Alle origini del “male”: la figura diabolica nelle culture pre-cristiane

L’esistenza di entità malvage che odiano l’uomo e vogliono distruggere l’umanità non è invenzione della fede cristiana cattolica (come i disinformatori anticristiani diffondono dall’Illuminismo in poi, accusando la fede cristiana di avere creato uno “spauracchio” archetipo del male, che invece appartiene a tutte le culture precristiane, con nomi e sembianze diverse).

Il codice di Hammurabi (Babilonia 1792-1750 a.C.) definiva il medico «un sacerdote che doveva scacciare l’uno o l’altro dei sette demoni delle malattie», intendendo come “medico” un mago, con rituali e sacrifici precisi da compiere per scongiurare il demone (l’inganno che si ripete ancora oggi,di tanti che vanno a farsi “curare dai maghi ” e poi si ritrovano con mali peggiori di prima); il Codice di Hammurabi è uno dei testi più antichi giunti fino a noi,e si parla chiaramente di demoni come figure malvage che attaccano l’uomo con disgrazie di vario genere.

Se forse ha ragione Fëdor Dostoevskij quando afferma: “se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, credo che egli l’abbia creato a propria immagine e somiglianza” , è altrettanto vero che, come scrisse Seneca, “la presenza del Male nel mondo è così evidente da non richiedere alcuna prova per la sua esistenza”. GESU’ lo definisce “il principe di questo mondo” :”Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori e Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a Me”(Gv 12,31).

il principe di questo mondo sarà gettato fuoriLa grande novità assoluta del Cristianesimo è proprio quella della vittoria di Cristo sul diavolo, dell’Amore di Dio che vince ogni timore: l’uomo è liberato dalla ataviche paure di spiriti da placare con sacrifici umani e riti magici. L’uomo assume la grande dignità di figlio di Dio (non più schiavo dell’idolatrìa, ma collaboratore della Salvezza, conquistata per sempre da Cristo per ognuno di noi).

Attraverso un’analisi storica , è possibile rendersi conto di come, in altre epoche e fin dall’origine dell’umanità, il tema del Male, nella sua individuazione attraverso la figura del “diavolo” sia sempre stato centrale ed abbia avuto ben diversa pregnanza in numerosissime culture (incluse quelle più avanzate) rispetto a quella odierna. Di fatto, la “entità  soprannaturale malvagia”,dotata di una sua personalità, che noi conosciamo come diavolo (dal greco : divisore ,ingannatore malvagio,nemico dell’uomo:satana,in ebraico,è l’avversario ,il nemico dell’umanità ) è riscontrabile nelle tradizioni e nei pantheon di pressoché ogni cultura, con affinità che vanno dalla raffigurazione iconografica alla funzione negatrice della/delle divinità positive.

Così, spesso vi è ben poca differenza tra dei “buoni” e dei “cattivi”(daimon in greco antico significa ,infatti,spirito,entità), o meglio, ogni divinità si dimostra capace di sviluppare azioni positive o negative a seconda delle occasioni. Questa ambivalenza morale testimonia la concezione  dell’esistenza del bene e del male presso tutte le culture precristiane.

Per esempio,nell’antico Egitto, la caduta dalla posizione di dio supremo a quella di ‘diavolo’ è ben esemplificata dal dio Setekh (o Seth), che, anticamente, era un apportatore di elementi positivi esattamente quanto Osiride, ma, in seguito, divenne così esecrato che, al di fuori della città a lui dedicata, il suo nome e la sua immagine erano rigorosamente proibite.Insomma, sostanzialmente, quando le genti dell’arido Alto Egitto, che veneravano Seth, furono unite con le popolazioni meridionali, ben più ricche grazie alle inondazioni del Nilo e adoratrici di Osiride e Horus, divenne necessaria una risoluzione “politica” del conflitto religioso che poteva sorgere: in un primo tempo, in alcune località si arrivò addirittura a pensare a divinità gemelle (Horus e Seth), raffigurate attraverso una figura bicefala, ma, col tempo, Seth divenne, a livello popolare, il dio malvagio e perdente.

Qualcosa di molto simile deve essere accaduto anche in Assiria. Da numerosi testi cuneiformi appare evidente che, di fianco ad un culto pubblico ed ufficiale dei “dodici grandi dei” e delle loro divinità subordinate, sussisteva, come comprovato anche dal ritrovamento di una quantità enorme di amuleti e talismani, una ricchissima demonologia: al di sotto degli dei viveva, secondo la concezione magico-religiosa del “popolo di Assur”, una schiera di spiriti, alcuni buoni e benefici, altri malvagi e pericolosi, descritti con  metodo e precisione ritualistica .

L’antichità e l’importanza della “religione segreta” magistico-demoniaca per gli Assiri possono ben essere comprese dal fatto che, per ordine del re Assurbanipal, gli scribi di palazzo fecero numerose copie di un grande testo magico conservato dalle epoche più remote della scuola sacra di Erech in Caldea : si tratta di un’opera in tre libri, il primo dei quali è interamente dedicato a incantesimi, scongiuri e imprecazione contro gli spiriti malvagi, ciascuno dei quali ha una sua tavoletta d’argilla in cui è minuziosamente descritta la sua azione maligna (“kullulu”), il suo nome (che figura sempre di fianco al temine “udukku”, “spirito”) e come prevenire la sua influenza.

Una categoria particolare di spiriti erano  i “SEDU”(in foto),Sedu demone assiro  raffigurati come uomini-demoni  con ali,  il corpo di toro, il volto umano con corna (e di tali raffigurazioni se ne possono trovare a decine tra i monumenti assiri pervenutici):  è la tipica rappresentazione, giunta fino a noi, del diavolo come un essere con le corna .

La ricchezza “demonologica” assira, d’altra parte, derivava direttamente da quella, altrettanto importante, che caratterizzava l’intera area mesopotamica. I Mesopotamici si vedevano come costantemente attaccati dal male, rappresentato da spiriti naturali che impersonificavano il fuoco, le epidemie, le inondazioni, le morti infantili e le malattie e che spesso prendevano le forme di esseri fantastici formati dall’unione di parti degli animali più pericolosi dell’area (scorpioni, serpenti, leoni, aquile, ecc.): ad esempio, Pazuzu, il demone sumero delle malattie, del caos e re dei malvagi spiriti dell’aria , poi assurto a grande notorietà grazie all’utilizzo  nel celebre film “L’Esorcista”, aveva il corpo umano con quattro ali, artigli d’aquila e il muso di un leone ruggente…

PazuzuDemonAssyria1stMilleniumBCEFoto a fianco: Immagine di una statuetta in bronzo del demone  Pazuzu conservata al Museo del Louvre. L’iscrizione della statuetta recita: Io sono Pazuzu, figlio di Hanpa. Il re degli spiriti malvagi del vento che sorge all’improvviso dalle montagne. La iconografia di questo demone, la posizione delle sue braccia (l’unione dell’alto con il basso, del maschile con il femminile,”la conoscenza del bene e del male”), risulta pressochè identica nella rappresentazione di Satana /Baphomet  usata dai satanisti moderni e ideata dal mago Eliphas Levi (1861), unendo antiche immagini di demoni cornuti (il dio celtico Cernunno unito a  Pazuzu), metà uomini metà donne metà bestie feroci…Satana, nella Bibbia, dirà ai progenitori dell’umanità, per ingannarli :”Voi sarete come dèi, conoscerete il bene ed il male…”Genesi 3,5 …E così,la morte ed il caos entrarono nel mondo.

Risulta piuttosto evidente come, durante il periodo della “cattività babilonese”, la Cabala ebraica abbia assorbito molti aspetti della demonologia sumera: così, con il passare del tempo, essi hanno fatto propri alcuni aspetti di tale demonologia, come nel caso della “Lilitu” babilonese, la demone che uccideva i bambini appena nati,dea della lussuria,(Astaroth per i satanisti ,è la dea Ishtar babilonese) che diventa “Lilith”, la prima moglie di Adamo che rifiuta di obbedire a Dio ,sempre secondo la Cabala…

Prima di quella ebraica, comunque, la religione che struttura più compiutamente il campo demoniaco è quella mazdeista persiana, legata agli insegnamenti di Zarathustra, l’uomo che, in un periodo non ancora ben chiaro tra 720 e 541 a.C., riceve la “rivelazione” da parte del Dio supremo “Ahura Mazda”. In questa antichissima religione, che sopravvive ancora presso alcune comunità Farsi, si immagina una guerra eterna tra luce e oscurità,dio del bene e dio del male (Manicheismo). Di base, tale sistema mitologico era basato sul precedente culto indo-persiano degli “ahura”, entità divine positive da sempre in lotta contro i “daeva”, entità paritetiche negative che si strutturano come veri e propri “diavoli. E’ interessante notare che tale sistema dualistico-politeistico manicheo rivestirà grande interesse per i Greci, con Platone, Aristotele e numerosi altri filosofi che studieranno a fondo il sistema religioso iranico,treandone alcuni tratti del loro pensiero: ad esempio, il Demiurgo platonico , creatore dell’universo è di evidente derivazione mazdeistica, passerà pressoché in toto allo Gnosticismo, come falso dio malvagio….

La novità del sistema di Zarathustra sta proprio in questa sorta di lotta cosmica  tra un dio buono Ahura Mazda (Ormzad) e un dio crudele, Ahriman (Anro Mainyu), diavolo per eccellenza (Daevanam Daeva), servito da una serie di demoni minori, i cui nomi passeranno, pressoché inalterati, alla Cabala ebraica successiva: Azazel, Lilith, Rahab, Leviathan…

La lotta tra divinità  dispotiche e l’umanità è presente presso tutte le culture pagane, dominate dal terrore di placare l’ira degli dèi malvagi e diabolici con riti magici ,sacrifici umani e animali. Basti pensare ai sacrifici umani praticati in quantità “industriale ” dai Celti, dai Maya, Aztechi e Incas (solo per citarne alcuni : la pratica dei sacrifici umani è ampiamente attestata nell’antichità, ne parla Plutarco TEMISTOCLE, poi nei MORALIA, De Superstitione 171b, poi ne parla Cesare nel De Bello Gallico VI riferendosi ai Celti, la lista degli storici antichi è infinita e la vastità  dei REPERTI ARCHEOLOGICI conferma questa pratica  orrenda che appartiene a tutti i popoli pagani precristiani, come anche la pratica di UCCIDERE NEONATI per sacrificarli alla dea TANIT /Astarte, che è la versione fenicia della dea Ishtar babilonese, identificata anche con la dea Iside).

Karthago_Tophet_2
Steli votive segnano il luogo del Tophet di Cartagine. Il tophet era un recinto sacro dove venivano seppelliti i resti di sacrifici umani fatti agli dèi….Sotto le steli si trovano centinaia di urne cinerarie contenenti resti di neonati ,con la scritta’offerta agli dèi’ con il simbolo triangolare della Dea Tanit. Una pietra del 3° secolo a.c. porta l’immagine di un sacerdote che porta un piccolo bambino in offerta alla dea Astarte /Tanit. 

Il Libro della Sapienza ci ricorda queste pratiche crudeli quando scrive: “Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa, perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magia e riti sacrileghi. Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di viscere in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti, genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati, perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra” (Sap 12, 3-7).

La superstizione è fonte di paura e di crudeltà : si vedono portatori di disgrazie da tutte le parti e così si ricorre alle pratiche magiche più ossessive e distruttive finanche disumane …l’inganno del diavolo, che illude l’umanità con le arti magiche e con la superbia di ‘essere dio di se stessi’.

Gesù ci ha liberato da queste paure e anche dalla paura del demonio, non perché il demonio non esista, ma perché un’anima che vive in grazia mette paura al diavolo, come ci ricorda san Giacomo: “Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Gc 4,7).

È stato notato che le statue del paganesimo  esprimevano volti che erano come inebetiti. Il Cristianesimo ha portato gioia, fiducia, liberazione dalla paura dei capricci delle divinità pagane crudeli e dispotiche. Il Cristianesimo ci ha portato la gioia di potere essere figli di Dio Padre, che ci ha donato la Salvezza e la vittoria su ogni male attraverso l’Amore di Cristo. Attraverso Israele, al quale oggi è succeduta la Chiesa, Dio si manifesta a tutti i popoli.

La Rivelazione e la predilezione non sono per un solo popolo, ma per tutti. Quello che Gesù ha fatto con ognuno dei suoi contemporanei lo vuole fare anche con ognuno di noi, oggi e sempre. E Dio ci chiama a comunicare queste realtà meravigliose a tutti, chiamandoci all’altissima dignità di diventare Suoi collaboratori, come ricorda San Paolo: “E poiché siamo Suoi collaboratori” (2 Cor 6,1).

I cristiani, avvolti dalla potenza dello Spirito Santo, sono in grado di combattere e vincere le potenze intelligibili del male, mettendo a nudo tutte le loro astuzie e liberando quanti sono in loro potere, nel Nome di Gesù Cristo.IL DIO DELLA PACE STRITOLERA' SATANA

Sappiamo infatti che Cristo è venuto “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3,8). 

Esso agisce contro la Chiesa fin dal suo nucleo embrionale, ossia i Dodici; Gesù infatti disse a Pietro: “Simone, Simone, ecco, Satana vi ha cercato per vagliarvi, ma Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede” (Lc 22,31). Uno dei Dodici ne subisce la totale fascinazione: “Satana entrò in lui” (Gv 13,27). L’Apostolo Paolo mette in guardia la sua comunità di Corinto, dicendo ai cristiani di stare attenti, perché il diavolo si presenta sotto aspetti irriconoscibili per trarre in inganno l’ingenuità dell’uomo: “…si maschera da angelo di luce” (2 Cor 11,14).

La grande novità del Cristianesimo sta anche nel superamento di quel fatalismo, imperante nella teoria manichea della lotta tra “un dio buono ” e un “dio malvagio”  :  satana (l’avversario) nella Bibbia non è un dio, ma solo un angelo (Lucifero), che ha perduto la propria bellezza a causa dell’accecamento del proprio orgoglio, trasformandosi in un ‘ombra, (satana è chiamato dai Padri della Chiesa “scimmia di Dio”perchè tenta con l’inganno di imitare la Sua grandezza, ma non potrà mai eguagliarLo), privandosi volontariamente e per sempre della grazia di Dio,   precipitato nel vuoto del proprio “io” a causa del proprio delirio di onnipotenza  e superbia, in cui trascina i tanti superbi del mondo, che lo seguono…… i suoi adoratori di oggi , satanisti consapevoli, ma anche i “satanisti inconsapevoli”, schiavi delle sue menzogne e false promesse di successo o di affermazione personale dell'”io”divinizzato: “La più grande astuzia del demonio oggi è quella di persuaderci che non esiste”(Charles Baudelaire) . 

La lettera di San Paolo ai Romani, al capitolo 1, versetti 28-32 (ma anche i precedenti) descrive bene, con grande attualità e realismo, la situazione in cui versa oggi il mondo:”…E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia…

Gesù ha dimostrato la Sua potenza sui demoni e ha trasmesso questa stessa potenza ai Suoi discepoli (vangelo di Marco, capitolo 16, versetto 17 e libro dell’Apocalisse, capitolo 12, versetto 11): “Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati…perdonandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo ” (Lettera di San Paolo ai Colossesi, capitolo 2, versetto 14). Una vittoria che sarà piena, per i cristiani alla fine dei tempi, ma ora si tratta di “tenere” le posizioni. In quella particolare condizione che in termini spirituali si chiama “già, ma non ancora”.

Il principe di questo mondo è stato giudicato. IO-SONO-CON-VOIGettato fuori, non ha potere sul Cristo che è il vero Re dell’universo a cui tutto deve essere progressivamente assoggettato, perché ogni realtà visibile e invisibile nei cieli e sulla terra è stata creata in vista di Lui e per Lui. La Chiesa non ha mai cessato di ricordare ai suoi fedeli la necessità di non cadere negli inganni di satana, i cristiani infatti, “sono nel mondo, ma non appartengono al mondo” (Giovanni 17, 11-14-16), ma a Gesù Cristo che li ha redenti dal dominio di Satana. I veri cristiani non devono preoccuparsi di quanto sta succedendo nel mondo. Perché anche se fosse la fine di questo mondo, i cristiani dovrebbero gioire, perché la loro liberazione è vicina.

Ma quando un cattolico va alla Messa che cosa proclama insieme al sacerdote nel momento cruciale dell’Eucarestia? “Annunciamo la Tua morte o Signore e proclamiamo la Tua Resurrezione in attesa della Tua venuta”. E allora? Cosa deve temere il cristiano? Deve solo temere di non essere tanto cristiano. Perché così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio, Gesù Cristo : “Conosco le tutte le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Mai poiché sei tiepido… sto per vomitarti dalla bocca”.”Il principe di questo mondo è stato giudicato“.( Vangelo di Giovanni, capitolo 16, versetto 11)”Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi“(Lettera di San Paolo ai Romani, capitolo 16, versetto 20)“Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!”(Apocalisse 22,15).

Il libro dell’Apocalisse  termina con questa garanzia importantissima data da Cristo crocifisso e risorto, e quindi vittorioso: «Ecco ,Io verrò presto ! » (Ap 22,7). Questa parola, che è parola certa perché parola di Dio, ci dà una consolazione immensa, e la Chiesa risponde con maranathà che appunto vuol dire «vieni Signore!». Dunque l’Apocalisse è un libro di consolazione, non un libro di terrore. Certamente questo libro non ignora le vicende drammatiche della storia umana ma le legge all’interno di una verità sicura:

il male e satana sono già sconfitti, perchè Cristo è Risorto.

In questa lotta contro gli spiriti del male (Ef. 6,12), siamo grazie a Dio provvisti di potenti armi: abbiamo la preghiera, i Sacramenti e l’intercessione degli Angeli e dei Santi. E come non ricordare l’importantissimo ruolo di Maria Santissima, nostra Madre e Madre di Cristo! AVE MARIA

La Storia della Salvezza si apre con una profezia di speranza, l’inimicizia tra la Donna e il serpente (Gen. 3,15), e si chiude con una grande profezia di certezza, il combattimento tra la “Donna vestita di Sole” e il “dragone rosso” (Ap. 12,1) di cui ben conosciamo l’esito. Ed è con somma gioia che possiamo annunciare al mondo intero: la vittoria appartiene a Cristo, nostro Sole di Giustizia.

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