“SATANISTI CONTRO L’UOMO”

“SATANISTI CONTRO L’UOMO” il nuovo imperdibile testo della psicologa Dott. Elena Melis:

Si può richiedere il libro alle sedi del GRIS oppure QUI http://altreletture.darioflaccovio.it/teologia/999-satanisti-contro-l-uomo.html


E’ un argomento su cui ogni credente dovrebbe aprire gli occhi. Il satanismo infatti è un fenomeno mondiale; è un esercito militante, con gerarchie e organismi, che intende eliminare ogni nemico –ovviamente per loro è il Cristianesimo e soprattutto la Chiesa cattolica– e dominare il mondo; è una menzogna sistematica, in base al principio “calunniate, calunniate: qualcosa resterà!” (motto del massone ‘illuminista’ Voltaire ); è una VIOLENZA CINICA, che non rispetta niente e nessuno di quanto gli si oppone; è una strategia occulta, che non si presenta con i suoi reali connotati, ma con quelli utili ad imporsi.
In sintesi, il satanismo è il progetto globale di una umanità antitetica a quella della rivelazione biblica, il quale ha preso corpo e consistenza organica e sociale e intende imporsi in tutto il mondo come il “vero umanesimo” usando per questo i suoi propri metodi.
Per imporsi sulla religione cristiana non ha esitato – e tanto meno in futuro esiterà – ad eliminare ogni oppositore, ad estinguere ogni forza contraria, a corrompere ogni ragione e diritto, per quanto sacrosanti possano essere. Anzi, non ha avuto e non avrà nessuno scrupolo ad eliminare popoli interi che gli siano contrari: e il più contrario di tutti è, si sa, IL POPOLO CRISTIANO E SOPRATTUTTO LA CHIESA CATTOLICA.

Con la sua morte e Resurrezione Gesù Cristo ha vinto una volta per tutte Satana e ora comunica la sua vittoria a tutti coloro che Lo accolgono come Salvatore, che si abbandonano al Suo amore misericordioso e si lasciano da Lui riconciliare con Dio.
Questo è il punto di partenza e di arrivo della nostra vita di cristiani credenti e anche la base da cui vogliamo partire per questa nostra riflessione sul satanismo.
È Gesù stesso a parlarci di Satana e della sua incessante opera per allontanarci da Dio, e a metterci in guardia contro l’inferno, in cui cadono coloro che si sono lasciati possedere dal diavolo.
Non si può essere cristiani e non credere nell’esistenza di Satana e nella sua azione contro di noi, ma non si può neanche essere cristiani e credere che Satana sia tanto potente quanto Dio.
Lucifero/Satana è infatti una creatura, un angelo creato naturalmente buono da Dio ma pervertitosi e ribellatosi a Dio e perciò diventato malvagio. Egli ha trascinato molti altri angeli nella sua ribellione ed è per causa sua che la morte è entrata nel mondo e così l’uomo, creato per conoscere Dio e per amarLo, corre il rischio di perdersi in eterno.
Ogni giorno, fino all’ultimo momento di vita, ci troviamo esposti a questo pericolo mortale e dobbiamo combattere la buona battaglia della fede per rimanere uniti a Dio e resistere alle tentazioni del demonio:
«Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (Efesini 6,11-12).
Con il desiderio di portare un piccolo contributo a questa battaglia, che è sia personale che comunitaria, presentiamo questa breve riflessione su alcuni mezzi oggi utilizzati da Satana per corrompere e possedere le anime.

I REATI LEGATI AL SATANISMO NON SONO SOLO “BRAVATE”
Esistono gruppi di persone che seguono Satana? Come agiscono? Rappresentano realmente un problema anche per noi oggi?
I Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna ne sono convinti e, in un recente documento del 2013, scrivono che: «Nella società odierna sta assumendo una dimensione inaspettata l’adesione al satanismo e l’affermazione di idee e credenze provenienti dall’ambiente satanista».

Nel 2005 don Oreste Benzi scrisse che: «Gli adepti delle sette sataniche si trovano negli ambiti di lavoro più insospettabili e nelle stanze dei bottoni più elevate».

Quest’affermazione potrebbe stupire chi pensa che le sette sataniche siano costituite solo da qualche ragazzo sbandato che utilizza il satanismo come forma di ribellione alla società o come occasione per consumare sesso e droga…
Esistono, come hanno dichiarato diversi ex satanisti, omicidi rituali che rimangono del tutto sconosciuti: sono quelli commessi su alcune persone che ogni anno spariscono nel nulla e che non vengono più ritrovate.
In una recente intervista, l’esorcista don Massimiliano Pusceddu ha dichiarato che il 30% delle centinaia di persone che ogni anno scompaiono in Italia aveva legami con sette sataniche.

I reati di matrice satanista non sono un fatto occasionale o fortuito. Enrico De Simone, primo dirigente della Polizia di Stato, ha dichiarato che quella satanista è una «delittuosità figlia naturale di una cultura fondata sulla distruzione dell’essere umano».

PROPAGANDA SATANISTA, mascherata da “progressismo”:
I satanisti agiscono anche attraverso la diffusione di idee, mode e valori contrari all’uomo quale creatura,(ad es. L’IDEOLOGIA GENDER) creato a immagine e somiglianza di Dio, per distruggere questa consapevolezza e per separare l’uomo dal suo Creatore. Questo genere di lotta viene condotta dai satanisti sia che li si possa definire “credenti” in Satana sia che li si consideri “non credenti ma praticanti”: è LA DITTATURA DEL RELATIVISMO O DEL”PENSIERO UNICO“.
Già nel 2010 l’allora Card. Bergoglio, ora Papa Francesco,
aveva denunciato l’intervento del demonio dietro l’introduzione del matrimonio e delle adozioni omosessuali in Argentina, affermando che dietro l’ideologia che genera queste leggi: «c’è l’invidia del Demonio […] che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la Terra. Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una “mossa” del padre della menzogna che cerca di confondere e di ingannare i figli di Dio».

DIVERSE FORME DI SATANISMO: distinguibili abbastanza bene in via teorica e molto meno nella realtà.

1) Nel satanismo occultista (La setta più importante a livello mondiale è il Tempio di Set, fondato da M. Aquino da uno scisma dalla Chiesa di Satana. Ha sede anche in Italia, a Napoli. Vantano ben 40.000 adepti le due Chiese di Satana di Torino. Il biografo di LaVey, fondatore della più conosciuta setta di satanismo razionalista, la Chiesa di Satana, afferma che «gli italiani sono i maggiori acquirenti dei libri di magia nera, la Bibbia di Satana e Il rituale satanico,che hanno venduto, in tutto il mondo, più di 300.000 copie», scritti da LaVey ); si crede all’esistenza di Satana come ad un essere personale in lotta contro Dio, così come descritto nella Bibbia, e ci si mette al suo servizio in cambio di vantaggi materiali e terreni. In questa forma di satanismo si celebrano riti come la messa nera e si arrivano a compiere sacrifici umani da offrire a Satana.

2) Nel satanismo razionalista invece ci si riferisce a Satana come ad un simbolo o un archetipo positivo di liberazione dalla ‘schiavitù’ della legge e dalla ‘tirannia’ del Dio cattolico. Satana/Lucifero sarebbe quindi il simbolo e l’eroe della ribellione all’autorità e il difensore della sovranità personale, colui che aiuterebbe l’uomo a diventare il suo stesso dio.
I satanisti razionalisti credono che «fai ciò che vuoi sarà l’unica tua legge»e tu stesso sei il tuo dio (motto di Aleister Crowley ,massone O.T.O. e mago nero, considerato il padre del satanismo moderno).
Questa impostazione apre le porte ad ogni forma di trasgressione e perversione, in particolare in ambito sessuale.
Così come in alcuni casi di satanismo acido-giovanile, alcuni potrebbero avvicinarsi al satanismo solo per godere di queste possibilità senza interessarsi all’aspetto trascendente, e per questo potrebbero essere considerati come satanisti “praticanti” anche se non necessariamente “credenti”.
I satanisti razionalisti spesso infatti si dichiarano atei, anche se poi, altrettanto frequentemente, rivendicano i diritti garantiti alle varie credenze religiose per ciò che torna loro utile. La presenza di riti e pratiche a cui però spesso assegnano anche un valore di tipo “spirituale” porta la maggior parte degli esperti ad affermare che il confine tra il satanista credente occultista e quello ateo razionalista appare in molti casi più teorico che reale.

3) Nel Luciferismo l’angelo ribelle può essere presentato sia come colui che porta la luce agli uomini e li guida nel loro cammino di divinizzazione sia come un aspetto necessario del tutto, secondo una visione che vede la perfezione nell’unione degli opposti..(satana considerato come dio in antitesi al Dio cristiano: eresia dello gnosticismo).
Coloro che si riferiscono a questa visione possono farlo in senso filosofico o in senso spirituale o con entrambe le disposizioni personali. È il caso del culto neopagano rivolto alla divinità sumera Enki, professato pubblicamente dal leader italiano dei Real Vampires. Lo stesso Horus Sat ammette che Enki è il Dio poi chiamato dai cristiani con il nome di Satana e si riconosce come aderente al “satanismo spirituale”.

Al di là di queste differenziazioni possiamo con certezza affermare che il satanismo non è solo un fenomeno che riguarda pochi ragazzi sbandati e drogati, ma è una realtà che si presenta a noi sotto diverse vesti (non di rado quelle dell’esoterismo, dei culti della natura e neopagani, di alcune terapie alternative o di tecniche per il benessere olistico) e attraverso diverse proposte di idee o ideologie.

«Vi sono anche gruppi che non intendono presentarsi come satanici e che affermano ad esempio di praticare riti pagani per entrare in armonia con le forze occulte della natura, ma in effetti evidenziano aspetti che possono permettere il loro inserimento all’interno del multiforme mondo del satanismo»,
prof.Giuseppe Ferrari in: AA.VV., Il fenomeno del satanismo nella società contemporanea, Quaderni de L’Osservatore Romano n. 36, Città del Vaticano 1997, p. 7.

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