palesi, da falsi testimoni, da lingue malefiche, da discordie familiari e sociali, dalla fame, dalla guerra, da ogni male contagioso, da fòlgori, terremoti e tempeste: le quali cose tutte suole il drago dell’infer­no eccitare a danno nostro. Non lasciate, vi supplico, o Condottiero delle angeliche squadre, di provvedere alle neces­sità di me, vostro servo, e di tutti i tuoi devoti, dando alla terra la fecondità desiderata, pace e concordia tra i popoli cristiani. Tre gloria al Padre…

O Arcangelo Michele, Nostro invitto Difensore, Prega sempre con fervore per noi tutti il buon Gesù.

  1. Vi chiedo finalmente, o Principe degli Arcangeli Michele, di liberarmi da ogni infermità spirituale e temporale. Assistetemi in questa presente vita e nell’ultima ora della mia morte, acciò sotto la vostra protezione, rimanendo vincitore di Satana, me ne venga a godere con voi, nel santo paradiso, la divina Bontà, ove spero col vostro aiuto di avervi a ringraziare in eterno.

Deh! Compiacetemi di custodire e patrocinare me, tutti quelli della mia casa e tutti i vostri devoti, affinché col vostro patroci­nio, conducendo una vita incolpabile, possa un giorno venire a con­templare Iddio e voi e godere l’eterna felicità per tutti i secoli dei secoli. Tre gloria al Padre…

O Arcangelo Michele, Nostro invitto Difensore, Prega sempre con fervore per noi tutti il buon Gesù.

Tratto da: “Preghiere dei Cristiani ai Santi Angeli di Dio”. Don Marcello Stanzione Milizia di S. Michele Arcangelo

SETTE O CULTI DISTRUTTIVI:COME DIFENDERSI

Per le persone che non sono mai state in contatto con le sètte, questi gruppi distruttivi possono esercitare una sorta di fascino morboso. Segrete, separatrici ,elitarie, sembra difficile sfuggire da queste strutture. Ma soprattutto come finiscono le persone nelle sette?

Uomini e donne che aderiscono alle sètte spesso non ne sono consapevoli se non quando è troppo tardi e si trovano isolati da tutti coloro che prima amavano e frequentavano. Diventano dipendenti dal gruppo, che percepiscono come l’unico luogo sicuro  – ma anche, paradossalmente, hanno paura di uscirne… Essendo l’ambiente esterno alla setta descritto come persecutorio, la persona può avere reazioni di panico al solo pensiero di lasciare il gruppo, risultando così praticamente impossibile per lei concepire la vita al di fuori della setta.

Al fine di impedire alle persone di restare intrappolate in gruppi pericolosi , la ricerca dovrà concentrarsi su due domande: chi ha più probabilità di caderci? E ancora più importante, come possono gli individui riconoscere di essere manipolati e tirati dentro?

Durante un periodo di transizione 

“L’eminente studiosa Margaret Singer ha riscontrato che le persone durante un normale contrattempo della vita, come  una fase di transizione –bassa autostima,perdita di lavoro o di una persona cara,paura del domani,depressione – sembrano essere più a rischio ” , ha riferito a IBTimes del Regno Unito, Alexandra Stein, specialista in psicologia sociale dell’estremismo ideologico e settario.

La sua intuizione è particolarmente interessante perché lei stessa anni addietro aveva fatto parte di una sètta a sfondo politico negli Stati Uniti. Riguardando la sua esperienza, la Stein ha raccontato che uno dei fattori di spinta  verso il gruppo è stato il fatto che in quel momento stava vivendo importanti cambiamenti nella sua vita. Aveva appena rotto con un fidanzato, e poiché era idealista voleva incontrare persone che combattevano per la “giustizia sociale”.

Una questione di ideologia? 

Sebbene sia difficile generalizzare, l’idealismo è spesso una caratteristica comune condivisa dalle vittime delle sette. “Queste persone sono spesso idealiste, pensano di fare la differenza per l’umanità, o che sapranno servire meglio degli altri il loro dio o i loro ideali all’interno del gruppo. Gli individui che vengono reclutati sono spesso giovani adulti della classe media o alta “, ha spiegato al IBTimes, Robert Pardon, direttore del New England Institute of Religious Research

Tuttavia, esaminare ciò che attira la gente solo in termini di personalità o ideologia sarebbe troppo semplicistico. “Gli individui sono esseri sociali.  Non solo si aggregano per un’ideologia, lo fanno per un senso  di appartenenza. A volte neppure capiscono che cosa è veramente la teologia del gruppo “, ha aggiunto Pardon. 

I LEADER DI GRUPPI A CARATTERE SETTARIO INTERCETTANO I  BISOGNI DEI SEGUACI E NE CONDIZIONANO E CONTROLLANO IL COMPORTAMENTO

Le storie delle vittime ricordano tutte che i gruppi pericolosi si affidano anche a tecniche sofisticate per reclutare i loro membri.

Questi metodi possono effettivamente aggravare le esistenti  insicurezze emotive dei membri, incoraggiandoli a diventare completamente dipendenti dalle setta per tutte le loro necessità fisiche ed emotive. Allo stesso tempo, viene spesso detto loro di recidere i legami con gli amici e con gli affetti o i parenti che non fanno parte del gruppo.

Questo può causare isolamento fisico e psicologico, che comporta, di fatto, un aggravamento di quei problemi, come l’ansia e la depressione, che risultano i principali motivi che hanno spinto le persone verso la setta.L’ansia e la depressione possono diventare così opprimenti e sembrare così insormontabili che i seguaci si sentono in trappola.

E ‘un circolo vizioso che può condurre a conseguenze veramente tragiche, come il ben documentato massacro di Jonestown del 1978, quando più di 900 persone morirono in un omicidio-suicidio di massa eseguito con la supervisione del leader della setta, Jim Jones. Poi vi furono i suicidi di Heaven’s Gate (culto ufologico ) nel 1997, in cui 39 persone, tra cui il leader della setta, Marshall Applewhite, assunsero spontaneamente una dose eccessiva di fenobarbital e vodka, nella speranza di essere trasportati su una presunta astronave aliena che volava dietro la cometa (vera) Hale-Bopp.

Le sette usano elaborate tecniche per distruggere gli individui mentalmente e fisicamente. Abbiamo identificato 26 di queste tecniche: Alcune delle tecniche utilizzate, isolatamente non sono necessariamente dannose in sé.Tuttavia, in un ambiente settario psicologicamente coercitivo, sono solitamente utilizzate in massa, in modo estremo e per periodi di tempo prolungati.

TECNICHE DI RECLUTAMENTO NELLE SETTE

Le tecniche di controllo mentale includono:

Pressione psicologica del Gruppo Propaganda insistente invasiva ,per sopprimere ogni dubbio e resistenza alle nuove idee, sfruttando il bisogno di appartenenza e la ricerca di una propria identità dell’individuo.

Love bombing
Il “bombardamento d’amore” : cioè Creare un apparente senso di familiarità e di appartenenza verso il nuovo seguace, facendolo sentire importante, UN ELETTO che deve considerarsi fortunato per essere stato accolto dalla èlite di prescelti .

Rifiuto delle persone care della vita precedente
Accelerare l’accettazione del nuovo modo di pensare e del nuovo stile di vita, denunciando costantemente ex valori ex credenze e persone esterne…

Confondere e manipolare discorsi
Incoraggiare l’accettazione cieca della setta,attraverso lezioni complesse e martellanti su una ideologia ,che deve essere approvata sempre come giusta a prescindere.

Metacomunicazione
Impiantare messaggi  (spesso subliminali) sottolineando determinate parole chiave o frasi montate apposta e ripetitive tipo slogan, per confondere la percezione della realtà e irretire la persona,al fine di convincerla che solo il gruppo ‘detiene la verità’.

La rimozione della Privacy
perdita della capacità di valutare logicamente, impedendo il rapporto con il proprio vero pensiero e con le persone che si frequentavano prima e facendole apparire come “nemiche”

Dito puntato
Creazione di un falso senso di giustizia, indicando sempre e solo le carenze del mondo esterno alla setta e della persona o persone che si vogliono contrastare e /o eliminare

Sostituzione di relazioni
Distruggere le famiglie e le relazioni precedenti all’entrata nella sètta, organizzando relazioni e famiglie solo all’interno del gruppo 

Privazione sensoriale del tempo Distruggere la capacità di valutare le informazioni, le reazioni personali, e le funzioni del corpo in relazione al passaggio del tempo :tutto il tempo DEVE essere dedicato alla sètta ed ai loro obiettivi….inducendo ad accettare SOLO quello che la sètta impone di leggere e di studiare, di dire e di fare

Tabula rasa
Incoraggiare obbedienza infantile orchestrando un comportamento infantile.

Regole senza compromessi
Induzione al disorientamento, sollecitando accettazione di regole apparentemente semplici che devono regolare la propria vita e che non possono essere contestate ( in certi gruppi distruttivi,per esempio l’ansia di mantenere ‘ ritmi di meditazione o preghiera’ , il controllo dell’uso di farmaci ,dei pasti,dell’abbigliamento,dei riti….etc)

Abuso verbale
desensibilizzante attraverso il bombardamento di un linguaggio calunnioso e offensivo.

Privazione del sonno e stanchezza
Creare disorientamento e vulnerabilità prolungando un’attività fisica mentale ,inculcando angoscia ansia e perdita di ritmi di sonno adeguati

Codici di comportamento
Rimozione dell’ individualità chiedendo la conformità totale al codice di comportamento del gruppo.

Restringimento mentale
Eliminare le idee che vanno fuori dalla setta, attraverso la ripetizione prolungata di frasi che restringono la mente ad un circolo chiuso nella sètta

Distruzione della personalità :il pensiero unico
incoraggiare la distruzione dell’ego individuale ,facendo sentire la persona incapace di vivere e di essere qualcuno al di fuori del gruppo , indagando e controllando la sua vita personale: la persona deve conformarsi completamente al pensiero unico della sètta.

L’impegno finanziario
ottenere maggiore dipendenza dal gruppo bruciando i ponti con il passato, attraverso la donazione dei propri beni

Gerarchia e leader promozione dell’accettazione  dell’autorità dei leader del pensiero del gruppo ,che mai devono essere contestati ,perchè sono i soli che detengono il potere e la salvezza.

Isolamento
perdita del senso della realtà, indotta  dalla separazione mentale e fisica dagli amici e dagli affetti di prima, dalla società e da veri riferimenti razionali.

L’ipnosi
inducendo uno stato di alta suggestionabilità con l’ipnosi, spesso subdola come il rilassamento o la meditazione per tempi prolungati ed ossessivi.

Approvazione controllata
Mantenere la vulnerabilità e la confusione nella persona,promuovendo alternativamente azioni gratificanti verso l’individuo e poi azioni pesantemente punitive e/o abusanti.

Cambiamento di ritmi vitali
Creare disorientamento e una maggiore suscettibilità alle eccitazione emotiva, privando il sistema nervoso di sostanze nutritive necessarie attraverso l’utilizzo di diete speciali e/o il digiuno coercitivo o imponendo autolesionismo fino al degrado di sè (finanche al suicidio)

Regole
Induzione alla dipendenza dal gruppo con l’introduzione di regole oscure ,di cui solo i leader detengono la conoscenza…

Nessuna domanda
Realizzazione di accettazione automatica di credenze ,scoraggiando il desiderio di avere dubbi e di cercare risposte (specialmente al di fuori della setta).

Il senso di colpa
Rafforzare il bisogno di salvezza esagerando i peccati degli ex stili di vita ed ogni minima mancanza alle regole del gruppo.

La paura
mantenere la fedeltà e l’obbedienza al gruppo minacciando l’anima, la vita ,per il minimo pensiero negativo, parola o azione.

“Il processo di reclutamento può essere molto veloce, non è raro per le vittime essere irretite in appena tre o quattro giorni” ha dichiarato a IBTimes, Ian Haworth, segretario generale di Cult Information Centre

E ‘ ad esempio importante riconoscere che una sètta cercherà sempre di separare i propri membri dagli amici e dagli affetti precedenti. “Se un gruppo o un individuo cerca di isolarti dalle tue precedenti relazioni, devi cominciare a preoccuparti”, afferma la Stein.

Anche se di per sé non è sufficiente, avere rapporti affettivi forti può offrire una forma di protezione contro le sètte.

“Una vittima passerà attraverso un improvviso cambiamento di personalità che si chiama ‘snapping’. Dopo tale fase, la persona cessa di essere quello che lui o lei era, e viene totalmente fagocitata dal gruppo. Da quel momento tutto quello che le vittime fanno, non è nel loro interesse , ma nell’interesse del gruppo “, spiega Haworth. Le famiglie e gli amici possono aiutare facendo ricerche sul gruppo quanto più rapidamente possibile. Se si scopre trattarsi di una setta, allora si può avvertire una persona prima che sia irretita.

Imparare dall’esperienza

Per le vittime abbastanza fortunate da fuggire, il processo di recupero può essere lungo e difficile, con persone che sperimentano sensi di colpa, confusione, depressione o disorientamento, stati  che possono durare circa un anno, nei casi di prolungata assuefazione anche molto di più .

Quando le vittime stanno meglio, aumentare la consapevolezza intorno a loro diventa spesso una priorità. “L’importante è insegnare come funzionano queste organizzazioni, ciò che avviene nel rapporto tra membri e leader e perché le persone sono state isolate con successo. Questo dovrebbe essere fatto presto, durante gli anni scolastici. Dobbiamo educare tutti circa il fatto che è pericoloso finire nelle sètte,cioè in gruppi coercitivi e distruttivi ,che isolano sempre l’individuo per manipolarlo meglio ,ma apparentemente sanno mostrarsi come l’èlite  “, conclude la Stein.

Articolo tradotto e tratto da International Business Times

http://www.ibtimes.co.uk/cult-recruitment-why-do-people-join-them-what-techniques-are-used-lure-them-1557303

La cosiddetta ‘profezia di San Francesco d’Assisi sui due papi’ E’ UN FALSO

È da molto tempo ormai che circola sul web questa ennesima ‘profezia di San Francesco d’Assisi sui due papi’ ed è un’altra di quelle più gettonate dai siti tradizionalisti estremisti sedevacantisti e dalle sette antipapiste New Age come quella dei’messaggi di Gesù all’umanità’ della falsa veggente che si spaccia per Maria Divina Misericordia o i blog legati alla falsa veggente Conchiglia e all’altra sedicente mistica Allison Misti….che diffondono questa bufala, spacciandola per autentica, senza neanche minimamente approfondirne la storicità. Chiariamo subito che questa “profezia” è UN FALSO: non è presente nelle vere Fonti Francescane, proprio perchè è considerato uno scritto NON AUTENTICO, quindi NON SI PUO’ ATTRIBUIRE A SAN FRANCESCO, infatti l’ha scritta qualcun’altro che si spacciava per S. Francesco ed ha strumentalizzato il Santo per fargli dire ciò che faceva comodo…

ECCO COME E’ STATA SMASCHERATA LA BUFALA: riportiamo l’indagine storiografica di Frate Alessandro Giacomo Brustenghi ofm

In questa “falsa profezia”, S.Francesco parlerebbe di uno “sterminatore”, di un “Sommo Pontefice non canonicamente eletto” e  i siti, in cui viene diffusa questa ‘profezia’, spesso non mancano di riferire queste parole alla situazione attuale della Chiesa, alludendo al mito ridicolo dell’”invalidità dell’elezione di papa Francesco”, questione alzata più volte da scrittori incapaci di compiere seriamente il loro mestiere …

Di questa profezia mi ha incuriosito non solo il testo, ma la rapidità e la facilità di diffusione, perciò ho voluto documentarmi per vedere l’origine di questa favola. San Francesco è il fondatore del mio Ordine e ispiratore della mia vita, perciò mi sono messo all’opera nella ricerca e, senza troppo stupore, sono arrivato alla conclusione che questo fatidico testo è del tutto estraneo dal pensiero e dalla parola del Poverello di Assisi.

Andiamo con ordine: chi non distingue confonde!

Dividiamo i documenti in due blocchi: scritti del santo e scritti sul santo. Gli scritti di san Francesco non sono molti, ma ci sono voluti infiniti studi e anni di ricerca per provarne  l’autenticità; molti di più sono i documenti su san Francesco: agiografie, legende, biografie, lettere, cronache, testimonianze, bolle papali e documenti vari… un mare magnum di letteratura su san Francesco davvero difficile da conoscere, catalogare e verificare. Ma i nostri studiosi hanno compiuto un lavoro ineccepibile producendo quel grande libro che si chiama “Fonti Francescane”, un punto fermo sull’autenticità degli scritti di Francesco e sul valore di quei documenti che parlano di lui. Le Fonti Francescane ci riportano quella collezione di testi che più si avvicina, in termini sia temporali che contenutistici, alla figura del santo. Ciò che non è contenuto nel testo delle Fonti Francescane è da considerarsi certamente piuttosto lontano da vita, pensiero e opere del nostro san Francesco.

E questa “profezia”, da dove salta fuori?

I diversi siti in internet riportano i riferimenti bibliografici per attestare la presenza di questa “profezia”: è contenuta nel  tomo sesto della Medi Ævi Bibliotheca Patristica, opera pubblicata a Parigi nel 1880, che raccoglie, fra le altre cose, l’opera omnia di san Francesco redatta da padre Joan De La Hayle (1593-1661). Le note ci riconducono a una ben più famosa pubblicazione: il “De conformitate vitæ beati Francisci ad vitam Domini Iesu” di fra Bartolomeo da Pisa, detto “il Pisano”, scritto tra il 1385 e il 1390, un’opera che mira a dimostrare quanto san Francesco sia stato conforme alla vita di Gesù. Il Pisano, a sua volta, ha attinto dall’“Expositio Regulæ” di Angelo Clareno che era a conoscenza della profezia tramite alcuni opuscoli che riportavano i “Verba fratris Conradi”, ovvero le testimonianze che il beato fra Corrado da Offida avrebbe raccolto dalla bocca di frate Leone, fedelissimo compagno di san Francesco, in punto di morte: in questa raccolta vengono scritte diverse “profezie” attribuite a san Francesco. Questa dunque sarebbe la genesi: Francesco, Leone, Corrado, Angelo Clareno, Bartolomeo da Pisa, Joan De La Hayle e le pubblicazioni successive della sua raccolta.

E fin qua tutto sembra filare liscio, finché non andiamo a verificare l’autenticità degli scritti e andiamo a scoprire che riguardo a questi detti di fra Corrado ci sono molte perplessità. Paul Sabatier, studioso di francescanesimo vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, ha preso in analisi questi opuscoli attribuiti a fra Corrado, ma a causa di diversi elementi dubbi (tra cui alcune aggiunte postume fatte proprio alle profezie) non ha potuto verificarne l’attribuzione e la datazione. Ancora oggi non abbiamo alcuna certezza, ma secondo gli studiosi è molto più logico vedere in Corrado da Offida l’autore originale di quella “letteratura profetica” riguardante san Francesco; di conseguenza dubitano che questi “detti” siano di frate Leone visto che ci sono forti dubbi anche sul fatto che i due frati si sarebbero incontrati. Dobbiamo, perciò, riconoscere che i Verba non possono essere attribuiti direttamente a san Francesco e forse nemmeno allo stesso frate Leone. Questi detti riferiti al santo, pur rilevando un piacevole lato spirituale del francescanesimo, non mancano di esprimere carattere e ideologia più dello stesso Corrado, sostenitore ferreo della corrente degli “spirituali”, quanto di san Francesco…

Chi ha scritto questa “falsa profezia” e perché?

…Corrado, infatti, in seguito ai problemi derivati dalle divisioni interne all’Ordine, in contatto con Pitero di Giovanni Olivi e Angelo Clareno, si schierò per un periodo contro papa Bonifacio VIII contestandone addirittura l’elezione; perciò, se anche volessimo riconoscergli la paternità dei Verba, non ci stupirebbe di trovarvi una profezia che parla di divisioni dell’Ordine e di un papa non canonicamente eletto.

Sabatier ipotizza pure che l’autore sia un discepolo di fra Corrado e pensa di poter ricondurre la stesura (o almeno la ristesura) dei Verba a dopo il 1328, vedendo nell’antipapa Niccolò V il sommo pontefice citato nella profezia. Angelo Clareno ha contribuito alla diffusione di questo testo e Bartolomeo da Pisa subito ha collegato la situazione del suo tempo con la profezia.

Nostra dividetur Religio”, lesse il Pisano e proprio in quegli anni era in atto la divisione dell’Ordine con la riforma dell’Osservanza, ma c’era pure in atto una ben più preoccupante divisione: lo scisma d’occidente.

Dal 1378 la Chiesa era divisa a causa dell’elezione non canonica dell’antipapa Clemente VII; un uomo che, giusto un anno prima della sua elezione, fu capace di autorizzare a Cesena lo sterminio di 4000 uomini che rifiutavano di assoggettarsi a lui e che per questo fu chiamato “il boia di Cesena”. Possiamo immaginare lo stupore del Pisano nel leggere in quelle righe di un papa “non canonicamente eletto” che sarà uno “sterminatore”… È lo stesso Bartolomeo da Pisa nell’introdurre la “profezia” che la riconosce come ATTUALE PER IL SUO TEMPO  e, dunque, già realizzata: quale occasione più ghiotta per nutrire il suo “De conformitate” e dimostrare che san Francesco aveva uno spirito profetico, esattamente come Gesù, e leggendo questo testo ogni fedele avrebbe potuto dire: “È proprio quello che sta accadendo! San Francesco lo aveva previsto!” Tutto bello, se quelle parole fossero davvero di san Francesco, e veramente il Pisano lo credeva…..

Ma dopo quanto esposto abbiamo gli elementi sufficienti per capire il motivo per cui queste profezie non sono state inserite nelle Fonti Francescane; il testo in questione è lontano, prima di tutto, in termini di tempo dalla vita di san Francesco e poi è inserito in un’opera dubbia e influenzata ideologicamente.

San Francesco ha parlato molto meno di quel che si pensa e ha operato molto più di quel che si sa. Non credo che ci sia altro da aggiungere.

Articolo di  Frate Alessandro Giacomo Brustenghi ofm

tratto dal sito ufficiale Papaboys, in data 28 aprile 2016

Riferimenti bibliografici

Raoul Manselli, voce Corrado da Offida, beato, in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 29, 1983

http://www.treccani.it/enciclopedia/corrado-da-offida-beato_(Dizionario_Biografico)/

Paul Sabatier, Opuscoles de critique historique, I, Paris, 1903.

Franciscus liturgicus, a cura di F. Sedda, Editrici Francescane, Padova 2015

 

Perché maggio è il mese dedicato a MARIA SANTISSIMA ed al Santo Rosario

Dedicare il mese di maggio – chiamato anche mese delle rose, da cui nasce il termine Rosario, la preghiera mariana per eccellenza – a Maria è una devozione popolare radicata da secoli nel Cristianesimo, fin dalle prime comunità cristiane.

LA PIU’ ANTICA PREGHIERA CRISTIANA A MARIA, MADRE DI CRISTO, SUB TUUM PREASIDIUM, venne ritrovata in un antico papiro scritto in greco antico e risale al III secolo d.C. : “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,ma liberaci da ogni pericolo,o Vergine gloriosa e benedetta”.Risultati immagini per sotto la tua protezione cerchiamo rifugio

«Ecco finalmente tornato il mese della bella Mammina»: così scrisse una volta san Pio da Pietrelcina all’inizio del mese di maggio. La Chiesa da sempre ha incoraggiato questa devozione, concedendo indulgenze plenarie speciali e con riferimenti ad alcuni documenti del Magistero, come l’enciclica Mense Maio di papa Paolo VI del 1965.

«Mese di maggio – così il papa Paolo VI – Il mese di maggio porta questo potente richiamo a più intensa e fiduciosa preghiera, e perché in esso le nostre suppliche trovano più facile accesso al Cuore misericordioso della Vergine, fu cara consuetudine dei Nostri Predecessori scegliere questo mese consacrato a Maria, per invitare il popolo cristiano a pubbliche preghiere, ogni qualvolta lo richiedessero i bisogni della Chiesa o qualche minaccioso pericolo incombesse sul mondo… Preghiamo perchè la nostra devozione a Maria sia quale deve essere: la Via verso Cristo ».

MADONNA E GESU' ROSARIORicorriamo alla Madonna ogni giorno di questo mese con la recita devota del SANTO ROSARIO, di questa preghiera mariana che il papa Paolo VI considerava e chiamava «compendio di tutto quanto il Vangelo».

“ Il mese di maggio ci incoraggia a pensare e a parlare in modo particolare di Lei”, constatava papa San Giovanni Paolo II in un’udienza generale all’inizio del mese di maggio del 1979. “Infatti questo è il Suo mese. Così, dunque, il periodo dell’anno liturgico e insieme il mese corrente chiamano e invitano i nostri cuori ad aprirsi in maniera singolare verso Maria”.  La devozione a Maria è stato uno dei fili conduttori e caratteristici del pontificato di S.Giovanni Paolo II, che ha scelto come ‘motto’ del suo ministero l’espressione monfortana Totus tuus. Il Papa ha desiderato profondamente che ogni credente possa servirsi di Maria per arrivare più speditamente a Cristo. Maria è infatti, come recita un antico inno, la stella del mare, colei che nella navigazione della fede ci aiuta a non perdere mai la bussola, e a virare sempre verso Cristo. La Madonna è maestra di verità e segno della fede vera nel suo Figlio.Risultati immagini per ave stella del mare

La scoperta di Maria nella contemplazione di quella Donna che si è data liberamente nella fede ai piani e disegni di Dio, e la scoperta della Madre che ci ha amato nel vedere il suo Figlio donarsi in sacrificio per noi. In queste direzioni s’inseriscono i documenti mariani degli ultimi Pontefici e singolarmente le Esortazioni Apostoliche Marialis Cultus di Paolo VI (1974), Redemptoris Mater (1987) e Rosarium Virginis Mariae (2002) di Giovanni Paolo II.

il-santo-rosario_testamento-di-maria-_
Maria Santissima con Gesù Bambino appare a San Domenico

Il Rosario è nato dall’amore dei cristiani per Maria, Madre di Cristo e Madre dei cristiani. L’oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. S. Beda il Venerabile aveva suggerito l’adozione di una collana di grani infilati a uno spago. Poi, la Madonna stessa, apparendo a S. Domenico di Guzmán nel 1214, gli indicò nella recita del Rosario un’arma efficace per l’aiuto dei cristiani contro le eresie.
Nacque così la devozione alla Corona del Rosario, che ha il significato di una ghirlanda di rose offerta alla Madonna. Promotori di questa devozione sono stati infatti i domenicani, ai quali va anche la paternità delle confraternita del Rosario.

Fu un papa domenicano, S. Pio V, il primo a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario: nel 1569 descrisse i grandi frutti che San Domenico raccolse con questa preghiera, che in breve tempo divenne la preghiera di tutti i cristiani per eccellenza, una specie di “breviario del popolo”, da recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un orientamento spirituale alla liturgia familiare. Papa Leone XIII con le sue dodici encicliche sul Rosario, fu il secondo papa del Rosario. A Lourdes e a Fatima, nelle Sue apparizioni riconosciute dalla Chiesa, la Madonna ha continuato ad indicare il Rosario come la preghiera più necessaria per il bene dell’umanità.

Papa Giovanni Paolo II:Il Rosario pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto dl Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore’. [Rosarium Virginis Mariae]

San Giovanni Paolo II ci ricorda che il Rosario è preghiera della famiglia: “Riprendete con fiducia tra le mani la corona del Rosario, riscoprendola alla luce della Scrittura, in armonia con la Liturgia, nel contesto della vita quotidiana. La famiglia che prega unita, resta unita.”

AVE MARIA« O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora dell’agonia. A te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo». (cfr. Rosarium Virginis Mariae)

Il cuore contemplativo del Rosario
All’origine del Rosario vi sono  i centocinquanta Salmi biblici che ancora oggi rappresentano la preghiera della Chiesa. Quindi, il Rosario ha invece un nesso molto profondo con la liturgia, con i misteri di Cristo e con la vita della Chiesa. Nella semplicità del Rosario c’è tutta la varietà delle situazioni che l’uomo vive, così come è possibile ritrovarla nei salmi del popolo di Israele, e c’è tutta la profondità dell’esperienza di Dio che possiamo trovare nella vita di Gesù. Questa connessione tra i misteri di Cristo e i salmi ci permette di entrare nel cuore contemplativo della corona mariana. La forma litanica della ripetizione non è un “mantra” che ci separa dalla nostra vita quotidiana, ma è lo spazio della contemplazione dei misteri della vita di Gesù nei quali troviamo la luce per leggere anche la nostra vita di ogni giorno. In questa contemplazione chiediamo di entrare nello sguardo di Maria, di essere da lei introdotti nel mistero che meditiamo, di essere accompagnati a scorgere il nesso tra quel mistero e ciò che noi stiamo vivendo. Il susseguirsi delle Ave Maria è come l’incedere dei passi lungo una strada: ci fa camminare insieme con Maria ed entrare sempre più nella sua stessa fede.Risultati immagini per sotto la tua protezione cerchiamo rifugio

Così, progressivamente, cresce in noi la confidenza con il modo di operare di Dio e, al contempo, matura la certezza nella bontà del Suo disegno che si dipana nella storia e coinvolge anche noi. Come la goccia che cadendo ripetutamente sulla pietra scava un nuovo spazio, così il susseguirsi delle Ave Maria spacca la pietra del nostro cuore aprendola al dono della fede: la nostra esistenza è stata voluta e amata da un Padre che ha in mano le redini della storia e ci conduce verso il bene. Con Maria abbandoniamo le nostre false sicurezze, i nostri calcoli, per entrare nel punto di vista di Dio: assieme a Maria, che ha conosciuto il dolore più grande, diventiamo capaci di attraversarla, certi che il male e la morte non sono l’ultima parola.

Perché, però, proprio IL MESE DI MAGGIO, se altri contengono feste liturgiche più importanti dedicate a Maria?Risultati immagini per MARIA SANTISSIMA ROSE DI MAGGIO

La prima documentazione scritta della marianità di maggio compare in una composizione del re-poeta Alfonso di Castiglia (morto nel 1284) e in uno scritto del Beato Enrico Suso (morto nel 1336): Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in “Las Cantigas de Santa Maria” celebrava Maria come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via (…)»Di lì a poco il beato domenicano Enrico Suso di Costanza mistico tedesco vissuto tra il 1295 e il 1366 nel Libretto dell’eterna sapienza si rivolgeva così alla Madonna: «Sii benedetta tu aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bei viso, ornato con il fiore rosso rubino dell’Eterna Sapienza!» Possiamo però supporre che nell’animo popolare la marianità di maggio fosse già ben presente dalle prime comunità cristiane.

Il beato cardinale John Henry Newman offre varie ragioni di questo nel suo libro postumo Meditazioni e Devozioni.

“La prima ragione è perché Maggio è il tempo in cui la terra esplode in tenero fogliame fiori virgulti e verdi pascoli…Perché una gioia simile e un tripudio esteriore della natura è il miglior accompagnamento della nostra devozione a Colei che è la ROSA MISTICA e Casa di Dio”, Madre del nostro Salvatore Gesù e vera Madre dell’umanità.

E se il mese di maggio è piovoso? “Anche così, nessuno può negare che sia almeno il mese della promessa e della speranza”, rispondeva l’ecclesiastico inglese. “Anche se il tempo è brutto, è il mese che costituisce il preludio dell’estate”.

“MAGGIO E’ IL MESE DELLA PROMESSA. Non è questo il senso in cui ricordiamo più propriamente la SANTISSIMA VERGINE MARIA, alla quale dedichiamo questo mese?”, chiedeva nella sua opera, pubblicata nel 1893.Risultati immagini per litanie rosa mistica

Alcuni autori come Vittorio Messori vedono in questa manifestazione di religiosità popolare la cristianizzazione di antiche celebrazioni pagane: la dedicazione del mese di maggio alle “varie dee pagane della fecondità e della primavera”; in Grecia Artemisia, a Roma Flora… Tutte queste divinità prendono origine dall’antica “dea madre” babilonese Ishtar / Lilitu…..Un culto pagano precristiano spesso con risvolti orrendi, come la pratica della  “prostituzione o schiavitù rituale”,  come hanno rivelato gli storici antichi (da Plutarco ad Erodoto a Giulio Cesare e tantissimi altri ) e la vastità  dei REPERTI ARCHEOLOGICI che conferma anche la pratica di sacrificare neonati alla dea fenicia Tanit /Astarte, per propiziarsi la “fertilità” .

Il Libro della Sapienza (Antico Testamento, Sacra Bibbia) ci ricorda queste pratiche crudeli quando scrive: “Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa, perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi. Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di viscere in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti, genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati, perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra” (Sap 12, 3-7).

IL MESE DELLE GLORIE DI MARIA

Maggio è chiamato anche il mese delle grazie e delle glorie di Maria, perché in questo mese si ricevono copiose grazie, celebrando le glorie di Maria Corredentrice e Mediatrice di ogni grazia. Sono grazie di ogni sorta che Ella dona amorosamente a chi celebra questo mese. Grazie di progresso spirituale, di rinnovamento di vita, di conversione; grazie temporali per la salute, per il lavoro, per gli studi, per la sistemazione, per la famiglia. Quante grazie in questo mese benedetto! Tanto più che esso si chiude con la festa dolcissima della Madonna delle Grazie.

San Massimiliano M. Kolbe, per aiutare il fratello travagliato da pericolose angustie spirituali e materiali, non trovò rimedio più efficace che raccomandargli con premura di fare il mese di maggio; e gli mandò libretti utili a fargli seguire il mese mariano giorno per giorno.

Ricordiamoci che Ella stessa, apparsa con le mani che proiettavano fasci di raggi luminosi, disse a santa Caterina Labouré: «Questi raggi sono il simbolo delle grazie che io spargo sopra le persone che me le domandano». E santa Caterina Labouré – sull’esempio di san Filippo Neri, san Camillo, sant’Alfonso de’ Liguori e di tanti altri santi – voleva che soprattutto nel mese di maggio si intensificasse la preghiera mariana, l’umile ricorso a Colei che siede sul «trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia nel bisogno» (Eb 4,16).

Atto solenne di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria di papa Pio XIRisultati immagini per CUORE IMMACOLATO DI MARIA TRA LE ROSE

Santissima Vergine Maria, tenera Madre degli uomini, per realizzare i desideri del Sacro Cuore di Gesù e la richiesta del Vicario di Tuo Figlio sulla Terra, consacriamo noi e le nostre famiglie al tuo Cuore Addolorato e Immacolato, o Regina del Santissimo Rosario, e ti raccomandiamo tutti i popoli del nostro Paese e del mondo intero.

Ti preghiamo di accettare la nostra consacrazione, amatissima Madre, e di usarci come desideri per compiere i Tuoi disegni nel mondo.

O Cuore Addolorato e Immacolato di Maria, Regina del Santissimo Rosario e Regina del Mondo, governaci, insieme al Sacro Cuore di Gesù Cristo, Nostro Re. Salvaci dalla diffusione del paganesimo moderno; accendi nei nostri cuori e nelle nostre case l’amore della purezza, la pratica di una vita virtuosa, un ardente zelo per le anime e il desiderio di recitare il Rosario con maggiore fedeltà.

Veniamo con fiducia a Te, Trono di Grazia e Madre d’Amore. Infiammaci con lo stesso Fuoco Divino che ha infiammato il tuo Cuore Addolorato e Immacolato. Rendi i nostri cuori e le nostre case il Tuo santuario, e attraverso di noi fa’ che il Cuore di Gesù, insieme alla tua regola, trionfi in ogni cuore e in ogni casa.

Amen.

il-mese-di-maggio-con-le-glorie-di-mariaPREGHIERA AL SANTO NOME DI MARIA

– Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

 O potente Madre di Dio e Madre mia Maria,

è vero che non sono degno neppure di nominarti,
ma Tu mi ami e desideri la mia salvezza.

Concedimi, benché la mia lingua sia immonda,
di poter sempre chiamare in mia difesa
il tuo santissimo e potentissimo nome,
perché il tuo nome è l’aiuto di chi vive e la salvezza di chi muore.

Maria purissima, Maria dolcissima, concedimi la grazia
che il tuo nome sia da oggi in poi il respiro della mia vita.
Signora, non tardare a soccorrermi ogni volta che Ti chiamo,
poiché in tutte le tentazioni e in tutte le mie necessità
non voglio smettere di invocarti ripetendo sempre: Maria, Maria.

Così voglio fare durante la mia vita
e spero particolarmente nell’ora della morte,
per venire a lodare eternamente in Cielo il tuo amato nome:
“O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.

Maria, amabilissima Maria,
che conforto, che dolcezza, che fiducia, che tenerezza
sente l’anima mia anche solo nel pronunciare il tuo nome,
o soltanto pensando a Te!
Ringrazio il mio Dio e Signore che Ti ha dato per mio bene
questo nome così amabile e potente.

O Signora, non mi basta nominarti qualche volta,
voglio invocarti più spesso per amore;
voglio che l’amore mi ricordi di chiamarti ad ogni ora,
in modo tale da poter esclamare anch’io insieme a Sant’Anselmo:
“O nome della Madre di Dio, tu sei l’amore mio!”.

Mia cara Maria, mio amato Gesù,
i vostri dolcissimi Nomi vivano sempre nel mio ed in tutti i cuori.
La mia mente si dimentichi di tutti gli altri,
per ricordarsi solo e per sempre di invocare i vostri Nomi adorati.

Mio Redentore Gesù e Madre mia Maria,
quando sarà giunto il momento della mia morte,
in cui l’anima dovrà lasciare il corpo,
concedetemi allora, per i vostri meriti,
la grazia di pronunciare le ultime parole dicendo e ripetendo:
“Gesù e Maria vi amo, Gesù e Maria vi dono il cuore e l’anima mia”.

(Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)

Fonti

http://www.preghiereperlafamiglia.it/santo-rosario-online.htm

Come consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria

1 maggio San Giuseppe artigiano

 

san giuseppe lavoratore

Atto di consacrazione dell’Italia a San Giuseppe

 

San Giuseppe, sposo di Maria Santissima, madre di Gesù e madre dell’umanità, che hai voluto la nostra Italia disseminata dei suoi santuari, e che sempre hai guardato ad essa con lo stesso amore di predilezione con cui l’ha guardata Gesù, che volle stabilire il suo vicario in terra, il Papa.

A te, oggi, noi consacriamo questa amata Italia e le sue famiglie.
Custodiscila, difendila, proteggila! sia pura la fede; siano santi i pastori; siano copiose le vocazioni; sia sacra e difesa la vita; siano sani i costumi; siano ordinate le famiglie; sia cristiana la scuola; siano illuminati i governanti; regni ovunque amore, giustizia e pace.

Custodisci, difendi, proteggi, o provvido custode della divina famiglia, i nostri giovani, speranza di un mondo migliore, e gli anziani, radici della nostra fede e maestri di vita.

Ottienici con la tua potente intercessione, unita a quella della tua SS.ma sposa, uomini nuovi che abbiano il coraggio di abrogare le inique leggi contro Dio e contro l’uomo, ereditate da un triste ed oscuro passato.

Con la tua protezione, o San Giuseppe, continui l’Italia ad essere centro vivo e di civiltà cristiana, faro di luce evangelica a tutto il mondo, terra di Santi per la gloria del Padre Celeste e per la salvezza di tutti gli uomini.

E, come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così difendi la santa Chiesa di Dio e la fede delle nostre famiglie da tutte le oscure insidie del male.

Gesù, Giuseppe e Maria, benedite, proteggete, salvate l’Italia! Ritorni con il vostro aiuto e “per vostra intercessione” a spalancare le porte a Cristo.

Amen.

Fonte: http://www.apostolidellareginadellapace.com/preghiere/preghiere-speciali-san-giuseppe

Risultati immagini per san giuseppe

Nel Vangelo Gesù è chiamato ‘il figlio del carpentiere’. Nella figura silente e fedele di San Giuseppe,  si riconosce in modo eminente la dignità del lavoro umano, come dovere e perfezionamento dell’uomo, esercizio benefico del suo dominio sul creato, servizio della comunità, prolungamento dell’opera del Creatore, contributo al piano della salvezza (cfr Conc. Vat. II, ‘Gaudium et spes”, 34).

Pio XII  nel 1955  istituì questa memoria liturgica nel contesto della festa dei lavoratori, universalmente celebrata il 1° maggioSan Giuseppe è patrono dei padri di famiglia, dei carpentieri, dei moribondi oltre che di tutti i lavoratori. 

PREGHIERA DI PIO XII A SAN GIUSEPPE ARTIGIANO

O glorioso Patriarca San Giuseppe, umile e giusto artigiano di Nazareth, che hai dato a tutti i cristiani, ma specialmente a noi, l’esempio di una vita perfetta nell’assiduo lavoro e nell’ammirabile unione con Maria e Gesù, assistici nella nostra fatica quotidiana, affinché anche noi, artigiani cattolici, possiamo trovare in essa il mezzo efficace di glorificare il Signore, di santificarci e di essere utili alla società in cui viviamo, ideali supremi di tutte le nostre azioni.

Ottienici dal Signore, o Protettore nostro amatissimo, umiltà e semplicità di cuore, affezione al lavoro e benevolenza per quelli che ci sono in esso compagni, conformità ai divini voleri nei travagli inevitabili di questa vita e letizia nel sopportarli, consapevolezza della nostra specifica missione sociale e senso della nostra responsabilità, spirito di disciplina e di orazione, docilità e rispetto verso i superiori, fraternità verso gli uguali, carità e, indulgenza coi dipendenti. Accompagnaci nei momenti prosperi, quando tutto c’invita a gustare onestamente i frutti delle nostre fatiche; ma sostienici nelle ore tristi, allorché il cielo sembra chiudersi per noi e perfino gli strumenti del lavoro paiono ribellarsi nelle nostre mani.

Fa’ che, a tua imitazione, teniamo, fissi gli occhi sulla Madre nostra Maria, tua sposa dolcissima, che in un angolo della tua modesta bottega silenziosa filava, lasciando scorrere sulle sue labbra il più soave sorriso; e non allontaniamo lo sguardo da Gesù, che si affannava teco al tuo banco di falegname; affinché in tal guisa possiamo condurre sulla terra una vita pacifica e santa, preludio di quella eternamente felice che ci attende nel cielo, per tutti i secoli dei secoli. Così sia!

Preghiera a San Giuseppe per trovare lavoro

Caro San Giuseppe, come sei stato

una volta di fronte alla responsabilità
di fornire le necessità della vita a Gesù e Maria,
guarda con paterna compassione verso di me
nel mio attuale bisogno di mantenere la mia famiglia.

Ti prego, aiutami a trovare un lavoro retribuito molto presto,
in modo che questo pesante fardello di preoccupazione
verrà tolto dal mio cuore
e presto sarò in grado di provvedere
a coloro che Dio ha affidato alle mie cure.

Beato San Giuseppe, patrono di tutti i lavoratori,
ottienimi la grazia di lavoro.

Aiutami ad essere coscienzioso nel mio lavoro
così che io possa dare totalmente cio’ che ho ricevuto.
Fa che io possa lavorare in uno spirito di gratitudine e di gioia,
sempre consapevole di tutti i doni che ho ricevuto da Dio
che mi consentono di vivere serenamente.

Permettimi di lavorare in pace, pazienza e moderazione,
tenendo a mente il conto che devo presentare un giorno
di perdite di tempo e talenti inutilizzati, in modo fatale per l’opera di Dio.

Glorioso San Giuseppe,
il mio lavoro può essere
tutto per Gesù,
tutto per mezzo di Maria,
e tutto dopo il tuo esempio,
santo nella vita e nella morte.
Amen

RIPORTIAMO ALCUNI BRANI DEL DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII
IN OCCASIONE DELLA SOLENNITÀ DI SAN GIUSEPPE ARTIGIANO, perchè sono molto utili anche al mondo di oggi: Risultati immagini per san giuseppe artigiano pio xii

Piazza San Pietro – Domenica, 1° maggio 1955

Se voi volete essere vicini a Cristo, Noi anche oggi vi ripetiamo « Ite ad Ioseph »: Andate da Giuseppe! (Gen. 41, 55).

Da lungo tempo purtroppo il nemico di Cristo semina zizzania nel popolo italiano, senza incontrare sempre e dappertutto una sufficiente resistenza da parte dei cattolici. Specialmente nel ceto dei lavoratori esso ha fatto e fa di tutto per diffondere false idee sull’uomo e il mondo, sulla storia, sulla struttura della società e della economia. Non è raro il caso in cui l’operaio cattolico, per mancanza di una solida formazione religiosa, si trova disarmato, quando gli si propongono simili teorie; non è capace di rispondere, e talvolta persino si lascia contaminare dal veleno dell’errore.

Poichè questi erronei principi sono all’opera! — Quante volte Noi abbiamo affermato e spiegato l’amore della Chiesa verso gli operai! Eppure si propaga largamente l’atroce calunnia che « la Chiesa è alleata del capitalismo contro i lavoratori »! Essa, madre e maestra di tutti, è sempre particolarmente sollecita verso i figli che si trovano in più difficili condizioni, e anche di fatto ha validamente contribuito al conseguimento degli onesti progressi già ottenuti da varie categorie di lavoratori. Noi stessi nel Radiomessaggio natalizio del 1942 dicevamo: « Mossa sempre da motivi religiosi, la Chiesa condannò i vari sistemi del socialismo marxista, e li condanna anche oggi, com’è suo dovere e diritto permanente di preservare gli uomini da correnti e influssi, che ne mettono a repentaglio la salvezza eterna. Ma la Chiesa non può ignorare o non vedere che l’operaio, nello sforzo di migliorare la sua condizione, si urta contro qualche congegno, che, lungi dall’essere conforme alla natura, contrasta con l’ordine di Dio e con lo scopo che Egli ha assegnato per i beni terreni. Per quanto fossero e siano false, condannabili e pericolose le vie, che si seguirono; chi, e soprattutto qual sacerdote o cristiano, potrebbe restar sordo al grido, che si solleva dal profondo, e il quale in un inondo di un Dio giusto invoca giustizia e spirito di fratellanza? » (Discorsi e Radiomessaggi, vol. IV pag. 336- 337).

Gesù Cristo non attende che Gli si apra il cammino per penetrare le realtà sociali, con sistemi che non derivano da Lui, si chiamino essi « umanesimo laico » a «socialismo purgato dal materialismo ». Il suo regno divino di verità e di giustizia è presente anche nelle regioni ove l’opposizione fra le classi minaccia incessantemente di avere il sopravvento. Perciò la Chiesa non si restringe ad invocare questo più giusto ordine sociale, ma ne indica i principi fondamentali, sollecitando i reggitori dei popoli, i legislatori, i datori di lavoro e i direttori delle imprese di metterli ad esecuzione.

L’azione delle forze cristiane nella vita pubblica importa dunque certamente che si promuova la promulgazione di buone leggi e la formazione di istituzioni adatte ai tempi; ma significa anche più che si bandisca il dominio delle frasi vuote e delle parole ingannatrici, e che l’uomo comune si senta appoggiato e sostenuto nelle sue legittime esigenze ed attese. Occorre formare una opinione pubblica che, senza cercare lo scandalo, indichi con franchezza e coraggio le persone e le circostanze, che non sono conformi alle giuste leggi ed istituzioni, o che nascondono slealmente ciò che è vero. Non basta per procurare l’influsso al semplice cittadino il mettergli in mano la scheda di voto o altri simili mezzi. Se egli vuol essere associato alle classi dirigenti, se vuole, per il bene di tutti, porre talvolta rimedio alla mancanza di idee proficue e vincere l’egoismo invadente, deve possedere egli stesso le intime energie necessarie e la fervida volontà di contribuire ad infondere una sana morale in tutto l’ordinamento pubblico.

Questo dovere ed Impegno Noi, Vicario di Cristo, desideriamo di altamente riaffermare, qui, in questo giorno del 1° maggio, che il mondo del lavoro ha aggiudicato a sé, come propria festa, con l’intento che da tutti si riconosca la dignità del lavoro, e che questa ispiri la vita sociale e le leggi, fondate sull’equa ripartizione di diritti e di doveri.

In tal modo accolto dai lavoratori cristiani, e quasi ricevendo il crisma cristiano, il 1° maggio, ben lungi dall’essere risveglio di discordie, di odio e di violenza, è e sarà un ricorrente invito alla moderna società per compiere ciò che ancora manca alla pace sociale. Festa cristiana, dunque; cioè, giorno di giubilo per il concreto e progressivo trionfo degli ideali cristiani della grande famiglie del lavoro.

Affinchè vi sia presente questo significato, e in certo modo quale immediato contraccambio per i numerosi e preziosi doni, arrecatici da ogni regione d’Italia, amiamo di annunziarvi la Nostra determinazione d’istituire — come di fatto istituiamo — la festa liturgica di S. Giuseppe artigiano, assegnando ad essa precisamente il giorno 1° maggio. Gradite, diletti lavoratori e lavoratrici, questo Nostro dono? Siamo certi che sì, perchè l’umile artigiano di Nazareth non solo impersona presso Dio e la S. Chiesa la dignità del lavoratore del braccio, ma è anche sempre il provvido custode vostro e delle vostre famiglie.

https://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/speeches/1955/documents/hf_p-xii_spe_19550501_san-giuseppe.html

Risultati immagini per san giuseppe artigiano pio xii