Dorothy Murdock,la ‘profetessa Acharya’ che diceva che Gesù è un mito

31e4e4bb059855efb419a98e706d0859La profetessa occultista anticristiana Dorothy Murdock ,che ha passato tutta la vita a combattere contro il Cristianesimo, spacciandosi per egittologa e quant’altro, si è spenta proprio il 25 dicembre 2015 ,ironia del destino. Così si può definire la sorte di Dorothy Murdock, conosciuta con lo pseudonimo di Acharya S., scrittrice nota in America per essere stata una delle più note SOSTENITRICI DELLA TEORIA DEL “MITO DI GESU'” (sulle sue false teorie antistoriche si basa anche il noto VIDEO ZEITGEIST ,un video di bufale anticristiane smontate da tutti gli storici ed archeologi internazionali ) ,era convinta che massoni pagani ed ebrei del primo e secondo secolo avessero inventato il racconto di Gesù e dei suoi discepoli, creando un collage con tutte le altre religioni del mondo, in combinazione con l’astrologia.

La Murdock soffriva di cancro al seno ed è morta, coincidenza vuole, proprio lo scorso 25 dicembre 2015, anniversario (storico, non mitologico) della nascita di quel Gesù che ha tanto combattuto durante la sua vita. Si è battuta come un leone per affermare le sue verità, venendo ignorata dalla comunità scientifica di cui avrebbe voluto far parte. Ma non aveva né titoli, né credenziali accademiche a parte una (normale) laurea in Civilizzazione classica e greca, il suo libro più famoso si intitola The Christ Conspiracy (Adventures Unlimited Press 1999).

Forse l’unico studioso di livello che ha impiegato del tempo per risponderle è stato l’agnostico Bart D. Ehrman, che ha scritto: «il libro di Acharya S. è il sogno del cospiratore senza fiato. Tutti gli argomenti avanzati sono infatti sbagliati», il suo lavoro «è pieno di così tanti errori e affermazioni stravaganti che è difficile credere che l’autrice potesse essere seria mentre scriveva, non si dovrebbe essere sorpresi dal fatto che il suo parere non venga considerato dagli studiosi veri o citato da esperti del settore». Anche Michael K. Licona, docente di teologia presso la Houston Baptist University e noto studioso di Nuovo Testamento, ha dato attenzione alle tesi della Murdok, pubblicando un lungo articolo di confutazione dei suoi argomenti.

Tralasciamo la tesi secondo cui i dodici apostoli sarebbero stati inventati seguendo le costellazioni dello zodiaco e legate all’era dei Pesci (il simbolo del cristianesimo è il pesce), basterà citare la risposta di Noel Swerdlow, docente di Astronomia e astrofisica presso l’Università di Chicago, specialista nell’astronomia dell’antichità: «ciò che questa donna sta sostenendo è così stravagante che non vale la pena rispondere. Le moderne idee circa l’età dei Pesci o dell’Acquario sono basate sulla posizione dell’equinozio di primavera nelle regioni delle stelle di queste costellazioni, ma tali regioni, i confini tra quelle costellazioni, sono una convenzione completamente moderna dell’International Astronomical Union allo scopo di mappatura. Quando questa donna dice che il pesce cristiano era un simbolo dell’era dei Pesci sta dicendo qualcosa che nessuno avrebbe mai pensato di dire nell’antichità perché si tratta interamente di un’idea moderna, nata del ventesimo secolo» (N. Swerdlow, corrispondenza e-mail con M. Licona del 19/09/01).

Più interessante, invece, la replica del prof. Licona alla tesi di Acharya S. sul Gesù come mito preso in prestito da altre religioni pre-cristiane, in particolare il parallelismo viene fatto con Krishna, una divinità induista, che la miticista sostiene essere morto crocifisso come Gesù. Il teologo americano ha contattato Edwin Bryant, docente di Induismo presso la Rutgers University, traduttore in lingua inglese del Bhagavata-Purana, uno dei testi sacri dell’induismo dove a lungo si parla di Krishna, e autore del libro Krishna: The Beautiful Legend of God, il quale ha risposto: «E’ assolutamente senza senso. Non esiste assolutamente alcuna menzione da nessuna parte in cui si allude ad una crocifissione di Krishna», aggiungendo che le fonti parlano della morte tramite una freccia scagliata accidentalmente da un cacciatore. La divinità è morta e ascesa al cielo, ma non era una resurrezione (E. Bryant, conversazione telefonica con M. Licona del 06/09/01). Acharya S. sostiene che altri dei indù siano morti crocifissi come Gesù, ad esempio Vishnu. Il prof. Bryant ha risposto: «Questa donna non sa di cosa sta parlando! Vishnu era una forma di Krishna adorata nello stato del Maharashtra, non ci sono assolutamente dèi indiani ritratti come crocifissi. Prima di fare queste dichiarazioni dovrebbe leggere almeno un corso di religione indù!».

Ma ogni tesi complottista, lo sappiamo, si basa sempre su uno spicchio di verità. Infatti, dei 24 elementi in comune tra Krishna a Gesù che la signora Dorothy Murdock ha elencato nel corso della sua carriera da scrittrice, 14 sono sbagliati e uno è parzialmente errato. Esistono quindi almeno 9 elementi biografici che sembrano in comune: la nascita da una vergine (1) segnalata da una stella (2), celebrata da esseri celesti e vaccari (3), la persecuzione da parte di un tiranno che ha ucciso migliaia di bambini (un parallelo di Erode) (4), ha guarito molte persone tramite miracoli (5), ha insegnato (non tramite parabole)(6) e ha favorito i poveri (7), ha criticato i branhamiti che non lo hanno riconosciuto (8), ed è asceso al cielo (ma non risorto) (9).

L’agnostico e razionalista indiano Benjamin Walker, nel suo libro The Hindu World: An Encyclopedic Survey of Hinduism, ha fornito la risposta, dopo aver tracciato queste analogie: «non c’è alcun dubbio sul fatto che gli indù hanno preso in prestito i racconti dal cristianesimo, tralasciando il nome di Gesù» (B. Walker, The Hindu World: An Encyclopedic Survey of Hinduism, Vol.1, Praeger 1983, pp. 240-241).

Effettivamente le notizie sulla leggendaria divinità Krishna (le cui fonti più antiche risalgono a 2500 anni dopo la sua presunta esistenza) derivano dai testi Bhagavata Purana e il Harivamsa. Rispetto al primo, gli studiosi (tra cui Bryant) lo ritengono composto nel VII secolo d.C. (altri inveceparlano del IX e X secolo), in ogni caso certamente centinaia di anni dopo la stesura dei racconti evangelici. Più incertezza invece rispetto alHarivamsa, il prof. Bryant ha comunque sostenuto che la maggior parte delle fonti sembrano indicare la sua composizione tra il IV e il VI secolo d.C., mentre David Mason, direttore di Asian Studies presso l’Università del Wisconsin, ritiene possa risalire al II secolo d.C. (D. Mason, email a M. Licona del 06/11/01), lo stesso affermano Ravi M. Gupta e Kenneth R. Valpe in The Bhagavata Purana: Sacred Text and Living Tradition (Columbia University Press 2013, p.92). In ogni caso sicuramente dopo i Vangeli, quindi se non si tratta di coincidenza si tratta di plagio degli autori dei testi indù nei confronti dei testi cristiani (come d’altra parte sembra sia avvenuto anche per il Corano).

Oltre a Krishna, la signora Murdock ha sostenuto similitudini anche tra Gesù e il Buddha, accusando il cristianesimo di aver copiato anche il buddismo. Nel suo libro The Christ Conspiracy (pag. 109,110), ha elencato 18 presunte similitudini che il prof. Licona ha inviato a Chun-Fang Yu, storica del buddhismo e professore emerito di Chinese Buddhist Studies presso la Columbia University. La risposta è stata: «nessuna delle diciotto similitudini è corretta, soltanto alcune hanno qualche parvenza di correttezza ma sono gravemente distorte. Questa donna è totalmente ignorante sul Buddismo, è molto pericoloso diffondere tale disinformazione e, per quanto mi riguarda, eviterei di impegnarmi in una discussione con lei, senza che prima questa donna abbia seguito un corso base sulla religione buddhista».

La Murdock (alias Acharya S) ha avanzato tante altre tesi, come l’inesistenza di Paolo di Tarso, la datazione dei Vangeli al 150 d.C., la falsità del martirio dei primi cristiani, le convinzioni cristiane di Adolf Hitler alla base del genocidio degli ebrei ecc. Insomma, una sorta di Corrado Augias all’americana. Significativo che perfino il miticista con più titoli accademici, Robert Price (ovvero teologo e docente di critica biblica presso il Center for Inquiry Institute, una sorta di associazione di scettici americani, come il CICAP italiano), ha rifiutato tutte le sue tesi, scrivendo: «”The Christ Conspiracy” è un contenitore di eccentricità riciclate, buttate lì a casaccio, poche di esse meritano considerazione, la maggior parte sono pericolosamente traballanti, quasi tutte sono completamente folli» (R. Price, Free Inquiry, Summer 2001, pp. 66-67).

La scrittrice americana ha scritto che la ragione per cui è stata ignorata dagli studiosi è perché i suoi «argomenti sono troppo intelligenti e pericolosi, sono stati soppressi perché senza dubbio risultano inconfutabili» (The Christ Conspiracy, pag. 21). E’ quello che ripetono anche i complottisti dello sbarco sulla Luna o di coloro che “sanno” che Elvis Presley è ancora vivo. La signora Murdock ha fatto la sua vita, ha combattuto la sua insensata battaglia intellettuale ed è andata male, molto male. Il Signore l’ha chiamata a sé il 25 dicembre 2015, ora finalmente saprà qualcosa di più anche della Sua storia terrena.

articolo tratto da UCCR

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