Papa Francesco: “MAI COMPROMESSI COL PECCATO, se vogliamo la Misericordia di Dio”

“Sta venendo giù tutto”, “Bergoglio legittima il peccato”, “la Chiesa è alla deriva”. Sono alcune delle quotidiane catastrofiche ‘riflessioni’ del tradizionalismo cattolico, l’eresia che Papa Francesco ha avuto il merito di scoperchiare, speculare all’eresia progressista, contro la quale avevano a lungo parlato i suoi predecessori, Ratzinger e Wojtyla.

Papa Francesco: “Chiamare peccato il peccato, e non chiamatelo liberazione e progresso”: lo ha ripetuto anche oggi 22/03/ 2017 il Pontefice nell’Udienza generale, riportando le parole di San Giovanni Paolo II: ” La Quaresima ci chiama alla conversione e alla penitenza: ci indica il digiuno, la preghiera e l’elemosina come via di trasformazione; ci incoraggia all’esame di coscienza con l’umile ammissione delle colpe e la confessione dei peccati. Imparate – come ha detto san Giovanni Paolo II – a chiamare bianco il bianco, e nero il nero, male il male, e bene il bene. Imparate a chiamare peccato il peccato, e non chiamatelo liberazione e progresso. Pieni di fiducia nella potenza della Parola di Dio apriamo i nostri cuori al dono della Sua misericordia e del Suo perdono. Sia lodato Gesù Cristo”. Fonte:
Quella sulla “legittimazione del peccato” è diventata IL TORMENTONE  in certi ambienti, abituati a ragionare sul bianco e nero, impauriti che l’accento che Francesco ha dato sulla misericordia sostituisca l’aspetto della giustizia o si trasformi in un relativistico buonismo in cui tutti fanno ciò che vogliono ‘tanto Dio perdona sempre’.

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Eppure, Papa Francesco dice proprio l’opposto. Francesco non cade affatto nel prevedibile errore del relativismo, della liquidità della fede, del proporre il perdono totale cancellando la colpa. Non c’è peccato che Dio non perdona e «la Chiesa non è al mondo per condannare, ma per permettere l’incontro con quell’amore viscerale che è la misericordia di Dio», ripete spesso il Papa. Aggiungendo anche: «la Chiesa è chiamata a effondere la sua misericordia su tutti coloro che si riconoscono peccatori, responsabili del male compiuto, che si sentono bisognosi di perdono». Nell’Udienza generale di mercoledì 20 aprile 2016, ha ribadito il concetto: «Il fariseo non concepisce che Gesù si lasci “contaminare” dai peccatori. Ma la Parola di Dio ci insegna a distinguere tra il peccato e il peccatore: con il peccato non bisogna scendere a compromessi, mentre i peccatori – cioè tutti noi! – siamo come dei malati, che vanno curati, e per curarli bisogna che il medico li avvicini, li visiti, li tocchi. E naturalmente il malato, per essere guarito, deve riconoscere di avere bisogno del medico!».

Nessun compromesso con il peccato e la misericordia di Dio è possibile soltanto se ci si riconosce peccatori. Esattamente ciò che ha detto nell’intervista pubblicata nel libro “Il nome di Dio è Misericordia” (Piemme 2016): «La Chiesa condanna il peccato perché deve dire la verità: questo è un peccato. Ma allo stesso tempo abbraccia il peccatore che si riconosce tale, lo avvicina, gli parla della misericordia infinita di Dio».

Il teologo domenicano padre Angelo Bellon ha recentemente scritto: «la misericordia predicata da Papa Francesco è la misericordia predicata e insegnata da sempre. È la misericordia che vuole vincere il male, non quella che lascia nel male. È la misericordia che vuole vincere il peccato, non quella che lascia nel peccato».

image descriptionNon c’entra nulla l’arrendevolezza, il lassismo del “sbagliato giudicare”. Misericordia, ha scritto sempre Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo, è anche «consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti». La correzione fraterna è più che necessaria, ha ribadito in un’altra occasione, certo, «quando ti dicono la verità non è bello sentirla, ma se è detta con carità e con amore è più facile accettarla». Dunque,«si deve parlare dei difetti agli altri», ma con carità. «Tante volte si confonde la misericordia con l’essere confessore “di manica larga”», ha spiegato infine nel marzo 2015. «Né un confessore di manica larga, né un confessore rigido è misericordioso. Nessuno dei due. Il primo, perché dice: “Vai avanti, questo non è peccato, vai, vai!”. L’altro, perché dice: “No, la legge dice…”. Ma nessuno dei due tratta il penitente come fratello, lo prende per mano e lo accompagna nel suo percorso di conversione! Misericordia significa prendersi carico del fratello o della sorella e aiutarli a camminare. Non dire “ah, no, vai, vai!”, o la rigidità».

Il primo passo per vedere all’opera la misericordia di Dio, ha spiegato proprio ieri mattina Papa Francesco, è «la vergogna dei propri peccati, una grazia che non possiamo ottenere da soli». E non basta andare «a confessarti, dire i miei peccati, il prete mi perdona, mi dà tre Ave Maria da pregare e poi torno in pace». Altrimenti si ritorna sempre al moralismo, «sei andato al confessionale a fare un’operazione bancaria a fare una pratica di ufficio, hai creduto che il confessionale fosse una tintoria per coprire le macchie. Sei stato incapace di vergognarti dei tuoi peccati. E’ l’ipocrisia di rubare un perdono, un perdono finto».

La vita rifiorisce solo quando l’uomo sperimenta il calore di un Dio vicino, pronto a curare le ferite che ci siamo inflitti da soli. «Posso perdonare soltanto se mi sento perdonato. Se tu non hai coscienza di essere perdonato mai potrai perdonare, mai», ha ricordato Francesco nella sua omelia mattutina. Ha quindi concluso e sintetizzato: «Il perdono è totale. Ma soltanto si può fare quando io sento il mio peccato, mi vergogno, ho vergogna e chiedo il perdono a Dio e mi sento perdonato dal Padre e così posso perdonare. Se no, non si può perdonare, ne siamo incapaci. Per questo il perdono è un mistero».

E’ un mistero anche come sia possibile che tanta gente interpreti male -certamente condizionata da certi opinionisti- la visione della misericordia di Papa Bergoglio, identica a ciò che è sempre stato insegnato dalla Chiesa. Tanto che Benedetto XVI, un anno fa, è voluto intervenire dicendo: «la misericordia è l’unica vera e ultima reazione efficace contro la potenza del male. Solo là dove c’è misericordia finisce la crudeltà, finiscono il male e la violenza. Papa Francesco si trova del tutto in accordo con questa linea».

A proposito di false accuse, da un’intervista odierna de La Stampa al segretario di Stato, Pietro Parolin, si certifica l’errore anche di chi accusa le attuali gerarchie vaticane di aver rinunciato a richiamare l’importanza delle radici cristiane europee. Ha infatti detto il più stretto collaboratore di Papa Francesco: «Le radici cristiane sono la linfa vitale dell’Europa. Basti rileggere i discorsi che i protagonisti del 25 marzo 1957 tennero in Campidoglio, per scoprire come essi vedessero nel comune patrimonio cristiano un elemento fondamentale sul quale costruire la Comunità economica europea. Poi è subentrato un lento processo che ha cercato di relegare sempre più il cristianesimo all’ambito privato […]. L’anima del progetto europeo, secondo l’idea dei Padri fondatori trovava la sua consistenza nel patrimonio culturale, religioso, giuridico, politico e umano su cui l’Europa si è edificata nei secoli. Roma fu scelta come sede della firma dei Trattati proprio per questo motivo. Essa è il simbolo di questo patrimonio comune, che certamente ha anche nel cristianesimo un suo elemento fondamentale».

Bisogna diffidare seriamente degli apocalittici, dei giornalisti “opinionisti” improvvisati teologi (o peggio, improvvisati  “papi”!) che vivono ormai nella delirante polemica contro il Pontefice:  polemica che incrementa solamente il BUSINESS DELLE SETTE APOCALITTICHE e sataniste ( arrivando anche a convincere i disinformati e sprovveduti, che le bastonate quotidiane al successore di Pietro siano “amore alla verità”)…Sappiamo bene infatti quanti di questi “pseudo-cattolici”, oggi, stiano fomentando la crescita di  sètte apocalittiche antipapiste  guidate dal ‘culto del leader ‘, che apparentemente si ammanta della “difesa dell’ortodossia della Chiesa”, ma guarda caso si scopre sempre che, alla guida di queste sètte antipapiste, ci sono abili manipolatori , che mirano a creare la loro aurea di ‘santità’ o meglio di business, seminando calunnie per fare scoop ed attirare seguaci, incassare ingenti donazioni ‘per la causa’ e creare il proprio piccolo impero ..o peggio ancora, si scopre come nel caso di tanti falsi veggenti sul web come MDM (Maria Divina Misericordia) che sono MEDIUM che praticano channeling (spiritismo in versione New Age) e lanciano sul web messaggi contro Papa Francesco, si spacciano per ‘illuminati con le stigmate invisibili’ o contraffatte alla meno peggio… Infatti attraverso  lo spiritismo, sappiamo bene chi parla: il padre della menzogna, il Nemico di Cristo, della Chiesa e dell’umanità …

Su_questa_pietra_b2Papa Francesco ci ha insegnato a fare memoria della nostra appartenenza filiale alla Santa Madre Chiesa, Santa perchè Cristo ha dato Tutto Se stesso per lei  e sempre la custodisce e la custodirà fino alla fine dei tempi: «Fa bene al cuore cristiano fare memoria della sua strada, della propria strada: come il Signore mi ha condotto fino a qui, come mi ha portato per mano?». Chi non fa memoria si perde e fa perdere chi lo segue, si nega come figlio e pretende di essere padre!

(tratto da articoli di UCCR)

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