Testimonianza sullo spiritismo

Testimonianza di A.V. tratta dal libro del sacerdote esorcista Padre Francesco Bamonte:”I danni dello spiritismo” ed Ancora-
L’autrice ripercorre il suo itinerario spirituale. Da psicologa atea inizia ad interessarsi alla parapsicologia e frequenta medium e sedute spiritiche, con conseguenze fisiche e spirituali devastanti. Dopo esperienze molto dolorose, abbandona quel mondo: la sua conversione a Cristo la libera da ogni male. Oggi è una stimata psicoterapeuta cattolica.

La mia conversione dall’ateismo dichiarato risale al 1981. E nella testimonianza che mi è stato chiesto di portare, vorrei sottolineare come, nella chiamata così forte e particolare che il Signore mi ha rivolto, fosse implicito un mandato ben preciso. In altre parole, il Signore non si è limitato a ribaltare la mia vita , conducendomi a una radicale trasformazione interiore e di pensiero, ma gradualmente mi ha preparato a un ministero concreto, che è l’annuncio della salvezza a persone che presentano problemi di sofferenza psichica. Per la Sua opera il Signore ha utilizzato e poi fatto germogliare una radice da sempre presente in me, cioè l’accorato, tenace e struggente desiderio di cercare la verità sull’uomo e sul suo mondo interiore. Desiderio che ha fatto da filo conduttore al muoversi della mia vita ,spingendomi da un lato alla ricerca teorica e allo studio, dall’altro alla scelta della professione e alle esperienze sul campo.
Ho iniziato poco più che ventenne il primo tirocinio in un Ospedale Psichiatrico. Poi il lavoro in un’equipe scolastica, seguito dal servizio all’Ospedale Civile e infine al Centro per l’assistenza ai tossicodipendenti della USL. E’ stato nel contesto dell’Ospedale civile che è maturata la crisi interiore che mi ha condotto alla conversione. In quell’ambiente passavano sotto i miei occhi i casi più disparati di sofferenza ed emarginazione: dalla malattia fisica alla disgregazione psichica, dal barbone raccolto per strada al tossicodipendente in overdose, dal tentativo di suicidio alla prostituta picchiata a sangue. Un interminabile carosello di degradazione di fronte al quale mi chiedevo se fosse questa la verità che stavo cercando. Sicuramente era la realtà. Una dura realtà contro la quale andavano violentemente a cozzare o a frantumarsi tutte le costruzioni teoriche offerte in pompa magna dai libri. I miei occhi vedevano e le mie mani toccavano un’umanità sconquassata e perdente. La perdita di sè, la perdita della dignità, la perdita di ogni senso morale, la perdita della speranza, la perdita della vita stessa a volte senza averla prima conosciuta. Anch’io cominciavo a perdere qualcosa. L’entusiasmo si affievoliva, insieme allo slancio, al desiderio di approfondire, alla voglia di fare e di lottare. Contemporaneamente cresceva il senso di impotenza, la stanchezza, lo sconforto. Cosa mai poteva fermare questa marea della malattia e della follia? Si trattava di un’impari battaglia contro l’impossibile. Ma la vena della ricercatrice in me non si era spenta: mi dicevo che doveva esserci qualcosa in più, qualcosa che la scienza ancora non aveva afferrato. Così ho oltrepassato la soglia del sensibile. Armata della tenace convinzione di dover in qualche modo strappare qualche segreto al mistero dell’esistenza.
Da buona atea, ho cominciato con un’occhiatina alla parapsicologia e da lì è stato molto facile espandersi nei labirinti dell’occultismo. E’ iniziato da qui un periodo, grazie a Dio breve ma intenso, culminato con l’incontro con una giovanissima adepta allo spiritismo, dall’aria innocua e “angelica”, dotata di forti capacità medianiche. Era in grado di praticare la scrittura automatica in stato di trance. La sua coscienza si ritirava e attraverso la sua voce cominciava a parlare Stella, un’entità che fin dalle prime battute seppe catturare con grande abilità tutta la mia attenzione.

Diceva di conoscermi bene, e infatti mi rivelava cose del mio passato che sicuramente la medium non poteva conoscere. Inoltre, nelle nostre conversazioni, spesso faceva riferimento ai temi che più mi stavano a cuore. Prometteva spiegazioni sul problema delle malattie mentali e mi assicurava aiuto,insieme a doti particolari che avrei potuto utilizzare per rafforzare me stessa e aiutare gli altri. Inizialmente non potevo trattenere l’euforia. Mi sentivo una privilegiata, credevo di aver trovato una straordinaria fonte di sapere. Forse è così che satana accalappia i suoi servitori e conferisce loro doni straordinari. Ma io, per grazia di Dio, non ricercavo potere o successo, ma la verità con tutta me stessa: e mentre Stella svolgeva i suoi discorsi in una direzione, io spingevo per condurli in un’altra.
Così qualcosa ha cominciato a non quadrare più. Mi si prometteva forza, e io lentamente andavo perdendo ogni energia. Mi si promettevano nuove capacità di pensiero, e la mia mente sperimentava un graduale aumento dell’oppressione. Mi si parlava d’amore e io stavo diventando sempre più irascibile e insofferente.

Cominciai ad analizzare e rianalizzare quanto stava succedendo, collegando i particolari, fino al farsi strada di una conclusione allucinante : con chi ero in contatto? Chi era questa entità con la quale conversavo in piena fiducia? Dove stava tentando di portarmi? Iniziò a crescere in me il senso di panico e la paura, mano a mano che prendevo coscienza che Stella stava mentendo : non stava tentando affatto di aiutarmi, ma di distruggermi.  Perchè?
Mentre cercavo la verità, avevo trovato la menzogna nella sua manifestazione più pura. Una menzogna personificata in un essere spirituale intelligente, con il quale io ero entrata in contatto, che dialogava con me e che in qualche modo poteva condizionarmi , se ora cominciavo a sentirmi male (cfr . Ef 6).
Ormai avevo scoperto l’esistenza del soprannaturale e la concreta presenza di esseri spirituali e stavo anche accorgendomi che potevano essere pericolosi. Ma in questo caso come mi sarei potuta difendere? Chi poteva aiutarmi? E poi pensavo ancora: con chi potevo parlare di tutto questo? Se mi avesse sentito qualche psichiatra dire certe cose mi avrebbe diagnosticato un delirio a tema religioso. Questo aumentava il mio terrore. Chi mi avrebbe aiutato? Ebbi tuttavia il coraggio di sospendere ogni contatto con la “medium”. Allontanai da me tutte le persone collegate con quel mondo. Istintivamente cominciai a distruggere libri, appunti, materiale vario, inerente alla pratiche occulte. Ma la mia decisione di fermarmi e troncare la situazione precipitò.

Si scatenò in me una terribile guerra spirituale, che aggravò il mio stato di malessere. La psichiatria parla sempre di malattia della psiche, ma la sede del mio star male era lo spirito, di questo ero fortemente consapevole. La battaglia nella quale ero coinvolta vedeva all’opera contemporaneamente tre forze. Una spingeva per convincermi che per me era finita, come un vortice che tentava di risucchiarmi verso un abisso senza ritorno; una parte di me invece si opponeva strenuamente, lottando e affermando un no secco e risoluto al male e alla malattia(forse poteva essere questa un’espressione di quello che viene definito libero arbitrio? ) ; un’altra parte di me, infine, lucidamente e disperatamente valutava quanto stava succedendo, cercando soluzioni. La mia psiche ovviamente veniva a esserne travolta in ogni sua funzione. La mente partecipava con un lavoro di faticosa interpretazione di tutto questo materiale, a volte persa nella contraddizione di elementi totalmente nuovi e contradditori . Mentre avvertivo una grande oppressione : una pesante cappa attutiva ogni mia facoltà. Stavo sperimentando quello che in psichiatria viene definito “senso di estraneità”: sentirsi avvolti da una cappa invisibile che crea una barriera ,una separazione tra sè e il mondo circostante ,che appare estraneo e lontano. Avvertivo anche un blocco della capacità di concentrazione, un fermo nell’apprendimento e di ogni produzione creativa e immaginativa. Ho capito in seguito che, prima di andare ancora avanti,avrei dovuto risistemare tutto il materiale interiore precedente.

La mia sfera emotiva filtrava una profonda e generalizzata sensazione di sofferenza a tutti i livelli: stavo male spiritualmente, male psichicamente e male anche fisicamente, con produzione di ansia incontrollata, senso di panico, brividi di freddo, mentre un peso opprimente mi si era piazzato in mezzo al petto irradiando angoscia. Solo la mia coscienza sembrava essersi dilatata a dismisura , con produzione vivissima dei ricordi. Stavo infatti ripercorrendo analiticamente tutta la mia vita passata, ma cogliendo ora nuovi significati e nuovi collegamenti. Intanto continuavo a cercare un rimedio.

A che cosa mi serviva tutto il sapere di vent’anni di studio? Come è scritto nel libro di Giobbe: “Rende stolti i consiglieri della terra,/priva i giudici di senno…/Toglie il senno ai capi del paese/e li fa vagare per solitudini senza strade;/vanno a tastoni per le tenebre,senza luce,/e barcollano come ubriachi”. (Gb 12,17.24-25) Poi cominciò a prendere forma un pensiero : forse, se dovevo difendermi dal “Male”, dovevo ricercare il “Bene” . Poteva essere che il rimedio che stavo cercando fosse proprio quel Dio a cui avevo dato così scarsa importanza nella mia vita? Avevo una pista e mi misi in ricerca.

c772162f395fb1cabf89692599d5ef70Non trovai subito le risposte che cercavo. Purtroppo non molti cristiani sanno affrontare questi problemi. Ma il Signore mise sulla mia strada un fratello cristiano che , grazie a Dio,non girò tanto intorno al problema. Mi presentò il rimedio. Mi annunciò che Gesù poteva liberarmi. Lui era il Salvatore di cui avevo bisogno. Mi mise tra le mani la Parola di Dio. Quella era la “verità” che stavo ricercando da tutta la vita. Avevo finalmente trovato la strada! Da questo punto è cominciato il cammino di liberazione e di guarigione. Per me salvezza significa aver trovato Qualcuno più forte di ogni potenza del maligno. Qualcuno in grado di strapparmi non solo dal male fisico e psichico, ma anche dalla trappola della menzogna insita nel peccato e che genera errore.

Non mi ha salvato la scienza, il sapere o la medicina. Mi ha salvato Gesù, a cui ho affidato il mio star male e la mia vita. Per me liberazione ha voluto dire lasciare combattere Lui. Io mi sono limitata ad aggrapparmi alla Parola di Dio, la quale mi diceva che a Gesù è stato dato ogni potere, che Lui ha vinto il maligno in virtù della Sua morte e resurrezione, e che ogni spirito è a Lui sottomesso. Se avevo Gesù che combatteva per me era certo e automatico che io dovessi sperimentare la liberazione, che poi ho ottenuto per gradi.

5895870951_ae4c5006aa_b-813x1024Infine guarigione significava avere sperimentato l’opera profonda e stupenda della ricostruzione interiore, insieme anche ad alcune guarigioni fisiche, come conseguenza della guarigione psichica. Questa è stata la più grande scuola di psicologia e psichiatria. Da una parte mi era stato rivelato chi era alla radice del male, della sofferenza e della degradazione, della distruzione dell’uomo. Ora sapevo molto sul maligno, sui suoi sistemi di persuasione, sul suo subdolo carpire con l’inganno e la menzogna la collaborazione delle persone. La mia esperienza e la luce della rivelazione mi davano capacità per capire e penetrare nei meccanismi di devastazione spirituale, psichica e fisica delle forze del male sull’uomo. Dall’altra parte avevo conosciuto e sperimentato la meravigliosa opera di salvezza di Gesù, attraverso lo Spirito Santo. Avevo visto in azione la Sua potenza, il Suo amore stava ricostruendo le mie parti distrutte . Non avrei mai più dimenticato questo insegnamento.

Mano a mano che procedevo nella guarigione, cominciavo anche a prendermi cura delle persone che il Signore mi ha fatto incontrare. Avvertivo con molta chiarezza che quello che avevo sperimentato non poteva essere soltanto per me. Il Signore mi chiamava a spezzare con i fratelli il cibo che gratuitamente mi era stato donato. Inoltre diventava urgente buttare il salvagente della salvezza a coloro che sembravano risucchiati dallo stesso vortice dal quale io stavo risalendo. Non era forse questo che avevo desiderato da sempre? Solo che ora mi era chiara la mia funzione : un traballante ponte di collegamento tra il mare di bisogno del fratello e la potenza straordinaria di liberazione o di guarigione di Gesù. Avevo sperimentato così a fondo la mia precarietà e la mia debolezza, che non avevo alcun dubbio su chi fosse la fonte della guarigione. Mio compito era indicare al fratello la strada per incontrare il Salvatore, accompagnandolo per un tratto di cammino. Così è iniziato un ministero di vera psicoterapia cristiana, che si è andato via via perfezionando. Si è trattato di mettere insieme la conoscenza acquisita attraverso l’esperienza diretta e la rivelazione,con le conoscenze professionali,anche se confesso di aver dovuto tagliare molto di queste ultime. Ho constatato nel tempo che le persone vengono volentieri da me, perchè sanno che sono una psicologa. Io le accolgo come una psicologa e, se loro lo accettano, le guido a conoscere Colui che può guarirle . Ascolto con molta professionalità la ricostruzione delle loro storie, poi, insieme, portiamo tutto questo materiale a Gesù in preghiera, chiedendo a Lui di mettere ordine, di organizzare i significati, di guarire le ferite, di portare il perdono e la pace interiore. Così gradualmente le persone imparano a riferire ogni particolare della propria vita a Gesù, imparano a pregare sui propri problemi, imparano che il più grande psicologo di ogni tempo è sempre a loro disposizione ed è con Lui che diventa essenziale stabilire un rapporto. Nella maggioranza dei casi, prima di iniziare il percorso della guarigione interiore, è necessario affrontare le rinunce a pratiche occulte, divinatorie, esoteriche. Raramente trovo persone che non abbiano mai avuto contatti con queste esperienze. Ma ho anche trovato molte persone malate soprattutto della paura di essere state o di essere ancora vittime di fatture e malefici,confermate dal contatto con qualcuno che incautamente ha fatto piovere dall’alto una “diagnosi-oracolo” di influsso demoniaco, magari abbandonandole a loro stesse dopo una preghiera di pochi minuti. In questo modo ai disturbi preesistenti si aggiunge il panico della ricerca ossessiva della liberazione e a volte diventa difficilissimo spostare l’attenzione della persona sofferente sull’opera di liberazione di Gesù. Dico questo per sottolineare quanto sia importante, prima di ogni affermazione, avere coscienza che le nostre parole possono incidere in modo determinante per legare o per sciogliere il fratello,che reagirà a seconda della propria struttura del suo originale modo di essere. Anche se una diagnosi di maleficio può essere esatta, occorre avere molta saggezza su come utilizzare questa informazione per il cammino di liberazione. Chi conosce bene l’operare del maligno sa che il suo terreno preferito è la paura. Se riesce a inculcare paura, ha poi una maggiore libertà di movimento per procedere nella sua opera di distruzione. La paura toglie la lucidità, paralizza la volontà, fa agire d’istinto, toglie la capacità di reagire, fa precipitare le situazioni. Per quel che mi riguarda, ho scelto di evitare di dare troppo spazio a satana, lo nomino quel tanto che è indispensabile per smascherare la sua opera e per convincere la persona ad abbandonare pratiche pericolose o situazioni di peccato. Poi lo accantono e accendo i riflettori su Gesù, concentrando tutta l’attenzione su di Lui.

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IHS IESUS SANTO NOME DI GESU’

E’ il Nome di Gesù che inchioda il maligno e lo fa fuggire. E’ l ‘appartenere a Lui che spezza ogni legame con l’occulto. E’ il vivere immersi nella grazia di Dio che ci protegge da ogni male, qualunque sia la sua provenienza. Sono tre gli ingredienti base della guarigione interiore così come io li ho sperimentati e li uso con i fratelli: – la scoperta di Gesù Salvatore. Lui ha pagato il prezzo della nostra liberazione e della nostra redenzione. Lui solo è così potente da strapparci dagli artigli del maligno e da spezzare le catene del peccato con tutte le sue conseguenze, compresa la malattia. – la scoperta dell’amore di Dio. Dio ci ha tanto amati da lasciare morire Suo Figlio, affinchè noi avessimo la vita (Gv 3,16). Se ha dato Suo Figlio per noi, come non darà ogni altra cosa insieme a Lui.

L’Amore di Dio veramente guarisce fin dalle radici! La scoperta di essere amati, accettati, perdonati, ci permette di abbandonarci fiduciosi nelle mani del Padre, ci fa sentire protetti, difesi, e il nostro abbandono crea le condizioni per lasciare libero spazio allo Spirito Santo di agire in profondità. –La scoperta della “Verità” nei suoi tre aspetti : l’incontro con Gesù che è la “Verità incarnata”; l’accoglimento dello Spirito di Verità che è luce e rivelazione al nostro cuore e alla nostra mente; la conoscenza della “Parola di Verità” , che è nutrimento e medicina che cura i nostri pensieri contorti ,i nostri sentimenti malati,le nostre emozioni esasperate. Noi siamo malati perchè abbiamo dato fede alla menzogna che ha stravolto il senso della nostra vita e della realtà esteriore e interiore. Non bisogna sottovalutare il valore di guarigione della Parola di Dio. Dice il Salmo 107,20:”Mandò la Sua Parola e li fece guarire”. Dobbiamo inoltre essere certi della sua potente funzione di ricreazione dell’uomo interiore. I figli di Dio,come dice la Scrittura, sono :”…rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla Parola di Dio, viva ed eterna” (1Pt 1,23).

slide_4Una ragazza di 22 anni , che sto ancora seguendo, paralizzata dalle fobie, incapace fino a un anno fa di uscire di casa da sola o anche solo di farsi la doccia senza che qualcuno stesse sulla porta, ha gradualmente ripreso la sua autonomia portandosi in tasca un biglietto che leggeva e rileggeva e in cui era scritto:” Tutto posso in Colui che mi dà forza”.(Fil 4,13).

I casi che rispondono bene a una psicoterapia cristiana sono, come nella comune psicoterapia, quelli in cui sia possibile la collaborazione attiva della persona attraverso la relazione. Sono quindi da escludere i casi di gravi compromissione psichica, anche se i disturbi hanno origine da interferenze diaboliche. L’ideale per le situazioni più disgregate rimane la presa in carico da parte di una forte comunità di vita e di preghiera ,capace di dare accoglienza ,amore fraterno, senso di contenimento e di protezione, oltre che preghiere specifiche e guida spirituale e psicologica. Parlando di psicoterapia cristiana, termine improprio ma che dà l’idea del metodo, intendo la presa in carico del caso , lo studio delle sue linee essenziali attraverso la guida dello Spirito Santo e il cammino insieme alla persona per un tempo sufficientemente lungo attraverso incontri fissi settimanali. In questo modo si ha la possibilità di costruire, insieme al fratello e con l’aiuto costante della preghiera ,un mondo interiore completamente nuovo. In altre parole si tratta di cooperare con lo Spirito alla nascita della creatura nuova. Sento molto l’importanza di questo ministero, che è nato anche dalla constatazione di quanto sia facile attirare le persone attraverso la preghiera di guarigione e liberazione, ma è il cammino successivo che presenta le maggiori difficoltà e quasi sempre le persone sono abbandonate a se stesse, con grossi problemi interiori , conflitti,battaglie spirituali e ben poche persone capaci di capirlo e sostenerlo. In certi casi il gruppo di preghiera è insufficiente e purtroppo sappiamo quanto pochi siano i sacerdoti con tempo a disposizione per l’ascolto. Ritengo anche che questo sia un ministero molto particolare, che presuppone conoscenze approfondite sia dei meccanismi spirituali che psicologici. Riguardo a questi ultimi è indispensabile la conoscenza della struttura psichica e del suo funzionamento ,nonchè delle relative patologie, al fine di una esatta formulazione diagnostica e del conseguente discernimento sulla prassi di colloquio e di preghiera. E’ sempre molto delicato andare a scoprire certe zone profonde ; diventa quindi indispensabile la gradualità, adeguandosi ai ritmi di comprensione della persona e adattando i contenuti della sua struttura psichica, nel rispetto assoluto della persona e della sua libertà.

Devo a questo punto completare il quadro con una sottolineatura indispensabile. Questo lavoro per il Signore non avrebbe alcun senso , se non fosse inserito nella realtà del Gruppo di preghiera, della comunità parrocchiale e della Chiesa locale. Le persone devono, col tempo, essere sempre guidate a un’esperienza comunitaria. Se lo accettano, vengono introdotte nel gruppo di preghiera dove altri fratelli diventeranno significativi, completando l’opera del Signore, e dove troveranno il sacerdote che curerà l’aspetto sacramentale. La “Comunità” deve diventare il luogo in cui dare continuità e stabilità al cammino iniziato. La partecipazione fedele al cammino comunitario sarà il segno più concreto del positivo procedere della guarigione,insieme al manifestarsi dello slancio evangelico: desiderare di comunicare agli altri quanto il Signore ha fatto nella propria vita, superare se stessi per sentirsi membri del popolo di Dio, collaboratori della grazia, strumento di conversione e di salvezza per nuovi fratelli. “Quello che noi abbiamo veduto e udito,noi lo annunziamo anche a voi, perchè anche voi siate in comunione con noi”(1Gv 1,3).

E’ la storia della salvezza nel suo dinamico perpetuarsi all’interno della storia dell’umanità. “Manda la Tua verità e la Tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al Tuo monte santo e alla Tue dimore” (Salmo 43,3).pop

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